Gian Paolo Ceserani
Storia della pubblicità in Italia
Presentazione piccoli
Verso la fine dell’800 i giornali Italiani dedicano l’ultima pagina ai
annunci. concessionarie imprese di
Successivamente, saranno fondate e
affissione. Cartellonisti,
In quegli anni, la pubblicità era mestiere dei visti
come “ artisti”. persuasione
Sappiamo che la pubblicità è legata alla ed è il motore della
società dei consumi. linguaggio, espressione, tecnica
La pubblicità ha un suo una sua una sua
ben precisa con cui presenta il messaggio; deve essere capace di
divertirla;
interessare la gente, di è la bravura del pubblicitario far
memorizzare il suo lavoro. del commercio”
La pubblicità è definita “l’anima ma non solo, essa riesce
“la vera faccia della società”:
ad essere anche poiché si comporta da
specchio: riflette esattamente la società del periodo in cui vive. Ma è il
creativo a elaborare fantasticamente questa realtà, restituendola rivestita in
modo diverso.
la gente comune era esclusa dalla pubblicità,
Ai tempi perche fino agli
anni 1960 era esclusa dal consumo.
All’inizio degli anni 1960 la vicenda italiana muta grazie all’apparizione del
marketing e tecniche americane, (progresso).
sarà un vero
Sarà un evento che definirà una strategia commerciale/creativa grazie anche
a strumenti innovativi.
anni 1960 in poi, fase della “maturità”.
Dagli la pubblicità sarà nella 1
Parte 1
Vita d’artista
seconda metà del 1800 la vicenda pubblicitaria in Italia,
Nella inizia
popolazione è analfabeta.
E la maggior parte della 4 pagine,
I quotidiani/ giornali che uscivano erano di sole e l’ultima era
annunci di piccolo formato.
dedicata agli
1863 Attilio Manzoni 1° concessionaria italiana
Nel fonda la e cura le
inserzioni per una serie di giornali, fra cui il “Corriere della Sera”.
Antonio Montorfano (IGAP)
Verso la fine dell’800 fonda la che pone le
fondamenta per la nascita del Manifesto. il Tram:
Ai tempi la pubblicità viaggiava sui mezzi di trasporto come portava
i comunicati e avvisi.
La pubblicità a fine ‘800 era rivolta ai pochi, solo agli alfabeti, questo perché
grande povertà
ai tempi c’era una e la gente quasi tutto il suo salario lo
spendeva in acquisto di cereali o altri generi alimentari di puro
sostentamento.
Non c’era quindi possibilità di acquistare libri o istruirsi, ma la situazione
migliorerà.
l’Italia arriverà più tardi rispetto ad altri paesi europei alla creazione del
Manifesto. in Francia,
Inizialmente il Manifesto comparirà ma sarà in bianco e nero;
solo nel 1846 sarà a colori quando Jules Cheret perfezionerà la tecnica della
cromolitografia. Cheret Toulouse Lautrec
Saranno proprio J. e artisti di spicco delle
“Affiche”= affiggere parigine.
I primi cartellonisti italiani saranno:
ritrattista e caricaturista.
Leonetto Cappiello:
1.
2. Dudovich
3. Depero
4. Mietlicovitz
5. Giovanni Mataloni 2
- Leonetto Cappiello: Grande caricaturista, ma la sua fama è legata alle
“manifesto-marchio”
Affiche. Egli fu definito l’inventore del cioè,
quell’opera che comunica immediatamente l’essenza del prodotto e lo
rende memorabile. La sua sarà una carriera fortunata poiché il pubblico
non chiede più del prodotto ma dei personaggi memorabili che egli
rappresenta nel prodotto:
( es: -Il Pierrot che sputa il fuoco(Thermogene), -La zebra rossa (Cinzano), -
martin).
il turco con la tazza (Caffe “vampirizzato”
Il nome del prodotto viene cioè, viene riconosciuto come un
personaggio X raffigurato dell’affiche. ( al prodotto viene abbinato un
personaggio). un modello da seguire.
Negli anni 1920 egli diventa monumento
Cappiello morirà negli anni 1940; gli sarà dedicato un e le sue
4 musei Francesi.
opere saranno dislocate in
- Marcello Dudovich: <<Bella Vita>>,
è l’artista della poiché ama
raffigurare personaggi della Borghesia dell’età giolittiana.
Nasce nel 1878. Mietlicovitz gli farà da maestro/ ispiratore, cosi Dudovich si
cimenterà con la Litografia (disegnatore litografico).
<<l’officina dei sogni>>
Successivamente lavorerà per l’azienda e in quegli
anni diventerà alla pari del successo di Cappiello ( non per niente saranno i
due maggiori cartellonisti italiani).
Divenuto celebre per le Confezioni Mele di Napoli ( azienda di abbigliamento)
nella Belle Epoque.
Dudovich amerà raffigurare gli ambienti:
- Della moda
- Corsa di cavalli
- (montecarlo)
Vacanze sulle spiagge più rinomate dell’epoca tra omologhi>>
Potremmo definire la sua, come <<comunicazione cioè
comunicatore e ricevente abitano lo stesso ambiente, la stessa posizione
sociale e culturale.
pubblicitario del passato contemporaneo
La differenza tra il e quello sta
proprio in questo: oggi il consumo è esteso a tutti e di conseguenza il
pubblicitario moderno deve interagire con masse di persone di livello
<<comunicazione tra
sociale/culturale differenti dal suo: si parlerà di 3
diversi>>, per cui Il pubblicitario sarà costretto a studiare i comportamenti di
target diversi per comunicare ogni volta un messaggio diverso.
Il pubblicitario del passato si interfacciava solo con nicchie di persone
uguali a lui, per cui non cera difficoltà nella trasmissione del messaggio e di
conseguenza non c’era concorrenza tra i prodotti.
Un’altra differenza tra la pubblicità del passato e del presente sta nel fatto
l’ironia
che quella del passato utilizzava nella comunicazione del prodotto,
scherza poco
mentre nella comunicazione moderna del dopoguerra si con
la pubblicità tornerà a sorridere
il prodotto; questo aspetto cambierà, e
grazie: il fenomeno del consumo
maggiore confidenza del con
• possibilità economiche.
maggiori
• Industria Interrupta
1900,
Nei primi del usciranno i primi libri sulla pubblicità.
Questa nuova attività doveva avere a che fare con il costume o con
<<rèclame>> <<pubblicità>>
l’estetica, doveva chiamarsi o ?
Ci fu un grande dibattito a tal proposito: il termine pubblicità compare per la
prima volta nello studio di (Eugnio Barsanti), un giurista.
il Corriere della
La gente imperterrita continuava a dire “rèclame”, cosi,
Sera decide di denunciare tale francesismo. I letterati scendono in campo
proclamando che rèclame non andava bene e il termine pubblicità era troppo
tecnico. Come si doveva chiamare questa nuova attività? Non si arrivò mai
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