Per salvare i viventi: introduzione
Cimitero fatto costruire da Francesco III d'Este fuori dalle mura di Modena (1771): una delle prime realizzazioni di cimiteri posti fuori dalla cinta urbana.
Storiografia tanatologica (tanatologia = Branca della medicina legale che studia le cause di morte e le modificazioni organiche che a essa conseguono): si individua nella costruzione dei cimiteri fuori dai centri abitati un punto di svolta nel senso della morte. Per secoli c’era stata una grande familiarità con i defunti => seppelliti nel cuore della città: soprattutto nelle chiese perché c’era il desiderio di essere seppelliti vicino alle reliquie dei santi; i cimiteri contigui alle chiese erano generalmente lasciati ai poveri.
La Chiesa aveva provato ad intervenire per evitare le sepolture nelle chiese. Nel 1700 si va sviluppando una paura dei morti: c’era un nuovo senso della vita = i Lumi (come i libertini del 1600 e gli antichi) considerano la morte un evento inevitabile e naturale che va procrastinato il più possibile. In questo clima si apre anche un dibattito in merito ai segni della morte = si passa dall’idea di separazione istantanea dell’anima dal corpo ad un evento di durata indefinita e perfino reversibile (vd idea dell’uomo come strutturato in organi e funzioni il cui esaurimento avviene gradualmente, Lumi) => la morte è un processo interno alla vita stessa (esiste una zona intermedia fra le due e questo permette di intervenire).
- Difesa a oltranza della salute, soprattutto di quella pubblica (lotta alle epidemie).
- Occorre salvare i viventi dalle esalazioni cadaveriche.
Nel corso del 1700 la morte viene anche desacralizzata e demistificata => si mette in discussione il sistema riguardante la concezione di Dio, dell’aldilà ecc. Con la realizzazione dei cimiteri fuori dalle città lo stato interveniva in un settore della vita associativa che era stato fino a quel momento di competenza ecclesiastica. Lo Stato afferma un accentramento del potere e la volontà di disciplinare la società (nozione di bene pubblico).
A fine Settecento i giansenisti (corruzione della natura umana e bisogno di un potere a cui il singolo possa affidarsi) si alleano con i sovrani illuminati. La costruzione dei cimiteri extraurbani fu voluta dal riformismo settecentesco con il sostegno delle conoscenze scientifiche diffuse dagli intellettuali, in merito alla difesa dalla salute pubblica.
L’opera di realizzazione dei cimiteri extraurbani parte negli anni ’20 del 1700 e comprende dei provvedimenti legislativi (degli anni ’60) che rimangono ineseguiti; la riforma viene realizzata in Francia negli anni ’70 e allora le cose procederanno (in Austria bisogna aspettare Giuseppe II per la costruzione dei primi cimiteri nelle grandi città).
Es. Domenico Caracciolo (governo in Sicilia) = costruzione di un cimitero comune a tutti (anche ai nobili).
Nei primi decenni del 1800 si arriva ad una soluzione definitiva (vd crescita demografica) => passaggio ad una concezione amministrativa delle sepolture. In Francia si tenta anche la desacralizzazione della morte; ma la ricerca di un rituale funebre laico testimonia l’esigenza di restaurare la ritualità delle esequie.
- I cimiteri extraurbani passano dall’essere luoghi di conservazione dei cadaveri a spazi dedicati alla loro memoria + si afferma l’immortalità laica (= il ricordo).
1800: culto dei morti (venerazione della tomba individuale, resa obbligatoria da Napoleone). In occasione della costruzione del cimitero di Modena (vd sopra) venne scritto il “Saggio intorno al luogo da seppellire” (Piattoli).
Seppellire i morti nell'età dei Lumi: le prime indagini sui cimiteri di Parigi
In Francia nasce il movimento di opinione pubblica contro le sepolture comuni nelle chiese (implicavano periodiche esumazioni, esposizione delle ossa). La sepoltura promiscua (fosse comuni) era diffusa sia in Francia che in Italia dal 1400 ed era generalmente per i poveri e per le confraternite o le associazioni. È dalla fosse comuni che inizia il movimento contro le sepolture nelle città (erano queste ad essere aperte di frequente).
Parigi: cimitero degli Innocenti = oggetto di indagini negli anni ’20 del 1700 per prevenire le infezioni nel cimitero (straripava di cadaveri). Nel 1737 il Parlamento di Parigi fa condurre a dei medici l’inchiesta sui danni che potevano derivare alla salute pubblica. Il risultato fu solo la raccomandazione di una maggiore cautela nelle inumazioni (= seppellimento cadavere sotto terra). 1744: un’esumazione in una chiesa di Montpellier provoca molte morti => l’intendente della Linguadoca incaricò Haguenot (medico) di indagare in merito. La Linguadoca sarà sempre in prima linea su questo fronte.
