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dalle loro forme, manoscritte o a stampa, che hanno contribuito a costruire i loro significati storici.

Tali trasformazioni sono una motivazione in più per non separare la storia dei testi da quella

della loro materialità e a non ridurre i testi al loro contenuto semantico. Passando dal supporto

cartaceo a quello elettronico essi non sono più gli stessi, poiché i nuovi dispositivi che ne

consentono la lettura ne MODIFICANO LE CONDIZIONI DI RICEZIONE E DI

che l’opera esiste

COMPRENSIONE. Rifacendosi agli studi di Mckenzie, Chartier sottolinea

unicamente nelle forme materiali, simultanee o successive, che le danno vita. La ricerca di un

testo puro ed originario che esisterebbe al di là delle sue molteplici materialità è inutile. Di qui

l’invito a non trascurare l’importanza del fattore umano, del fatto cioè che le variazioni del testo

sono continuamente possibili dal momento che la pubblicazione è sempre un processo collettivo.

Il riferimento al LIBRILLO DE MEMORIA di Cardenio rivela che paradossalmente la scrittura non

è qualcosa che resta, ma è qualcosa di labile allo stesso modo della memoria. Questa continua paura

della fragilità e dell’instabilità che percorre molte opere letterarie

della perdita e della dimenticanza,

dell’Europa moderna non è solo metaforica ma è la condizione di tutti i testi, manoscritti o a

stampa, antichi o moderni. Un’ inquietudine che ci tormenta ancora di più oggi con il passaggio dei

testi dal CODEX allo SCHERMO che introduce la preoccupazione del rapido invecchiamento dei

supporti tecnici che veicolano i testi rendendo i dati volatili, instabili e facilmente cancellabili.

ASCOLTARE IL PASSATO CON GLI OCCHI

Il corso tenuto da Chartier è dedicato ai RUOLI SVOLTI DAL TESTO SCRTTO nelle culture delle

società europee dalla fine del Medioevo fino ai giorni nostri. Per la prima volta nella storia del

Collège de France, si dedica una cattedra allo studio delle pratiche dello scritto non nel mondo

antico e medioevale ma nella modernità. Un insegnamento simile non sarebbe stato possibile senza

l’apporto di tutti coloro i quali hanno profondamente trasformato le discipline che ne costituiscono

le fondamenta:

 La storia del libro

 La storia dei testi

 La storia della cultura scritta

Ed in particolare Chartier ricorda tre di loro:

1. HENRI- JEAN MARTIN: la cui opera LA NASCITA DEL LIBRO ,scritta per iniziativa

di Lucien Febvre e uscita nel 1958, è stata ritenuta l’atto di nascita della STORIA DEL

LIBRO, o almeno una nuova storia del libro. Come scriveva Febvre, Martin faceva scendere

i testi dal cielo alla terra studiando gli aspetti tecnici e le condizioni legali della loro

pubblicazione , le circostanze della loro produzione o la geografia della loro circolazione.

2. DON MCKENZIE mostrò che il senso di ogni testo dipende dalle forme che lo fanno

leggere. LE FORME PRODUCONO IL SIGNIFICATO e quindi il testo produce significati

nuovi a seconda del materiale che lo veicola (Una poesia incisa sulla pietra è una cosa

diversa dalla stessa poesia incisa su carta). E proprio in questa prospettiva aperta dallo

studioso neozelandese, Chartier colloca un insegnamento che si propone di NON

SEPARARE MAI LA COMPRENSIONE STORICA DEGLI SCRITTI DALLA

DESCRIZIONE DEGLI OGGETTI CHE NE COSTITUISCONO IL SUPPORTO 2

3. ARMANDO PETRUCCI la cui lezione fondamentale fu quella di tenere sempre presenti,

nella stessa analisi, i ruoli attribuiti allo scritto, le forme e i supporti della scrittura, e le

modalità di lettura.

