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capito che la Buona novella voleva essere un’allegoria riconsiderare forse l’idea d’un Festival di Sanremo monolitico e

che si

precisava nel paragone tra le istanze migliori e più sensate della rigidamente assetato su posizioni conservatrici. E se per un verso

rivolta del ’68 e le istanze […] che, 1969 anni prima, un signore aveva prevale senz’altro un tipo di canzone che impiega formule melodiche

fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi, in nome di un consuete e lessico astratto per celebrare sentimenti stereotipati

d’affetto, nostalgia e malinconia, per un altro verso non mancano

egualitarismo e di una fratellanza universale. Si chiamava Gesù di proposte canore d’altro carattere.

Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande Il festival delle origini, infatti, non

rivoluzionario di tutti i tempi». si rivolge ad un pubblico generazionale e socialmente definito,

è il suo album del 1970. Ma quasi quarant’anni

La Buona novella attraverso la radio rima e la televisione poi invece ad un pubblico

dopo non è caduto nell’oblio, né ha perso di attualità. per fasce sociali e d’età.

ampio per numero quanto Nel blu dipinto di

Il rapporto fra una canzone e il presente di natura molteplice: può blu presenta numerose novità rispetto alla storia sanremese ma al

investire aspetti sociali, ideologici, stilistici, commerciali. Coglierlo contempo mantiene evidenti legami con essa. Sappiamo bene cosa

nella sua complessità e con chiarezza aiuta a comprendere le rende innovativa questa canzone: il testo incentrato sul tema del volo,

caratteristiche, la recezione e il senso di una canzone, oltre a con la sua portata allusiva e liberatoria; la scansione ritmica; la

vocalità “urlata”, l’impiego dell’orchestra; il convergere di

contribuire alla ricostruzione storica, sia generale sia musicale. suggestioni americane come ad esempio il terzinato. Tali elementi di

novità vengono però calati in un aspetto formale abbastanza noto,

 UN ESEMPIO ATTRAVERSO L’ASCOLTO: “NEL BLU DIPINTO ancorché non banale.

DI BLU” Nella canzoni si rintracciano infatti di solito tre tipologie

organizzative principali: STROFICA SENZA RITORNELLO,

STROFA-RITORNELLO, VERSE-REFRAIN ovvero anche

Un ulteriore esempio può essere utile ad illustrare quanto appena CHORUS-BRIDGE.

sostenuto. Nella storia della canzone italiana il 1958 è una data In estrema sintesi: nella forma strofica la musica segue le diverse

simbolo. Al Festival di Sanremo, Nel blu dipinto di blu di Domenico strofe del testo ripetendosi uguale per ognuna di esse, senza però che

Modugno e Franco Migliacci su un successo straordinario. La alcun altro segmento testuale o melodico autonomo venga

canzone proponeva «qualcosa che non si era mai sentito sui ciclicamente ripetuto. Ciò determina un gioco tra la ripetizione di una

palcoscenici italiani» e la sua vittoria è stata vista come «un momento musica e di uno schema metrico-ritmico che restano uguali e un testi

di rottura nel percorso della canzone italiana, una rivoluzione che fa

crollare l’ancien régim melodico e sentimentale e avvia un verbale che invece muta sempre. Nella struttura strofa-ritornello, la

musica si ripete uguale per ogni diversa strofa del testo mentre un

rinnovamento profondo dove emerge un modo totalmente nuovo di elemento melodico e testuale facilmente memorizzabile ritorna

scrivere e interpretare le canzoni». Nel blu dipinto di blu, insomma, invariato più volte, il ritornello appunto: esso in linea di massima non

apre un panorama nuovo ed impensato. Ma lo fa impadronendosi in viene presento subito all’inizio della canzone ma dopo la strofa, e

una rassegna che non ha mai incoraggiato scossoni bruschi e

sperimentazioni ardite. Se valutato solo sul parametro “innovazione viene ripetuto sempre di più nel corso della canzone stesa; nelle frasi

VS convenzione”, quel successo può divenire inspiegabile. Esso conclusive della canzone viene sovente ribadito anche mediante una

modulazione di tono ascendente. In questa strutturazione formale il

dunque dovrà essere indagato da una prospettiva più ampia, che gioco tra ripetizione e cambiamento osservato nella struttura strofica

prendo in esame tanto la canzone quanto il contesto nel quale essa

s’impone. Partiamo proprio sul contesto. In primo luogo, è da senza ritornello è amplificato: la musica presenta due sezioni distinte

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e dal carattere spesso contrastante; e mentre il testo cambia sempre in italiana e nello schema chorus-bridge un modello organizzativo

una di queste due sezioni (strofa), resta sempre uguale nell’altra tipicamente americano.

