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Riassunto esame Storia della città e del territorio nel medioevo, prof. Raffaele Savigni, libro consigliato "Le città del medioevo", H. Pirenne Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia della città e del territorio nel medioevo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Raffaele Savigni: Le città del medioevo, H. Pirenne, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo.

Esame di Storia della città e del territorio nel medioevo docente Prof. R. Savigni

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Islanda, Irlanda, Inghilterra, Fiandre, Finlandia con stabilimenti commerciali ovunque. Abili

navigatori, risalgono rotte fluviali per commerciare e loro rete parte da Bisanzio e Bagdad

attraverso Russia, passando per Kiev fino a mare del nord. Sono intermediari nord europa con

Bisanzio e risvegliano commerci costa fiamminga (centro porto di Bruges).

I MERCANTI

Venezia commercia fin da fondazione con sale. Mercanti Veneziani prendono soldi a prestito da

capitalista con interessi 20% e affittano nave in società dividendo spese e guadagni, che erano

ingenti. Questo grazie a orbita costantinopoli, mantenendo tradizioni commerciali antiche e

scrittura diffusa. (in XI sec iniziano a formarsi altre città marinare, Pisa e Genoa).

Perché nel X secolo allora rinascono i mercanti nel resto europa? Perché con crescita

popolazione forza lavoro in eccesso abbandona campi per dedicarsi a vita vagabondaggio,

avventurieri ecc e tra questi nascono i primi mercanti. Frequentavano città, porti e fiere, offrendosi

per i più disparati lavori e pronti a guadagnare alla prima occasione. Si improvvisano venditori

ambulanti di paccottiglie e messi da parte soldi iniziano a vendere per le fiere, associandosi (X

sec) per dividere oneri, acquistare all’ingrosso e ridurre pericoli viaggi. A capo della carovana stava

anziano capo e poi i fratelli, legati da giuramento e armati. Mercanti circolano x tutta europa

occidentale, da mar del nord a venezia. I commerci erano a lunga distanza, unico mezzo per

garantire grossi guadagni (comprare merci lontano ove eran abbondanti a poco e rivenderle a

tanto ove eran carenti). Primi mercanti stupivano società agricola del tempo legata alla terra,

erano visti con sospetto (chiamati piedi polverosi). La sua fortuna non era data dalla condizione

sociale ma dalla sua intelligenza: rompe gerarchie, x questo erano invisi alla nobiltà. X chiesa

questo lavoro era pericoloso x anima perché volto al lucro, visti come usurai. Ma questo

atteggiamento limitò atteggiamenti sfrenati da parte dei mercanti e proteggè poveri e debitori da

creditori e usurai. LA FORMAZIONE DELLE CITTA’ E DELLA BORGHESIA

Civiltà urbana si forma grazie a commercio e industria: città necessita importazione prodotti e

necessita controparte di scambio, per cui serve industria. Altrimenti città muore. Borghesia

nascente diversamente da antichità è legata solo a città, non ha rendite in campagna. Città e vita

urbana rinascono grazie a commerci, prima in Ita nord e Paesi Bassi dove commerci

rinascono prima, lungo vie commerciali, seguendo fiumi e strade. Da x secolo città nascono

lungo coste e rive Mosa in P.B.

In intervalli loro viaggi, inverno, mercanti necessitavano posto fisso e scelsero luoghi sicuri e con

vie comunicazione: borghi medievali preesistenti e città antiche ben disposte (non tutte

quindi). Mercati settimanali e fiere non erano motivi validi x attirare mercanti. Servivano solo da

punto incontro mercanti. (insomma posizione geografica + città o borgo fortificato sono ingredienti

necessari x insediamento mercanti).

Da X secolo fino XIII queste colonie mercanti vicino a città o borghi si ingrandirono al punto

da richiedere nuove mura per città (Marsiglia) o inglobare i borghi (che erano fortezze e

quindi al cui interno non c’era spazio x mercanti). Dalla fusione dei 2 borghi nasceranno le

nuove città e nuova borghesia (da “burgus”).

