Didattica generale
Un sapere di una disciplina è caratterizzato dal linguaggio.
I fondamenti della didattica
Didattica: riflessione attorno all’agire didattico, alle attività connesse con l’insegnante.
Dagli anni '50 si inizia a parlare di didattica
Didattica come insieme organizzato di oggetti e teorie, costrutti e dispositivi. Dispositivi: termine nel quale possiamo far rientrare più elementi come pratiche, strategie, metodologie didattiche.
Ambiti della didattica
A quali luoghi di esperienza la didattica si rivolge. Branche in cui si articola la didattica. Fare analisi dei prerequisiti, in modo da sapere chi ho davanti. Da questo punto in poi si può iniziare a fare didattica.
Domande e risposte sulla didattica
Domanda 1: Sai di cosa si occupa la didattica?
- Si occupa dei metodi, dell’organizzazione, strategie, metodologie da adottare a scuola.
Domanda 2: Conosci qualche "personaggio importante" che ha avuto un ruolo importante nel mondo della scuola?
- Maria Montessori, sorelle Agazzi, Don Bosco.
Domanda 3: A tuo parere, la didattica è una scienza?
- Sì.
Metodo
Costrutto presente in didattica. È composto da una parte teorica e una parte metodologica. L’insegnante si darà delle finalità che saranno determinate dalla direzione pedagogico-didattica che vorrà adottare: la missione è far apprendere i bambini. Avremo metodi e strumenti scientifici e adeguati per far in modo che i bambini possano apprendere.
Apprendimento
Costrutto complesso. Rendere i bambini competenti. Competenza: indicazioni nazionali per il curricolo (IPC), programmi ministeriali. Vengono declinate le competenze che i bambini devono raggiungere. La didattica ha il compito di rendere competenti i nostri bambini.
La didattica è una scienza
Le scienze sono discipline caratterizzate da uno statuto teorico e metodologico. La nostra didattica è scienza perché ha: un proprio linguaggio; un metodo di ricerca (fa ricerca in ambito scolastico ed extra scolastico, adotta strategie che permettono di trasmettere il sapere); oggetto di indagine (ne sono due fondamentali: soggetto bambino e oggetto sapere).
Ciò significa che l’insegnante deve costantemente bilanciare queste due antinomie, trovare l’equilibrio tra il mio insegnamento e i soggetti che ho davanti. Il pericolo è dare troppo spazio o al sapere o al bambino. È un sistema formativo integrato, sistema della formazione, diviso in formale: mondo della scuola; non formale: intenzionalmente educativo ma ha tratti diversi (musei, biblioteche, agenzie intenzionalmente educative) e informale: tutto il tempo libero (sport, oratorio).
Educazione permanente
La pedagogia si occupa di tutte le età. SFI si interseca con l’educazione permanente. La didattica è quasi una scienza della comunicazione, che si occupa di rendere l’insegnamento, apprendimento.
Caratteristiche della progettazione
Domanda 1: Quali caratteristiche attribuiresti al termine progettazione?
- Cambiamento, scuola di tutti, scuola aperta, scuola pronta all’imprevisto.
Domanda 2: Che cos’è secondo te il curricolo?
- Documento che sancisce il raggiungimento di determinati obiettivi.
Domanda 3: Sai fare un esempio di obiettivo in ambito scolastico?
- La criticità, il ragionamento, interdisciplinarietà.
Progettazione
Osservazione, ciò che l’insegnante deve saper fare molto bene. Per osservare bisogna avere dei criteri. Valutare, anche, che il mio progetto sia stato funzionale. Obiettivo: è il traguardo, dove mi deve portare quella progettazione. Deve essere scritto in maniera da essere visibile, l’insegnante deve poter osservare l’obiettivo raggiunto o meno. Il progetto che fa l’insegnante è in realtà il curricolo, che è il percorso formativo. Programmazione era il nome negli anni ‘80 della progettazione, infatti fino al 2007 si parla di programma curricolare, ora invece di chiama IPC.
Curricolo
Il curricolo è un dispositivo teorico e metodologico (ho delle finalità) che risponde ad alcune domande: Che cosa insegno? Quando insegno? Come insegno? Perché insegno? Micro fascicoletto dove l’insegnante scrive le competenze (che devono essere osservabili, verificabili) che vorrà promuovere. Trasposizione didattica: altro termine importante in didattica.
