Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia del teatro e dello spettacolo, prof. Egidio Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia del Teatro e dello spettacolo, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati dal docente Egidio: Lo spazio scenico dai Greci alle Avanguardie, Sinisi, Innamorati; Il teatro di regia, Artioli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il teatro greco; il teatro romano; il medioevo; il rinascimento; la commedia dell'arte;... Vedi di più

Esame di Storia del teatro e dello spettacolo docente Prof. A. Egidio

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il teatro Mediceo è la nuova struttura permanente della dinastia fiorentina, inaugurato nel 1586 e

ristrutturato nel 1589, ad oggi distrutto. Cavia ad U, tipica pianta utilizzata per tutta l’epoca barocca e

drappeggio ad incorniciare la rappresentazione.

Altro teatro importante è quello di Sabbioneta, piccolo ma originale e innovativo. Cavea semicircolare,

scena unica, centrale e mono focale. Gradinata conclusa con un loggiato e una teoria di statue.

In ognuno di questi teatri la committenza è molto forte, a sottolineare il rapporto stretto tra spettacolo e

potere. Il professionismo ha bisogno di lavorare, nascono l’anno comico e la tournée, in ogni città le

compagnie prendono in affitto una sala a pagamento e vengono scritturate per spettacoli a corte solo in

alcune occasioni.

LA COMMEDIA DELL’ARTE TRA SEICENTO E SETTECENTO

La Commedia dell’arte si sviluppa parallelamente al teatro di corte. L’attore è mercenario, lo fa per

vivere, con arte e in modo professionale. Il fenomeno nasce in Italia dalla metà del 1500, avrà massima

espressione nella metà del 1600 e messa in discussione nel 1700.

Nel 1545 Maffio da Padova si impegna davanti ad un notaio con altri attori di recitare per una stagione,

quindi creare una compagnia. E’ un modo per impegnarsi anche economicamente, ogni attore partecipa

alla compagnia con investimenti propri e terminando la stagione raccoglie i proventi. Come una vera

società per azioni. Viene sancita una forma di “mutuo soccorso” che se si abbandonava per motivi di

salute, veniva restituita la somma. Caratteristiche principali

I personaggi sono fissi e le maschere diventano l’anima della rappresentazione. Iniziano a recitare anche

le donne che però non indossano la maschera per non perdere grazia ed eleganza. Gli attori sono molto

abili, acrobatici, indossano una maschera di cuoio che copre ¾ del volto. La compagnia in genere era

formata da 7 o 8 uomini e 3 donne. L’attore si specializza su un unico personaggio, costruisce i propri

spettacoli soprattutto su gesti, azioni, situazioni, travestimenti, numeri comici e buffoneschi. Il

risultato è uno spettacolo che mira esclusivamente a divertire il pubblico, la parola è al servizio

dell’azione. Nel loro operare c’è poco di improvvisazione, lo spettacolo è preordinato, non c’è un testo

da seguire parola per parola ma ci sono molti elementi già codificati. Un canovaccio contiene lo sviluppo

e gli snodi della vicenda da raccontare. Ci sono inoltre dei “generici”, ovvero materiali predefiniti che

indicano cosa fare e cosa dire in base alle situazioni. La Commedia dell’arte fu un grande scandalo in

quanto non aveva nessuna forma di controllo sociale o morale e fu screditata dalla cultura ufficiale e

soprattutto da quella ecclesiastica. E’ un momento di grande dinamismo, gli attori fittano stanze delle

sale, recitano per strada, nelle piazze, anche su tavole di legno o senza fondali. Agiscono in luoghi

particolarmente disturbati, i passanti devono essere trattenuti e interessati. Le rappresentazioni sono

veloci ed ammiccanti. La Commedia dell’arte ha dato le maschere per il carnevale. Principali compagnie:

Alberto Naselli, famoso in Spagna dove genera addirittura un mutamento del calendario delle

rappresentazioni teatrali; I Golosi, anche donne in scena con la corporeità e bellezza, della famiglia

Andreini, successo in Francia; I Confidenti; Gli Accesi…

Commedia italiana in Francia

Gli italiani ebbero grandissima fortuna in Francia con Luigi XIV che fece divenire la Comèdie-Francais

commedia di stato. Fin quando gli italiani non peccarono di satira nei suoi riguardi e vennero cacciati nel

1697. Ritornarono nel 1717 con Riccoboni che depurerà la commedia in Francia come farà Goldoni in

Italia.