È l’autorità del discorso medico (metodo sperimentale) che spinge il Parlamento di Parigi alla riforma = primo provvedimento pubblico che tenta di proibire la pratica di seppellire nelle chiese e nei cimiteri parrocchiali vicini ad esse + si impone la costruzione di otto nuovi cimiteri extraurbani (1765). Ma rimane solo legge. Questo fornì comunque il modello del cimitero del 1700. Questa riforma prescriveva modi di sepoltura che sconvolgevano i riti religiosi => oltre ai motivi sanitari c’è un’ingerenza nel dominio della Chiesa da parte dello Stato (siamo nel 1665, i Gesuiti sono appena stati espulsi dalla Francia).
Giansenismo e lotta politica in Francia nella seconda metà del 1700
GIANSENISMO: dea che l'uomo nasce essenzialmente corrotto e quindi destinato a fare necessariamente il male, e che, senza la grazia di Dio, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà, e che alcuni umani sono predestinati alla salvezza mentre altri no.
Il giansenismo politico (giansenismo dei magistrati, anni ’50 e ’60 del 1700) fa del Parlamento di Parigi il centro della lotta contro la Chiesa => i giansenisti passano dal campo dei devoti a quello dei politici. L’assemblea generale del clero del 1765 ribadisce l’indipendenza dell’autorità della Chiesa, la fedeltà all’Unigenitus (costituzione apostolica, in forma di bolla papale, promulgata da Clemente XI per condannare il giansenismo) e la condanna dei refrattari + rifiuto del diritto dei tribunali secolari a pronunciarsi sulla giustizia o meno del rifiuto dei sacramenti. Il Parlamento sta con gli avvocati giansenisti e condanna gli atti dell’assemblea. Interviene il Consiglio di Stato = subordinazione del potere spirituale a quello secolare + si consacrano i principi gallicani.
- L’ordinanza parlamentare del 1765 sui cimiteri viene emanata in un periodo in cui si stava reagendo contro la Chiesa.
Dal 1766 ci sono una serie di trattati gallicani in cui si ribadisce il diritto del potere secolare di intervenire in materia spirituale per difendere l’ordine pubblico.
L'ordinanza del parlamento di Parigi del 1765
Con l’ordinanza si interveniva sulle forme della manifestazione religiosa del lutto = si concede solo la preghiera in chiesa, poi il cadavere doveva essere portato in un deposito, essere contrassegnato da una lettera (indica la parrocchia e un numero che sarebbe comparso anche nell’estratto mortuario), un ecclesiastico accompagna il trasporto e rimane di notte nella cappella; un carro carica i cadaveri e li porta al cimitero comune (c’è solo un religioso). Nei cimiteri c’erano grandi fosse (una per parrocchia). Non si possono porre epitaffi sulle sepolture. Le fosse venivano rinnovate ogni tre anni.
- Si cerca di estendere il più possibile la sepoltura in fosse comuni (anche ai ricchi): per le fosse individuali occorre pagare una cifra 10 volte maggiore rispetto a quella che veniva pagata per la sepoltura in chiesa.
Il senso dell’individualità e della privatezza si sviluppa nel corso del 1700, si arriverà così allo spazio singolo per il corpo del morto (tomba); il primo passo sarà fatto da Pierre Patte che, negli anni ’80 del 1700, propone delle fosse più piccole, ma non ancora individuali. Attenzione: a contare all’epoca non era la salvaguardia della spoglia individuale, ma la vicinanza all’altare.
Nel 1700 ci sono anche i primi studi sulla rifrazione dei raggi mefitici (di odore malsano) emanati dai cadaveri => viene fissata anche una distanza per le sepolture e per garantirla servono cimiteri più grandi. Solo con il cimitero extraurbano (ampio) si può pensare alla concessione di tombe individuali per tutti (editto napoleonico di Saint Claude del 1804: tombe vengono poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati, e che sono tutte uguali. Per i defunti illustri, invece, è una commissione di magistrati a decidere se far scolpire sulla tomba un epitaffio).
Ordinanza 1765: si vogliono realizzare spazi chiusi solo per l’esigenza di smaltimento dei cadaveri e non luoghi di riposo dei defunti aperti alla presenza dei vivi (come era nei cimiteri contigui alle chiese e poi nel cimitero suburbano ottocentesco) => tentativo di totale segregazione dei morti (vd riformismo giansenistico + manifestazione del processo di contenimento delle manifestazioni del lutto).
