Riassunto esame storia delle istituzioni educative infantili contemporanee
Le crèches francesi
Grazie al socialista Delbruck abbiamo un’ampia descrizione delle crèches aperte nei quartieri più popolari di Parigi. Il socialista fu attivo nella creazione di crèches e salles d’asile dal 1840 al 1860, su modello dei Kindergarten tedeschi. Scrisse anche un breve trattato in cui descrisse utopicamente una crèche-modello (nella prima parte) e relazionò/criticò quelle di Parigi (nella seconda parte), perché allestite spesso in edifici malsani e in rovina, e criticò la gestione quasi esclusivamente cattolica poiché non garantivano le adeguate condizioni per l’allevamento dei bambini a causa delle scarse donazioni.
La crèche ideale doveva creare un’atmosfera consona alla natura del bambino, doveva essere piena di colori e suoni gradevoli, i locali dovevano essere spaziosi e luminosi, doveva possedere un ampio giardino. In questa crèche ideale le berseuses riservavano cure materne ai bambini, i quali, invece di essere lasciati nelle culle, venivano impegnati in attività ludiche e ricreative.
Delbruck invocava un maggior sostegno finanziario da parte degli Uffici della Beneficenza nei confronti delle crèches, che elargivano risorse assai limitate. La pediatria e la puericultura si occuparono sempre più delle crèches, affrontando in modo scientifico la questione dell’allattamento e della nutrizione dei bambini. Il termine “puericultura” venne coniato dal dottor Caron che, nell’opera “La puericultura o la scienza di allevare in modo igienico e fisiologico i bambini”, sottolineò l’importanza dell’allattamento materno e rifletté sulle precauzioni igieniche da osservare nella cura del neonato.
- L’ambiente dell’asilo doveva essere arieggiato, soleggiato e spazioso in modo da permettere al bambino di muoversi liberamente senza fasce.
- Le cullatrici potevano rimproverare i bambini senza mai ricorrere alle percosse, potevano accarezzarli senza baciarli spesso.
- Vennero scelti arredamenti a misura di bambino e adatti a loro, per esempio sostituendo le culle di ferro con quelle di legno e venne inventato anche un primo prototipo del passeggino.
- I giocattoli preferibilmente non dovevano essere colorati a vernice, per motivi igienici.
- Vennero introdotti tappeti, grandi materassi, ecc. per garantire i primi momenti di socializzazione.
La crèche garantiva lo sviluppo fisico grazie a un’alimentazione appropriata all’età e all’igiene e soprattutto permetteva alla madre di allattare il proprio bambino. La figura del medico era fondamentale per l’allevamento del neonato perché insegnava ai genitori come trattare il bambino. Con l’intento di migliorare la relazione fra il medico e la madre venne introdotto un opuscolo, grazie al quale le madri venivano guidate nell’osservazione del proprio bambino e nei quali riportavano tutti i dati sulla salute del bambino, utili al medico per diagnosticare eventuali malattie infantili. E conteneva anche informazioni generali sulle tappe di crescita del bambino (allattamento, svezzamento, dentizione, peso,…) Fu il primo libretto della salute.
Nel 1870 Marbeau presentò al senato una petizione con cui chiedeva che diventasse obbligatorio istituire una crèche in ogni località con più di 100 donne lavoratrici. Grazie alla puericultura e alle scoperte scientifiche, la crèche si rinnovò profondamente, tanto da diventare un’istituzione laica, fondata principalmente su norme igieniche piuttosto che morali (diventando istituzioni pressoché ospedaliere).
Nel 1874 la Legge Roussel sancì l’obbligo dello Stato di prendersi cura dei bambini abbandonati, di assisterli e di combattere l’alta mortalità infantile. Verso la fine dell’800, l’introduzione di innovazioni organizzative ed igieniche portò all’aumento del numero delle crèches (in Francia erano oltre 400) ma, dato che in molte era ancora alta la mortalità infantile, si venne a delineare uno statuto più rigido, che portò a una migliore delimitazione degli ambienti per evitare la propagazione delle epidemie e regole igieniche più rigorose.