Caratteri fissi: 3 famiglie fondamentali

– I giovani o innamorati – i servitori o zanni – i vecchi

Il capitano è puntualmente un innamorato respinto, la storia degli innamorati va sempre a buon fine come

quella dei servi.

Gli attori sono molto abili, acrobatici, indossano una maschera di cuoio che copre ¾ del volto. Le donne

di solito non la indossavano. La compagnia in genere era formata da 7 o 8 uomini e 3 donne.

Lo spazio scenico in Europa

In Inghilterra e in Spagna è determinante la compagnia professionista. Negli edifici teatrali la priorità è

stabilire una relazione attore-spettatore (in Italia si fa per un posto privilegiato). In Inghilterra sorgono

le playhouse, grandi edifici all’aperto gestiti dalle compagnie e impresari. In Spagna si chiamano

corrales e appartengono a ricche confraternite che traggono affitti dalle compagnie. Si apriranno stagioni

drammaturgiche potenti in entrambi le nazioni (Shakespeare, Marlowe, siglo de oro etc.).

La playhouse elisabettiana e i teatri privati

Nascono in Inghilterra i primi teatri privati di Londra, piccole ed esclusive sale teatrali al chiuso, a

pagamento e più nel centro città. Ma nel 1572 la regina decide che bisogna chiedere il permesso per

recitare e ottenere una patente regia per lavorare liberamente per il paese. La prima venne concessa alla

compagnia di James Burbage. Burbage costruì The Theatre, modello della playhouse o noto come

teatro elisabettiano. Le playhouses all’aperto vengono denominate teatri pubblici, anch’essi a pagamento.

Il Globe venne realizzato nel 1599 utilizzando i legni e tutto il materiale disponibile del Theatre (non più

utilizzabile). Il Globe ha una pianta poligonale e all’esterno una bandiera che indica l’inizio degli

spettacoli. All’interno vi erano tre gallerie con panche e gradoni. Il palco non era molto alto e il pubblico

lo circondava per tre lati (main stage). Al centro c’era un’ampia botola e due colonne lignee in finto

marmo che sorreggevano una tettoia con una volta celeste e sopra un ulteriore loggiato (upper stage). La

cosa importate è la vicinanza dell’attore con lo spettatore che stimola una partecipazione attiva del

pubblico. La scena è neutra e invariabile nonostante la mutevolezza dei luoghi prescritta dai drammi,

perciò è fondamentale lo stretto rapporto tra la parola recitata dall’attore e l’immaginazione dello

spettatore, come se ci fosse una “scenografia verbale”. La parola crea il tempo, lo spazio e le

connotazioni psicologiche.

Con Giacomo I Stuart, nacquero i Masques, basati sulla danza e sull’esibizione di maschere e costumi,

per esaltare la figura del re e confermare il suo ruolo equilibrato e pacificatore dello stato. Ma nel 1642 il

puritanesimo decretò la chiusura dei teatri e quando vennero riaperti cambiò la tipologia.

Spagna: il corral

Il primo corral, che significa cortile, inizia al corral de la Cruz e poi al corral del Principe, entrambi a

Madrid. Le compagnie professionistiche si servono di cortili preesistenti trasformandole in spazio

teatrale. Si pagava in base alla postazione e due volte, una per la confraternita e una per gli attori. Il

palcoscenico era ben rialzato da terra, con sotto i camerini, affiancato da due piattaforme sceniche più

piccole. Parete scenica con tre porte, dietro camerini per le donne. Gli spettatori erano su poche panche e

sgabelli (lunetas), inoltre venivano fittate anche le balconate difronte al palco (aposentos) e le finestre dei

piani più alti per chi non voleva essere identificato (desvanes). Spazio in piedi occupato dai Mosqueteros

cioè i soldati mentre la cazuela era lo spazio riservato alle donne.

Negli ultimi anni del 600 la Commedia dell’arte vive un momento di splendore, il nuovo fenomeno

prevede musica e macchineria come componenti fondamentali, nelle corti ma anche nei teatri pubblici.

Non è più la parola il centro dello spettacolo, l’attore deve esibire le sue capacità virtuosistiche e la

Molière

magnificenza dei costumi. A Parigi è molto amato dal pubblico e dalla corte, coniuga le sue

capacità di scrittura e di interpretazione con e tecniche teatrali e le strutture drammaturgiche dei comici

italiani, lavorando al Petit-Bourbon e poi al Palais-Royal. Molière non usa la maschera, e fa della voce un

uso non declamatorio ma più variegato, intimo e grottesco. Recita di profilo anziché di fronte per dare alla

recitazione un senso più verosimile, vicino alla quotidianità. Lui costruisce i suoi testi proprio a partire

dalla scena, li verifica e li modifica alla prova della rappresentazione. Diviene una figura esemplare dello

spettacolo seicentesco.

