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Riassunto esame storia della scuola e delle istituzioni educative, prof Caimi, libro consigliato Maestri, maestre, educazione dell'infanzia nell'Italia unita, Caimi

Riassunto per l'esame basato sul libro consigliato Maestri, maestre, educazione dell'infanzia nell'Italia unita, Caimi. Attraverso il libro viene fatto un excursus storico concentrandosi sulla figura del maestro e di come questa sia cambiata nel corso della storia, grazie all'introduzione di alcune importanti leggi e riforme, ma grazie anche al diverso modo di intendere il concetto... Vedi di più

Esame di storia della scuola e delle istituzioni educative docente Prof. L. Caimi

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Sia con la legge Boncompagni(1848) e con la legge Siccardi si sottolineava il fiero contrasto tra

chiesa e stato, in qualsiasi caso la legge Casati prevedeva nelle scuole elementari un’istruzione

catechismo della diocesi storia Sacra,

religiosa, sulla base del e della impartita dal maestro e

controllata dal parroco

Per le scuole secondarie era previsto un IR impartito durante l’orario delle lezioni da un

“direttore spirituale” , nominato dal ministro della pubblica istruzione

Laicità nella scuola e soppressione delle facoltà statali di teologia.

Già nel 1 settembre 1865 veniva emanato un regolamento per le scuole secondarie che

confermava che l’insegnamento religioso doveva avvenire una o due volte a settimana,

possibilmente nell’oratorio dell’istituto.

Per le classi elementari la legge Coppino non diceva espressamente nulla sull’insegnamento

della religione, perciò alcuni comuni vi interpretarono questa mancanza come la dovuta

abrogazione dell’IR nelle scuole, e così fu.

29 settembre 1870 veniva emanata una circolare (n274) dal ministro Cesare Correnti con cui si

introduceva l’obbligo dell’ IR da parte dei genitori, perciò definitivamente l’insegnamento

religioso venne staccato dalle attività didattiche della scuola.

Per quanto riguarda le facoltà di teologia e la loro soppressione c’erano sostenitori o meno, tra i

laici che non sostenevano la soppressione delle scuole di teologia troviamo la rivista < il

progresso educativo> di Napoli diretta da Edoardo Fusco.

La sinistra al potere l’azione del movimento cattolico

Anche con l’abbandono del ministro Correnti non si cambiarono le idee per quanto riguarda la

laicizzazione della scuola.

Legge Coppino: nel suo secondo articolo non si faceva più riferimento alla religione ma si

insegnava alle nozioni dei doveri dell’uomo e del cittadino.

civiltà cattolica

La denunciava nella legge l’ingiusto scopo satanico di pervertire i fanciulli.

Nel 1874 Benedetto Cairoli approvò un emendamento il quale sosteneva che spettava ai

comuni la scelta di sopprimere o meno l’insegnamento della religione cattolica.

Nonostante la legge Coppino nelle scuole si continuava comunque a insegnare la religione in

quanto a livello comunale era sempre l’amministrazione cattolica che si occupava delle elezioni

amministrative e delle scelte. (fino alla legge Daneo- Credaro 1911)

Nella scuola secondaria invece da quando fu abolita la figura dei direttori spirituali non si parlò

più di IR.

A proposito di diversi catechismi e della ricerca di nuove modalità di IR.

La realtà più diffusa era allora quella di un irrigidimento bipolare della cultura cattolica e laica e

dei relativi catechismi.

Era piuttosto diffusa la partecipazione ai catechismi civili, anche al di fuori degli insegnamenti

scolastici, in più venivano anche utilizzati libri di testo come il libro cuore e pinocchio, i quali

insegnavano ad una moralità laica che escludeva la figura del parroco.

Dall’altra parte dei cattolici invece c’era chi combatteva per una propria idea di catechismo, Pio

catechismo della dottrina cristiana.

X negli stessi anni pubblicò :

Fra nuovi partiti, vecchi conflitti e antiche repressioni

Nella società italiana nuove forze politiche come:

Il partito dei lavoratori italiani

 Partito socialista dei lavoratori italiani

Precisavano che la religione è una questione privata e che ognuno può scegliere o meno di

applicarla, e a tutti deve essere lasciata la piena libertà di credere o no.

Successivamente il deputato Molmenti espresse la sua volontà di riportare l’insegnamento

religioso come deciso nella legge Casati, ma infine si preferì lasciare le cose come erano.

