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Storia Dell'arte Moderna E Didattica Dell'arte

Le opere d’arte sono oggetti culturali portatori di conoscenza. Questi oggetti vogliono

comunicare / esprimere contenuti e emozioni. Sono nate per tramandarci qualcosa.

E un’insegnate deve utilizzarle per far si che gli alunni apprendano determinati contenuti, e

quindi gestire la loro TRASPOSIZIONE.

Es. Pratiche di laboratori;

Tecniche;

Sfera Emotiva.

Un’opera d’arte da dei concetti anche in maniera intrinseca, entrando nella testa, anche solo

osservando (comunica se stessa mostrandosi) ci trasmette contenuti. Senza saperlo,

implicitamente, ci comunica qualcosa.

Opera d’arte può essere fruita anche senza saperlo. I contenuti dell’arte possono fruire in noi

anche solo osservando un’opera d’arte. L’opera vive di se stessa.

Concetti generali di un’ oggetto culturale trasponibili in forma didattica sono:

Soggetto: possiamo elaborare su di esso una didattica ma dobbiamo farlo con

 cognizione

Tema: Si possono avere più tematiche. L’insegnate può decidere quali tematiche trattare

 (soggetto-tema).

Composizione: come l’artista ha deciso di organizzare figure e spazi nella creazione

 dell’opera stessa.

Ad esempio, di una foto, la scegliamo noi. La composizione in un’opera d’arte c’è sempre.

Tecnica: quali materiali e quali tecniche utilizzate per realizzare l’opera (tempera,

 scultura, acquerello etc.). Si esegue un elaborato sempre scegliendo una tecnica.

Si può parlare di opere più note come disegni di bambini. Quando realizziamo un elaborato

in classe bisogna scegliere una tecnica, prima.

Autore: si può dedicare la didattica anche all’autore stesso (opera specifica = conoscere

 l’autore).

Iconologia: ha a che fare con i significati simbolici e allegorici di un’icona (figura,

 immagine).

Contesto Storico: si può pensare una didattica di laboratori pensando al contesto storico

 dell’opera.

Iconografia: quando utilizziamo le opere, immagini e icone dal punto di vista grafico,

 cioè su come sono state realizzate.

Critica per la nostra didattica questo concetto è un po’ ostico.

Questi nove concetti ci permettono di costituire una didattica completa.

Sono questi 9 concetti che ci danno 9 possibilità di formulare un laboratorio di didattica dell’arte.

Questi ci consentono di lavorare con intenzionalità.

Concetti specifici di un’ oggetto culturale trasponibili in forma didattica sono:

Fortuna

 Restauro

 Colore, Segno

 Aspetti particolari

 Contenuto specifico

 Autori contemporanei

 Classificazione, Raffigurazione

 Produzione , Form.

Principi costitutivi dell’opera d’arte (MEDIATORI DI SAPERE): In base a quale principio

organizziamo il nostro lavoro?

I principi costitutivi sono 4:

1. Oggetto + attributo simbolico: quando un artista pensa a un opera d’arte pensa che

debba costruire un’opera (oggetto) che debba avere un significato simbolico, questo oggetto

deve comunicarci qualcosa in più. Un’opera d’arte è un oggetto che porta con sé un attributo

simbolico. Questo contenuto simbolico può essere anche nascosto e quindi non sempre

percettibile.

2. Contenuto + linguaggio: nessun individuo è privo di bagaglio culturale. Ogni opera esplica

nelle sue forme un contenuto che magari l’autore possedeva oppure attraverso il quale si era

formato. Un’artista realizza l’opera a monte di un proprio bagaglio culturale, a seconda delle

proprie esperienza.

3. Materia + forma: (è il principio regolatore. Fu pensato la prima volta da Aristotele): dare

forma a una materia. E’ impossibile non dar forma ad una materia quando si crea un’opera

d’arte. Un’artista nel realizzare un’opera che prima non c’era dà forma ad una materia. Dare

forma alla materia psichica;

4. Oggetto + attributo proiettivo: l’oggetto è sempre l’opera, l’attributo proiettivo è il ruolo

del fruitore nell’opera d’arte: l’utente entra a far parte dell’opera. Chi guarda o l’utente che è

chiamato a fare l’azione è parte dell’opera stessa.

PARADIGRMI COSTITUTIVI DELLA TRASPOSIZIONE DIDATTICA DELL’OPERA D’ARTE:

In base ai principi sopra riportati, su cui l’artista costruisce l’opera, diventano i 4 modelli su cui

organizziamo la didattica.