Da una parte vi è la dimensione totalmente spettacolare della società barocca e dall’altra la forte centralità

di Parigi, divenuta metà per le principali compagnie italiane. La scenografia e la scenotecnica

raggiungono grandi risultati in Francia con Luigi XIV. Con la Comédie-Francais gli attori dominano le

Michel Baron

scene ma anche i salotti e l’immaginario collettivo. L’attore più rappresentativo è che

dialoga con i compagni sul palco, adegua il comportamento alle situazioni e non accentua il ritmo ma le il

sentimento con una gestualità non per forza standardizzata. Tenta di umanizzare anche le figure tragiche.

La professione di attore riacquista dignità sociale, gli sono concesse licenze morali e comportamenti

negati ad altri soggetti. La capacità dell’attore si misura sul saper rappresentare le passioni e di

trasmetterle al pubblico. Ma esistono comunque due imperativi fondamentali: il rispetto del decoro,

quindi del corretto comportamento dell’uomo e la necessaria amplificazione dei toni e dei gesti per farsi

udire e vedere da tutti. Il nemico principale di una recitazione “naturale” diviene la declamazione, la

finalità dell’attore è quella di conferire dignità ai suoi personaggi.

Garrick domina le scene inglesi nella metà del settecento che viene a contatto anche con Riccoboni e

diventa il modello di Diderot e di altri che puntano alla naturalezza. Protagonista del Drury Lane

(1795). Garrick è inventore di una gestualità, naturalezza, non declama il verso sembra esprimere i

sentimenti del personaggio. E’ comunque una recitazione che tiene conto della bellezza e della forma.

Lavorava di controscena, interagiva anche nelle scene lente. Per opera di Garrick il pubblico non potrà

più sedere sul palcoscenico.

Gli attori francesi si truccano solo per rendere più espressivo il proprio aspetto, mentre gli inglesi lo fanno

anche per significare età o condizioni particolari in un gioco di rispecchiamento tra l’attore in scena e lo

spettatore in sala. Emozionalismo e Antiemozionalismo

Il dibattito sul fatto che l’attore deve provare o meno i sentimenti del personaggio si muove tra Francia e

Sainte-Albine e Diderot

Inghilterra con .

Per Sainte-Albine l’attore deve avere l’esprit, quindi la sensibilità di entrare ne personaggio, deve

accendere i suoi sentimenti e avere il feu, il fuoco per emozionare gli spettatori quindi deve davvero

sentire le emozioni e le passioni di cui è portatore.

Diderot invece è un antiemozionalista e pubblica il “Paradosso sull’attore”. Per lui l’attore deve avere la

mente fredda, deve rappresentare i sentimenti ma non provarli, il teatro è tecnica, studio, conta trovare i

segni esteriori che rappresentano un’emozione. Mettere un’emozione vera significa creare dissonanza,

nasce il bisogno di naturalezza.

Goldoni attua la riforma di depurazione della Commedia dell’arte nella metà del ‘700. Vuole eliminare

quegli elementi volgari, alleggerire quel mondo eccessivamente sterile perché ripropone sempre lo stesso

meccanismo da 200 anni. Egli si incarica di rivoluzionare le modalità della scrittura drammaturgica,

l’organizzazione e i modi di recitazione. Incarna la figura del commediografo di compagnia, ma a diretto

contatto con gli attori, scrivendo secondo gli interpreti e assegnando ruoli ai più adatti. Rimuove le

maschere, sia come ruoli fissi che come oggetto e abbandona la recitazione all’improvviso scrivendo un

testo da imparare a memoria. L’imperativo primario è di far intendere bene le parole, evitare la

cantilena e servirsi di una gestualità “naturale”. Inciderà più sui modi della scrittura che sulla recitazione.

Alfieri sul versante serio e tragico, rimprovera agli attori di professione che non imparano la parte a

memoria e si affidano ancora al suggeritore e all’improvvisazione snervando le battute con una cantilena.

Da indicazioni generali sulla mimica facciale, si sofferma soprattutto di rivolgersi al pubblico, dando

importanza all’efficacia della parola.

