Estratto del documento

Paolo Somigli

La canzone in Italia

Strumenti per l’indagine e prospettive di ricerca 1

ipotizzare una resa in “musica extracolta”. La locuzione anglosassone

LA MUSICA DI CONSUMO: PUNTI CRITICI E STRUMENTI PER

L’INDAGINE finito comunque con l’imporsi. Ma la traduzione “musica

ha

popolare” non è rimasta un’ipotesi, e ad essa si è pure affiancata una

ma all’atto pratico le

 variante, che doveva risolverne le ambivalenze

PREMESSA amplifica: “musica popolare contemporanea”. Con essa, la “musica

popolare” d’oggi coinciderebbe con la “popular music”.

Il termine “canzone” indica una pluralità di fenomeni e forme diverse In realtà i problemi della dicitura “popular music” non si limitarono a

dal Medioevo ai giorni nostri. Nel suo uso più comune esso designa quelli che possono scaturire dalla traduzione. E’ il termine “popular”

oggi una composizione vocale-strumentale di dimensioni contenute, ad essere d’impiego tutt’altro che semplice e a richiedere una

legata al sistema dei media e mirata ad obiettivi immediati, spesso, riflessione quando lo si usa.

ma non perciò esclusivamente, dalle forte implicazioni di natura A riprova delle sue ambivalenze, si considerino le riflessioni di

economica e commerciale. In questo senso, la canone è la tipologia Middleton.

musicale che più di frequente si riscontra nella musica di consumo, o Questi sottolinea che “popular music” può implicare due diverse

anche popular music. accezioni a seconda che il termine “popular” privilegi l’ampia

Il fenomeno della musica di consumo prende slancio nella società

industriali del secolo Ottocento: in tali contesti s’affermano diffusione attraverso i mezzi di comunicazione di massa (tendenza

positivista) o la fruizione di massa (tendenza essenzialista). Tale

condizioni economiche, tecniche, sociali e culturali favorevoli al suddivisione è però secondo lui suscettibile d’un ulteriore

diffondersi prima e all’imporsi poi d’una produzione musicale legata bipartizione: il concetto di massa implica due divergenti

allo sviluppo dei messi di comunicazione di massa e della tecnologia, dalle quali l’una coglie i valori positivi (massa come

avvertita come diversa se non alternativa rispetto alla musica d’arte interpretazioni,

soggetto della storia), l’altra negativi (massa come pura

nelle modalità di produzione, circolazione e fruizione anche nei manipolabilità).

destinatari. Ma allora che cosa si intende per popular music?

A livello generale il sintagma coglie la musica legata ai media,

 proliferata nelle società complesse dalla fine del secolo XIX con

MA CHE COS’E’ LA MUSICA DI CONSUMO? l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, in particolare di

riproduzione e diffusione del suono. Per usare una definizione bell’e

La produzione sulla quale ci concentriamo e della quale la canzone è pronta e rappresentativa dell’orientamento più comune «l’espressione

l’aspetto più comune, di solito si chiama popular music. Tale dicitura inglese “popular music” indica quell’insieme di attività musicali

si definisce negli anni Sessanta e si diffonde soprattutto negli anni comuni nel mondo contemporaneo che va dalle canzoni al rock, dalla

Settanta a partire dal mondo anglosassone. Essa è presente da tempo musica cinematografica e televisiva al jazz». Si tratta di un ambito

anche nella musicologia italiana, ma la sua adozione non è stata significhi “popular

assai vasto e diversificato. Insomma, su cosa

semplice: il termine “popular” induce una resa del sintagma in music” il dibattito è aperto ed investe più fonti, tanto da un punto di

“musica popolare”. vista concettuale e terminologico, quanto da un punto di vista pratico.

Già quando “popular music” iniziò a diffondersi, però, l’italiano Tipologie musicali tradizionalmente incluse nella popular music quali

“musica popolare” indicava un altro specifico settore della musica, di canzone commerciale, rock, pop, ma anche musica da discoteca,

pertinenza etimologica: quello della musica di tradizione orale. techno, rap, canzone d’autore condividono infatti, seppure in misure

