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Storia dell'innovazione

Capitolo 1. La tecnologia e il problema della conoscenza

Conoscenza = elemento che sta alla base dell'innovazione tecnologica. Consideriamo la "conoscenzautile" = complesso di conoscenza epistemica che distingue tra conoscenza di natura "proposizionale" e "prescrittiva" (concetto più vicino a quello di innovazione tecnologica). Identifichiamo la conoscenza di natura proposizionale denotandola come insieme Ω di conoscenza che costituiscono il substrato per la creazione di tecniche di natura prescrittiva identificate da un insieme λ di tecniche possibili ed effettivamente utilizzate. Quello che preme è capire in che modo evolve la conoscenza.

L'evoluzione della conoscenza utile

L'evoluzione della conoscenza utile è il risultato di una combinazione di circostanze. Innanzitutto, l'evoluzione della conoscenza proposizionale riflette la ricerca intenzionale da parte degli individui finalizzata alla comprensione di regolarità utili. Le prime regolarità che l'uomo ha cercato di comprendere e spiegare avevano a che fare con la regolarità di fenomeni visibili (es. sorgere del sole, sviluppo delle piante, comprensione di alcuni fenomeni atmosferici). La ricerca intenzionale da parte degli individui di trovare regolarità, soprattutto nei fenomeni naturali, è il primo motore dell'evoluzione della conoscenza utile. Questo richiama il concetto di una ricerca finalizzata alla risoluzione di problemi di natura concreta. Esiste anche un'altra forma in cui la conoscenza proposizionale può evolversi nel tempo: pura curiosità del ricercatore o dello sperimentatore.

Apparentemente questa seconda fonte di evoluzione della conoscenza proposizionale potrebbe non avere un significativo risvolto in termini di applicazioni concrete. Diciamo pertanto che una parte dell'insieme Ω delle conoscenze epistemiche potrebbe non avere alcun fine utile. Tuttavia, questa affermazione deve essere affiancata da un'ulteriore considerazione: probabilmente una parte della conoscenza Ω di natura epistemica che oggi può non rappresentare la base per la costruzione di una conoscenza di natura prescrittiva, potrebbe rivelarsi utile in una fase successiva. Da questo punto di vista possiamo classificare la conoscenza in base alla utilità (= applicazione concreta della conoscenza a dei problemi) e alla richiesta di conoscenza delle cose.

Il quadrante di Bohr e di Pasteur

Immaginiamo di avere un sistema di assi cartesiani in cui in ascissa troviamo l'utilità della conoscenza e in ordinata la finalità della conoscenza alla comprensione delle questioni fondamentali che governano la natura. All'interno di questo quadrante di natura cartesiana ritroviamo dei sotto quadranti, i più comuni e noti sono quelli di Bohr e Pasteur, dove la ricerca viene incasellata in base alla combinazione di utilità e richiesta di conoscenza fondamentale che l'attività di ricerca ha.

  • Ci ritroveremo nel quadrante di Bohr nel momento in cui lo stimolo alla ricerca della regolarità dei fenomeni naturali è puramente di natura epistemica.
  • Nel quadrante di Pasteur lo stimolo alla ricerca è motivato anche dall'utilità della ricerca stessa. C'è quindi un'elevata motivazione finalizzata alla risoluzione di problemi concreti e un'elevata finalità di comprensione profonda dei fenomeni naturali. Il quadrante di Pasteur è quella porzione di ricerca in cui entrambi i canali di evoluzione della conoscenza trovano la loro massima espressione. Convenzionalmente in questo quadrante ricade la ricerca di base.
  • All'interno di questo schema vi è anche il cosiddetto quadrante di Edison, dove la richiesta di profonda conoscenza delle regolarità è bassa, ma è estremamente elevata l'utilità concreta del processo di ricerca.

Queste sono ovviamente classificazioni di natura fortemente schematica, in particolare il quadrante di Edison è abbastanza difficile da rinvenire: alla fine ogni innovazione tecnologica risponde ad una richiesta di conoscenza più profonda delle cose. Diciamo però che è una schematizzazione utile a distinguere le diverse fonti con cui si alimenta la conoscenza utile, da un lato la ricerca di base, dall'altro la ricerca applicata.