Goethe anche si schiera con la fazione antiemozionalista, in quanto sostiene che la passione deve essere

mostrata e non sentita davvero. All’attore chiede soprattutto tecnica, portamento, rispetto delle regole e

soprattutto di ricordare che è lì per il pubblico pertanto ad esso deve rivolgersi.

DAL BAROCCO ALL’ILLUMINISMO

Attorno al 1640 si va affermando un nuovo modello teatrale di intensa sperimentazione nel periodo

barocco, ma il massimo esempio sarà il teatro alla Scala di Milano (1778).

Si va affermando una nuova estetica di spettacolo, vi sto come opera mista di tutte le arti, che deve

catturare l’animo dello spettatore attraverso il diletto, la meraviglia e la persuasione.

Il nuovo sentimento del seicento va verso la natura, vista come dimensione infinita, incantevole e

sconcertante, misteriosa che attrae e spaventa. Nascono le varie feste, pubbliche, del principe, civiche,

della Chiesa e Aristocratiche.

La festa aristocratica: accademie seicentesche, con intenditori e organizzatori, proposero nuovi generi.

Le accademie potevano sviluppare liberamente una sperimentazione teatrale, gli artisti erano riuniti dalla

passione per l’arte e solidali nello sforzo di attuare un processo culturale che dia prestigio e onore alla

città di appartenenza. Il loro genere prediletto è quello dello spettacolo del torneo, discendete dall’arte

marziale. I teatri del Seicento

Il teatro Farnese (realizzato 1618, inaugurato 1628) di Parma è il modello architettonico su cui gli

architetti barocchi si interrogarono e si formarono. Vi è una vastissima e luminosa sala teatrale in legno e

stucco dipinti a immagine di marmi e pietre dure con decorazioni in oro che conferiscono grande sfarzo e

grandiosità. La cavea è a U con gradoni che possono ospitare anche tremila spettatori e l’orchestra è

destinata allo spettacolo, uno spettacolo che impegna tutti gli spazi. Sopra la gradinata si innalza una

loggia a due ordini parzialmente praticabile. Sul soffitto vi sono raffigurate delle finte logge da cui si

affacciano spettatori dipinti e un cielo con lo Zodiaco e Giove. Viene introdotto l’arco di proscenio e un

palcoscenico molto profondo.

Intanto nelle opere-torneo dell’aristocrazia e delle accademie iniziarono ad utilizzare i palchetti per

sfruttare la verticalità e distinguere secondo le classi sociali. Chiaro precedente della sala teatrale barocca.

La sala barocca

Si sviluppa grazie al successo economico del melodramma che incoraggia gli impresari e la funzionalità

dei palchetti (sperimentata nei teatri-torneo). La pianta prevalente nelle prima fase è quella a U che poi

viene modificata spezzando e articolando il fronte dei palchetti. Teatro sperimentale importante fu quello

dell’accademia degli Immobili, con una struttura lignea a tre ordini di palchetti. Il modello della sala

barocca all’Italiana comincerà a diffondersi in tutta Europa.

L’EDIFICIO TEATRALE

I massimi interpreti del nuovo modello della sala barocca all’italiana sono la famiglia Bibiena, dinastia di

architetti e scenografi che agì in Italia e in Europa. Ferdinando Bibiena scrive dei trattati a riguardo

dell’architettura. L’originaria forma a U scompare dai loro progetti per favorire forme più svasate, la

decorazione predilige il legno e lo stucco decorato rifinito con oro. Il palcoscenico è attrezzato con

numerosi elementi scenotecnici e l’arcoscenico si inspessisce. Prevedono spazi funzionali alle manovre,

alle esigenze degli attori e del pubblico. La decorazione esterna predilige pietra e marmo. Realizza il

teatro nuovo di Bologna con la pianta a campana, palchetti laterali e platea, diviene un luogo dove si

ritrova la società mondana. Invece a Mantova realizza il teatro Scientifico per un’accademia di radunanze

scientifiche, con una pianta a campana più stretta, un arco di proscenio poco rilevante. Intanto inizia in

Francia con l’Encyclopèdie la contestazione al modello bibienesco a favore di una reinterpretazione del

teatro classico.

Ma il modello canonico, ancora con i palchetti, diviene il teatro alla Scala di Milano (1778) con una

pianta a ferro di cavallo considerata migliore per visibilità e acustica.

