Esame storia delle scienze psicologiche
Freud
La nascita della psicoanalisi
Figure di riferimento del giovane Freud
Sigmund Freud nasce nel 1856 a Freiberg in Moravia, dopo un anno a Lipsia, la famiglia si stabilì a Vienna dove Freud trascorse quasi tutto il resto della sua vita, morì a Londra nel 1939.
Freud si formò e visse nella stessa città in cui si formarono e vissero numerose menti eccelse, questa circostanza non è spiegabile, come il fatto che molte di queste fossero di origine ebraica. A prescindere dalle possibilità offerte dall’ambiente culturale, il giovane Freud fu esposto a molteplici influenze, non tutte identificabili con certezza, anche per l’evidente riluttanza da parte sua ad ammetterle.
Per quanto riguarda le influenze filosofiche, nelle sue opere, sembra avvertirsi l’eco di Nietzsche, Schopenhauer e Spinoza, è certa un’influenza di Herbart, teorico di una soglia della coscienza. Inoltre, essendo stato Freud un precoce lettore di Darwin, sicuramente ha modo di conoscere i filosofi inglesi come Spencer. Tuttavia, malgrado un interesse iniziale, non si forma in filosofia, bensì come medico, in particolare neurologo.
Da questo punto di vista è più facile identificare le influenze sul suo pensiero, tra le quali spiccano i nomi di Ernst Brucke, Jean Martin Charcot, Josef Breuer e Wilhelm Fliess. Brucke è stato considerato dallo stesso Freud, l’autorità più grande ad averlo influenzato. Grazie a Charcot si interessò all’isteria e ai suoi sintomi. Breuer lo aiutò anche economicamente e gli raccontò le sue esperienze di ipnosi con la paziente Anna O., che in seguito divenne il primo caso clinico negli “studi sull’isteria”, firmato da entrambi. Con Fliess ebbe un lungo e stimolante scambio epistolare; proprio per la sua originalità ed apertura, questo medico berlinese è stato ideatore di originali teorie, come quella sull’universale bisessualità dell’essere umano.
Nonostante questi autori uscirono dalla vita di Freud (Brucke e Charcot morirono, con Breuer e Fliess ebbe insanabili dissidi) contribuirono in modo decisivo al suo orientamento scientifico.
Gli anni di formazione
Tra il 1880 e il 1881 superò gli esami di abilitazione alla professione di medico ed iniziò ad esercitare presso l’ospedale generale di Vienna, per acquisire una pratica medica sufficiente per poter esercitare la professione privata. Durante il praticantato Freud non rinuncia comunque all’aspirazione di ottenere fama scientifica con una pubblicazione, il primo tentativo, che corrisponde al più grande passo falso della sua carriera, è la monografia “Sulla cocaina”.
Freud si procurò con notevoli sforzi economici questa sostanza, di cui all’epoca le proprietà erano poco note, nonostante alcuni scienziati già la considerassero priva di valore e pericolosa. Freud la assunse e la somministrò ad alcuni pazienti, esaltando nell’assenza di effetti collaterali, raccomandandola come anestetico ed indicandone un possibile uso su vasta scala. Questo errore attirò numerose critiche, tra le quali, quella di aver introdotto “il terzo flagello dell’umanità dopo morfina e alcol”.
Ottenuta la libera docenza universitaria in neuropatologia, ottiene una borsa di studio per passare un mese a Parigi, presso l’ospedale Salpêtrière, diretto da Jean Martin Charcot, considerato all’epoca il maggiore neurologo vivente.
Agli occhi di Freud, le lezioni di Charcot risultavano innovative; quest’ultimo si stava interessando all’isteria, ne studiava soprattutto le manifestazioni più appariscenti e tipiche. Secondo Charcot, ipnotizzando un soggetto isterico era possibile riprodurre i sintomi degli attacchi e allo stesso tempo sbarazzarsi del sintomo.
Secondo una tradizione profonda della psichiatria francese, una particolare alterazione fisica insorgeva in certe persone e veniva trasmessa per via ereditaria alle generazioni successive, peggiorando sempre di più. Della stessa idea era Charcot, secondo lui, nel caso dell’isteria un soggetto colpito aveva subito un trauma, che non aveva di per se scatenato la patologia ma aveva avuto il ruolo di agent provocateur.
