Che materia stai cercando?

Riassunto Esame Storia delle Scienze Psicologiche, prof. Foschi, libro consigliato Storia della Psicologia, Pewzner, Braunstein

Riassunto per l'esame di storia delle scienze psicologiche e del prof. Foschi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Storia della Psicologia, Pewzner, Braunstein, dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia delle scienze psicologiche docente Prof. R. Foschi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Per gli stoici l’anima compie e subisce delle azioni, soffre quando il corpo è malato o ferito,

l’anima è materiale, come tutto ciò che esiste, e tutto ciò che esiste e agisce è corpo.

Conoscersi, discendere in se stessi per meglio controllare le passioni rappresenta uno

degli elementi principali dello Stoicismo, il tema dell’interiorità assume una considerevole

importanza e la cura di sé conduce alla conquista di se stessi.

In sant’Agostino ricorre il tema della discesa in se stessi, l’introspezione assume, per il

vescovo di Ippona, un autentico valore morale, l’intera riflessione agostiniana sulla

memoria appare come l’antenato della ricerca freudiana sull’inconscio.

Sant’Agostino sottolinea il valore della memoria e con la sua riflessione sull’IO ha fatto il

suo ingresso nei ragionamenti filosofici.

Nel Rinascimento l’individuo assume un’importanza sconosciuta fino ad allora, in questo

sviluppo dell’individualismo il fattore religioso ha svolto un ruolo privilegiato, è nota

l’influenza del protestantesimo sui progressi dell’individualismo.

La psicologia, come disciplina autonoma poteva nascere solo da una rottura con

l’innatismo, perché l’esperienza divenga il nuovo criterio di verità sarà necessario un

capovolgimento, tutto l’edificio del pensiero inizia a costruirsi a partire dalla sensazione,

che è una traduzione dello stato corporeo, la memoria è solo la riproduzione delle

sensazioni passate.

Si deve ormai partire dai fatti, e solo l’empirismo favorirà l’insorgere di una conoscenza

positiva della realtà umana.

Non si può infatti rendere conto della vita psicologica sulla base di una costruzione

intellettuale.

L’osservazione svolge quindi un ruolo determinante, non stupisce pertanto il fatto che

l’empirismo inglese possa essere considerato come la corrente che esercitò un’influenza

predominante nella nascita della psicologia.

Nel movimento di emancipazione del sapere sull’uomo John Locke ha occupato una

posizione centrale, contrapponendosi alla posizione cartesiana, secondo la quale ci

sarebbero idee innate, Locke afferma che tutte le idee della mente derivano

dall’esperienza, la nostra mente non possiede alcun principio innato e i principi che

potremmo scambiare per innati sono in realtà il risultato di acquisizioni.

Ma Locke riconosce alle idee anche un’altra fonte, l’intelletto, alcune idee sono quindi

ottenute dalla mente, malgrado i limiti della sua riflessione, Locke ha aperto una nuova

via, raccomandando uno studio della mente umana che si fondi sull’esperienza, ed ha

contribuito con i suoi scritti a porre le condizioni per la nascita della psicologia.

Ricondurre tutto ciò che concerne l’intelletto umano ad un solo principio sarà l’obiettivo di

Condillac, che sceglierà di conoscere ciò che emerge dall’esperienza e dalla sensazione.

Condillac afferma che lo spirito umano possiede solamente ciò che ha ricevuto

dall’esperienza sensibile: ogni conoscenza è solo sensazione trasformata.

Le sensazioni diversamente combinate e associate sono l’origine delle nostre conoscenze,

dei nostri sentimenti, delle nostre idee e delle più alte operazioni della mente, tutte le

operazioni mentali, potranno derivare dalla sensazione trasformata.

L’idea di un psicologia in senso moderno appare con il filosofo tedesco Christian Wolff,

discepolo di Liebniz, nel suo sistema distingue ciò che chiama la metafisica generale, che

è una teoria generale dell’essere, e una metafisica speciale che comprende: cosmologia,

psicologia e teologia.

Tre sono le parti di questa metafisica speciale, come tre sono gli oggetti della conoscenza:

il corpo, l’anima e Dio.

Wolff studia le diverse facoltà dell’anima ed effettua analisi precise dei meccanismi della

memoria e del sogno, classifica queste diverse facoltà dell’anima secondo un ordine che

va dalla facoltà di conoscere a quella di desiderare, distinguendo per ciascuna di esse una

parte inferiore, confusa e una parte superiore, distinta.

CAPITOLO 2

FILOSOFIE DELL’INCONSCIO

Sant’ Agostino ha aperto nella nostra tradizione la via dell’esplorazione di sé e della

scoperta dell’intimo, in epoca moderna l’interesse per l’IO più intimo sostituirà la ricerca

del bene.