La scenografia nel Seicento e nel Settecento

La scenografia in questo periodo ha un forte carattere sperimentale. Sul palcoscenico barocco si schierano

due file laterali e simmetriche di molte serie di telari lungo le diagonali che convergono verso il centro

della scena. Vengono introdotti nuovi pezzi: i principali, che calati dall’alto e vuoti al centro

valorizzavano la profondità. Le quinte e i fondali permettono continui cambi di scena, il fondale si apriva

a metà scivolando ai lati mentre le quinte si muovevano all’interno di un binario per scorrere fuori. Sopra

il palcoscenico vi era il cielo spezzato che creava, attraverso tanti elementi, un inganno ottico della

prospettiva. Al di sopra un’ampia soffitta con ballatoi per gestire i movimenti delle macchine. Il

sottopalco era realizzato in più piani per le diverse attrezzature. Il boccascena si fissa come struttura

portante, provvisto di sipario che segnala l’inizio dello spettacolo. A ridosso del proscenio vi è il

complesso orchestrale, diviso dal pubblico. L’illuminazione era a fiamma, anche la platea illuminata per

tutta la rappresentazione. Ferdinando Bibiena fu il principale vettore dell’immagine che prevede uno o più

punti di fuga, non più al centro ma di lato. Realizza un edificio che si presenta per angolo, ai lati del quale

partono altri punti di fuga. Allo sguardo dello spettatore viene chiesta una collaborazione fantastica.

L’OTTOCENTO

Nell’ottocento si creano varie correnti di pensiero quali il Romanticismo e il Realismo nella prima metà,

il Simbolismo e il Naturalismo successivamente. Numerosi saranno i trattati e i manuali dediti alla

didattica. E’ nell’ottocento che il teatro si afferma come istituzione civica, imponendosi come luogo di

incontro e di scambio tra le diverse classi sociali, dove i nuovi ideali prodotti dalla Rivoluzione Francese

possono trovare il terreno per agire nelle coscienze. I fermenti romantici si traducono nella rivalutazione

delle tradizioni nazionali e dei soggetti patriottici uniti a ideali etici e libertari. Con il Realismo che

condurrà alla scuola naturalista, la quale si propone ritrarre le classi subalterne, l’universo degli

emarginati e degli oppressi. In Francia si apriranno nuovi teatri, in Italia ci sarà il trionfo del

melodramma. IL ROMANTICISMO

La cultura romantica impone la passionalità espressa nella maniera più viva e coinvolgente, questo

Engel

porterà ad un’esasperazione espressiva del gesto e della declamazione. ritiene che le posture e

la mimica siano catalogabili in un sistema, come un codice gestuale che attraversa tutte le epoche e tutte

le culture, e l’attore deve interessarsi dei segni riconoscibili con cui le passioni sono espresse dal corpo.

Edmund Kean è l’esempio tipico dell’attore romantico, con la sua potenza espressiva dei singoli

momenti che sono scrupolosamente costruiti e premeditati. L’impressione della passionalità è data da

Antonio Morrocchesi

gesti costruiti, “artistici” e ipersignificanti. Anche segue l’idea di Engel, fu un

attore tragico che tenne lezioni all’Accademia di Firenze. Sosteneva che ad ogni passione corrisponde un

gesto preciso e importa che l’attore interpreti il codice, basato sulla parsimonia, eleganza quindi

neoclassica. melodramma

In Francia il genere minore è il , nato sullo spirito romantico che si sta diffondendo.

Napoleone cerca di ripristinare i monopoli del teatro, abilita quattro teatri per le rappresentazioni. Il

melodramma è musica e recitazione, lo stile è molto più patetico, con sottolineature emotive, gestualità

esasperata, mimica fortemente espressiva, parola carica di pathos, esaltazione di languori, tenerezze e

violenze. Nasce il sistema dei ruoli, ovvero che l’attore non è dedito alla psicologia del personaggio ma

solo alle passioni da rappresentare. A questo si opporrà fortemente Gustavo Modena che predilige un

teatro con un ruolo educatore, etico, civile e non un passatempo. La sua recitazione è più comunicativa

che espressiva. Fonda una compagnia con Ernesto Rossi e Tommaso Salvini. Ma la sua utopia non si

realizzò. IL REALISMO

Elemento fondamentale è la ricerca del “realismo storico” che conduce a curare l’esattezza

documentaria sia nei costumi che nella ricostruzione degli ambienti. La scena è il luogo dove l’azione

si svolge e va ricostruito con la massima precisione descrittiva. Lo scenografo attua una ricostruzione

descrittiva dei luoghi dell’azione attraverso conoscenze storiche, archeologiche, geografiche e degli altri

stili. La declamazione, la gestualità, la presenza scenica, l’occupazione del palcoscenico, l’abbigliamento,

il trucco, tutto deve sempre essere espressivo, affascinante, emozionante. Il pubblico deve essere sedotto.