Però nell’aria c’era un movimento reazionario teso a dimostrare il fallimento della scuola laica,

per mancanza de “l’alito vivificante del sentimento religioso.

Giorgio Bini

Romanzi e realtà di maestri e maestre

La cronaca e la storia della scuola elementare e dei maestri trova parecchie corrispondenze con

la realtà testimoniata dalle innumerevoli documentazioni ministeriali e dai racconti che

venivano pubblicati in quel periodo. (libri: cuore, il romanzo di un maestro, fra scuola e casa)

(Figure di maestre legate alla loro famiglia, responsabili, a volte sole, calunniate e oggetto

d’attenzione sessuale e di malattie).

1 Pane onorato, protezione e rispetto

La legge casati divide le scuole in urbane e rurali, ciascuna con tre classi ( secondo la

demografia dei luoghi). Si hanno così scuole urbane superiori e inferiori, a ciascuna di queste

ripartizioni corrisponde uno stipendio diverso per gl’insegnanti.

I stipendi delle insegnati donne erano inferiori d’un terzo di quelle degli uomini, si avevano 24

livelli di stipendio diverso in base alla scuola in cui insegnavi.

La distinzione scuole superiori e inferiori fu eliminata solo nel1904 con la legge Orlando, i livelli

di stipendio diminuirono a 14.

Infine fu istituito un articolo il quale definiva il bisogno di istituire un fondo monte pensioni per i

maestri.

La retribuzione di un maestro non era tanto diversa da quella di un operaio o di un artigiano.

Solo nelle città come Torino., Genova, Milano, Napoli le condizioni dei maestri erano migliori di

quelle dei loro colleghi di campagna. Queste condizioni durarono per tutto il secolo ma

diminuirono del xx secolo.

Inizialmente gl’insegnati sopportavano queste condizioni poi iniziarono a protestare.

Il primo aumento degli stipendi del 10% ci fu con la legge 3250 del 1876.

I maestri rimanevano comunque i più poveri tra i lavoratori intellettuali.

2 istruire quanto basta

la scuola dedicata alla formazione dei maestri era chiamata dalle legge Casati : la scuola

normale.

Il maestro doveva giusto sapere qualche nozione in più rispetto ai suoi allievi, era importante

che il maestro non sapesse troppo in modo che anche il popolo non venisse troppo istruito.

Questa ideologia parte dal timore che le masse imparassero troppo e usassero l’istruzione

come riscatto sociale.

(L’onorevole Castiglia sottolineava che era inutile per i bambini delle campagne perdessero

quattro anni in apprendimenti che non sarebbero poi più serviti nel lavoro.)

Rimase viva la concezione della necessità di scuole diverse a seconda delle classi sociali

d’appartenenza, questa concezione si riallacciava con un’altra di Baccelli: <istruire il popolo

quanto basta, ed educarlo più che si può> ossia forare una popolazione istruita ma

principalmente onesta.

L’ideale educativo dell’900 è espresso da due testi:

Uno di Ravà secondo il quale la scuola deve: fornire agli alunni l’istruzione che si

 conviene per formare di giovinetti ben addestrati all’uso del calcolo e della lingua.

Circolare 181 del 20 ottobre 1907 ministro Rava : gli insegnanti devono insegnare per

 contenti e metodi che corrispondano ai bisogni del paese e si adattino alle condizioni del

popolo.

Il maestro deve stare nel popolo , deve educare alle masse, ma perché queste rimangano

culturalmente e politicamente depresse.

Gramsci rivolge perciò critiche durissime ai maestri, e critica anche la scuola corta e la scuola

che separa i figli dei ceti alti dai figli dei ceti bassi.

Alfabetizzatori?

alla scuola normale si accedeva per esame basato sul possesso di conoscenze di livello

elementare.

Dopo dieci anni dalla pubblicazione della legge Casati i maestri erano comunque inadeguati del

loro ruolo, la situazione migliora alle fine dell’800.

Si suppone che il maestro e la maestra erano persone appena alfabetizzate, erano figure mal

viste dal popolo in quanto portavano via la forza lavoro dei figli.

A poco più di quindici anni dalla fine del secolo la scuola normale durava ancora tre anni, vi si

entrava superando un esame che comprendeva :

Una composizione narrativo descrittiva

 Un saggio di calligrafia su tutte le materie del corso preparatorio

La legge Coppino prevedeva la costruzione di scuole magistrali nei capoluoghi delle provincie.

Alle scuole normali era annessa una scuola elementare dove i maestri potevano fare tirocinio.

