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Riassunto esame Storia del Teatro e dello Spettacolo, prof. Cambiaghi, libro consigliato Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni per Luigi Squarzina, Cambiaghi

Riassunto per l'esame di storia del teatro e dello spettacolo e della prof. Cambiaghi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni per Luigi Squarzina, Cambiaghi. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia del teatro e dello spettacolo docente Prof. M. Cambiaghi

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devono essere chiusi in casa con porte serrate/balconi inchiodati + Lunardo non

permette alla figlia Lucetta di andare all’esterno poiché vi è il carnevale

( spreco-corruzione-festa insidiosa in cui non si riconosce chi si ha di Fronte)+ la

matrigna, donna matura delusa nelle proprie aspettative di maggior libertà nella

vita coniugale con il vedovo piange in ricordo dei carnevali passati/sere a teatro

con la madre (rifiuto del massimo rito sociale da Lunardo) quando Lucietta apre

la finestra= nell’edizione del 93 di Castri Lucietta è la Felicioli e Margarita la

Martini+ la contrapposizione esterno ed interno (valori familiari/moralità) è

enfatizzata dalla porta-finestra

La vicenda scoppia quando il figlio promesso sposo vestito da maschera

 femminile va a conoscere la sua promessa Lucietta: acconsentono al

matrimonio ma scoperti dai padri tutto va a monte: la signora Felice, simbolo di

razionalità illuministica, convince i vecchi a perdonare i giovani= conclusione

con un banchetto prima delle nozze (parodia delle figure) nel 69

Squarzina

presenta i rusteghi come 40enni ( massime energie/maggior difficoltà a

cambiare la loro concezione) che comprendono di non adattarsi con le norme

sociali ma non si impegnano a cambiarle (come Margarita con quelle dei

Rusteghi)+ non sono portavoce del Pantalone degli anni 50 se non per

l’incertezza= sconfitta storica della classe e dimostrazione dell’insoddisfazione

che colpisce ogni personaggio (lotta all’interno tra sessi per il dominio della

casa)+ oggettivazione della follia nell’incalzare degli eventi (nevrosi di

Margarita che giunge all’esasperazione)

L’ambire ai modelli di vita aristocratica, in modo velleitario/irrealizzabile, si

 esprime nella Trilogia della Villeggiatura (riscoperta da Strehler) 11-12/1761

composta dalle commedie Le smanie per la Villeggiatura, le avventure della

villeggiatura, il ritorno della villeggiatura, in cui i borghesi svuotano il rito

aristocratico dell’andare in villeggiatura da luglio a ottobre per il controllo della

vendemmia/raccolti solo per connotarlo nella dimensione della rispettabilità

esteriore alla fine dell’autunno si avrà per entrambe le famiglie una disfatta

sia economica che Morale: Giacinta che accetta di sposare Leonardo si

innamora in villeggiatura ma accetta il gioco delle convenienze e sposa l’uomo

che non ama per ragioni economiche insoddisfatte

Casa Nova: commedia in dialetto veneziano dell’11/1760 in cui i toni

 dell’esasperazione colgono tutti i personaggi: i novelli sposi Cecilia ed Anzoletto

poiché lui rifiuta di lavorare vivendo di rendita ed indebitandosi, lei invece

ossessionata dall’imitazione della vita aristocratica continua a cambiare

l’arredamento fino all’occupazione dell’appartamento dagli artigiani( ceto

impiegatizio che non comprende la borghesia)+ dei vecchi borghesi come lo zio

Cristofolo che le assegna una somma non in cambio di una maturazione

(pantalone anni 50) ma solo per salvare l’apparenza la perdita del senso della

misura ha espressioni nevrotiche/convulse che per Squarzina sono emanazione

dell’inconscio ( temi di base del dramma borghese+ analisi del mondo

veneziano grazie alla duttilità del dialetto veneziano che concretizza

cose/psicologie)

Il ventaglio: composta come canovaccio a Parigi nel 65 e inviata a Vendramin,

 Messa in scena da Squarzina nel 79 nel Teatro pubblico di Roma= azione

vorticosa intorno ad intrecci causati dall’elemento sciamanico e perturbante del

ventaglio che, sempre nascosto, porta i personaggi a relazionarsi con la realtà in

modo nuovo facendo emergere istinti repressi poli di stupore ed eros come

passionalità-istintualità che per Squarzina portano allo sviluppo dell’individuo 

il ventaglio passa da Evaristo a Giannina, serva, poiché non può darlo

direttamente all’amata Candida+ una merciaia del paese la vede e lo dice al

fidanzato= Motore della situazione e strumento di identificazione/aiuto per

Goldoni è la zia Gertruda (inizia e conclude l’opera) poiché impedisce a Candida

di uscire e risolve gli intrighi in base alle ragioni del cuore-bontà di sentimenti+