Prima della fioritura del movimento romantico si assiste al delinearsi di una corrente che

conferisce una posizione primaria alla sensibilità e al sentimento, nuovi temi fanno la loro

apparizione nelle arti e nella letteratura: l’amore per la natura, l’esaltazione dei sentimenti,

l’interesse per la parte oscura e nascosta dell’essere.

Questo nuovo sguardo sull’uomo rende necessaria la nascita di una disciplina nuova, la

psicologia, che potrà dedicarsi allo studio e alla comprensione del funzionamento

nascosto della psichè.

L’impresa di Rousseau è a questo proposito esemplare, Rousseau fa dell’autobiografia

un genere letterario e attribuisce all’introspezione e alla conoscenza di sé un enorme

valore, ha descritto in tutte le sfumature le ambivalenze che abitavano in lui.

Maine de Biran, tenterà di cogliere la natura della coscienza, riservando particolari

attenzioni all’interazione fra anima e corpo.

Attraverso il suo empirismo si ricollega ad una delle tendenze dominanti nel XVIII secolo,

sottolineando l’importanza dell’osservazione, che a suo parere rivela la presenza di una

facoltà attiva in tutte le nostre conoscenze.

Maine de Biran insisterà sull’idea che esistono delle percezioni di cui il nostro spirito non

si accorge, noi non abbiamo quindi una chiara coscienza di tutte le cose che accadono in

noi.

Locke aveva sostenuto che in alcuni momenti non c’è nulla nel nostro spirito, come ad

esempio quando dormiamo, per Liebniz, al contrario, il fatto di dormire no implica che non

si abbia alcuna percezione, in altre parole continuiamo ad avere un’attività psichica anche

se non ne abbiamo coscienza.

Maine de Biran, affetto da diversi mali e sofferente ha osservato minuziosamente le

alternanze di gioia e di pena, di inquietudine e serenità che avevano luogo nella sua

anima, il suo modo di procedere è vicino a quello di Rousseau.

Maine de Biran si dedicherà allo studio delle variazioni che si verificano nella sua anima,

sforzandosi, in particolare di rintracciare i rapporti tra le circostanze esteriori, soprattutto

atmosferiche, e il proprio stato mentale.

Con Maine de Biran la psicologia diventa la scienza del senso intimo, secondo lui la

coscienza è percezione dello sforzo, al di sotto della vita cosciente si sviluppa una vita

animale, sede delle emozioni, delle abitudini e degli istinti. Sfuggendo alla coscienza,

questa vita si manifesta nel sonno e nel sonnambulismo.

Mentre in Francia si assiste alla fioritura dei tempi preromantici, in Germania si assiste al

pieno sviluppo del movimento romantico vero e proprio.

Nella filosofia romantica tedesca si vedrà emergere una creta idea di inconscio.

In Germania il romanticismo conobbe uno sviluppo tale da coinvolgere non solo le arti e la

letteratura, ma anche la filosofia, la medicina e la nascente psicologia.

In questo contesto si assiste allo sviluppo di un approccio dinamico e globale al

funzionamento psichico, strettamente legato alla pratica psichiatrica.

È così che lo psichiatra Christian Heinroth, servendosi di una terminologia religiosa ha

posto l’accento sul valore dell’intuizione per la conoscenza dei conflitti interiori.

In Heinroth religione e psicologia non possono essere considerate indipendenti l’una

dall’altra, egli ritiene la malattia mentale conseguenza del peccato.

Nelle filosofie della natura si inizia a parlare di inconscio, anche se in maniera diversa

rispetto a Freud.

Platner sembra essere stato il primo ad utilizzare il termine inconscio, Fichte è stato il

primo ad aver fatto dell’inconscio il principio dinamico che dà origine alla coscienza.

Schelling è considerato il fondatore della filosofia della natura, secondo lui, un’energia

unica e inconscia è l’origine di ogni cosa, questa energia inconscia tende verso la

coscienza, in questo modo postula l’esistenza di un principio organizzatore per tutti gli

esseri viventi, ogni parte dell’universo è collegata a tutte le altre da una relazione di

simpatia: l’universo è un tutto organizzato.

Amico di Goethe, Carl Gustav Carus, noto per i suoi lavori sulla psicologia animale, ha

cercato l’origine dei fenomeni nelle ragioni inconsce dell’anima.

La sua opera può essere considerata uno dei primi tentativi di edificare una teoria della

vita psichica inconscia, molte sue opere sono state trovate nella biblioteca privata di

Freud.

L’inconscio è secondo Carus il principio attivo della nostra vita mentale, la psicologia è la

scienza dello sviluppo dell’anima, dall’inconscio al conscio.

Lo sviluppo della vita umana include tre periodi:

- Nel periodo PRE-EMBRIONALE, l’individuo ha solo un esistenza cellulare nell’ovaio

madre.

