Bibliografia
“Perché l’Europa ha cambiato il mondo”, Zamagni.
Lezione 1: Le civiltà agricolo-mercantili avanzate tra Medioevo ed età moderna
La rivoluzione industriale è stata definita “rivoluzione” per la sua grande capacità di compiere una trasformazione radicale in un tempo molto breve. Inizialmente l’umanità visse per decine di migliaia di anni in un regime economico basato sulla caccia, la pesca e la raccolta di frutti selvatici. A partire dal 9000 a.C., nelle zone con un clima più temperato come quelle dell’Asia, dell’Europa, dell’America e dell’Africa settentrionale, iniziò un’evoluzione verso una civiltà agricolo-pastorale, che permise le prime forme di stanzialità. Sono sorti anche le prime forme di villaggio: in Palestina, successivamente nel Medio Oriente e nel Centro America, Asia meridionale e in Cina. La “rivoluzione agricola” si andrà a diffondere in molte parti dell’Europa e dell’Oriente. Si vedono nascere città e imperi, l’espansione della popolazione e la diffusione della cultura.
Ci vollero millenni per arrivare alla civiltà industriale; quali sono i principali effetti della rivoluzione industriale? (Europa tra 16° e 18° secolo):
- La speranza di vita alla nascita triplica;
- La popolazione del mondo ha oltrepassato i 7 miliardi (oltre il vincolo Malthusiano);
- L’urbanizzazione si è diffusa: un mondo di città;
- Cambiano radicalmente i modi di vita e di lavoro;
- Si verifica il cambiamento climatico.
Perché la rivoluzione industriale avviene in Europa?
Sicuramente per il clima e per la localizzazione geografica. Infatti, le civiltà più dinamiche erano collocate in aree dal clima mite (che favoriva l’agricoltura, l’allevamento e la diffusione di poche malattie) e con acque che facilitavano il trasporto, l’irrigazione e la vita in comune. Importante era anche la numerosa presenza di risorse naturali su questi territori (legno, metalli e carbone), ma anche la conformazione stessa del territorio, delimitato da confini naturali. Questi sono tutti elementi che favoriscono, ma non determinano la rivoluzione.
Vi sono anche fattori immateriali, infatti un ruolo molto importante in questo progresso è svolto dalle visioni filosofico-religiose del mondo e dall’organizzazione della società che ne è derivata. L’approccio istituzionale alle diverse civiltà è condiviso da Douglass North, il quale insiste sul fatto che la cultura da cui derivano le istituzioni e le stesse decisioni economiche va oltre alla “razionalità strumentale”. Secondo lui quindi le istituzioni hanno un peso e stabiliscono regole formali, vincoli informali e presentano anche un meccanismo sanzionatorio.
Per capire questo andare oltre alla mera razionalità, bisogna introdurre il concetto di path dependence, la dipendenza dal sentiero. Concetto sviluppato da Paul David, con il quale riconduce la spiegazione di molte tecnologie e istituzioni ad un determinato percorso storico e non a leggi economiche razionali di validità universale. Il rifiuto da parte di un Paese al progresso è dovuto dall’inerzia storica, ma anche quelli che si sviluppano, tendono comunque a rimanere legati alle proprie radici di origine.
In Europa, in seguito alla caduta dell’Impero Romano, si è verificato un costante ritardo confronto agli altri Paesi per quanto riguarda la popolazione, il livello tecnologico e il PIL pro capite; questo ritardo è stato colmato nel tempo. Vi erano altri candidati per questa rivoluzione industriale ovvero Cina e mondo islamico. Perché non è avvenuta lì?
Vi era una “grande divergenza” (Pomeranz) tra le 3 civiltà citate. Tutte avevano ormai sviluppato la scrittura, l’attività manifatturiera e il commercio, ma restava comunque centrale l’agricoltura. Erano basate su religioni e filosofie diverse anche se condividevano la fiducia nella razionalità dell’uomo. Nell’11° secolo Cina e mondo arabo erano più avanzate dell’Europa.
Differivano nella forma di governo: la Cina aveva un governo assoluto, nel mondo islamico invece era subordinato ai precetti religiosi, con legislazioni dall’alto. I governi assoluti promuovono lo sviluppo solo per arricchire le élite al potere. (istituzioni estrattive, che mettono a disposizione di pochi il surplus economico prodotto, attraverso l’estrazione di rendite/ no inclusive, dove tutti potevano partecipare all’attività economica).
