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Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Tordella, libro consigliato Caravaggio e la modernità: i dipinti della fondazione, Longhi

Riassunto per l'esame di storia dell'arte contemporanea e della prof. Tordella, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Caravaggio e la modernità: i dipinti della fondazione, Longhi. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia dell'arte contemporanea docente Prof. P. Tordella

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Provenienza: collezione privata

Putto che monda una pera con il coltello, presenza della variante con la mela o della pesca. Creata

per venderla con il putto morso dal ramarro. Opera mai entrata a far parte della collezione

Borghese. Ne esistono alle 9/10 copie. Datazione a cavallo tra gli anni 80 e 90 del ‘500. Importante

è l’interpretazione sul frutto mondato che ora si afferma essere un agrume per lo spessore della

buccia e per la sua pelle butterata (forse un bergamotto). Metafora: nel fanciullo che monda si fa

riferimento a Cristo che riscatta l’umanità dal peccato. Infatti in una delle copie si intravede un

angelo che incorona il ragazzo che monda. Con riferimento alla pesca si individua nel dipinto una

rappresentazione del “voler la pesca monda” nel senso di evitare le disgrazie. Espediente per

l’utilizzo della luce laterale.

Orazio Borgianni

Sacra Famiglia con Sant’Anna

Olio su tela

1615

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: mercato antiquario

Il dipinto, siglato dalle iniziali del pittore sul bastone di San Giuseppe, rappresenta in una

quotidiana e domestica intimità la Sacra Famiglia. In primo piano, velata da malinconia, troviamo

Maria, che sorregge un energico e paffuto Gesù, in atto di stringere una colomba per le ali. Dietro

un anziano S. Giuseppe e alla sua sx, raccolta in preghiera, S. Anna. Esistono quattro copie del

dipinto. Si riscontrano tendenze caravaggesche e venezianità nell’uso del colore. Pennellata fluida

nella manica della veste della Vergine e nel drappo che avvolge la testa di S. Anna. Figure quasi

tagliate in primo piano a causa del limite della tela. 2

Orazio Borgianni

Compianto sul Cristo morto

Olio su tela

1615

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: collezione Mingoni

Cristo morto compianto da tre ploranti. Ne esistono in totale tre versioni. Il pittore si è ispirato al

“Ritrovamento del corpo di San Mauro” del Tintoretto e al “Cristo morto” di Mantegna. Clima cupo,

ombre che dominano lo spazio angusto, punto di vista basso e ravvicinato che va ad aumentare la

presenza concreta dei personaggi. Gioco di luci fatto da ombre dense e compatte e di improvvisi

guizzi di luce. Resa plastica del Cristo, con torace e gambe in scorcio. Chiaroscuro mobile e franto

di certi particolari.

Orazio Borgianni

San Sebastiano

Olio su tela

1615

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: mercato antiquario

Il dipinto ha una preziosa cornice ottocentesca dorata ed intagliata con motivi floreali. Dipinte

almeno tre versioni. Il santo è ritratto a mezza figura, pittura abbozzata, ma non finita. Egli è trafitto

e legato ad un albero, si divincola poggiando il forte braccio sopra la folta chioma nera. Ritroviamo:

un isolamento plastico della figura, una pittura fluida e dai colori opulenti ed abbrustoliti, accensioni

e guizzi di luce e di bianco che languiscono il volto, il petto e illuminano l’avambraccio di questo

santo. Presente caravaggismo: atmosfera drammatica e cupa, fondo scuro di un blu così scuro

3

che sembra nero, dal quale emerge la figura sofferente ma vigorosa del santo, illuminata da un

partito di luce laterale. Naturalismo nella freccia insanguinata, nelle pieghe del collo, nei capelli

nerissimi.

Carlo Saraceni

Mosè ritrovato dalle figlie del faraone

Olio su tela

1610

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: mercato antiquario

Carlo Saraceni ha una doppia personalità artistica: una radice veneta e delle suggestioni

proveniente dal mondo nordico. Dipinto ben bilanciato dal punto di vista cromatico. Presenza di

una candida luce mattutina che sbalza le figure atteggiate nei ridondanti costumi contemporanei

mentre una è immersa nell’ombra. Formato orizzontale.

Carlo Saraceni

Ritratto del cardinale Raniero Capocci

Olio su tela

1613-1616

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: mercato antiquario

Ritratto celebrativo. È proprio l’iscrizione sul retro della lettera che il porporato legge con cura e

concentrazione a darci notizie sul ritratto: “Rainerio/Capoccio/1213”. 1213=data della nomina.

Vicino alla visione del Caravaggio ma privo della drammaticità tanto cara a Caravaggio. Fisionomia

vigorosa di condottiero e combattente che però Saraceni restituisce senza drammi, con attenzione

al dettaglio e alla resa naturale (vedi espressione con sopracciglia e fronte leggermente aggrottate

e la bocca chiusa). Fondo scuro e luce laterale che illumina volto e spalle. No posizione

4

convenzionale, ma a tre quarti. Pesante veste di un rosso brillante che si accorda bene con la

figura cardinale il quale stringe la lettera.

Carlo Saraceni

Giuditta con la testa di Oloferne

Olio su tela

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: mercato antiquario

Svolta caravaggesca. Giuditta dalle forti braccia decapita Oloferne, assistita ed incitata dalla

vecchia serva. Il momento della scena è però quello successivo, dove il gesto eroico e liberatorio

ormai è stato compiuto. È una calma che contrasta con i colori caldi delle stoffe e dell’incarnato di

Giuditta. Espressione distesa di Oloferne mentre Giuditta è seducente e formosa. Esistono 3

versioni. Luce di candela soffusa che illumina Giuditta.

Angelo Caroselli

Allegoria della Vanità

Olio su tela

1630

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: già Londra, collezione Robert Langton Douglas 5

Ancora oggi inserito nella cornice originale. Potrebbe essere l’allegoria sia della Vanità che della

Prudenza. Vanità riferita al personaggio che si guarda allo specchio, prudenza come quello che si

guarda le spalle e verità riferita alla trasparenza del cristallo e del pettine. Possibile presenza di

elementi contrapposti: uomo e donna e fuoco e acqua. Dipinto influenzato dal caravaggismo e

dalla pittura veneziana del ‘500 sia per quanto riguardo lo stile che il soggetto.

Pittore caravaggesco

Cantore

Olio su tela

1620

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Provenienza: ignota

Si tratta di una tela tagliata facente parte di un dipinto più grande del quale si ignorano tema,

autore e provenienza. Vi è un uomo seduto in primo piano, nell’atto di parlare o forse cantare.

Sfondo neutro. Potrebbe essere un cantore nell’atto di suonare una spinetta, oppure un baro, un

personaggio tipico delle scene di osteria. Movimento della bocca, veste sobria ma elegante, volto

curato e capigliatura ordinata. Negli occhi non c’è malinconia, il viso è pallido e rotondo, lunghe e

nere sopracciglia, bocca di un rosso intenso e carnosa. 6


PAGINE

12

PESO

1.88 MB

AUTORE

NormaG

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NormaG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Tordella Piera Giovanna.

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