Stimolo e vincoli allo sviluppo di Ω

Una volta definito in che modo l'evoluzione della conoscenza Ω prende forma, abbiamo bisogno di comprendere quali siano gli stimoli e i vincoli allo sviluppo di Ω:

  • Esigenze che provengono dall'economia reale
  • Input che provengono dalla politica
  • Evoluzione della conoscenza

Il processo di evoluzione di Ω è costituito da 2 caratteristiche:

  • Natura di casualità; molto spesso Ω si accresce per fatti puramente casuali (es. scoperta inattesa mentre si cercava altro o intuizione dal nulla di alcuni fenomeni e regolarità);
  • Incrementa con gradualità; da questo punto di vista sposiamo l'idea che la natura non fa "salti" e quindi anche l'innovazione tecnologica come fatto naturale non fa "salti". Fino ad oggi non abbiamo trovato mai nell'esperienza storica delle fasi in cui ci sono crescite di Ω che rappresentano un salto significativo, si tratta piuttosto di un processo graduale nel tempo di accumulazione della conoscenza.

In questo schema riassumiamo il passaggio dalla conoscenza Ω alla conoscenza λ. La combinazione dei sottoinsiemi di Ω è una rappresentazione più attendibile di come effettivamente viene utilizzata.

Nella parte sinistra osserviamo la conoscenza Ω e le interrelazioni che vi sono in essa, rappresentate dalla sovrapposizione di oggetti con trama differente (ognuno di essi rappresenta un "pezzo" di conoscenza Ω). A volte questi oggetti sono sovrapposti, intendendo il fatto che a volte alcune conoscenze di natura proposizionale si integrano tra di loro e una loro combinazione può dare luogo ad un vettore λ di tecniche possibili. Il passaggio da Ω al vettore delle tecniche possibili avviene attraverso la mappatura della conoscenza Ω e quindi attraverso la selezione di Ω o sottoinsiemi di essa utili a creare le conoscenze di natura prescrittiva possibili. Di fatto la società, tra le possibili tecniche che ha a disposizione, ne selezionerà soltanto alcune che chiamiamo "tecniche selezionate", indicate nella parte destra del grafico e che rappresentano la conoscenza prescrittiva vera e propria.

Se la conoscenza Ω mi consente di approntare un certo farmaco, avrò una serie di tecniche possibili che mi consentiranno di selezionare la molecola più adeguata per risolvere un certo problema di natura medica, ma solo un sottoinsieme di queste tecniche possibili saranno quelle che verranno effettivamente utilizzate. Quindi, in base alla conoscenza epistemica so che posso risolvere un problema concreto con un insieme di possibili tecniche, ma ne seleziono solo alcune. In campo produttivo la selezione può avvenire sulla base di considerazioni di costo. Tra le tecniche possibili ne avrò alcune che costano di più e che sono più efficienti, altre che costano meno e che hanno un grado di efficienza simile; alla fine selezionerò quella che probabilmente mi dà il costo inferiore di implementazione (alternativamente posso trovarmi nella situazione di scegliere tra efficienza tecnica da un lato e costi dall'altro e alla fine il compromesso di costi ed efficienza rappresenterà il criterio per cui dalle tecniche possibili ne seleziono soltanto alcune).

Quindi, la conoscenza proposizionale definisce l'insieme di tecniche selezionate e quindi la conoscenza prescrittiva:

  • Ω rappresenta il vincolo possibile alle tecniche effettivamente selezionate. Senza un adeguato livello di conoscenza proposizionale il menu di tecniche possibili è più piccolo e più piccolo ancora è il menu di tecniche selezionate.

Gli stimoli ad ampliare Ω

La questione fondamentale è capire in che modo la conoscenza proposizionale viene mappata in tecniche possibili. Questa questione è da parte di alcuni studiosi dell'innovazione tecnologica e dagli economisti a volte sottovalutata. Autori come Jones ritengono che lo sviluppo tecnico, e quindi le tecniche possibili, possono essere ottenute da qualunque società che investa nelle istituzioni favorevoli. Gli economisti tendono a pensare all'innovazione tecnologica come un fatto disgiunto da Ω: ritengono che Ω non sia poi così decisivo nella produzione di nuova tecnologia in quanto ciò che conta maggiormente sono le istituzioni. Questa posizione che trova riscontro nella storia della tecnologia in alcuni casi cozza con l'evidenza storica, dove si può osservare che nel corso della millenaria esistenza dell'uomo la mancanza di conoscenza Ω ha rappresentato e continua a rappresentare un limite alla tecnologia.

