Riassunto Kultermann 1
Shaftesbury e il Neoplatonismo
La concezione artistica del neoplatonismo è comprensibile nella visione di
Wincklemann, che la voleva superare, o in quella del 600, che vede il nuovo
modo di osservazione dello scrittore come una rivoluzione: nel XVIII sec si
abbandonano i punti di vista prefissati per aver nuovi criteri di giudizio e servirsi
dell’intuizione avvicinando l’arte al pubblico: Shaftesbury 1671-1713 ebbe un
ruolo decisivo in tal quadro con il testo The Moralis (spiritualismo di Bruno e
Plotino), dividendo la bellezza in 3 forme, 1° delle forme morte, 2° forme create
ma non in grado di creare bellezza vivente, 3° bellezza somma-principio-causa
di ogni bellezza del mondo; riprende il concetto di forma interiore degli antichi e
se il II° caso è la creazione dell’uomo per lui l’opera d’arte è il I° e non III° come
per Wincklemann= la sua concezione è legata all’illuminismo, con l’arte tra le
scienze meccaniche, ma con lo studio di Platone-Plotino congiunge sensibile-
intellegibile per Cassier crea un’estetica sistematica con il concetto di Piacere
disinteressato, che indurrà alla Critica della Ragion Pura di Kant, con il concetto
di Genio-Forma Interiore-Piacere Disinteressato
Richardson e Hogart : il pensiero artistico inglese del 700 dà nuova vita
nell’arte figurativa con Richardson jr. e senior attraverso il concetto di
esperienza: nel 1719 l’Essay on the art of Critics mostra le leggi per dire
un’opera artistica, come ripreso nella Theory of Painting; le loro opere
impressionano Hogart, che mise al centro dei suoi scritti la sua esperienza,
ponendosi agli antipodi dell’Accademia francese, dando ruolo di insostituibilità
all’individualità del genio= in the Analisysis of Beauty del 1753 mostra la
comprensione della bellezza per mezzo dell’esperienza, dato che l’arte si
recepisce solo per mezzo di sensazioni= con il suo inno a Raffaello rende
Reynold pittore
Jhosua Reynolds e l’Accademia Inglese : egli ha aggiunto aspetti cardine
all’illuminismo inglese: dopo il suo apprendistato con Hudson viene inviato nel
1749 a Lisbona-Algeri-Roma e tornato nel 1759 diventa ritrattista di successo,
fondando nel 1768 l’Accademia Reale di Londra, come associazione d’artisti con
edificio dottrinale su regole immutabili e basi nell’esperienza ed orientamento
critico; essendone alla guida tenne il primo discorso il 01/01/1769 con invito a
viaggiare ed imitare le antichità di Roma, nel suo VIII° discorso paragona
l’evoluzione dell’arte generale a quella dell’artista, ovvero si passa da quella
spigolosa-barbarica, priva di mezzi e scienza, ad una nuova tramite il
riconoscimento della propria povertà= nel suo ultimo discorso il 10/12/1790
parlò di Michelangelo come sublime fondatore dell’arte moderna
Il nuovo empirismo : la nuova posizione affermata all’inizio del 700 si riflette
nel testo Riflessioni Critiche sulla Poesia e la Pittura di Du Bos del 1719, in cui
non si attiene come De Piles alle regole accademiche ma si pone a favore del
pubblico colto, contro la pretesa che solo l’artista possa giudicare l’arte con
giudizio fondato sul sentimento: l’individualità si afferma nel XVIII sec quando la
valutazione storica perde importanza a confronto dello scopo dell’arte e
possibilità di agire sull’osservatore= il grande pittore diventa colui che genera il
massimo piacere, portando nella letteratura artistica la relatività del gusto:
diventa uno dei massimi teorici dell’illuminismo riconoscendo la forza irradiata
dall’arte sul sentimento e non la gerarchia di opinioni prefissate
Un polemista contro i pittori italiani : il conte d’Angens 1704-71 non fu
scrittore d’arte, ma prese parte al cenacolo di Federico il Grande e nel 1752
pubblicò le Riflessioni Critiche sulle differenti scuole di pittura, con lo spirito del
patriottismo locale e mettendo in discussione il predominio degli italiani:
contrappone 18 pittori italiani e francesi mostrando come i primi fossero sempre
superiori, come Cousin con Leonardo, Mingard a Correggio, Poussin a Reni, Le
Seur a Raffaello, Lebrun a Michelangelo ottenendo una grande polemica e
critica da Wincklemann nel 1755
Il conte Caylus : Wincklemann lo considera in modo positivo per la sua
formazione con i migliori studiosi di antichità e l’essere mercate d’arte; viaggiò
