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Riassunto Esame Storia delle Scienze Psicologiche, prof. Foschi, libro consigliato Percorsi di Storia della Psicologia Italiana, Foschi, Cimino

Riassunto per l'esame di storia delle scienze psicologiche e del prof. Foschi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Percorsi di Storia della Psicologia Italiana, Foschi, Cimino, dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia delle scienze psicologiche docente Prof. R. Foschi

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Questo tipo di analisi aveva alla base determinate caratteristiche morfologiche e

caratteriali, le cosiddette STIMMATE DEGENERATIVE, da lui stesso delineate.

Lombroso distinse tre categorie di individui segnati da tratti somatici e psichici

degenerativi innati:

- I malati di mente

- I pazzi criminali

- I delinquenti abituali

Dalle sue teorie nacque il bisogno di creare manicomi specializzati per i pazzi accusati di

qualche delitto, un primo esperimento di questo tipo di istituzione è stato compiuto nel

manicomio di Aversa, diretto all’epoca da Gaspare Virgilio , dopo i risultati positivi furono

costruiti i primi manicomi criminali.

Anche Virgilio poneva l’enfasi sulle componenti ereditarie, la criminalità era vista come

malattia mentale, da qui la necessità di identificare i folli criminali per poterli emarginare

contribuire al progresso della società.

La tesi degli antropologi italiani trova un riscontro nel caso giudiziario di Giovanni

Passannante, responsabile di un attentato all vita del Re d’Italia, nonostante il suo fosse

stato solo un atto dimostrativo, più che un serio tentativo di regicidio, sia Lombroso che

Virgilio insistettero sul fatto che l’autore fosse invece un criminale con evidenti tare

psichiche ereditarie.

Per questo un fratello con qualche problema psicologico venne internato nel manicomio

diretto da Virgilio, l’intera famiglia Passannante venne etichettata come criminale, la pena

per Giovanni fu durissima, prima rinchiuso in una speciale cella di isolamento sotto il

livello del mare, poi in un manicomio fiorentino e il suo cervello venne conservato come

oggetto di future indagini per comprendere la natura stessa della criminalità.

La criminologia positiva contribuì a gettare le basi della psicologia giuridica e criminale, ad

inventare alcuni criteri, usati ancora oggi, come la storia penale e ad istituire i manicomi

giudiziari, oggi chiamati ospedali psichiatrici giudiziari, chiusi per legge solo nel 2015.

LA PSICHIATRIA E IL CONTRIBUTO DI BUCCOLA

Una forte spinta alla nascita della nuova psicologia sperimentale viene anche dalla

psichiatria.

È solito far iniziare lo studio e il trattamento della malattia mentale alla fine del XVIII

secolo, quando diverse menti iniziano a considerare la follia come una malattia vera e

propria e non più come espressione di un intervento magico o demoniaco.

La malattia mentale era intesa come una malattia le cui manifestazioni dipendevano dalle

cosiddette “CAUSE MORALI”, cioè alterazioni della sfera psichica, in gran parte dovute a

circostanze ambientali e alle esperienze di vita.

Nascono così le cosiddette “TERAPIE o CURE MORALI”, che proponevano un approccio

umano e psicologico nei confronti degli alienati: non venivano più reclusi e sottoposti a

percosse, salassi e purganti, ma inseriti in un’atmosfera familiare, di benevolenza e

comprensione e venivano coinvolti in lavori, giochi, eventi musicali, teatrali ed esercizi

fisici.

In questa nuova prospettiva della malattia mentale sorsero i manicomi, dove si sviluppò la

moderna psichiatria.

A partire dalla seconda metà dell’800 si cominciarono a realizzare progressi nello studio

del sistema nervoso, si sviluppò la ricerca sulle localizzazioni cerebrali, le nuove

conoscenze spostarono l’attenzione dal morale all’organico.

I maggiori esponenti italiani della corrente organicistica della psichiatria contribuirono a

gettare le fondamenta per l’autonomia scientifica di psichiatria e psicologia.

Lo psichiatra Gabriele Buccola è stato il primo ad impegnarsi in ricerche di psicologia

sperimentale, è considerato, insieme a Sergi e Ardigò , uno dei pionieri della psicologia

scientifica.

