Istaurare, reficere, renovare
Capitolo 1
Secondo Viollet Le Duc, "instaurare, reficere, renovare" non significa semplicemente restaurare, ma ripristinare, fare di nuovo. Instaurare significa rinnovare, ripetere (al fine di conservare il ricordo di un edificio). Reficere significa completare, riparare, l'atto di ricostruire. Renovare significa rinnovare, rievocare la memoria della propria stirpe.
Pausania definisce tre criteri di scelta per individuare l'importanza da attribuire alle opere d'arte:
- In base al valore artistico
- In base all'antichità del monumento
- In base al suo ruolo nella storia
L'importanza dell'atto di restaurare deriva dalla necessità non solo di ricordare prodotti del costruire umano, ma anche di rievocare simboli culturali, religiosi, politici, ecc., creando il nuovo confrontandolo con l'antico. A volte, però, questo confronto sfocia in una "doppia storia", conferendo due letture diverse ma parallele a un'opera d'arte. Ciò accade quando si cerca di adeguare gli edifici preesistenti ai nuovi canoni estetici ed ideologici (es: Palladio con Basilica di Vicenza, ex fabbrica medievale). Subentra così il concetto negativo di opera del passato "aperta", ovvero soggetta a nuove interpretazioni, rivelando un atteggiamento di scarso rispetto verso le preesistenze. Dall'altra parte, però, grazie a nuove interpretazioni era possibile completare un'opera incompiuta (cercando il giusto incontro antico-nuovo) o riutilizzarla per altre funzioni (secondo le esigenze politiche, religiose, economiche, NON culturali). L'obiettivo finale era comunque sempre quello di trasformare l'opera, non distruggerla totalmente.
Il restauro molto spesso si basa sulla necessità di mettere in evidenza le differenze tra antico e nuovo, non di cercare di mimetizzarle (es: Bernini, Pantheon: colonne non più in marmo, ma in travertino). Il restauro si basa sull'unione di due volontà: atto pratico di rinnovamento strutturale e atto di riconoscimento di valori.
Capitolo 2
Nelle opere del mondo classico doveva essere garantita una certa continuità nel tempo attraverso l'osservanza di alcune regole tecniche e costanti manutenzioni. Quando la manutenzione non era possibile, si procedeva alla sostituzione con copie (es. statue dei bronzei del tempio di Athena Polias a Pergamo).
Diverse sono le metodologie adottate dagli artisti del mondo classico, per la manutenzione delle opere d'arte, al fine di far apparire l'opera intatta, diffondendo il concetto della mimesis (arte come imitazione della natura):
- Vernici protettive, fatte di resina e acquaragia, che formavano una patina bianca luminosa che proteggeva da polvere e sudiciume.
- Cere, per la restaurazione di statue e delle parti decorative degli edifici, usate per rinforzare le fessure e connessioni.
- Pece, che allontana la ruggine.
Il restauro di Greci e Romani era basato su una iniziale sostituzione parziale di elementi strutturali (privilegiando la conservazione della memoria storica), seguita da una completa sostituzione del vecchio edificio con uno nuovo (es: tempio di Marasà a Locri: prima sostituzione di materiali, dopo modifica dell'intera struttura con ampliamenti e arricchimenti, lasciando intatto il nucleo originale della cella sacra, infine demolizione del vecchio edificio sostituito da una fabbrica).
Importante per la conservazione della memoria storica è anche il rispetto e la conservazione delle rovine e del loro contesto paesaggistico, che è stato scenario di eventi storici. Nel III e IV secolo d.C., si diffuse la pratica dell'asportazione di materiali da edifici esistenti (es. decorazione dell'arco di Costantino, di cui gli otto medaglioni provenivano da diversi edifici, tra cui l'arco di Traiano).