in Asia-Grecia basando la ricerca sulla visione diretta ed elaborando una
concezione dell’arte che vede l’evoluzione dall’Egitto, Etruria, Grecia, Roma e
poi decadenza, mostrando l’arte come un fenomeno prefissato che ha vita in un
determinato luogo, non considerando quindi l’arte autonoma in ogni paese e il
modello ideale dell’antichità, cercando di riprodurre la nobile semplicità dei
greci
La concezione dell’arte di Diderot : l’Encyclopedie raccoglie testimonianze
dei massimi uomini dell’epoca ed è centrale all’illuminismo riassumendo il
sapere del tempo: Lionello Venturi vede in lui una nuova epoca della Critica
d’Arte, come mostra nelle critiche ai Salon del 1759-81 e Trattato del Bello del
1751, Saggio sulla Pittura del 1765; egli infatti si impegnò nel riconoscimento
del valore artistico del David ed ebbe un giudizio molto negativo sul barocco
pittore Boucher (dipinge cosce e capezzoli), poi nei Pensees Detachees sur la
Peinture, Sculpture, Architecture et la Poesie mette in guardia contro l’arte
fissata razionalmente, dato che le regole hanno reso l’arte una routine,
anticipando la visione del 700, ed interessandosi ai modi in cui si perviene
all’opera d’arte
Diderot agli occhi di Goethe : Goethe analizza l’Essai sur la Peinture, dato che
punto di svolta del XVIII sec e superamento del manierismo, mostrando Diderot
come padre degli artisti moderni ma anche presentandolo come profano alla
vista dell’arte che non ha diritto di giudicare la formazione d’artista e
opponendosi alla sua lezione di anatomia sul nudo; il punto centrale della sua
critica sta nel fatto che veda l’accademia e ogni scuola come elemento dubbio,
dato che per lui l’uomo davvero arrabbiato è in osteria e il pentito in chiesa,
evitando i modelli per studiare dal vero= nel caso dei colori Goethe non accetta
la formulazione francese della genialità, che vede la formazione dell’opera dal
caos della tavolozza e il “fremere a bocca aperta”, ma la presenta ordinata
Lo scultore e lo scrittore d’arte : Falconet, 1716-91, si occupa di storia
dell’arte da scultore, mettendo in discussione come Diderot gli assiomi antichi e
distinguendo in 3 concezioni, 1° punto di vista dell’Osservatore, vedendo l’opera
come documento, 2° Punto di vista dell’Amatore, che apprezza lo spirito
dell’opera, 3° Visuale dell’artista, osserva la tecnica e la realizzazione= non
crede in autorità nelle arti figurative, infatti solo i grandi artisti hanno diritto di
giudicare, mostrando una consapevolezza ripresa da Kant
La concezione dell’arte nell’Italia del Settecento : ci si interessa dell’arte
passata all’inizio del 700: Sebastiano Resta 1635-1714 progetta a Milano una
storia illustrata della pittura moderna, il Parnaso dei Pittori, per Justi di
principesca ricchezza per la descrizione delle personalità antiche dalle muse;
alla metà del XVIII sec si ha un ritorno alle origini della letteratura artistica,
come mostra la riflessione di Condivi su Michelangelo e la nuova edizione di
Vasari da Bottari nel 1759 Luigi Lanzi 1732-1810 è un abate gesuita di origini
marchigiane, di grande cultura classica ed antiquaria e preparazione nelle
lingue classiche: dopo lo scioglimento dell’ordine nel 1773 accetta l’invito del
1775 di Pietro Leopoldo di Lorena a Firenze per riordinare la collezione degli
Uffizi= la città tra gli anni 60-90 del 700 è centro vivo della cultura per l’azione
di Leopoldo con riforme illuminate e la prima edizione dell’Encyclopedie in
italiano del 1769; egli volendo un aspetto più moderno per la sua collezione
convoca diversi eruditi e li affianca a Lanzi, dandogli la possibilità di studiare le
antichità etrusche e pubblicare nel 1789 il Saggio sulla Lingua Etrusca
Gli Uffizi sono organizzati in sessioni-gabinetti tematici, operando per macro
divisioni in base alla distinzione tra arte applicata-etnologica-naturale: Lanzi
comprende come sia semplice tal operazione su opere antiche di cui ha fonti e
difficile sui quadri, dato che unica fonte è Vasari; ha quindi il progetto di una
storia pittorica d’Italia generale, per cui nel 1790 lascia Firenze per viaggiare a
Siena, Roma, Napoli, dove scrive ad eruditi del posto per farsi guidare e prende
appunti sulle guide e testi del luogo, fondando la sua opera in chiave
geografica= compiute le azioni preliminari di studio della letteratura-vite di