(ritornello). Nel terzo schema organizzativo il gioco è ancora Nel blu dipinto di blu può essere riferito proprio allo schema

d’oltreoceano. Infatti, inizia con una

complesso. Questo schema conosce numerose varianti e meriterà breve e vaga introduzione

strumentale seguita da una frase vocale quasi declamata (“penso che

descriverlo a partire dalla forma standard originaria. Essa si delinea un sogno così…; verse); si apre quindi con un canto spiegato con un

negli Stati Uniti a partire dal teatro musicale leggero dei primi decenni

del ‘900 e ha come elemento caratteristico di base una struttura incipit tale da imprimersi inesorabilmente nella memoria

dell’ascoltatore (“volare, oh, oh;

musicale articolata in quattro parti uguali secondo lo schema AABA, chorus); prosegue poi con una frase

intermedia (“e volavo, volavo felice…; bridge)

preceduta da una strofa intonata in rubato e spesso dal carattere che sfocia infine nel

interlocutorio (“verse”) e da un’introduzione strumentale. In ritorno del chorus. Il tutto è quindi ripetuto dopo un interludio

quest’ultima tipologia formale il corpo principale della canzone, strumentale, con testo parzialmente diverso. Per quanto tipico della

quello preceduto dal verse, si apre con un episodio di carattere ben canzone americana, lo schema organizzativo che soggiace a Nel blu

orecchiabile (“chorus”; A) nel quale la figura in linea di massima la non era affatto nuovo né per l’Italia né per Sanremo.

dipinto di blu

cellula melodica principale (il cosiddetto “hook”: gancio, uncino), Simile schema lo aveva Grazie dei fiori di Nilla Pizzi.

spesso con le parole del titolo della canzone; di solito questo episodio Insomma, Nel blu dipinto di blu rappresenta uno snodo ed acquista

viene ripetuto immediatamente, ma con testo diverso. Segue quindi un carattere di rottura nella storia della canzone sanremese, e più in

una sezione testuale e musicale della scrittura modulante (“bridge”), genere italiana anche perché modula in maniera chiara elementi

dopo la quale ritorna nuovamente il primo episodio (A, col primo innovativi con elementi più noti. Ciò la rende comprensibile al grande

testo, con una sua variante o con un testo nuovo). In origine, la pubblico e può innescare il processo di cambiamento e di radicale

struttura complessiva AABA veniva di norma ripetuta due volte innovazione che conosciamo.

(donde il nome “verse-refrain”). Questa tipologia organizzativa ha

assunto in realtà parecchi volti. Il verse s’è rivelato un elemento  VERSO LE CONCLUSIONI: PERCHE’ “MUSICA DI

accessorio, che può esserci come non esserci; ciò non è stato privo di CONSUMO”

ricadute: anzi, ha fatto sì che una canzone strutturata secondo il

modello AABA, priva di verse, s’apra spesso con la frase melodica La proposta di prendere in seria considerazione l’uso di questo

principale, con un meccanismo organizzativo opposto a quello della

la ripetizione dall’intero sintagma nasce proprio dall’osservazione del legame fra musica e

comune tipologia strofa-ritornello. Inoltre, presente: un legame che investe l’assetto sonoro

refrain ha lasciato il posto ad altre, diverse, soluzioni: in particolare, e formale, le

nel prosieguo della canzone il semplice chorus può essere ripetuto, tematiche, le scelte testuali.

“Musica di consumo” vuol dire musica che viene prodotta per una

ripreso per cenni o brandelli, o anche non ricomparire più. Consegue

un’ulteriore differenza con la tipologia della forma-

anche da questo fruizione presente; che risponde prima di tutto a sollecitazioni e

ritornello, nella quale invece l’elemento melodico memorabile viene fin1alità presenti; che si pone come obiettivo primario, farsi recepire

un pubblico attuale, contingente. “Musica di consumo” negli anni

ripetuto sempre di più, fino alla saturazione, nel prosieguo della da

’60 era sinonimo di “musica gastronomica”, musica banale

canzone. A livello generale si tende a vedere nello schema strofa- d’intrattenimento, spesso dai secondi fini. Eppure, inteso come si è

ritornello il modello organizzativo caratteristico della canzone detto, questo sintagma più essere utile a più livelli. Coglie con

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chiarezza le notevoli implicazioni economiche proprie di queste militare aveva inciso profondamente sulla vita dei bambini nati tra la

fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 e aveva contribuito a dare

musiche, sottolinea il legame con il presente; sfugge ad alcune

al termine “popular”, non ultime quelle

controverse categorie legate a questa generazione caratteri specifici, inediti e assai più stagliati di

che suscitano giudizi di valere (ad esempio alto/basso). Nella nostra quanto non fosse possibile intravedere in precedenza; per un altro

verso, l’affermazione definitiva degli Stati Uniti come principale

prospettiva, inoltre, il termine riunisce generi diversi, che presentano

però tratti comuni quanto a produzione, diffusione e fruizione. La potenza militare ed economica globale aveva determinato un

popular music, la musica di consumo non è preconcettualmente più improvviso e diffuso benessere in ampi strati della popolazione. Così,

bella o più brutta della musica d’arte. E’ diversa. tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta i teenagers

risultarono sia un gruppo sociale ben individuabile sia un ricco bacino

d’utenza. Fiorì pertanto un mercato giovanile fatto di abiti, gadget,

programmi televisivi, musiche, che erano destinati prima di tutto a

loro e acquisirono presto valore di simbolo generazionale.

E’ questo il caso della musica definita nella prima metà degli anni

CANZONE E MONDO GIOVANILE IN ITALIA. UN “CASE STUDY”: LA Cinquanta “rock ‘n’ roll”.

