Parte prima: DAL TEATRO ALLA TEATRALITA’
1. L’EREDITA’ ROMANA
Asincronia tra teatro letterario e data di costruzione dell’edificio: il teatro romano letterario era già morto
quando vennero costruiti i primi edifici.
- Teatro di Pompeo a Roma (TEATRO MARCELLO) 55 a.C.
→
- Ultime testimonianze di teatro letterario alcuni decenni prima
→
Perché? Il teatro romano non era più quello letterario.
esempio: l’autore più apprezzato fu Plauto, il meno letterario e il più lontano dai modelli greci
→ad
Teatro romano = no idea di teatro alta, densa di valori; distacco da dimensione religiosa, più attenzione
alla comunicazione spettacolare
Quando furono costruiti i primi teatri, Roma vi collocò non il teatro letterario, ma i mimi e i
pantomimi.
CONCEZIONE DIVERSA DELL’EDIFICIO non è un edificio – funzione ma un edificio – monumento, un
→
monumento di orgoglio cittadino per dimostrare il prestigio e la ricchezza della città.
ODEON: costruzione più piccola e coperta, per esecuzioni musicali
- no dimensione comunitaria (no rito)
- diversa architettura
- funzione di intrattenimento, no centralità dell’intento comunitario
- pubblico che è altro
il teatro romano presenta diversità meno accentuate con l’odeon rispetto al teatro greco
→ EDIFICIO ROMANO
- da tripartizione a bipartizione non c’è più, ospita le persone più importanti
→l’orchestra
- debole teatralità e forte spettacolarità
Le forme di teatralità della cultura classica sono molto vicine a questa idea di teatro
- FARSE FLIACICHE
- ATELLANE
- FESCENNINI
Tutte queste forme hanno in comune un’idea di teatro basso, in cui il vero fulcro è l’attore
l’attore improvvisa
l’azione fa teatro
evento di intrattenimento e comico
Le forme che influenzeranno il teatro medioevale, in realtà, saranno quelle del mimo e del pantomimo
MIMO E PANTOMIMO
rinuncia all’espressione di alcuni valori
no evento – rito, no momento comunitario assistere, come singoli, ad uno spettacolo a cui li lega
→
solo una relazione visiva
passività comunicativa
L’elemento portante diventa l’ATTORE, proprio quando la posizione sociale dell’attore è
maggiormente screditata contraddizione
→
ATTORE ROMANO
non ha nulla di religioso, attore e pubblico devono essere due entità separate, quindi va bene,
→
perché l’attore deve essere quanto di più altro, anche dal punto di vista sociale
è uno schiavo, un liberto o un giovane dilettante che si offre come oggetto di spettacolo
→
Dato che la sfera del teatro si abbassa, anche i soggetti sociali sono più bassi
l’attore deve rappresentare se stesso, NO VALORI
→ compaiono anche le donne in scena: il teatro si è abbassato e degradato, quindi anche le donne
→
possono recitare
Spettacoli: circo, battaglie di gladiatori, naumachie, corse dei carri.. dei divertimenti romani
→immagine
Luoghi: circhi, arene, ippodromi
Non più rapporto plurale della comunità con il teatro, ma rapporto singolare del singolo nei confronti del
teatro.
Eredità romana:
Separazione tra attori e spettatori
Rapporto di fruizione del singolo con lo spettacolo
Consapevolezza che ogni atto è in funzione di chi vi assiste
Teatro come produttore di spettacoli e non come momento comunitario
Centralità dell’attore
Scissione dell’attore in cantor, actor, histrio
Questo teatralità non scompare, per un periodo dell’alto Medioevo costituisce l’unico residuo di teatralità.
2. LA CULTURA CRISTIANA CONTRO LO SPETTACOLO
CONDANNA MORALE E SOCIALE della cultura cristiana contro il teatro greco.
- risoluzione spettacolare dell’avvenimento
- opera di seduzione divismo
→
- figura degradata dell’attore
L’attore viene condannato in maniera diversa actor = più positivo; histrio = più negativo la causa è
→ →
l’uso della voce: l’actor è più vicino all’orator.
DENUNCIA DEL PASSAGGIO DA UNA COMUNICAZIONE CHE PRIVILEGIA L’ORECCHIO A UNA CHE
PRIVILEGIA L’OCCHIO dimensione visiva
→
Il teatro mira a creare degli effetti speciali a impatto spettacolare, non mira ad una dimensione
realistica
DENUNCIA DEL TEATRO COME IDOLATRIA riferimenti continui a luoghi e azioni delle divinità
→
pagane
Sono nefasti perché attraverso essi si venerano gli dei pagani: essi sono vane parvenze, idoli dietro
cui agiscono spiriti maligni
DENUNCIA DELLA SPETTACOLARIZZAZIONE DELL’OSCENITA’ il far mostra di sé e del proprio
→
corpo in azione
La maggior condanna dei cristiani è rivolta contro il “dare spettacolo”: lo sguardo è pericoloso, è
un canale da tutelare
DENUNCIA DEL VIZIO CHE CATTURA L’ANIMA E LA RENDE SCHIAVA DELLE PASSIONI
L’attore finge, ma la sua passione esibita induce in chi lo guarda passioni vere. Esiste un processo
di identificazione e transfert che lega lo spettatore all’attore
DENUNCIA DELL’ESALTAZIONE DEGLI SPETTACOLI è l’eccesso che viola il dominio delle passioni
→
Ci si deve astenere dagli applausi e dal riso. Lattanzio consiglia di non partecipare a questi
spettacoli, che sono da evitare affinché qualcosa di vizioso non si annidi negli animi, che devono
essere quieti.
