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Un'introduzione all'economia dell'innovazione

Negli ultimi anni l'innovazione ha giocato un ruolo sempre più rilevante per le imprese, la crescita delle economie, la competitività delle nazioni, lo sviluppo dei paesi arretrati, la nascita e il declino di settori e tecnologie. L'economia dell'innovazione ha l'obiettivo di esaminare natura, caratteristiche, determinanti e conseguenze dell'innovazione e della diffusione della tecnologia; i soggetti e le istituzioni coinvolti nella dinamica innovativa; i processi di apprendimento, generazione di conoscenza.

L'innovazione tecnologica nel pensiero economico: Schumpeter

Una brevissima sintesi del pensiero economico prima di Schumpeter

  • Adam Smith - Nella Ricchezza delle Nazioni (1776), Smith considera l'innovazione come la relazione tra cambiamento tecnologico, divisione del lavoro e mutamento strutturale dell'economia. Si concentra sull'incorporazione del progresso tecnologico nei beni capitali e sui suoi effetti sulla produttività del lavoro, sulla specializzazione e sull'occupazione.
  • David Ricardo - Nei Principles of Political Economy (1817), Ricardo si interessa alle conseguenze del progresso tecnologico ed al progresso tecnico incorporato. Analizza i meccanismi di natura endogena – aumento della domanda come conseguenza della diminuzione dei prezzi dovuta al progresso tecnico – ed esogena – produzione di nuove macchine.
  • Marx - Enfatizza il ruolo chiave della tecnologia nelle moderne economie. L'innovazione è un processo sociale e non individuale, lo stimolo ad innovare proviene dalla pressione competitiva capitalistica e dall'ampiezza dei mercati.
  • Charles Babbage - In On the Economy of Machinery and Manufacturers (1932), Babbage introduce la distinzione tra il fare e la manifattura: il primo riguarda un singolo pezzo mentre la seconda significa produzione di numerosi pezzi identici su larga scala. Individua nell'apprendimento da specializzazione una delle cause principali dell'avanzamento tecnico.
  • Abbot Payson Usher - In A History of Mechanical Inventions (1954), considera l'innovazione come un processo. Le innovazioni sono frutto di un fenomeno di sintesi cumulativa che dalla percezione del problema conduce all'iniziale introduzione di un'innovazione e quindi alla sua progressiva modifica e miglioramento.

Joseph Schumpeter

Schumpeter è stato il primo che ha discusso ed esaminato in modo ampio e sistematico il ruolo dell'innovazione nelle moderne economie industriali. Considera l'innovazione come la determinante principale del mutamento industriale, distinta dall'invenzione. L'invenzione rimane qualcosa di puramente scientifico o tecnologico, l'innovazione consiste nel far qualcosa di nuovo nel sistema economico e non deriva necessariamente da una invenzione. L'innovazione è possibile senza invenzione. L'innovazione consiste in nuove combinazioni di mezzi di produzione, cioè nell'introduzione di nuovi beni e/o nuovi metodi di produzione, nella creazione di nuove forme organizzative, nell'apertura di nuovi mercati e nella conquista di nuove fonti di approvvigionamento. L'innovazione può nascere da un singolo imprenditore nel caso di capitalismo concorrenziale, oppure all'interno di una grande impresa burocratizzata (capitalismo trustificato). L'innovazione origina un profitto che è temporaneo. Esso può perdurare nel tempo se l'attività innovativa dell'impresa rimane sostenuta; in caso contrario, esso scompare in seguito alla reazione delle altre imprese. Schumpeter non approfondisce tre importanti aspetti del mutamento tecnologico: l'importanza della scienza e della tecnologia nel determinare il tasso innovativo di un settore, la continuità del mutamento tecnologico e la rilevanza del processo di diffusione delle innovazioni. Ciò che a Schumpeter preme è sottolineare la centralità dell'innovazione nella dinamica economica e l'importanza dell'imprenditore nel processo innovativo. L'invenzione e lo sviluppo scientifico e tecnologico vengono considerati esogeni rispetto al sistema economico.