In merito al luogo della sepoltura sono previste delle eccezioni: con il pagamento di una cifra esorbitante si poteva essere sepolti nelle chiese (dove continuavano ad essere sepolti i membri del clero).
I philosophes, l’Encyclopedie e il contributo dei medici
All’ordinanza si opposero i curati di Parigi = avrebbero perso gli introiti derivanti dai funerali => contestano le osservazioni mediche su cui si fondava l’ordinanza e osservano che la situazione non è peggiorata nel corso del 1700, ma semplicemente si era più sensibili agli odori + incolpano dell’iniziativa i philosophes.
I curati sostengono che presto le tombe sarebbero state profanate e così sarebbero state distrutte le ascendenze familiari, le genealogie e la struttura sociale basata sull’appartenenza a un ceto. I philosophes non parteciparono molto al dibattito in merito ai cimiteri. In alcuni passi dell’Enciclopedia si parla della necessità dei cimiteri extraurbani sia su basi religiose che sanitarie.
Riguardo alla questione dei cimiteri troviamo posizioni culturali diverse (anche tra loro contrastanti come illuminismo e giansenismo): si tratta di un’esigenza di riforma che fa parte di un generale progetto di trasformazione della società. Furono i medici (settore particolare degli intellettuali) a battersi perché questo progetto si concretizzasse.
La questione dei cimiteri rappresenta un problema urgente solo a partire dagli anni ’70 del 1700: nell’Enciclopedia la voce “Cimitero” era breve e concisa, mentre nei Supplementi (1776) la stessa voce viene redatta dal principale sostenitore della riforma (Maret) = si fa trionfare la dimensione medica (rischi derivanti dalla putrefazione, per questo sorge la questione delle distanza fra i cadaveri).
Nei territori asburgici: gli intellettuali del Caffè
Dalle prime formulazioni del problema da parte degli intellettuali formatisi nell’illuminismo francese (con le prime riforme di Giuseppe II) si passa alle proposte degli intellettuali “organici” che fanno parte dell’amministrazione degli Asburgo. Dopo l’ordinanza del Parlamento di Parigi, nel 1765 compare nel secondo tomo del “Caffè” (Milano) un articolo sulle sepolture, scritto da Lambertenghi = si sostiene che l’onore reso ai corpi sia dovuto alla compassione e al linguaggio del cuore che ci fa pensare che un cadavere possa sentire qualcosa. Si arriva alla conclusione che la sepoltura nelle chiese è irrazionale.
Questo articolo era seguito dai precetti di sanità di Visconti (dati epidemiologici e indicazioni igieniche). Dopo questi due articoli troviamo quello di Pietro Verri riguardo all’innesto del vaiolo. Anche nel primo tomo erano presenti articoli che, insieme a questi, indicano l’adesione degli intellettuali del Caffè alla medicina preventiva di stampo neo-ippocratico.
- L’articolo sulle sepolture era inserito nel contesto di un problema complessivo (la prevenzione, tema di salute pubblica).
La politica della Giunta Economale a Milano
La questione era all’epoca di pertinenza della Chiesa: nella Lombardia austriaca se ne occupò la Giunta Economale per le materie ecclesiastiche e miste (nato nel 1765, quando Giuseppe II era salito al trono) => nel 1767 viene emanato un editto che ripristina l’uso di seppellire i morti fuori dalle chiese (dichiarazione di intenti) e poi nel 1768 vengono date istruzioni ed avvertenze e si disponeva che il cimitero fosse posto in sito aperto e fuori dall’abitato.
La Giunta si opponeva così alle manifestazioni di pietà popolare: venne infatti proibita l’unione rischiosa e sconvenevole della Pia adunanza, abolisce le devozioni notturne (funzioni penitenziali collettive che si svolgevano di notte per accentuare il clima di tremore, organizzate dalle missioni urbane dei Gesuiti) e le stesse missioni urbane.
Con questo editto inizia il controllo dello Stato sull’amministrazione delle confraternite e inizia la soppressione di quelle inutili (per le confraternite il culto per i morti era centrale: da sempre in esso si davano disposizioni relative all’assistenza dei moribondi, alla sepoltura e alle esequie).
Quando Giuseppe II diventa correggente (1765) si accentua ulteriormente l’idea che la religione debba essere socialmente utile => lo Stato vede con sospetto le forme devozionali popolari. Nel 1774 viene chiesto ai parroci di collaborare per la completa applicazione della normativa che impediva la sepoltura nelle chiese.