è vedova come Goldoni di Venezia e ad un punto di svolta della sua vita= alla

fine il ventaglio, lettera maiuscola nell’ultima battuta di Candida, è incarnazione

della vita a Parigi

Capitolo III: il progetto di regia e il lavoro sul copione

Una delle ultime sere di carnovale è opera cardine nella produzione di

 Squarzina/Stabile di Genova ma anche del filone di rappresentazioni realistiche

goldoniane del 900 ( Locandiera di Visconti nel 52+ Trilogia della villeggiatura

del 54 di Strehler)= nasce su richiesta del direttore del Festival della Biennale di

Venezia di una commedia di Goldoni in dialetto veneziano al regista la

riscopre andando oltre la precedente pigrizia intellettuale affidando al senso

aneddotico la componente biografica con una lucida lettura del contesto

teatrale dell’epoca che permette di iniziare il lavoro su Goldoni con filo

conduttore nel realismo cinico= 700 come specchio della modernità

Definizione della realtà di Goldoni con attenzione psicologica alle differenze

 sociali-linguistiche e scontro interno-esterno: studio del linguaggio senza

intrighi/antefatto che pone la psicologia al centro sullo stesso piano di parola-

azione+ malinconia come musica-non musica di puntillismo weberiano in

tonalità in minore

Per la definizione del ritmo della dizione chiama attori veneziani come Battian,

 Barpi, Vazzoler a correggere il genovese Pagni e milanesi Morlacchi, Milli,

Volonghi andando contro al periodo di residenza voluto da Strehler e Di Bosio

attraverso un lavoro laboratoriale con lo studioso Zorzi e la consulenza di

Palmieri (nella Conferenza stampa per la presentazione dell’edizione afferma

come il veneziano sia nelle corde di ogni attore italiano e si hanno problemi solo

con la lingua pura) si oppone anche all’imposizione dell’opinione registica

della regia demiurgica degli anni 40/50: costruisce con gli attori un rapporto

giornaliero che porta alla definizione della psicologia del personaggio attraverso

la realizzazione scenica della parte imparata (microazioni che intrecciano la

componente realistica/allegorica nella medesima filigrana connotando il

personaggio proposte in itinere) concordando con il regista le diverse proposte

di definizione del carattere= lo stesso metodo che dimostrano le drammaturgie

consultive di Goldoni ( create dopo le prove/recite) in particolare nelle scene

corali come la Meneghella in cui cambia la prossemica e gioco di toni e reazioni

cinetiche (oltre lo schema di azioni apparenti)

Squarzina crea vari copioni: si hanno quelli con indicazioni dattiloscritte per

 pause/toni e quelli con colori per l’edizione registica (Museo biblioteca

dell’attore a Genova) e quelle con didascalie ampie per la versione televisiva

( Istituto Gramsci a Roma) tutti si attengono con precisione all’edizione di

Ortolani con il solo taglio degli a parte/elementi incomprensibili per lo spettatore

moderno+ nel primo copione è allegato il decreto della Dichiarazione generale

dello spettacolo in cui Chiesa chiede l’accesso anche ai minori di 18 anni

(concessa con mantenimento di testo e scene)+ mancano i 2 testi creati su

materiali goldoniani per far comprendere il significato allegorico, inseriti

nell’edizione scenica come fogli volanti ( studio filologico che porta ad un

messaggio attualizzante)

Nella didascalie della Biennale Zorzi definisce lo spettacolo come apologo

 dell’intellettuale italiano costretto ad emigrare per la ricerca di una cultura

libera= critica di attualità pungente che dimostra la crisi del 68 anche nella

dimensione teatrale

Nei codici visivi Squarzina chiede a Padovani di realizzare scenografie e costumi