Il curricolo deve dare risposte a queste domande. Quando si parla di curricolo verticale: le insegnanti dell’infanzia, primaria, secondaria, progettano quasi insieme. Progettazione dell’intero percorso formativo. Curricolo orizzontale: ne fanno parte anche le altre istituzioni, si muove orizzontalmente, prende in esame l’età del bambino in cui si trova. Il curricolo può essere anche esplicito o implicito. Esplicito è quello che risponde alla domande appena dette, organizza i saperi, le discipline, i campi d’esperienza. Nell’infanzia ci sono i campi di esperienza e nella primaria le discipline. Implicito: definisce tempi, spazi. Senza questo, non potrei avere nemmeno l’organizzazione dei saperi, quindi l’esplicito.
Fondamenti della didattica - Capitolo 1
Il percorso che ha portato la didattica ad essere quella che oggi è, è il fatto di essere collegata ad altre due discipline: filosofia dell’educazione e pedagogia. Non esiste una storia della didattica che non sia la storia della pedagogia questo perché l’esigenza di pensare all’educazione è stata per tanto tempo pensata e relazionata all’insegnamento e all’agire didattico. Dewey, presocratici: rapporto educativo nel rapporto tra maestro e allievo, all’interno delle scuole, dal 700 in poi.
La didattica ha radici molto antiche che possiamo far risalire alla filosofia dei greci, ai presocratici, ma che invece si configura come disciplina di studio in tempi molto recenti. Queste radici affondano nella filosofia dell’educazione e poi nella pedagogia e a un certo punto che si colloca alla metà del 900 (dagli anni ’50 in poi), la didattica comincia ad organizzarsi come un corpus di conoscenze organico autonomo, è da quel momento che si può parlare di disciplina di studio con le sue ricerche e i suoi problemi. Si può dire che la didattica è una scienza decente, una scienza “bambina”, per differenziarla dalla scienza madre che è ad esempio, la pedagogia.
I passi principali di questo percorso
Grossi cambiamenti del 900
- Questi tre passi ci faranno incontrare temi ed autori: paideia, Comenio, empirismo e storicismo, Rousseau. Da dopo il 700 nascono le scuole.
Paideia greca
È un concetto, ideale di formazione umana. Al tempo, tutti i saperi, ossia la filosofia (chi si dedica alla conoscenza), perché non vi erano tutte le scienze distinte come ora assolveva tutti i problemi, è la summa di tutti i saperi possibili. In Grecia si sviluppa un nuovo modello di formazione, un ideale di formazione umana: come poter sviluppare in maniera più elevata possibile la vera umanità dell’uomo, quali sono i tratti della sua umanità, come poter costruire l’umanità dell’uomo, humanitas. Queste sono domande della paideia e della pedagogia oggi. All’origine queste domande, se l’è poste la filosofia. Questo ideale di formazione dell’uomo viene costruita attraverso la cultura. È qui che si ritrovano le origini di questo processo di trasmissione della cultura da una generazione all’altra. L’uomo può conquistare la sua umanità superiore a contatto con la cultura. Trasmettere conoscenze eleva l’umanità. Nasce la pedagogia come pensiero sull’educazione dell’uomo attraverso il suo rapporto con la cultura.
Comenio (1632-1657)
Scrive un testo che si chiama Didattica Magna. In questo periodo Comenio sistematizza alcuni principi teorici e pratici facendone il manifesto dell’educazione. Viene delineata un’idea di educazione universale, interpretata come pansofia, insegnare tutto a tutti, principio universale, che è ancora oggi la sfida della didattica. Significa non fare distinzioni e siamo avanti essendo il 1600. Non è ancora oggi una sfida completamente vinta. Comenio è l’autore che afferma questo importante principio.
Empirismo e storicismo (fine 600 inizio 700)
Sono emblematici di due atteggiamenti che esistono ancora oggi nella didattica e nella scuola.
- Empirismo: sposa la naturale legge che regola le cose, quindi l’allievo è come è per natura. Apprende quello che apprende perché naturalmente dotato in un modo oppure no. Quello che io posso considerare conoscenza è perché lo posso osservare. Questo è atteggiamento empirista. La scienza come fine e mezzo educativo.
