Rivoluzione agraria o Prima rivoluzione agricola
Trasformazione economica con la quale l’agricoltura e l’allevamento sono diventati fondamentali. Decisivo
passaggio da economia di prelievo ad economia di produzione.
Oltre a raccogliere ciò che la natura gli offriva spontaneamente, l’uomo incomincia ad intervenire sulla terra, a
trasformare l’ambiente che lo circonda per sfruttare le sue risorse. Si capì il CICLO VEGETATIVO di certe piante
e si imparò a riprodurlo, vennero puliti i terreni da erbe infestanti o da sassi e pietre.
Rudimentali attrezzi agricoli
Falce messoria: utilizzata per la raccolta di cereali, formata da una lama tagliente (pietra o dente aguzzo di
animale morto) attaccata a un manico in legno o in osso.
Zappa: attrezzo per lo scavo per preparare i terreni alla semina
Grano e orzo 9'000 a.C.
Legumi 7'500 a.C.
Ulivo e vite 7'000 a.C.
Miglio 6'000 a.C.
Riso e lino 5'000 a.C.
Con la nascita dell’agricoltura parliamo di RIVOLUZIONE AGRARIA.
Animali addomesticati
Pecora 9'000 a.C.
Capra 7'500 a.C.
Maiale 7'000 a.C.
Bovini 5'500 a.C.
Cavallo e asino 3'000 a.C.
Gallina 2'000 a.C.
Aratro: compare nel 4'000 a.C. dalla popolazione dei sumeri (popolazione della Mesopotamia, pianura tra i
Tigri e l’Eufrate). Utilizza la forza motrice dei bovini addomesticati.
Munendo la zappa di un manubrio e attaccandolo ad una coppia di animali da tiro, era possibile facendo
trainare l’attrezzo, scavare dei solchi (più profondi di quelli ottenuti con la zappa) nel terreno nei quali
seminare. Aumentava di 4 volte la superficie coltivata rispetto alla zappa. Non si era però in grado di rivoltare la
zolla.
Rame Primo metallo ad essere fuso
- 6’000 a.C. in Medio Oriente
- 4’000 a.C. in Europa
Bronzo Lega di rame e zinco
3'000 a.C.
Ferro 1'000 a.C.
Aratro romano: il terreno viene tagliato dal primo coltello e poi sollevato dal secondo
1° trasformazione: AMBIENTE
Abbattimento di boschi e foreste per conquistare nuovi terreni, sradicamento di erbe infestanti, preparazione
dei terreni, costruzione di dighe per impedire l’allagamento delle pianure e dei campi coltivati, vengono scavati
canali e fossi per convogliare l’acqua ai campi coltivati.
2° trasformazione: VITA SOCIALE
In passato: le ricchezze erano comuni a tutte le tribù ed erano distribuite in base alle necessità, non esisteva la
proprietà privata
Ora: ciò che si è guadagnato cacciando o coltivando è proprietà della famiglia che non è tenuta a condividere
con la comunità. Progressivo aumento della DISEGUAGLIANZA fra i membri della comunità. Le eccedenze
agricole possono essere utilizzate per acquisti di vario genere.
La rivoluzione agraria trasforma la società egualitaria in società gerarchica.
Rotazione biennale (antica Grecia e Roma)
Grano Maggese
1° anno: (Vegetazione spontanea)
Maggese Grano
2° anno:
VANTAGGI: Si ottiene ogni anno un raccolto di grano senza depauperare la fertilità del terreno. Nel secondo
anno il terreno infatti reintegra la propria fertilità.
SVANTAGGI:
- 50% della terra disponibile non viene coltivata
- Le rese del grano sono molto basse a causa della scarsità di concimi (non esisteva l’allevamento per la
mancanza di foraggi)
- Unico raccolto quindi in caso di catastrofe naturale il contadino è esposto al rischio di carestia
Rotazione triennale (dal Medioevo)
Cereale invernale cioè Cereale primaverile cioè Maggese
1° anno: seminato in inverno seminato in primavera
(segale) (orzo o avena) O
Legumi, piselli, ceci o fave
2° anno: Cereale primaverile o Maggese Cereale invernale
legumi
Maggese Cereale invernale Cereale primaverile o
3° anno: legumi
VANTAGGI:
- 2/3 di terre sono coltivate
- I contadini sono tutelati ed assicurati contro gli eventi calamitosi
3. Corporazioni artigiane e putting-out system
I primi artigiani erano ambulanti che si muovevano da un posto all’altro.
Quando il mercato crebbe, essi si stabilirono in città, aprendo le loro botteghe presso le proprie case.
Nell’Antichità Classica aumentò il numero degli artigiani specializzati e si insediarono in uno stesso quartiere
della città.