Le tracce di vecchi edifici in quelli nuovi non solo sono definite dall'individuazione di materiali, ma anche di tecniche costruttive. Un esempio significativo è quello del cantiere ritrovato sotto l'eruzione del 79 d.C. a Pompei, iniziato dopo il terremoto del 62 d.C. Si riuscirono così ad individuare le tecniche applicate dai pompeiani per il restauro:
- Tecniche di consolidamento strutturale:
- Sarcitura: catena di ricucitura di strutture murarie, che hanno subito danni ma non crollate del tutto.
- Catene di concatenamento: per irrobustire e collegare i cantonali e gli incroci murari.
- Inserimento di elementi più resistenti all'interno di una struttura dissestata in opera incerta o reticolata.
- Rinzeppatura delle colonne: ancorare il fusto alla base mediante la colatura di piombo liquido.
- Tecniche di parziale rifacimento di intonaci e mosaici pavimentali:
- Semplice abbozzo
- Stucco bianco levigato
Trasformazioni legate al cambiamento di funzione: creazioni di botteghe all'interno delle case, che comportò la mutazione di elementi decorativi e ambienti. Per evitare un'eccessiva distruzione dei manufatti, è importante prevenire mediante costanti soluzioni di consolidamento per migliorare ad esempio la resistenza dei materiali.
Capitolo 3
La trasformazione del patrimonio dell'età classica si sviluppa fino al XIV secolo e caratterizzava un tipo di restauro finalizzato al soddisfacimento delle esigenze delle nuove funzioni (rifunzionalizzazione), adattandosi così alle nuove correnti di pensiero (Cristianesimo come religione ufficiale - Editto di Milano nel 313). Si creano così diverse leggi: alcune a favore della conservazione, altre indirizzate alla demolizione degli edifici pagani (es: altare della Vittoria), altre ancora all'utilizzo di questi edifici come cave di materiali per la realizzazione di nuove opere (es: templi, fabbriche, applicando comunque interventi di manutenzione dei materiali preziosi). L'idea degli imperatori di quell'epoca (V-VI secolo) era sempre basata sull'importanza di abbellire, arricchire, modificare gli edifici esistenti, senza doverli distruggere o demolire.
Per esempio, una biblioteca si convertì in basilica, il Pantheon romano in Martyrium dedicato alla Vergine e la maggior parte dei templi pagani furono trasformati in chiese cristiane (con diverse esigenze: spazi interni più ampi per accogliere i fedeli e i celebranti). L'edificio che meglio si prestava per la creazione di nuove chiese cristiane era la basilica pagana, ma per ragioni di amministrazione vennero usate solo come luoghi politici; nonostante ciò, le chiese vennero comunque costruite con tratti caratteristici delle basiliche pagane.
Esempi:
- Cattedrale di Siracusa ricavata all'interno del tempio di Atene, dove la conservazione dell'antico edificio interno ed esterno è quasi totale, ad eccezione delle colonne davanti all'abside, dei muri della cella in corrispondenza del presbiterio e le metope della trabeazione (rappresentavano immagini pagane) che furono demoliti.
- Tempio di Apollo convertito in chiesa cristiana, di cui oggi rimangono come testimonianza il portale medievale inserito nel muro della cella e alcuni gradini del crepidoma.
- Partenone di Atene trasformato nella Basilica di Nostra Signora di Atene, ricavata all'interno del naos con l'inserimento di abside e presbiterio e eliminazione delle decorazione pagane; nel 1460 fu trasformato in moschea dai turchi; poi danneggiato gravemente dai veneziani ed al 1862 iniziò ad essere ricostruito, eliminando le modifiche passate e ritornando ai soli elementi classici.
- Tempio della Concordia ad Agrigento trasformato in basilica cristiana dedicata ai santi Pietro e Paolo, attraverso il tamponamento del colonnato esterno e l'apertura con arcate dei muri della cella.
Il riuso degli edifici classici non sempre fu finalizzato alla creazione di edifici di culto, ma anche per scopi commerciali (magazzini), abitativi (interi quartieri abitativi) o come luoghi fortificati. Ad esempio, ricordiamo ad Arles l'anfiteatro trasformato in cittadella fortificata munita di torri, al cui interno si trovano abitazioni private.
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