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La teoria pedagogica idealista (Gentile)

1860-70: reazione antipositivista si scontra con una costante dell’umanesimo europeo (fiducia nella ragione, critica e libertà) e con il materialismo e meccanicismo, riprendendo Kant ed Hegel. Si discute la supremazia della conoscenza scientifica e si avviano le correnti irrazionalistiche.

Punto di vista sociale

I positivisti mettono in primo piano la scienza. Gentile si rifà esplicitamente a Hegel, elaborando sull’azione e sui condizionamenti biologici e sociali, concetti sistematici su cui la scienza nella condotta umana si basa. L’azione è limitata a scopo dell’educazione che può essere costruita (spirito = immediato, adattamento a realtà, società come libertà, sviluppo, autocoscienza).

Punto di vista politico

I riformisti e quasi conservatori vedono la cultura come stabilizzatrice. Gentile sostiene che la pedagogia, per assumere carattere scientifico, deve assimilare i risultati della ricerca filosofica.

La filosofia dell’Atto puro

Gentile desidera liberare la filosofia di Hegel da alcuni residui oggettivistici e non speculativi (‘Riforma della dialettica hegeliana’), cancellando ogni pregiudizio di una sostanza indipendente dal pensiero che pensa (corpo umano è espansione del soggetto stesso). “Lo spirito è atto che pone il suo oggetto in una molteplicità di oggetti e insieme risolve la loro molteplicità e oggettività nell’unità dello stesso oggetto”.

La sua filosofia è attualismo: il punto d’arrivo della filosofia moderna giunta a comprensione della libertà, autodeterminazione e autocoscienza del soggetto.

L'educazione

Dai principi hegeliani si assume: libertà, sviluppo, autocoscienza dell’uomo. L’intero corso della vita umana è un processo educativo. Il rapporto con la realtà esterna è un riconoscimento da parte del soggetto della presenza di sé nell’esperienza: unità soggetto/oggetto (ogni apprendimento è sviluppo delle capacità personali, è un’attività di coscienza).

Esempio di rapporto maestro/allievo: se il maestro è autentico (le sue parole sanno evocare eventi, sviluppo, legami) la lezione rivela il suo significato umano. Il maestro non è uno estraneo; lo scolaro interiorizza le parole e il maestro cerca di annullare le difficoltà dello scolaro. Nell’atto educativo imparano entrambi, ciascuno diventa l’altro in un contagio spirituale.

Gentile critica l'istruzione (educazione intellettuale) e l'educazione (educazione morale). L’acquisizione di conoscenze è già una disciplina. Lo scolaro impara a sacrificare bisogni immediati, impone a se stesso un compito, persegue fini.

La pedagogia

È necessaria sbarazzare l’educazione dai pregiudizi. Compito della pedagogia come scienza filosofica: lo spirito è oggetto della filosofia e della pedagogia, un’unità che è anche separazione perché la formazione è un aspetto della realtà che non esaurisce la realtà stessa.

Esempio di differenza bambino/uomo: l’educazione del bambino diventa una tecnica a cui si assegna il compito di mediare il sapere adulto con la psicologia infantile; semplificare il sapere fino a banalizzazione (es. credere che gioco e imitazione siano prerogative esclusive del bambino e lavoro e creatività dell’adulto).

La didattica

È la coscienza della formazione che si concretizza nella scuola, è la teoria della scuola. Compito della didattica generale è la critica delle astrazioni naturalistiche:

  • Didattica delle facoltà: credere che l’uomo sia una sostanza priva di sviluppo suddivisa in diverse facoltà come intelligenza, memoria.
  • Didattica delle materie: credere che la cultura sia un fatto a sé, separato dall’attività umana e dalla storia.

Ritrovare l’unità dello spirito e del sapere, diventare didattica speciale (non si scrive, ma si fa). Lo sviluppo dell’alunno non deve fissare fasi, ma descrivere la legge interna, cioè il ritmo dello sviluppo spirituale.