Primi interventi di Maria Teresa: il sostegno degli intellettuali e Habermann
L’appello ai parroci era prematuro nel 1774: quell’anno la Giunta Economale ripete l’ordine che aveva emanato nel 1768, ma non ottengono risultati. Tra il 1768 e il 1774 Maria Teresa dà al figlio Ferdinando (luogotenente del Ducato di Milano) la direttiva di ordinare che in futuro non ci fossero tombe comuni nelle chiese e che fossero sepolti nei cimiteri coloro che non avevano diritto di esserlo in chiesa.
In realtà non ci furono effetti immediati, ma Giuseppe Allegranza scrive “De sepulchris christianis in aedibus sacris” = condanna le fosse comuni nelle chiese, ma non i sepolcri privati (a cui però hanno diritto solo i ricchi); non si sofferma sulle motivazioni igieniche del decreto. Maria Teresa nel 1771 emana un ordine diretto all’Austria inferiore riguardo la sepoltura nelle chiese.
- Habermann pubblica “De salubri sepultura” (1772). L’ordine in questione sembra analogo a quello dato per Milano, ma più cauto = si ordina ai parroci di indagare se le tombe promiscue nelle chiese andassero modificate e se si dovesse eliminare o meno l’uso di seppellire in chiesa e iniziare a fare diversamente => serve dimostrare la nocività dei cadaveri nelle chiese per poi trasferirli altrove. => indagine medica e Habermann con la sua opera rispondeva a questa indagine. Habermann dimostra che l’inumazione (seppellimento cadavere sotto terra) sia il metodo migliore per la sepoltura, che le esalazioni provenienti dalle tombe sottostanti la chiesa fossero pericolose (collegamento fra gli effetti delle esalazioni alla diffusione di malattie epidemiche) e che quindi servissero i cimiteri fuori sia dalle città che dai sobborghi.
L'azione dei sovrani austriaci e della Giunta Economale a Milano
Maria Teresa aveva promosso delle indagini prima di agire; quando poi il suo progetto fu osteggiato dagli organi di governo, si rivolse al protomedico Anton von Storck = lui conferma che le esalazioni cadaveriche fossero pericolose. Il Governo dell’Austria inferiore si opponeva a causa di alcuni svantaggi determinati dal trasferimento dei cadaveri => la soluzione era quella di curare maggiormente il modo vigente di sepoltura.
- Maria Teresa consente la sepoltura nelle chiese, ma la cripta non deve essere aperta dall’interno del tempio => le salme dovevano essere portate fuori ed introdotte nella cripta attraverso un ingresso da praticare nel muro esterno + i cadaveri andavano coperti di calce viva. Le cose rimarranno così fino alla ripresa di Giuseppe II (per 10 anni).
I teorici dell’assolutismo illuminato consideravano l’allontanamento dei cimiteri necessario per la sicurezza dei cittadini (di competenza dello Stato). Nel Ducato di Milano la Giunta Economale continua ad insistere per realizzare un progetto molto più avanzato rispetto a quello di Maria Teresa per i territori ereditari => nel 1774 una circolare della Giunta raccomanda l’esecuzione della circolare del 1768 (costruzione cimiteri fuori dell’abitato) e la raccomandazione viene ribadita nel ’76. Mentre in Francia il cambiamento iniziava, nei territori austriaci rimane tutto fermo. Gli ordini vengono ripetuti anche nel ’78 e nel ’79 e così via.
Nel 1785 Giuseppe II si reca nel Ducato e si interessa alla questione: finalmente si stabilisce come decidere il luogo per il cimitero e nel 1786 sorgono i primi quattro cimiteri suburbani milanesi, nel 1787 inizia lo svuotamento dei sepolcri delle chiese, dei chiostri e dei cimiteri degli ospedali.
Reazioni di Pietro Verri e di Giuseppe Gorani al cimitero giuseppino
“Intorno al seppellire i cadaveri” (Pietro Verri), dopo la legge che fissa la costruzione dei primi cimiteri milanesi = si ribadisce il bisogno di occuparsi delle spoglie dei defunti per i loro cari + che la sepoltura onorevole induce i viventi ad azioni buone + con la nuova legge si mettono ancora più in luce i pochi personaggi che possono permettersi di essere sepolti in chiesa. => con i cimiteri settecenteschi si tornerebbe alla barbarie. Verri condivide le buone ragioni del cimitero extraurbano, ma vuole che il suo ceto (q
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