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MODELLI ORIGINALI DELLA STORIA ECONOMICA

➢ Rostow (1916-2003): studia negli anni ‘50 il take off nel modello a stadi secondo il quale i paesi

industrializzati dopo l’Inghilterra, dovevano attraversare gli stessi stadi per arrivare ad un’economia

industrializzata.

MODELLO A STADI : transazione in cui un cambiamento nel settore agrario porta

all’accumulazione di capitale e al successivo investimento in attività innovative nel settore

manifatturiero;

➢ Gerschenkron (1904-1978): critica le tesi di Rostow e sottolinea il vantaggio dell’arretratezza e

dei fattori sostitutivi , il big spurt e la convergenza condizionata da fattori come le istituzioni, il

capitale umano e la R&S.

Egli basa le sue tesi su paesi come Germania e Stati Uniti che seguono il percorso dell’Inghilterra con

una visione però diversa: i paesi late comers possono beneficiare delle tecnologie e delle conoscenze

prodotte dagli altri paesi, ma allo stesso tempo possono produrre innovazioni a partire dalle

conoscenza acquisita, è proprio questo il vantaggio dell’arretratezza. Questo concetto è

complementare ai fattori sostitutivi: secondo Gerschenkron questi paesi possono sfruttare alcune

istituzioni, come ad esempio le banche, per consentire una più veloce accumulazione di capitale in

maniera più efficiente rispetto all’investimento privato;

➢ Fogel (1926-2013): rappresenta la nuova storia economica che si sviluppa inizialmente gli anni ‘60

negli Stati Uniti e successivamente negli anni ‘80 e ‘90 in Europa. Questa idea è caratterizzata da un

maggior riferimento alla teoria economica, dall’analisi controfattuale e dall’economia applicata alla

storia (cliometria).

L’ analisi controfattuale è utile, nel momento in cui si analizza un fenomeno, per verificare

l'efficacia di una certa politica. Costruire un controfattuale vuol dire immaginare un mondo uguale in

cui non c’è stata una politica e capire se in questo mondo si rinvengono alcune cause che avrebbero

modificato il fenomeno. Questo è importante per stabilire legami di causalità tra i fenomeni e le

politiche. Un esempio dei giorni nostri potrebbe esserci fornito dal coronavirus in cui la pandemia è il

fenomeno e la politica per ridurre i contagi che viene applicata è il DPCM;

➢ Chandler (1918 - 2007)

: si concentra sulla grande impresa innovativa che sostiene la crescita

economica del paese e negli anni ‘70 dà un forte impulso alla cosiddetta business history;

➢ David (1935) : a partire dagli anni ‘80 si concentra sulla tecnologia e sull’importanza della storia;

➢ Mokyr (1946)

: fa riferimento ai modelli evolutivi e alla costante trasformazione dell’economia e

della società, secondo il paradigma tecnologico dominante. PG 2

CRESCITA E SVILUPPO

CRESCITA ECONOMICA : mutamento di carattere quantitativo (Pil pro capite)

PIL PRO CAPITE : indicatore che esprime il livello di ricchezza per abitante prodotto da un territorio in

un determinato periodo

SVILUPPO ECONOMICO

: mutamenti strutturali del sistema.

Nei paesi produttori di risorse non si può collegare la crescita economica allo sviluppo, perché non ci

sono stati dei veri e propri mutamenti strutturali del sistema. Generalmente se c’è sviluppo economico

questo porterà ad un mutamento del PIL pro capite.

Secondo Kuznets lo sviluppo economico moderno si basa su cinque fattori fondamentali:

1. crescita significativa e continua della popolazione e del reddito che rompe la trappola malthusiana

perché consente di avere allo stesso tempo un incremento della popolazione e un aumento del reddito

aggregato e pro capite.

2. aumento la produttività del lavoro : per ogni ora lavorata aumenta la quantità prodotta grazie alla

tecnologia che ottimizza le risorse disponibili

3. trasformazione strutturale : cambia la composizione settoriale (i tre grandi settori * cambiano come

peso nell’economia) e mutano forme e dimensioni di impresa (le imprese diventano vere proprie

fabbriche che sostituiscono l’artigianato), le caratteristiche dei lavoratori (istruzione, qualifica,

capacità) e i consumi (quantità vs qualità).