1. Oggetto + attributo simbolico: Cosa rappresenta l’attività che stiamo facendo?

Es. decidiamo di realizzare un disegno che ci serva per illustrare le regole di comportamento a

scuola, questo disegno, cosa rappresenta? Non rappresenta soltanto se stesso ma bensì anche le

regole di comportamento: e quindi OGGETTO + ATTRIBUTO SIMBOLICO.

2. Contenuto + linguaggio: noi dobbiamo imbastire la nostra didattica su “cos’è l’oggetto

che stiamo costruendo?”

“Quali contenuti esprime?” “Attraverso quale linguaggio lo stiamo esplicando?”

3. Materia + Forma: Com’è fatta?

E’ il principio regolatore che in corso di secoli è stato adottato dai tempi dei tempi, fu pensato

per la prima volta da Aristotele. Questo principio ci spiega come è costituita l’opera d’arte.

Questo modello prima di iniziare l’attività ci deve consentire di aver stabilito quali materie

utilizziamo e quali forme deve assumere attraverso le attività;

4. Oggetto + attributo proiettivo: qual è il ruolo del fruitore ?

Quando realizzate un’attività di laboratorio il vostro alunno é un elemento costitutivo

dell’opera stessa? Quando l’alunno è un elemento dell’opera stessa ci troviamo di

fronte ad un attributo proiettivo.

Quando invece l’alunno non entra a far parte dell’opera esso costruisce un’opera ma da essa è

staccato e quindi non ci troviamo di fronte ad un attributo proiettivo.

Es: LA FUGA IN EGITTO

ICONOGRAFIA: guardo la realizzazione delle forme, la loro apparenza. L’autore è stato

rapito dal paesaggio, dall’albero in altro a destra. L’autore di quest’opera ha realizzato un

libricino che illustra tutti i modi in cui sono stati realizzati degli alberi da Giotto all’età

moderna.

Albero dal punto di vista dell’ICONOLOGIA:

Non è facile trasporre quest’opera in un contenuto didattico.

L’arte rinascimentale è un’arte colta che il fruitore non è in grado di cogliere subito perché

l’opera mantiene un suo distacco da noi.

ARTE PREISTORICA

Si parla di preistoria dell’arte, indicativamente, in tre periodi:

1. paleolitico (paleolitico superiore: in questo periodo nascono le prime raffigurazioni operate

dall’essere umano: periodo che convenzionalmente possiamo considerare dal 30.000 a.c. al

10.000 a.c.);

2. neolitico (periodo che convenzionalmente possiamo considerare dal 10.000 a.c. al 4.000

a.c.: di mezzo c’è un periodo intermedio “mesolitico”),

3. età del bronzo (4.000 a.c. a … a secondo del luogo geografico in cui ci troviamo).

Vi è un’altra questione riguardo ai limiti ontologici (ontologico: “essere in quanto essere”,

l’esserci del momento) della preistoria: dal punto di vista ontologico la condizione primitiva

dell’essere umano esiste dal momento in cui l’uomo si comporta come un primitivo: quindi è

ancora “presente”.

Primitivo non è un qualcosa di negativo ma è colui che ragiona secondo i primi ragionamenti,

colui che compie le azioni che ha compiuto il primo uomo; colui che ripercorre le attività, le

scoperte, lo sviluppo cognitivo scoperti per la prima volta dall’essere umano.

Il bambino che si appresta alla conoscenza degli elementi base del disegno compie la sua fase

primitiva.

Dal punto di vista di ripercorrimento delle fasi dello sviluppo cognitivo, questa fase primitiva non

è passata. Sviluppo cognitivo del primitivo = prime fasi dell’essere umano.

ERNST H. GOMBRICH - STRANI INIZI (capitolo 1)

Quando noi definiamo qualcosa come strano è perché non siamo in grado di capire bene cosa

abbiamo di fronte. Questo periodo storico risulta essere una “stranezza”.

Fino al periodo del rinascimento le opere d’arte dovevano per forza servire a qualcosa, la

funzionalità dell’opera d’arte ne ha garantito la sopravvivenza: “L’arte per l’arte” , “il bello per il

bello” (nozioni che nascono alla fine del ‘700 - inizi ‘800).

La preistoria è una condizione ontologica per quei popoli che vivono ancora una cognizione

primitiva.

Come facciamo noi, uomini e donne contemporanei, studiare un periodo così indietro nel tempo?

Questa domanda non ha una risposta, tutte le risposte che daremo sono opinioni che hanno alle

spalle delle motivazioni oggettive.

PITTURE E SCULTURE sono usate con una funzione magica.

Chi crede nella magia ha meno difficoltà ad immedesimarsi nella funzione e nella creazione di

queste opere.

