Quali furono le cause del 1848 europeo?
Il 1848 rappresenta per l'Europa un periodo di sconvolgimento all'interno di un'area che aveva avuto qualche scossone negli anni precedenti. Fattore unificante nell'area europea: rivoluzioni, rivolte. Rivoluzione: cambiamento, o tentativo di cambiamento, a livello governativo e della struttura stessa del potere all'interno di un determinato contesto.
Rivoluzioni e tentativi di cambiamento
Es: tentativo bolscevico che andò a buon fine, eliminarono forma di governo, l'intera struttura sociale. Questa quindi si che è una rivoluzione. Il 1848 si caratterizza sotto il profilo rivoluzionario. Tratto caratteristico dell'Europa centro-orientale, tentativi di cambiamento governativi, di struttura gerarchica e istituzionale.
Elemento unificante va analizzato in differenti contesti e modi, si vanno a vedere le caratteristiche proprie dei singoli stati. Tratti in comune, ma poi ci sono caratteristiche differenti da paese a paese. L'elemento analizzato (ad es. rivoluzione) va poi esaminato nel contesto internazionale e nel contesto interno = due piani di analisi che coesistono e si influenzano a vicenda.
Il contesto internazionale del 1848
1848: contesto internazionale nel quale inserire l'elemento comune, ovvero quello rivoluzionario, è il seguente: le nazionalità che furono partecipi del 1848 appartenevano tutte a tre grandi imperi multinazionali. Grandi imperi multinazionali erano:
- Impero zarista: le nazionalità erano un centinaio, solo metà dell'800 censimenti all'interno dell'impero. Forte fattore unitario, presenza dello zar, autocrate tra i principali in Europa, era padrone e padre dei suoi popoli. Padrone perché era presente una concezione patrimonialistica dello stato; lo zar era proprietario e anche piccolo padre delle genti da lui dominato. Elemento unitario che manterrà in piedi l'impero fino rivoluzione bolscevica, ma che non allontanò le minoranze presenti all'interno dell'impero. Più ci si allontanava dallo zar, più questo controllo si allentava. Giunti al potere i comunisti di Lenin, tenteranno di usare il concetto di uomo sovietico per eliminare il conflitto dato in Russia dalla presenza di 150 nazionalità presenti. La religione ebbe un ruolo fondamentale, elemento di coesione, zar era il principale esponente della chiesa ortodossa. Manifestazione di potere all'interno del territorio russo.
- Impero ottomano: dal primo decennio del 700 l'impero ottomano gestisce la propria decadenza, perde pezzi del proprio territorio. Impero enorme e ricchissimo alla fine del 600 aveva totalmente perso la sua spinta espansiva, aveva una serie di problemi mai risolti che diventarono sempre più forti al punto di condizionarne l'esistenza stessa. Nell'impero ottomano vigeva il millet, ovvero c'erano varie nazionalità a cui si permetteva di mantenere la propria lingua, la si poteva insegnare, fondamentale per il mantenimento di un'identità. Millet greco: ricchissimo, avevano strutture proprie, c'erano gli armatori greci per esempio, amministravano anche la giustizia, si poteva ricorrere al giudice dello stato laico. Poi c'era il millet degli armeni, che professavano il cristianesimo armeno, parlavano e scrivevano nella loro lingua. Poi c'era il millet genovese, quello ebraico. All'impero ottomano interessava che le nazionalità unite nei vari millet pagassero puntualmente le imposte, per evitare che i funzionari si facessero corrompere quando c'era il giuramento da parte loro, per attraversare la porta per arrivare alla sala del divano (gabinetto ministeriale) dovevano abbassarsi per dimostrare che erano dei subir ali al volere del sultano e del governo, e poi passavano in una stanza con una pietra su cui venivano decapitati quelli corrotti. Impero ottomano cominciò a vivere di prestiti, non venivano fatte riforme all'interno, non produssero i risultati che si aspettavano. Il nuovo malato d'Europa divenne una questione importante: lenta disgregazione dell'impero e accaparramento delle terre dell'impero da parte degli altri. Nonostante la crisi però l'impero ottomano aveva ancora la capacità di confrontarsi con questi fattori di crisi. Nazionalità presenti nell'impero ottomano godettero della lontananza dal centro di potere, erano zone amministrate, erano territori da cui l'impero ottomano traeva risorse, ma usarono la crisi per risvegliarsi come popoli.
