Cap 1: Socialismo e secolarizzazione
Secolarizzazione: allontanamento da schemi e posizioni dogmatiche in direzione di una progressiva laicizzazione della società. Sia il socialismo che l'anarchismo si collocano nel processo di secolarizzazione come due tentativi di risposta allo stesso. L'umanesimo, il rinascimento, la rivoluzione scientifica, con tutte le loro conquiste, costituiscono gli antenati dell'illuminismo, che ne ereditò lo spirito e giunse nel diciottesimo secolo a proclamare l'emancipazione dell'individuo rispetto a qualunque autorità estranea alla sua ragione (Dio, la tradizione, la comunità ecc.) eliminando tutto ciò che poneva un limite all'autonomia individuale.
Per Marx, la vera emancipazione dell'uomo di cui l'illuminismo si faceva paladino, sarebbe avvenuta quando l'uomo avrebbe impiegato le proprie forze come forze sociali, riconoscendosi come parte della società piuttosto che come ente autonomo rispetto ad essa.
Questa dissoluzione della religione dei padri di cui si è parlato rischiava, secondo Stirner, di avere come esiti possibili:
- L'entificazione (che consiste nel sostituire nuove autorità come Stato, ragione, partiti politici ecc. alla precedente autorità religiosa), dunque provocare una nuova limitazione dell'Io.
- La guerra di tutti contro tutti
- Una nuova volontà di potenza (superuomo di Nietzsche)
Saint Simon fu tra i primi a palesare le condizioni economiche che avrebbero consentito il passaggio dalla trascendenza all'immanenza di valori cristiani quali amore, giustizia, solidarietà sulla base di un nuovo cristianesimo che non intende sostituire o abbattere la religione tradizionale, bensì completarla e inverarla: "il vero cristianesimo deve vedere gli uomini felici non solo in cielo, ma anche sulla Terra". In tal modo, S. Simon opera una conciliazione tra trascendenza e immanenza. Secondo lui, per ottenere la vita eterna occorre contribuire al progresso e al benessere del genere umano nella vita terrena, dedicandosi alle arti, alle scienze, alle attività industriali ciascuno secondo le proprie abilità.
A sostegno di questa tesi interviene il discepolo di S. Simon, Pierre Leroux, che sostiene che la trascendenza abbia una mera funzione consolatoria "quello che l'uomo non può avere in Terra (uguaglianza, felicità, giustizia ecc.) lo colloca in cielo e ne gode per anticipazione.
Sulla base di ciò, S. Simon afferma che:
- Non bisogna condannare l'uso di beni materiali, poiché senza di essi l'uomo non riuscirebbe a sfruttare al meglio le proprie abilità ("riabilitazione della materia").
- Occorre favorire la mobilità sociale per permettere agli uomini capaci, indipendentemente dalle condizioni di nascita, di assumere il giusto ruolo per sé e contribuire al benessere generale e all'abolizione della povertà.
S. Simon si pone come obiettivo lo sviluppo dell'industrializzazione e della ricchezza attraverso il perfetto inserimento dell'individuo nell'organismo sociale: secondo i sansimoniani, se ognuno è indotto a volere e ad amare ciò che fa (lavoro) ci si proietta verso un maggiore benessere e un aumento delle ricchezze. Il loro progetto mira dunque a cambiare l'ordine vigente delle cose e a formare un'associazione universale di lavoratori.
Ordine vigente e nuovo ordine previsto dai sansimoniani
Viviamo attualmente in uno stato d'indipendenza in cui ciascun uomo nasce senza uno scopo, è isolato e privo di supporto nella ricerca del suo ruolo (spesso contrario ai suoi gusti). L'uomo troverà alla sua nascita una mano amica che sostenga i suoi passi per collocarlo nel posto assegnatogli da Dio. Questo genera maggior felicità (ed efficienza).
Cap 2: Marx e la componente romanticorivoluzionaria
Il socialismo marxista è denotato da motivi illuministici e romantici.
- Illuministici: dottrina delle condizioni obiettive che conduce a esiti evoluzionistici anziché rivoluzionari.
- Romantici: volontarismo rivoluzionario.
Marx analizza la condizione umana come segue: lo stato in cui l'uomo versa originariamente (la sua condizione naturale) è uno stato di penuria, cioè scarsità dei mezzi di sopravvivenza disponibili. In principio, la specie umana versa in una fase denominata "comunismo primitivo", denotata da penuria e tratti animaleschi degli esseri umani. Ciò che determina l'uscita da questo comunismo primitivo è la spinta all'egoismo (cioè la lotta tra gli uomini per appropriarsi di terra e lavoro altrui in modo da assicurarsi maggiore benessere e sicurezza) che genera la divisione in classi e permette a una ristretta minoranza (la più agiata) di dedicarsi ad attività intellettuali in grado di elevare la specie al di sopra dell'animalità in cui versa nello stadio precedente.
L'irrompere di questa spinta egoistica negli uomini essenzialmente socievoli e solidali è paragonabile all'inspiegabile irrompere del desiderio di trasgredire la volontà divina in un uomo perfettamente buono (Adamo ed Eva), attraverso il compimento del peccato originale.
L'uscita dal comunismo e i suoi aspetti
| Positivi | Negativi |
|---|---|
| Fuoriuscita dallo stato animalesco | Inizio dell'egoismo, della concorrenza di classe fra gli uomini, corruzione della natura sociale e solidale dell'uomo |
Come rimediare agli aspetti negativi? Attraverso l'aumento della produttività in fabbrica, che generi un'abbondanza tale da permettere a tutti di emanciparsi dalla fatica quotidiana (com'era accaduto in precedenza alla minoranza di cui si parlava prima). Per realizzare il "Paradiso in terra" afferma Marx, è necessario ripristinare le condizioni dell'Eden: una situazione in cui chiunque può bere secondo la sua sete e mangiare secondo la sua fame, in altre parole, solo quando sarà possibile dare a ciascuno secondo i suoi bisogni, l'uomo sarà realmente riconciliato con se stesso. Ma finché esisterà ancora desiderio di appropriazione esclusiva dei beni, sussisterà anche ragione di contrasto tra gli uomini e le classi.
Emerge che la ricchezza è condizione indispensabile per:
- Sollevare le masse dalla miseria materiale e morale.
- Pore fine all'insocievolezza dell'uomo.
Il punto d'arrivo della vicenda storica umana sarà, secondo Marx, il comunismo maturo, a cui si approderà in seguito alla rivoluzione condotta dal proletariato. Ma come faceva Marx ad esser così sicuro che il proletariato si sarebbe reso artefice di questa sua "missione storica" anziché lasciarsi integrare passivamente nel sistema capitalistico? Secondo lui, la dinamica del capitalismo, al pari di un'inesorabile legge di natura, conduce la classe operaia di fronte all'alternativa di perire o insorgere. La lotta sindacale, che obbliga il capitalismo a fare periodiche concessioni in favore...
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