Ulteriori contributi schumpeteriani in tema di innovazione e di imprese innovative

L'eredità schumpeteriana ha fornito ulteriori contributi riguardanti le caratteristiche del processo innovativo. Schumpeter caratterizza l'innovazione come un processo ad esito incerto. Essa può essere compresa solo ex post; l'innovatore infatti non conosce neppure la distribuzione di probabilità relativa ai possibili risultati della sua attività innovativa. Durante il processo innovativo, l'imprenditore ha una razionalità limitata; infatti, non può afferrare esaurientemente tutti gli effetti e le ripercussioni. Un'altra caratteristica delle innovazioni riguarda il loro raggruppamento nel tempo e in settori specifici: le innovazioni non rimangono eventi isolati e non sono distribuite in modo uniforme nel tempo, ma tendono al contrario a sorgere a grappoli e tendono a concentrarsi in certi settori. Infine, Schumpeter distingue non solo tra imprese piccole e di grandi dimensioni, ma anche tra imprese giovani e vecchie. Solitamente sono le nuove imprese a portare innovazione e minacciare la struttura esistente del settore. Le vecchie imprese cercheranno di sopravvivere e di contrastare le nuove sia con l'imitazione che con innovazioni incrementali. Il contributo di Schumpeter allo studio dell'innovazione è quindi notevole e complesso.

Due scuole contemporanee a confronto in economia dell'innovazione: neoclassici ed evolutivi

Similarità tra le due scuole

  • Le opportunità scientifiche e tecnologiche di un'industria influiscono sul tasso di progresso tecnologico. Elevate opportunità portano ad un alto tasso innovativo, basse opportunità portano un ridotto tasso innovativo.
  • Gli inventivi economici giocano un ruolo chiave nello stimolare l'innovazione. In particolare, l'appropriabilità dei risultati influisce grandemente sullo sforzo innovativo delle imprese.
  • Le condizioni di domanda influiscono sul tasso di innovazione.
  • Esiste una relazione tra struttura di mercato ed innovazione. Una struttura di mercato più concentrata genera un tasso di progresso tecnologico più elevato, ma questo modifica la struttura del mercato.

Neoclassici ed evolutivi

Neoclassici Evolutivi
Attenzione all'equilibrio del sistema economico Attenzione a situazioni del sistema economico al di fuori dell'equilibrio
Attenzione sia all'aspetto statico che a quello dinamico Attenzione ai processi di innovazione, generazione di varietà e selezione ed alle dinamiche ad essi associate
Irrilevanti i processi di aggiustamento verso l'equilibrio Molto attenti alla fase di transizione
La tecnologia e la diffusione della tecnologia sono considerate come informazione La tecnologia è legata alla conoscenza
Enfasi sulle strategie di impresa Enfasi sulle competenze e sulla varietà dei comportamenti, dell'organizzazione e delle tipologie di impresa
Considerano l'apprendimento come acquisizione di informazioni e come il risultato dell'esperienza Più importanza all'aspetto cognitivo e di soluzione dei problemi dall'apprendimento e ne sottolineano la natura multidimensionale.
Le imprese non hanno storia e sono spesso svincolate dal contesto istituzionale o settoriale in cui operano Le imprese sono fortemente legate ai contesti storici settoriali, tecnologici ed istituzionali in cui operano
Le imprese dispongono di perfetta informazione e hanno un comportamento massimizzante Le imprese hanno una razionalità limitata e, anche se gli obiettivi vengono soddisfatti, non provocano cambiamenti nelle strategie e nei comportamenti delle imprese
Nell'attività di R&S esistono fallimenti di mercato dovuti alla presenza di beni pubblici, indivisibilità, esternalità e difficoltà di appropriabilità. Lo stato interviene con lo strumento del brevetto che rimedia alla bassa appropriabilità e con sussidi alla R&S che rimediano ad indivisibilità e incertezza. Esistono dei trade-off di vario tipo di cui il policy maker deve tenere conto. Un ruolo chiave nel processo innovativo è giocato dalle istituzioni e dai sistemi innovativi nazionali.