- Nel periodo EMBRIONALE, l’individuo grazie alla fecondazione è risvegliato dal suo

lungo sonno e l’inconscio entra in azione.

- Dopo la NASCITA, l’inconscio continua a dirigere la crescita dell’individuo.

La coscienza emerge quindi progressivamente, ma rimane sempre sotto l’influenza

dell’inconscio, inconscio che l’individuo ritrova periodicamente durante il sonno, il sogno è

quindi l’irruzione dell’inconscio nel conscio.

La concezione di Carus ha ispirato le successive rappresentazioni dell’inconscio, il suo

interesse per l’inconscio non fu isolato all’epoca.

Arthur Schopenhauer paragona la coscienza alla superficie del globo terrestre, il cui

intero ci è sconosciuto.

Essere irrazionale, l’uomo è guidato dall’interno da forze che ignora, e di cui è appena

cosciente, due istinti compongono le forze irrazionali: l’istinto di conservazione e l’istinto

sessuale.

L’atto sessuale rappresenta l’affermazione più alta della volontà di vivere, l’istinto sessuale

è la preoccupazione maggiore dell’uomo e dell’animale, ma rappresenta anche il maggiore

esempio di come la volontà ci inganna.

Nella sua filosofia dell’inconscio Edouard von Hartmann distingue tre livelli di inconscio:

- L’INCONSCIO ASSOLUTO, che è la sostanza stessa dell’universo e fonte delle

altre forme di inconscio.

- L’INCONSCIO FISIOLOGICO, che opera nello sviluppo e nell’evoluzione di tutti gli

esseri viventi.

- L’INCONSCIO PSICOLOGICO, che è all’origine della vita mentale cosciente.

Dal primo al terzo livello l’inconscio si individualizza e personalizza.

La questione dell’inconscio, della sua natura e delle sue funzioni diventerà alla fine del XIX

secolo un tema privilegiato di studio e riflessione.

Si trovano in Nietzsche molte idee e intuizioni che troveremo poi nel pensiero di Freud.

Nietzsche è convinto che l’uomo menta a se stesso, più ancora che agli altri!

Ogni uomo è quindi l’essere più lontano da se stesso e l’inconscio rappresenta la

componente essenziale dell’individuo.

È quindi opportuno che lo psicologo piuttosto che prestare attenzione a ciò che le persone

dicono e fanno, cerchi di chiarire quello che queste vogliono esprimere.

Nel pensiero di Nietzsche, l’inconscio è un serbatoio di emozioni e di istinti confusi ed è

anche il luogo in cui si riattuano le tappe precedenti dell’ontogenesi e della filogenesi.

Nel sogno si riattua il nostro passato individuale e quello dell’umanità.

Assieme all’approccio filosofico, quello medico è altrettanto importante per comprendere i

progressi della corrente dinamica in psicologia e l’evoluzione del concetto di inconscio.

La pratica del magnetismo animale, che si può ritenere l’antenato dell’ipnosi, rappresenta

una svolta decisiva, nella conoscenza dell’interazione somatopsichica e nell’approccio

dinamico al funzionamento psichico.

Franz Anton Mesmer era convinto di aver trovato un rimedio universale, applicabile a

tutte le malattie, il fluido magnetico, e riteneva che questo avesse tutte le caratteristiche di

una scoperta scientifica.

Prima di parlare di magnetismo e di fluido, Mesmer, ha sviluppato il tema del

condizionamento dei corpi umani da parte dei corpi celesti, si interessa successivamente

all’utilizzo terapeutico dei magneti, che sperimenta su alcuni pazienti.

Ogni guarigione, sosteneva Mesmer, è sempre dovuta al magnetismo, la concezione della

malattia e della guarigione si fonda sull’ipotesi, che un fluido universale penetra il mondo

da ogni parte, questo fluido funge da intermediario tra l’uomo, la terra e i corpi celesti e

anche tra gli uomini stessi.

La malattia è causata da una cattiva distribuzione di questo fluido nel corpo umano, la

guarigione torna a ristabilire l’equilibrio perduto.

Determinate tecniche, in particolare, l’uso dei magneti, ma anche i movimenti delle mani

del magnetizzatore, permettono di canalizzare questo fluido e di trasmetterlo ad altre

persone.

Per Mesmer ogni uomo possiede una certa quantità di magnetismo animale, alcuni più di

altri, coloro che sono in forma più dei malati, Mesmer più di chiunque altro.

Il successo di Mesmer presto attirò la diffidenza e l’ostilità dell’ambiente medico, viene

incaricata una commissione di esaminare la sua pratica e le conclusioni non saranno

favorevoli, rilevanti furono comunque i suoi successi per la storia della psicologia, questi

rivelano il ruolo della relazione, della personalità del medico, della forza della suggestione

e orientano verso l’idea che alcuni disturbi e il loro trattamento dipendono da fattori

psichici, piuttosto che fisici o fisiologici.