Questa agglomerazione di persone dedite ad uno stesso mestiere portò ad un’importante innovazione di
carattere istituzionale: nacquero le CORPORAZIONI: avevano una funzione di mutua assistenza
(assicurazione contro le malattie dell’artigiano se impossibilitato a lavorare) tra gli artigiani ad essa aderente.
Con la caduta dell’Impero romano si ebbe un declino dell’economia e di conseguenza alcune corporazioni
scomparvero. Dal 1'000 d.C. fino alla metà del 300 ci fu una nuova fase di crescita dell’economia dove le
corporazioni raggiunsero il massimo sviluppo e la maggior importanza.
Funzioni delle corporazioni artigiane:
- Assistenza ai loro membri
- Regolamentazione della produzione, per evitare che si creassero delle diseguaglianze, vengono definiti
standard di qualità e le caratteristiche sia dei prodotti sia degli strumenti di produzione.
- Regolamentazione del commercio, ovvero la vendita, infatti i prodotti potevano essere venduti solo
all’interno della bottega
- Fissazione dei prezzi e dei salari.
I membri delle corporazioni erano suddivisi in:
1. Maestri, erano i titolari della bottega. Le corporazioni avevano certificato loro il possesso dell’abilità di
un certo mestiere.
2. Apprendisti, tutti i fratelli, nipoti e figli potevano lavorare MA poteva tenere al massimo 2 apprendisti.
L’apprendista, giovane ragazzo, lavorava per un periodo di apprendistato di 8 o 10 anni.
3. Valletti, adulto maschio, era un operaio a giornata. Nessun valletto sarebbe diventato maestro, non
aveva previsioni di ascesa sociale.
Per aprire una bottega, l’apprendista:
- Doveva pagare una tassa al re
- Dimostrare alla corporazione di avere un capitale sufficiente
- Dimostrare la sua abilità quindi sostenere un ESAME, ovvero produrre un CAPOLAVORO (prodotto
tipico del mestiere)
In che modo gli artigiani più intraprendenti riuscirono ad allargare la loro attività pur in presenza di una
legislazione corporativa (divieto di intrattenere rapporti con i contadini) che glielo impediva?
Ricorsero al lavoro a domicilio nelle campagne: putting-out system. Nel Medioevo il putting-out system ebbe
un particolare sviluppo nella produzione di panni di lana nelle Fiandre.
Il maestro artigiano fiammingo si trasformò in un mercante-imprenditore che:
1. Importava la lana greggia dall’Inghilterra
2. La vendeva, put it out, ad un lavoratore rurale, che la filava e la tesseva
3. Ricomprava il panno dal lavorante a domicilio
4. Lo follava e lo tingeva nel proprio laboratorio, oppure lo vendeva ad un mercante affinché fosse rifinito
altrove. La follatura: miscela di acqua, argilla assorbente ed altre sostanze minerali, serve a pulire il
tessuto e a conferirgli una maggiore compattezza. La gualchiera è lo strumento sostitutivo alla
manodopera.
La divisione internazionale del lavoro nel Medioevo nel settore dei panni di lana:
1. L’Inghilterra forniva la lana greggia
2. Con questa lana, i Fiamminghi producevano i panni (rifiniti o grezzi)
3. I panni grezzi venivano venduti ai mercanti italiani nelle fiere che si svolgevano in quattro città francesi
della Champagne
4. I mercanti italiani li portavano a Venezia, Firenze ed in altre città della penisola affinché fossero rifiniti e
tinti
5. Dall’Italia i panni venivano venduti alle città bizantine e musulmane del Mediterraneo.
4. Rivoluzione agronomica (seconda rivoluzione industriale)
Precede ed accompagna la Rivoluzione industriale (circa 1650-1800).
Consiste nell’introduzione di 5 novità in agricoltura:
1. Soppressione del maggese, sostituito dalla rotazione continua delle colture
2. Introduzione di nuove colture
3. Miglioramento degli attrezzi agricoli tradizionali e introduzione di nuovi
4. Selezione delle sementi e dei riproduttori animali
5. Le recinzioni
1. Soppressione del maggese, sostituito dalla rotazione continua delle colture
Nell’agricoltura tradizionale per evitare l’isterilimento dei terreni si ricorreva a:
- Rotazione biennale
- Rotazione triennale
Obbligatorio era il maggese, cioè lasciare il terreno a riposto, con la conseguenza che una proporzione dei
terreni disponibili non veniva coltivata.