Sostenuto da Tamburini, avviò un programma di ricerca sui tempi di reazione degli

alienati mentali.

A causa di una morte improvvisa la stagione scientifica di Buccola fu breve, ma si trattò di

un periodo denso di risultati importanti.

I temi del positivismo evoluzionistico sono alla base del suo pensiero, Buccola considerò i

fenomeni psichici come frutto di un lungo processo di trasformazione della materia dal

semplice a complesso.

Buccola si propose di compiere lo studio dei fenomeni psichici, impostando una serie di

esperimenti finalizzati a collegare i processi mentali soggettivi a parametri fisici oggettivi,

secondo lui era possibile dimostrare l’esistenza di un tempo necessario al pensiero per

formarsi, le sue ricerche ricalcavano quelle svolte da Wundt a Lipsia, ma rappresentavano

una novità, perché erano in parte realizzate su soggetti malati di mente, e non su studenti

universitari, e avevano mostrato come il disturbo psichico alterasse i tempi di reazione e

come questa alterazione poteva essere considerata un sintomo utile alla diagnosi di certe

patologie mentali.

Questo gli portò diverse critiche da parte di Wundt, ma grazie a questa applicazione,

Buccola conferì maggior respiro alla disciplina psicologica e le assegnò un valore sul

piano dell’utilità sociale.

Secondo la sua analisi il tempo di reazione è costituito dall’intervallo temporale, variabile

da persona a persona, che intercorre tra lo stimolo su un organo sensoriale e il momento

in cui il soggetto ne segnala la percezione.

Nel tempo di reazione sono ravvisabili alcune fasi, si può distinguere:

- Il tempo necessario all’impulso sensoriale per raggiungere i centri cerebrali

- Il tempo della trasformazione dell’impulso in eccitazione motoria

- Il tempo della trasmissione dell’impulso motorio agli organi motori periferici

L’interesse di Buccola era preminente nella seconda fase, le sue indagini diedero l’avvio

allo studio delle differenze individuali, sia per quanto riguarda i tempi di reazione, che le

funzioni attentive in persone normali e alienate, raccolse i dati ottenuti in “la legge del

tempo nei fenomeni di pensiero” che fu la prima monografia di psicologia sperimentale.

Buccola può essere considerato come il primo psicologo italiano a compiere in modo

sistematico ricerche sperimentali.

CAPITOLO 2

LA NASCITA DELLA NUOVA PSICOLOGIA

Una serie di eventi possono suggerire la data del 1905 come l’anno di nascita di una

psicologia divenuta scienza autonoma.

IL CONFRONTO EPISTEMIOLOGICO

Le ricerche di psicofisica e di psicometria divennero, in quegli anni, una delle principali

attività dei primi laboratori di psicologia sperimentale, al fine di sdoganare la psicologia

dalla filosofia.

La seconda generazione di psicologi italiani acquisisce consapevolezza che l’oggetto di

studio della psicologia non potevano essere solo fenomeni psichici inferiori, quindi ci si

rese conto che per studiare tutta la complessità della vita psichica i metodi psicofisici e

psicometrici erano insufficienti, si sviluppò così la psicofisiologia di cui si occupo in

particolare De Sanctis.

PSICOLOGIA SCIENTIFICA E PSICOLOGIA FILOSOFICA

Nei primi decenni del XX secolo si confrontarono due orientamenti diversi: da un lato

troviamo studiosi che volevano una separazione netta tra filosofia e psicologia, come:

Ferrari, De Sanctis e Kiesov, dall’altra coloro che ritenevano che la conoscenza della

mente umana, non poteva essere esaurita dai metodi psicofisici, ma che occorresse

un’analisi introspettiva, tra i quali troviamo: De Sarlo, Aliotta e Rignano.

Questo confronto tra una psicologia scientifica e una filosofica segnò il percorso che portò

all’imporsi della psicologia come scienza autonoma, questa disputa fu una caratteristica

distintiva della psicologia italiana.

FRANCESCO DE SARLO

Francesco De Sarlo si interessò ai fenomeni quali: il sogno, l’ipnosi e l’incosciente,

indagati con i metodi della psicofisiologia.

De Sarlo sostiene la piena validità di una psicologia empirica e sperimentale o psicologia

del contenuto, a patto però di integrarsi con una psicologia dell’atto o fisiologica, la quale,

a suo parere, necessita di un pensiero filosofico.