Nel procedimento terapeutico di Mesmer lo scoppio della crisi riveste un’importanza

particolare, le crisi, sosteneva Mesmer, sono specifiche della malattia, provocandole

divengono sempre meno frequenti e violente fino a scomparire definitivamente.

Mesmer si era quindi concentrato sulle crisi, Puysegur sullo stato sonnambolico, nel

descrivere le cure esamina il fenomeno del sonno magnetico.

Il sogno magnetico è paragonabile al sonnambulismo naturale, l’intensità delle sensazioni

durante il sogno magnetico è tale che il soggetto ha la capacità di stabilire la sede della

sua malattia e la sua evoluzione, nonché di prevedere l’evoluzione dei sintomi degli altri

malati presenti.

Secondo Puysegur, la perfezione della sensazione, nello stato magnetico, esiste solo

quando gli individui sono malati, dopo la guarigione i soggetti perdono la capacità di fare

diagnosi e di prevederne l’evoluzione.

Puysegur apre al magnetismo una strada nuova, preferisce lo scambio verbale alle

scariche emozionali e il sonnambulismo alle convulsioni, questo lo allontana dalla pratica

di Mesmer e lo colloca tra i precursori della psicologia dinamica.

Dopo e oltre Puyseguir la pratica del magnetismo animale conobbe altre varianti.

L’abate Faria, tenne a Parigi una conferenza sul sonno lucido, affermando che il sonno

magnetico dipendesse dal soggetto e non dal magnetizzatore, secondo lui solo alcuni

individui potevano essere magnetizzati, la causa di questo sonno risiede nella volontà del

soggetto, non esiste un fluido magnetico che passa dal magnetizzatore al magnetizzato.

La parentela tra magnetismo, sonnambulismo e ipnosi è evidente ma l’ingresso dell’ipnosi

nel modo medico richiederà esattamente un secolo.

Alla fine del XIX secolo Braid attribuisce al fenomeno fino ad allora chiamato magnetismo

il nome, dall’aria più scientifica di ipnotismo, che qualche anno più tardi diverrà ipnosi.

L’ipnosi conoscerà uno sviluppo notevole, parallelamente si affermerà il progetto di

sviluppare e fondare una psicologia scientifica, cioè una disciplina che studia i processi

psichici solo in quanto fatto oggettivi e oggettivabili.

CAPITOLO 3

LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA NEL XIX SECOLO

All’inizio del XIX secolo si assiste, in particolar modo in Francia, al profilarsi di un

approccio naturalista alla psicologia, volto al tentativo di localizzare le funzioni psichiche in

particolare nel cervello.

Charles Bonnet, naturalista ginevrino, noto soprattutto per i suoi lavori di biologia, è

famoso per aver descritto a vent’anni la partenogenesi del pidocchio, ed è stato anche il

primo ad aver utilizzato in francese il termine psicologia.

Bonnet vuole studiare l’uomo come ha studiato gli insetti e le piante, per fare ciò procede

ad un’analisi genetica delle facoltà psicologiche, seguendo il tragitto delle fibre nervose

giunge ad ipotizzare che l’anima abbia sede nel cervello.

La sua una psicologia ipotetica che non mancherà però di ispirare alcuni dei suoi

successori, come Gall.

Gall, fondatore della frenologia, prosegue il lavoro di Bonnet.

Per i frenologi il funzionamento della mente può essere studiato a partire dalle sue basi

materiali, organiche, e quindi essenzialmente a partire dalla configurazione del cervello.

Gall inaugura un nuovo modo di sezionare il cervello, non più in sezioni orizzontali, ma dal

basso verso l’alto, facendo così emergere i legami tra il cervello e il midollo spinale.

Gall afferma come alcuni tratti di carattere o alcune facoltà mentali siano associabili ad

una certa conformazione del cervello e ad alcune irregolarità del cranio, avrebbe notato

che fra i suoi discepoli, coloro che erano dotati di buona memoria avevano gli occhi

sporgenti.

Il nucleo della sua attività consiste nel redigere una lista delle facoltà mentali e nel

localizzarle su delle teste frenologiche in gesso, secondo Gall esistono 27 facoltà

principali, di cui 10 sono comuni all’uomo e agli animali inferiori.

In Germania Hegel criticava a lungo e con forza la frenologia, mentre in Francia la dottrina

di Gall viene accolta favorevolmente dai medici della scuola di Parigi, una delle idee

principali di questa scuola era infatti quella di localizzare le malattie.