Si scoprì ora che le colture foraggiere, come il trifoglio, erba medica, lupinella, fissavano nel suolo l’azoto
(principale sostanza nutritiva asportata dai cereali) atmosferico e, pertanto, reintegravano la fertilità dei
terreni meglio del maggese, grazie al loro apparato radicale. I prati artificiali forniscono un foraggio più
abbondante del pascolo a maggese. Si ebbero due vantaggi che portarono al progressivo abbandono del
maggese:
1. Reintegro diretto della fertilità dei terreni
2. Le colture foraggiere, producendo un foraggio più abbondante, consertino alle aziende di aumentare il
numero di capi di bestiame allevati per unità di superficie. Disponendo di più bestiame riescono ad
aumentare la produzione di concimi naturali.
2. Introduzione di nuove colture
Parallelamente alle foraggiere, si diffuse anche la coltivazione delle radici sarchiabili (600/700): rape (in
Inghilterra), patate (in Irlanda), barbabietole (Europa continentale). Venivano utilizzate principalmente come
foraggio.
VANTAGGI:
- Le radici sarchiabili non contribuivano a reintegrare la fertilità del suolo, ma richiedevano lavorazioni
profonde del suolo che portavano in superficie sostante nutritive situate in profondità.
- Le radici sarchiabili venivano seminate in piccoli filari, distanti gli uni dagli altri che davano la
possibilità di attecchimento di erbe infestanti. Occorreva quindi fare accurate sarchiature, che
consentivano di liberare il terreno dalle erbe infestanti.
- Concorrevano con i prati artificiali ad accrescere l’affollamento delle stalle.
In conseguenza di queste innovazioni si diffuse 1° anno 2° anno
nell’Inghilterra orientale il SISTEMA DI NORFOLK: Cereale invernale: Radice sarchiabile:
Rotazione quadriennale continua che si affermò durante la frumento rape
Rivoluzione Agronomica nell’Inghilterra Sud Orientale e che 3° anno 4° anno
Cereale Prato artificiale:
prende il nome dalla cortea di Norfolk. primaverile: orzo trifoglio
VANTAGGI:
- Aumenta la proporzione del terreno disponibile che viene coltivata ogni anno (100%)
- Aumento dei rendimenti di ciascun terreno coltivato
Rese del grano in Inghilterra:
14506,2 quitali per ettaro
16508,0 quitali per ettaro
180016,2 quitali per ettaro
185021,0 quitali per ettaro
- Il terreno non perde fertilità, anzi aumenta grazie all’aumento della produzione di concimi naturali
La Rivoluzione agronomica portò a un miglioramento della salute e della resistenza alla fatica della
popolazione, facendo così aumentare la durata della vita attiva.
- PRIMA della rivoluzione i contadini riuscivano a produrre solo poco di più di quanto occorreva e quindi
la consistenza della popolazione occupata nelle attività extra agricole era limitata, ORA consente ai
contadini di produrre di più di quanto serve e ciò rende possibile era possibile mantenere una massa
crescente di persone dedite alle attività extra agricole.
- PRIMA si dava poca importanza al mercato in quanto producevano ciò che gli serviva ed era infatti
ORIENTATA ALL’AUTOCONSUMO, ORA aumenta la quota del raccolto destinata ad essere venduta sul
mercato e la produzione diventa così ORIENTATA AL MERCATO.
3. Miglioramento degli attrezzi agricoli tradizionali e introduzione di nuovi attrezzi
Miglioramento dell’aratro
I progressi si verificano su due fronti:
1. Viene migliorata la forma, si progettano e si costruiscono degli aratri in grado di attuare un perfetto
rovesciamento della zolla e in grado di ridurre la fatica degli uomini e degli animali impegnati nei lavori
di aratura
2. Introduzione e l’utilizzo di nuovi materiali per la costruzione, con l’aumento della quantità di ferro.
I più famosi aratri costruiti furono:
- L’aratro di Rotherham: aratro più leggero e sprovvisto di ruote
- Aratro di Hornsby: aratro più pesante
Introduzione della seminatrice meccanica
Inizio del 700, sostituisce la semina a mano. Veniva trainata da cavalli e aveva la capacità di lasciare cadere le
sementi ad una distanza regolare l’una dall’altra.
Introduzione della trebbiatrice meccanica
Fine del 700. Durante la trebbiatura il grano viene separato dalla spiga e dalla paglia. La trebbiatura veniva
percuotendo le spighe di grano con il CORREGGIATO, costituito da due bastoni uniti tra loro da una corda o da
una cinghi di cuoio. Il contadino impugna uno dei due bastoni, facendolo roteare il movimento si propaga e il
secondo bastone percuote la spiga.
Con la trebbiatrice meccanica, azionata da una macchina a vapore, dai cavalli o da una ruota idraulica, ci fu un
notevole incremento della produttività nella trebbiatura (da 12 giorni per trebbiare un ettaro di grano a 2
giorni)
4. Selezione delle sementi e dei riproduttori animali
Per le semine degli anni a venire si selezionano i chicchi di grano più grossi. Prende avvio un processo di
selezione degli animali allevati, con la finalità di aumentare le rese di latte per vacca e di lana per montone.
