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Riassunto Le Raccolte d’Arte

Introduzione, Preistoria delle Raccolte d’Arte

Il testo ha prima edizione a Vienna nel 1908, essendo il primo a trattare delle

 raccolte d’arte del rinascimento: il suo autore è Schlosser, ultimo autorevole

esponente della scuola di Vienna (storia dell’arte che non parte da visioni

pregiudiziali), che cominciò in tal progetto nel 1888 quando venne assunto al

Museo Imperiale delle Belle Arti di Vienna, prima nel reparto di medaglie e

numismatica, poi nel gabinetto delle arti applicate di cui divenne direttore; negli

anni 20 si trova circondato dagli oggetti della collezione di Ferdinando del Tirolo

e Federico II di Svevia fino alla Saliera di Benvenuto Cellini, dato che in quel

periodo cominciò ad affermarsi una concezione meno gerarchica dell’arte, per

cui anche all’Ambrosiana si crea l’esposizione con gli oggetti di Settala+

un’altra sua opera è la Storia del Ritratto in Cera, che ebbe molto successo,

subito seguita dalla storia dell’Arte Negra= il testo va letto come una raccolta di

meraviglie, ma bisogna considerare che fu scritto nell’ottica del gentiluomo

viennese dell’epoca, con una mitizzazione dell’Italia (in cui le raccolte non sono

davvero enciclopediche poiché si ha il culto del bello) e del Nord, con un

dualismo datogli da Burckhardt

Le basi del collezionismo possono essere ritrovate nell’atteggiamento degli

 animali e dei bambini (per Montaigne con il gioco si preparano alla vita adulta in

cui non si ha il ludico), mostrando una propedeutica che arriva a toccare anche

l’ambito dell’arte: il concetto di possesso personale e impulso alla collezione

sono legati tra loro e al concetto di ornamento; l’uomo infatti cerca sempre di

portare su di sé tutto quello che ha valore per lui, primo esempio è il tatuaggio o

i gioielli, non solo per ornamento o bramosia di possesso, ma come mostrano le

medaglie per il bisogno di affermare il proprio potere= nelle tribù primitive si ha

il passaggio dal possesso delle materie alla loro manipolazione per la creazione

di oggetti artistici, mentre nell’età moderna è stato stabilito il concetto di

ornamento al pari di quello di denaro; per questo le raccolte di tesori

rappresentano la proiezione verso l’esterno del concetto primitivo di possesso

dell’ornamento, con il passaggio da mobile ad immobile (come per gli oggetti

che destano meraviglia cui si creano leggende, come su Inca ed Aztechi) si

ha poi il passaggio ai Musei, diversi dalle prime camere del tesoro, accessibili

solo alla famiglia o luoghi di sepoltura, ed evoluzione delle raccolte di tesori dei

templi, in cui gli oggetti non erano possesso del singolo ma della collettività

come in Grecia, in cui non si ha la staticità delle raccolte o dell’arte (nascono le

arti liberali) degli imperi orientali

L’arte viene considerata nel suo aspetto formale e il tesoro del tempio rispetta

 gli interessi della comunità, presentando reliquie-trofei-ricordi popolari-

meraviglie della natura (tutti vi accedono: commari nel tempio del Mimo di

Eronda): dai tesori dei tempi ellenici prenderanno forma le raccolte di arte e di

meraviglie, anche se gli oggetti delle chiese medievali saranno molto diversi

poiché volti ad innescare l’interesse dell’osservatore; nel mondo greco nasce

anche il genere della perigenesi, con primo esponente Pausania, che non

descrive solo i tesori dei templi ma anche le opere d’arte delle piazze e logge

dei mercati, poi la tradizione venne continuata da Roma con Cassiodoro= in

Grecia la storia della filosofia è quella della liberazione dalla tirannia,

innescando l’emancipazione del cittadino e la sua unione con la collettività: tal

tratto porta alla nascita di molte correnti di gusto, poi con l’affermazione dei

regni ellenistici si avrà una valorizzazione dell’arte nella sfera privata, che avrà

apice nei re francesi dal XIV a Luigi XIV il Museo nasce con i Tolomei d’Egitto e

si sviluppa nel mondo romano con un individualismo innovativo, dato che il

cesarismo democratico è molto diverso dalla monarchia ellenistica,

permettendo al parvenu come all’aristocratico di avere una raccolta d’arte;

Agrippa voleva la statalizzazione di tutte le raccolte d’arte per farle visitare a

chiunque, come fa Asinio Pollione con la sua= l’Italia accoglie l’antico come

eredità nazionale, lasciando che i templi diventassero musei (collezione di Pietre

poste da Cesare nel tempio di Venere Genitrice)

