Il traffico degli invisibili
Introduzione
Le migrazioni e la globalizzazione. La migrazione è un fatto sociale totale (Palidda): ogni elemento, ogni aspetto, ogni sfera e ogni rappresentazione dell’assetto economico, sociale, politico, culturale e religioso sono coinvolti in tale esperienza umana. Migrazioni svolgono una funzione specchio: rivelatrici delle più profonde contraddizioni di una società, della sua organizzazione politica e delle sue relazioni con le altre società. Bordieu: il migrante è atopos, un curioso ibrido privo di posto, posizione intermedia tra essere e non essere. L’immigrato esiste solo per difetto nella comunità d’origine e per eccesso nella società ricevente.
La globalizzazione implica un’intensificazione e un’accresciuta densità dei flussi e degli schemi d’interazione o interconnessione tra stati e società. L’emigrazione non esiste come diretta conseguenza della globalizzazione, le migrazioni sono avvenute ben prima. Le analisi di tipo demografico, psicosociale ed economico tendono a spiegare la migrazione come effetto dei fattori push and pull, ovvero di spinta (povertà e disoccupazione) e di attrazione (occupazione e migliore stile di vita). Spesso però il migrante intraprende questo viaggio accontentandosi di ottenere nel paese di destinazione uno status inferiore a quello acquisito nel paese d’origine: esiste quindi un elemento di soggettività.
Ogni flusso migratorio è contestuale e va riferito al paese di partenza, alle singole esperienze di viaggio e alle modalità di reclutamento del migrante. La migrazione non può quindi essere interpretata come un semplice passaggio da una condizione all’altra. Migrazione: processo continuo e spesso conflittuale di variazione della rappresentazione e dell’auto-rappresentazione di questi attori coinvolti, i quali si trovano a svolgere le loro performance sui palcoscenici più disparati, ma sempre interrelazionati tra loro. Si vengono a creare dei non-luoghi (ou-topos) in cui si consumano i drammi dei viaggi dei migranti, soprattutto dei viaggi dei trafficanti.
Connessioni tra lavoro, migrazioni ed economia global sono intrecciate. Politiche nazionali: inducono gli attori a spostarsi, creando una società sempre più divisa e polarizzata.
Le rotte balcaniche
Friuli Venezia Giulia: una delle aree preferenziali di destinazione di numerosi flussi criminosi. Vie della tratta: percorsi che mutano continuamente con il cambiare delle condizioni ambientali, politiche e sociali, ma che seguono comunque rotte prevedibili. Ricostruzione di queste rotte affidata in buona parte alle testimonianze di chi viene rimpatriato o espulso. Dalla fine degli anni '90 ci si è resi conto che per colpire le organizzazioni era essenziale ricostruire i flussi. Protocollo di intervento nei confronti di clandestini e trafficati che consiste in un interrogatorio finalizzato a fissare alcuni punti chiave, ovvero località di partenza, paesi di attraversamento, mezzi usati, persone incontrate, destinazione finale. Le procure di altri paesi balcanici hanno cercato di adottare lo stesso metodo.
- Continente asiatico: Filippine, Sri Lanka, India, Cina, Pakistan, Bangladesh. Organizzazioni criminali impiegano gli immigrati in lavori in nero fino al riscatto delle somme dovute per il viaggio.
- Nord Africa: area magrebina e Corno d’Africa.
- Nordest: clandestini o trafficanti balcanici e dell’Europa dell’Est usano le rotte via terra verso il Friuli.
Questa è la cosiddetta rotta centro-europea, che si scompone a sua volta in due percorsi:
- Il primo parte da Ucraina, Romania, Moldavia e Ungheria e comporta il transito attraverso i territori ungherese, austriaco e sloveno.
- Il secondo percorso è la cosiddetta rotta balcanica e passa per Serbia, Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia e Slovenia.
L’ex Jugoslavia è un punto cruciale di transito.
Il traffico di esseri umani: una nuova schiavitù?
