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Riassunto esame Storia della città e del territorio nel Medioevo, prof. Raffaele Savigni, libro consigliato Le città italiane nel Medioevo: XII-XIV secolo, F. Franceschi, I. Taddei Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia della città e del territorio nel Medioevo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Raffaele Savigni: Le città italiane nel Medioevo: XII-XIV secolo, F. Franceschi-I. Taddei.

Esame di Storia della città e del territorio nel medioevo docente Prof. R. Savigni

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Artigianato era formato sulla bottega, ma c’erano altre 2 forme organizzazione: manifattura

decentrata\accentrata.

Artigianato = individuo dotato di specializzazione produce nella sua bottega beni di

consumo. Nella sua attività mette capitale iniziale e sua forza lavoro. Di solito botteghe erano al

piano terra, con un retrobottega e un soppalco come deposito. Porta dava su strada, con 2 muretti

per esporre merci o lavorare. Queste botteghe erano in osmosi con strada\piazza e spesso

lavoravano all’aperto per attirare clienti, spesso sotto loggiati e portici.

Capitali per iniziare attività potevano venire da corporazioni, che mettevano a disposizione

iscritti botteghe e impianti fissi per un affitto modesto, o vendevano materie prime a prezzi

bassi. Ma modalità + diffusa era fondare società di 2 o più persone per dividere costi iniziali e

di esercizio della bottega. Potevano essere entrambi lavoratori oppure un finanziatore e un

lavoratore. Spesso per ridurre spese moglie e marito lavoravano insieme e alla morte marito

moglie ereditava bottega (diversi casi tra XII e XIII secolo a Genova, Venezia, Piacenza). Tramite

apprendistato si poteva usufruire di aiutante esterno. Rapporto stabilito davanti a notaio tra padre

apprendista e maestro, seguendo norme corporazioni. Aiutante era mantenuto e imparava

mestiere, in cambio eseguiva compiti maestro, spesso quasi servo. Diverso era invece aiutante:

era pagato a ore.

LA MANIFATTURA DECENTRATA: quando prodotti necessitavano competenze di diversi artigiani

in sedi diverse, nelle fasi della lavorazione. Datore lavoro anticipava parte compenso e

semilavorato a vari artigiani, e saldava a lavoro ultimato. Molto usato nel tessile, ove prodotto

si spostava anche da città a campagne. Questi imprenditori erano spesso anche mercanti. Svolta

si ebbe quando mercante-imprenditore coordinerà tutto il ciclo produttivo prodotto e anche

commercio. Attività artigiano era assorbita da ditta mercantile-bancaria e maestro diventava un

dipendente. Questo da XII secolo. Specialmente in Toscana molti artigiani indipendenti per

reggere concorrenza dovevano farsi assorbire da queste grandi industrie tessili. Ogni artigiano

secondo corporazioni non poteva allargarsi ad altre fasi ciclo produttivo lana.

Nessuno poteva lavorare al di fuori corporazioni, le quali dominate da mercanti-

imprenditori, fissavano tariffe prodotto, controllo qualità, tribunale per lavoratori, i quali non

potevano associarsi tra loro x tutelarsi. Salariati erano scontenti di questo e nel XIV secolo sfociò

in ribellioni.

LA MANIFATTURA ACCENTRATA: quando lavorazione prodotto avviene nello stesso luogo da

lavoratori salariati da imprenditore. Questo accadeva nel campo edile, navale, vetraio.

POLITICA: IL GOVERNO DEI CONSOLI

I consoli: tra XI e XII secolo, si diffonde questa magistratura a capo comuni, segno della fine

potere vescovile e completamento autorità comunale.

Da epoca Re Italici (888-962), mentre funzionari regno si interessavano più a possedimenti

fondiari in campagne, i Vescovi consolidavano loro potere nelle città, coadiuvati da una elite

cittadina. Questa elite, ricca e militarmente forte, prima partecipava a decisioni vescovo, poi

assunse governo. Da loro nacque carica consoli. Spesso passaggio potere fu pacifico e graduale,

vescovi e autorità divisero potere per 1°secolo vita comuni (questi quindi nacquero gradualmente,

lentamente, non da rivolte improvvise).

Grandi famiglie volevano controllo comune, ma anche cittadini volevano

autorappresentarsi, si stabilisce quindi un “patto”, una pace interna, tramite il consolato.