MUSICA LITURGICA In realtà la locuzione “rock ‘n’ roll” è attesta per la prima volta nel

1934, nell’omonima canzone delle Boswell Sisters. Esse fu portata

 alla celebrità dal disc jokey Alan Freed: costui conduceva dal 1951

“COME POTETE GIUDICAR?” I GIOVANI TRA ANNI un programma radiofonico rivolto esplicitamente ai giovani intitolato

CINQUANTA E SESSANTA Moondog Rock ‘n’ Roll House Party. “Rock ‘n’ roll” si

appunto The

rivelò quanto mai idoneo a designare una musica dal ritmo frenetico

Negli anni Cinquanta s’afferma, a partire dagli Stati Uniti, coi suoi sott’intesi, ben

e dalla vocalità prorompente; la locuzione,

l’immagine oggi corrente dei giovani come soggetto sociale specifico, sottolineava il giravoltare, dondolare, piroettare che di tale musica

destinatario di proposte mirate, portatore di caratteri propri, per caratterizzava la danza.

quanto al loro interno diversificati. I primi segni del processo che I giovani trovano un elemento d’identificazione nell’opposizione

conduce a questo esito s’erano in realtà già avuti, sempre negli USA, manifesta alla generazione dei più grandi. Il giovane è il ribelle, il

perlomeno da un paio di decenni: tra gli anni Venti e gli anni Trenta i contestatore. Nasce anche una nuova figura di divo: il teen idol; questi

giovani avevano iniziato ad apparire come soggetto a sé e su di loro ai teenagers: nell’abito, nel lessico, negli

si rivolge esplicitamente

s’erano avuti anche i primi studi sociologici. Tuttavia, fu tra la fine atteggiamenti provocatori, ribelli e spesso carichi di valenza erotica.

e l’inizio degli anni Cinquanta che tale processo

degli anni Quaranta Ne sono esempi James Dean, nel cinema, o Jerry Lee Lewis, nella

s’impose definitivamente e con chiarezza in termini di mercato, musica. Ma sullo stesso testo batteva anche il più commerciale Elvis

industria culturale riflessione sociologica. Presley, alias “Elvis the Pelvis” per i propri movimenti di bacino.

I “giovani”, negli anni Cinquanta, erano soprattutto gli adolescenti, i Come a dimostrazione ulteriore del significato implicito ed allusivo

ragazzi e le ragazze nell’età della scuola superiore; per dirla in di “rock ‘n’ roll”.

inglese: i teenagers. Il carattere simbolico in chiave giornalistica del rock ‘n’ roll viene

Diversi fattori, nel dopoguerra, avevano condotto all’affermazione definitivamente sancito da un film Il seme della violenza, di Richard

definitiva oltreoceano di questa nuova categoria sociale; per un verso Brooks, del 1955. Questa pellicola affronta esplicitamente il

durante la guerra, la coscrizione obbligatoria dei maschi in età da 6

problema dello scontro generazionale. L’idillio col quale il film si Quest’identificazione tra giovani e musica si riverbera nelle canzoni

chiude per sfociare nei titoli di coda è suggellato da Around the clock stesse, dove è frequente «uno schema davvero perentorio e infallibile,

di Bill Haley and his comets, il brano che ancora oggi è il rock ‘n’ roll quello della divisione del mondo e della società in due “noi” e “voi”.

per antonomasia. Ma a dispett del lieto fine, Il seme della violenza fu Cioè una divisione in primo luogo generazionale, giovani contro

recepito come manifesto dell’antitesi radicale e violenta fra giovani adulti».

ed adulti; la canzone di Bill Haley ne seguì il destino e sancì il rock Le canzoni, dunque si fanno testimoni di un attrito generazionale.

‘n’ roll quale espressione musicale della sensibilità e dalla ribellione Vengono subito alla mente canzoni come Che colpa abbiamo noi dei

dei Nomadi, ambedue del ’66.

giovanile. Rokes o Come potete giudicar

Le novità riguardanti il mondo giovanile arrivano presto anche in Tra le tendenze musicali appena ricordate, conviene soffermarsi un

Italia. In Italia, del resto, negli anni ’50 furono un periodo di momento sul beat. Esso segnò in profondità il modello giovanile degli

profondissime trasformazioni sociali, e pure nel nostro paese al anni Sessanta. Il modello del beat era la coeva musica britannica, ma

termine del decennio il cambiamento nei rapporti generazionali era anche statunitense. Il beat si rivolgeva ai giovani, e di essi

rispecchiava aspetti diversi: la voglia di svago, l’attenzione ai

irreversibile: i teenagers italiani costituivano ormai un settore mondiali, l’angoscia della solitudine e dell’incomprensione. Così

delineato dalla società e del mercato, e ad essi si rivolgeva con caratterizzato, il beat era carico di valenze, al pari dei rock ‘n’ roll un

proposte e prodotti mirati. Ha chiara consapevolezza di questa realtà

il giovane cantante Adriano Celentano, esordiente fra il 1957 e il 1958 decennio prima.