4. modernizzazione : si ha una modernizzazione nel processo produttivo, nella struttura sociale e

nell’ideologia (si sviluppano movimenti laici e visioni della famiglia differenti)

5. aumento delle disuguaglianze tra paesi

: questo comporta un aumento dell’influenza economica e

politica dei paesi ricchi che si impongono su quei sottosviluppati. Questo grazie alla c.d. prima

globalizzazione e alla Rivoluzione industriale che abbatte i costi e tempi di trasporto e comunicazione.

Per Kuznets nella prima fase di industrializzazione e modernizzazione la scarsità di manodopera

qualificata e tale per un aumento della disuguaglianza, che poi tende a ridursi all’aumentare dell’offerta di

lavoro qualificato. Questo processo genera una curva a U rovesciata che rappresenta la cosiddetta curva di

Kuznets.

* I tre settori dell’economia sono:

★ PRIMARIO : agricoltura, caccia e pesca

★ SECONDARIO : industrie estrattive e manifatturiere

★ TERZIARIO : servizi tradizionali (servizi domestici e ristorazione) e avanzati (banking,

tecnologia, R&S)

POPOLAZIONE ATTIVA

: persone che possono lavorare (occupati, disoccupati) esclusi i minori di 15

anni, i pensionati, gli studenti e tutte le altre persone temporaneamente impedite. PG 3

PRODOTTO INTERNO LORDO

Vi sono tre definizioni di prodotto interno lordo:

1. il prodotto interno lordo è il valore dei beni e servizi finali prodotti nell’economia in un dato periodo

di tempo (ricavi dei prodotti finiti→ pane, no farina). Si utilizza “valore” e non quantità poiché il PIL

rappresenta l’andamento dell’economia nel suo aggregato e i beni e servizi sono differenti. Si

prendono inoltre in considerazione i beni e servizi finali perché ciò che ci interessa misurare è solo la

fase conclusiva del processo produttivo. Le componenti che vengono assemblate per ottenere il

prodotto finale non vengono conteggiate per evitare un doppio conteggio.

2. il prodotto interno lordo è la somma del valore aggiunto nell’economia in un dato periodo di tempo.

Ciò vuol dire che è la differenza tra il valore della produzione e il valore dei beni intermedi. Si parla di

valore aggiunto perché a partire dal valore di alcune risorse si aggiunge altro valore

3. il prodotto interno lordo è la somma dei redditi dell’economia in un dato periodo di tempo, ossia la

somma tra le imposte dirette, i redditi da lavoro (salari) e i redditi da capitale (profitto).

Diagramma del flusso circolare

Gli economisti hanno elaborato conti economici nazionali che misurano il PIL in tre modi tra loro

equivalenti: reddito, produzione e spesa. Sia il capitale fisico sia il lavoro sono di proprietà delle famiglie.

Direttamente o indirettamente, le famiglie detengono la maggior parte del capitale fisico presente

nell'economia perché gli azionisti o i proprietari delle imprese sono in gran parte famiglie. Le imprese

generano domanda di capitale fisico e lavoro e producono beni e servizi ( Produzione ). Le famiglie

pagano per acquistare questi beni e servizi ( Spesa ) e offrono capitale e lavoro che viene retribuito dalle

imprese ( Reddito ). Il capitale fisico e il lavoro sono fattori della produzione utilizzate dalle imprese

(Fattori).

Produzione = Spesa = Reddito

Il PIL si può misurare attraverso gli acquisti: Y= C+ I + G + (X - M)

X-M → bilancia commerciale

➔ Y = valore totale di mercato del PIL: valore della produzione/ valore dei beni e servizi prodotti

dall’economia nazionale

➔ C = Consumo : valore di mercato dei beni e servizi di consumo che sono acquistati dalle famiglie della

nazione che stiamo considerando.

➔ I = Investimento

: valore di mercato del capitale fisico di nuova produzione acquistato dalle famiglie e

dalle imprese nazionali. Tecnicamente, questo sarebbe l’investimento privato, ma di solito si parla

semplicemente di investimento.

➔ G = Spesa pubblica : valore di mercato degli acquisti effettuati dallo Stato per beni e servizi esclusi i

trasferimenti, come per esempio le pensioni, e gli interessi sul debito pubblico. Queste categorie

vengono omesse perché rappresentano pagamenti ad altri agenti economici che utilizzeranno queste

somme per l’acquisto di beni e servizi.