Tre momenti:

  • Soggettività (arte)
  • Oggettività (religione e scienza)
  • Unità (filosofia)

Non sono materie privilegiate, ma grandi configurazioni del processo di crescita umana. L’arte è appagamento della certezza di vivere, libera espressione dell’io. È un’esperienza soggettiva che per contrasto rimanda a ciò che è stabile al senso di necessità, alla scoperta della legge (religione e scienza). Il processo spirituale conduce al riconoscimento dell’opera del pensiero umano. Ogni scienza è prodotta dall’uomo.

La riforma scolastica del 1923

Riordinamento dell’intera struttura della scuola italiana:

  • Selettività: necessità di sfoltimento, il sovraffollamento scolastico è un pericolo sociale (rischio di abbassamento del livello di studi); bloccati i collegamenti della legge Casati tra istruzione tecnico-professionale e umanistico, divieto di apertura di nuove scuole medie, fissazione numero studenti, qualità studi (poche scuole, ma buone).
  • Libertà dell’insegnamento: si riconoscono i diritti della scuola privata attraverso l’esame di stato (uguaglianza tra studenti di scuola privata e pubblica) e insegnamento religioso diventa il fondamento dell’educazione, rilievo della cultura umanistica.

Identità filosofia – pedagogia: se la filosofia è scienza dello sviluppo dello spirito, la pedagogia è la scienza della formazione dello spirito. La filosofia non può che essere pedagogia e viceversa.

Unità educativa: non c’è più distinzione tra fanciullo/adulto, istruzione/educazione, materia d’insegnamento/metodo didattico. Il sapere esprime la spiritualità del soggetto che si riconosce nella propria opera.

La teoria pedagogica marxista

XIX secolo: Sviluppo industriale, grandi trasformazioni sociali, urbanizzazione, si delinea l’idea del capitalismo (fenomeno specifico, distinto dalle forme economiche del passato e di altre civiltà). Studiato da Marx (le sue origini intellettuali rimandano a Hegel): l’idealismo hegeliano permette di consuocere la struttura della società civile, i contrasti, ma sempre come oggettivazione dello spirito.

La critica all’ideologia

La filosofia della storia di Hegel è l’ultima conseguenza portata alla sua espressione più pura di tutta questa storiografia tedesca in cui non si tratta dei interessi reali e neppure politici, ma di puri pensieri. L’ideologia nasconde una realtà lacerata: serie di camuffamenti con cui si controlla la vita quotidiana. L’ideologia è un sapere che riflette delle credenze e ignora il meccanismo della loro formazione, un sapere che non s’accorge delle cause effettive di se stesso e contribuisce al mantenimento dello stato reale (le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; la classe che è la potenza materiale dominante della società è anche la sua potenza spirituale).

Ideologia = insieme delle concezioni che salvaguardano gli interessi della classe dominante.

Il capitalismo

La realtà economica è un sistema dotato di leggi proprie (oltre la volontà dei singoli). Il capitalismo è la massima novità nella storia dei sistemi economici. La vita sociale è dominata da antagonismi, la lotta interna trasforma i sistemi economici. Necessaria rivoluzione finale con cui l’uomo passa dallo stato di necessità al regno di libertà.

Nel capitalismo la forza lavoro è acquistata come merce è tradotta in denaro e nel processo di produzione solo una quantità di lavoro è convertita in salario, l’altra (plus valore) diventa profitto. L’uomo nella società capitalistica: emerge il dramma della condizione umana, l’alienazione. La società capitalistica ostacola il processo formativo dell’uomo:

  • Alienazione dal prodotto: si produce un oggetto non proprio.
  • Alienazione dal lavoro: non ci si riconosce nel lavoro forzato.
  • Alienazione dall’umanità: società atomistica in cui l’uomo è estraneo all’uomo.