Plinio descrive gli oggetti dei santuari greci come Curiosa artificialia per le loro

 componenti di artificiosità-artisticità, come sarà poi nelle Wunderkammer: per

comprendere lo sviluppo di tal tradizione bisogna considerare il paragone tra

queste collezioni e tra il periodo di Diocleziano e quello della Rivoluzione

Francese: infatti ogni epoca passata lascia alle successive importanti elementi e

quest’ultima mette chiarezza in tutte le epoche passate, esempio è il crollo della

cultura classica che porta alla divisione tra Oriente Greco ed Occidente latino e

alla creazione della pittura come arte spaziale= esempio di due uomini a cavallo

tra un’epoca decadente ed una nascente sono Costantino a Bisanzio e

Napoleone Bonaparte, che hanno capitali con ricchi musei, anche se quello di

Costantino sarà maggiore del Musee napoleon e permarrà a lungo grazie ai

Paleologi (fino alla distruzione delle statue per superstizione), che importano

opere da tutti i loro possedimenti nel contempo in occidente si hanno grandi

mutamenti: il centro spirituale passa dal tempio alla chiesa, in una concezione

unilaterale dato che il cristianesimo si era imposto come religione contro il

terreno profano (innesca il dualismo) e andando vita ad una rivoluzione nel

sapere (moralizzazione di Ovidio ed interpretazione moralistica di ogni opera)=

l’unilateralità deriva dal fatto che la chiesa racchiudesse in sé ogni elemento

della Vera Vita-Storia, diventando veri musei nazionali, come nel caso del

Camposanto di Pisa, primo museo di plastica antica con le opere di Pisano-

Bertoldo-Grifone, oppure di San Marco a Venezia, con i rilievi veneto-romani e

tesori come la quadriga di Costantinopoli

Esempio invece in un paese barbarico è la Carizia con la chiesa di Maria Sall a

 Klagenfurt, in cui si hanno i prodotti romani mostrati come esotici: le opere delle

epoche passate erano poi considerate demoniache e immunizzabili solo in

chiese; tal concezione si riversa in Italia con l’esempio fatto da Ghiberti della

Venere di Siena che posta in Fonte Gaia attira tutte le sciagure e la mutilazione

della Venere di Treviri= la differenza nelle raccolte cristiane, rispetto a quelle dei

templi greci, sta nelle reliquie, anche raccolte in scrigni come il Reliquario di

Santa Elisabetta a Marburg; poi le statue antiche possono essere riutilizzate per

creare nuovi eroi cristiani, come nel caso della Giunone di Costantinopoli

trasformata in Santa Elena, e compaiono oggetti preziosi come il Gral di

Vienna si resta quindi fedeli al senso del favoloso, creando le raccolte delle

chiese vicine a quelle di meraviglie, come del resto san Marco quando accoglie i

tesori delle crociate ricchi di meraviglie naturali e manufatti orientali (coloritura

leggendaria e fiabesca che mescola pagano-cristiano)= tra gli oggetti di questo

genere hanno massimo risalto gli Olifanti, corna in avorio come quello di Carlo

Magno (donatogli da Harun-Al-Raschid), Artigli di Grifone (corna di antilopi)

come nella cattedrale di Braunschweig, o Corna di Unicorno (denti di narvalo),

Uova di Struzzo e Lingue di Serpente

Si aggiungono noci di cocco e tazze di legno di cedri del libano (proteggevano

 dall’avvelenamento), o gli avori, come il coltello della famiglia Foix-Bear

prestato a Clemente V che aveva funzione di legittimazione del potere; allo

stesso modo si dà importanza alle pietre dure-bezoari-fossili (creduti ossa di

giganti: osso di mammut della cattedrale di Santo Stefano a Vienna del 1443 o

mascella di Balena nella cattedrale di Arezzo)= nel medioevo si credeva ogni

oggetto proveniente dalla terra come malvagio e quindi ogni simbolo di

meditazione andava dedicato a dio come penitenza (tesoro di Welfen o armi

profane di Luigi di Ungheria nel santuario di Mariazell), cui si aggiungono

elementi naturali come i coccodrilli, appesi ai soffitti poiché rappresentazione di

Draghi o demoni (Torre: San Nazzaro) o zanne di elefanti esempio invece di

museo bellico è quello dei re svedesi, la Riddarsholmskyrkan a Stoccolma, o

quello dell’Ordine di Santo Stefano a Pisa (trofei turchi)

Nelle cattedrali si hanno vere gallerie di ritratti storici in cera con le vesti dei

 donatori come nel caso dell’Annunciata di Firenze (Federico III imperatore nel

XVIII sec): la moda del ritratto statua nasce nel nord nel XIV sec e dura fino al

XVIII con esempi come il busto di Leopoldo II nella Biblioteca di Corte e Pietro il