Tra neurologia e psicologia: ipnosi e suggestione
Freud, pur propendendo ancora per le idee di Charcot, comincia ad interessarsi agli studi di Bernheim, fautore dell’impiego della suggestione ipnotica per la cura di diverse patologie nevrotiche, ma la pratica sulla paziente Emmy Vonn dimostrò a Freud che il trattamento suggestivo non garantisce risultati e soprattutto non dei risultati rapidi.
Freud contro la tradizione localizzazionista
Freud nel testo sulle afasie si distacca completamente dall’idea della neurologia tedesca, secondo la quale ogni funzione viene ricondotta ad un luogo fisico del cervello e ogni patologia ad una lesione specifica, osservando come le facoltà psicologiche non vengono soppresse da lesioni cerebrali localizzate, piuttosto sono distorte e modificate.
Trauma, abreazione, rimozione
Nell’arco di tempo che va dai primi dubbi sull’uso della suggestione ipnotica alla pubblicazione degli “studi sull’isteria” Freud giunge a due conclusioni:
- Il ruolo delle esperienze di trauma psichico e del relativo ricordo è fondamentale per la formazione dei sintomi isterici.
- Respinge del tutto l’idea dell’ereditarietà all’origine dell’isteria, pur ammettendo l’esistenza di una predisposizione individuale.
Grazie a queste acquisizioni nascono i concetti di rimozione e abreazione. Insieme a Breuer introduce una nuova concezione del trauma psichico, respinge il concetto di trauma come agent provocateur e propongono il metodo catartico nella comunicazione preliminare che suggerisce, pur non escludendo l’uso della suggestione come tecnica terapeutica, che a essere efficace sia piuttosto il ricordo, a patto che sia completo, ovvero la persona riesca a ricordare sia l’evento sia gli affetti provati, e sia verbalizzato, ovvero che la persona sia in grado di raccontarlo e non solo viverlo come una visione.
La gravità del trauma psichico dipende anche dal fatto che si sia reagito o meno in maniera adeguata. Se si dà la possibilità al paziente di rivivere l’emozione legata all’evento e conferirgli un’adeguata scarica emozionale (abreazione), la persona può affrontare più facilmente il momento di crisi. Secondo Freud e Breuer, se non si verifica l’abreazione l’associazione tra emozione ed evento rimane e si può avere un esito psicopatogeno.
In alcuni casi è difficile mettere in atto l’abreazione, soprattutto nei casi in cui la persona ha subito particolari traumi psichici. La mancanza di abreazione è legata a due serie di condizioni: la rimozione intenzionale del ricordo e lo stato emotivo particolarmente intenso vissuto durante l’esperienza traumatica. Il concetto di rimozione viene definito per la prima volta come processo attraverso il quale il ricordo di un evento viene intenzionalmente inibito e represso, ma la dimenticanza che si ottiene è solo apparente.
Secondo Freud i pazienti non vogliono ricordare, quindi l’atteggiamento è attivo. Secondo Breuer non si può ricordare, quindi l’atteggiamento è passivo. Freud aveva ipotizzato che il trauma si dovrebbe definire come un incremento di eccitamento nel sistema nervoso, che quest’ultimo non è riuscito a scaricare con una reazione motoria. L’idea è che la psiche tenda a mantenere un livello di eccitazione costantemente basso e che tenda a scaricare l’eccesso energetico, questo processo viene definito principio di costanza.
L'etiologia sessuale della nevrosi e il concetto di difesa
Tra il 1892 e il 1895 si può datare la fase del pensiero di Freud nella quale la sessualità comincia ad essere considerata come il fulcro della nevrosi. Nelle lettere per Fliess emerge la convinzione che il comportamento sessuale influisca direttamente sulla nascita della nevrosi d’angoscia, dovuta al coitus reservatus, e della nevrastenia, dovuta all’eccessiva masturbazione. Queste due forme di nevrosi verranno in seguito chiamate nevrosi attuali, perché legate all’attività sessuale presente e non a traumi passati, sono considerate prevenibili ma non curabili.
Il meccanismo di insorgenza delle nevrosi attuali è riconducibile alla diffusione nel sistema nervoso di una sostanza tossica: i soggetti che soffrivano di nevrosi attuali erano, in un certo senso, intossicati neurologicamente da una sostanza che veniva emanata dagli organi riproduttivi. Da questa idea nasce la convinzione che esista una differenza sul piano del funzionamento psicofisiologico tra affetti normali e affetti patologici. Nelle nevrosi l’affetto avrebbe una fonte interna, nella psiche normale la fonte sarebbe esterna.