Altra caratteristica del lavoro industriale è la distinzione tra abilità artigianali (con la meccanizzazione l’abilità si frantuma in gesti semplici e stereotipati), l’operaio cade in balia di forze impersonali che gli chiedono non più abilità, ma una serie di movimenti astratti e adattabili.

L’istruzione professionale può fronteggiare il lavoro alienante: l’educazione politecnica consente di sostituire all’individuo parziale, mero veicolo di una funzione sociale di dettaglio, l’individuo totalmente sviluppato per cui le diverse funzioni sociali sono modi di attività che si danno cambio l’uno con l’altro = acquisire i fondamenti scientifici delle singole tecnologie attraverso il collegamento tecnica/scienza/cultura e recupero della funzione educativa del lavoro (conciliare lavoro/cultura) e difesa dei diritti educativi dei più deboli e svantaggiati e dello sviluppo totale delle capacità umane.

Gli sviluppi della teoria pedagogica marxista: le origini della scuola sovietica

Gli aspetti più significativi del marxismo si trovano nelle istituzioni sovietiche. 1918: primo ordinamento “scuola unica del lavoro” = dal giardino d’infanzia all’università, costituisce una sola scuola, senza interruzioni. Si afferma il principio d’uguaglianza, in opposizione ai sistemi borghesi (superamento della divisione lavoro professionale/cultura generale). Dai 14 anni gli indirizzi di studio si ripartiscono anche in rapporto a differenti zone geografiche. Il lavoro produttivo è legato alla realtà economica, copre i diversi settori di industria e agricoltura.

1925: programmi costruiti attorno ai sistemi di conoscenza:

  • Natura: ambiente locale, fisica, chimica, corpo umano.
  • Lavoro: studio della famiglia, economia della località, delle repubbliche sovietiche e altri paesi.
  • Società: scuola, istituzioni rurali e urbane, passato della Russia e dell’umanità.

1927: revisione perché si rischia di subordinare la cultura al lavoro, si indebolisce un’importante funzione della scuola, ossia la formazione della personalità. L’educazione scolastica diventa addestramento professionale passivo e impersonale.

Gramsci

Primo 900, movimento antipositivistico. La scuola classica è la vera scuola educativa (umanistica, disinteressata e formativa). “Quaderni dal carcere”: riconosce la professionalità della nuova figura portata dall’avvento della tecnologia e scienze moderne (tecnico). Due fasi didattiche:

  • Fanciullezza: disciplina imposta e controllata dall’esterno (leggere, scrivere, contare e nuova visione del mondo marxista).
  • Liceale: ricerca scientifica, organizzazione del mondo moderno, tecnologia, cultura generale.

Disegno educativo = la lezione delle cose, lo studio oggettivo e severo capace di generare autodisciplina intellettuale e morale.

La teoria dell'educazione di Dewey (pragmatismo)

Condizioni storiche e impostazione teorica

America, metà XX secolo:

  • I fattori dell’acquisitività dello stato sociale dominano rispetto agli ereditarismi.
  • Grande mobilità sociale.
  • Pluralismo religioso che neutralizza le tendenze verso il monopolio o il controllo dell’istituzione.

La scuola americana nasce per iniziative locali, è finanziata da industriali, ma la cultura madre europea è filtrata.

Dewey ha diverse influenze:

  • Hegel: fa intravvedere la vera natura del fenomeno culturale. La cultura è lo spirito oggettivo che esprime e forma la coscienza (il dualismo mente/mondo è illusorio).
  • James: contro la cultura scientifica, Hegel mostra dei limiti. La psicologia di James svela le matrici biologiche della condotta umana.

Dewey cerca di legare Darwin a Hegel, introduce nella veduta hegeliana la biologia e il metodo delle scienze sperimentali. Di Hegel resta la continuità natura/cultura e l’unità cultura/coscienza. I processi logici sono il prolungamento dei...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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