Allora, le ambiguità determinate dalla locuzione inglese spinsero a 2

diverse, specifiche modalità di produzione, diffusione, fruizione. Esse UN PUNTO CRUCIALE: IL RAPPORTO CON IL PRESENTE

sono in primo luogo caratterizzate prevalentemente dalla diffusione

in forma registrata mediante apparecchi di riproduzione del suono e Ma un altro elemento, forse più importante, accomuna le tipologie di

media (radio, televisione, interne). La circolazione in forma registrata popular music fin qui osservate: è il rapporto con la contingenza,

l’attualità, il presente. Il rapporto di tipo commerciale ed economico

contraddistingue la popular music perlomeno dal primo Novecento e

ha avuto ricadute importantissime. Esiste infatti un legame assai è significativo, forse preponderante. Eppure non è il solo. Esistono

stretto fra lo sviluppo della tecnologia e lo sviluppo della popular canzoni e musiche ritenute popular music che non si pongono in

music e delle sue forme. Ma nel suo divenire la musica di consumo primis un obiettivo economico o commerciale: pensiamo a molte

non s’è limitata a subire passivamente le conseguenze dello sviluppo canzoni d’autore, o alle canzoni d’impegno sociale. Nondimeno, pure

tecnologico. Lo sviluppo tecnologico e il processo di distacco fra in questi, la risposta ad una sollecitazione presente costituisce una

musica prodotta per la diffusione con strumenti elettrici es esecuzione fattore determinante, e spesso primario; così come è assai scoperto, e

spesso apertamente dichiarato, il legame stretto con l’attualità.

dal vivo, da allora, si fanno sempre più netti e impetuosi; e ben presto,

col pieno avvento della registrazione multitraccia, «la musica Un esempio del legame compresso fra una canzone e il suo presente

realizzata in studio non manteneva più alcuna relazione con ciò che si può essere Material girl di Madonna (1984). Il sound e le

faceva dal vivo». La centralità dello studio, non ha comportato la fine caratteristiche musicali del brano ben rappresentano il periodo in cui

dei concerti e più in generale della fruizione della musica collettiva. la canzone viene prodotta; sulla sua palese finalità commerciale non

Il pubblico vi partecipa perlopiù attivamente, fisicamente, secondo un ci sono dubbi. Ma il legame con il presente non si ferma qui. Il

codice multiforme: può cantare un semplice ritornello o un’intera videoclip di Madonna rinvia apertamente a Marilyn Monroe in Gli

canzone, saltare e ballare. In questo può essere utile pensare a quanto uomini preferiscono le bionde. Non molti fan di Madonna colsero al

accade in un concerto di musica classica. Qui il pubblico ha un volo e senza esservi instradati dalla critica o dalla cantante stessa il

atteggiamento di carattere contemplativo. L’ascolto musicale è infatti riferimento alla Monroe. Ma la Material girl, risultava in consonanza

una realtà complessa, che coinvolge e stimola profondamente con il periodo: nei primi anni Ottanta si celebra il mito

l’individuo a livello cognitivo, l’ascolto in silenzio tipico della dell’arricchimento fulmineo e a portata di tutti purché dotati di

fruizione della musica d’arte è insomma una specifica attività intraprendenza, audacia e magari anche cinismo.

dell’uomo. E’ ovvio: sottolineare i legami con l’attualità non significa dire che

alcune differenze fra musica d’arte e debba perdersi nell’arco di pochi mesi o anni. Molte,

E visto che siamo a ricordare una canzone

musica di consumo, converrà menzionare anche quelle che moltissime canzoni passano come meteore. Grazie dei fiori (1951)

affidata alla voce di Nilla Piazzi con l’obiettivo immediato di imporsi

riguardano le tipologie di pubblico. Spicca, in particolare, la

composizione più sbilanciata verso le fasce giovanili tipica del al nascente Festival della Canzone italiana, vince la prima edizione

all’interno della fascia giovanile, poi,

pubblico della popular music; del Festival di Sanremo. Ciò non le ha impedito di mantenersi nella

balza agli occhi la differenza di interessi culturali, censo e status memoria degli italiani.

sociale fra quanto sono in grado di conoscere e apprezzare sia la Nel 1970 De Andrè incide la Buona novella. Siamo negli anni della

d’arte e quanti invece si rivolgono

musica di consumo sia la musica contestazione giovanile, e il disco di De Andrè sembra quanto più

esclusivamente alla popular music più commerciale, magari con un lontano da quel clima: parla di Gesù.

Il cantautore spiega il legame stringente con l’attualità: «compagni,

atteggiamento preconcetto di rifiuto e chiusura verso tutto il resto.