L’Europa invece presentava un governo decentrato, che rispecchia la sua frammentazione interna e tenta diverse strade. Era un continente molto competitivo che otterrà esiti positivi nell’ambito della tecnologia e dell’organizzazione. Diventa sempre più inclusivo.
Differivano nell’ordine: i paesi grandi come la Cina possiedono molte risorse interne e puntano alla conservazione dello Status quo che favorisce la difesa e l’isolamento. Invece i Paesi piccoli (Europa frammentata) puntano ad un ampliamento sempre maggiore che comporta alti costi ma anche sviluppo tecnologico e finanziario. Sono paesi più competitivi che hanno come obiettivo la crescita e grandi esplorazioni.
È diversa anche la giustizia: nei paesi assolutistici, vi sarà una giustizia arbitraria; l’Europa ha ereditato dal diritto romano il principio Habeas corpus che segue l’idea dell’uguaglianza davanti alla legge.
Anche la tassazione è diversa. Infatti, la tassazione europea è la più alta, ma anche la più efficiente che riesce a garantire maggiori beni pubblici per tutti e per offrire maggior supporto all’esercizio delle loro attività. La popolazione però, per l’elevata tassazione, impone un controllo del loro uso, espresso con la formula “No taxation without representation”.
I fondamenti filosofico-religiosi dell’Europa si sono rivelati strategici nel creare e sostenere la dinamica culturale, politica ed economica.
- 1° fondamento: lo troviamo nella definizione di persona umana come valore assoluto: l’uomo è stato creato a immagine di Dio, e con la continua affermazione di questo principio si sono abbandonati l’assolutismo e lo schiavismo arrivando a proclamare l’uguaglianza di tutte le persone. È stato rivisitato anche il concetto del lavoro, a cominciare da Ora et labora, come un’attività propria non degli schiavi, ma degli uomini liberi. Il lavoro se viene fatto da uomini liberi e pensanti produce miglioramenti di produttività.
- 2° fondamento: Ogni persona è a immagine di Dio, quindi la relazione di base fra le persone è una relazione orizzontale di fraternità, caratterizzata da fiducia e solidarietà. Nasce il concetto di bene comune: la ricchezza è positiva se migliora la comunità (prima interesse comune, poi individuale). Nasce anche l’economia civile, a servizio della città, in cui ciascuno trovava il suo ruolo attraverso il lavoro fatto bene.
- 3° fondamento: l’esaltazione dello spirito come razionalità, da cui discendono la nascita della scienza, la diffusione dell’istruzione, ma anche la superiorità dell’uomo sulla natura (homo faber).
- 4° fondamento cruciale: la separazione dei poteri tra civili e religiosi, ma successivamente tra legislativo, esecutivo, giudiziario. La società si articola in corpi intermedi, le corporazioni che godevano di vaste autonomie.
Lezione 2: Dalle città-stato italiane alle esplorazioni geografiche
L’Europa grazie alle istituzioni recupera il ritardo che aveva dall’anno 1000 rispetto a Cina e mondo islamico.
Quali sono i fattori che permettono questo recupero
Rivoluzione commerciale: l’anno 1000 segna passaggio dall’alto al basso medioevo e avvia un processo di sviluppo che tocca molti ambiti (tecnologia, cultura, scienza, nuovi metodi e discussione scritture antiche). Il cambiamento più evidente riguarda il commercio: l’Europa che era sempre stata di periferia diventerà continente centrale per il commercio.
Dove avviene? In diversi posti in Europa, spostamenti che partono dall’Italia arrivano alla Gran Bretagna, un cambiamento che parte dai comuni dell’Italia del nord (paese estremamente frammentato, che fa sì che si metta in modo un processo di mutamento) ma anche dalle Fiandre, zona molto ricca per lavorazione della lana e perché era ponte commerciale con nord Europa. Con l’età delle grandi scoperte geografiche il processo si sposterà in Scandinavia e Spagna, fino poi a toccare l’Olanda e la GB. Cambiamento che parte dalle città che offre condizioni di vita migliori (es. contadini).