La posizione di Jones e l'evidenza storica si compendiano in una visione unitaria in cui entrambi gli approcci valgono e sono complementari. Un fatto è certo: l'innovazione tecnologica dipende in maniera diretta dalla dimensione di Ω (→ Ω definisce ciò che noi possiamo introdurre come innovazione tecnologica nei processi produttivi). La posizione avanzata prevalentemente dagli economisti, e cioè che le istituzioni svolgono un ruolo fondamentale nell'evoluzione della tecnologia, è vera almeno per quanto riguarda il modo in cui Ω si trasforma in λ. In questo senso c'è complementarietà tra le 2 posizioni: è vero che la dimensione Ω definisce le tecniche possibili, ma la mappatura di Ω in λ dipende in maniera cruciale dalle istituzioni e dalla dimensione culturale.

Cultura ed istituzioni

La cultura di una società, in termini economici, è l'insieme dei valori e di ciò che si crede rispetto a certi fenomeni. In altri termini, "cultura" è intesa come insieme di preferenze individuali e collettive nei confronti della tecnologia. Ad esempio, una società può per ragioni di natura etica preferire di non utilizzare l'energia nucleare. Questa rappresenta una preferenza collettiva che determina se si afferma o meno una certa tecnica di produzione. Noi abbiamo una sufficiente conoscenza epistemica del processo di fissione nucleare, ma la società occidentale da un certo momento in poi ha ritenuto che l'energia nucleare fosse una scelta tecnologica da non perseguire per ragioni di preferenze collettive legate alla preoccupazione per alcuni risvolti di tipo ambientale connessi con l'utilizzo della tecnologia di fissione nucleare.

In questo senso, Ω ha definito il set di possibili tecniche per la sua produzione, ma la dimensione culturale di una società ha limitato che quella conoscenza epistemica si traducesse in effettive tecniche.

Le istituzioni in economia possono essere definite agevolmente come insieme delle regole del gioco che fissano gli incentivi degli individui a cooperare, coordinarsi o innovare. Restringendo il campo all'innovazione tecnologica, le istituzioni sono l'insieme di regole che definiscono incentivi o le penalità a chi introduce o rallenta le nuove tecnologie. Di fatto, le istituzioni fissano i costi di accesso a Ω che gravano sui produttori. Un esempio tipico di istituzione che fissa gli incentivi all'innovazione tecnologica sono i sistemi di brevettazione.

Gli individui possono infatti voler intraprendere un percorso di innovazione tecnologica se sanno di poterne sfruttare gli esiti favorevoli. Il sistema di brevettazione, proteggendo l'innovazione, crea di fatto una condizione di quasi monopolio per gli individui che sono in grado di innovare. Questa forma di istituzione crea un incentivo all'innovazione tecnologica. Maggiori sono gli incentivi all'introduzione di nuove tecnologie, maggiore è la probabilità che nuove tecnologie vengano introdotte. In generale, diciamo che le istituzioni fissano i costi di accesso a Ω che gravano sui produttori.

La compattezza di Ω

In che misura una parte della conoscenza epistemica si traduce in conoscenza di natura prescrittiva? Come si passa da Ω a λ? Il ruolo della cultura e delle istituzioni rappresentano un elemento cruciale per tramutare Ω in λ, ma questo processo è probabilmente quello più oscuro dal punto di vista economico, tanto che tendiamo a identificare questo processo di mappatura di Ω in λ come "black box" (o "scatola nera" del processo di innovazione).

Una cosa che sappiamo di questa scatola nera è che affinché Ω si traduca in un insieme di tecniche prescrittive λ è necessario che sia sufficientemente compatta. La compattezza della conoscenza è necessaria affinché questa si affermi. In particolare, la compattezza di Ω è necessaria affinché questa si traduca in innovazione → tecnologica (in λ) più è compatta Ω, più sono compatte le tecniche associate λ. La compattezza è la misura in cui la base epistemica di un'innovazione tecnologica è condivisa e accettata, più è nota e condivisa la base epistemica, maggiore è l'accettazione di una tecnica che promana da quella. Esempio: convinzioni che si hanno sulla funzione di alcuni alimenti sul benessere degli individui. Si sostiene che introdurre alimenti dotati di supposte capacità antinfiammatorie possa aiutare gli individui a prevenire fenomeni di natura infettiva. Affermazioni di questo tipo sono scarsamente compatte perché scarsa è l'evidenza epistemica che, ad esempio, mangiare un determinato cibo faccia effettivamente ridurre lo stato infiammatorio di un organismo. Si è affermato recentemente che l'assunzione di massicce quantità di vitamina C nell'organismo aiuti a prevenire l'insorgenza di Covid-19: questa è un'affermazione dotata di scarsissima evidenza scientifica e quindi ciò che è dietro ad essa non ha alcuna base epistemica. Di conseguenza, la tecnica prescrittiva (introdurre maggiori quantità di vitamina C per prevenire il virus) è non fondata, di fatti scarsamente utilizzata dagli individui.