Come gran parte della produzione cantautoriale, il beat s’intrinsecò

e già al successo nel 1959: a marcare la propria natura generazionale,

in quell’anno intitolava e un’altra

una canzone Il ribelle Il tuo bacio presto ai movimenti giovanili di protesta che nella seconda metà degli

anni ’60 cominciavano a farsi sentire anche nel nostro Paese ed

è come un rock. In questo brano dal carattere rock, Celentano canta le

virtù d’un bacio paragonandolo a un cazzotto in un match di boxe; le esplosero con le rivolte del ’68. Se dunque inizialmente il beat dava

voce ad un’identità giovanile e ad una contrapposizione “noi-voi” di

parole rima sono per lo più inglesi e, tranne in due casi, riferite a

situazioni estreme: knock out, ring, shock. Celentano con questa stampo eminentemente generazionale, esso si caricò rapidamente

canzone assume dunque un atteggiamento “ribelle” e fa un’esplicita anche d’altri valori di carattere ideologico e politico. E così, di fatto,

la contrapposizione “noi-voi” smise d’essere una contrapposizione

scelta di campo. E così diviene il primo teen idol italiano.

E’ in questo periodo ed in questo contesto che in analogia con quanto solo generazionale, essa divenne presto una contrapposizione

valoriale e finì con l’investire i suoi stessi

stava accadendo negli Stati Uniti e più in generale nel mondo promotori.

Anche fra i giovani c’erano i “noi” e i “voi”, quelli dalla parte giusta

occidentale, anche in Italia inizia ad affermarsi il legame speciale,

ancorché non esclusivo, fra i giovani e le canzoni a tutt’oggi non e quelli dalla parte sbagliata. I “noi” ascoltavano le canzoni

d’impegno, partecipavano ai movimenti di protesta, prendevano una

venuto meno.

In pochi anni, e dunque già negli anni Sessanta, i giovani con i propri determinata posizione rispetti alla politica nazionale e internazionale,

gusti e le proprie tendenze, saranno il referente primario della gran alla cultura o alla formazione, si vestivano secondo determinati

parte degli autori e dei discografici. canoni, portavano capelli lunghi, vero simbolo di trasgressione. Ma

chi non aderiva a quest’insieme di convenzioni, o magari non teneva

Allo stesso tempo, essa trova in modo sempre più marcato un

elemento di coesione nei momenti di protesta civile e pacifista che a i capelli lunghi e preferiva ascoltare solo semplicemente canzoni

d’amore, rischiava facilmente di finire fra i “voi” e d’essere scambiato

principiare da oltreoceano iniziano a diffondersi nelle università e per «un “fascio di merda”».

incanalano verso obiettivi sociali precisi lo spirito delle origini. 7

 “LASCIATE CHE I GIOVANI VENGANO A ME”: LA CHIESA diffuse impetuoso: gruppi come I Barritas, I Brians, Gli Allleluja ne

divennero specialisti.

ALLA CONQUISTA DEI GIOVANI Le musiche appartenenti a questa corrente sono inconfondibilmente

L’affermarsi in Italia della nuova beat: nel ritmo, negli strumenti, nella vocalità. In esse risultano poi

categoria sociale dei giovani si

riverbera anche sulla vita della Chiesa: l’attenzione a questo nuovo ed trasparenti le reminiscenze dai Beatles, dai Rolling Stones, dai Doors,

ambiguo protagonista della società caratterizza l’esperienza del ma anche dagli Equipe 84. Nel loro insieme queste musiche

testimoniano del desiderio dei giovani di partecipare attivamente alla

Concilio Vaticano II, annunciato nel 1959 e concluso nel 1965. Nei vita della chiesa e alla liturgia attraverso la “loro” musica. Le messe

messaggi conclusivi del Concilio la Chiesa manifesta di cogliere nei beat, o yé-yé, diventano nel bene e nel male un simbolo di questa

giovani il referente privilegiato, e fa il destinatario del discorso di nuova sensibilità della Chiesa giovanile. La messa beat era dunque un

congedo. Col Vaticano II i giovani sono divenuti punto di riferimento simbolo. Di fatto il sintagma “messa beat” era sinonimo di “messa dei

centrale per la pastorale della Chiesa, ed oggi ricevono specialissima giovani”, indipendentemente dall’effettiva natura della canzoni

attenzione da parte delle istituzioni ecclesiastiche; nei 27 anni del d’identificazione e

intonate. La messa beat divenne dunque elemento

proprio pontificato Giovanni Paolo II ha fatto di loro il destinatario di contrapposizione; in essa si trovò rappresentato con forza in seno

privilegiato della propria catechesi. alla Chiesa Cattolica quell’urto frontale (giovani VS adulti) che si

I giovani diventano destinatari anche d’una specifica produzione stava affermando nella società e che trovava voce proprio nel beat. In

musicale. era l’unico

Ma è nelle musiche e soprattutto nell’adesione o nel riferimento alle realtà, il beat non tipo di musica che i giovani inserivano

nella liturgia fra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta:

tendenze musicale di volta in volta in volta in voga nel mondo rientravano nel novero le protest songs, i negro spirituals, le canzoni

giovanile che il rapporto fra la Chiesa e i giovanissimi si manifesta in dei cantautori, più o meno impegnati. Negli anni ’70, canti melodici

tutta la sua evidenza e con tutte le sue implicazioni. Se infatti molte carattere raccolto ed intimista (un caso evidente è senz’altro

di queste tendenze contribuiscono ad affermare l’esistenza d’una dal

Fratello Sole, Sorella Luna ovvero Dolce sentire, cantata da Claudio

sensibilità giovanile diversa e spesso opposta a quella degli adulti,

l’adesione ad esse nella musica liturgica pone in luce nodi Baglioni) convivono assieme ad altri più impegnati, legati alla

canzone di protesta sia nella sua veste cantautoriale sia nei suoi aspetti

problematici di grande interesse. rock.