Questa volontà di localizzazione non poteva tralasciare le malattie mentali: così degli

alienisti come Bayle o Georget tenteranno di identificare le lesioni organiche,

essenzialmente del cervello, che sarebbero all’origine delle malattie mentali.

In Francia la frenologia trionfa con Broussais, uno dei personaggi più incisivi della scuola

di Parigi.

Broussais sottolinea l’utilità pratica della frenologia che permette di leggere, attraverso la

maschera ingannevole, delle dissimulazioni: la frenologia sarà utile agli insegnanti, ma

anche ai guardiani di prigione, o per stabilire un a morale del cittadino, atta a sostituire la

morale religiosa.

Il successo della frenologia, era effettivamente, anche dovuto alle sue potenziali

applicazioni.

La frenologia deve permettere l’identificazione delle attitudini, ciò che oggi definiremmo

orientamento scolastico.

L’ opera di Auguste Comte si inserisce nel solco tracciato dai lavori di Gall e Broussais,

Comte porta all’estremo la critica mossa alla psicologia e ne fa uno degli elementi basilari

della sua filosofia.

Sullo sfondo della sua critica c’è la convinzione che l’uomo non esista come individuo, ma

come essere sociale, e dunque che la sociologia, a cui Comte ha dato il nome, sia molto

più atta a conoscere l’uomo della psicologia.

Comte propone quindi di sostituire la psicologia con due discipline, una che studia

l’organo del pensiero, o dell’anima, quindi il cervello, che è la frenologia e l’altra, è la

sociologia che corona la filosofia positiva e studia lo spirito umano in ciò che ha prodotto di

più elevato, cioè le scienze.

Una delle poche possibilità che Comte lascia aperte alla psicologia concerne lo studio

delle malattie psichiatriche.

Le intuizioni di Gall saranno recuperate in parte da Paul Broca , fondatore della fisiologia

cerebrale, medico, biologo e antropologo, nell’ambito della psicologia riuscirà a localizzare

la sede della funzione del linguaggio, per la prima volta una funzione psichica veniva

localizzata nel cervello a partire da constatazioni cliniche.

Questa scoperta apre un periodo di grandi ricerche sulle localizzazioni cerebrali che

porterà a costruire delle mappe dei centri del cervello.

Nel XIX secolo si assiste in Germania alla nascita della psicologia nella sua forma

moderna, si può addirittura collocare questa nascita con precisione nel 1879, anno in cui

Wundt fonda il suo laboratorio di psicologia sperimentale, all’Università di Lipsia.

Herbart fu il primo autore tedesco a proporre la creazione di una psicologia scientifica, il

punto centrale della sua opera risiede nell’affermazione che una scienza psicologica è

possibile, in questo modo risponde alle critiche severe di Kant, per il quale la psicologia

non è matematizzabile, poiché i suoi fenomeni non hanno una dimensione spaziale: la

sola dimensione per i fenomeni psichici è quella del tempo, e questa non è neanche

suscettibile di sperimentazioni.

Per Herbart, al contrario, la psicologia può essere una vera e propria scienza, nella

misura in cui essa può avvalersi della matematica.

Secondo Herbart esiste una soglia che viene oltrepassata dalle rappresentazioni nel

momento in cui queste diventano coscienti e che deve essere possibile determinare

attraverso il calcolo, questa nozione sarà ripresa da molti studi successivi, in particolare da

Fechner.

L’opera di Fechner riveste nella storia della psicologia un importanza maggiore di quella di

Herbart, Fechner è l’autore della scoperta ritenuta la principale della psicologia

scientifica, quella della legge psicofisica.

Per Fechner fisico e psichico sono le due facce di una medesima realtà, differiscono

soltanto in ragione di un diverso punto di vista da cui li si concepisce o li si osserva.

Allo scopo di approfondire le relazioni tra l’anima e il corpo fonda la psicofisica.

L’ambito di studio sul quale pone maggiore attenzione è quello della sensazione, Fechner

si ispira a diversi lavori precedenti, soprattutto quelli del fisiologo Weber che aveva portato

avanti degli esperimenti sul problema delle più piccole differenze percettive nelle

sensazioni tattili e aveva stabilito che la sensibilità è diversa a seconda delle parti del

corpo: la lingua è molto sensibile, mentre la schiena lo è molto poco.

In questo modo aveva stabilito il concetto di soglia sensoriale.

Fechner si ispira a questi lavori per giungere al quella che chiama la legge di Weber, che

per noi è oggi la legge di Weber-Fechner.

Fechner distingue la soglia assoluta, che è la più piccola quantità di energia capace di

provocare una sensazione, dalla soglia differenziale, che è il minimo aumento di intensità

necessario per provocare una modificazione della sensazione.

