LOUIS GRODECKI – ARCHITETTURA GOTICA
DEFINIZIONI E TEORIE. CONDIZIONI STORICHE E MATERIALI
• DEFINIZIONI E DOTTRINE
La nozione di “arte gotica” non corrisponde a dati storici o geografici ben definiti. Si tratta di un
termine convenzionale, il cui significato varia a seconda dei suoi interpreti. Nel XV secolo alcuni
scrittori italiani lo utilizzarono per sottolineare il carattere barbarico dell’arte pre-rinascimentale: la
o è ciò che contrasta con la buona tradizione antica, cui il
maniera tedesca maniera dei goti
Rinascimento fa ritorno. È anche un modo per segnalare l’ostilità degli italiani nei confronti delle
grandi nazioni europee, che invadono la penisola nei secoli XV e XVI. Oggi il termine pare ormai
sgombro di qualsiasi riferimento alle civiltà dei nomadi invasori dell’Occidente nell’alto Medioevo
(Goti, Germani, Franchi), ma certi autori continuano a scorgervi una certa radice “antimediterranea”,
opposta alla civiltà greco-romana.
• DEFINIZIONI “MEMBROLOGICHE”
Si è cercato di definire l’architettura gotica in base all’impiego di un certo numero di forme tipiche:
l’arco a sesto acuto, la volta sostenuta da archi intersecati, i pilastri a fascio di colonnette, i pinnacoli, i
timpani, i rosoni polilobati, le finestre suddivise in luci, eccetera. In base ad una grande varietà di
possibili combinazioni di queste forme, si sono distinte le caratteristiche nazionali o regionali
dell’architettura gotica, o si sono individuati gli stadi della sua evoluzione.
• DEFINIZIONI COSTRUTTIVE
Eugène Viollet-le-Duc è stato il principale studioso dell’architettura gotica dal punto di vista tecnico.
Egli ha affermato che “tutto è in funzione della struttura”. Il funzionalismo costruttivo si manifesta
soprattutto nello studio delle volte e dei loro supporti: la volta a crociera, composta di archi di
sostegno ogivali intersecati e di archi perimetrali, scarica il peso non sui muri, ma sui punti determinati
dai supporti; perciò ai musi si possono sostituire finestre o sottili divisori. La curvatura delle volte e
degli archi fa esercitare il peso della copertura obliquamente, in spinte localizzate, che gli architetti
gotici neutralizzano con controspinte (archi rampanti) o annullano mediante pesi verticali
convenientemente calcolati (pinnacoli). È un sistema “dinamico”, contrapposto al sistema “statico”
dell’architettura antica.
• DEFINIZIONI FORMALI SPAZIALI
Per i critici del XIX secolo, abituati all’architettura classica o barocca dei secoli XVII e XVIII, era evidente
(per taluni urtanti, per altri degno di ammirazione) che gli edifici del XIII e XIV secolo fossero “costruiti
in altezza”, che avessero forme molto strette e alte nelle navate delle chiese, le quali erano molto
lunghe in proporzione alla loro larghezza.
Ancora più tipica p la suddivisione dello spazio interiore: le nervature della volta sono quasi sempre
continuate lungo le pareti o i pilastri, e disegnano una porzione di spazio separata visualmente; queste
“cellule spaziali” sono accostate l’una all’altra in lunghezza, trasversalmente, obliquamente, a
semicerchio. Sia se sono della stessa altezza, sia se non lo sono, la loro giustapposizione costituisce un
sistema non solo costruttivo, ma anche formale del tutto originale, che non si riscontra nell’arte antica
né in quella dell’alto Medioevo. Da questo gioco di prospettive multiple, grazie al gran numero di parti
accostate l’una all’altra, le dimensioni reali dell’edificio appaiono come moltiplicate alla visione.
Un altro concetto importante è quello di diafanità: le pareti delle chiese gotiche sono molto spesso
munite di corridoi (tribune, trifori, gallerie di circolazione a livello delle finestre), il cui fondo rimane
visibile, cosicché il muro è come sdoppiato; spesso nei muri sono incastrate arcate cieche; i pilastri che
separano la navata principale da quelle laterali non sono porzioni di muro, ma volumi indipendenti che
appaiono davanti al muro delle navate laterali. All’esterno si possono considerare allo stesso modo gli
archi rampanti e i loro pilastri di appoggio; o i contrafforti molto sporgenti, che innalzano attorno alle
pareti reali dell’edificio volumi materialmente e visualmente indipendenti. La percezione dei limiti reali
dello spazio ne risulta incerta, e alla complessità spaziale delle pareti si aggiunge la complessità della
decorazione scultoria, anch’essa staccata dal muro.