- Impero asburgico: presenti meno nazionalità rispetto alla Russia ma erano più coese, forti. Differente era la politica dell'impero asburgico nei confronti delle nazionalità. Impero russo tendeva a russificare, imporre lingua, religione, ecc. Impero asburgico: atteggiamento di tolleranza nei confronti di culture, lingue e religioni, a cui doveva corrispondere fedeltà verso l'impero da parte delle minoranze. Come conseguenza le minoranze ebbero rappresentanti nell'impero asburgico, professavano la loro religione, parlavano la loro lingua. Politica inclusiva che dette risultati positivi rispetto alla politica dura portata avanti dall'impero zarista. A Vienna pensavano che più nazionalità nell'impero significava che il governo potesse giovare un ruolo di intermediazione tra queste nazionalità. Quando una nazionalità iniziava ad assumere comportamenti di contestazione contro il potere centrale il governo riusciva a mettere un’altra nazionalità contro la prima e quindi tenere sotto controllo la situazione. Es: usarono gli ucraini contro i polacchi, slavi di Croazia contro ungheresi. Gioco di equilibri molto forte, ben riuscito. Altro fattore di stabilità: corte dell'impero, intesa nella sua interezza (imperatore + famiglia reale) godette sempre di buona pubblicità nei confronti dei sudditi. A Francesco Giuseppe quando l'Ungheria se ne andrà non gli verrà chiesto di andarsene, ma di divenire Re d'Ungheria: lo rispettavano, si fidavano. 4 pilastri dell'impero: dinastia, chiesa, esercito (mezzo di elevazione sociale molto forte, composto da figli delle varie minoranze nazionali che combattevano fedeli all'impero) e burocrazia. Questa era uno dei pilastri principali dell'impero. Rapporto della dinastia con i territori fu fondamentale per il mantenimento dell'impero.
Poi compariranno anche i prussiani, con minoranza polacca. Risvegli nazionali, risorgimenti: si fa riferimento a una piccola elite, che aveva la possibilità di sognare un futuro diverso, società segrete, no intere popolazioni. Al resto della società non importava, erano contadini legati all'impero che coltivavano, erano indebitati con i nuovi proprietari terrieri. Risvegli di nazionalità fatto da poche persone, e poi nel tempo si allargheranno al resto della popolazione.
Dei tre imperi multinazionali, quello in cui le nazionalità avevano il proprio modo di vivere, anche indipendente rispetto all'impero, era quello ottomano. Dalla situazione di crisi che si va profilando, le nazionalità trarranno giovamento. Alla sopravvivenza dell'impero ottomano furono interessate le altre potenze europee. Impero ottomano: parte asiatica + parte europea (Balcani).
La questione dell'indipendenza greca
Stato che per primo divenne quale sarà la Grecia. La sua posizione geografica rendeva l'indipendenza greca importante e appetibile per Russia, GB, Francia, per gli stati che avevano interesse nel Mediterraneo per la loro politica estera. La Russia aveva in quel periodo la maggior parte dei porti inutilizzabili a causa del ghiaccio. Spinta verso occidente che i russi avevano non fu data solo da elementi legati a storia russa ma dalla necessità di avere uno sbocco su mare caldo per i propri commerci: quindi la Grecia diventava un porto naturale per i russi. Essi furono i primi a sostenere la lotta greca per l'indipendenza. La GB era interessata a non far diventare la Russia una potenza mediterranea. A Londra, visto che il processo di indipendenza greca sembrava non bloccarsi, decisero di controllarla. La Francia sosterrà l'indipendenza greca. La Grecia sarà indipendente solo perché così volevano questi 3 stati.
Si parla di sistema quando gli attori di un'entità sono interdipendenti tra loro. Ciò avverrà soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, con i due blocchi. Il carattere sistemico porta a ragionare in maniera completa. Sempre considerare le conseguenze del fatto analizzato per gli altri attori. Indipendenza greca ebbe conseguenze per tutti gli attori di quell'area. Nacque una piccola potenza con un debito enorme nei confronti degli stati che l'avevano sostenuta nell'indipendenza. Primi sovrani greci: di origine tedesca. Stati interessati al Mediterraneo dovevano rapportarsi con questa nuova potenza. Problema greco smise di essere tale per gli ottomani ma iniziò a contare per le potenze dell'area mediterranea.
Fattori comune a quest'area: questione agraria, legata a rapporti di proprietà e ai livelli di produzione nei singoli stati; questo è un fattore di continuità in quell'area. Altro elemento suscettibile di essere comune: fattore religioso. Presenza dell'islam e del cristianesimo. All'interno del cristianesimo: cattolici, ortodossi (vari tipi). Chiese ortodosse hanno una forte identificazione con il sentimento nazionale.