Per la prima volta Freud rende nota la sua convinzione che vi sia un legame tra sessualità e nevrosi e non si interessa più solo all’isteria, ma prende in considerazione altri tre gruppi di sintomi:
- Le condizioni fobiche
- Le idee ossessive
- Gli stadi allucinatori di tipo psicotico
Allo scopo di rilevare somiglianze tra gruppi di sintomi riconducibili, dal punto di vista etiologico, alla sessualità e dal punto di vista della sintomatologia ad una modalità di reagire, sintetizzabile nel concetto di difesa. Il concetto di difesa fa riferimento ad una condizione della personalità cosciente di fronte a contenuti mentali indesiderati, che conduce il soggetto allo sforzo di annullare, dimenticare, considerare come inesistenti i contenuti mentali indesiderati.
L’origine dell’isteria da difesa, delle fobie, delle ossessioni avrebbe una stessa radice, nel tentativo di allontanare dalla coscienza il contenuto mentale sgradito, l’esito diverso dello sforzo iniziale si manifesta in diverse sintomatologie e dipenderebbe dalla somma di eccitamento.
Nell’isteria la somma di eccitamento data dal contenuto mentale sgradito si trasforma in qualcosa di somatico, mediante un processo che Freud chiama conversione, attraverso la quale l’Io si libera di ogni contrasto, il legame simbolico che si riscontra tra il trauma e il simbolo è dovuto al fatto che rimangono eccitati i nervi, attraverso i quali l’esperienza è giunta al cervello, quindi l’attività cerebrale del pensiero viene sostituita dall’attività motoria o sensoriale del sintomo. Le ossessioni insorgono nei soggetti che pur se predisposti per la nevrosi non lo sono per la conversione, in questo caso ciò che è incompatibile per la coscienza non può trasformarsi in qualcosa di fisico e rimane nella sfera psichica. In seguito Freud abbandonerà il termine difesa, per tornare ad usare rimozione, ma infine il termine difesa sarà rivalutato e recuperato.
Verso la psicoanalisi: psicoterapia senza ipnosi
Nel testo “gli studi sull’isteria”, solo uno dei casi porta la firma congiunta di Freud e Breuer, perché quest’ultimo non condivide l’idea della centralità tematica della sessualità, rinunciando così alla costruzione della nascente psicoanalisi. Il caso in questione è quello di Anna O., la quale in cura da qualche tempo con Breuer, manifestava una serie di diversi e complicati sintomi isterici mentre assisteva il padre, a sua volta malato.
I sintomi della paziente erano talmente invalidanti da rendere controproducente la sua presenza al capezzale del padre. Ad una paresi al braccio si aggiungevano allucinazioni spaventose e singolari fobie, fino alla completa perdita della capacità di parlare in tedesco, che la costringeva ad esprimersi solo in inglese. La giornata di Anna O. era divisa tra una fase di coscienza, segnata dalle allucinazioni la mattina, una fase di ottundimento nel pomeriggio, uno stato ipnotico a partire dal tramonto.
Breuer si accorse che ricordando alla paziente le parole pronunciate durante la fase ipnotica, questa era in grado di rievocare le allucinazioni; quando questo avveniva Anna O. riusciva a passare ore tranquille. Per la procedura di liberazione nello stato ipnotico, la stessa Anna O. aveva creato gli appellativi di talking cure (cura attraverso il parlare) e chimney sweeping (pulizia del camino), il primo dei quali divenne sinonimo della psicoanalisi. In seguito ad uno dei discorsi tenuti in stato di ipnosi Anna O. si liberò dell’incapacità di bere acqua, uno dei sintomi isterici che manifestava. Non fu un fenomeno isolato, altri sintomi scomparvero non appena nell’ipnosi veniva riprodotto l’evento che aveva dato origine al sintomo. Ogni singolo sintomo veniva raccontato in ordine inverso, rispetto a quando era accaduto, per ricondurre la paziente alle circostanze del primo manifestarsi, attraverso la narrazione dell’evento che aveva scatenato i fenomeni isterici, il sintomo veniva eliminato per sempre.
Freud abbandona l’ipnosi per tre motivi:
- Alcuni pazienti non sono ipnotizzabili o non disponibili ad essere ipnotizzati.
- Per la convinzione che fosse possibile, tramite uno sforzo particolare, ricordare eventi inaccessibili alla coscienza.
- Per gli effetti collaterali dell’ipnosi, relativi al risveglio della sessualità durante la terapia.