Che una diversità di pubblico ci fosse era chiaro da tempo. amici, coetanei, considerano quel disco anacronistico. Non avevano

3

capito che la Buona novella voleva essere un’allegoria riconsiderare forse l’idea d’un Festival di Sanremo monolitico e

che si

precisava nel paragone tra le istanze migliori e più sensate della rigidamente assetato su posizioni conservatrici. E se per un verso

rivolta del ’68 e le istanze […] che, 1969 anni prima, un signore aveva prevale senz’altro un tipo di canzone che impiega formule melodiche

fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi, in nome di un consuete e lessico astratto per celebrare sentimenti stereotipati

d’affetto, nostalgia e malinconia, per un altro verso non mancano

egualitarismo e di una fratellanza universale. Si chiamava Gesù di proposte canore d’altro carattere.

Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande Il festival delle origini, infatti, non

rivoluzionario di tutti i tempi». si rivolge ad un pubblico generazionale e socialmente definito,

è il suo album del 1970. Ma quasi quarant’anni

La Buona novella attraverso la radio rima e la televisione poi invece ad un pubblico

dopo non è caduto nell’oblio, né ha perso di attualità. per fasce sociali e d’età.

ampio per numero quanto Nel blu dipinto di

Il rapporto fra una canzone e il presente di natura molteplice: può blu presenta numerose novità rispetto alla storia sanremese ma al

investire aspetti sociali, ideologici, stilistici, commerciali. Coglierlo contempo mantiene evidenti legami con essa. Sappiamo bene cosa

nella sua complessità e con chiarezza aiuta a comprendere le rende innovativa questa canzone: il testo incentrato sul tema del volo,

caratteristiche, la recezione e il senso di una canzone, oltre a con la sua portata allusiva e liberatoria; la scansione ritmica; la

vocalità “urlata”, l’impiego dell’orchestra; il convergere di

contribuire alla ricostruzione storica, sia generale sia musicale. suggestioni americane come ad esempio il terzinato. Tali elementi di

novità vengono però calati in un aspetto formale abbastanza noto,

 UN ESEMPIO ATTRAVERSO L’ASCOLTO: “NEL BLU DIPINTO ancorché non banale.

DI BLU” Nella canzoni si rintracciano infatti di solito tre tipologie

organizzative principali: STROFICA SENZA RITORNELLO,

STROFA-RITORNELLO, VERSE-REFRAIN ovvero anche

Un ulteriore esempio può essere utile ad illustrare quanto appena CHORUS-BRIDGE.

sostenuto. Nella storia della canzone italiana il 1958 è una data In estrema sintesi: nella forma strofica la musica segue le diverse

simbolo. Al Festival di Sanremo, Nel blu dipinto di blu di Domenico strofe del testo ripetendosi uguale per ognuna di esse, senza però che

Modugno e Franco Migliacci su un successo straordinario. La alcun altro segmento testuale o melodico autonomo venga

canzone proponeva «qualcosa che non si era mai sentito sui ciclicamente ripetuto. Ciò determina un gioco tra la ripetizione di una

palcoscenici italiani» e la sua vittoria è stata vista come «un momento musica e di uno schema metrico-ritmico che restano uguali e un testi

di rottura nel percorso della canzone italiana, una rivoluzione che fa

crollare l’ancien régim melodico e sentimentale e avvia un verbale che invece muta sempre. Nella struttura strofa-ritornello, la

musica si ripete uguale per ogni diversa strofa del testo mentre un

rinnovamento profondo dove emerge un modo totalmente nuovo di elemento melodico e testuale facilmente memorizzabile ritorna

scrivere e interpretare le canzoni». Nel blu dipinto di blu, insomma, invariato più volte, il ritornello appunto: esso in linea di massima non

apre un panorama nuovo ed impensato. Ma lo fa impadronendosi in viene presento subito all’inizio della canzone ma dopo la strofa, e

una rassegna che non ha mai incoraggiato scossoni bruschi e

sperimentazioni ardite. Se valutato solo sul parametro “innovazione viene ripetuto sempre di più nel corso della canzone stesa; nelle frasi

VS convenzione”, quel successo può divenire inspiegabile. Esso conclusive della canzone viene sovente ribadito anche mediante una

modulazione di tono ascendente. In questa strutturazione formale il

dunque dovrà essere indagato da una prospettiva più ampia, che gioco tra ripetizione e cambiamento osservato nella struttura strofica

prendo in esame tanto la canzone quanto il contesto nel quale essa

s’impone. Partiamo proprio sul contesto. In primo luogo, è da senza ritornello è amplificato: la musica presenta due sezioni distinte

4

e dal carattere spesso contrastante; e mentre il testo cambia sempre in italiana e nello schema chorus-bridge un modello organizzativo

una di queste due sezioni (strofa), resta sempre uguale nell’altra tipicamente americano.

