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Riassunto esame storia delle donne e dell'identità di genere, prof. Casalena, libro consigliato Altre storie: la critica femminista alla storia, Di Cori

Il riassunto è una rielaborazione personale, integrata da appunti, basata sull'articolo di Joan W. Scott sulla definizione di genere. Vengono passate in rassegna le principali correnti storiografiche (critiche del patriarcato, femministe marxiste, teoriche delle relazioni oggettuali e post-strutturaliste) e il tentativo della studiosa Scott di fornire una coerente definizione di genere.

Esame di Storia delle donne e dell'identità di genere docente Prof. M. Casalena

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LIMITI DELLA TEORIA Storiche femministe attratte da queste teorie in quanto

dimostrazioni e spiegazioni delle loro interpretazioni storiche, ma non sono adeguate al

lavoro storico → realtà interpretata in modo troppo letterale, ci si affida a strutture

troppo ridotte di interazione. In realtà non vengono spiegate le persistenti associazioni

della virilità con il potere, il maggior valore attribuito alla condizione di maschio, il

modo in cui i bambini apprendano tali associazioni anche se provengono da contesti

di parità → per spiegarlo è necessario concentrarsi sui SISTEMI SIMBOLICI (modi

in cui le società rappresentano il genere e lo usano per articolare le norme che regolano i

rapporti sociali).

POST-STRUTTURALISMO (scuola francese influenzata da Freud e Jacques Lacan)

 → accento sulla centralità del linguaggio (inteso come sistemi simbolici di significato

precedenti all’effettiva padronanza di parola, lettura e scrittura) nel comunicare,

interpretare e rappresentare il genere. Ruolo dell’inconscio (sede della divisione sessuale

e dell’instabilità del soggetto) come fattore determinante nella costruzione del

soggetto sessuato.

Jacques Lacan: identità di genere si costruisce attraverso il linguaggio (chiave per

- l’introduzione del bambino nell’ordine simbolico). Il fallo è il significante centrale

della differenza sessuale e l’imposizione di diverse norme di interazione sociale

dipendono dal genere (ANTAGONISMO SESSUALE) poiché la femmina ha con il

fallo un rapporto diverso dal maschio → rapporto del bambino con la legge dipende

dalla differenza sessuale, dalla sua immaginaria identificazione con virilità o

femminilità (non sono caratteristiche intrinseche ma costruzioni

soggettive/fittizie che variano a seconda del contesto: interpretazione che rende

problematiche categorie di uomo e donna). Idea della mascolinità si fonda

sull’indispensabile repressione degli aspetti femminili (quindi della potenziale

bisessualità nel maschio) → desideri repressi nell’inconscio costituiscono una

minaccia costante per la stabilità dell’identificazione sessuale.

Sally Alexander: contrapposizione binaria maschile/femminile (la cui natura è

- storicamente costruita) è l’unico rapporto possibile e aspetto permanente della

condizione umana (“la terribile apparente costanza della polarità sessuale” Denise

Riley).

PROBLEMI DELLA TEORIA DI LACAN Universalizzazione delle categorie e del

rapporti maschio/femmina porta a una lettura riduttiva delle testimonianze storiche →

non sono specificati i contesti sociali e storici in cui si costruisce la soggettività

sessuata (realtà sociale sembra collocarsi al di fuori del soggetto) → manca un modo

di concepire la realtà sociale in base al genere. Inoltre l’antagonismo sessuale è

atemporale anche quando è storicizzato.

GENERE COME CATEGORIA ANALITICA

Storia del pensiero femminista: storia del rifiuto dell’organizzazione gerarchica dei rapporti

maschio/femmina nei loro contesti specifici.

Interesse per il GENERE COME CATEGORIA ANALITICA è emerso solo alla fine del ‘900 →

totalmente assente nelle teorie sociali ottocentesche e novecentesche (alcune parlano di “questione

femminile” e formazione di identità sessuale soggettiva ma il genere non influisce sul modo di

parlare dei sistemi di relazione sociale o sessuale) → difficoltà per le femministe di incorporare il

termine nelle teorie esistenti e convincere gli storici della validità del concetto (tentativo di

accampare diritti sul terreno definizionale e di spiegare le persistenti disuguaglianze tra uomini e

donne).

Uso della parola genere emerge contemporaneamente allo spostamento dai paradigmi scientifici a

quelli letterari nelle scienze sociali (da enfasi sulla causa a enfasi sul significato). Dottrine

umanistiche e post-strutturalismo (critica scienza, empirismo) diventano alleati scientifici e politici

delle femministe.

Joan W. Scott

Le storiche femministe devono rivedere i metodi di lavoro (meno descrizione, più spiegazione dei

mutamenti storici) → per capire come il genere operi e come si verifica il mutamento è

fondamentale occuparsi sia dell’individuo che della società; bisogna capire che il potere sociale non

è unitario, coerente e centralizzato bensì una massa di costellazioni disperse di rapporti ineguali

saltuariamente costituiti in campi di forza sociali (Foucalt) → azione umana vista come tentativo

parzialmente cosciente di costruire una vita in società con certi limiti e con un linguaggio.