artisti locali redigeva taccuini sistematici (Uffizi: opere medievali-soppresse di
cui non dà conto) in cui annotava osservazioni affiancate alle fonti l’insieme di
taccuini lo porta a scrivere la Storia Pittorica dell’Italia del 1793, una seconda
edizione nel 1795, Storia Pittorica dell’Italia dell’Abate Luigi Lanzi antiquario
della corte di Toscana, e una terza con controllo in tutt’Italia del 1809, cui
aggiunge il sottotitolo “ dal risorgimento delle belle arti fino alla fine del XVIII
corretta e accresciuta dall’autore”
È un sunto universale dell’evoluzione della storia dell’arte in cui non si hanno
singoli artisti ma scuole dell’arte, portando al riconoscimento delle varianti
storiche: conobbe l’opera di Wincklemann ma non fece propria la visione
dell’arte come totalità organica, essendo ancora legato alle scuole italiane di
Vasari= tal storia dell’arte va da Giotto fino alla fine del 700, organizzandosi in
scuole e sotto-scuole, in cui l’evoluzione passa tra artisti non in chiave
biografica me secondo un riscontro visivo (Wincklemann); nell’800 i veri
conoscitori dell’arte si documenteranno attraverso la vista e non le fonti,
creando la pratica delle Connoisseurship, che rivisita la storia dell’arte Lanzi
non dubita delle fonti ma conduce ispezioni dirette come mostra nel viaggio in
Lombardia del 1793 (2000): la storia pittorica ha materiali nelle vite dei pittori
pubblicate con supplementi, come mostrano il I/II° libro sulla scuola Fiorentina-
Romana, nel III/IV la celebrazione di Giorgione e Correggio nel nord, nel V° la
scuola Bolognese con Ferrara e Romagna, e poi la scuola Piemontese-Genovese-
Lombarda
Venturi, come Croce, non ama Lanzi, ma nella sua Storia della Critica d’Arte dice
che la sua opera ha valore erudito (non nella critica d’arte) portando a ricordare
l’importanza della storia della pittura italiana come Stendhal (traduce l’opera in
francese); Longhi, nella sua monografia su Piero della Francesca nel 1927, attua
il risarcimento della personalità di Lanzi definendolo “impareggiabile” e
riconoscendo in lui l’antesignano dei conoscitori, che supera Vasari e dà perfette
proporzioni alla storia dell’arte italiana, portando la visione di Piero in modo
nuovo (modo storico) ed un abbozzo di Perugino, Raffaello, e i suoi maestri nei
Greci-Uccello-Brunelleschi, unico errore, come Schlosser è la data del 1789 per
l’opera
La cerchia di Wincklemann : l’architetto Fisher von Erlach 1656-1723 pubblica
il Progetto per un’Architettura storica, in cui riassume le forme storiche
dall’Oriente alla Grecia e ai suoi lavori, diventando fondamentale nel 700; lo
studio delle forme antiche avviene in modo migliore grazie alle riproduzioni del
XVIII sec di Stonehenge e Tempio di Salomone con planimetrie= Christ, 1700-
56, professore a Lipsia-acquafortista-tornitore-pittore, progetta una storia della
pittura per nazioni e scuole, scrivendo opere incunabolo per la storia dell’arte
come quella su Cranach del 1726 e il dizionario dei monogrammi detto
Indicazione e Interpretazione dei Monogrammi del 1747, attraverso l’immagine
dell’esperienza personale, raccolta di opere grafiche come conoscitore,
portando alla distinzione tra falso-opera del maestro, ma fu anche uno dei primi
insegnati di storia dell’arte apprezzato da Wincklemann-Lessing-Goethe
Hagedorn 1712-80 proveniva dalla tradizione delle singole opere d’arte, poi
divenne direttore generale della Corte di Dresda, pubblicando nel 1755 la Lettre
de un Amateur de la Picture e nel 1763 le Osservazioni sulla Pittura:
Wincklemann lo apprezza ma afferma che sia troppo legato a Piles e abbia
lacune sull’Italia; la sua importanza sta nella rivalutazione dell’Europa
settentrionale con Cranach-Eyck-Holbein-Durer, creando un’osservazione
dell’arte basata sulla valorizzazione dello stato d’animo e rivalutazione del
cromatismo nella pittura di paesaggio
Fiorillo 1748-1821, continua la tradizione dei Conoscitori studiando a Praga e
Bayreuth, lavorando a Roma e poi alla corte di Braunschweig, essendo
incaricato nel 1813 di insegnare l’Arte del Disegno, essendo base per Schlegel e
Wacheroder con lezioni improntate su Herder e Lanzi: crea la storia delle Arti
Grafiche dalla Rinascita ai Tempi Moderni nel 1798-1808, trattando in altre
opere l’arte tedesca-pittura ad olio e curando la IV edizione dell’opera di Lanzi,