La terapia senza ipnosi viene applicata a partire dal caso di Elisabeth Von R., unica paziente curata con questo metodo. La nuova tecnica nasce dalla constatazione che i pazienti rievocano i ricordi, ma con grande fatica, per la loro natura penosa che suscitava vergogna, rimprovero, dolore psichico, tali da suscitare la difesa. Freud propone allora un accorgimento tecnico, imponendo al paziente di comunicargli ogni idea, immagine, ricordo che gli viene in mente, qualunque essi siano, mentre Freud esercita una pressione sulla fronte. La procedura della pressione ha lo scopo di sorprendere l’Io che si trova in atteggiamento difensivo.
Capitolo 2
Progressive transizioni
La teoria della seduzione infantile
Dal 1895 Freud matura l’idea che l’etiologia dell’isteria, come in generale delle nevrosi da difesa, possa essere ricondotta ad un trauma sessuale infantile reale. L’idea di Freud è che sia la sessualità e non la degenerazione all’origine della nevrosi, distinguendo due possibili ordini di etiologia:
- Per la nevrastenia e nevrosi d’angoscia ribadisce che la causa del quadro clinico sia da attribuire a pratiche sessuali nocive.
- Per isteria e nevrosi ossessiva la causa specifica è da ricondurre ad un ricordo relativo alla vita sessuale, che possiede due specifiche caratteristiche:
- È un’esperienza precoce di rapporti sessuali con affettiva irritazione dei genitali, come conseguenza di un’aggressione compiuta da un’altra persona.
- Questo avvenimento si è svolto nell’infanzia, quel periodo che va fino agli 8-10 anni prima che il bambino sia arrivato alla maturità sessuale.
A questo punto sorge una difficoltà teorica che si riferisce al dover spiegare perché se il trauma è da ricondursi ad un’età precoce, nella quale la sessualità non ha ancora acquisito un significato per l’individuo, porta conseguenze tanto importanti per la psicopatologia. In risposta Freud afferma che nel soggetto in età infantile l’irritazione sessuale precoce non produce nessun effetto, o quasi, nel momento in cui si verifica, ma ne viene conservata la traccia psichica. Più tardi, in età puberale, quando la reattività degli organi sessuali è sviluppata, il ricordo agirà come fosse un ricordo attuale. Si ha quindi l’azione postuma di un trauma sessuale, non sono le esperienze ad avere effetto traumatico, ma il loro riviverle come ricordo al raggiungimento della maturità sessuale. Tuttavia il ricordo del trauma rimane inconscio.
In un altro saggio Freud chiarisce i tre nodi fondamentali della teoria:
- La ragione per collocare l’origine della nevrosi nell’infanzia
- La sua etiologia nella sessualità
- L’impossibilità di un ricordo immediato di un trauma
La teoria della seduzione infantile parte dal presupposto che il bambino nevrotico abbia una parte solo passiva nella scoperta della sessualità. Freud presto si convincerà del contrario ed elaborerà una teoria che vede il bambino come attivamente predisposto alla sessualità. Abbandona presto la teoria della seduzione infantile, ma parte della teoria sulla formazione delle nevrosi è destinata a sopravvivere.
La nevrosi diventa sintomatica secondo uno schema che prevede:
- Una fase iniziale di immortalità infantile, che per ora corrisponde alla seduzione da parte degli adulti, in seguito segnata dalla sessualità perverso polimorfa dell’infante, questa fase si chiude con la rimozione.
- La rimozione che inizialmente sembra riuscire nel suo scopo.
- Una terza fase di apparente sanità o difesa riuscita, dove scrupolosità, vergogna e sfiducia in se stessi sono i sintomi che appaiono.
- Segue la malattia causata dal ritorno del rimosso, che sconfigge parzialmente la difesa, dando luogo a formazioni di compromesso tra le rappresentazioni rimosse e quelle rimuoventi.
Le diverse forma di nevrosi non sono altro che diversi tipi di compromessi attuati dalle forze in campo.
L'abbandono della teoria della seduzione e il mito di Edipo
Freud sostiene che le fantasie nascano dalla combinazione inconscia di cose sperimentate e udite e dalla deformazione e falsificazione dei ricordi, sostiene inoltre che sia impossibile distinguere un dato di realtà nell’inconscio. Risulterebbe quindi impossibile comprendere se un contenuto rimosso riportato alla coscienza riguardi un evento o un desiderio realmente accaduto.
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