L’attore porge sé stesso, riduce ogni elemento dello spettacolo, diviene il centro.

L’illusionismo scenico

Con l’affermazione del Romanticismo c’è un distacco dalla scena illusionistica a favore di un fondale

pittorico con effetti chiaroscurali e cromatici della prospettiva aerea. Vengono introdotti dei

praticabili che si integrano al fondale e ne accrescono la carica descrittiva.

Successivamente la scena venne chiusa su tre lati attraverso l’impiego di quinte oblique con un telaio sul

soffitto e pavimento dipinto. Con l’uso dei praticabili si cercava di rendere la scena realistica, e con

l’avvento del Naturalismo saranno introdotti anche oggetti prelevati direttamente dalla realtà. Un’altra

innovazione fu il sipario che scandiva i tempi della rappresentazione in modo da eliminare i mutamenti a

vista (svolti a sipario abbassato). L’illuminotecnica

Vennero sviluppati nuovi sistemi di illuminazione. Il sistema a olio venne perfezionato in modo da

aumentare e diminuire la fiamma e cambiare i colori attraverso schermi di vetro. Ma l’invenzione

dell’elettricità sarà la vera rivoluzione, la luce diviene un elemento mobile in grado di modificarsi

d’intensità, colore e direzione. Venne introdotto il buio in sala.

Richard Wagner e l’opera d’arte totale

Richard Wagner sogna di ricondurre il teatro alle vette dell’arte e avverte il richiamo del mito delle

origini. Per Wagner il modello per ripartire è il teatro greco e la tragedia è il termine di riferimento.

Wagner vuole rifondare la stessa istituzione teatrale, in quanto divenuta commerciale e di puro

intrattenimento e ricondurla alle sue originarie matrici festive. Egli sarà autore delle musiche e del

libretto, ma intervenendo anche sulla messa in scena dell’opera. Sviluppa così l’idea dell’opera d’arte

totale scaturita dall’unione di tutte le arti. Il teatro wagneriano nascerà nel 1876 a Bayreuth. L’esterno è

semplice ma l’intero è espressione di perfezione tecnica e formale. La cavia è a semicerchio come un

teatro greco, inserisce file di posti degradanti e elimina i palchetti. Insomma elimina qualsiasi ostacolo

che possa interferire con la visione scenica, compresa l’orchestra inserita sotto il palco e non vista dal

pubblico. Il suono diffuso nello spazio immerge lo spettatore in una situazione di estasi e partecipazione

al mondo ideale evocato dall’artista. L’attenzione è tutta concentrata sulla scena. Wagner è a favore del

fondale dipinto e impone all’attore di muoversi con naturalezza, anche voltando le spalle.

I Meininger e il realismo storico

La compagnia dei Meininger è fondata da Giorgio II von Meiningen principalmente in area tedesca e

che si pose sulla rotta del realismo storico. Egli ha l’ossessione del vero che lo porta a meticolose

ricerche archeologiche, va nel dettaglio. Il repertorio era prevalentemente di classici, Shakespeare e

tragici tedeschi. Abolì in assoluto il divismo, non esisteva un primo attore, tutto è improntato su una

grande naturalezza. Abbandonò l’uso del fondale utilizzando dei praticabili in modo da disporre vari piani

sul palco mettendo in risalto movimenti e posture. Anche i costumi erano improntati sui personaggi. La

scena diventa funzionale all’azione e ne accresce la risonanza drammatica. I caratteri principali sono la

condanna del divismo a favore dell’armonia dell’insieme, la ricerca del dinamismo e di uno stretto

rapporto tra scena e attore, la rottura con convenzioni accreditate , la cura meticolosa dei dettagli

all’interno di un progetto complessivo. IL NATURALISMO

Il naturalismo in sintonia con il Positivismo, si propone lo studio del vero, la riproduzione fedele della

vita in tutti i suoi aspetti attraverso il metodo scientifico. Nato tra il 1870 e il 1880 in Francia, il suo

