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Laberthonnière (1860-1932)

Qual è il significato/obiettivi dell’educazione, quali sono le caratteristiche di un educatore, questione della libertà, rapporto autorità e libertà, autonomia, indipendenza.

Libro che raccoglie vari scritti di L., non opera tradotta: Teorie dell’educazione (estratto tratto da...).

L. figura minore riscoperta nel tempo (studioso Luciano Pazzaglia). Francia. Famiglia modesta, studia e diventa sacerdote. Il periodo che trascorre in seminario lo porta a vivere una profonda crisi; è piuttosto sofferente a certi stili di insegnamento. Sperimenta in prima persona difficoltà educative. Si dedica alla tradizione filosofica cristiana (Agostino, Pascal) e alla filosofia (Sorbona).

Periodo di grande trasformazione di Chiesa: si diffonde il Modernismo (= tendenza che sollecita la Chiesa ad un rinnovamento, ritorno alla semplicità del Vangelo, attenzione ai problemi quotidiani, valorizzare il contesto in cui l’uomo vive).

L. ricerca un rinnovamento intellettuale e morale del Cattolicesimo; la sua attenzione pastorale è particolarmente d’aiuto nei confronti dei giovani. Vicino a quelli che frequentano il centro giovanile, sollecitare i giovani affinché studino e si impegnino nel sociale e politica.

Richiamo continuo all’azione concreta: Dio è Padre capace di enorme bontà ed è preoccupato solamente di far sì che gli uomini possano sperimentare l’amore nella propria vita, sviluppare se stessi attraverso l’esperienza d’amore.

Compito della Chiesa dovrebbe essere quello di promuovere le anime e farsi carico della carità in mezzo agli uomini = cercare di essere espressione della carità.

“Eccellenza dell’opera educativa” (1886-1887)

Riflessione sui problemi educativi.

La società non è costituita da gente messa assieme, ma da relazioni. L’educazione ha a che fare con queste relazioni e richiede professionalità. L’educatore non è solo il volontario.

Un neonato ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui ma anche di un aiuto di tipo intellettuale e morale. È considerato un germe, ha potenzialità per svilupparsi in maniera autonoma fino alla maturazione. Affinché arrivi alla maturità, gli occorre un ambiente favorevole (opera dell’educazione). È una forza che bisogna indirizzare.

L’arte dell’educare è un’arte delicata. L’educando è una persona. Non c’è niente di meccanico in quanto l’educatore non plasma. Prima viene l’educando e poi l’educatore (abnegazione).

P. 64/67

(77) I genitori desiderano per i figli un’educazione religiosa e li iscrivono ai collegi religiosi.

(78) Riferimento alle materie moderne rispetto alle classiche, valide entrambe.

(79) Quando uno studente non riesce con gli studi classici, è aiutato da L.. Apprende anche le lingue. Le materie non vanno considerate in base al criterio di utilità, ma aiutare a formare interiormente l’uomo. L’indirizzo classico è stato considerato di lusso, ma è stato considerato come una portata pratica per il profilo morale.

(82) La cultura è espressione di tutto ciò che l’uomo ha appreso. Più si ha cultura, più si ha la capacità di esprimersi.

(84) Le famiglie dirigono i figli verso una carriera senza preoccuparsi delle loro attitudini, fare carriera. È spesso difficile rendersi conto delle attitudini degli educandi.

(85) Libertà di insegnamento: scuole non dello Stato, esercitano una libertà di insegnamento.

Lo studio della religione

(95) In questo brano, L. si rivolge ai giovani. Il compito prioritario che L. coglie, è quello di fare degli educandi dei cristiani. La formazione cristiana è la più importante di tutte e attraverso di essa si avvia l’educando alla conoscenza delle verità cristiane; l’educando viene aiutato a liberarsi dall’ignoranza.

(98) Si sottolinea che i giovani trascurano lo studio della religione, a volte rifiutano l’ascolto. Attraverso questo studio però fa conoscere quale sarà il d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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