I cambiamenti del PRESENTE hanno trasformato i supporti della scrittura, la tecnica della sua

riproduzione e della sua diffusione e anche i modi di leggere. Questa loro compresenza è inedita

nella storia dell’umanità dal momento che l’invenzione della stampa non ha modificato le strutture

fondamentali del libro , che restò composto prima e dopo Gutenberg - da quaderni, fogli e pagine.

Nei primi secoli dell’era cristiana, questa nuova forma del libro, il codex, si impose a spese del

rotolo, il volumen, ma non fu accompagnata da una trasformazione analoga della tecnica di

l’antico legame tra i

riproduzione dei testi . Oggi la RIVOLUZIONE INFORMATICA ha spezzato

testi e gli oggetti. I frammenti di testi che compaiono sullo schermo non sono pagine, ma

composizioni singolari ed effimere e la lettura davanti allo schermo è una lettura discontinua, legata

al frammento più che alla totalità. Dunque oggi i testi sono fatti leggere in forme che non sono

più quelle in cui li trovarono i lettori del passato e il rischio più grande è che gli oggetti stampati

possano venire relegati o addirittura distrutti. Se la minaccia non è universale e gli incunaboli non

hanno nulla da temere, lo stesso non si può dire per le pubblicazioni più umili e più recenti.

IL COMPITO DELLO STORICO: è compito dello storico rendere comprensibili le eredità

accumulate e le discontinuità che segnano le diverse culture. Chartier fa riferimento a due giganti

generosi: LUCIEN FEBVRE che nel 1933 pronunciò la lezione inaugurale della cattedra di

STORIA DELLA CIVILTA’ MODERNA sorretta dalla convinzione che la storia non si costruisce

una torre d’avorio ,ma si fa nella vita stessa, da parte di viventi che sono calati nel secolo

in e

FERNAND BRAUDEL, che nel 1950 gli successe sulla stessa cattedra richiamando la

responsabilità della storia in un mondo uscito per la seconda volta dalla distruzione della guerra. Il

– –

nostro dovere spiega Chartier non consiste più nel ricostruire la storia, come esigeva un mondo

andato due volte in rovina, ma nel capire e accettare il fatto che oggi gli storici non hanno più il

monopolio delle RAPPRESENTAZIONI DEL PASSATO a causa della concorrenza rappresentata

dalla MEMORIA (individuale o collettiva che si incarica di rappresentare il passato) e delle

seduzioni della FINZIONE. Una situazione che non è inedita se pensiamo che i drammi storici di

hanno plasmato una storia dell’Inghilterra

Shakespeare più forte e più vera di quella raccontata dalle

cronache a cui il drammaturgo si era ispirato.

SCRITTO E CULTURE SCRITTE NELL’EUROPA MODERNA: Chartier spiega che lo spazio

sarà quello dell’Europa moderna. Nel

limitato in cui si muoverà la sua indagine gergo degli storici

“moderna” si applica ad un periodo di circa tre secoli: dal XV secolo fino alle rivoluzioni della fine

del XVIII secolo. A partire dal XV secolo il ricorso allo scritto ha avuto un ruolo essenziale nelle

evoluzioni più importanti delle società occidentali:

 La costruzione di uno Stato fondato sul diritto e sulla finanza, che presuppone la creazione

della burocrazia e di archivi, la comunicazione amministrativa e diplomatica.

 Legame creatosi tra esperienza religiosa e usi dello scritto. Pensiamo alle tracce lasciate

dalle scritture ispirate: autobiografie spirituali, profezie e visioni, racconti di pellegrinaggi

,preghiere e scongiuri.

 L’imposizione di nuove regole di comportamento formulate da pedagoghi o da moralisti e

diffuse dalle istruzioni per i nobili o dai trattati di buone maniere 3


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swanrhcp

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lettere moderne (letteratura, linguistica, filologia italiana e romanza)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher swanrhcp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Montecchi Giorgio.

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