Per De Sarlo non è sufficiente uno studio strutturale dei fatti psichici, così come si

realizzava nei laboratori di Wundt, ma è necessario anche uno studio intenzionale

dell’anima, attraverso un metodo di introspezione empirica o fenomenologica.

La coscienza può essere analizzata non solo da un punto di vista statico e morfologico,

ma anche da un punto di vista dinamico e funzionale.

De Sarlo finisce per definire due tipi di psicologia:

- La SCIENZA DEI FATTI PSICHICI, tipica della scuola di Lipsia

- La SCIENZA DEGLI ATTI PSICHICI, tipica della scuola di Berlino

La prima più vicina alla scienza naturalistica, la seconda alla filosofia.

Per De Sarlo la psicologia è una “disciplina sui generis” che ha una posizione intermedia

tra le scienze della natura e la filosofia.

Il genere di indagine psicologica da lui prospettato è stato influente per la nascita della

psicologia in Italia, tuttavia, altri autori, come: De Sanctis e Musatti presero le distanze e

non cercarono un accordo tra psicologia e filosofia, ma si impegnarono nella ricerca di

dare alla psicologia basi scientifiche più solide.

ANTONIO ALIOTTA

Antonio Aliotta aveva lavorato a Firenze con De Sarlo, partendo dal problema posto da

Kant, circa la possibilità o meno di costruire una scienza psicologica, chiarisce in modo

originale il senso da attribuire alla misura in psicologia.

Aliotta giunge alla conclusione che i fenomeni psichici, essendo elementi costitutivi della

coscienza, non possono essere sottoposti ad una quantificazione diretta, così come

avviene per i fenomeni fisici, ciò che viene misurato non è l’evento psichico, ma qualcosa

di fisico a questo collegato.

Quindi per Aliotta seppure appare legittima una psicologia come scienza sperimentale,

questa non può però esaurire la conoscenza della mente.

CESARE COLUCCI

Cesare Colucci intrecciò e alternò ricerche psichiatriche e psicologiche, nella convinzione

che per comprenderne il funzionamento, si dovesse indagare la mente sia in condizioni di

normalità che di malattia.

Conduce ricerche specialistiche di psicofisiologia, utilizzando strumenti quali: il

dinamometro e l’ergografo di Mosso, per misurare il lavoro svolto dai muscoli, lo

sfigmografo etc…

L’obiettivo di Colucci è quello di ridurre la psicologia alla psicofisiologia.

Giulio Cesare Ferrari

Giulio Cesare Ferrari contribuì all’insediamento stabile della psicologia nella cultura e

nelle società italiane.

Nei primi anni si dedicò alle ricerche “classiche” di psicofisica e di psicofisiologia, ma

presto, influenzato da Binet e Janet, rivolse la sua attenzione alle funzioni psichiche

superiori, come: il pensiero, la memoria, l’emozione, utilizzando e adattando i test di Binet

ed impiegandoli anche sui malati di mente.

Lo studio dei processi mentali con l’uso dei test era una grande novità nel panorama

psicologico italiano.

Secondo Ferrari la psicologia doveva essere in grado di studiare fenomeni psichici

complessi, sia normali, sia patologici, non riconducibili a componenti elementari secondo

un modello meccanicistico-evoluzionistico, ma focalizzando l’attenzione al singolo

paziente, nella sua individualità, nella sua storia e nella sua relazione con il medico.

Impostò ricerche di psicologia giudiziaria con indagini sulla criminalità minorile e di

psicologia del lavoro.

Ferrari si è battuto per la riforma della scuola e dell’università e per la presenza in queste

dell’insegnamento della psicologia.

Dedicò inoltre impegno per la riforma delle istituzioni psichiatriche, promuovendo la

riorganizzazione dei manicomi, convinto che fosse necessario cercare una reintegrazione

del malato nella società.

SANTE DE SANCTIS

Sante De Sanctis dette contributi importanti alla psicologia, dopo la laurea in medicina,

iniziò a lavorare nella clinica psichiatrica diretta da Sciamanna.

Nel 1893 fece un viaggio di studi a Parigi, nei centri di ricerca della Salpetriere, che lo

spinse a studiare i sogni e il sonno in alcune forme di malattia mentale.