 GLI ANNI SESSANTA E SETTANTE: MESSA BEAT, MESSA DI  GLI ANNI OTTANTA E NOVANTA: LITURGIE POP

PROTESTA Pur nel riferimento al Vangelo, Testimoni dell’amore di Dio, può

Il primo esempio chiaro di musica liturgica dei giovani e per i giovani essere dunque considerato un esempio dell’impegno civile che ancora

in linea con le tendenze musicali del momento, è la Messa dei giovani nella seconda metà degli anni ’70 connotava la società, la musica e

di Marcello Giombini, presentata a Roma nel 1966 e divenuta famosa infine la musica liturgica. Ma già al tempo nel quale questo canto

anche come Messa Beat. venne composto il sistema degli ideali in Italia iniziò a cambiare

Le reazioni ecclesiastiche ufficiali furono negative; esse non radicalmente. Dopo gli anni dell’impegno, gli italiani riscoprirono

fermarono però l’esperienza. Il beat liturgico anzi, s’impose e si valori di carattere più personale, affettivo, familiare, magari di svago:

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era il cosiddetto “riflusso”. A condurre a tale fenomeno fu una Nella musica e nell’attività dei due complessi è chiara la permeabilità

pluralità di fattori. Nel decennio l’Italia era stata sconvolta da una alle tendenze della musica di consumo internazionale. La si nota

catena di stragi neofasciste e aveva assistito al contempo all’inasprirsi anche nei dettegli non strettamente musicali: i due gruppi incidono

dell’offensiva del terrorismo rosso. periodicamente un album e si esibiscono in concerti e tournées in cui

Parallelamente a questo rapido processo di tipo sociale, nella musica fanno usa di strumentazioni elettroniche, amplificazioni, effetti di

italiana di consumo si diradano le canzoni connotate dall’impegno, e luci. Ma è sul fronte della musica che essi manifestano grande

al loro posto s’impongono musiche più apertamente di svago. attenzione agli orientamenti musicali di volta in volta contemporanei

d’impegno o i cantautori

Intendiamoci: non è che la musica come ad per calarli nella propria produzione. In queste canzoni liturgiche la

esempio Guccini o De Andrè spariscono dalla circolazione, più musica vuole assumere toni ritmici apertamente, esclusivamente

semplicemente: acquista rilievo, s’afferma e ottiene gran successo di giovanili; ma poi forse suona un po’ datata rispetto al coevo panorama

internazionale e alle tendenze che andavano affermandosi o s’erano

pubblico una produzione dichiaratamente svagata e commerciale che

nel clima ideologico degli anni precedenti circolava sì, ma tra censure già affermate. Così come mutano i caratteri sonori del pop

internazionale, negli anni ’90 cambia anche lo stile nella produzione

e ostracismi; ad esempio la musica di semplice intrattenimento, quella

da discoteca e, soprattutto, l’enorme galassia del pop con le sue molte liturgica giovanile, evidentemente come per cercare di tenersi al

declinazioni. passo.

Per “world music” (letteralmente “musica del mondo”) s’intende

A titolo generale, si tende a cogliere nel pop quella musica derivata

dal rock, prodotta sotto la spinta dell’industria discografica per la comunemente un tipo di produzione musicale di consumo che inizia

a diffondersi a partire dalla metà degli anni ’80

diffusione mediatizzata e lo smercio sul larga scala. Uno dei caratteri per imporsi

del pop è il convergere dei vari autori e delle varie canzoni, pur di rapidamente come fenomeno commerciale diffuso. Essa si basa

sull’apporto di suggestioni da culture non occidentali o comunque

provenienza disparata, su standard formali e sonori di matrice

angloamericana. Questa produzione non mira a veicolare messaggi poco note in Occidente.

d’impegno e cambiamento sociale. Punta Nella gran parte della world music l’innovazione rispetto ai modelli

invece in primo luogo a

divertire e a far comprare dischi. Mirato al successo commerciale, il angloamericani potenzialmente determinata dai contributi di varie

pop vede negli adolescenti e nei giovani il proprio destinatario. Esso culture si ritrova perlopiù incanalata nella convenzionalità del

linguaggio e delle forme. Di per sé, l’apertura a suggestioni musicali

si connota come musica principalmente giovanile. E per intercettare

il proprio pubblico non rinuncia a far leva talora anche su una facciata provenienti dal mondo interno rende questo tipo di musica

di anticonformismo, filtrato soprattutto attraverso il look e l'immagine sicuramente compatibile con la religione cattolica, caratterizzata da

un’aspirazione alla globalità (come ricorda il termine “cattolico”

complessiva dei suoi protagonisti. Eloquente del cambiamento di stili

e modelli della società risultava, di nuovo, la produzione liturgica. E' stesso).