- Storicismo: storia come fondamento dell’educazione. L’uomo è quello che è a seconda dell’epoca, il contesto culturale in cui cresce. È figlio del proprio tempo. Questo duplice atteggiamento sussiste nel dibattito sulla scuola ancora oggi. La possibilità di pensare alla natura o alla storia come elementi che abbiano la loro incidenza. Ai tempi odierni sappiamo che sia la natura che la storia hanno la ragion d’essere, ma esistono ancora come modi di pensare ai diversi problemi.
Rousseau (1762)
Compie una rivoluzione copernicana. Mettere al centro il bambino, il nostro sole copernicano. Ciò avviene per la prima volta con Rousseau. Sancisce una rivoluzione perché il bambino era visto in negativo, ciò che manca, ciò che non è ancora, ciò che non è ancora grande. “L’Emilio” e “Contratto sociale”, versione politica dell’Emilio. Tre gli elementi importanti: educazione negativa, naturale e indiretta.
- Naturale: in parte coincide con l’empirismo. Rousseau propende verso un ritorno alla natura, che era contrapposta alla società. Il ritorno alla natura come mezzo per l’uomo di riappropriarsi della propria umanità. Riconoscere la natura, la specificità del bambino: valorizzazione dei bisogni spontanei dei bambini. Naturale come educazione a contatto con la natura.
- Negativa e indiretta: una è conseguenza dell’altro. Il bambino osservato nel suo contesto esplorativo. Educazione agita dall’ambiente, non tradotta nell’intervento diretto dell’insegnante. Sarà uno dei principi classici. (Costruttivismo, Maria Montessori).
1) Puerocentrismo
2) Apprendimento motivato: idea che l’educazione muove dall’interesse.
3) Autorità/libertà: la relazione educativa è un concetto pedagogico fondamentale. Costrutto fondamentale. Relazione educativa come relazione autoritaria o del tutto libera. L’insegnante in relazione con l’allievo governa la relazione alternando o commisurando autorità e libertà. Sa che deve essere guida ma che se non lasciasse gradi di libertà, comprometterebbe l’esito di questa relazione. Rousseau lascia libero l’Emilio, lo guarda, istituisce una relazione educativa della quale mette in dialettica questo binomio autorità/libertà.
900: Il secolo che ci interessa di più
Sapere che si afferma l’educazione progressiva, attivismo, scuole nuove. Puerocentrismo sarà l’elemento per la quale l’attivismo sarà criticato. Affermazione della specificità dell’infanzia, adolescenza.
- Valorizzazione del fare (learning by doing), apprendere facendo. Valore che va costruito didatticamente. Dewey fonda la propria scienza dell’educazione sulla teoria dell’esperienza non dell’attività. C’è una differenza. Non si abbandona una progettualità però:
- Ricerca motivazione apprendimento: motivazione come requisito da cui ci si muove per far apprendere. Tenere conto di un elemento affettivo che sostenga l’attività di apprendimento.
- Studio di ambienti di apprendimento: che consentano le mie attività in relazione agli scopi educativi. Elemento oggi presente in tutti quei modelli didattici che vogliono accentuare questa dimensione.
Anni '50
Decennio per cominciare a dire che la didattica esiste come corpus di conoscenze proprio. Perché gli anni '50: ci sono due circostanze sociali:
- Scolarizzazione di massa: alfabetizzare grandi masse di popolazione, applicarsi a mettere a punto metodi, scuole;
- Guerra fredda: succede che nel conflitto USA - URSS, l’URSS conquista il primato dello spazio (1949). Ciò destabilizza l’USA che impone una riforma del sistema scolastico che non interesserà solo l’America, ma anche l’Europa e l’Italia: si comincia a chiedere alla scuola che sia in grado di dimostrare la propria efficacia.
È come se gli americani criticassero il sistema scolastico vigente. Da puerocentrico a spontaneismo. La scuola debba rendere ragione di quello che fa. Organizzare la scuola in termini diversi, quelli che porteranno al curricolo...
Controllare empiricamente i risultati, scuola che è controllata. Funzionale a contrastare lo spontaneismo considerato il difetto del modello progressista. C’è una prima critica a Dewey. Quali esperienze saranno attuate. Prime risposte di questo periodo:
- Bloom: tassonomie degli obiettivi, classificazione di tipi di obiettivi. Autore di vari tipi di tassonomie che influenzarono diversi tipi di istruzione.
