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Storia economica d’Europa (Allen per aree del mondo – Persson crescita

preindustriale). CAPITOLO 1 – LA FORMAZIONE DELL’EUROPA

(la continuità geoeconomica dell’EU)

L’Europa

L’Europa commercia, quindi esiste (contatto tra i popoli) commercio collante che

o sostiene lo scambio economico, ma anche culturale (leggere e scrivere ecc.);

L’Europa iniziò una forte ripresa economica dal primo Medioevo (476-1000) no crescita

o economica sostenuta in termini quantitativi/di benessere, ma cambiamenti strutturali di

sistema;

Maggiore quantità di risorse fa aumentare il prodotto (e il reddito) prima della rottura

o della trappola Malthusiana tali aumenti erano possibili tramite l’aumento dell’efficienza

nell’impiego delle risorse;

Nonostante i vincoli delle risorse a offerta fissa (terra) prodotto e reddito aumentano se si è

o capaci di incrementare l’efficienza nell’impiego delle risorse.

Il paradiso dell’Europa? Nonostante i conflitti politici e militari è diventata un’unità

o omogenea grazie ad alcune forze coesive

• I conflitti dell’attuale UE (le due GM, conflitti di oggi) si possono fare risalire

all’Impero Romano;

• EU ristretta?

Il commercio ha funzionato da “collante” per la formazione dell’Europa;

o Superare le iniziali diversità

o • Mantenere nel tempo le somiglianze;

• Giuridiche, economiche, tecnologiche, linguistiche e culturali (euro, Napoleone,

civil law Impero Romano, organizzazione militare, lingua latina e somiglianze

culturali, rafforzati da scambi e movimenti).

Le motivazioni economiche sono state alla base della formazione dell’attuale UE a partire

o dagli anni '50 (CECA 1951 e CEE 1957).

Origini

Le origini dell'UE possono essere ricondotte all’Impero Romano e, in seguito, all'Impero

carolingio formatosi nel nono secolo

• L'Impero carolingio rappresentò la rinascita dell'ordinamento politico dopo la

frantumazione dell’Impero Romano e la comparsa sulla scena politica dei popoli

germanici che unirono le proprie tradizioni alla cultura, al diritto e alla lingua

adottati dai predecessori romani

L'Italia, cuore dell’Impero Romano, è diventata uno stato nazione solo nel

✓ tardo ‘800;

© cs • Dopo la divisione dell'impero carolingio, le nuove formazioni politiche assunsero

dimensioni più piccole: ad un estremo si svilupparono nell'undicesimo secolo in

Italia ricche città-stato mercantili (es. Venezia), all'altro, emerse un grande stato

nazione in Francia (gli imperi non avrebbero fatto di nuovo la loro comparsa fino

all'espansione coloniale europea del diciannovesimo secolo).

Delineiamo una nazione o un'unione di nazioni in base ai suoi confini perché questi

o rappresentano il limite dell'autorità politica e della capacità dello Stato di riscuotere imposte

e investire in strade e beni pubblici come la difesa e le istituzioni che garantiscono giustizia e

ordine pubblico

• Le nazioni si formano perché creano economie di scala nell'erogazione di questi beni

pubblici e perché un'autorità pubblica, lo stato, è più adatta dei mercati a fornire

servizi caratterizzati da non escludibilità, ovvero servizi come la difesa, la giustizia e

l'ordine pubblico che, una volta forniti, saranno disponibili a chiunque abiti un

determinato territorio;

• Dopo il collasso dell'impero carolingio, i confini nazionali sono stati ridisegnati più

volte a seguito di aspre e costose guerre e il grande paradosso della storia europea sta

nel fatto che, nonostante le forze politiche distruttive, l'Europa è rimasta un'unità

omogenea sul piano culturale istituzionale per via di potenti forze coesive tra

questa la più importante è stata il commercio.

L'Europa commercia, dunque esiste

Secondo la cosiddetta gravity theory, è possibile prevedere il volume dei commerci tra due

o nazioni a partire da due grandezze:

• La dimensione delle loro economie, misurata dal reddito nazionale maggiore la

dimensione combinata delle due economie, maggiore sarà il volume dei commerci;

Ma anche prossimità e somiglianza delle nazioni (ragioni economiche alla

✓ base dell'importanza di questi due fattori per i commerci)

La prossimità si associa costi di trasporto relativamente bassi;

➢ La somiglianza nella cultura economica, che può anche essere definita

➢ standardizzazione, è stimolata dai commerci: nel momento in cui

questi si svolgono su grandi distanze, comportano la separazione nel

tempo tra la fase di contrattazione e quella di consegna della merce e

pagamento.