Ancora più evidente e generale è la tendenza allo svuotamento delle pareti: la superficie murale può
essere interamente eliminata, o ridotta a muri sottili.
Lo spazio gotico non è un volume chiuso e geometricamente definito; è uno spazio trasfigurato dalla
luce, e concepito in funzione di essa.
• CONDIZIONI STORICHE E MATERIALI
Il periodo gotico va dal 1150 circa al 1450 (anche se in alcuni luoghi questo stile sopravvisse fino a oltre
la fine del XVI secolo).
Si può affermare che tra 1150 e 1250, periodo di formazione dell’architettura gotica, due grandi fatti
politici dominassero la storia d’Europa: la lotta per l’organizzazione dell’Impero e per il predominio in
Occidente condotta dagli Hohenstaufen e l’interpenetrazione territoriale e politica di Francia e
Inghilterra, frutto della conquista normanna.
Nel XIII secolo si modifica l’equilibrio, soprattutto dopo la morte di Federico II e del figlio Corrado, che
mette fine all’ambizione di un imperium europeo: la Germania conosce un’anarchia politica che apre le
sue frontiere a tutte le importazioni artistiche; in Italia gli stati e le repubbliche urbane prendono
coscienza della loro vocazione politica ed artistica. Dopo il successo di Filippo Augusto e di Luigi VIII nel
Mezzogiorno, il regno di Francia attraversa un’epoca di accresciuto prestigio e di incontestabile
espansione economica e politica. L’arte francese e soprattutto l’architettura gotica si diffondono
rapidamente; le reazioni nazionali contro questa egemonia incominciano a delinearsi dalla fine del XIII
secolo, in Catalogna e in Aragona, in Inghilterra, in Toscana, in Germania: un po’ dappertutto
cominciano ad apparire interpretazioni nazionali, particolari, del gotico francese.
Nel XIV secolo, sul piano monumentale, oltre ad un deciso rallentamento dell’attività (peste del 1348,
guerra dei Cento anni), si constata una vera e propria dispersione delle tendenze, a cui rimedia, in una
certa misura, la frequenza dei contatti internazionali.
L’affermarsi rapido e trionfale del Rinascimento italianizzante a nord delle Alpi o nella penisola iberica
non cancella il gotico, anche se lo arricchisce di elementi decorativi disparati e qualche volta ne altera
le forme generali contaminandole con elementi di tipo italiano. Sarà solo la Controriforma, nel XVII
secolo, a imporre definitivamente i modelli italiani nell’architettura religiosa francese e tedesca.
Nel Medioevo forze politiche ed economiche così molteplici e contraddittorie ebbero l’effetto – a parte
un breve periodo di egemonia francese – di diversificare le situazioni, di confondere le linee di
un’evoluzione omogenea; nondimeno si impose all’Occidente un’arte gotica comune, sia pure nella
sua notevole varietà: questa apparente unità si deve certamente alla continuità e alla coerenza della
religione. La Chiesa, nonostante notevoli crisi, non ha mai perso in età gotica la sua profonda ed
essenziale unità, ed il suo “internazionalismo”, fondato non solo sugli innumerevoli contatti tra i
membri del clero, ma anche su una fittissima rete di istituzioni gerarchizzate o parallele: gli ordini
religiosi (Benedettini, Cistercensi, Domenicani, Francescani, ordini militari) e l’organizzazione
centralizzata della Chiesa, che fa capo a Roma.
L’ARCHITETTURA GOTICA NEL SECOLO XII
• LE ORIGINI
L’architettura gotica come stile pienamente costituito appare nell’Ile-de-France alla fine della prima
metà del XII secolo; ma le esperienze che hanno preparato la sua formazione sono molto più antiche.
L’arte sasanide impiegava abitualmente l’arco acuto, e lo trasmise sin dal VII secolo all’arte islamica;
stessa cosa vale per le volte a nervature. Ma è particolarmente nell’architettura romanica anglo-
normanna, una delle più vigorose del XI e XII secolo, che si verificano le esperienze costruttive e
plastiche che portano al gotico francese. È in questo contesto che si iniziano ad alleggerire le volte e i
supporti e a immaginare l’adattamento della copertura a nervature alle nuove piante. Inoltre inizia a
diffondersi il cosiddetto “muro spesso”: una galleria aperta nello spessore del muro, che gli garantisce
una solidità maggiore e produce un effetto di svuotamento, di diafanità notevole, soprattutto quando
le aperture sulla navata sono adorne di colonnette divisorie. In Francia questo elemento diventerà un
tipo classico della Borgogna di XIII secolo, e contribuirà all’effetto di leggerezza e di ricchezza plastica in
tutta l’arte gotica. È in Normandia, inoltre, che nasce il sistema formale all’origine del principio del
grafismo dei supporti, delle divisioni murali, della plasticità del muro, che sarà sviluppato dal gotico e
diverrà uno dei suoi caratteri dominanti.