Elementi scatenanti delle rivoluzioni
Uno o più fattori scatenanti: elemento che ha fatto collante tra tutti i potenziali fattori di crisi che li abbia portati alla deflagrazione: prima guerra mondiale per quanto riguarda le rivoluzioni. Fattori scatenanti vanno analizzati in funzione di ciò che si sta studiando. Il 48 non ebbe delle guerre che potessero giustificare una crisi interna dei vari stati all'interno dei quali le varie nazionalità iniziarono a emergere. Elemento comune che circola in quel momento in Europa, ovvero che interagisce con tutti gli attori del sistema, era stata la rivoluzione francese con guerre napoleoniche. Rivoluzione francese si basava su libertà, uguaglianza e fraternità. Questo concetto sarà esportato all'estero da Napoleone Bonaparte. Un dinastia creata da un generale napoleonico è ancora in carica: quella di Svezia. Fu un contesto estremamente rapido, veloce e violento, dove i francesi volevano realizzare determinati obiettivi politici, ma le nazionalità che combattevano con i francesi desideravano la nascita di stati propri, nazionali. Questo semina in Europa post 1815 elementi di potenziale rivoluzione. Poi ci saranno i singoli fattori contingenti, realtà dei singoli stati e gruppi nazionali in cui le idee napoleoniche si mischieranno a fattori interni.
Il 1848: un momento di grandi crisi
1848: momento di grandi crisi, molti tentativi di cambiamento. Alcuni andarono in porto, altri crearono situazioni difficili da superare.
Ungheria e rivolta del 1848
Ungheria e rivolta del 1848: rappresenta in questo contesto rivoluzionario un caso singolare, si tratta di una regione dell'Europa centrale con una storia importante alle spalle, grande potenza in lotta con tra turchi, polacchi, con una tradizione reale molto radicata nella popolazioni ungheresi. Portatori di grande destino, non si sentivano inferiori agli Asburgo che li dominavano.
Dal 48 in poi si va verso la nascita di un rapporto speciale tra ungheresi e Asburgo, spazio di autonomia sempre maggiore, porterà alla divisione dell'impero in due parti. Sotto il profilo internazionale le rivolte del 1848 mettono in discussione l'equilibrio nato dopo il 1815. 1848: nascono e si consolidano dei modelli di sviluppo che porteranno a nascita degli stati nazione e scoppio della prima guerra mondiale.
Croazia 1848: perché chiese l'indipendenza?
La Croazia era una provincia ungherese, nella struttura dell'impero asburgico la Croazia dipendeva amministrativamente dall'Ungheria. Dieta croata doveva rispondere non a Vienna ma a Budapest. Tutta la parte finanziaria del rapporto era definita con l'Ungheria e non con Vienna. Ciò che l'Ungheria doveva fare con l'Austria, la Croazia doveva farlo con gli ungheresi. Inizio della lotta dell'indipendenza, 48 ungherese, la Croazia intesa come gruppo dirigente, piccolo, non movimento esteso all'intero territorio croato, chiede a Budapest delle garanzie di autonomie. Ciò significava la creazione di una guardia nazionale interna (significava il riconoscimento di uno status non più di provincia) e status di maggior prerogative per la propria dieta.
Volevano che le decisioni prese dall'Ungheria sottoposte a ratifica nella dieta croata. 48 croato: prevede che anche la nascita di un sentimento nazionale. Alla base di ogni sentimento nazionale sta un movimento culturale. Fondamento di un'identità sta nella capacità di trasmettere memorie del passato, passato di grandezza. Nel 48 in Croazia inizia a crearsi la lingua croata, lingua inizia a essere codificata nel settore ecclesiastico: erano i più istruiti, padronanza maggiore storica e linguistica. Croato inizia a essere codificato come lingua, è diverso dall'ungherese = questo servì a creare senso identitario tra i croati. Identità se non ha forte contributo dalla politica e economia si perde, diventa manifestazione di una piccola élite. Accesso alla cultura inteso come possibilità di trasmettere in maniera scritta un documento avveniva utilizzando scrivani o varie autorità morali e religiose nelle campagne, parroci e preti ortodossi. I contadini non sapevano scrivere. Chiese ortodosse: diventano chiese nazionali, contribuirono a creare un sentimento comune, confidando nella stessa confessione si lessero gli stessi libri, si trasmisero gli stessi valori. Chiesa diventa veicolo di costruzione dell'identità nazionale. Croazia del 48 è economicamente differente rispetto all'Ungheria. Ungheria aveva vantaggi ad avere Croazia, esborsi finanziari portati in Ungheria sotto forma di tasse erano rilevanti e importanti per amministrazione ungherese. Questo è il contesto interno.