Adolphe Pinard nel 1904 nella sua opera “La puericultura della prima età: alimentazione, abbigliamento e igiene” proponeva di introdurre le istituzioni infantili all’interno delle industrie, per permettere alla madre di allattare il suo bambino direttamente sul luogo di lavoro e al bambino di restare più tempo a contatto con lei.
All’inizio del Novecento si diffuse la “pouponnière”, una sorta di asilo notturno, che accoglieva madri povere e bambini che non potevano essere ripresi la sera dalle madri. La più famosa pouponnière è quella di “Porchefontaine”, vicino a Versailles, fondata nel 1905. Istituzioni solitamente dislocate in campagna ed erano diversi a seconda che accogliessero bambini normali oppure malati e deboli.
Il problema della distanza fra le crèches e il luogo di lavoro delle donne, portò alla creazione di crèches direttamente negli opifici, per favorire l’allattamento materno naturale e artificiale (col biberon riempito di latte vaccino). All’inizio del 900 esistevano delle apposite sale d’allattamento in quasi tutte le fabbriche di fiammiferi.
Nel 1904, il medico Pierre Budin tenne un discorso sull’importanza dell’organizzazione di camere di allattamento direttamente nelle fabbriche e l’anno successivo anche il vicepresidente della Lega contro la mortalità infantile Gaston-Raould Levesque (noto per aver scoperto il vaccino contro la tubercolosi) sottolineò la necessità di creare crèches direttamente nelle industrie in cui lavoravano donne.
Per alcuni medici queste riforme non erano sufficienti: per il dott. Levesque era indispensabile un periodo di congedo retribuito per la maternità dopo il parto, pari a 6 settimane poiché questo era il periodo più delicato per il neonato; dopo questo periodo il bambino poteva essere affidato alla crèche.
La realizzazione di questi progetti venne incentivata dalla prima guerra mondiale, che vide l’aumento della manodopera femminile (poco qualificata e a basso costo) nel settore metallurgico e delle munizioni. Inoltre, la prevenzione della mortalità infantile divenne parte integrante della politica di incremento demografico.
Vennero emanati diversi provvedimenti legislativi di tutela della maternità, aventi come duplice scopo tanto le sale di allattamento quanto il congedo per la maternità:
- Con la circolare del luglio 1917 fu sancito il divieto del lavoro notturno per le donne incinte e il riposo obbligatorio retribuito di 4 settimane prima del parto.
- La legge dell’agosto 1917 fissò l’obbligo di istituire sale di allattamento negli stabilimenti che contavano più di 100 donne maggiori di 15 anni e venivano concesse due pause pranzo di mezz’ora per allattare durante l’orario di lavoro per 12 mesi dopo il parto.
- Ogni donna che allattava il proprio bambino nei 12 mesi successivi al parto, riceveva un assegno mensile aggiuntivo di 15 franchi, a carico dello Stato.
Nelle industrie Citroen, le donne puerpere potevano favorire di una pausa pranzo presso un apposito locale, di una visita medica bisettimanale e sei settimane di congedo retribuito dopo il parto. Purtroppo, queste riforme nate con la guerra non furono durature e dal 1922 le sale d’asilo vennero trasformate in laboratori di chimica.
Durante la Prima guerra mondiale, il numero di crèches diminuì profondamente, ad eccezione di quelle aziendali, essenziali per le madri lavoratrici che dovettero prendere il posto degli uomini impegnati al fronte. In questo periodo la gestione delle crèches cambiò: alcune erano gestite dalle municipalità, altre dalle industrie/grandi magazzini, altre ancora dal personale volontario, ma tutte comunque dovettero confrontarsi con il carovita, che obbligò a chiedere una retta più alta per accogliere i bambini. Le berseuses stesse finivano col lasciare la struttura a causa dello stipendio non costante e andavano esse stesse a lavorare in fabbrica.
La carenza di personale portò a cercare soluzioni d’emergenza:
- Accogliere ragazze madri anziché donne sposate come berseuses;
- Utilizzare anche locali poco adeguati;
- Assumere un numero di berseuses inferiore al necessario;
Durante la guerra vennero accolti anche figli di vittime di guerra, ebrei, armeni, greci, italiani, turchi... Questo plurilinguismo rese difficile la comunicazione tra il personale e le famiglie, ma il vero problema era la presenza di direttrici poco qualificate e la mancanza di infermiere professionali (andate via o per il salario non costante o per necessità al fronte).