Successivamente riprese lo studio dei sogni allontanandosi dall’ambito prettamente

psichiatrico e cercò di elaborare una sua teoria psicologica che collegava fasi di sogno a

stadi di sonno più o meno profondi, avvicinandosi alla dimostrazione dell’esistenza del

sonno REM.

Nel 1898 istituì a Roma i cosiddetti asili scuola per bambini minorati psichici, allo scopo di

valorizzare le loro capacità ed integrarli nella società.

Spaziò più di altri italiani in molteplici campi di ricerca, ebbe un’ottima reputazione anche

in campo internazionale.

Nel dibattito sulla fondazione di una psicologia scientifica De Sanctis sostiene che sia

necessario distinguere la nuova scienza psicologica da qualsiasi tipo di filosofia e che

l’oggetto di indagine della psicologia dovevano essere i fatti psicofisici e che i suoi metodi

dovevano essere quelli messi a punto nei laboratori integrati tra loro (metodo integrato).

De Sanctis avviò indagini sperimentali su soggetti impegnati in diversi ambiti di attività, nel

campo della giustizia, del crimine, dell’istruzione, del lavoro e delineò settori di psicologia

applicata, come: la psicologia giudiziaria, dell’educazione, del lavoro, che cercavano un

riconoscimento come discipline scientifiche.

Si deve a De Sanctis la nascita di una nuova specializzazione medica, quella della

neuropsichiatria infantile.

FEDERICO KIESOW

Federico Kiesow studiò e lavorò a Lipsia e portò in Italia la psicologia di Wundt,

seguendo le sue orme realizzò con i suoi allievi numerosi esperimenti sulla sensazione

gustativa, tattile e termica e sulle illusioni ottiche.

Impiegò gli stessi metodi di Wundt, usando gli stessi strumenti e inventandone di nuovi,

come lo ESTESIOMETRO, per misurare la sensibilità cutanea.

Di particolare rilievo furono le sue indagini sulla sensazione gustativa, Kiesow scompose

la complessa sensazione di sapore nei suoi elementi semplici, che individuò nelle

sensazioni di amaro, dolce, salato e acido e tentò di localizzarne la percezione in una

parte specifica della lingua e del palato, fornendo un primo quadro delle ZONE

GEUSICHE.

Kiesow ritiene che la psicologia sperimentale dovesse distinguersi dalle scienze

biologiche.

LA PSICOLOGIA CLINICA E APPLICATA

A partire dall’Unità d’Italia si presenta la necessità di riorganizzare la sanità pubblica e il

sistema giudiziario ed educativo, alla quale parteciparono anche coloro che stavano

rinnovando la scienza psicologica.

LA PSICOLOGIA CLINICA

Le ricerche sperimentali compiute nei laboratori italiani, avevano spesso la caratteristica di

essere eseguite sia su soggetti normali che affetti da malattie mentali, questo pone le

fondamenta per l’affermarsi anche in Italia di quella che da Witmer era stata definita

psicologia clinica.

PSICOLOGIA DEL LAVORO, GIUDIZIARIA E SOCIALE

Sul versante della psicologia del lavoro si affermarono Patrizi, Treves, Pizzoli e Della

Valle, che svilupparono la psicotecnica, cioè l’analisi e la misura della attitudini degli

individui per l’orientamento scolastico e lavorativo.

Inoltre alla criminologia di Lombroso si affiancò la psicologia giudiziaria, Gemelli fu il

maggiore esponente di un’originale teoria sulla delinquenza di ispirazione cattolica,

contraria alla tesi di Lombroso.

La tradizione Lombrosiana portò anche allo sviluppo di un primo abbozzo di psicologia

sociale.

Schipio Sighele elaborò un primo abbozzo di psicologia della folla, ponendo la questione

alcuni anni prima di Gustav Le Bon, lo studio del comportamento della folla è il perno su

cui si formò la psicologia sociale italiana.

LA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE E IL CONTRIBUTO DI MARIA MONTESSORI

Maria Montessori, con una scelta pioneristica per una donna si iscrisse alla facoltà di

medicina alla Sapienza.

Dopo la laurea iniziò una collaborazione con Montesano per il recupero dei ragazzi deboli

di mente, ma volle allargare i suoi orizzonti, ed interessarsi più in generale dell’educazione

die giovani.