La legge del 12 luglio 1896 abolì la distinzione tra scuole normali superiori e inferiori. Rimaneva

comunque per le femmine la scuola preparatoria triennale.

Nonostante i tentativi di migliorare le scuole normali, la didattica nella scuola rimaneva

completamente inadeguata.

4 doveri gerarchici e deferenza

i programmi didattici citati nelle varie leggi sono talvolta molto ricchi di prescrizioni, tutti hanno

premesse di carattere pedagogico ma poche dritte per gl’insegnanti.

Gli insegnanti hanno sempre tratto gli orientamenti per il loro lavoro dai dirigenti scolastici,

dalle riviste didattiche e dai libri di testo.

La legge Casati chiedeva agli insegnanti un attestato di idoneità e un attestato di moralità

rilasciato dal sindaco dal comune di appartenenza.

I maestri venivano eletti dal comune per un triennio e allo scadere potevano essere licenziati e

ripresi per un altro triennio o a vita.

I regolamenti prevedevano delle sanzioni per le trasgressioni, fino al licenziamento. Per tutto il

secolo la precarietà degli insegnanti era la norma. Inoltre un regolamento definisce che

l’insegnante poteva essere preso per due anni di prova che successivamente potevano

diventare tre o quattro.

5 Come muoiono le maestre.

Filippo Linati elaborò uno scritto in cui sosteneva che i maestri erano utilizzati come servitori

della legge Casati.

Le maestre erano più sottovalutate degli uomini, così come le alunne femmine. C’era un

avversione delle famiglie nel mandare le figlie femmine a scuola. Gli ispettori parlano di comuni

dove l’istruzione femminile non esiste. Spesso l’istruzione femminile è tollerata solo se si riduce

al catechismo e ai lavori domestici, perciò è anche le maestre dovevano imparare bene a fare i

lavori domestici.

Se le condizioni del maestro erano disagiate quelle della maestra erano ancora di più.

( vicenda Italia donati PAG. 44).

6 Fondamento e coronamento.

Quando negli ultimi decenni del XIX secolo si cercò di tradurre la problematica tre scuola

elementare e religione si aprì un dibattito vivacissimo.

La questione cattolica e vaticana si intrecciava con grandi questioni come quella sociale. Ci si

chiedeva se fosse giusto che la laicità indebolisse troppo la chiesa e il suo rapporto con le

masse.

Ci furono manifestazioni dell’ideologia scolastica nel campo dell’insegnamento religioso.

La legge Casati prevedeva l’insegnamento della religione come obbligatorio in tutte le scuole.

Nel 1870 il ministro Corretti precisò che l’insegnamento religioso fosse dato in giorni e ore

determinate agli alunni i quali genitori aderivano o meno a questo insegnamento.

La legge Coppino non nominava la religione fra gl’insegnamenti obbligatori, si aprì così un

grande dibattito sulla legge che fu in gran parte un dibattito religioso.

Si sosteneva che nell’età infantile non ci può essere insegnamento morale senza

l’insegnamento della religione.

Gentile e gli idealisti furono protagonisti della restaurazione dell’insegnamento religioso

obbligatorio nei termini della legge Casati.

Inoltre gentile definì che l’insegnamento cattolico fosse l’unico che fosse affidato alla chiesa.

Anche Lombardo Radice sostenne l’importanza dell’insegnamento religioso. ( 1923).

7 Operai dell’insegnamento.

I maestri non sopportano sempre la loro condizione.

La più antica associazione era la società d’istruzione, di educazione e di mutuo soccorso degli

insegnanti nata a Torino 1853.

Le rivolte degli insegnanti erano sempre appoggiate da Credaro che formò un comitato

d‘iniziativa col quale promise la costruzione di un unione nazionale delle maestre e dei maestri

laica.

Nel 1901 si tenne a Roma il primo congresso costitutivo e Credaro fu il primo presidente.

Il primo sciopero degl’insegnanti avvenne più tardi, nel 1919.

Giuseppe Talamo

Istruzione obbligatoria ed estensione del suffragio.

Istruzione obbligatoria e estensione del suffragio sono due tematiche differenti ma una

comporta l’altra senza una minima alfabetizzazione non sarebbe stato possibile l’estensione

del suffragio universale.

Queste relazione affronta tre punti:

L’istruzione primaria in Italia nell’età della destra

 La legge Coppino e il relativo dibattito in parlamento e sulla stampa

 L’applicazione della legge Coppino.