Le città erano agglomerate di popolazione dedicata ad attività economiche non agricole, in cui i mercanti avevano un ruolo economico predominante. In Europa occidentale le città sono molto autonome (Italia, Olanda…) non del tutto ma ottengono molte autonomie e saranno governate dai mercanti/commercianti. Le leggi che regolano la vita cittadina nascono attorno alle esigenze del mercato. In molte città europee, soprattutto italiane, campeggia la parola libertas; gli uomini d’affari in esse svolgevano anche un ruolo politico di autogoverno, ignoto fuori dall’Europa.
Vediamo nel dettaglio il funzionamento e le implicazioni istituzionali che resero le città europee i maggiori centri di innovazione. Il sistema economico delle città si fondava sulle corporazioni degli artigiani produttori e le camere dei mercanti. Gli artigiani producevano su mandato dei mercanti che a volte fornivano anche le materie prime. Si veniva a formare quindi un rapporto stretto tra i mercanti che sviluppavano i commerci e gli artigiani che possedevano gli strumenti e il know-how per le lavorazioni.
La produzione manifatturiera godette di importanti innovazioni tecnologiche; a partire dal 12° secolo viene applicata la forza motrice idraulica per azionare i meccanismi in diversi settori (lavorazione del ferro, segatura del legname, filatura): sono innovazioni già note nel mondo islamico e in Cina, che gli europei introdussero o re-inventarono.
I due ambiti in cui la tecnologia ebbe i più importanti sviluppi furono:
- La navigazione: la diffusione della bussola magnetica e la compilazione di tavole trigonometriche permisero la navigazione strumentale o matematica che rese il tragitto molto più preciso e possibile in condizioni atmosferiche meno favorevoli (innovazioni già presenti in Cina).
- Misurazione del tempo: In Europa si cerca un metodo meccanico per misurare il tempo: l’orologio meccanico si diffuse con grande rapidità in tutta Europa, nel 14° secolo, con capolavori di meccanica che scandivano automaticamente ore, minuti, giorni, mesi e anni (innovazione originale europea).
Le aree europee leader nello sviluppo manifatturiero delle città furono l’Italia centro-settentrionale e i Paesi Bassi meridionali. L’Italia trasse vantaggio dalla sua posizione geografica (ponte naturale tra Europa, Nord Africa e il Vicino Oriente); i PB perché centro di strade e rotte tra il mare del Nord e il versante Atlantico di Francia e Spagna.
Gli europei si specializzarono rapidamente nel commercio estero perché le loro città erano troppo piccole per offrire mercati sufficienti alle capacità produttive e di scambio che riuscirono a sviluppare. La grande libertà di cui godevano i mercanti generò innovazioni significative anche nel campo delle istituzioni; le più importanti sono:
- La commenda: è una forma di associazione di capitali che permetteva anche a chi non desiderava lavorare direttamente in un’impresa di poterla finanziare. È da qui che prese avvio la pratica della raccolta dei capitali tra molte persone => poi si arriverà alla SPA (si diffuse soprattutto nelle città marinare italiane).
- L’assicurazione: si diffuse inizialmente nella Rep. marinara di Venezia, per affrontare i grandi rischi degli armatori che trasportavano le mercanzie per mare.
- Le banche: legata alle fiere e all’attività del mercante, tanto che spesso si ebbero figure di mercanti/banchieri e solo in seguito le due figure si separarono. Le pratiche bancarie che venivano sviluppate- lettere di credito o di cambio- non erano volte ad ottenere una rendita fissa da parte di chi possedeva una proprietà, ma ad attivare flussi di credito per finanziare l’attività mercantile su aree vaste. Questo credito all’attività produttiva e commerciale aumentava il lavoro e permetteva migliori condizioni di vita per tutti; per questo motivo la Chiesa cattolica abbandonò la condanna dell’usura per queste pratiche di credito a scopo produttivo, rendendole moralmente accettabili. Il credito al consumo venne messo in mano ad appositi istituti con capitale donato (i Monti di Pietà) che lo esercitavano a tassi di interesse modici.
- I Banchi pubblici: ossia le banche specializzate nel concedere prestiti agli stati, sotto forma di titoli di debito pubblico, allo scopo di sostenere una guerra, ma anche di contrastare esigenze alimentari o sanitarie.
- La partita doppia: un nuovo modo di tenere la contabilità; metodo già conosciuto nel mondo islamico ma perfezionato dai mercanti europei.