Num consoli varia da città a città. Carica da pochi mesi a un anno, poi loro operato era giudicato

dai sindaci. Elezione consoli non è chiara, spesso frutto di conflitti. Tuttavia principio rotazione

cariche restava.

Secondo vecchio pensiero elite comunale era composta da capitanei (grandi proprietari, castelli,

fondi), vavassores (proprietari terrieri e vassalli dei capitanei), da milites e da cives (notai,

giudici, mercanti). ma questa divisione Milanese non è più accettata per tutti, composizione elite

era molto più intricata e difficilmente suddivisibile. Oggi si ritiene che ceto dirigente consolare

fosse composto da Militia (cavalieri al servizio del comune: di varia composizione, avevano soldi

per armi e cavallo, e grazie a loro soldi, forza e cultura, raggiunsero posizione dominante nel

comune). Probabilmente erano molti, circa 10-15% popolazione cittadina.

Roma: cittadini raggiungono autonomia parziale solo nel XII secolo, istituendo un senato con

funzioni simili ai consoli

Venezia: c’era magistrato unico, il doge, inizialmente scelto da assemblea cittadini (concio), poi

da consiglio dei saggi. LA CITTA’ DAVANTI AL CONTADO

Contado città consisteva nella diocesi chiesa, e presto città ne vollero controllo, già da XII secolo.

Nel contado vi erano signori fondiari, e per sottometterli spesso si usava denaro. Signori

rinunciavano ai pedaggi su proprie terre e dovevano partecipare a milizia cittadina. Contadini

spesso erano affrancati da signore e diventavano cittadini. Questo specialmente dopo Pace di

Costanza (1183) ove impero riconosceva giurisdizioni comunali su contado.

LO SCONTRO TRA IMPERO E COMUNI – XII SECOLO

Dopo anni di debolezza imperatori, sale Federico I di Svevia (1152) che voleva consolidare

potere imperiale in Italia, ove comuni già esistevano e si governavano. Questi formalmente

riconoscevano sovranità impero, ma pretendevano esercitare sue prerogative, gli iura regalia:

(battere moneta, emanare leggi, imposte, esercito). Barbarossa in risposta, tramite doctores

università di Bologna, avanza pretese rifacendosi a diritto Romano e Carolingio. Poche città

(Cremona, Como, Lodi) si schierano con impero. Inizialmente Federico sottomette Milano (1158)

ed è apogeo potere impero in Italia, ma un anno dopo è eletto Papa Alessandro III che per

contrastare potere impero, si schiera con le città.

Quindi nel 1167 nasce LEGA LOMBARDA (unione comuni Lombardi, Veneti ed Emiliani)

comandata da Milano. Nel 1176 Barbarossa è sconfitto a Legnano. Nel 1183 PACE DI

COSTANZA pone fine a guerre riconoscendo autonomia comunale, ma dietro pagamento tributo.

Comune è riconosciuto da impero e integrato nelle strutture del regno d’italia.

I PODESTA’

Transizione da consoli a podestà avviene tra XII e XIII SECOLO perché consoli non riuscivano a

placare faide interne. aristocratici e borghesi premevano per accedere a consolato e quindi alla

militia privilegiata. Per timore di perdere privilegi questa si chiude e piccolo numero famiglie

monopolizza cariche comunali. Conflitti aumentano, specialmente con arrivo del POPOLO nel

XII secolo (mercanti, artigiani, notai) che si oppose a questa MILITIA aristocratica. Volevano

limitare privilegi aristocrazia e loro egemonia politica, limitare loro conflitti continui eleggendo un

PODESTA’. Inizialmente si affianca a consoli ed era eletto dentro città o da imperatore, poi venne

reclutato tra forestieri (sempre tra militia). Era pagato, 1° politico di professione comunale. Eletto

da cittadini, governava per 1 anno ed era giudicato a fine mandato. Doveva essere arbitro fazioni

senza legami dentro città: comandava esercito, amministrazione e giustizia, anche se ruolo

era esecutivo dei consigli cittadini. INIZIANO AD ESSERE COSTRUITI I PALAZZI, SEDE