 sulla base dell’essenzialità/funzionalità ma anche con richiami attualizzanti=

connota tutto nei toni del grigio-marrone (abbandono melanconia) e materiali di

cotone-lana realmente usati dalla borghesia dell’epoca= si basa sulla pittura di

Pietro Longhi e l’edizione di Zatta per creare una scenografia neutra che può

essere esterno ed interno perfetta concordanza con la recitazione degli artisti

poiché cambiando in corso della scena rappresenta la finzione perfetta

( realismo goldoniano nel dettaglio: tutti gli oggetti di scena lo richiamano+

vetri piombati con finale ad ogiva connotano il periodo veneziano) ma anche la

sua dichiarazione con i carrelli mobili che trasformano la camera di Domenica in

laboratorio, salotto, campiello romantico/melanconico (voluto dal regista: unico

esterno)= congiunzione dello spazio della memoria (concessioni al pathos) e

quello della vita

Il sipario viene realizzato come canovaccio con parti finite solo nella

 rappresentazione del Canal Grande e Cupola della salute) sui toni del verde= i

costumi (bozzetti nel museo dell’attore di Bologna) connotano la psicologia e

classe sociale del personaggio Domenica doveva avere un costume fino al

collo stretto e che faceva vedere a malapena il colletto della camicia, ma una

volta rappresentata dalla Morlachi presenta grande scollo, maniche di camicia e

gonna più chiara ( carattere rigoroso e timido ma solare) da Elenetta con il suo

abito semplice nero e tibarro scuro si passa verso Polonia con abito blu con

scollo quadrato e tibarro a zendale alla perfetta eleganza di Marta con corpetto

in contrasto con l’abito-scollo quadrato-maniche a cascata e cappello a tricorno

e mantello chiaro + Alba ha una giacca e gilet sopra la camicia a Volant

( funzionalità scenica) mentre Madame Gatteau è parodia dell’eleganza

francese attraverso l’abito bianco ampio con fiocchi/pizzi/decorazioni sulla cuffia

+ mantello con bordo in pelliccia+ maschera come simbolo della teatralità

francese e parodia di Lapy (specchietto+ manicotto di Squarzina)= acconciature

(parrucche per i nobili) di elaborati Chignon e treccia di Domenica che le vale i

complimenti del padre (Elenetta non mette il cappello)

Gli abiti degli uomini sono tutti scuri tranne quello di Anzoletto e senza risvolti in

 contrasto tranne quello di Bastian musica di Mainardi come leitmotiv degli

snodi drammatici e reazioni dei personaggi con basso continuo malinconico del

flauto+ suoni quotidiani e della città con tromba del carnevale che segna la

malinconia

Lo spettacolo in cui Squarzina pone il regista e l’intellettuale italiano in

 Anzoletto-Goldoni è simbolo della regia della prima generazione (creata nel

rinnovamento registico del dopoguerra di Strehler e Squarzina) con

interpretazione critica in dimensione realistica/critica che avrà successo sia in

Italia che all’estero con riedizione di Navello nel 2016 con tema la fuga dei

cervelli passa dalla rappresentazione allo Stabile ad una tournee per le varie

piazze d’Italia nel 68-9 fino al teatro Duse di Genova in cui rimane dal 27/11 fino

alla fine del 69 + nella stagione 69-70 si ha un’altra Tournee italiana ed europea

che vede la registrazione cinematografica a Roma nel 11/69 (rappresentazione

realista degli elementi scenici e psicologie) messa in onda nel 13/01/70

La prima scena della versione televisiva passa attraverso una trama di

 Anzoletto per mostrare il laboratorio di Zamaria: dimensione totalizzante del

personaggio è la sua laboriosità+ dimostra una versione più pacata dei Rusteghi

(sempre una festa privata contro quella pubblica del carnevale) in cui si hanno

attimi di festa, sempre connotati nei limiti dell’attività lavorativa ( per Zamaria

è importante divertirsi ma con pochi amici e pensando all’attività lavorativa=

invita Baldisera ma gli chiede di preparare le stoffe) mentre accoglie gli ospiti

e parla con la figlia Domenica ( personaggio femminile protagonista creato sul

modello di donna veneziana migliore del teatro di Goldoni) dimostra i binari

imperativi della sua vita nell’operosità e nell’onestà morale per cui è padre

buono, democratico (vuole servire a tutti lo stesso vino e non moscato ai

servitori come vuole Domenica) con tono burbero e battuta arguta che

congiunge la condotta con onesto divertimento

Camillo Milli (Zamaria) è alla scrivania mentre entra Domenica (Lucilla

 Morlacchi): il suo tono connotato tra sussurro e declamazione ferma la

rappresenta come giovane timida ma ferma nei suoi desideri (l’a parte in cui

diceva di gioire per l’arrivo di Anzoletto alla festa è sostituito con l’azioni mimica

dell’andare in proscenio e sorridere alla finestra mentre il padre rimane sul

fondo) dopo i complimenti dell’acconciatura si mostra padrona di casa per il

lavoro cucina e della bottega conoscendo il posto di tutto+ dimostra il suo

attaccamento con al padre accendendogli la Pipa (Squarzina) e dialogando con

lui mentre realizzano il catalogo delle stoffe (Squarzina) in un passaggio da

piano professionale a personale discutendo dei vari invitati

Le scene 3°-15° non vedono proseguire la scena ma la presentazione dei vari

 personaggi come tasselli della scala sociale della Venezia dell’epoca ( dialogo

rivelatore della loro connotazione /psicologia): primi ad entrare sono Agustin ed