Le opere d’arte, soprattutto graffiti e dipinti rupestri, hanno una funzione magica.

Bisogna quindi, utilizzare un sinonimo: FUNZIONE PROPIZIATORIA (si accetta maggiormente

un termine con cadenza scientifica).

Ciò vuol dire che attraverso l’utilizzo di queste immagini l’uomo preistorico che attraverso la

raffigurazioni di queste immagini ciò che verrà dopo potrà essere condizionato e cambiato.

Es. la pubblicità utilizza lo stesso procedimento che avevano utilizzato i preistorici: i

preistorici scoprirono per primi questo “metodo”.

La pubblicità con il bombardamento mas-mediatico, cerca di modificare il vostro comportamento

nel futuro prossimo.

Il desiderio dell’uomo preistorico era il desiderio di avere certezze per il nostro futuro. Questo

desiderio è ancora presente ai giorni d’oggi. La magia, con il tempo, diventerà alchimia

(Rinascimento), e successivamente diventerà scienza (nell’Illuminismo).

La scienza, oggi, cercherà di garantire all’uomo un futuro programmato (ciò non significa che

magia e scienza siano uguali in quanto i parametri di riferimento non sono gli stessi ma il

desiderio è rimasto lo stesso).

Esiste in noi lo stesso pensiero che hanno avuto i primi uomini.

IMMAGINE PAG 19-20. STRUMENTAZIONE DELL’UOMO PALEOLITICO SUPERIORE

Le tecniche usate dagli ominidi preistorici erano tre:

LA MANO: si sporcavano la mano di pigmento colorato e passavano la mano direttamente

 nella superficie della roccia. L’uomo preistorico capì che dall’impronta in positivo della

mano poteva passare all’impronta in negativo: usare la mano come stampino e

contornala.

BASTONCINO DÌ LEGNO DURO - PIETRA DURA: per incidere il dipinto sulla parete, i

 suoi contorni.

Ma non solo, anche i PENNELLI RUDIMENTALI: gli stessi di ora, si prende il pelo degli

animali, se ne fa un piccolo ciuffo e si lega ad un bastoncino. (Ad oggi, quelli che costano

di più: quelli migliori sono quelli di pelo di bue).

CANNA: utilizzata come una sorta di “cerbottana”, si metteva il pigmento colorato dentro

 la canna assieme ad un collante naturale e si soffiava dentro ad essa per colorare i dipinti

rupestri.

Si dice che questi ominidi rappresentando la figura dell’animale nella parete preistorica erano

convinti che poi l’animale raffigurato l’avrebbero ritrovato successivamente durante la battuta di

caccia.

Nelle pareti non sono rappresentate scene di caccia vissute, ma figure di animale, quasi tutte di

taglia superiore che l’ominide desiderava incontrare nella scena di caccia futura, per potersi

mantenere in vita, pur sapendo che avrebbe rischiato la morte (Leoni, Bovini, Bisonti, Mammut

etc.): QUESTA ERA LA FUNZIONE MAGICA, RAPPRESENTO CIO’ CHE DESIDERO.

L’ominide usava la rappresentazione perché non c’era ancora il linguaggio.

Quando le tribù si travestono di animale, la recitazione è così sentita che le persone si sentono

animali, si sentono parte di esse. L’uomo preistorico quando rappresentava questi graffiti e

dipinti rupestri disegnava sì l’animale, ma disegnava anche una parte che poteva essere lui

stesso. Egli si sentiva parte di una sfera della natura che per lui era propria: l’animalità.

L ’immedesimazione con l’animale è un elemento fondamentale per capire la parte della

paleolitico superiore.

Nel paleolitico superiore l’uomo viveva in capanne, palafitte, ma torna dentro le caverne per

dipingere queste immagini.

Il primitivo non è primitivo perché non sa agire, o non sa utilizzare strumenti: l’uomo è primitivo

in virtù del fatto perché sviluppa per primo determinate attività e determinati aspetti cognitivi.

“Feticcio”: utilizzato per venerare la divinità. E’ un tronco di legno rivestito di materiale

vegetale. In questo feticcio con il materiale vegetale, gli uomini di Tahiti hanno inserito due

cerchietti e due piccole protuberanze.

I due cerchietti sono gli occhi, le due protuberanze sono le braccia. Ma la cosa fondamentale è

che mettendo quei due cerchietti e quelle due protuberanze l’uomo si sentiva osservato. L’uomo

sente che l’oggetto può assumere un potere particolare. L’opera d’arte ha mantenuto questo

potenziale.

L’opera è portatrice del potenziale di illusione. Sentirsi osservati da un’opera. Che possa

comunicarci qualcosa, oggetto culturale portatore di conoscenza.