• La distanza effetto negativo.

Secondo lo storico Pirenne, le differenze culturali, religiose e giuridiche tra le nazioni hanno

o un impatto negativo sui commerci simile a quello esercitato dalla distanza geografica:

barriere al commercio dovute a differenze nella cultura economica sono definite effetti

frontiera (a differenza delle distanze geografiche, che sono costanti, le differenze culturali

tendono a erodersi nel tempo grazie al commercio stesso, poiché quest’ultimo comporta

l'interazione tra esseri umani, i quali favoriscono la condivisione di gusti, abitudini e nuove

conoscenze, la diffusione delle tecnologie, lo sviluppo di un clima di fiducia e la disponibilità

a cooperare – comincia a formarsi una cultura economica comune tra regioni e nazioni

diverse: il commercio genera la somiglianza tra le nazioni);

La mancanza di somiglianza ostacola il commercio e quindi l’integrazione: c’è un effetto

o frontiera che rappresenta un costo aggiuntivo dello scambio

© cs Vicino alle aree di frontiera la forza di gravità esercitata dalle grandi economie è troppo

o debole per generare scambi sufficienti;

Livelli di reddito, tecnologia e cultura molto diversi.

o

L’effetto frontiera determina un aumento dei costi di trasporto e una riduzione del volume

o degli scambi

Gli effetti frontiera possono essere prodotti (o ridotti, es. Modello standard ferrovie e

o rimozione/aumento dazi per promuovere l’industria nascente meno produttiva del

leader, Germania e USA) volutamente da misure di politica economica – come la PAC

(Politica Agricola Comune) o l’Euro.

SCHEMA 1

Distanza, scambi commerciali ed effetto frontiera: > costo del commercio (in funzione della

distanza), < scambi scalino dovuto al confine (cambio moneta, lingua, istituzioni) e con i dazi

l’effetto frontiera diventa più ampio sia sopra che sotto.

Es. Legarlo a (pepe anche) tra due città nella stessa nazione no effetto frontiera (stessa lingua

cultura moneta, relazione lineare) mentre tra due città in nazioni diverse effetto frontiera (politica

geografica culturale linguistica, salto).

Es. Frontiere tra Stati membri e area Schengen (grafico 2)

Effetto frontiera Schengen e frontiere degli Stati membri; oggi il 75% degli scambi commerciali

UE avviene internamente (sviluppo storico e favorito da integrazione commerciale favorita

dall’UE): banana blu, zone maggiormente produttive, l’UE ha senso a livello economico perché

nonostante tali aree fossero storicamente integrate, le attività commerciali e bancarie sono a livello

europeo (stati nazione difendono i confini e riducono gli scambi commerciali aumentando l’effetto

frontiera).

In corrispondenza a una maggiore divisione del lavoro quale si affermò nel periodo

o successivo all'anno 1000, si sviluppa il commercio a lunga distanza e in tale contesto sorge

quello che è stato chiamato “problema fondamentale dello scambio”

• Le difficoltà nello stabilire durevoli relazioni commerciali a lunga distanza tra

estranei hanno la loro origine nell'informazione imperfetta e asimmetrica,

nell'incertezza e nell'esistenza di rischi maggiori rispetto a quelli derivanti dallo

scambio a pronti (spot) in ambito locale;

• È molto difficile garantire il rispetto dei contratti perché tradizioni e procedure legali

differiscono tra le diverse città e nazioni.

Nei secoli successivi all'anno 1000 fu definito un quadro istituzionale che permise di

o affrontare “il problema fondamentale dello scambio”, insieme al verificarsi di un'evoluzione

da un sistema commerciale basato principalmente su relazioni familiari e di parentela, verso

relazioni di scambio basate su istituzioni formali che garantivano il rispetto dei contratti e la

risoluzione dei conflitti.