Elenetta, coppia di giovani sposi fatti maritare dai padrini (Zamaria per l’orfano)

oppressi dalla madre di lei che rappresentano la critica prudente di Goldoni alla

propria epoca nel loro non riuscire a relazionarsi con l’esterno attraverso

gelosia/ l’attaccamento dimostrazione è il tono di Fenzi e di Maria Grazia

Spina: attrice veneziana che dà il ritmo a tutti gli altri ( veneziano strettissimo+

concessioni alla sintassi italiana) e accentua i toni recitativi fino alla

dimostrazione della propria aggressività repressa e nevrosi di base (battute

spezzate+ non guarda negli occhi nessuno+ ritmo accelerato senza pause)

+mimica facciale che esprime rabbia= caratterizzazione psicologica contro

quella sociale della coppia matura

Dopo il primo bisticcio della coppia che vede il fallimento della parola nella

 gestualità cresce l’indisposizione di Elenetta che si alza dicendo No! ( sola

intenzione in Goldoni) ed esce dalla 3° quinta di sinistra all’arrivo di Marta

(Esmeralda Rusponi) e suo marito Bastian ( Eros Pagni: coscienza critica

dell’opera che riesce a richiamare tutti alle loro responsabilità con la voce

pacificante di baritono e tono basso+ previsioni corrette sul futuro+ borghese

burbero di buon cuore)= mercanti di seta molto ricchi di cui ha parlato

Domenica (temeva che Marta si Vantasse, per il padre sono degni della loro

presenza)

Squarzina riempie i buchi del testo creando un gioco di sguardi tra la seconda

 coppia per mettere in risalto Elenetta nell’Angolo: nella I,6 Bastian le va a

parlare ma lei sgarbata lo respinge dimostrando l’attaccamento morboso al

marito (gli graffierebbe gli occhi se lo sapesse fuori senza di lei) in un amore

maniacale e serio che connota l’insicurezza di lei verso l’esterno attraverso

complessi di inferiorità riversati sul partner più rusteghi dei rusteghi: la Spina

connota il personaggio in modo comico-grottesco sui toni acuti

Nella I, 9 entra Momolo: rappresentazione della massima teatralità come

 arlecchino scanzonato che ama godersi la vita ma crede nei valori positivi

dell’amicizia-solidarietà+ appare riportando il tono di commedia attraverso il

saluto con baciamano dell’amoroso e degli zanni con molti inchini, connotandosi

nella commedia dell’arte (molto studiato dal regista con l’aiuto di Palmieri)=

suscita le risate del pubblico con il commento acuto sui personaggi scontrosi e

pone uno scarto dal teatro del tempo/Gozzi attraverso il suo mancato andare

alle rappresentazione preferendo la dimensione intima con amici

Il crescendo della comicità avviene con l’ingresso dell’ultima coppia nella I, 10:

 Lazaro (Barpi) collega tessitore di Zamaria e sua moglie Alba (Vazzoler con

corredo gestuale vario)= dimostra Teodora Medebach nella connotazione

nevrotico maniaco-depressiva/instabilità umorale del personaggio che per stare

al centro dell’attenzione nella I, 10 ha brividi di freddo, nella I, 11 si spoglia e

poi finge uno svenimento per poi ristabilirsi nell’immediato opposta a Momolo

rappresenta il rifiuto del ruolo convenzionale richiestole dalla società e

l’incapacità sotto la superfice di brillante comicità della borghesia degli anni 50

di attarsi alle convenzioni= dopo la Gag della Recipe e della candela nel litigio di

Elenetta-Agustin di Momolo torna ridere di gusto

L’equilibrio torna nella I,14 con l’uscita di tutti i personaggi tranne che

 Domenica e Marta che parlano della sua relazione con Anzoletto + arriva

Polonia (Benedetti), filatrice d’oro collaboratrice autonoma della bottega, che

racconta del suo progetto di andare in Moscovia all’ingresso di Anzoletto si ha

un clima di cortesia raggelata: Domenica non lo aiuta e lui ringrazia Nessuno +

offre il tabacco e nessuna accetta+ Marta lo interroga e lui si sente in un

ambiente processuale ( lo tradisce la sua mimica: elimina il tono cattedratico

del personaggio incarnato da Zanetti)= ambiente connotato in luce cupa e

diffusa in cui si hanno microscene caratteristiche per la connotazione

psicologica dei personaggi

All’uscita di Polonia che va a Cercare madame Gatteau per interrogarla nelle sue

 intenzioni nei confronti di Anzoletto Domenica rimane sola in scena e tiene un

monologo con tono chiaro e deciso tipico dello Stabile di Genova e lontano dal

patetismo: ironia nel personaggio scisso tra stupore-dolore-combattività

Il II atto si apre con il dialogo tra Zamaria e Anzoletto in cui elimina la prima