• SENS E SAINT-DENIS
Tutti gli storici concordano nel vedere in questi due edifici i primi grandi monumenti del gotico, quelli
in cui gli elementi e i caratteri elaborati soprattutto in Normandia durante l’età romanica acquistano
un nuovo significato e danno vita ad un nuovo stile. Sens: 1130-1164. Saint-Denis: 1130-1140; 1140-
1144.
A Saint-Denis c’è grande differenza tra le parti. L’atrio, per la struttura a tre sale superiori, deriva dai
complessi preromanici o ottoniani del “corpo centrale” (Westwerk); per le due torri di facciata, segue i
modelli romanici normanni; l’impostazione e la disposizione delle volte seguono un ordine “grafico”
che va molto al di là delle esperienze anglo-normanne; l’abside appare minuta, raffinata, di eccezionale
sottigliezza; al doppio deambulatorio sono intimamente incorporate sette cappelle radiali e due
cappelle rettangolari. In questa architettura è sorprendente l’intensità dell’illuminazione.
• LA PRIMA ARCHITETTURA GOTICA NELL’ILE-DE-FRANCE E NEL NORD
Per tutta la seconda metà del XII secolo, nei paesi a nord della Loira, fra la Borgogna e la Normandia, si
verificò un’intensissima attività edilizia, come se l’adozione dei nuovi metodi costruttivi avesse
stimolato il rinnovo totale o parziale delle chiese più antiche. Il problema capitale, tecnico e formale
insieme, rappresentato dall’equilibrio di edifici coperti da volte sempre più alte, venne risolto con l’uso
di archi rampanti.
• SENLIS, NOYON, LAON, PARIGI
Senlis: pianta senza transetto, forte alternanza dei supporti, elevazione a tre piani, tribuna
interamente coperta a volte ogivali; deambulatorio e cappelle presentano una rete molto fitta di
colonnette e nervature. Per il ricco grafismo, e per l’illuminazione molto più abbondante, questo
monumento si situa molto più avanti di Sens nell’evoluzione del gotico.
Noyon: pianta con transetto a bracci arrotondati, forte alternanza dei supporti nella navata principale,
copertura a volte esapartite, tribune abbondantemente illuminate con un riuscito effetto di diafanità.
A Laon un’idea architettonica più grandiosa, più sistematica, presiede all’organizzazione della pianta e
della soluzione generale: coro molto allungato a terminazione rettilinea traforata da finestre molto
alte e da un grande rosone. Come a Noyon, ritroviamo il muro doppio nel transetto, nelle due cappelle
orientate con un piano superiore; se è scomparsa l’alternanza dei sostegni, la scrittura delle campate
conserva lo stesso carattere grafico e chiaro, grazie all’impiego di colonnette in controvena.
Notre-Dame di Parigi: pianta a cinque navate e a doppio deambulatorio; elevazione a quattro piani
senza triforio, sostituito da oculi a forma di rosoni; sul piano spaziale la divisione delle campate è
complessa, soprattutto a causa della moltiplicazione delle campate laterali. La cattedrale fu costruita
secondo il principio del muro sottile, e lo spessore ridotto delle pareti è reso evidente, a tutti i piani,
dalla scarsa profondità delle strombature, degli archi delle tribune ecc. Le tribune, voltate, potevano
sostenere bene la costruzione nella parte mediana dell’elevato, ma la ricaduta delle loro volte non
poteva essere rafforzata da contrafforti esterni: vennero perciò usati gli archi rampanti.
• L’ESPANSIONE DELLA PRIMA ARCHITETTURA GOTICA IN FRANCIA
La prima provincia francese ad essere interessata dall’architettura gotica, per ragioni geografiche,
politiche ed economiche, fu la Champagne: qui apparvero, a cominciare dal 1160-1165, imitazioni delle
chiese dell’Ile-de-France, che testimoniano il perfezionamento tecnico e formale della prima
architettura gotica, in tutta la sua raffinatezza e sottigliezza grafica e spaziale.