• Es. storico: conquista araba nell'ottavo e nono secolo dell'Africa settentrionale e

della penisola iberica che crea una barriera di natura culturale e religiosa al

commercio nel Mediterraneo, facendo spostare il cuore dello spazio economico

europeo verso l'Europa occidentale e centrale;

© cs • Come mai le differenze religiose e culturali avrebbero inciso negativamente sul

commercio? nell'ambito del commercio su lunghe distanze è necessario che tra

esportatori e importatori vi sia fiducia reciproca e generalmente è più semplice

instaurare un clima di fiducia se gli individui condividono convinzioni e un codice di

condotta comuni che si trasformano in norme per il rispetto delle condizioni

contrattuali

Durante il periodo medievale, parallelamente all'intensificarsi del

✓ commercio, in Europa emerse un insieme abbastanza uniforme di norme e

istituzioni volte a risolvere le dispute contrattuali, garantire il mantenimento

delle promesse e tutelare i mercanti stranieri dalle azioni arbitrarie dei

mercanti locali;

Le reti commerciali erano poco sviluppate (e i gusti delle persone differenti) e

✓ ostacolavano la diffusione delle merci.

L'area del Mediterraneo non ha più riconquistato l'integrazione economica di un

tempo: gli effetti frontiera non sono stati erosi nei secoli che hanno seguito

l'espansione araba e in parte ciò è dovuto al fatto che all'inizio del secondo millennio

il mondo arabo, anche a causa del fondamentalismo religioso, scivolò in una relativa

arretratezza, che riduceva le opportunità di commercio con l'Europa.

Al contrario, gli effetti frontiera causati dai confini dell’Impero Romano nell'Europa

nord-occidentale vennero erosi in modo sostanziale durante la ripresa dell'economia

europea in epoca medievale.

Il primo segno di quella che viene chiamata la “rivoluzione commerciale” nell'Europa

o medievale, nel periodo successivo all'anno 1000, fu l'istituzione di fiere periodiche (es. fiere

della Champagne in Francia) per quanto solo semi permanenti, queste fiere fornivano

anche servizi legali per agevolare la risoluzione delle dispute contrattuali (i magistrati

potevano escludere dalle fiere ai mercanti con una fama di comportamenti fraudolenti);

In conseguenza all'espansione degli scambi e al crescente volume dei

✓ commerci marittimi, le fiere vennero sostituite da empori commerciali

permanenti, che fornivano servizi finanziari e legali più formalizzati;

Quando il commercio diventa inter-regionale o internazionale sorge la

✓ necessità di standard comuni per valutare i pesi, volumi o qualità, poiché

acquirenti e venditori potrebbero non incontrarsi mai faccia a faccia e

potrebbe essere impossibile esaminare la merce prima della stipulazione di

un contratto;

È difficile scrivere contratti completi che tengano conto di tutte le possibili

✓ eventualità, e ciò crea l'esigenza di un altro tipo di standardizzazione legato

alle procedure legali per la risoluzione dei conflitti che possono sorgere

nell'interpretazione dei contratti;

Un altro esempio di standardizzazione è dato dall'evoluzione della

✓ legislazione marittima nota come “Convenzione internazionale per

l'unificazione di alcune regole sulla polizza di carico”;

La diffusione di idee e beni e l'esercizio dell'autorità sono agevolati anche da

✓ una lingua comune con l'avanzata della fede cristiana il latino cominciò a

essere utilizzato in tutta Europa e venne standardizzato dalla Chiesa, ma

venne utilizzato anche dalle élite secolari (unite culturalmente da una stessa

lingua) oltre che dal clero.

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Le dimensioni, la somiglianza, la prossimità e l'assenza di (forti) effetti frontiera, dunque,

dovrebbero stimolare gli scambi commerciali:

Secondo i dati riportati circa tre quarti degli scambi commerciali dei singoli paesi dell'Unione

europea avvengono all'interno dell'unione stessa, più Norvegia e Svizzera e per ciascun paese la

somiglianza, presumibilmente sul piano linguistico e delle preferenze, è molto importante (la

Danimarca detiene una quota di commercio maggiore con un'economia relativamente piccola come

la Svezia che con economie più grandi come Regno Unito e Francia).

Tuttavia, anche la prossimità potrebbe in parte spiegare la differenza: gli scambi commerciali tra

Danimarca e Germania sono tre volte superiori alla somma degli scambi commerciali con Spagna

Italia.

Inoltre, quando il commercio tra paesi si espande, la crescita è approssimativamente proporzionale

agli scambi commerciali precedenti, ovvero, i paesi che intrattengono intensi scambi commerciali

tendono a crescere ulteriormente (un altro aspetto della forza coesiva del commercio derivante

dall'effetto combinato di somiglianza, effetti frontiera rispetto a paesi ‘esterni’ e stimoli al

commercio derivanti dalla prossimità).