 battuta per dare maggior rilevanza drammatica+ i personaggi sono illuminati da

luce chiara su fondo scuro nel laboratorio (richiamo del carnevale in entrambe

le edizioni= dimostrazione del contrasto esterno-interno e richiamo temporale):

1° accusa è quella di aver cercato da solo i contatti ( lettera di Francesco

Zanuzzi, comico dell’arte, che invita Goldoni come dimostrazione), Anzoletto

afferma che i fatti suoi li sa il mondo e che lui ha dovuto riflettere sulla

decisione+ 2° accusa, impoverimento del repertorio: Goldoni loda gli spiriti e il

gusto di Venezia affermando come in essa vi sarà sempre produzione adatta

( periodo di cessazione della sua ispirazione e stanchezza nel trovare la

costante novità per soddisfare la logica del mercato= ha sofferto più di quanto

merita)

Zamaria risponde in modo consolatorio di essersi trovato bene( non Vendramin):

 per Anzoletto sono stati sprecati oro-argento-seta (metafora testo/testi teatrali)

e si è ripiegato in terraferma (2° domenica dopo pasqua in cui la compagnia del

san Luca portava i testi poco apprezzati tra Milano-Vicenza-Verona non abituate

al teatro drammatico) stretta di mano conclusiva con l’accordo di mandare

disegni (commedie: Ventaglio del 65): nella versione televisiva Zamaria va nel

salotto e ravviva la vicenda tagliando la gag del ballo di Momolo, in quella

teatrale invita tutti a giocare

Il gioco di carte è il primo intrattenimento del II atto tutto giocato su un

 concertato corale degli attori: si ha una situazione della massima anti-teatralità

con i personaggi fermi attorno ad un tavolo che comunicano solo attraverso il

dialogo (apprezzamento doti mimetico-gestuali e fisiche)

A dominare l’intero atto è il gioco della meneghella: Goldoni lo spiega nella

 prefazione delle edizioni Pasquali di 10 anni dopo ( more comico che comincia a

marzo) nel 72, è un poker semplificato che si gioca a coppie+ comporta una

grande intesa tra i giocatori, anche sensuale ( nelle etimologie non pone quella

più probabile del sesso femminile per le spade incrociate), che devono farsi

capire per contrapporsi alle altre coppie (risvolti seduttivi)= la duplicità mette in

scena i risvolti sentimentali e personali tra i personaggi l’efficacia della scena

sta nella realizzazione del concertato su due livelli: quello della comunicazione

ufficiale/formale della carte giocate sul tavolo, quasi come basso continuo tra

tutte le coppie, e quello a parte, in cui ci si riferisce all’interlocutore partner nel

gioco= incastro costante tra la lingua ufficiale e quella personale che rivela il

plot sentimentale-risvolti comportamentali/caratteriali+ si intuisce anche dai

silenzi la psicologia dei personaggi + nella costante interruzione delle battute si

comprende come l’inquietudine spezzi sempre la vivacità

Si ha una perfezione paganiniana che vede il perfetto controllo del ritmo e della

 partitura dei personaggi (tono comico e inquietudine di fondo)= sono maniaco-

depressi che dimostrano nella loro schizzofrenia di scissione dell’animo l’epoca

moderna il riassorbimento dell’inserto didascalico avviene con il rumore di

monete/cambio della luminosità in scena teatrale e riprendere delle azioni in

quella televisiva= la scena viene realizzata attraverso il contributo di ogni

personaggio che, dopo aver imparato la parte autonomamente, congiunge il suo

gioco attoriale con la volontà registica nel contesto della scena

Tutti impararono il gioco della Meneghella grazie a Zorzi (componente del Teatro

 storico)+ la vicinanza al pubblico (piano aggettante costruito nei vari teatri e

tecnica dei primi piani/piani obliqui con piano in sequenza della telecamera che

si sposta seguendo l’azione in quella televisiva) porta alla trionfo

dell’improvvisazione e dell’esperienza mimico-gestuale degli attori= lo stretto

contatto del pubblico porta ogni microsequenza ad essere essenziale alla

comprensione delle psicologie dei personaggi

Squarzina si stacca dal seguire in modo filologico le intenzioni dell’autore come

