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LE ORIGINI DELLA GINNASTICA NELLA SCUOLA ELEMENTARE

ITALIANA

Tema di approfondimento che si colloca dentro un nuovo filone della ricerca storico-scolastica: un nuovo modo di

studiare la scuola del passato.

Fino ad ora abbiamo conosciuto due filoni tradizionali:

storia del pensiero sull’educazione riferito alla scuola

✓ Storia della pedagogia della scuola—> storia dell’evoluzione del sistema scolastico dentro

✓ Storia politico-istituzionale della scuola—> il quadro politico,

sociale

Tra i nuovi filoni: storia della cultura scolastica (indagine sulla scatola nera della scuola—> ciò che avviene

effettivamente: obiettivo capire ciò che avvenisse veramente nelle classi, per quanto concerne la prassi didattica e

l’azione educativa dentro le scuole…)

✓ Storia delle discipline (delle materie di insegnamento)

• (leggi, ma anche programmi…)

Storia della normativa

• (libri di testo, quaderni, spazi, docenti…)—>

Storia della prassi didattica come effettivamente quelle

discipline venissero insegnate.

Perché storia della ginnastica?

❖ Disciplina sui generis: «straniera nella casa della scuola» (Arnaud)—> particolare

soprattutto nell’ambito della scuola elementare.

❖ Poco studiata (trascurata, soprattutto scuola elementare), Gli

(sull’educazione fisica)

studi spesso:

hanno assunto un’impostazione di lungo periodo (manualistica)—>

o addirittura dalla preistora: ha perso

di vista il Focus specifico della scuola elementare dove ha delle caratteristiche specifiche.

o hanno privilegiato le questioni generali:

- affermazione educabilità del corpo nel discorso pedagogico

- riflessi ideologici della pratica ginnico-sportiva—> in che modo abbiano concorso a costruire degli

strumenti ideologici a servizio di progetti politici (es: nel regime fascista…).

conoscere l’evoluzione dell’educazione fisica nello specifico contesto della scuola primaria—>

❖ Interessante che

ha particolari caratteristiche e che si rivolge ad una particolare fascia d’età.

Le origini della ginnastica nella scuola elementare italiana

❖ Periodo: ultimo Settecento (ginnastica incomincia ad essere intesa come pratica educativa e non solamente

– dei programmi di Gabelli:

militare) 1888 (l’anno segnarono punto di svolta importante. Periodo cruciale: si

gettano le basi per l’evoluzione che avverrà successivamente).

Precisazione: parliamo di ginnastica e NON DI SPORT (sarebbe entrato solo nel secondo dopoguerra: prima

si parlava solo di ginnastica o giochi).

❖ Obiettivo: ricostruire il processo di istituzionalizzazione della ginnastica nel curricolo primario italiano—>

vedere come questa disciplina diventa istituzionale, fa parte del programma didattico: nel momento in cui le si

riconosce una dignià pedagogica, nel momento in cui vengono definite le norme didattiche del suo

insegnamento.

non intendiamo solo il programma d’insegnamento, ma anche l’effettiva pratica, la DIDATTICA di

Con curricolo

questo insegnamento.

Direttrici dell’indagine:

❖ o presenza/assenza della disciplina nei programmi scolastici

o Intreccio tra normativa e didattica

- Legislazione, programmi... (cosa veniva prescritto—> indicazioni prescrittive che il ministero dava.

- Manuali ad uso dei maestri, atteggiamento maestri

GINNASTICA E SCUOLA DALL’ULTIMO SETTECENTO ALL’UNITA’ D’ITALIA

Capitolo 1.

In questa fase la ginnastica era totalmente assente dal piano di studio: in questo periodo incomincia a diventare una

pratica di tipo educativo—> incominciare ad essere studiata e praticata come attività educativa, certamente legata a

livello ideologico al mondo militare, ma è in questo periodo che in qualche modo subisce una demilitarizzazione.

Punto di inizio:

Le origini della ginnastica moderna e Filangieri

Nascita della ginnastica moderna: «esercizio motorio pianificato»—> progettato, al quale vengono riconosciute alcune

finalità e metodologie di tipo educativo.

➢ nella riflessione teorica: Rousseau ma soprattutto Locke (indurire il corpo dei ragazzi per fortificare non solo il

corpo ma anche lo spirito: strumento per favorire lo sviluppo dell’autocontrollo)—> i primi ad occuparsi di

educazione fisica.

➢ in alcune esperienze educative: Pestalozzi (forza del braccio)+ filantropinismo tedesco (istituti che cercavano

di mettere in pratica i principi dell’illuminismo benchè secondo una curva di tipo utilitaristico) - es. Guts Muths

(1759-1839)—> padre della ginnastica moderna. –

➢ Primo che si occupa e riflette sulla ginnastica in chiave educativa è: Gaetano Filangieri (1752-1788)

– inserisce l’educazione fisica nella sua Scienza della legislazione (1785),

illuminista napoletano una sua

suggerisce al sovrano alcune idee circa la riforma dello stato e dell’istruzione:

opera—> nel capitolo IV parla

anche dell’educazione fisica.

• L’educazione motoria garantisce la prosperità e il benessere della nazione

• Educazione fisica:

norme sul nutrimento, sul sonno, sull’abbigliamento, sulla pulizia personale:

o igiene, cura della

persona.

o esercizi (naturali) del corpo: correre, saltare, salire sugli alberi, fare lotte, elevare pesi e

scagliarli.... per

- sperimentare e misurare le proprie forze: confrontarsi con le proprie

potenzialità fisiche

accrescere il vigore, la robustezza, l’agilità (no inazione)

-

• Educazione fisica è PER TUTTI: sia per le classi alte (professioni intellettuali) sia per le classi povere

(mestieri manuali)—> anche per i bambini poveri.