- Lo Ius mercatorum (diritto commerciale internazionale): regolamentazione vincolante, dettata dalla corporazione dei mercanti, per risolvere le controversie fra operatori economici. Era vincolante anche nei confronti di terzi non appartenenti alla corporazione e creò una giurisdizione, amministrata da giudici-mercanti.
- Affermazione della professione del notaio: era necessario registrare contratti sempre più numerosi; a questa figura venne riconosciuta la funzione di garante della legittimità di un negozio giuridico concluso alla sua presenza.
La concentrazione di gran parte di questo dinamismo nelle città italiane le portò a una fioritura economica incredibile, infatti, nel 1300 l’Italia Centro-Nord aveva raggiunto un reddito pro capite doppio di quello dell’Olanda e della Spagna. La ricchezza delle città italiane venne superata dalla Gran Bretagna solo nel 700.
Nascono poi altri tipi di banche:
- Banchi pubblici: servono a finanziare lo stato e a mettere sul mercato dei titoli di debito pubblico.
- Il credito al consumo con i monti dei pegni: permettono di depositare un bene presso una banca in cambio di denaro, successivamente da riscattare con interessi) e monti frumentari (prestito in natura).
Nascono fiere e mercati; si diffonde la monetazione, che è segno di un’Europa che si sta arricchendo perché inizia a battere le proprie monete. Si verifica una crescita demografica e di urbanizzazione che comporta miglioramenti nell’agricoltura e una crescita manifatturiera e commerciale (Genova si espande nel Mediterraneo). Cambiamenti nella tecnica di lavoro, prima imitazioni di tecnologie esistenti poi invece vengono proposte invenzioni originali, come l’orologio meccanico. Per la navigazione strumentale importiamo dalla Cina la bussola (fondamentale per muoversi nell’oceano quando c’è brutto tempo) e per il timone di poppa. L’astrolabio (mondo arabo) è stato riscoperto tramite l’Islam e serviva per misurare la posizione delle stelle.
Le innovazioni istituzionali iniziate nelle città italiane continuarono anche quando andarono in crisi, erano dei perfezionamenti di prassi già in essere. Fra le principali:
- La borsa: luogo di operazioni commerciali e finanziarie. La prima borsa venne aperta ad Anversa nel 1531 e formalizzava attività già presenti da tempo in varie città commerciali d’Europa, incluse quelle italiane.
- Il servizio postale: introdotto nel 15° secolo;
- Il brevetto: tutelava lo sfruttamento commerciale di una nuova invenzione; introdotto per la prima volta in GB (per 14 anni).
- I codici di commercio: sottoposti a tribunali della mercanzia, fino alla loro codifica in età napoleonica, con la diffusione delle camere di commercio.
Questa lunghissima preparazione istituzionale permette un allargamento e migliore funzionamento dei mercati, e incentivò le invenzioni strategiche che determinarono la nascita della rivoluzione industriale in Europa.
Gli effetti delle scoperte geografiche: il commercio
Le esplorazioni europee per mare provocarono una vera e propria rivoluzione spaziale, con il risultato di una dilatazione degli orizzonti e una compressione degli spazi perché i confini del mondo apparivano ormai definiti. Si avviò un processo di integrazione economica, politica e culturale del mondo. Le nuove scoperte alterarono gli equilibri raggiunti in Europa; l’Italia venne tagliata fuori dallo sfruttamento coloniale delle nuove terre scoperte, anche se tutti i primi esploratori furono italiani (però al soldo di altri governi e imprese). I motivi furono due:
- Le posizioni acquisite dalle repubbliche marinare italiane erano così confortevoli che non vi era incentivo a cambiare la dimensione;
- La dimensione delle città-stato italiane era troppo piccola per poter sostenere spedizioni della portata di quelle necessarie per attraversare gli oceani senza stabili alleanze, che non si vollero creare.
Per il Portogallo invece fu un’opportunità unica, perché la sua posizione lo aveva tagliato fuori dalle correnti di traffico europee. La Spagna tentò la fortuna con Cristoforo Colombo e quando videro i primi risultati, si dedicarono all’avventura coloniale con un approccio militare di conquista. Le esplorazioni geografiche misero in valore il continente americano, che era stato isolato dal resto del mondo, e pose fine al semi-isolamento in cui era vissuta l’Asia. Tra Europa ed Asia il trasporto era sempre stato faticoso e non aveva mai permesso relazioni strette;
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