Fechner giunge alla formula matematica:

S=K log R

Che è secondo lui la legge generale di misura delle sensazioni, anticipando le critiche di

Bergson, secondo il quale le sensazioni non sono misurabili, Fechner ritiene che non si

possa negare che la sfera mentale sia soggetta a considerazioni quantitative.

Esiste tuttavia un Fechner molto diverso che giunge ad una dottrina panpsichica, secondo

cui l’universo è omogeneo, se esiste una coscienza per l’uomo esiste anche per il regno

vegetale o per la terra.

Fechner costruisce un sistema del mondo in cui la terra è un organismo vivente, la nostra

madre, di cui i vegetali, gli animali e gli uomini sono gli organi, la terra non è esterna agli

organismi che vivono con lei.

Quanto agli angeli Fechner sostiene che li si può concepire in generale come bolle

vaporose, più o meno grosse e vaporose, pine di aria e di etere, alcune piene di ossigeno,

altre di idrogeno, le prime maschili, le altre femminili.

Hermann von Hemholtz è tra gli psicologi tedeschi più apprezzati, prosegue l’opera del

suo maestro Muller sull’energia specifica dei nervi, una scoperta fondamentale è quella

sulla percezione dei colori, con la teoria nota come la teoria di Young-Helmhotz : egli

dimostra che i tre colori fondamentali distinti da Young : rosso, verde, blu o violetto,

corrispondono a tre tipi di terminazioni nervose e permettono di rendere tutta la gamma

dei colori.

Inoltre Helmhotz mette in luce come noi facciamo sempre appello, in maniera inconscia,

alle nostre esperienze anteriori per interpretare ciò che percepiamo, ciò che chiama

inferenze inconsce.

Tra le sue numerose ricerche vi è il suo tentativo di misurare la velocità di trasmissione

dell’influsso nervoso, mentre il suo maestro Muller affermava che la velocità del pensiero

è uguale a 60 volte la velocità della luce, Helmhotz , stimolando un nervo di rana dimostra

che questa velocità è di circa 50 metri al secondo, c’è quindi un intervallo importante tra il

pensiero e il movimento, il corpo umano non ubbidisce istantaneamente alla mente.

L’opera di Wundt è per certi versi meno originale di quella di Fechner e meno ricca di

quella di Helmhotz, oggi viene tuttavia considerato come il vero fondatore della psicologia.

Wundt creando il primo laboratorio di psicologia ha saputo dare a questa disciplina un

segno tangibile di autenticità scientifica.

Wundt fu allievo di Muller ed Helmhotz, di cui divenne assistente, nel 1879 fonda a Lipsia

il suo laboratorio di psicologia.

Wundt è in primo luogo un filosofo, nonostante ciò, si preoccupa di determinare per la

psicologia una collocazione distinta all’interno delle scienze.

I legami che uniscono filosofia e psicologia sono in Wundt molto complessi: egli vuole

rendere la psicologia autonoma, ma non vuole che si rompano tutti i legami con la filosofia.

Il tentativo di definizione della psicologia è uno degli aspetti essenziali della sua opera, la

sua principale creazione è il laboratorio di Lipsia, inizialmente una sola stanza privata

arriverà ad occupare un intero edificio che verrà distrutto durante la seconda guerra

mondiale.

In questo laboratorio, per la prima volta, le ricerche non sono più condotte da un

ricercatore isolato, ma sono ricerche collettive.

Wundt utilizza i suoi studenti, sia come soggetti sperimentali, sia come sperimentatori,

oltre a questo laboratorio Wundt fornisce alla disciplina psicologica un manuale e una

rivista di riferimento.

Il metodo principale utilizzato da Wundt è quello dell’introspezione, da completare

attraverso due metodi ausiliari, la sperimentazione e la psicologia comparata.

La sperimentazione ha dato i suoi risultati soddisfacenti nell’ambito della psicofisica, ed è

quindi opportuno non abbandonarla.

La psicologia comparata consente di studiare le forme più elevate del pensiero umano.

Un’altra possibilità di studio comparativo dovrebbe essere aperta alla psichiatria, tra i

discepoli di Wundt ci fu Kraepelin, il cui manuale di psichiatria svolgerà per la psichiatria il

ruolo che il manuale di Wundt ha svolto per la psicologia.

CAPITOLO 4

LA PSICOLOGIA DINAMICA NEL XIX SECOLO

Theodule Ribot, filosofo di formazione si è lentamente orientato verso la psicologia con il

progetto di farne una disciplina indipendente, si dedica alla fondazione di una psicologia

oggettiva, che si fondi sull’osservazione precisa dei fatti.

L’ambizione di Ribot è duplice: avvicinare la psicologia alle scienze biologiche e introdurre

un insegnamento ufficiale in questa disciplina, la psicologia puramente sperimentale,

secondo lui, deve avere per oggetto soltanto i fenomeni, le loro leggi e le loro cause

immediate.