La “musica celtica”, a propria volta, è un fenomeno che per un verso

facile trovare la sensibilità e le temperie negli anni 80 nella

produzione dei complessi Gen Verde e Gen Rosso, assai diffusa nei rientra nel dominio della world music, e per un altro ha caratteri

certa autonomia. Anch’essa ha iniziato

gruppi giovanili delle varie comunità parrocchiali. Le due formazioni, peculiari, tali da conferirle una

rispettivamente femminile e maschile, nascono negli anni ’70 a diffondersi negli anni Ottanta. Intenderebbe rifarsi alle tradizioni e

all’interno del Movimento dei Focolari e sono intimamente legate al alla cultura dell’antico popolo dei Celti, e più in particolare ai Celti

dell’Irlanda, che fecero della resistenza al dominio romano prima e

centro di Loppiano, una sorta di città-utopia sulle colline toscane, poi la propria ragion d’essere.

dove si incontrano giovani di tutto il mondo e di tutte le religioni. britannico 9

DALLA PARTE DELL’UOMO: MUSICA E PAROLE IN FABRIZIO DE

Questa produzione, connotata da strumenti come il flauto, il violino, ANDRE’

l’arpa celtica, il tamburo, ha avuto una notevole ricaduta sul pop

internazionale. Oltre a caratterizzare la produzione di star come Enya

anni ’80 e ’90, essa ha influenzato molte canzoni di grande  L’UMANITA’ DI FRABRIZIO DE ANDRE’

fra gli

diffusione: si pensi, in particolare a My Heart Will Go On di Céline

Dion. Fabrizio De Andrè è stato uno dei più celebri esponenti della canzone

Non stupisce che questo tipo di suggestioni si presenti anche nella italiana, e in particolare di quella specifica tipologia comunemente

definita “canzone d’autore”.

produzione Gen. Oltretutto, le due formazioni, come abbiamo già

visto, si collocano in un contesto sociale basato sull’incontro fra Il sintagma “canzone d’autore”, affermatosi tra la fine degli anni

Sessanta e l’inizio degli anni Settanta,

giovani di tutto il mondo. Nelle loro canzoni si parla ad esempio di designa un tipo di produzione

“colore etnico” o di “tradizione etnica”, per un altro l’ascolto rivela musicale oggetto di particolari cure da parte dei suoi artefici,

una patina sonora che, anziché a precise tradizioni culturali, rinvia ad soprattutto per quanto riguarda il testo, al di là dei semplici obiettivi

commerciali e di cassetta; in essa l’autore è in linea di massima attivo

atmosfere genericamente esotiche e arcaicizzanti, con particolare interprete. Per questa figura di musicista, all’inizio degli

predilezione per la solidarietà commerciali del pop venato di anche come

suggestioni etniche e della musica “celtica”. anni Sessanta era già stata coniata la denominazione di “cantautore”.

Nella canzone d’autore il testo ha un’importanza straordinaria. Esso

Permeabile alle tendenze via via più attuali, questa produzione

(musica liturgica) cambia continuamente i propri caratteri: assomiglia talora può presentare una struttura metrica precisa, un’evidente

ora al beat e ora alla canzone cantautoriale, ora alla disco e ora alla ricercatezza formale e lessicale, dalle rime inconsuete, dalle immagini

musica “celtica” e rifletto così impetuosamente l’esistenza d’un inusuali e sorprendenti. Per questi caratteri, la canzone d’autore può

meccanismo dai potenti risvolti economici che proprio sul mercato anche assomigliare alla poesia. Non è da escludere che certi testi

giovanile fa levo. Allo stesso tempo, con questi stessi caratteri essa possano avere tratti poetici ed essere anche accolti come poesie.

riflette il delinearsi d’una sensibilità giovanile che si manifesta per Fabrizio De Andrè come cantautore ha attraversato quattro decenni di

differenza quando non per opposizione rispetto a quella adulta; storia civile e musicale italiana. Il suo esordio discografico risale

all’inizio degli anni Sessanta, con un 45 giri presto passato alla

addirittura talvolta esprime e rinforza dalla propria angolatura

tensioni di carattere più ampio, fino a generare frizioni interne alle memoria degli archivi (Nuvole barocche) e quindi con una canzone

La ballata dell’eroe

stesse particolari comunità. alla quale egli invece restò sempre legato, (1961);

l’ultimo album che realizzò fu

Nel mondo giovanile i gusti cambiano celermente, vorticosamente, in Anime salve ed apparve nel 1996.

un processo all’interno del quale la richiesta e l’offerta di prodotti Una tensione costante, una tematica di fondo coerente e organica

nuovi e sempre diversi si rafforzano a vicenda. Per quanto ragioni del accompagna il lavoro di questo autore. Le sue canzoni insistono su

fenomeno possano rintracciarsi nelle trasformazioni sociali, è chi paga per decisioni prese da altri, ma non si adegua o non riesce ad

comunque chiara la natura implicitamente consumistica di questa adeguarsi al sistema di norme in vigore e ne viene escluso o

anche il suo carattere pervasivo. E’ proprio il

mobilità. Ma è chiaro sopraffatto.