AUTORITA’ CITTADINA E SIMBOLO AUTONOMIA. Burocrazia aumenta insieme a notai che

trascrivono leggi e ordinanze. Partecipazione a governo si allarga con podestà, grazie a burocrati

richiesti. FEDERICO II

Federico II (1220-1250) imperatore e re di Sicilia, volle riportare italia sotto guida imperiale. Voleva

rivedere accordi pace Costanza e comuni nel 1226 ricostruiscono Lega Lombarda (guida

Milano, bologna, Brescia, Mantova ecc) appoggiata da Papa Gregorio IX (non voleva potere

imperiale in Ita). Inizialmente (1237) successo imperatore e Ita affidata a funzionari imperiali,

guidati da Re Enzo, figlio Federico II. Ma Papa Gregorio IX scomunica imperatore e successore

Innocenzo IV (1243-54) libera sudditi da obbedienza a Federico. Nel 1248 truppe Lega

sbaragliano Federico e lui muore due anni dopo. Autonomia comuni salva.

GUELFI E GHIBELLINI: DIVISIONI DEL 200

Guelfi e Ghibellini appaiono in Ita nel 1240 da Firenze, diffondendosi ovunque (tratti da

antagonismo tra Weifen duchi sassonia e gli Hohenstaufen, duchi di Svevia). Guelfi=filo papali

(Innocenzo IV e Gregorio IX) – Ghibellini = filo impero(Federico II).

Guelfi godettero di egemonia a lungo grazie appoggio papi e re Angioini Francesi (Carlo

d’anigiò), chiamati in Ita da Papa e che sostituiscono gli Svevi in Sicilia. Si alleano con principali

comuni nord. pag 141

IL COMUNE POPOLARE (popolo diventa forza di governo)

a lotta Guelfi\Ghibellni si aggiunge quella populus\militia (nobiltà adesso). Popolo diviene un vero

gruppo politico (populus) (fondendo insieme tutte le associazioni popolari di parrocchie, porte

cittadine, quartieri e associazioni militari di pedites opposti a cavalieri della militia) opposto ai

milites. POPOLO si integra nel comando del comune con supporto delle corporazioni.

Da metà 1200 molte città hanno uno o più CAPITANI DEL POPOLO. Questo spesso si affiancò

al podestà, di cui ricalcava competenze. Esso faceva valere diritti popolo nel governo comune.

Spesso però capitano popolo ottenne sorveglianza e quindi supremazia anche sul podestà

stesso. Era spesso visto come uno stato nello stato.

GIUSTIZIA: rivoluzionata da capitani popolo: 2 corti parallele: una comandata da podestà e altra

da capitano popolo. Crebbero leggi che proteggevano popolo da milites, inoltre si reprimevano gli

aristocratici e le loro eterne faide in nome dell’ordine pubblico e pace cittadina. Tramite suo

tribunale, popolo priva aristocrazia di molti privilegi fiscali, diritti signoliri, usare clientele armate,

portare armi e costruire torri e fortezze. A fine 1200 a Firenze e Bologna, con serie di leggi

(ordinamenti sacrati\issimi) si tenta anche di escludere aristocratici dal governo. (popoli

spesso rappresentati da mercanti ricchi e artigiani). Queste leggi ebbero carattere poco duraturo

con diverse reintegrazioni magnati. La militia venne tassata accollandosi l’onere del cavallo da

guerra, e il popolo creò associazioni militari per contrastarla. Volgare inizia ad essere usato nei

registri comunali, che crescono insieme alla burocrazia, testimonianza di quanto il popolo tenesse

alla res publica.

ESPANSIONE NEL CONTADO: sempre da metà 1200 governi popolari tentano espansione

nel contado: usando armi giuridiche e amministrative legalizzano controllo sulle campagne, grazie

a giudici e notai del comune. 2 cambiamenti: governi popolo nominano ufficiali cittadini per

comandare contado (comuni prima sceglievano rappresentanti locali) – liberarono da condizione

servile molti servi assoggettati a signori nelle campagne, in cambio di indennizzo ai signori (azione

politica per privare di privilegi gli aristocratici rurali). Anche se governi popolo riuscirono solo in

parte nell’intento (Bologna, Firenze) e di pacificare lotte interne, maggior successo fu nella

maggiore equità fiscale e partecipazione a vita pubblica cittadina.