La psicologia sperimentale, scriveva Ribot , si propone lo studio esclusivo dei fenomeni

dello spirito seguendo il metodo delle scienze naturali, questa ha un oggetto specifico, i

fatti psichici, i quadri teorici a cui Ribot fa riferimento sono il metodo sperimentale di

Bernard e l’evoluzionismo di Darwin e Spencer.

Sulla scia di Bernard utilizza la patologia mentale come una situazione sperimentale

spontanea, naturale, Ribot, che non era medico, consigliò vivamente ai suoi allievi, in

particolare a Pierre Janet e George Dumas di studiare medicina, per poter osservare

direttamente i fenomeni patologici, preziosi per la conoscenza della psicologia.

L’evoluzionismo di Spencer ha esercitato un influenza determinante sul pensiero di Ribot,

che ha introdotto nel campo della psicologia le nozioni di gerarchia delle facoltà e di

dissoluzione: la legge di dissoluzione in psicologia consiste in un regresso continuo che

procede dal superiore all’inferiore, dal complesso al semplice, in altri termini, le

manifestazioni che nell’evoluzione sono le ultime in ordine di tempo scompaiono per

prime; quelle che sono apparse per prime scompaiono per ultime. L’evoluzione e la

dissoluzione seguono un ordine inverso.

Con Ribot la psicologia è diventata una psicologia scientifica.

Un secolo separa l’attività di Mesmer da quella di Charcot, ma in realtà queste non sono

molto diverse.

Charcot, a differenze di Mesmer, forte del prestigio di cui godeva ha avuto il merito di

conferire all’ipnosi la garanzia scientifica di cui aveva bisogno.

Ai fini dello sviluppo e del successo dell’ipnosi, la clinica della Salpetriere ha svolto la

funzione di un autentico vivaio, al centro di questo successo si trova il neurologo Jean

Martin Charcot, responsabile all’interno della clinica di un padiglione dedicato ai pazienti

isterici.

Prima di Charcot due medici avevano riportato in primo piano l’isteria, Lasegue e

Briquet, quest’ultimo riconosciuto dallo stesso Charcot come suo precursore.

In realtà l’isteria non è stata fin da subito al centro degli interessi di Charcot, di fronte alle

manifestazioni spesso spettacolari raccomandava la diffidenza poiché la simulazione era,

secondo lui, sempre da temere, e questa opinione era largamente condivisa.

In ogni la passione di Charcot per l’isteria, la grande nevrosi, ha aperto ad altri la via della

psicogenesi e dell’esplorazione dell’inconscio, soprattutto per Janet e Freud.

Pierre Janet , filosofo e medico, come i suoi maestri, Ribot e Charcot , ha scorto nella

patologia un terreno privilegiato per l’osservazione e la conoscenza della vita mentale,

diventato medico dedica i suoi lavori a malati isterici trattati con l’ipnosi.

L’elaborazione di una psicologia sperimentale è il grande progetto di Janet, si ispira allo

schema di Jackson per rendere conto del funzionamento mentale; egli offre un

funzionamento della vita psichica, in cui le funzioni superiori esercitano un controllo sulle

attività inferiori, automatiche.

Janet insiste sullo stretto rapporto che esiste tra i fenomeni psicologici e i fenomeni

fisiologici, in particolare tra i pensieri e i movimenti, sottolineando l’importanza di partire

dallo studio dell’attività umana nelle sue forme più semplici, attività elementare che è stata

designata con un nome che deve esserle conservato, quello di attività automatica.

Dedicandosi così allo studio di quella attività che si può legittimamente definire

automatica, Janet distingue automatismo totale e automatismo parziale: la catalessi è

l’esempio tipico dell’automatismo totale e spontaneo, il sonnambulismo, ottenuto con

l’ipnosi, corrisponde all’automatismo totale e indotto.

L’automatismo parziale può corrispondere a tre eventualità principali: gli atti subconsci, le

anestesie e le esistenze psicologiche simultanee.

Lo studio dell’automatismo parziale offre a Janet la possibilità di dare una definizione

dell’atto inconscio, che è un azione che ha tutte le caratteristiche di un fatto psicologico,

tranne una, quella di essere sempre ignorata da colui che la compie.

Janet considera i fenomeni dell’anestesia non dal punto di vista fisico, ma da quello

psicologico, come una soppressione delle sensazioni durante l’ipnosi.

Per Janet, a volte, si assiste in alcuni soggetti alla manifestazione e allo sviluppo di un

esistenza psicologica diversa e simultanea, una vera e propria seconda personalità che si

rivela al di sotto della coscienza normale, questo fenomeno è secondo lui affine agli effetti

del sonnambulismo, la vita subconscia somiglia quindi alla vita sonnambolica, questi

fenomeni lo conducono a proporre una gerarchia della vita mentale.