Grande all’Hermitage, Federico il Grande nel Museo di Hohenzollern o i

Mocenigo nella Scuola di san Rocco a Venezia: il centro di tal produzione in Italia

doveva essere in Emilia e la tradizione permane fino al XIX sec fino alla

sostituzione da parte della fotografia, perdurando maggiormente nel mondo

inglese, dato che ultima manifestazione è la Statua di Nelson del 1805, portata

in processione con il funerale (Tradizione) il tesoro delle chiese, per

l’ammaestramento del pubblico, doveva essere sempre accessibile a tutti, ma in

particolare nelle feste religiose erano allestiti tribune-edifici per l’esposizione di

tali oggetti, come il Balcone delle Reliquie a Vienna, distrutto nel 1792+ in

Germania si lega a tali tradizioni la produzione di libri di reliquie (ha base nella

Periegesi di Pausania), di cui esempio è il testo di sant’Ulrico e Afra ad Augusta

nel 1480= la percezione quindi mostrata nei raccolti delle chiese sarà accolta

dalle raccolte di meraviglie, essendo solo rielaborata verso il sacro: al nord però

si segue la tradizione gotica e autoctona, mentre in Italia quella dell’antichità e

valorizzazione del patrimonio culturale

II Le Raccolte di Meraviglie

Accanto ai tesori delle chiese si hanno quelle dei principi, che non erano solo

 profane, ma presentavano anch’esse degli oggetti religiosi (per le cappelle di

famiglia) e quindi si differenziavano dalle prime solo per il principio di raccolta

quantitativa e non qualitativa, e per il fatto che fossero a disposizione solo del

loro creatore, fino almeno al XVIII sec quando si afferma il concetto di sovranità

popolare= collezione maggiore dell’epoca alto medievale è quella dei Sovrani di

Valois, creata da Giovanni il Buono 1320-64, appassionato collezionista di libri,

trasmettendo poi la passione ai figli e al successore Carlo V, o al duca Filippo di

Borgogna che allestì la sua residenza nel lusso e con Giovanni di Berry divenne

il primo bibliofilo ed amante d’arte infatti la passione per l’arte venne accolta

maggiormente dal terzo figlio di Giovanni II e Bona di Lussemburgo, Giovanni di

Berry 1340-1416, che sacrificò grandissimi somme per la sua passione

collezionistica, creando la collezione maggiore di Francia = appare ritratto in un

disegno di Holbein il Giovane per la tomba del Duca di Brouges, presentando la

tipica fisionomia dei Valois (zigomi pronunciati e occhi maliziosi): grazie al suo

matrimonio nel 1360 con Giovanna d’Armagnac ottenne i territori di Berry ed

Auvergne, essendo poi a capo degli Armagnacchi nella lotta contro i borgognoni

sotto Carlo VI e morendo poco dopo la sconfitta con l’Inghilterra nel 1416

Il tesoro conservato con molta cura venne distrutto poco dopo la sua morte, per

 il bisogno di fondere ori e argenti per la Zecca (il crocefisso realizzato poco

prima della morte viene fuso due mesi dopo di essa): conosciamo però con

esattezza tutti gli elementi nella sua collezione grazie alla descrizione di Robinet

Des Estampes, suo intendente che nel 1413 tenne un inventario di precisione; la

collezione si trovava nel castello di Mehur-sur-Yevre, non separandosi dal

concetto di camera del tesoro medievale, per il compiacimento per materiali

strani-didascalici, ma apre anche ad una nuova epoca mostrando per la prima

volta attenzione ai valori artistici-formali, non fermandosi al compiacimento

tipico del medioevo= egli incarna molte qualità dell’amatore moderno, come la

passione del collezionare, che lo portava a comprare molti oggetti costosi

(scherno di Tommaso Saluzzo che lo presenta disinteressarsi alla reggenza del

nipote all’arrivo di due mercanti di pietre veneziani) e appropriarsi di libri in

prestito o richiedere quelli regalati alla morte del possessore la sua collezione

di Camei ebbe molto apprezzamento da Filarete, che lo dice possessore della

Gemma Augustea (oggi Antikenkabinet di Vienna) o due avori poi nelle

collezioni di Margherita d’Austria: se ne hanno moltissime imitazioni, dato che

era prassi solita dell’epoca come mostrano i due Carrara amici di Petrarca con le

monete antiche

Berry si lega agli stilemi del gotico, come mostrano le sue commissioni di Libri

 delle Ore e gli inventari delle sue opere, composti da mani ingenue e non

sistematici come i cataloghi, che nasceranno solo nella II° metà del 500, con

criteri superiori a tal sistema elencatorio primitivo= il suo interesse va appunto