DEFINIZIONE DI GENERE (divisa in due parti e in sottogruppi correlati ma analiticamente

distinti)

Il genere è un elemento costitutivo delle relazioni sociali fondate su una cosciente

1) differenza tra i sessi → insieme di 4 elementi che agiscono contemporaneamente. La

ricerca storica deve capire quali relazioni intercorrono tra di essi: bisogna chiarire e

specificare quali sono gli effetti della costruzioni del genere sui rapporti sociali e

istituzionali (mancanza della storiografia femminista).

Simboli culturalmente accessibili che evocano rappresentazioni simboliche (Eva e

- Maria simboli della donna nella tradizione cristiana occidentale), miti di luce e

oscurità, purificazione e contaminazione, innocenza e corruzione.

Concetti normativi (espressi nelle dottrine religiose, didattiche, scientifiche, legali e

- politiche) che interpretano il significato dei simboli sforzandosi di contenere le

potenzialità metaforiche → assumono la forma di una contrapposizione binaria

fissa che afferma in modo inequivocabile il significato di maschile e femminile.

Solitamente prodotti dal conflitto con una posizione opposta (e non dal consenso

sociale) con la precisa intenzione del vincitore di imporre l’opinione dominante

come universale e assoluta (esempio: ideologia vittoriana della domesticità) → la

nuova ricerca storica deve infrangere la nozione di fissità ed eterna permanenza

della rappresentazione di genere binaria.

Istituzioni e organizzazioni sociali → il concetto di genere non deve più riferirsi

- solo al sistema parentale ma anche al mercato del lavoro, istruzione e sistema

politico (mercato improntato alla segregazione sessuale, istituti scolastici maschili e

suffragio universale maschile sono parte del processo di costruzione di genere),

fattori indipendenti dalla parentela.

Identità soggettiva → critica alla teoria lacaniana: anche se contribuisce alla

- costruzione dell’identità di genere non si adatta al metodo storico (se identità di

genere si basa solo sulla paura della castrazione si nega lo scopo della ricerca

storica), che invece deve esaminare i modi in cui si costruiscono concretamente le

identità sessuali e collegarle al campo sociale e culturale storicamente

determinato (biografie tentativi più riusciti).

Il genere è un fattore primario del manifestarsi dei rapporti di potere → uno dei tanti

2) terreni in cui è stata possibile la manifestazione del potere in Occidente, in esso e attraverso

di esso (sia nella tradizione giudaico-cristiana sia in quella islamica).

I concetti di potere si fondano sul genere ma non si riferiscono sempre letteralmente al

genere: affermati come un insieme di riferimenti oggettivi, i concetti di genere strutturano

la percezione e l’organizzazione concreta e simbolica di tutte le forme della vita sociale.

Sociologo francese Pierre Bordieu: “di-visione del mondo” basata su differenze

- biologiche che determinano divisione del lavoro → in alcune culture divisione del

lavoro agricolo organizzata sulla base di concetti di tempo e stagione fondati su

contrapposizione maschile/femminile.

Antropologo francese Maurice Godelier: sessualità diventa legittimazione dei

- rapporti sociali esistenti (“Non è la sessualità a ossessionare la società, ma la

società ad ossessionare la sessualità fisica” ).

1

Natalie Davis: agli albori della Francia moderna concetti di maschile e femminile

- legati alle interpretazioni e alle critiche delle norme sociali.

Storica Caroline Bynum: rapporti tra concetti di maschile/femminile e

- comportamento religioso nella spiritualità medievale → storici dell’arte sulla scia

del suo pensiero hanno esplorato un nuovo territorio individuando le implicazioni

sociali nelle rappresentazioni realistiche di uomini e donne (basate su idea che

linguaggi concettuali usino la differenziazione per stabilire il significato →

differenza sessuale uno dei modi fondamentali per esprimere differenziazione).

In quest’ottica il genere fornisce un mezzo per comprendere il significato delle forme

di interazione umana → gli storici devono analizzare la reciprocità che si stabilisce tra

genere e società e i modi particolari e specifici (legati al contesto) in cui politica e

genere si costruiscono a vicenda.

GENERE E STORIA POLITICA

Connessione tra genere e storia politica (o comunque del potere) è un territorio inesplorato in

quanto finora il genere è stato considerato in antitesi rispetto alle vicende politiche concrete.

Il genere è stato usato nella teoria politica per difendere o criticare un regno e per esprimere il

rapporto tra governanti e governati (discussioni su adeguatezza delle regine femmine). Bodin,

Filmer e Locke usano analogie con rapporto coniugale nelle loro argomentazioni. L’attacco di

Edmund Burke contro la rivoluzione francese ruota intorno al contrasto tra le orribili megere dei

sanculotti e la soave femminilità di Maria Antonietta (giusto ruolo del femminile nell’ordine

politico). Nella teoria politica dell’Islam medievale i simboli del potere politico alludono invece

con più frequenza ai rapporti omosessuali (uomo-ragazzo) per sottolineare irrilevanza delle

donne con la politica e la vita pubblica.

I mutamenti nei rapporti di genere non dipendono solo dalla società ma possono emergere

anche dal punto di vista delle esigenze dello stato: nell’ambito della rivoluzione francese il

divorzio è considerato democrazia domestica in quanto consente alla parte più debole di ribellarsi

contro l’autorità maritale (analogia con la democrazia politica, donne assimilate al popolo, mariti

1 M. Godelier, The origins of male domination, in “New Left Review”, 127, maggio-giugno 1981, p. 17.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elib. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle donne e dell'identità di genere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Casalena Maria Pia.

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