La concezione gerarchica della vita psichica è particolarmente chiara nella teoria di Janet,

la lesone di un livello superiore, sprigiona l’attività del livello sottostante, che in condizioni

normali è controllato e inibito dal livello leso.

Nell’opera “l’automatismo psicologico” Janet ha distinto conscio e subconscio e propone

cinque livelli di funzionamento psichico, vengono individuati tre gruppi di tendenze.

Le tendenze psicologiche inferiori corrispondono alle funzioni che compaiono prima del

linguaggio, le tendenze medie corrispondono al gruppo di operazioni intellettuali

elementari che ha dato origine ai simboli, al linguaggio, alla memoria e le tendenze

superiori che comprendono le tendenze razionali, come l’esecuzione delle decisioni di

lavoro.

I concetti energetici di forza e tensione psicologica costituiscono l’aspetto dinamico della

psicologia e della psicopatologia di Janet, secondo lui la forza psicologica corrisponde alla

quantità di energia psichica elementare, cioè alla capacità di compiere numerosi atti

psicologici prolungati e rapidi. La tensione psicologica corrisponde alla capacità

dell’individuo di utilizzare la sua energia psichica a un livello più o meno elevato della

gerarchia delle tendenze.

La psicologia di Janet è anche una psicologia delle condotte, il vero oggetto della

psicologia è per lui lo studio delle condotte umane.

Per essere oggettiva, infatti, la psicologia deve studiare solo le azioni, gli atteggiamenti e i

linguaggi del soggetto.

La concezione gerarchica della vita mentale è presente nell’opera di Janet come in quella

di Freud, anche se in maniera diversa.

Diverse tappe scandiscono l’esistenza, la carriera e l’evoluzione del pensiero di Freud.

Durante il periodo che possiamo definire psicoanalitico, Freud si dedica alla neurologia e

alla neurofisiologia, il periodo psicoanalitico di Freud ha origine dallo shock provocato

dall’incontro con il mistero dell’isteria, tanto affascinante per Freud, quanto per Charcot.

L’ipnosi rimane per alcuni anni il principale strumento di lavoro per Freud, usata nel

tentativo di cogliere la genesi dei sintomi accusati dal paziente presto verrà abbandonata.

Gli aspetti principali della teoria freudiana sono:

- Una concezione della vita psicologica illustrata dallo schema dell’apparato psichico.

- Uno schema dell’apparato psichico, che mette in evidenza l’ampiezza e la

posizione determinante della vita psichica inconscia.

- Una teoria delle pulsioni, incentrata sul concetto di libido, che si connette alla teoria

della sessualità infantile, concepita nell’ottica di una successione per stadi che

segnano lo sviluppo di ogni individuo.

- La posizione centrale della problematica edipica nella strutturazione dello

psichismo.

- Il ruolo del sogno e delle fantasie nella comprensione della vita psichica.

- Il ruolo dei concetti di transfert e di controtransfert nella dinamica relazionale.

Freud propone uno schema dell’apparato psichico che funziona come regolatore delle

funzioni e si compone di tre sistemi: l’inconscio, il preconscio e il conscio.

Il passaggio dei contenuti psichici dall’uno all’altro sistema è controllato e può essere

inibito da censure.

L’inconscio è, in questo primo modello, costituito da contenuti psichici che si sono visti

rifiutare l’accesso al sistema preconscio e conscio, a causa dell’azione della rimozione: in

questa pratica topica l’inconscio si confonde con il rimosso, ma questo materiale può

riemergere: il ritorno del rimosso può essere colto nei sintomi, nei sogni e negli atti

mancati.

A partire dal 1920, le modificazioni apportate da Freud a questo modello sfociano nella

seconda topica freudiana; questa presenta sempre tre istanze, che ora sono chiamate ES,

IO e SuperIO.

L’ES è la sede delle pulsioni innate e dei desideri rimossi.

L’IO si forma attraverso la differenziazione dell’ES nel contatto con la realtà.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

29

PESO

54.51 KB

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e salute
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle scienze psicologiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Foschi Renato.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia delle scienze psicologiche

Riassunto esame Storia delle scienze psicologiche, prof. Foschi, libro consigliato Storia della psicologia, Legrenzi
Appunto
Riassunto Esame Storia delle Scienze Psicologiche, prof. Foschi, libro consigliato Freud, Innamorati
Appunto
Riassunto Esame Storia delle Scienze Psicologiche, prof. Foschi, libro consigliato Percorsi di Storia della Psicologia Italiana, Foschi, Cimino
Appunto
Domande Esame Teorie e Tecniche dei Test, prof Pezzuti, libro consigliato Teorie e Tecniche dei Test e altri
Esercitazione