I limiti dell’integrazione geografica

Si è vista la sorprendente persistenza nel tempo del nucleo centrale dell'Europa, definito

approssimativamente dai confini attuali dell'Unione europea: a questo punto, ci si può chiedere

come mai le forze integratrici della costruzione di imperi e del commercio non siano riuscite a

portare la Russia più vicina a tale nucleo centrale.

Infatti, i romani arrivarono fino alle rive occidentali del Mar Nero, ma non si avventurarono

nell'entroterra della Russia e ciò è facilmente comprensibile se si considerano i vincoli

all'espansione imperiale sebbene la formazione di un impero tende a creare omogeneità di

lingua, religione e leggi, vi sono dei limiti alla sua possibile estensione definiti dalla combinazione

tra i costi crescenti per il controllo delle aree di frontiera e i ricavi decrescenti che possono essere

ottenuti da popolazioni con un livello di reddito inferiore.

Nel corso della storia la relativa povertà della Russia ha impedito la sua integrazione con il resto

d'Europa attraverso i commerci e ne ha prolungato la condizione di arretratezza (isolamento sia

imposto da fattori geografici che auto-imposto mediante scelte politiche sbagliate.

Nonostante la vasta estensione geografica, la Russia non era un'economia di grandi

o dimensioni, in quanto era scarsamente popolata, e di conseguenza il suo reddito nazionale

era piuttosto limitato;

La “forza di gravità” esercitata dalle grandi economie del nucleo centrale europeo era troppo

o debole per generare i flussi commerciali di dimensione sufficiente e quando i livelli di

sviluppo tecnologico e di reddito di due nazioni sono molto diversi il volume degli scambi

tra di loro tenderà a essere limitato indipendentemente dalla prossimità geografica (la

nazione relativamente più ricca riterrà poco interessanti le possibilità offerte

all'esportazione verso la nazione più povera);

La Russia si trovava alla periferia dell'Europa, e dunque era penalizzata ulteriormente da

o costi elevati;

La mancanza di valute comunemente accettate rendeva difficili le transazioni o costringeva a

o far ricorso al baratto, il che, a sua volta, riduceva il volume degli scambi.

Dal punto di vista delle istituzioni

© cs Il Rinascimento europeo a malapena la sfiorò e l'illuminismo del diciottesimo secolo venne

o abbracciato solo da una ristretta élite;

L'assolutismo politico sopravvisse in Russia più a lungo che in qualsiasi altro paese europeo;

o La servitù della gleba venne introdotta nel sedicesimo secolo, nel momento in cui veniva

o abolita altrove;

Di fatto la Russia fu l'ultimo paese europeo a emancipare i suoi contadini, solo alla fine del

o diciannovesimo secolo;

L'industrializzazione avvenne in ritardo, quasi come la standardizzazione di pesi e misure e

o la diffusione della scolarizzazione;

Il paese non partecipò alla generale tendenza al libero commercio che caratterizzò la

o seconda metà del diciannovesimo secolo;

Il progresso scientifico che in quegli stessi anni interessò l'intera Europa occidentale e

o ricevette solo pochi contributi da parte di studiosi russi.

(Ricorda Allen e parla di modello standard modificato della Russia e big push sovietico).

Riquadro 1.1 Breve storia della standardizzazione

Il termine standardizzazione, o normalizzazione, indica l'adozione di standard comuni

generalmente accettati; si tratta di un modo per ridurre i costi di transazione nelle interazioni

umane di carattere intellettuale o commerciale.

Gli standard comuni di prodotto facilitano il commercio internazionale dal momento che specifiche

regolamentazioni da parte delle singole nazioni danneggiano le possibilità di scambio bloccando

l'importazione di prodotti che non rispettano le regole nazionali: l'esigenza di un sistema

generalmente accettato di pesi e misure di lunghezza e volume divenne più forte man mano che il

commercio si sviluppava su scala inter-regionale e poi, nel diciannovesimo secolo, internazionale.

Ad esempio, la diffusione del sistema metrico rispecchia l'intensità dei commerci in Europa (il

Regno Unito non lo adottò mai, ma va notato che il commercio britan

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saracast02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Cappelli Gabriele.
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