 ha fatto fin ora attraverso uno dei momenti topici della commedia: dopo

l’ingresso degli artigiani a montare il grande tavolo rettangolare in scena tutti si

bloccano+ Anzoletto astrae dal suo personaggio e si pone in proscenio

cominciando a recitare le parole di Goldoni ( codificano il suo spirito e

ambizioni/ragioni nella creazione dell’opera) e la struttura di Squarzina

lasciando cogliere il suo messaggio attualizzante quest’interpolazione

registica porta alla comprensione di ciò che era noto nel 1762 al pubblico del 68

e pone in trasparenza la perfetta connessione tra Anzoletto e l’intellettuale

dell’epoca= il parlare in Italiano e il passare dal ruolo di personaggio a narratore

( nella versione televisiva avviene con fermo immagine sull’edizione delle

Memoirs e la voce di Zanetti che legge)porta ad una rottura della finzione che

permette una riflessione epica e straniante alla Brecht da parte dello spettatore

Il testo viene costruito sulla base della prefazione dell’Edizione del 72 e gli

 inserti tradotti da Squarzina asciugandone/semplificandone il fraseggio del 43°

capitolo delle Memoires= si calca sull’aspetto che nel 61 Goldoni si congedi da

ogni comico+ sull’illustrazione delle ragioni della partenza: 1° aveva bisogno di

un impiego stabile nella vecchiaia in cui aumentano i bisogni e cessano le

energie+ 2° l’indifferenza della repubblica veneziana nei suoi confronti: poteva

ambire anche alla magistratura, se avesse trovato una pensione a Venezia non

l’avrebbe mai lasciata la Serenissima risponde che i talenti dilettevoli

verranno sempre dopo le pratiche utili= richiamo al moderno disinteresse per la

cultura rispetto alle attività produttive+ indifferenza politica delle istituzioni

riguardo alla cultura rispetto alla resa economica immediata di altre attività che

porta alla fuga dei Cervelli per trovare un paese in cui ottenere nuove

prospettive/riconoscimento

Squarzina introduce la sua età precisa per dimostrare come un uomo di 54 anni

 si ponga in uno di 30 per dimostrare la sua propensione al nuovo/cambiamento

e la possibilità di rinnovamento del sé= dimostra come il testo per Squarzina

stesso/la prima Generazione registica sia un messaggio di resistenza, unico dei

3 direttori degli Stabili a non abbandonarli+ come egli stesso sia pronto a

rinnovarsi per portare a termine la funzione di tali strutture ( a contrario delle

critiche riescono a comunicare al pubblico attraverso uno spettacolo classico in

modo attuale) + riprende la contestazione giovanilistica in quella della riforma

di Goldoni creando un parallelo personaggio-autore-regista come nel Ciascuno a

suo modo del 61 in cui rivela il rapporto regista-istituzioni con Moliere e

Bulgakov la conclusione avviene con l’illustrazione della metafora tessuto-

testo ( dimostra sia la raffinatezza di Goldoni che come parlasse al pubblico)

Discute con Palmieri (critico teatrale del Resto del Carlino: esperto di Goldoni e

 teatro veneto) sul senso del parallelismo tra 1762-1968 nella prima lettera del

12/08/68= con il proseguire del Carteggio Palmieri sostiene che Goldoni non

abbia la rabbia dell’intellettuale moderno e la scelta del lasciare o cambiare

genere e forma produttiva( come avviene a Strehler il 20/08): Anzoletto

rifornisce 5/6 botteghe e pensa di tornare lo mette in guardia da un’eccessiva

attualizzazione: Squarzina nella lettere del 20/08, giorno prima dell’inizio delle

prove a Venezia e poi a Genova nel 29/08, ribadisce come per lui si essenziale

questa dimensione di parallelismo e porti in questa sua scena alla perdita della

dimensione cattedratica di Anzoletto= ha con un carattere fatto di asserzioni e

non argomentazioni+ di tesi e non sentimenti e pare sempre dire di essere

pronto al cambiamento come molti 40enni che non si sentono inferiori ai

giovani+ usa la voce dell’incertezza riguardo alla sua riforma/fama che lo

accomuna all’intellettuale moderno (melanconia/crisi)

II, 3: all’uscita di Zamaria Marta crea le coppie del gioco: da sinistra si hanno