Prevale, quindi, un tono impositivo si vuole vietare che la gente partecipi, impedire l’effettuazione
→
stessa del teatro. Non si afferma nemmeno il recupero della teatralità antica.
DENUNCIA DELL’INUTILITA’ DEGLI SPETTACOLI vogliono dimostrare che essi non producono
→
altro che effetti immediati, cioè divertimento e scatenamento delle passioni, che sono negativi e
peccaminosi.
Quindi lo spettacolo non potrà che essere negativo e peccaminoso
DENUNCIA DEL TEATRO IN CUI TUTTO E’ FALSIFICATO
Tertulliano dice che “ciò che è naturale è opera di Dio, per cui ciò che è fatto artificiosamente è
affare del diavolo.
Si condanna il teatro, dove tutto è falsificato: voce, sesso, età, amore, ira, gemiti, lacrime.. è
→tutto
falso e istituzionalizzato.
3. DAL TEATRO ALLA TEATRALITA’ DIFFUSA
All’inizio del Medioevo (dal V secolo), il teatro non esiste più gli edifici furono abbandonati e andarono
→
in rovina.
Fonti = molto rare. Forse nel V-VI secolo continuano a sopravvivere spettacoli basati sulla donna e
sull’erotismo come centro di attenzione dimostrazione della degradazione del teatro.
→
Fine VII secolo: ancora combattimenti con le belve, danze, soprattutto la corsa dei carri, spettacolo molto
apprezzato.
A questi spettacoli si sostituirono, in tutto l’alto e medio Medioevo, finte battaglie che offrivano
spettacolo al pubblico e impedivano l’ozio dei soldati.
Attori: si dedicano a diverse attività canto, uso di strumenti musicali, pantomimi, circense,
→
intrattenitore, comico, imitatore, acrobata..
la loro attività sembra perdere la specificità teatrale, per questo si parla di una TEATRALITA’ DIFFUSA:
→
essa si inserisce in vari momenti, nelle occasioni festive e comunitarie, che coinvolgono tutta la città o in
occasioni private (nozze, banchetti..)
FESTA luogo di aggregazione sociale, dove trovare un pubblico
→ situazione in cui il tempo è spendibile in attività non produttive come il partecipare a teatro
→
La partecipazione degli attori a queste feste era molto numerosa, soprattutto alle feste pubbliche offerte
da principi o regnanti o nelle feste collettive chiamate corti bandite.
momento ideale per la teatralità, è il luogo della comunità in cui la società si riconosce in se
→
stessa e si rappresenta a se stessa.
L’uomo medioevale, infatti, non percepisce se stesso se non inserito in una comunità, e questo avviene
nella festa.
La festa è anche il luogo in cui si saldano e pacificano le 2 opposte concezioni del tempo:
TEMPO LINEARE della vita umana segmento con inizio e fine
→
TEMPO CICLICO della natura non nasce o muore mai, se muore, rinasce uguale a se stessa
→
Questo doppio modello, ha bisogno di un momento unificatore, in cui il tempo si annulli questo avviene
→
durante le feste, in cui le divisioni sociali vengono sospese. Questo è il senso delle inversioni di gerarchia
sociale che avvengono ad esempio nelle feste dei folli.
La congiunzione tra i 2 tempi è anche quella tra:
TEMPO DELL’ESISTENZA FINITA DELL’UOMO e delle cose del mondo
TEMPO INFINITO ED ETERNO DEL MONDO ULTRATERRENO
Le fonti ecclesiastiche condannano queste feste sono un’ATTIVITA’ RITUALIZZATA
→esse
RITUALIZZAZIONE: tratto tipico della cultura popolare e medioevale.
Queste feste, infatti, sono delle CERIMONIE PROPIZIATORIE legate ai riti di fertilità, in cui mondo dei vivi
e dei morti possono incontrarsi rito deve propiziarsi le forze che comandano sottoterra: le forze degli
→il
inferi e dei morti.
di diavoli e Arlecchini che percorrono liberamente le campagne e che diventano elementi tipici
→schiere
delle festività popolari e, successivamente, dei drammi sacri.
(Sostrato di paganesimo)
2 TRADIZIONI DI TEATRALITA’ DIFFUSA dell’alto e basso Medioevo:
1) Quella degli istrioni, giocolieri che si mescola con pratiche di simulazioni di guaritori e mendicanti,
che porterà poi alle figure dei giullari e poi alle forme più basse della commedia dell’arte
2) Quella della teatralità sciolta nella festa e nei riti popolari. Questi ludi popolari produrranno forme
codificate di teatro popolare, come i maggi.