Emile Zola

caposcuola è influenzato anche dalle teorie di Darwin il quale sosteneva che l’individuo

viene fuori dall’ambiente in cui vive e dalle origini. Zola affida al drammaturgo il compito di analizzare

l’uomo come un oggetto, essendo imparziale e distaccato come uno scienziato. Il palcoscenico deve

essere il più verosimigliante possibile alla realtà, viene introdotta la “quarta parete” come se gli attori

non si rendessero conto di essere osservati e si comportano come farebbero nell’intimità. La scena del

dramma naturalistico deve rappresentare l’ambiente in cui nascono i personaggi e deve essere una

trascrizione fedele del vero, eliminando elementi decorativi per creare “une tranche de vie” (frammento

di vita). Ciascun personaggio è un individuo unico e specifico, inserito in un ambiente preciso, con

caratteri psico-fisici, atteggiamenti propri. Cade la gestualità vuota, tutto è mosso da stati d’animo

particolari. Cala il buio in sala e l’attore deve svanire dietro il personaggio. Attore importante del

Salvini

Naturalismo è in quanto riesce a dare credibilità psicologica ai personaggi e intensità di verità

Zacconi

alle azioni. Salvini è a favore di un teatro più spettacolare, mentre si opporrà con un teatro

basato solo sull’osservazione della realtà. Per l’attore naturalista la cosa più importante è la verità, quindi

un’azione che deve copiare il più possibile la vita quotidiana. Si sposta l’attenzione all’interiorità del

personaggio, alle sue emozioni. Ciò che conta è il pensiero, l’intenzione, l’emozione che sta dietro le

parole e i gesti. Si va affermando la figura del regista che assume il potere nella costruzione dello

spettacolo, guarda dell’esterno e dirige l’attore.

Antoine e il Thèatre Libre

Sarà Antoine, un attore dilettante e la sua compagnia, a realizzare le teorie di Zola a teatro. Nel 1887

fonda il Thèatre Libre, libero dalle convenzioni e dalla censura. Antoine riforma lo spazio scenico

costruendo un’immagine di vita reale. Progetta un ambiente interno concepito come un intero

appartamento, compresi i luoghi intravisti, dispone gli ingressi secondo criteri di verosimiglianza

architettonica e solo all’ultimo decide quale sarà la quarta parete. C’è un’ossessiva e quasi maniacale

ricerca di autenticità. C’è un’intimità domestica, lo spettatore spia e l’attore si muove come se non ci

fosse nessuno. Gli arredi scenici sono della realtà quotidiana, con la luce elettrica Antoine da effetti per le

varie ore del giorno. Ma nel 1894 fu costretto a sciogliere la compagnia e nel 1897 aprì il Teatre Antoine e

nel 1906 nominato direttore dell’Odèon.

Stanislavskij e il teatro d’Arte

Erede di una ricchissima famiglia, adotta uno pseudonimo quando diventa attore professionista.

Nel 1898 Konstantin Stanislavskij e Vladimir Nemiròvic-Dàncenko fondano a Mosca il Teatro

d’Arte con il desiderio di riformare il teatro. Stanislasvskij cerca il contatto con il vero, rifiutando sia

scenografie posticce e artifici sia la recitazione enfatica e declamatoria. Dai Meninger trasse la

concezione della regia come organizzazione unitaria dello spettacolo, la cura dell’esattezza storica basata

su ricerche documentarie, la meticolosa preparazione di scene di massa. Stanislasvskij impone alle sua

compagnia dura disciplina lontana dal divismo. Collaborò con Simon per le scenografie che rivoluzionò

lo spazio scenico sostituendo al fondale pareti, soffitti, pavimenti e veri suppellettili. Vige anche qui la

“quarta parete” e segue il criterio dell’autenticità e dell’aderenza al vero. Il verismo dello spazio non

serve solo per mostrarlo allo spettatore ma anche per aiutare l’attore ad immedesimarsi nella giusta

atmosfera e ricreare la vita del personaggio. Infatti il “sistema” di Stanislavskij è un metodo di

recitazione fondato sulla “riviviscenza” e sulla “personificazione”, ovvero che l’attore deve attivare

un’esperienza realmente vissuta nel passato, affine allo stato d’animo da interpretare , così da fondersi

totalmente con il personaggio e non recitare, ma rivivere. La “personificazione” è l’insieme delle tecniche

fisiche e vocali con cui si approccia al personaggio e la “reviviscenza” è il richiamare dalla propria

memoria emotiva passioni ed emozioni da adattare alla situazione. Il regista-pedagogo deve provocare

questo processo riferendogli condizioni generali, contesti vari e modalità del personaggio. Bisogna

ricostruire la biografia del personaggio in modo da assaporare sfumature psicologiche e credibilità a quel

momento di vita rappresentato. Per Stanislavskij è fondamentale abolire la routine rappresentativa, la

standardizzazione scenica dei gesti e della declamazione, la copia della quotidianità, ricercando una

verginità emotiva e comportamentale.