Non ha un’applicazione pratica, ma entra nella riflessione di quella che è la pedagogia giacobina.

Nell’età rivoluzionaria e napoleonica un’interessante

▪ Secondo la pedagogia giacobina (partito politico della Francia rivoluzionaria che attua

riflessione di tipo educativo: trova posto anche l’educazione fisica), l’allenamento fisico è un presupposto

fondamentale per la rigenerazione della società e per la formazione del cittadino repubblicano che, attraverso

il disciplinamento del corpo e grazie all’interiorizzazione dei valori patriottici, deve essere preparato a difendere

in armi la nazione (educazione fisica universale diventa strumento per costruire la NAZIONE ARMATA—> idea

che tutta la cittadinanza debba essere preparata ad un eventuale sforzo bellico nel momento in cui la nazione

chiama alla guerra: sempre pronta a lasciare le occupazioni normali per andare in guerra [si parla degli uomini:

motivo per il quale tendenza ad avere curvature militari—> cittadino-soldato]).

né nell’età rivoluzionaria né sotto la

▪ MA tale progettualità educativa non coinvolge la scuola in Italia,

dominazione napoleonica:

- attività motorie di tipo elitario solo nei collegi (per adolescenti e giovani alto borghesi o nobili):

scherma, equitazione e ballo (arti cavalleresche)—> prospettiva di irrobustire il fisico (non

ginnastica in senso pieno).

all’internol

▪ Nuova logica si afferma Progetto della commissione per il riordino del sistema scolastico pubblico

aiuto a superare visione elitaria dell’attività motoria;

presieduta da Gioachino Murat (Napoli, 1808)—> attività

motorie solo per i collegi:

- arti cavalleresche non intese in senso tecnico-specialistico e non come espressione di agio

aristocratico

- lavori agricoli e esercitazioni marziali: abituare al movimento e alla fatica il corpo dei ragazzi (ideale

del cittadino-soldato)

MA il Progetto non viene attuato

– –

▪ Esercitazioni motorie anche esercizi ginnastici e non solo arti cavalleresche divengono parte essenziale per

introdotte dall’esercito

la formazione militare: napoleonico e poi esercito prussiano (Turnplatz di Jahn; Berlino,

l’educazione fisica

1811)—> si ancorava saldamente agli ideali nazionalistici e assumeva una caratterizzazione

schiettamente premilitare.

Ginnastica diventa un prerequisito per la formazione del soldato: in questa fase gli eserciti cominciano i propri

ranghi anche alla classe borghese.

Sarà proprio nel contesto militare che inizierà il processo di demilitarizzazione della ginnastica: la ginnastica

verrà conservata come propedeutica alla formazione militare, ma diventerà Pian piano anche una pratica

destinata ai civili e non solo ai militari.

E con questa premessa potrà diventare anche una pratica educativa anche per la fanciullezza per essere

inserita nella scuola elementare.

Nel primo Ottocento: la “demilitarizzazione” della ginnastica

In Italia avvenne un processo di demilitarizzazione: un progressivo allentamento anche definito e totale della ginnastica

dalle sue finalizzazioni totali.

➢ Grazie a delle riiflessioni teoriche a favore di una ginnastica a finalizzazione non solo prebellica, anche per i

bambini

o Silvio Pellico (1819): esercizi ginnico-sportivi per la formazione morale e sociale del giovane

o Nicola Micele da Senise (1822): sì a ginnastica premilitare, ma anche educazione fisica per la

a partire dall’infanzia

formazione intellettuale ed etica dei ragazzi,

o Niccolò Tommaseo (1828): ginnastica come mezzo per contrastare le precarie condizioni fisiche, socio-

fin dall’infanzia)—>

economiche e culturali in cui versava la popolazione (educazione fisica positiva

per le sue ricadute formative e sociali.

fisica come parte dell’educazione integrale dell’infanzia;

o Aporti: educazione per gli asili sono previste:

norme igieniche, allenamento della voce attraverso il canto, indicazioni per pranzare in modo ordinato,

al chiuso e all’aperto, ricreazione,

«moto periodico ed ordinato» posture…

➢ MA la «demilitarizzazione» della ginnastica avviene, paradossalmente, proprio negli ambienti della formazione

militare—> scoprire che poteva avere delle implicazioni educative.

o Eugenio Young, direttore del Collegio reale orfani militari di Milano, scrive Ginnastica elementare (1825)

in cui parla della ginnastica non limitata agli scopi militari: «è utilissima» ai giovani di «ogni condizione»

e deve essere insegnata con gradualità (attento alla crescita dei giovani)

o Niccolò Abbondati, Istituzione di arte ginnastica per le truppe di fanteria di S.M. Siciliana (Napoli, 1846):

ginnastica non solo per addestramento prebellico, ma anche per la formazione psico-fisica dei giovani

partire dall’infanzia)

(a dell’attività fisica,

Si incominciò a sviluppare una consapevolezza abbastanza matura circa le potenzialità educative

anche al di fuori dei contesti militari—> Napoli, 1848, Ferdinando II nominò la Commissione provvisoria di pubblica

l’ordinamento scolastico con lo scopo

istruzione, cui affidava il compito di riformare di dare uno spazio considerevole

anche all’attvità motoria: non approvato.

dal grado primario dell’istruzione

✓ Introduzione fin

✓ Inserita anche tra le materie delle scuole p

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara912 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia della scuola e delle istituzioni educative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Alfieri Paolo.
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