Gruppi politici culturali economici che chiedono autonomia. Contesto internazionale non lo consente. A giustificare questa mancanza di posti imita ci sono forze conservatrici in Europa che sono più forti dei movimenti interni. Ad est impero zarista, non era propenso a tutela delle minoranze, ad accogliere le loro richieste. Prussia a nord, nel 48 dovrà reprimere moti interni, non a carattere rivoluzionario ma volti a costruire strutture più democratiche.
Francesco Giuseppe e le forze conservatrici
Francesco Giuseppe: sembrava che portasse cambiamento, ma ciò non avvenne perché all'inizio della carriera fu sotto influenza della madre, del governo e della corte, fatta da fedeli all'imperatrice e militari conservatori. F. Giuseppe aiuterà addirittura l'aiuto dello zar per reprimere rivolta in Ungheria. Forze conservatrici sono più forti. In questo scenario c'è l'Ungheria, conservatrice nei confronti delle altre nazionalità presenti all'interno della struttura amministrativa ungherese. Verso le nazionalità soprattutto del sud presenti nel suo territorio si muoverà come uno stato conservatore, ripeterà le cose che facevano russi, prussiani e Asburgo.
Scontro con la Croazia è fatale. Ungheria fatta di minoranze. Minoranza ungro-finnico era la maggioranza, ma anche rom, rumeni, ebrei, ecc. governo ungherese negò sistematicamente alle minoranze nazionali una lingua, le richieste di carattere finanziario di autonomia e si oppose a richieste del principale gruppo etnico, ovvero quello croato.
La crisi tra Ungheria e Croazia
La Croazia non dichiarò guerra contro l'Ungheria prima del 48 perché non esistevano le condizioni per poterlo fare. La crisi tra Ungheria e Austria apre la possibilità per richiesta di maggiore autonomia da parte dei croati. La Croazia è provincia ungherese ma inserita nel contesto dell'impero asburgico. Qualsiasi cosa che faceva che avrebbe potuto destabilizzare l'impero, questo non avrebbe mai appoggiato. Solo in vista di un pericolo maggiore poteva approfittare per portare avanti le sue richieste. Appoggio dato alla Croazia sarà determinante per la sconfitta del tentativo di rivolta ungherese. Precisa cattiva degli Asburgo.
I croati quando attaccarono l'Ungheria posero l'assedio alla capitale. Erano meglio organizzati della guardia nazionale ungherese, furono anche guidati meglio. Perché questo avvenne? Ungheria era più grande, ma i croati furono più uniti. All'interno del movimento autonomista ungherese c'erano più anime, questo si riflesse nella conduzione della guerra. Croati: mossi con fine ultimo, aveva una ricompensa ben precisa, questa situazione di una minoranza nazionale all'interno dell'impero che tentò di avere maggior autonomia, si ripeterà nella storia dell'impero asburgico. L'impero si stava indebolendo, non era più in grado di reagire a questi tacchi che venivano da fuori. Venne meno la capacità politica ca di gestire le situazioni, con la sconfitta contro i prussiani Vienna perde buona parte della propria autonomia di movimento. Nello scenario internazionale la posizione politica degli Asburgo ebbe bisogno del sostegno di Berlino. Capacità inclusiva viene meno = impero diventa debole.
Su tutto regnava la figura in declino di F. Giuseppe. Si vedrà costretto a combattere una guerra che non avrebbe voluto.
Quanto il distacco tra campagne e città influenzò le rivoluzioni del 48?
Masse avrebbero dovuto fornire le braccia per andare a fare la rivoluzione = una parte dei contadini intervengono perché sollecitati a prendere parte ai moti con ideali rivoluzionari e liberali. Produzione di elementi che stimolano no le campagne a intervenire a sostegno dei moti. Stimoli legati alla necessità di migliorare le condizioni di vita nelle campagne. Rivoluzione contro autorità e stato che ci opprime porterà dei miglioramenti all'interno delle campagne. 1848: fu anche fine di un periodo di grande crisi economica in Europa. Crisi economica dovuta a due/tre annate di cattivi raccolti. Nelle campagne europee.
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