L’arte preistorica del paleolitico superiore si divide in:

Mobili: qualcosa ce può essere trasportato, portato via.

 Dipinti o graffiti su pareti: quindi rupestri, su roccia e quindi che non si possono portare

 via. ARGENTON - ALL’ORIGINE DELL’ARTE (capitolo 3)

** CONCETTO DÌ ONTOGENETICA **

Argenton è uno psicologo dell’arte che si interessa soprattutto degli aspetti cognitivi che hanno

consentito agli autori di creare queste opere. Aspetti riproposti ai nostri alunni quando chiediamo

di rappresentare un’opera.

Punto e linea sono gli elementi base della grafica.

L’uomo preistorico si mette a giocare con punto e linea e crea una serie di pattern e

configurazioni senza significato. Anche se non hanno significato, stiamo imparando qualcosa. Un

gruppo di cose messe vicine viene percepito come insieme. Dietro una cosa che può sembrare

sciocca, a livello cognitivo non lo è

ONTOGENETICAMENTE dal punto di vista della presenza l’aspetto cognitivo dell’uomo

preistorico è lo stesso del bambino nella sua fase evolutiva.

Conoscenza dichiarativa: sappiamo che cosa fare, quando utilizzo questi punti e questi linee

sa che cosa sta facendo.

Conoscenza procedurale: sinonimo di “come”, sa come farlo, utilizza i punti e le linee

utilizzando pennelli rudimentale, sporcandosi le mani di colore comincia a costruire dei pattern

etc.

Guardando le opere preistoriche conosciamo il loro bagaglio/patrimonio culturale.

Capire come rappresentare le rappresentazioni mentali Quando si passa dalla fase della

.

sperimentazione alla fase del disegno, un bambino non disegna e basta, disegna per

rappresentare un’idea e quindi un’immagine che si ha nella mente. E quindi, Argenton afferma

che anche l’uomo preistorico aveva già la possibilità di rappresentare le sue rappresentazioni

mentali.

Vi sono due generi di produzione lungo il corso dell’arte preistorica:

Arte mobiliare: produzione di oggetti che possono essere spostati o utilizzati in quanto utensili.

Arte paretale o rupestre: graffiti che si trovano nelle pareti delle caverne.

Caso grotta di ALTAMIRA: Marcelino Sanz de Sautuola, un archeologo, vi addentrò per cercare

reperti fossili. Un giorno ci portò sua figlia che disse: “Babbo, non guardare in basso, ma in altro”

Marcelino guardò in altro e vide i graffiti rupestri della preistoria.

Le scoperte casuali sia dei siti archeologici sia delle innovazioni hanno un ruolo fondamentale

per il linguaggio artistico.

Saranno i ragazzi stessi che ci fanno scoprire procedimenti che dobbiamo essere in grado di

rielaborare.

L’arte preistorica nonostante agglomerati di persone non vengano tra loro in contatto la grafica

,

di questo periodo ha una certa omogeneità e costanza. I soggetti più frequenti: figure di animali,

figure umane maschili e femminili, motivi ornamentali e geometrizzanti, configurazioni

schematiche.

L’arte paleolitica in TENDENZA FIGURATIVA E NON FIGURATIVA.

L’uomo preistorico o costituisce figure o costituisce delle decorazioni e schemi astratti di cui non

conosciamo il significato.

TENDENZA FIGURATIVA (Verista): qualcosa che corrisponde alla realtà ma non è reale.

Insieme di linee e punti che colleghiamo a qualcosa che conosciamo, che abbiamo visto.

Es. bisogna considerarla come una forma, che allude a una giraffa.

Le immagini possono essere singole o poste / accostate l’una sopra l’altra perché dipingendo

sopra a qualcosa già fatto, si impara a disegnare. (Es. Pesci sovrapposti).

La scelta di rappresentare un animale di profilo: con semplicità si comunica un messaggio

attraverso l’utilizzo di una sola linea. Ci si evolve, con il disegno, si cerca di comunicare in modo

più semplice.

LA FIGURA UMANA: viene rappresentata in due maniere, o rispettando la verosimiglianza o

attraverso l’unione di una parte animale e di una umana (antrozopomorfa). Si trova di meno

rispetto alle figure animali.

La costante dell’arte preistorica è quella di raffigurare l’uomo in maniera frontale e in modo

molto stereotipato mentre l’orso veniva raffigurato di profilo (in maniera perfetta).

L’uomo inoltre, viene rappresentato nei graffiti e nei dipinti

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.arcangeletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e didattica dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Catricalà Angelo.
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