Nel 1923 la crèche fu riconosciuta dal Consiglio di Stato istituzione di utilità pubblica e ricevette sovvenzioni costanti da parte del Ministero della Sanità. I periodi di chiusura però procuravano difficoltà al personale che era retribuito a giornata e non aveva diritto al sussidio di disoccupazione. La situazione si aggravò con la crisi del 29. In seguito, grazie alle iniziative di beneficenza e all’intervento del consiglio municipale, venne concesso al personale un congedo retribuito durante i periodi di chiusura.
La crèche, tuttavia, conobbe una diminuzione di iscritti a causa della disoccupazione femminile, che spingeva le donne ad occuparsi dei propri figli a casa. Il numero delle iscrizioni non aumentò neanche dopo la pubblicazione della Legge Strauss del 1935 che estese l’ammissione alle crèches ad ogni bambino che viveva in condizioni precarie e a rischio abbandono (non solo ai figli delle ragazze madri previsto dalla Legge Roussel del 1874). Questo portò la crèche a perdere la sua funzione iniziale di favorire l’allattamento materno e di combattere la mortalità infantile, per trasformarsi progressivamente in luogo di custodia per i figli di madri lavoratrici.
Questi interventi fecero della Francia un paese all’avanguardia nell’assistenza all’infanzia. Dai primi anni del Novecento all’interno degli ospedali furono avviati:
- Corsi di puericultura e scuole di formazione, come quella istituita da Paul Strauss (giornalista, igienista e parlamentare) nel 1917 (école centrale de puericulture), specializzata nella formazione di direttrici delle camere di allattamento e di infermiere per l’infanzia.
- Furono istituiti corsi speciali organizzati dalla Croce Rossa per infermieri infantili e nel 1919 fu fondata a Parigi una scuola di puericultura presso la facoltà di medicina sotto la direzione del dott. Pinard.
Queste scuole di formazione si moltiplicarono progressivamente e garantirono un’assistenza sociale più efficace alle famiglie. (Tutto ciò ha posto le basi per la trasformazione delle crèches in istituzioni educative).
L’assistenza all’infanzia oggi
La scuola materna
La scuola materna (école maternelle) pubblica è gratuita ed aperta a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni prima dell’ingresso nel ciclo di studi obbligatorio. A determinate condizioni e in particolare negli ambienti rurali o che necessitano una riqualificazione territoriale, i bambini possono essere iscritti già al compimento del secondo anno di età; se nel comune di residenza non esistono scuole materne il bambino può essere iscritto al quinto anno di età nella section enfantine della scuola elementare. L’iscrizione alla scuola materna deve essere effettuata presso il comune di residenza entro il mese di giugno che precede l’inizio dell’anno scolastico (le iscrizioni in genere sono aperte a partire dal mese di marzo).
Il Comune rilascerà il certificato di iscrizione sul quale figura la scuola alla quale è stato assegnato il bambino. Certificato, e documenti già presentati al comune, vanno consegnati alla scuola presso la quale il bambino sarà iscritto.
Gli asili nido
Esistono diverse tipologie di asili nido (crèches collectives) per i bambini dai 2 mesi e mezzo ai 3 anni:
- Crèches municipales, direttamente gestite dalle collettività locali (comune, dipartimento).
- Crèches familiales, gestite da collettività locali o da un’associazione.
- Crèches parentales, sono gestite da associazioni di genitori implicati nella conduzione dell’asilo e nell’accudimento dei bambini (massimo 25).
- Crèches associatives, gestite da un’associazione.
La domanda d’iscrizione del bambino nelle crèches municipales e crèches familiales si deve presentare sin dal sesto mese di gravidanza presso l’ufficio competente del comune di residenza. Per convalidare l’iscrizione bisognerà poi presentare l’atto di nascita. Per le crèches parentales e associatives la domanda di iscrizione va fatta direttamente al direttore della struttura. Le spese (deducibili dalle imposte) per gli asili nido sono calcolate in base al reddito e al numero di figli a carico.