Vi sono poi esempi storici più rilevanti di questo che dimostrano come alcune tecniche non si sono affermate proprio per mancanza di conoscenza epistemica. Se guardiamo in un ampio spettro temporale, ciò che può essere considerato compatto oggi può non risultare compatto tra un certo numero di anni. Se applichiamo questo criterio di ragionamento sulla compattezza di Ω che determina un insieme di tecniche prescrittive λ e facciamo riferimento alla concezione astronomica per cui la terra fino ad una certa epoca era ritenuta un corpo fisso e il sole girava intorno ad essa, possiamo affermare che essa a quell'epoca rappresentasse una conoscenza sufficientemente compatta su cui poi si costruivano tecniche prescrittive di un certo tipo (per esempio relative alla navigazione terrestre). Si è poi affermata una nuova dimensione della compattezza di Ω, la quale ha ribaltato la compattezza precedente. Più una tecnica prescrittiva ha una solida base epistemica, più è compatta la tecnologia e più Ω sarà nota e condivisa dalla maggior parte degli operatori.

Ampiezza di Ω-1

La compattezza di Ω dipende anche dalla sua dimensione. Più cose conosciamo su un fenomeno, più le tecniche applichiamo sono compatte. Esiste quindi un'ampia correlazione tra la compattezza di Ω (la sua accettabilità da parte della collettività) e la sua dimensione.

L'ampiezza di Ω definisce:

  • Il numero di tecniche
  • Il costo di produrre nuove tecniche. Più è ampia Ω minori sono i costi di produzione di alcune tecniche.

Un esempio storico è quello legato alla produzione di acciaio di buona qualità (industria metallurgica). Fin dal Medioevo, una tecnica di produzione per avere acciaio di buona qualità era nota nell'Europa Occidentale: il processo di temprare l'acciaio per renderlo più robusto era già noto, ma non se ne conosceva la base epistemica. Poco si conoscenza infatti delle interrelazioni tra carbonio e ferro, sicché produrre acciaio di buona qualità era non conveniente da un punto di vista economico. Quella tecnica di produzione di acciaio di elevata qualità in epoca Medioevale aveva costi talmente ampi che finì per non affermarsi. Si affermò e fu possibile implementare processi produttivi per generare quantità elevate di acciaio di buona qualità solo quando se ne comprese la base epistemica dietro tale processo di produzione (quando, per esempio, si compresero i principi della chimica legata al carbonio e via discorrendo). Maggiore ampiezza di Ω significa maggiore compattezza ma anche minori costi per produrre le tecniche associate e per far sì che queste vengano effettivamente utilizzate nel processo produttivo.

Il punto è che l'evoluzione dell'uomo è segnata dalla sua capacità di ampliare la dimensione di Ω. Lo sviluppo economico dipende in maniera cruciale dallo sviluppo di Ω ma fintanto che quest'ultimo è piccolo, lo sviluppo economico in senso moderno non può innestarsi. Fino al 1800 la dimensione di Ω per la società nel suo complesso è stata molto piccola: l'insieme di tecniche prescrittive λ che la società aveva a disposizione era ridotto perché ridotta era la dimensione di Ω. L'innovazione era pertanto frutto di casualità e accidentalità; ciò è successo fino al 1800, più o meno fino all'affermazione della Prima Rivoluzione Industriale.

Ampiezza di Ω - 2

La crescita economica o di un certo settore industriale è dipendente dalla dimensione di Ω. Il problema è che una limitata dimensione di Ω limita anche il numero di tecniche possibili e quindi l'innovazione tecnologica: facilitare l'ampliamento di Ω è essenziale per promuovere nuove tecnologie e processi produttivi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/05 Storia della scienza e delle tecniche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariaascari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Rota Mauro.
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