I REGIMI SIGNORILI

Da metà 1200 insieme a governi popolo, molte città nord conoscono fenomeno SIGNORIE:

spesso grazie a sostegno imperiale un signore egemonizzava una città e un territorio. Spesso

facendosi nominare podestà e rendendo ereditaria la carica o controllando le elezioni. Grandi città

marinare come Venezia, Pisa, Genova e Toscana furono meno toccate da signori, questo perché

la primaria importanza dei commerci dava valore a ceto mercantile\ bancario piuttosto che

aristocratico terriero.

FERRARA: Estensi iniziano dominio nel 1240, ottenendo carica podestà grazie a supporto guelfi e

dopo 50 anni Obizzo, figlio di Azzo, ottiene nomina podestà ereditaria per figlio.

MILANO: Visconti alleati aristocratici e contro Angioini, conquistano Milano nel 1277 e grazie a

supporto imperiale e di arcivescovo Ottone Visconti, ottengono carica Capitano Popolo ereditaria.

Da questi esempi capiamo che inizialmente signorie non eliminarono istituzioni comunali ma

ne presero controllo x accalmazione popolare o sostegno esterno\interno. Questi signori erano

poi dichiarati legittimi da imperatore nel regno italia o da papa nello stato pontificio con titolo di

vicario. Questi signori riuscirono meglio dei comuni ad espandere domini cittadini, arrivando a

forme statali estese, come Visconti Milano che assoggettarono tutta Lombardia ed estesero

influenza anche su Marche e Romagna grazie a contratti e rapporti clientelari.

LE OLIGARCHIE TOSCANE

Sempre a metà 1200, contemporaneamente a signorie e capitani popolo, in Italia centrale si

diffondono regimi oligarchici:

Siena retta da regime dei NOVE ove dominava il popolo grasso dei mercanti, anche se tutti erano

rappresentati.

FIRENZE: repubblica Firenze da sempre dominata da corporazioni ma a fine 200 classe di

mercanti e banchieri si appropria potere escludendo popolo e nobili. Nel 300 nasce magistratura

della Signoria (formata da 8 priori e 1 gonfaloniere di giustizia capo governo). Aiutata poi da 2

collegi minori, del Popolo e dei Buonomini, mentre alla base le vecchie istituzioni con consiglio del

Podestà e del Capitano Popolo.

Insomma da fine XIII secolo, capitani Popolo, Signorie e Oligarchie sono esempi di tendenza a

rafforzamento gerarchico istituzioni comunali, con signori e oligarchi che sapranno costruire stati

estesi che nel 3\400 semplificheranno geografia italiana.

GLI INTELLETTUALI E IL COMUNE

Vita urbana, benessere e istruzione fanno nascere nuova figura intellettuale laico ovvero istruito

su cose laiche, anche se ruolo ecclesiastici resta importante. Giuristi, notai, medici e maestri

retorica diventano indispensabili nei comuni.

GIURISTI: importanti perché davano legittimità a comune e amministrazione. Con riscoperta diritto

romano e studio Corpus iurisi civilis Giustiniano, si riconobbe legge comune dell’impero e di questo

ne fece diritto Federico I Svevia x rivendicare dominio. Ma da 1200 viene elaborato lo ius

proprium: le leggi locali e statuti cittadini, grazie a giuristi insediati nei comuni che volevano

autonomia. Conoscenza leggi era primaria per governo città e tutti i podestà ne avevano

conoscenza, erano milites-iudices.

NOTAI: legati a nascita comuni stessi xchè operanti per pubblico e non privato. Avendo ricevuto da

imperatore delega di dare valore a documenti, notai davano valore a documenti comunali. Da una

parte notaio diede riconoscimento ai comuni, da altro comuni favorirono questa professione

integrandola nel governo. Sovranità della legge venne svincolata da impero e fatta discendere da

Dio, grazie a notai bolognesi, contro Federico II.

RETORI: Brunetto Latini, maestro Dante, autore del tresor, prima enciclopedia in volgare. Era

notaio e retore, e nella sua opera pone sopra ogni scienza la retorica come tesoro. Ritenuta

indispensabile per governo cittadino, ogni capo governo doveva possederne principi.


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Elakos86

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elakos86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della città e del territorio nel medioevo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Savigni Raffaele.

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