Definizioni introduttive

Tecnica e tecnologia nella funzione di produzione nella microeconomia neoclassica

  • Il cambiamento tecnologico è lo spostamento della funzione di produzione nel tempo, cioè lo spostamento dell'isoquanto verso l'origine. Scriviamo una funzione di produzione: Q = f(K, L, t)
  • Secondo questa definizione, il cambiamento tecnologico è di due tipi: 1. incorporato, cioè legato all'introduzione di nuovi beni capitali K o di capitale umano più avanzato L; 2. disincorporato, cioè legato a t ed indipendente dall'investimento in nuovo capitale o lavoro.
  • Il cambiamento tecnico si definisce: 1. neutrale se lo spostamento della funzione di produzione lascia immutati il rapporto tra capitale e lavoro, 2. labour saving se la quota del lavoro diminuisce, 3. capital saving se la quota del capitale diminuisce.

La differenza tra scienza, tecnologia e tecnica

  • La diversità quanto a contenuto La distinzione è legata ad una diversa organizzazione sociale ed a diversi incentivi e regole del gioco.
Scienza Sviluppa conoscenza astratta e finalizzata. È un bene pubblico. La comunità scientifica ha come obiettivo una completa pubblicizzazione dei risultati in modo da ottenere fama e notorietà scientifica ed è regolata da prodotta nelle pubblicazioni scientifiche sulle principali riviste accademiche.
Tecnologia È la finalizzazione del sapere scientifico a fini utili ed obbiettivi specifici. È un bene privato. Nella comunità tecnologica vige non la pubblicizzazione dei risultati ma la segretezza, mentre gli obiettivi degli sviluppi tecnologici sono i profitti e le quote di mercato. La competizione è regolata da brevetti ed alle dinamiche di mercato.
Tecnica È la materializzazione della scienza e della tecnologia in progetti, macchine e prodotti.

Invenzione ed innovazione

  • L'invenzione è una nuova idea, un nuovo sviluppo scientifico oppure una novità tecnologica che non è stata ancora relatata tecnicamente e materialmente. La sua nascita è spesso casuale e non indotta da motivazione economiche o competitive.
  • L'innovazione è la realizzazione dell'invenzione in un nuovo prodotto o processo produttivo ed il suo sfruttamento commerciale. L'innovazione comprende la progettazione (design), la realizzazione fisica (manufacturing), e la commercializzazione dell'invenzione (marketing).

Innovazione radicale e innovazione incrementale (no netta distinzione ma continuum)

  • Le innovazioni incrementali comportano un miglioramento di un processo, prodotto o servizio rispetto ad uno specifico design dominante, architettura di prodotto, processo produttivo o domanda esistenti. Sono molto numerose.
  • Le innovazioni radicali rappresentano una rottura con i prodotti o i processi esistenti; da queste innovazioni in alcuni casi si ordinano nuove industrie o segmenti di mercato. Sono molto rare.

Innovazione di prodotto ed innovazione di processo - Innovazione e diffusione

L'innovazione può riguardare sia i prodotti che i processi produttivi. Le industrie mostrano una differente propensione ad innovare a livello di prodotto o di processo. Quando si parla di diffusione ci si riferisce al processo di adozione di una innovazione da parte delle imprese utilizzatrici o dei consumatori.

Le fonti dell'innovazione: Ricerca di base, Ricerca applicata e Sviluppo

L'R-S rappresenta un'attività organizzata e formalizzata da parte delle imprese e di alte organizzazioni, finalizzata all'introduzione di innovazione. La Ricerca e Sviluppo comprende il lavoro creativo condotto su base sistematica per l'aumento del patrimonio di conoscenze scientifiche e tecniche e per l'utilizzo di questo patrimonio nella realizzazione di nuove applicazioni. L'attività di R-S è divisa in tre fasi, non per forza in successione:

  • Ricerca di base: finalizzata all'ampliamento della conoscenza scientifica, non è orientata all'ottenimento di un obiettivo preciso e definito a livello di prodotto o processo produttivo;
  • Ricerca applicata: utilizza conoscenza scientifiche e genera nuove conoscenze tecnologiche per la creazione di nuovo prodotti e processi evolutivi;
  • Sviluppo: riguarda la fase più a valle della ricerca e consiste nella effettiva realizzazione di un nuovo prodotto o processo.

Le fonti dell'innovazione: l'apprendimento per esperienza

L'apprendimento per esperienza (learning by doing) era per molti anni il modello predefinito, considerando l'apprendimento come un processo automatico e senza costi, risultato congiunto dell'attività produttiva e del passare del tempo, capace di generare una riduzione dei costi medi di produzione.