diventando fondatore dello studio delle fonti= il 700 è improntato al
razionalismo, ma in esso Diderot-Reynolds-Wincklemann creando un movimento
fondato sul sentimento, portando la materia ad essere espressione dello spirito
dell’artista e l’arte espressione della legge interiore e organismo organico
L’oggetto del contendere : Lessing, 1729-81, si pronuncia in modo illuminista
sulle possibilità della critica d’arte, dato che nella facoltà di giudizio si ha
l’espressione dell’attività spirituale, ponendosi nel dibattito sulle possibilità della
critica del 700: in materia parla del Laocoonte, ritrovato da Felice de Fredis nella
sua vigna sull’Esquilino il 14/01/1501, riconosciuto come originale rispetto a
quello presentato da Plinio nel palazzo di Tito, anche se non composto da un
solo pezzo, come lui voleva realizzato da Agesandro-Polidoro-Atanoro;
Michelangelo parla dei suoi frammenti come “miracoli dell’arte” e ricostruisce
una versione del braccio perduto, ritrovato nel 1905 da Pollak e riconosciuto nel
1950, poi Sansovino ne crea una copia in cera e una per fusione= del
personaggio presentato nell’Eneide e in Plinio (rivela del cavallo o si sposa
contro il volere degli dei) si hanno molte variazioni, prima quella di Bandinelli da
far inviare da Leone X a Francesco I nel 1515, anche se poi l’originale sarà
trafugato nel 1797 e reso solo nel 1815 con la sconfitta di Napoleone, poi quella
di El Greco del 1610 con sfondo di Toledo, De Vries nel 1623 con gruppetto
bronzeo e la parodia di Tiziano con scimmie si tratta dell’opera più osservata e
nel 700 oggetto di contese, come quelle di Richardson su conservazione e
integrazione, che lo fanno dire da Shiller metro nella produzione dei greci nel
panismo, poi per Goethe il capolavoro della scultura, essendo riletta in ogni
epoca e creando questioni cardine per la nascita della storiografia
Il giudizio di Wincklemann : nei Pensieri sull’Imitazione delle Opere Greche in
Pittura e Scultura del 1755, afferma come esprimesse la regola di Policleto e la
Nobile Semplicità e Quieta Grandezza, concetto che connota l’arte greca, sia in
espressione che posa, come la calma profondità del mare con superficie
agitata= crea il mito dell’arte greca basandosi su impulsi personali,
trasformando istanze, dando vita alla storia dell’arte pur non vedendo gli
originali greci ma le copie europee, ma esprimendo il concetto che l’arte greca
esprima sentimenti profondi senza rappresentarli pienamente l’anima si
presenta allo stesso modo nel volto di Laocoonte, che invece tende ogni
tendine-muscolo tanto che osservandolo empaticamente si prova dolore, ma
non urla come vorrebbe Virgilio nell’Eneide, apre lievemente la bocca per far
uscire un sospiro, distribuendo ugualmente in tutto il corpo il dolore con la
grandezza dell’anima= in risposta Wincklemann presenta l’arte del suo tempo
in modo opposto, solo volta a mostrare azioni volgari-eccezionali
Nella Storia dell’arte dell’Antichità del 1764 tratta della statua descrivendola
come modello più forte del patimento e uomo che cerca di raccogliere tutte le
forze dello spirito, preoccupandosi più per i suoi figli che per sé e chiedendo
solo aiuto al cielo con lo sguardo: il prodigio dell’arte si mostra nel fianco
sinistro, appena sotto il cuore, dove morde il serpente, ma ogni parte del corpo
sia tesa e il volto si ghiacci di morte; simile descrizione del lato umano è fatta
da Quirino Visconti
I confini storico-artistici tracciati da Lessing : l’opera di Lessing, il
Laocoonte o Sui Confini tra la Pittura e la Poesia del 1766 vuole ricavare i
principi della teoria artistica, cercando i criteri per delimitare le leggi della
pittura-poesia-arti in tempo e spazio; vede l’elemento della grandezza ideale
(Wincklemann) limitato alle arti figurative, giustificando l’urlo di Laocoonte in
Virgilio per le leggi della poesia, limitando la maniera assoluta di Wincklemann a
pittura-scultura= l’arte fissa i corpi nello spazio in un momento, la poesia
mostra l’azione nel tempo ed il fine delle arti figurative è la rappresentazione
drammatica; per Goethe e Lessing elemento essenziale è il momento scelto,
richiamando il discorso di Shaftesbury sull’istante perfetto nei Characteristics,
ovvero quello che non guarda al passato/futuro, vedendo quindi il
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