Caratteristiche fondanti della teatralità medioevale:
- situazione comunitaria
- scambio di ruoli tra attori e spettatori
- epicità
- tendenza verso forme tradizionali (no novità)
- feste come eventi e solo secondariamente come rappresentazioni
- rapporto con il sacro l’uomo non riesce a percepirsi come qualcosa di separato dalla natura, i
→
suoi ritmi e le sue manifestazioni.
Queste forme non si vanno ad identificare con il teatro, poiché manca loro la rappresentazione di altro da
sé ad altri da sé.
Parte seconda: DALLA TEATRALITA’ AL TEATRO
1. I GIULLARI: I MODELLI TEORICI
“MIMI” e “ISTRIONI” non c’è differenza, tutti sono soggetti degradati socialmente.
→
Fenomeno della proliferazione delle dominazioni far mancare ad una categoria di individui un nome
→
che li designi equivale a spingerli ai margini.
Quando il giullare si pone il problema del riconoscimento sociale, si pone anche il problema del nome.
Summa de arte prosandi (seconda metà XIII secolo): gli attori sono menzionati in un lunghissimo
elenco di reietti sociali in cui le diverse professioni non si riconoscono.
GIULLARE = semplificazione terminologica
- Faral: un essere multiplo addetto ai piacere alla corte dei re e principi, un vagabondo che va per le
strade e dà spettacolo nei villaggi
giullari sono tutti quelli che facevano professione di divertire l’uomo
→i
- Menéndez Pidal: i giullari sono tutti coloro che si guadagnavano la vita agendo davanti a un
pubblico
- Duvignaud: non si riconosce dignità all’attore attori non possono esistere in una società priva
→gli
di teatro (quella medioevale)
- Mario Apollonio: il giullare non diventa un personaggio non rappresenta ma espone
→
Riconoscimento della teatralità del giullare: ne abbiamo una testimonianza nelle condanne di istrioni e
mimi da parte dei cristiani, che identificano in queste figure gli eredi diretti degli attori e dei mimi della
classicità romana.
Motivi della condanna: non vengono più condannati per idolatria, ma soprattutto per il dare spettacolo
con il corpo (e farlo per mestiere) nei testi cristiani il giullare si trova quasi privo della parola, descritto
→
come pura corporeità. Questo appare più evidente nel XIII secolo, quando anche i cristiani riconoscono 3
genere di istrioni, dove il più basso è quello che si affida al corpo.
RAPPORTO MONACI – GIULLARI : pericolo di sovrapposizione di ruoli
Predicatore: gli si raccomanda di non comportarsi come i giullari
Monaci: gli si raccomanda di pregare e cantare con spirito religioso e non con gusto dello
spettacolo.
Nel XIII secolo, vediamo questo fenomeno dei giullari a scopi religiosi e di
→utilizzazione
spettacolarizzazione della predicazione. Processo di occupazione dello spazio (piazza) dei giullari, di
conquista di un pubblico e di utilizzo di strumenti comunicativi da parte dei monaci.
Esempio: TOMMASUCCIO DA FOLIGNO alcuni trucchi da ciarlatano di piazza per procurarsi un
→utilizzava
pubblico per le prediche
Al pubblico occorre rivolgersi più con l’evidenza delle cose mostrare che con la retorica della
parola, perciò non si può che incontrare la pratica giullaresca, a cui attingere
La specificità teatrale dei giullari, quindi, era riconosciuta per questo motivo la Chiesa la ridusse a sola
→
corporeità: eliminando la parola poteva
- rendere il giullare più facile da attaccare e da tenere a distanza
- eliminare la concorrenza del chierico
UGO DI SAN VITTORE pone la theatrica tra le scienze meccaniche che rispondono a un bisogno. Essa
→
comprende tutte le attività spettacolari, ma non compaiono i giullari: si riferisce agli spettacoli del passato.
Cause del non riconoscimento del giullare come soggetto teatrale:
privazione di uno spazio specifico: l’attore non ottiene una legittimazione culturale finché non
ritrova un suo luogo specifico di azione
privazione della parola: esisterà finché i giullari non useranno la parola scritta, con la diffusione
dei trovatori
Giullare = colui che recita o canta composizioni non sue
Trovatore = compositore, poeta che spesso si serve del giullare per far eseguire le sue opere, ma non è un
attore l’ultima declinazione della categoria del giullare, che nasce dall’avvicinarsi alla giulleria di
→è
soggetti più colti e provenienti da ambienti sociali più elevati.
Questo, tuttavia, determina di nuovo una privazione della parola per gli attori e, quindi, li relega a un ruolo
subalterno.
Finale della SUPPLICA DI GUIRAUT: riconoscimento sociale e culturale al trovatore egli è portatore della
→
parola e titolare della parola scritta, l’unica che resiste al tempo. Poiché scrive dei testi, che sono dei
prodotti, acquista un ruolo sociale e culturale.
2. I GIULLARI: CONDIZIONI E MODI DELLO SPETTACOLO
L’unico filo di continuità tra lo spettacolo romano e quello medioevale è costituito non dal repertorio dei
testi o dalla letteratura t
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