Non sempre il migrante è pienamente libero di gestire e vivere il proprio viaggio. Capita spesso che vi siano delle migrazioni forzate: flussi di persone pianificati e gestiti dalla loro stessa istanza centrale che tenta di celare il tentativo di territorializzare in questa maniera altre aree oppure attori sociali che decidono individualmente di affrontare questa esperienza ma che rimangono imbrigliati nelle reti delle organizzazioni mafiose a cui si affidano.
Espressione ‘traffico di esseri umani’: designa il reclutamento, l’alloggio o l’accoglienza, attraverso la minaccia o il ricorso alla forza o ad altre forme di coercizione, attraverso il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o di una situazione di vulnerabilità, o attraverso l’offerta di accettazione di pagamenti o di vantaggi per ottenere il consenso di una persona che esercita un’autorità su un’altra ai fini di sfruttamento. Lo sfruttamento conduce alla creazione di un nuovo mercato criminale la cui genesi scaturisce dall’incontro tra una domanda di emigrazione e un’offerta di immigrazione, entrambe illegali.
Differenza tra:
- Contrabbando (smuggling of migrants): presuppone che l’organizzazione criminale gestisca solamente il trasporto dei clandestini e la loro introduzione illegale nel paese richiesto.
- Traffico (trafficking in human beings): aggiunge alle azioni del contrabbando il reclutamento degli individui nel paese d’origine e la riduzione degli stessi in schiavitù nel paese di destinazione.
Distinzione comunque molto labile. Rapporti di potere tra i contraenti sono completamente a favore dei trafficanti, che dispongono di capitali, mezzi, reti e informazioni in quantità assolutamente sproporzionata rispetto alle poche risorse del migrante.
Principali strumenti del diritto umanitario: 4 convenzioni di Ginevra del 1949 e i due protocolli aggiuntivi del 1977. Prima e seconda Convenzione: protezione dei feriti e dei malati nelle forze armate di terra, dell’aeronautica e della Marina. Terza Convenzione: norme relative alla tutela dei prigionieri di guerra. Quarta Convenzione: protezione delle persone civili in tempo di guerra. Le 4 Convenzioni contengono un articolo comune, l’art. 3, che riguarda i conflitti armati a carattere non internazionale. Esso vieta: la violenza contro la vita e le persone, la cattura di ostaggi, l’oltraggio alla dignità personale, e in particolare i trattamenti disumani e degradanti, l’emissione di sentenze di condanna e le esecuzioni effettuate senza regolare processo.
Traffico di esseri umani o traffico di persone: nuovo mercato criminale, insistente nel reclutamento, nell’illecito trasferimento e nella successiva introduzione, prevalentemente per fini di lucro, di una o più persone, dal territorio di uno stato ad un altro, oppure all’interno dello stesso stato. Tutto ciò viene pianificato da organizzazioni criminali transnazionali che si avvalgono anche di sodalizi criminali minori. Persona trafficata: considerata merce e sottoposta a forme di violenza, di ricatto e di inganno, che di fatto finiscono con il ridurre in una vera e propria condizione di schiavitù. Le persone subiscono questa violazione dei diritti per restituire il costo dei documenti e del viaggio. Violazione nascosta: le vittime non denunciano l’abuso sperando di tornare libere una volta estinto il debito. UN: 700.000 vittime del traffico l’anno. Org. Int. del lavoro: 800.000 vittime di sfruttamento lavorativo. C’è bisogno urgente di un sistema strutturato per la ricerca su questi processi e il monitoraggio di queste attività criminali, un sistema che consenta...
-
Riassunto esame Storia dell'Europa Orientale, prof Valle, libro consigliato L'idea russa e il culto della personali…
-
Riassunto esame storia dell'Europa Orientale, prof. Valle, libro consigliato Genealogia della Russofobia
-
Appunti completi storia dell'Europa orientale, prof La Mantia
-
Riassunto esame Storia del Paesi orientali, Prof. Scirocco Giovanni, libro consigliato Storia dell'Europa orientale…