confronto tra l’estrema mutevolezza della musica liturgica giovanile Il soldato mandato in guerra non ritorna se non da “eroe alla memoria”

e i tempi lunghi che normalmente la Chiesa manifesta nell’accogliere ballata dell’eroe); Geordie, che “non ha vent’anni ancora”, sconta

(La

con la forca l’infrazione delle leggi sul bracconaggio (Geordie,

le novità e le istanze della società, della cultura, della scienza ce lo 1966);

con una sorta d’esilio l’estraneità al moralismo e

mostra in maniera eloquente. Bocca di rosa paga 10

La ballata dell’eroe

paese (Bocca di rosa, 1967); i nativi americani vengono sterminati La guerra di Piero e sono significative, oltreché

dal generale “occhi turchini e giacca uguale” (Fiume sand creek, per la tematica e la posizione antimilitarista, per la specifica

1981); Fernandino-Prinçesa, donna nata col corpo di uomo, è costretta prospettiva in cui queste vengono affrontate. Si parla di guerra e di

a fuggire dalla famiglia e battere il marciapiede fino a vivere come morti sul campo di battaglia, ma lo sguardo cade altrove, sulle

amante d’un avvocato (Prinçesa, emozioni e sull’intimità, con esiti sconcertanti. La ballata dell’eroe

1996). si

Dunque, gli uomini e le donne su cui si concentra De Andrè hanno chiude con la compagna del soldato, che accanto a sé, nel letto, si

subìto e subiscono la forza d’un potere (istituzionale, morale, di / d’una medaglia alla memoria»;

ritrova «la gloria nella Guerra di

consuetudini e prassi) che passa sopra le loro vite e che non ammette Piero, un combattimento fra due uomini di eserciti diversi si

deroghe. Questi stessi uomini e donne, pur “vittime di questo mondo”, trasforma in una relazione di sguardi e sensazioni, dove la molla che

possono farsi artefici a propria volta di episodi di inganno, porta a sparare è la paura.

L’uomo risulta il centro delle canzoni di De

sopraffazione o addirittura violenza e talora sono essi stessi Andrè.

corresponsabili delle proprie sofferenze.

Insomma, per un verso una matrice costante è presente nella 

produzione di De ANdrè, essa è poi tradotta in parole, situazioni e UMANISMO E SPIRITO EVANGELICO: LA BUONA NOVELLA

personaggi ogni volta nuovi, sempre carichi d’attualità e suscettibili

d’ulteriori sviluppi. Così delle canzoni, e sen’altro

come i protagonisti Fu questo atteggiamento a determinare in De Andrè alcune scelte che

nell’immediato suscitarono l’incomprensione del pubblico e dei fan,

in misura maggiore delle tematiche di fondo, anche le musiche di De un caso emblematico l’offre

Andrè cambiano con il passare del tempo. Se per un verso De Andrè La buona novella, del 1970. Per questo

disco De Andrè s’ispirò ai Vangeli Apocrifi. Come egli stesso ricordò

è stato estremamente ricettivo rispetto al panorama circostante, se

la sua paternità d’autore si riferisce soprattutto ai testi, per un negli anni ’90, parlare di Gesù in quel frangente si prestò a più d’un

talora

altro verso ha pur sempre selezionato e filtrato collaborazioni e fraintendimento. Eppure in Gesù De Andrè vedeva un rivoluzionario;

suggestioni secondo la propria sensibilità, la propria visione del anzi, «il più grande rivoluzionario di tutti i tempi». Con questo lavoro

De Andrè volle compiere un gesto d’impegno e prendere posizione

mondo, ma propria musicalità. E proprio per questo è lecito e

doveroso vedere in lui uno degli artefici dei cambiamenti, nello stile rispetto ai movimenti che scuotevano la società. Tuttavia, egli voleva

anche richiamare l’attenzione sulla necessità di non perdere di vista

e nei gusti, susseguitisi in quanto decenni di storia della canzone.

Stimolato dall’ «ansia di una giustizia sociale» è posto di fronte ai gli obiettivi originari della protesta, perché, disse una volta in via più

problemi del proprio tempo, De Andrè si muove dunque in maniera originale, «il grosso problema di goni rivoluzione è che, una volta

complessa. E coniuga le esigenze determinate dall’essere pur sempre preso il potere, i rivoluzionari cessano di essere tali per diventare

«artista-produttore di merci per il consumo di massa», musicista di amministratori». Nel puntare il proprio interesse su Gesù e sulla sua

fatto coinvolto in un sistema di produzione e diffusione che non può attualità, De Andrè era in sintonia con un orientamento diffuso negli

prescindere dal mercato con la spinta a non fornire una risposta né anni Sessanta. Nel periodo del Concilio Vaticano II e negli anni

successivi, il Nazareno era al centro d’una riscoperta e d’una

musicalmente prevedibile né banalmente politica o commerciale.