- Skinner: istruzione programmata come se avessimo di fronte una serie di compiti che ci fanno apprendere con metodo.
- Comportamentismo: modello di apprendimento basato sulla coppia stimolo/risposta. Do uno stimolo, a questo l’allievo reagisce, a seconda del feedback che riceve dal suo comportamento, memorizza la soluzione efficace e fa di questa qualcosa di appreso.
- Bruner: viene affidata la conferenza di woodshole: affidato il compito di riformulare i curricola scolastici degli USA. Avvento del cognitivismo.
Anni '60
Mastery learning (apprendimento per padronanza) livello di istruzione individualizzata, cioè, adeguata alle caratteristiche individuali dell’apprendimento. Le caratteristiche individuali non sono le caratteristiche personali, sono le caratteristiche da cui dipende l’apprendimento di ciascun individuo. La modalità preferenziale è la variabile di ciascun tipo di apprendimento che dipende anche dal ritmo che abbiamo. Il mastery deve assumere la variabile tempo che incide su tutti gli individui. Il mastery dice che per acquisire padronanza si deve variare la proposta didattica tenendo conto delle variabili.
La dimensione metodologica - progettazione didattica (Fondamenti della didattica - Capitolo 2)
Quali supporti teorici o operativi la Didattica offre al decisore (colui che prende decisione, la persona la cui azione riguarda la scelta)? L’insegnante appoggia le proprie scelte su questi due pilastri:
Dispositivi per l’attività progettuale
- Dispositivo: rinvia a qualcosa di tecnico e tecnologico, un qualcosa di molto ampio.
- L’attività di progettazione: si concretizza in un progetto. Esso può essere fatto in diversi modi ma le sue componenti strutturali sono: obiettivi, tassonomie (sistemi di classificazione) e dispositivi di valutazione (mezzi, strumenti, pratiche di valutazione). Non esiste un progetto che non abbia questi elementi.
Conoscenze di modelli e strategie
- È necessario che l’insegnante conosca modelli e strategie didattiche.
- Principi e modelli dell’istruzione
- Architetture didattiche
- Strategie didattiche
- Risultanze di efficacia
Tutti quei mezzi/approcci per impostare il lavoro didattico/strategie/metodi necessari all’attività didattica. La differenza tra i due blocchi riguarda la temporaneità: progettare significa gettare avanti, quindi si attua un’operazione di previsione, quindi molta dell’attività progettuale è svolta prima di entrare nel vivo delle attività didattiche. I modelli didattici, le strategie sono scelte che riguardano la situazione vera e propria di apprendimento quando già si è al suo interno.
Dispositivi per l’attività progettuale
È un costrutto/concepto potente. Si distinguono due tipi di progettazione: educativa e didattica.
Educativa
Essa viene messa al di sopra della progettazione didattica in quanto è il rapporto che lega educazione e la didattica. Ci possono essere molti tipi di Progettazione Educativa, possiamo quindi fare la stessa progettazione in modi differenti. Un progettazione educativa viene distinta da un'altra in base a:
- Natura degli obiettivi: (es. Obiettivi generali “incremento delle capacità di relazione” o specifici, quest’ultimo è un obiettivo di natura differente “livello di partecipazione empatica”). Gli obiettivi possono essere differenziati anche per la loro temporaneità. Gli obiettivi possono essere disciplinari o non disciplinari. Essi sono elementi centrali del progetto, diversi obiettivi, diverse progettazioni.
- Strutturazione interna: quanto un progetto è strutturato/articolato? (es. ci sono progetti di due pagine in cui semplicemente si dice a chi è rivolto, elenco obiettivi, attività e qualche informazione sulla valutazione “Progetto a strutturazione debole” - ci sono progetti più articolati). Più sono differenziati gli obiettivi più ci aspettiamo una struttura articolata.
- Tempi per la valutazione dei risultati: a breve/lungo periodo, ciò dipende dall’articolazione del progetto.
Didattica
Come se fosse subordinata ad una intenzionalità educativa. Es. la scuola fa didattica, si occupa dei processi di insegnamento e apprendimento di una determinata cosa.
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