La selezione del bestiame fu ottenuta
- Perseguendo un miglioramento delle razze locali (facendo accoppiare i migliori esemplari di ciascuna
razza locale)
- Incrociando le razze locali con razze straniere (facendo accoppiare i migliori esemplari di una razza
locale con i migliori esemplari di una razza straniera
IL RISULTATO fu l’aumento del peso dei capi di bestiame. Tra il 1710 e il 1795 il peso medio sul mercato di
Londra passa:
- Da 170 a 360 kg per i buoi;
- Da 17 a 36 kg per i montoni.
5. Recinzioni
Il sistema agrario precedente la rivoluzione agronomica si caratterizzava per l’esistenza di:
Common fields: terreni comuni
Non erano coltivati ma occupati da boschi, pascoli, paludi e acquitrini. Sono importanti perché sono accessibili
ai contadini del villaggio benché siano proprietà del signore.
Open fields: campi aperti
Terreni divisi in tante PARCELLE di forma stretta e allungata. Un contadino era proprietario di più parcelle che
non erano collocate vicino in modo da formare un podere: fondo agricolo compatto. Data la forma lunga e
stretta non vi erano recinti o fossati per delimitare il terreno.
Vigeva un misto di agricoltura individualistica e comunitaria.
- Comunitaria perché tutte le parcelle venivano riunite 2 o 3 fette di terreno per praticare la rotazione
biennale o la rotazione triennale.
- Individualistica perché ciascun contadino procedeva in proprio alla mietitura del grano della propria
parcella. Dopo la mietitura, i contadini permettevano il pascolo della mandria.
Tutto ciò costituiva però un ostacolo all’introduzione di nuove colture e alle innovazioni.
In Inghilterra nella seconda metà del 700 iniziò a prendere corpo il processo delle recinzioni: Processo di
redistribuzione e riaccorpamento dei terreni precedentemente suddivisi in open fields e common fields in fondi
agricoli compatti, delimitati da siepi, fossi e recinti.
Il proprietario ha ora la piena disponibilità del fondo recintato. La recinzione dei terreni di ogni villaggio
abbisognava di un apposito atto del Parlamento: Enclosure Act
- 1700-1750120 Enclosure Acts
- 1750-18002.000 Enclosure Acts
- 1800-18502.000 Enclosure Acts
Il proprietario interessato doveva presentare al parlamento inglese una PETIZIONE, firmata da un numero di
proprietari tale da raggiungere i 4/5, ovvero l’80%, della superficie agraria interessata.
Approvata la legge, il Parlamento nomina un gruppo di commissari (4 o 5) per procedere alla recinzione. Le
terre interessate venivano misurate, ne viene valutato il reddito e la valenza giuridica.
I terreni vennero riaccorpati in fondi agricoli compatti e a ciascun contadino venne dato un UNICO
APPEZZAMENTO, la cui estensione è disegnata in modo da poter essere recintata e con un valore proporzionale
ai diritti degli ex common e open fields. Ora ogni contadino può decidere cosa coltivare in quanto può impedire
l’accesso al bestiame del vicino.
Effetti sociali delle recinzioni
Le recinzioni sconvolgono l’assetto sociale delle campagne inglesi;
Scompare il piccolo contadino:
• - Non riesce a fare valere le sue ragioni e i suoi diritti davanti ai commissari governativi
- Se anche gli viene assegnato un minuscolo appezzamento, non ha i capitali per recintarlo
- Si trova, pertanto, costretto a vendere il suo piccolo fondo ai proprietari maggiori
- Perde il diritto al pascolo sulle terre comuni
Crescono i mendicanti e i miserabili, fenomeno di emigrazione dalle campagne alle città, differenza tra
• abili e miserabili
I contadini scacciati dalle campagne vanno ad alimentare il nuovo proletariato di fabbrica.
•
Interrelazioni tra Rivoluzione agronomica e Rivoluzione Industriale
La diffusione dei nuovi attrezzi agricoli comporta un sensibile aumento della domanda di ferro;
• L’accresciuta ricchezza degli agricoltori diede loro la possibilità di disporre di risorse supplementari
• per l’acquisto di prodotti manufatti: si allarga il mercato per i beni manufatti;
Gli agricoltori sono ora in grado di produrre molto più di quanto serve loro per mangiare. Di
• conseguenza, le campagne riescono a mantenere un numero crescente di lavoratori extra-agricoli che
andavano a lavorare nelle fabbriche;
L’accresciuta ricchezza degli agricoltori consente loro di accumulare dei capitali che vengono reinvestiti
• non solo in agricoltura, ma anche nella n
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