alla forma in generale, presentando nella collezione monete d’oro romane e vasi

con iscrizioni greche e raffigurazioni metodologiche, due vasi con pietre

preziose dovrebbero essere un falso antico, poi si hanno 4-5 medaglioni che

mostrano un’Historie metallique della cristianità da Augusto ad Eraclio, ma

potrebbero essere stati prodotti nel ducato di Berry dato che acquistati da

mercanti italiani nel 1401-2 (hanno impianto franco-olandese)+ la raccolta

affianca oggetti e libri miniati, essenziale nelle collezioni poiché quello che non

si possedeva nella realtà poteva essere posseduto in illustrazione-descrizione,

allargando la collezione fino all’infinito e rendendola incarnazione di tutto il

sapere umano esempio di tali collezioni universali sono gli studioli degli

umanisti, come mette in luce Carpaccio nel dipinto di Sant’Agostino nello Studio

del 1502, in cui si hanno oggetti per la misurazione del tempo-spazio (spera

armillare), armadio a muro (antecedente degli stipi), mensola con libri ed

un’altra con artificialia-naturalia-bronzetti-oggetti antichi, spaziando da antico a

moderno

Nel foglio delle Res Riches Heures du Duc de Berry del Musee Condè di

 Chantilly, raffigurato dai suoi artisti prediletti i fratelli Limbourg, si ha una

rappresentazione di Gennaio con l’immagine di Costantino a Cavallo per uno dei

magi (affine ad una medaglia della collezione: manufatto ritenuto antico

scolpito nel basamento della Certosa di Pavia, usati da Pisanello per creare la

medaglia di Giovanni Paleologo) la biblioteca di Berry lo rivela grande

bibliofilo, dato che presenta manoscritti propri e donati, tutti fatti adornare con il

suo stemma e motti come ex libris: il suo oggetto di interesse non erano infatti i

libri ma la loro decorazione; altro elemento moderno è il suo rapporto con gli

artisti, che lo porta a far realizzare l’altare donato all’abbazia di Poissy,

derivante dalla bottega degli Embriachi (Venezia XV)= elemento invece

medievale è la sua attenzione alle pietre preziose, in particolare per il Rubino, di

cui ha il Rubino della Notte costatogli 73000 fiorini d’oro; si aggiungono oggetti

di oreficeria, come la coppa d’oro smaltata oggi al British Museum e la

chincaglieria tipica delle Wunderkammer con calamai con gemme e orologi

meccanici

In modo sorprendente mancano quasi del tutto le armi, di cui si ha solo una

 spada antica con impugnatura d’argento: compensano unguenti-profumi-color

turchino, 4 denti di narvalo donatigli da Giovanni XXII e molti oggetti classificati

come curiosità, come mascelle di serpente-zanne di cinghiale-pelli di orsi polari-

denti di balena-pietre dure-porcellane (vangelo secondo Giovanni della

dimensione di una moneta); infine si hanno reliquie come la Camicia della

Vergine di Chartres, l’anello di fidanzamento di Giuseppe, Latte della vergine e

Ossa degli Innocenti= la collezione venne formata con il denaro del Duca ma

anche con quello dei sudditi per incrementare il patrimonio culturale della

nazione simile è la collezione dei duchi di Borgogna, che però passando in

eredità a Maria di Valois da Carlo il Temerario venne tutta fusa dal suo sposo

Massimiliano I, lasciando solo pochi pezzi come la Coppa del Gral, denti narvalo,

calice in cristallo di Filippo il Buono e il Diamante di Firenze= nel nord si ha

ancora la concezione medievale, come mostra Schlegel, che però si interessa

sempre al contenuto e non alla forma degli oggetti

Eccezionale è la collezione di Margherita D’Austria, figlia di Massimiliano I e

 Maria di Borgogna e zia di Carlo V, che la realizza sulla base della cultura

olandese (II° patria dell’arte moderna dopo l’Italia); si ha appunto una spiccata

passione per i quadri, come quello dei Coniugi Arnolfini di Van Eyck o le Tavole

di Bosch e Van der Weyden, l’Euridice di Bacio Baldinelli, il ritratto di Berry, molti

manoscritti e una cassettina realizzata in tecnica di Borgogna, avendo

comunque Curiosa= si tratta di un evento isolato che anticipa le collezioni di

Filippo II-Leopoldo Guglielmo e Carlo I d’Inghilterra, poi quelle molto simili alle

collezioni italiane di Ferdinando del Tirolo e Rodolfo II a Praga l’Arciduca

Ferdinando fu imparentato con tutti gli amatori d’arte e collezionisti dell’epoca,

discendendo da Massimiliano I ed essendo Nipote di Margherita d’Austria,

nascendo da Ferdinando I imperatore nel 1529 (-1595), che unificò il patrimonio

degli Asburgo ed insegnò a lui come ai fratelli Massimiliano II e Carlo di

Steiermark l’amore per l’arte+ &

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della letteratura artistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Sacchi Rossana.
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