(ritornello). Nel terzo schema organizzativo il gioco è ancora Nel blu dipinto di blu può essere riferito proprio allo schema

d’oltreoceano. Infatti, inizia con una

complesso. Questo schema conosce numerose varianti e meriterà breve e vaga introduzione

strumentale seguita da una frase vocale quasi declamata (“penso che

descriverlo a partire dalla forma standard originaria. Essa si delinea un sogno così…; verse); si apre quindi con un canto spiegato con un

negli Stati Uniti a partire dal teatro musicale leggero dei primi decenni

del ‘900 e ha come elemento caratteristico di base una struttura incipit tale da imprimersi inesorabilmente nella memoria

dell’ascoltatore (“volare, oh, oh;

musicale articolata in quattro parti uguali secondo lo schema AABA, chorus); prosegue poi con una frase

intermedia (“e volavo, volavo felice…; bridge)

preceduta da una strofa intonata in rubato e spesso dal carattere che sfocia infine nel

interlocutorio (“verse”) e da un’introduzione strumentale. In ritorno del chorus. Il tutto è quindi ripetuto dopo un interludio

quest’ultima tipologia formale il corpo principale della canzone, strumentale, con testo parzialmente diverso. Per quanto tipico della

quello preceduto dal verse, si apre con un episodio di carattere ben canzone americana, lo schema organizzativo che soggiace a Nel blu

orecchiabile (“chorus”; A) nel quale la figura in linea di massima la non era affatto nuovo né per l’Italia né per Sanremo.

dipinto di blu

cellula melodica principale (il cosiddetto “hook”: gancio, uncino), Simile schema lo aveva Grazie dei fiori di Nilla Pizzi.

spesso con le parole del titolo della canzone; di solito questo episodio Insomma, Nel blu dipinto di blu rappresenta uno snodo ed acquista

viene ripetuto immediatamente, ma con testo diverso. Segue quindi un carattere di rottura nella storia della canzone sanremese, e più in

una sezione testuale e musicale della scrittura modulante (“bridge”), genere italiana anche perché modula in maniera chiara elementi

dopo la quale ritorna nuovamente il primo episodio (A, col primo innovativi con elementi più noti. Ciò la rende comprensibile al grande

testo, con una sua variante o con un testo nuovo). In origine, la pubblico e può innescare il processo di cambiamento e di radicale

struttura complessiva AABA veniva di norma ripetuta due volte innovazione che conosciamo.

(donde il nome “verse-refrain”). Questa tipologia organizzativa ha

assunto in realtà parecchi volti. Il verse s’è rivelato un elemento  VERSO LE CONCLUSIONI: PERCHE’ “MUSICA DI

accessorio, che può esserci come non esserci; ciò non è stato privo di CONSUMO”

ricadute: anzi, ha fatto sì che una canzone strutturata secondo il

modello AABA, priva di verse, s’apra spesso con la frase melodica La proposta di prendere in seria considerazione l’uso di questo

principale, con un meccanismo organizzativo opposto a quello della

la ripetizione dall’intero sintagma nasce proprio dall’osservazione del legame fra musica e

comune tipologia strofa-ritornello. Inoltre, presente: un legame che investe l’assetto sonoro

refrain ha lasciato il posto ad altre, diverse, soluzioni: in particolare, e formale, le

nel prosieguo della canzone il semplice chorus può essere ripetuto, tematiche, le scelte testuali.

“Musica di consumo” vuol dire musica che viene prodotta per una

ripreso per cenni o brandelli, o anche non ricomparire più. Consegue

un’ulteriore differenza con la tipologia della forma-

anche da questo fruizione presente; che risponde prima di tutto a sollecitazioni e

ritornello, nella quale invece l’elemento melodico memorabile viene fin1alità presenti; che si pone come obiettivo primario, farsi recepire

un pubblico attuale, contingente. “Musica di consumo” negli anni

ripetuto sempre di più, fino alla saturazione, nel prosieguo della da

’60 era sinonimo di “musica gastronomica”, musica banale

canzone. A livello generale si tende a vedere nello sc

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 22
Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 1 Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia della musica leggera, prof. Paolo Somigli, libro consigliato La canzone in Italia. Strumenti per l'indagine e prospettive di ricerca Pag. 21
1 su 22
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaMGM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica leggera e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Somigli Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community