 Domenica-Anzoletto+ Marta-Lazzaro+ Alba-Bastian+ Elenetta-Agustin+ Polonia-

Momolo= la partita comprende 4 manche in cui si hanno spazi per la definizione

delle relazioni tra le puntate e le giocate prima a dare le carte smazzate da

Momolo è Polonia, poi la comunicazione passa a Domenica e Anzoletto che le fa

la Proposta di venire in Moscovia con lui come sua sposa (sorride visibilmente)+

poi a fare il Mazzo è Elenetta che continua dimostrare il rifiuto di puntare i soldi

ottenuti in prestito per il gioco da Zamaria (rifiuto alla partecipazione alla vita:

Domenica le dice che non è bene sprecare il denaro ma è bene tentare)+ poi le

carte passano ad Agustin che enfatizzando con il gesto del sistemarsi una

scarpa (Squarzina: in Goldoni lo dichiarano solo Momolo e Polonia) dà la

meneghella alla moglie dimostrando di barare al gioco per compensare il ruolo

di perdente nel contesto economico-sociale

Coppia comica è quella di Bastian-Alba: lei dimostra la sua incapacità di aderire

 alle istanze sociali attraverso la costante ricerca del compromesso, il chiamarsi

fuori quando Bastian la riprende (ripetizioni di termini di Goldoni come “fante”

fino a giocarlo per lei) per le sue eccessive smanie e la dimostrazione che non è

la mancanza di volontà di partecipare al gioco che la connota ma quella del

rifiuto del gioco della vita ( stigmatizzato in modo antifrasico: critica di Goldoni

alla borghesia)

II, 4 entra Zamaria e Anzoletto parla chiaramente dei suoi progetti= virata verso

 il dramma come nella rottura della corda del Giardino dei Ciliegi nel II atto con le

parole di Bastian, per lui Anzoletto non tornerà più nella II, 5 entra madame

Gatteau: intensifica la tensione introducendo l’elemento caricaturale della sua

figura ( non è accolta da nessuno ma rifiutata poiché incarnazione della moda

francese che con i suoi inchini- riverenze- sospiri e gesti patetici/ridondanti non

si connota nella misurata vita borghese veneziana) costruita da Goldoni sulla

figura di Giuseppe Lapy, conosciuto nel 700 per la voce acuta e la camminata

da Anatra

È una donna di 60 anni che ha fatto 3 diversi matrimoni e cerca un riscatto

 sentimentale nella figura di Anzoletto per dimostrare di essere ancora bella e

piacente+ è connotata nella vivacità e Jeu de Vivre con linguaggio caricaturale

che dimostra la sua dimensione allegorica= è incarnazione del teatro francese,

molto lontano da Goldoni, come i suoi disegni ricchi si pizzi lo sono da quelli di

Anzoletto tutti la respingono a causa del suo vestiario: ella è tutta giocata sul

disgusto derivante dall’eccesso di raffinatezza/dolcezza (nome creato da

Goldoni) che si nota nell’abito di Padovani con pizzi-triffi- la redingote con

pelliccia (simbolo nobiliare) e il fazzoletto impregnato di profumo di lavanda

(connotava la nobiltà) che porta Alba a fuggire in una delle sue crisi e Bastian

(unico a conoscere il francese) a descriverlo come disgustoso quando le spiega

l’accaduto

Ad interpretarla è la grande Lina Volonghi: attrice che aveva collaborato con

 Strehler e giunge da Milano per mettere in scena questo comprimario ( appare

nel II e alla fine del III) togliendolo dalla macchietta ed eliminando l’apparato

metateatrale di Goldoni che lo separava dall’attore= le dà una connotazione

molto più umana (era improntata al faceto e non al psicologico) attraverso

l’enfasi sullo specchietto (appare 4 volte rispetto alle 2 di Goldoni) che dimostra

l’incarnazione delle psicologia femminile che cerca di nascondere la vecchiaia

ostentando comicamente una bellezza fanee Madame parla solo francese

sebbene Domenica in questa scena la esorti a parlare italiano: nel suo

koinè/pastice delle due lingue in Squarzina si hanno molte più parole in italiano

(mon age-la mia età) e scandite per essere comprese dallo spettatore

contemporaneo= la commistione di linguaggi dà grandiosità al personaggio

amato da pubblico e critica per la sua carica comica-seria+ dimostra come per

Squarzina non sia solo la parola linguaggio fondante della recitazione ma anche

il linguaggio mimico-scenico con la mimica gestuale a dimostrare la psicologia

del personaggio

La 7° ed ultima scena del II atto viene legata all’incipit del III (in Squarzina ve ne

 sono solo due) per creare una continuità comica e psicologica= Domenica si

scontra con Madame dimostrando la contrapposizione tra la giovane commedia

riformata di Goldoni e quella francese in Decadenza (solo nel monologo finale di

Domenica si comprendono le intenzioni di Madame, lasciatasi cadere su una

sedia dopo che la giovane le ha detto che Anzoletto è innamorato) le prime 8

scene del III atto sono incentrare nel futuro professionale/sentimentale di

Anzoletto+ la 3° racconta il divieto di Zamaria ad Anzoletto da parte dello

stesso a Marta e Polonia: la loro relazione entra in crisi poiché lui dimostra nella