Da Sergi fu spinta ad occuparsi di antropologia, nelle sue ricerche antropologiche la

Montessori si dedicò, sulla scia di Binet, alle misure craniometriche dei bambini, per

comprendere se potevano essere correlate al livello intellettivo.

Tra il 1905 e il 1907 studiò le metodologie sperimentali ed elaborò un originale metodo

educativo che doveva costituire la base di una nuova pedagogia scientifica, che doveva

contribuire ad affrontare e risolvere i problemi sociali, come quello dell’educazione a

misura di bambino e della prevenzione degli atti delinquenziali, inoltre la disciplina doveva

essere impiegata per la formazione degli insegnanti.

Nel 1907 riuscì a progettare e realizzare dei centri di educazione e ricreazione per bambini

tra i 3 e i 7 anni, nei quali poteva applicare e validare il suo metodo.

Alla vigilia della I° guerra mondiale fu costretta ad emigrare in America, dove venne

accolta come la donna che aveva rivoluzionato il sistema educativo nel mondo.

CAPITOLO 3

DIFFICOLTA’ ISTITUZIONALI E NUOVI PROGRAMMI DI RICERCA

Dagli anni ’20 fino alla II° guerra mondiale la psicologia subì un sensibile rallentamento, a

questa sorta di stallo istituzionale non corrisponde però un rallentamento delle ricerche,

infatti Vittorio Benussi avviò le sue ricerche sulla percezione e sulla suggestione e

Cesare Musatti avrà il merito di portare nel nostro paese le teorie della Gestalt e di

valorizzare la psicoanalisi, tuttavia a partire dagli anni ’30 si può parlare di un periodo di

declino, sia per quanto riguarda il piano scientifico che quello istituzionale.

LA PSICOLOGIA A PADOVA: BENUSSI E MUSATTI

VITTORIO BENUSSI

Vittorio Benussi si laureò in filosofia nel 1901, nel 1906 ottenne la libera docenza e negli

anni successivi si occupò principalmente della percezione delle Gestalten, del movimento

apparente, della psicologia del tempo, della psicologia del confronto.

A partire dal 1913 cominciò a studiare sperimentalmente i sintomi respiratori della

menzogna e a occuparsi delle tecniche ipnosuggestive e della psicoanalisi.

Per tutto l’arco della sua attività scientifica Benussi indagò a fondo il processo di

percezione/apprensione dell’oggetto, usando l’introspezione.

Negli studi sulla percezione visiva, il metodo consisteva nel variare sistematicamente lo

stato, l’atteggiamento psicologico dell’osservatore di fronte all’oggetto stimolo, che invece

rimaneva costante.

Queste ricerche portarono alla conclusione che, a condizioni costanti di presentazione

dell’oggetto stimolo, la sua rappresentazione percettiva non risulterebbe univoca, ma

darebbe luogo ad una varietà di forme diverse (principio di plurivocità formale), che

dipende dallo stato psichico del soggetto.

In questo modo, nel processo percettivo interverrebbero elementi di origine a-sensoriale,

che derivano dall’atteggiamento psicologico dell’osservatore e non dalla sola stimolazione

dei sensi (principio della rappresentazione di origine a-sensoriale).

Questi due principi potevano spiegare le illusioni ottico geometriche e Benussi formulò 23

leggi riguardanti la percezione inadeguata di Gestalten.

Benussi avviò anche lo studio dell’esperienza soggettiva della temporalità, tentò di

stabilire i rapporti che intercorrono tra il tempo oggettivo di un evento e la percezione

soggettiva della durata dell’evento stesso.

A tal fine realizzò un particolare tipo di tachitoscopio per esperimenti collettivi.

Alla fine della grande guerra Benussi, con l’aiuto di De Sanctis, ottenne l’insegnamento di

psicologia sperimentale all’università di Padova, dove si propose di studiare l’apparato

psichico mediante l’ipnosi e la suggestione, questi studi lo condussero ad interessarsi alla

psicoanalisi, le sue ricerche si interrompono bruscamente nel 1927, quando mise

tragicamente fine alla sua vita e la direzione del laboratorio di Padova passò al giovane

Musatti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e salute
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle scienze psicologiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Foschi Renato.

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