In Borgogna, l’architettura romanica aveva raggiunto nel corso del XII secolo un altissimo livello di
elaborazione plastica e tecnica. Edifici con volta a botte (spesso a sesto acuto) su archi trasversali, o
con volte ogivali, ornati da pilastri di tipo classico o da colonne incassate nei muri e nei supporti,
definiscono uno stile coerente in tutte le sue parti, e non suscettibile di improvvisi rinnovamenti
formali. Ad esempio la cattedrale di Langres, cominciata verso il 1160, è contemporanea di Laon e
Noyon, ma nonostante l’impiego sistematico della copertura a volte ogivali la sua composizione
spaziale non tende verso il gotico, perché la continuità del muro si oppone alle divisioni lineari delle
campate e annulla l’effetto di diafanità o la tendenza allo svuotamento. La vera architettura gotica
arriverà in Borgogna solo verso il 1170; il capolavoro di questa tendenza è il coro di Vézelay:
l’elevazione è a tre piani, con una tribuna voltata sopra il deambulatorio; l’equilibrio è garantito da
muri di contrafforte sotto il tetto e da archi rampanti. Ci sono evidenti arcaismi e particolari sgraziati,
ma l’effetto interno è di grande bellezza per l’esilità dei supporti e per la libera circolazione dell’aria e
della luce: le pareti che separano le cappelle radiali sono state svuotate.
La Normandia è un caso ancora diverso. Dopo aver fornito la prima ispirazione alla costruzione gotica e
alle sue forme generali, essa non dà seguito alla tendenza. È solo con il coro di Saint-Etienne a Caen,
agli inizi del XIII secolo, che si manifesta l’alta qualità dell’architettura normanna nel suo adattarsi alle
invenzioni gotiche: tre piani, con tribuna non voltata, ampiamente aperta sulla navata centrale
mediante arcate doppie con timpani traforati; modanature sovrabbondanti nelle arcate principali e ai
piani; un deambulatorio a cappelle intercomunicanti, rivestite di numerose colonnette in controvena.
Ma per Caen bisogna anche tener conto dei contatti con il primo gotico inglese degli anni 1180-1210.
• MAINE, ANGIO’, POITOU. LO “STILE PLANTAGENETA”
Che la creazione del gotico francese non fosse il solo rinnovamento possibile dell’architettura romanica
lo si comprende facilmente considerando l’arte dell’ovest della Francia, complesso territoriale unito
politicamente al regno anglo-normanno. Gli inizi della cosiddetta “architettura plantageneta” si
collocano alla metà del XII secolo. Il carattere più evidente delle chiese di questa regione è la forma
delle volte ogivali: esse sono molto curvate, cupoliformi, e di conseguenza devono essere sostenute da
muri molto spessi, muniti di contrafforti. Nel XII secolo non si manifesta qui la tendenza
all’alleggerimento del muro, al grafismo ritmico. L’impiego di questo sistema costruttivo si può
spiegare con le tradizioni monumentali dell’epoca romanica.
La cattedrale di Poitiers definisce decisamente lo stile plantageneta. Sono tre navate, di altezza
pressappoco uguale e di uguale larghezza, abbondantemente illuminate dalle grandi finestre
dell’abside e dei muri laterali; le volte incurvate, sostenute da pilastri interni forti ma molto snelli, si
appoggiano l’una all’altra equilibrando le spinte. Lo spazio è articolato molto chiaramente dai supporti
e dalle volte, ma le grandi campate comunicano ampiamente l’una con l’altra, compenetrandosi come
nelle Hallenkirchen tedesche.
• LA DIFFUSIONE DEL PRIMO GOTICO FUORI DI FRANCIA
In INGHILTERRA il “gotico primitivo” succede all’arte anglo-normanna al momento della ricostruzione
della cattedrale di Canterbury (dopo il 1174). L’apporto francese è innegabile nelle volte esapartite,
nella forma delle aperture della tribuna, nei supporti, in cui si ritrova la doppia colonna della cattedrale
di Sens. Lo spazio interno, nelle sue proporzioni e divisioni, con le grandi arcate molto alte e le navate
laterali abbondantemente illuminate, risponde perfettamente ai caratteri del primo gotico. Ma bisogna
notare subito una particolarità nuova, di grandissima importanza: il “grafismo” delle volte, delle pareti,
dei supporti, è accentuato in modo molto originale grazie all’impiego del marmo nero di Purbeck.
Nell’IMPERO la forte tradizione dell’arte imperiale ottoniana e salica fornisce, al principio del XII
secolo, tipi architettonici romanici molto elaborati e capaci di sviluppi nuovi. Nella seconda metà del
secolo prevale uno stile che è stato definito “tardoromanico”, di cui la cronologia e anche alcuni
caratteri corrispondono più o meno al primo gotico francese. Le volte ogivali sono comparse piutto
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