Fuori dai borghi esistenti (vetus burgus feudale) mercanti fondano nuovi borghi (novus burgus) e

spesso chiamati portus: in impero romano portus era luogo chiuso x deposito e scambio merci,

permanente come sono questi nuovi borghi. Molte città inglesi cominciano per “port”, ad

indicare la relazione stretta tra rinascita commerci e città nel medioevo. Insomma vecchi borghi

sono fecondati dalle colonie mercantili e da loro unione nascono nuove città e nuova popolazione

urbana (detta borghesia da XI da appunto “burgus“ prima volta nel 1007 in Francia). Quelli del

borgo vecchio son detti invece castellani. Da XII secolo questi nuovi borghi abbandonano

palizzate x rimpiazzarle con solide mura in pietra che si allargano anche a resto città.

Questi mercanti necessitavano di forza lavoro per carico scarico merci ecc e quindi esercitano

attrazione da campagne. Mercanti diventano datori di lavoro, sfruttando manodopera a basso

costo e trasferendo quindi industrie da campagne (dove erano state fin ora e dove c’era

economia sussistenza) a città. Si crea capitale. Nelle campagne si pratica ora solo agricoltura,

mentre in città industria che si rifornisce da campagne. Così sarà rapporto città campagna

nel medioevo.

Mercanti erano liberati da loro precedente condizione servile ma raramente potevano sposare

nobildonna, ergo loro figli tornavano ad essere servi. Questo diede presto vita a forti tensioni

sociali. Contadini e servi che giungevano da campagne invece mantenevano loro condizione servi

in quanto erano riconoscibili nelle loro città (secondo norme del tempo se era riconducibile propria

origine servile si era servi altrimenti no). Nobiltà nel nord europa retrocede, abbandonando

città e ritirandosi in possedimenti in campagna (in città non c’era più motivo di stare

sciamando importanza militare antiche fortezze) solo in ita e provenza nobiltà era più legata

a città da tradizioni antiche e resta collaborando con mercanti, partecipando a capitali e

usandoli per prestiti. LE ISTITUZIONI URBANE

Borghesia che si insedia nelle città pretende da castellani (che governano borghi tramite tribunale

che estende autorità su tutta castellania, non solo su borgo) e clero concessioni per sua attività:

libertà, tribunale speciale (per ripararsi dalla molteplicità di giurisdizioni in cui al tempo poteva

incappare, vivendo in terreni o del clero (con suo tribunale) o dei castellani), istituzione di una

pace nelle città ( diritto penale x sicurezza, esenzione tasse su commerci e suolo) e un certo

grado di autonomia politica (autogoverno locale).

La stessa libertà personale non è richiesta per diritti uomo, ma x avere vantaggi economici. Dopo

sforzi e rivolte, già nel XII secolo città hanno istituzioni municipali proprie. Sono i mercanti il

traino di queste innovazioni a scapito di clero e nobiltà, facendosi seguire dalle masse. Teatro

rivolte furono spesso città vescovili, anche quando essi erano buoni governanti, ogni concessione

a popolo sembrava indebolire loro posizione spirituale. Inoltre essi risiedevano nelle città e

temevano autonomia borghesia che li circondava, oltre ad antipatie chiesa x commercio e

mercanti.

Da XI secolo scoppiano contrasti Vescovi\Borghesia nelle città Nord: masse cittadine

appoggiarono movimenti riformisti chiesa, contro malcostumi e simonia ed erano contro

intromissione principi laici nella chiesa, che nominavano anche vescovi. Questi, nominati da

imperatori erano quindi male accetti al popolo e mercanti cavalcarono malcontento per ottenere

autonomie, appoggiati da nobili (che ne approfittarono per indebolire potere vescovi su città). Nel

1057 Milano era in piena ribellione contro vescovo: furono creati CONSOLI: magistrati che

amministravano città (sia con consenso vescovi che non). Primi menzionati a Lucca nel 1080, a

Milano nel 1107 ma molto più antichi. Reclutati tra le 3 diverse classi sociali: capitanei,

valvassori e cives e carica dura solo 1 anno. Da Italia consolato si diffonde in provenza

(Marsiglia XII, Arles, Nimes).

Insomma spesso popolo sotto spinta mercanti prende controllo città Vescovili, in queste formano

unione, un comune. Appoggiati da monarchi francesi in Francia, che cercavano di erodere poteri

Vescovi e castellani locali. Una volta che borghesi accettavano re come arbitro, indirettamente ne

riconoscevano autorità sopra gli altri. Le città governate da principi laici invece passarono a status

comuni pacificamente perché principi non si opposero a borghesi, a loro il commercio faceva


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Elakos86

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elakos86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della città e del territorio nel medioevo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Savigni Raffaele.

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