Per questo, le sue canzoni ruotano attorno ad un nucleo tematico rivoluzione da parte del mondo laico: Gesù colpiva per la profonda

costante, la sua persona e la sua opera si sottraggono a qualunque umanità e per taluni atteggiamenti radicali dei quali molti avvertivano

un’attualità: lo scagliarsi contro gli uomini di potere, l’invito a

schematizzazione. Anzi, deludono inesorabilmente chi pensa di

poterle con chiarezza ingabbiare. 11

Tito, il “buon

condividere le ricchezze, il rifiuto della violenza anche sotto forma di madri dei due ladri piangono i figli morenti (Tre madri).

ladrone”, ripercorre i comandamenti per approdare al comandamento

legittima difesa. dell’amore testimoniato dal Nazareno con la propria morte

In Italia, tra gli anni Sessanta e Settanta, tornano su questa figura (Il

artisti come Pier Paolo Pasolini (Il vangelo secondo Matteo, 1964), testamento di Tito).

Dario Fo (Mistero Buffo, 1969), Giorgio Gaber (Oh Madonnina dei Due cori di commento incrociano la vicenda: in apertura il bravissimo

dolori). Laudate Dominum, in chiusura il più sviluppato Laudate Hominem.

Ma se ampliano lo sguardo oltre i confini nazionali, vediamo nello Nel primo, il testo si limita a ripetere le due parole del titolo; nel

che porta l’uomo

stesso periodo in cui De Andrè lavorava alla Buona novella, Frank secondo viene evocata la religione nuova: quella

all’uomo e non lo lega al culto d’un Dio perfetto e lontano, alibi per

Lloyd Webber e Tim Rice stavano realizzano la rock-opera Jesus

Christ Superstar (1970), che proprio su un Gesù estremamente umano giustificare soprusi, meschinerie, incapacità.

fa leva. La buona novella ci parla dunque di Gesù da una prospettiva

singolare: la prima parte dell’album ruota attorno alla vicenda

Pasolini e De Andrè scorgono la rivoluzione di Gesù, le ragioni stesse di

della sua condanna, nell’insegnamento del perdono e dell’amore. Maria prima della nascita del figlio, la seconda verte su Cristo

Pasolini lo afferma nelle proprie dichiarazioni. morente. Il riferimento al falegname accentua lo scarto nel passaggio

De Andrè lo dice nel disco attraverso le parole del falegname che della prima alla seconda parte. Fra la prima e la seconda parte, la

costruisce la croce: questi ci spiega che Gesù è stato condannato storia di Cristo è come accantonata: il protagonista non prende mai la

perchè “guerra insegnò a disertare”. parola, né viene mai descritto direttamente dal mecenate. Piuttosto la

Insomma, tanto De Andrè quanto prima di lui Pasolini vedono Cristo sua vicenda è filtrata dalle esperienze di quanti hanno intrecciato la

propria vita con la sua. Costoro sono l’umanità che da sempre De

come maestro di pace.

Ma le due operazioni presentano anche differenze: Pasolini pone Andrè inserisce nelle proprie canzoni: vittime e carnefici, oppressi e

oppressori. La storia di Gesù, oltreché assunta come tale, s’amplia

indiscutibilmente Gesù al centro del discorso e fonda la propria dunque a pretesto per narrare le storie d’altre persone come lui vittime

narrativa sul racconto evangelico canonico; viceversa, De Andrè non

– –

mostra mai Gesù di lui ci parlano sono gli altri e si riallaccia ai della violenza e del potere.

Vangeli Apocrifi. La storia narrata dal testo dell’album è strutturata l’intero lavoro. Esso è

Una trama di rapporti musicali percorre

in due parti corrispondenti ai due lati del 33 giri. pertanto un concept album a tutti gli effetti. I vari brani, presi uno ad

LATO A: la piccola Maria viene offerta al tempio, finchè non è uno, possono non esprimere compiutamente il proprio significato:

adolescente e non può restarci più; i sacerdoti l’assegnano in sposa ad quest’ultimo emerge gradualmente in virtù dei rapporti che gli uni

un uomo anziano, Giuseppe, che parte poi per un viaggio (L’infanzia intrecciano con gli altri.

Maria). L’uomo torna dopo quattro anni e trova la sposa incinta (Il Com’è tipico nella produzione di De Andrè, la gestazione del lavoro

di Maria gli racconta l’incontro con una creatura è piuttosto articolata. Durante la stesura dell’album, il cantautore pare

ritorno di Giuseppe).

meravigliosa, ai suoi occhi un angelo, dal quale è scaturita la aver avuto estrema cura dei testi; alcune testimonianze indicano che

gravidanza; al termine, Giuseppe le conferma il suo affetto (Il sogno per Il testamento di Tito e con molta probabilità per Tre madri, il testo

La ragazza s’avvia alle gioie della maternità (Ave

di Maria). Maria). avrebbe preceduto la musica. Ma è pur vero che assai spesso nel

LATO B: Maria entra nella bottega del falegname che fabbrica la modus operandi di De Andrè la musica precedeva il testo: il percorso

dal cantautore prevedeva un’idea generale sull’argomento

croce (Maria alla bottega di un falegname). La folla osserva Gesù seguito

della canzone, l’individuazione d’un’idea musicale di riferimento, e

sulla strada verso il calvario (Via della croce). La madre di Gesù e le 12


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaMGM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica leggera e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Somigli Paolo.

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