L’istruzione obbligatoria nell’età della destra storica

Per cogliere lo stato della formazione primaria nel regno d’Italia, lungo il quindicennio della

destra storica , possiamo partire dai dati pubblicati nell’annuario statistico italiano nel 1881,

riguardante il numero delle scuole, degli alunni e dei maestri.

Dalla creazione del regno d’Italia alla caduta della destra storica il numero delle scuole

elementari aumentò del 61% circa. Così come gli edifici aumentarono anche il numero degli

alunni e dei maestri rispetto alla situazione prima dell’unità.

Inizialmente solo le prime due classi delle scuole elementari erano obbligatorie, e i genitori che

rifiutavano di mandare i figli a scuola sarebbero stati puniti a norma delle leggi dello Stato.

I comuni senza scuole pubbliche 214, quelli senza scuole private più di 6000, questi dati non

erano certamente consolanti e l’analfabetismo continuava a persistere.

Una circolare del 1869, circolare Broglio, riportava 17 quesiti che avrebbero dovuto raccogliere

le carenze dell’istruzione elementare, questi quesiti dovevano essere compilati dagl’insegnanti.

(però affidare l’indagine a coloro che dovevano essere indagati era un difetto di cui tenerne

conto).

Alla fine degli anni 60 l’aumento delle scuole pubbliche e private aveva riguardato solo quelle

femminili.

Diminuiscono gl’insegnanti appartenenti al clero, diminuiscono i comuni senza scuole maschile

e aumentano quelli senza scuole femminili.

L’istruzione elementare nel primo decennio dell’unità era davvero disastrosa.

Broglio venne sostituito da Bargoni, quest’ ultimo studiò la questione sulla frequentazione della

scuola obbligatoria e dopo aver raccolto dei dati significativi presentò un nuovo disegno di

legge per l’istruzione elementare.

La scuola elementare era obbligatoria e gratuita e i genitori che non mandavano i figli a scuola

sarebbero poi stati puniti.

Qualora il comune non riuscisse a sostenere le spese la provincia deve contribuire a dare un

aiuto.

Questa legge non passò subito e fu ereditata dal successivo ministro Correnti.

Successivo a questo ministro infine troviamo Scialoja che nel 1873 presentò il nuovo disegno di

legge, in quale poneva l’accento sull’obbligatorietà della scuola elementare.

La legge coppino e il relativo dibattito in parlamento e sulla stampa

nella sinistra storica dopo tutti i fallimenti dei precedenti ministri sale al governo Coppino il

quale definì che l’obbligatorietà inizia ai 6 anni e si limita ai 9. Il comune prima della riapertura

scolastica doveva indicare in un elenco i nomi dei fanciulli tenuti a frequentare il nuovo anno

scolastico.

Chi accettava di mandare i figli a scuola avrebbe dovuto pagare un’ammenda.

Per quanto riguarda l’insegnamento della religione cattolica in parlamento nacque una

discussione che lo divise in due, questa discussione venne pubblicata anche dalla stampa per

poter rendere visibili anche agli altrile posizioni delle vaie forze politiche e culturali.

Nel 1878 con De Sanctis fu resa pubblica la legge che garantiva l’agevolazione da parte dello

Stato per la costruzione degl’edifici scolastici.

L’applicazione della legge Coppino

Gerolamo Buonanzia fu il primo a mettere in luce i risvolti portati dalla legge Coppino,

l’applicazione dell’obbligo variava in tutte le zone della penisola, incontrerà problematiche sul

piano locale. Le regioni meridionali, continentali e insulari sentivano il divario della differenza

tra nord e sud del paese.

Carla Ghizzoni

In maestro nella scuola elementare italiana dall’unità alla grande guerra.

In questo capitolo si analizza la formazione e la prassi didattica dei maestri in Italia, basandosi

sugli scritti periodici scolastici redatti Giorgio Chiosso nel periodo dell’800 e del 900.

L’ ampio repertorio di scritti riporta moltissime notizie sulla classe dei maestri del nostro paese.


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Riassunto per l'esame basato sul libro consigliato Maestri, maestre, educazione dell'infanzia nell'Italia unita, Caimi. Attraverso il libro viene fatto un excursus storico concentrandosi sulla figura del maestro e di come questa sia cambiata nel corso della storia, grazie all'introduzione di alcune importanti leggi e riforme, ma grazie anche al diverso modo di intendere il concetto di educazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Formica95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia della scuola e delle istituzioni educative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Caimi Luciano.

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