Con l’incontro con Cechov (Il Gabbiano) la regia di Stanislavskij si volge verso lo scandaglio interiore,

ricercando di rendere la realtà psicologica dei personaggi. Le pause, la lenta sospensione dei dialoghi, gli

improvvisi scopi nevrotici, notazioni acustiche della realtà contribuiscono a creare l’atmosfera in cui sono

immersi i personaggi. IL SIMBOLISMO

I simbolisti tratteggiano un mondo ideale, proiettato in una dimensione remota e leggendaria con

personaggi simbolo dell’umanità. Si affidano soprattutto al potere evocatore della parola che diventa

allusiva per penetrare nei territori dell’immaginazione e del sogno. Il teatro non è rappresentazione

della realtà ma luogo mistico in cui si sperimentano il sogno, l’illusione, l’ideale, la poesia. Sono

spettacoli non ancorati alla necessità di rappresentare fedelmente la realtà quotidiana e più attenti a colori

raffinati, ritmi nervosi. Il maggiore drammaturgo del Simbolismo fu Maeterlinck che teorizza

l’allontanamento dell’essere vivente dalla scena.

La Francia. L’estetica teatrale simbolista e il Theatre d’Art

Il simbolismo si apre all’esperienza teatrale nel 1890 con Paul Fort che fonda il Theatre d’Art. Ritorna

il fondale pittorico e la presenza degli attori tende a perdere di importanza. Inizia in questo periodo una

contestazione della figura dell’attore che diverrà man mano una presenza statica ed inespressiva.

Mallarmé concepisce un teatro “mentale”, smaterializza la scena, vi è un’estrema stilizzazione in

analogia con la perdita di corporeità dell’attore. I Nabis sono i rappresentanti del simbolismo in pittura,

anche al servizio per il teatro. Il pubblico è spronato a lasciare libero sfogo all’immaginazione: il teatro

perde il valore di intrattenimento mondano. Il Theatre d’Art chiuderà nel 1892, il linguaggio spesso era

ermetico e carente di forza drammatica.

Lugnè Poe e il teatro dell’Oeuvre

Poe ha uno stretto rapporto con i Nabis, gran parte della scena era affidata al gioco di colori, era

costituita di telai mobili. I costumi degli attori riecheggiavano i colori della scena. L’attore cercava di

esprimere l’interiorità, priva di intonazioni espressive per assecondare l’immaginazione del pubblico.

Tra colori e gesti il tutto sembrava un quadro. Lugnè Poe, Mauclair e Vuillard fondano l’Oeuvre

inaugurato nel 1893. Utilizza una recitazione lontana dal naturale, riduce la macchinistica e bandisce

ogni eccesso decorativo. Diviene una sintesi di forme e colori con la forza del messaggio spirituale.

Scena immersa nel buio per l’evocazione del mistero.

Differenze:

Antoine esalta gli aspetti della poetica naturalista e l’analisi della realtà sociale

- Lugnè Poe forza l’interpretazione per cogliere i significati nascosti

- La Russia. Mejerchòl’d e il teatro di convenzione

Il simbolismo si diffonde in Europa influenzando tutte le arti. Stanislavskij nel 1905 avvia un Teatro

Studio con Mejerchòl’d. Concepisce un fondale dipinto da cui è bandito ogni riferimento realistico. Agli


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

17

PESO

217.44 KB

AUTORE

hoengrey

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia del Teatro e dello spettacolo, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati dal docente Egidio: Lo spazio scenico dai Greci alle Avanguardie, Sinisi, Innamorati; Il teatro di regia, Artioli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il teatro greco; il teatro romano; il medioevo; il rinascimento; la commedia dell'arte; emozionalismo e antiemozionalismo; dal barocco all'illuminismo; l'edificio teatrale; l'ottocento; il romanticismo; il realismo; il naturalismo; il simbolismo; il novecento e la marionetta; il futurismo; il costruttivismo; la fine delle avanguardie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hoengrey di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Egidio Aurora Maria.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in beni culturali

Archeologia medievale - le ceramiche medievali d'importazione e d'influenza islamica
Appunto
Storia dell' arte Moderna I
Appunto
Riassunto esame Storia della musica Greca, prof. Meriani - libro consigliato "De Musica", Plutarco
Appunto
Riassunto esame Storia della musica greca, prof. Meriani, libro consigliato La medicina delle muse,  A. Provenza
Appunto