Alcuni concetti chiave da cui partire

L'innovazione come processo: dal modello lineare al modello a catena

L'innovazione può essere rappresentata come un processo attraverso il quale viene generato un nuovo prodotto o un nuovo processo produttivo.

  • Modello lineare: viene utilizzato in numero modelli di innovazione tecnologica, più o meno esplicitamente. Si caratterizza per una sequenza di fasi diverse. Si inizia con l'attività di ricerca di base, ricerca applicata e poi sviluppo, che condurrà alla produzione dell'artefatto che potrà essere prodotto su scala più o meno grande e commercializzato.
  • Modello a catena: vi è una sequenza centrale che ricala il modello lineare tradizionale. Se ne differenzia per il ruolo che la percezione e la individuazione del mercato potenziale ha nella fase iniziale del processo innovativo. Una volta individuato il mercato potenziale, inizia il processo innovativo, centrato sul design analitico. Quest'ultimo consiste nell'analisi di nuove combinazioni di parti di conoscenza o di componente esistenti. L'innovazione diventa una intelligente e nuova combinazione dell'esistente. Il design è poi testato, modificato e commercializzato.

Oltre la catena centrale vi sono altre relazioni e legami tra cui: i feedback; un nuovo design può nascere direttamente dagli avanzamenti della conoscenza scientifica; un adeguato livello di conoscenza scientifica e tecnologia è necessario non solo per generare un nuovo design analitico ma anche per tutta la catena analitica; infine, le innovazioni possono consentire esse stesse avanzamenti in diversi campi scientifici.

La relazione scienza-tecnologia/innovazione

Non solo la scienza influisce sull'innovazione ma le stesse innovazioni possono consentire grandi avanzamenti scientifici. La relazione tra scienza ed innovazione è bidirezionale ed è necessario tenere in considerazione anche le relazioni che vanno dalla innovazione alla scienza.

L'impresa come attore fondamentale

L'impresa apprende, introduce nuove tecnologie, investe in attività innovativa, coordina il processo innovativo al suo interno e all'esterno tramite accordi e relazioni di vario tipo, ottiene risultati innovativi che danno profitti e crescita e che devono essere difesi dai competitori con adeguati strumenti di appropriabilità.

Il ruolo delle istituzioni

Per innovare le imprese hanno bisogno del sostegno di diversi attori: senza il contributo di università, istituti pubblici di ricerca, politiche pubbliche di sostegno alla R-S e alla diffusione, istituzioni finanziarie, sarebbe assai difficile per le imprese innovare con successo.

Innovazione come sistema

L'innovazione è il risultato di una serie di relazioni e interazioni tra attori diversi, i quali vi contribuiscono in varia misura con diverse capacità e specializzazioni.

I principali indicatori

Indicatori di input innovativo: la R-S

Le spese e gli addetti in R-S rappresentano un indicatore ampiamente usato per esaminare l'input e lo sforzo innovativo delle imprese e di altre organizzazioni. Tale indicatore però coglie soltanto l'attività innovativa formalizzata in laboratori di ricerca ed è particolarmente efficace nei settori basati sulla scienza, e meno nella meccanica, nei servizi, e nel software. Inoltre, non coglie pienamente l'innovazione nelle piccole imprese, che non hanno molto spesso un laboratorio di R-S.

Indicatori di output innovativo: i brevetti

I brevetti forniscono all'inventore il diritto esclusivo sulla sua scoperta per un determinato periodo: essi quindi rappresentano uno strumento di protezione e un notevole incentivo ad innovare. D'altro canto i brevetti, in quanto documento pubblico, pubblicizzano e diffondono le informazioni sull'innovazione. I brevetti sono un indicatore di output innovativo, anche se verifiche econometrie hanno mostrato una contemporaneità tra R-S e brevetti, indicando la possibilità che il brevetto possa essere richiesto assai presto nel processo innovativo. In questa accezione i brevetti possono essere un indicatore di output innovativo, e non necessariamente di innovazione. Forse sarebbe più appropriato interpretare il brevetto anche come segnale della capacità tecnologica di un'impresa in una certa tecnologia. I brevetti proteggono più o meno efficacemente le innovazioni in prodotti e processi manifatturieri, ma molto meno le infezioni nel software o nei servizi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaka1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche economiche per l'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Maggioni Mario Agostino.
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