La diffusione delle day nurseries in Inghilterra
La ricezione delle crèches in Inghilterra presenta caratteristiche diverse rispetto agli altri paesi europei, in particolare per 2 motivi:
- È avvenuta in un contesto caratterizzato al contempo dalla presenza di un sistema assistenziale fondato sulle Poor Laws;
- La cultura religiosa protestante privilegiava la famiglia come luogo di crescita del bambino
Le politiche in favore dell’infanzia furono influenzate dal pensiero del filosofo John Locke, che si occupò di descrivere in dettaglio gli aspetti dell’allevamento dei bambini (abbigliamento, alimentazione e castighi), esprimendo la sua preferenza per l’educazione impartita in famiglia, piuttosto che nelle scuole pubbliche. Inoltre, Locke era interessato più alla formazione del futuro cittadino che ai benefici dell’allattamento materno. Il pensiero di Locke è un pensiero storico, filosofico e politico. A lui interessa la formazione in visione della formazione di un cittadino modello. Cambia l’impostazione: mentre in Francia abbiamo un’attenzione di tipo sociale, medico-sanitario; in Inghilterra la visione è di tipo politico, l’educazione impartita in famiglia è più adeguata alla formazione di un bambino destinato a diventare il gentleman del futuro.
Fautore della diffusione dell’allattamento materno fu il medico William Cadogan, precursore della moderna puericultura, governatore dell’Ospedale per trovatelli di Londra (London Foundling Hospital) dal 1749. Nel suo trattato sulla puericultura, fornì alcune indicazioni su come allevare in modo adeguato i lattanti, parlando sia della nutrizione che del vestiario al fine di prevenire gran parte delle malattie infantili dell’età neonatale. Egli si espresse negativamente nei confronti del baliatico. Infatti, il baliatico esterno al brefotrofio generava pratiche al limite della legalità, perché le nutrici venivano accusate di somministrare ai bambini alimenti inadatti insieme ad alcol e sonniferi. Venivano chiamate killing-nurses.
Cadogan anticipò la teoria di Rousseau nella cura del neonato, opponendosi all’uso delle fasce e sottolineando l’importanza dell’allattamento materno al seno per il primo anno di vita. Si doveva ricorrere alla balia solo in caso di mancanza del latte materno. Era dell’idea che ogni madre avrebbe dovuto allattare la propria creatura perché questo apportava beneficio alla salute di entrambi e considerava l’alimentazione artificiale contro natura. Inoltre, sosteneva che i bambini andavano nutriti ad intervalli regolari e che bisognava parlare con loro per stimolare il loro intelletto, senza imitare il linguaggio infantile. (In realtà questa non è una scoperta del 700, Quintiliano (primo pedagogista della storia) aveva già sottolineato l’importanza del linguaggio della nutrice, il bambino ha bisogno di essere stimolato con un linguaggio corretto proprio perché il bambino impara a parlare per simulazione.)
Il metodo d’allevamento di Cadogan venne adottato dal London Foundling Hospital e favorì il miglioramento delle condizioni igieniche nell’accudimento dei bambini, spesso allevati secondo pregiudizi e tradizioni tramandate nei secoli. Numerose pratiche errate inerenti alla nutrizione o all’abbigliamento causavano la morte dei bambini prima dei 5 anni. Il medico sosteneva che subito dopo la nascita il bambino doveva essere tenuto a digiuno per un breve periodo durante il quale doveva purificarsi perché nasceva “pieno di sangue e di escrementi”. Dopo un paio d’ore doveva essere allattato con il primo latte della madre, considerato purgativo e capace di liberare il bambino dagli escrementi. (Il bambino subito dopo la nascita non viene allattato immediatamente ma dopo qualche ora per succhiare, non il latte perché non si è ancora prodotto ma, il colostro, liquido gelatinoso, primo liquido prodotto dal seno materno che è un concentrato di anticorpi che renderà il bambino più forte nei confronti di eventuali malattie). Il bambino poteva essere allattato almeno per un anno per poi essere svezzato in modo graduale. Il medico sconsigliava di nutrire i bambini con cibi troppo pesanti/conditi ma era favorevole a brodi magri, pane, riso e latte. Sconsigliava anche di nutrirli di notte per far sì che avessero più fame al mattino.
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