IV scena come sia risoluto a partire= qui si ha il pezzo più fragile della regia per

la connotazione in un campiello esterno in cui si hanno i toni patetici/cechoviani

del fluato e della neve che contrastano con il tono della commedia ( Squarzina

nelle note della regia televisiva la giustifica come parentesi per isolare le ultime

scene e il finale in modo efficace: pausa scenografica)

Le ultime scene sono governata da Madame ( 3 duetti e un monologo

 dimostrano la sua relazione con il genere maschile): nella 6° incontra Anzoletto

che la rifiuta in modo freddo dichiarando il suo amore per Domenica (commedia

riformata)+ lei si lascia cadere sulla sedia e apre lo specchio trovando la forza di

reagire nella sua immagine+ 7° incontro con Zamaria che dà speranza

(dimensione veneziana di Goldoni) + 8° incontro con Momolo troppo esuberante

per accompagnarla (dimensione scanzonata della giovinezza di Goldoni) nella

sequenza con Zamaria si hanno in comune l’elemento della solitudine e dell’età

( da cui si distanzia Momolo): 1° elemento è la non volontà di far partire

Anzoletto (Zamaria non vuole perdere la figlia e Madame che egli parta senza di

lei) e+ 2° il denaro: Zamaria scherza sui suoi possedimenti e lei gli chiede se è

vedovo= la promessa del sedersi vicini porterà alla promessa di matrimonio

Nella 9° scena si ha il ribaltamento del II atto e quella della Meneghella: scena

 corale preparata dietro al fondale delle 6/7/8° recitate in proscenio in cui si ha

un clima di angoscia poiché tutte le coppie sono separate da Zamaria (incontri

mancati/rincorrersi nella foresta di Arden di Shakespeare) + dopo un malore di

Alba (Polonia afferma che ha già mangiato in cucina) si ridistribuiscono per il

volere di Marta= rifiuta i brindisi proposti da Momolo per creare unità e presenta

la condizione sfavorevole di Domenica+ Madame propone la soluzione finale del

matrimonio dei due e la partenza di Zamaria con loro

Qui ad incarnare Goldoni è Momolo: rappresenta il distributore del cibo e

 maestro della funzione artistica ed essenziale= è terapista coinvolto di

personalità irrisolte che nel senso di vuoto passa dalla gioventù alla maturità

per l’incedere degli eventi + Antonutti modifica i suoi toni marcati con

controscene farsesche in un ritmo regolato+ diventa motore drammaturgico

dello svolgimento Zamaria incerto verso la partenza per ragioni economiche

gli affida la bottega (tessitore che ammorbidiva e realizzata i tessuti): accoglie

la maturità attraverso questa responsabilità+ associa alla dimensione di

stabilità economica quella sentimentale sposando Polonia (abituata a trattare

con artigiani e nell’organizzazione)= supera la dimensione del Momolo Cortesan

del 1738 (commedia con parte scritta e le altre a soggetto) dimostrando la

componente di venezialità della commedia: unico a restare mentre tutti partono

Questi matrimoni sono senza sorriso e di convenienza accettando giocoforza

 degli eventi la situazione: sono basati sul denaro e fonte del finale inquieto

tipico delle commedie corali di Goldoni del periodo+ l’invito di Zamaria a

Madame, Domenica ed Anzoletto della resa dei conti dimostra l’opinione

borghese della costruzione dei matrimoni su denaro e sentimenti la

conclusione goldoniana era con il congedo di Domenica nel racconto di una

serata stantia e muffa + in quella d Squarzina si ha il congedo di Goldoni al

pubblico fatto nel 62 attraverso il II momento didascalico= molto più corto del

primo vede Anzoletto in proscenio (tutti danzano nella versione teatrale e si

cristallizzano in quella televisiva) raccontare la descrizione dei caratteri della

Prefazione del 72+ una lode al gusto di Venezia+ il racconto del 45° capitolo

delle Memoires in cui dimostra l’apprezzamento del pubblico fino alla

commozione


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AUTORE

Melissa.

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Cambiaghi Mariagabriella.

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