➔ X = Esportazioni

: corrispondono al valore di mercato di tutti i beni e i servizi prodotti interno della

nazione e venduti a famiglie, imprese e governi di paesi stranieri. PG 4

➔ M = Importazioni : corrispondono al valore di mercato tutti i beni e servizi che sono prodotti all’estero

e che vengono vendute alle famiglie, alle imprese e al governo nazionale.

In un’economia chiusa il risparmio è

Y = C + I + G

Riorganizzando: Y – C – G = I

Dove sul lato sinistro vediamo il reddito (PIL) al netto di consumi e spesa pubblica

S = I

In economia aperta le cose si complicano, considerando i saldi e i flussi di capitale con l’estero.

PIL nominale : somma delle quantità di beni e servizi finali valutati a prezzi correnti (quantità*prezzi

correnti). Cresce per l’aumento della produzione aggregata e/o per l’aumento del livello dei prezzi

(inflazione).

PIL reale : somma delle quantità di beni finali valutati a prezzi costanti

. È una misura della produzione

aggregata che non è legata all’andamento dei prezzi e ci dice se effettivamente è aumentata la produzione.

Il deflatore del PIL è uguale al rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale di uno stesso anno moltiplicato

per 100.

Il tasso di crescita è definito come la variazione di una quantità nel tempo. Nel caso del PIL pro-capite

misura la variazione del reddito pro-capite () da un periodo () a quello successivo ( + 1).

Crescita PIL pro-capite da a + 1: Δ = ( − )/

(,+1) +1

La crescita può essere negativa nel caso di diminuzione del Pil pro capite (crisi 2008, crisi pandemica).

Una crescita che avviene ad un tasso di variazione costante è una crescita esponenziale . Ogni incremento

% va ad accrescere valori precedenti, che sono andati a loro volta crescendo nel tempo. Differenze piccole

nei tassi di crescita, tra paesi, hanno portato a differenze enormi nei livelli di PIL pro capite nel lungo

periodo.

La performance economica si misura con il PIL pro capite perchè il suo andamento in un Paese dà

un’idea chiara del miglioramento del tenore di vita rispetto all’andamento della produzione aggregata. Il

prodotto pro-capite, inoltre, permette di confrontare Paesi e territori di dimensioni diverse ed è

positivamente correlato con indici di salute, e negativamente con quelli di insoddisfazione personale.

PIL pro-capite: PIL / n° di abitanti

PIL per lavoratore: PIL/ n° di lavoratori

Il PIL per lavoratore rappresenta la produttività del lavoro : per produttività si intende la quantità di

beni e servizi che un lavoratore è in grado di produrre. Il PIL per lavoratore ci dice qualcosa sulle

differenze di produttività tra paesi, mentre, il PIL pro-capite è una misura che riflette le condizioni di tutta

la popolazione.

Per evitare la “trappola” dei tassi di cambio il PIL pro-capite si misura in una stessa valuta,

normalmente il Dollaro USA ($)

. Questo perché il tasso di cambio di alcune valute è soggetto a sbalzi

repentini, come ad esempio il cambio Euro/Sterlina dopo il referendum sulla Brexit, in cui la Sterlina ha

perso valore. Non assumendo una valuta fissa si rischierebbe di assumere che il livello di vita, nel Regno

Unito dopo la Brexit, sia diminuito fortemente rispetto ai paesi dell’Euro zona.

Se misuro il PIL pro-capite in US$ ho un problema con i diversi prezzi in ogni paese: 10 $ comprano

molti più beni in Perù che negli USA. Per misurare il benessere, ed evitare la “trappola” del potere di

acquisto , si ricorre alla Parità di Potere di Acquisto (PPA) / Purchasing Power Parity (PPP)

. Si

calcola come rapporto tra i prezzi in diversi Paesi di uno stesso paniere rappresentativo di beni. Quando

un dataset sul PIL pro-capite incorpora la PPA, il PIL è misurato in Dollari internazionali (o PPP) di un

certo anno. PG 5

Un'alternativa è rappresentata dal Big Mac Index che confronta il prezzo di un Big Mac in differenti

paesi. Il Big Mac è un bene prodotto secondo le stesse specifiche in tutto il mondo ma, allo stesso tempo,

molte delle sue componenti sono prodotte localmente, e, quindi, riflettono i prezzi nazionali. Per questo

motivo il Big Mac Index evidenzia le differenze nel potere d’acquisto del dollaro americano fra diversi

paesi. Il suo difetto è che non può essere co

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PieroGrassano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Vasta Michelangelo.
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