La civiltà bizantina e il medioevo
Il costume bizantino deriva i suoi elementi da quello greco e romano. Le vesti cadevano senza drappeggio, appesantite da linee decorative perpendicolari che conferivano alle vesti una rigida forma a trapezio.
Abbigliamento maschile
Gli uomini normalmente indossavano una tunica corta, tenuta stretta in vita, con una cintura. Sopra appoggiavano il mantello, drappeggiato con l’antico pallio, o come clamide. La clamide dell’imperatore si distingueva per il tablion.
- Clamide: tipico mantello dei soldati realizzato in tessuto di lana, fermato sulla spalla destra, giungeva fino ai polpacci (greci).
- Tunica: veste per uomini e donne romane, senza maniche a contatto con la pelle.
- Dalmatica: tunica molto elaborata, con larghe maniche lunghe, fino ai polsi, in lino, lana o seta (romani).
- Penula/casula: mantello riservato ai prelati, di forma circolare con apertura al centro per il passaggio della testa.
- Tablion: inserto di stoffa quadrata, ricamato con fili d’oro e pietre preziose, con funzione ornamentale, utilizzato dai ceti più elevati.
- Clavi: fasce verticali che ricamate decoravano e impreziosivano le tuniche.
Pallio - religione
Nella liturgia romana, insegna d’onore e di giurisdizione riservata al pontefice e agli arcivescovi metropoliti. Consiste in una striscia circolare chiusa, ornata di 6 piccole croci, che si fa passare intorno al collo, con pendente anteriore e posteriore. È tessuto con la lana bianca di due agnelli benedetti a Roma nella chiesa di S. Agnese e offerti ogni anno al papa nella festa della Santa.
Mosaico di Ravenna: L’imperatore Giustiniano e la sua corte. Alla sinistra di Giustiniano è ritratto l’arcivescovo che indossa il costume ecclesiastico, cioè la dalmatica, sopravveste entrata in epoca bizantina. La striscia di lana bianca appoggiata sulle spalle è il pallio ecclesiastico.
Era uso degli uomini coprire le gambe con delle brache dette anaxyrides: sorta di brache aderenti, di foggia orientale, di origine persiana, che prevedevano tagli e cuciture esperte.
Calzature: dette campagi in tessuto pregiato di seta o pelle.
Abbigliamento femminile
Le vesti femminili rimasero legate alla tradizione delle matrone romane, con caratteri più orientali. Ripresero la coppia di clavi che scendevano verticalmente dalle spalle lungo la tunica, e vi si aggiunsero gli orbicoli e le tabulae, cioè inserti di forma circolare, quadrata o ovale posti all’altezza delle braccia e delle ginocchia.
- Penula: per le donne di corte, di forma circolare con foro al centro per il passaggio del capo.
- Loron: ampia sciarpa ornata di gemme.
- Maniakon: collare di tessuto pregiato, tempestato di pietre preziose, che arrivava a coprire le spalle e veniva indossato sopra il mantello.
Alto medioevo: Longobardi e Carolingi
Longobardi
Le acconciature erano uno degli elementi più significativi.
Abbigliamento maschile
- Tunica più corta, trattenuta in vita da una fascia, con brache.
- Tibialia: fasce che coprivano la gamba dalla caviglia alle ginocchia.
- Hosis: stivale longobardo.
- TuBrugos: sopraccalze indossate sopra gli stivali.
Abbigliamento femminile
- Ornate di gioielli, indossavano sopra altri capi di vestiario il suparum, una tunica con maniche, sotto una camiciola di lino chiamata camisia o subucula.
- Crosna: veste per l’inverno con pelliccia.
Carolinghi
Abbigliamento maschile
- Camicia, brache, tibialia.
- Brache: indumento maschile delle popolazioni barbariche, simili a calzoni, proteggevano le gambe fin sotto al ginocchio.
Abbigliamento femminile
- Stola trattenuta in vita da una cintura decorata sul davanti da una fascia ricamata che girava intorno alla scollatura e arrivava fino ai piedi.
- Palla: mantello femminile che serviva anche per coprire la testa.
Basso medioevo XI-XIII
Si tese a evidenziare e sottolineare certe parti del corpo, in particolare la veste femminile si restrinse verso l’alto e si allargò sul fondo. Per le donne si introdusse l’uso dello strascico e di maniche ampie mentre per gli uomini gli abiti assunsero una maggiore lunghezza, specialmente quelli di alto rango, ma le maniche rimasero strette. Nel corso del 200 le vesti assunsero uno slancio verticale che conferì maggior eleganza alla figura. La veste femminile, sulla base di correnti provenienti dalla Francia, si strinse per mettere in risalto la vita sottile e anche le maniche tornarono aderenti al braccio. Sia nella veste maschile che in quella femminile l’introduzione del maspillo determinò cambiamenti importanti.
- Maspillo: bottone per chiudere gli indumenti; talvolta applicato come ornamento.
Nascono figure specializzate come il sarto: che confezionava guarnacche, mantelli e gonnelle.
- Zuparo/Farsettaio: produceva indumenti imbottiti.
- Calingaro: per calze e calzature.
- Merzaro: che vendeva berrette e guanti.
Abbigliamento maschile
- XI secolo: si componeva ancora di camicia, brache e della crosna, un mantello foderato di pelliccia.
- XII secolo: elevata ricchezza dell’abbigliamento, Genova (indossavano panni scuri che arricchivano con cinture di cuoio o d’argento) Venezia tunica e mantello corto di colore azzurro, con brache e fasce avvinto intorno alle gambe.
- La tunica iniziò ad essere chiamata cotta: lungo abito con ampie maniche e fu introdotta anche la gonnella veste con maniche, maggiormente svasata sui fianchi, lunga fino alle ginocchia e indossata in occasioni speciali.
Abbigliamento militare
- Camaglio: per proteggere collo e testa, di ferro, al quale si aggiungeva l’elmo.
- Nel corso del 1200 l’abito si componeva di guranello: una veste semplice in cotone, generalmente bianca e simile alla cotta.
- Guarnacca: sopravveste con maniche larghe e pendenti, spesso foderate di pelliccia, lunga fino ai polpacci, indossata sulla gonnella.
- Farsetto o zupello: veste imbottita per coprire il busto, con o senza maniche, da indossare sopra la camicia, portato soprattutto dai giovani.
Le brache nel corso del duecento vennero considerate come biancheria, mutande.
Accessori
- Scarabullo: slip in uso nel XIII secolo.
- Calze solate: sostituivano le scarpe, calze con suola di cuoio.
Abbigliamento femminile
La veste lunga e le maniche ampie furono la foggia più caratteristica del periodo. Intorno al XII secolo, grazie al maggior benessere, vi fu una più vasta offerta di stoffe di pregio che vide nell’abbigliamento femminile l’uso di maggiore quantità di tessuto. La veste che cominciò ad essere chiamata come cotta, si arricchì dello strascico o traiuto, accompagnato da larghe maniche. Come nel guardaroba maschile, anche in quello femminile appare la gonnella, portata in occasioni speciali.
- Tra i mantelli femminili più diffusi erano la paludella e il badalago, nominato così per il suo cappuccio, spesso con pellicce montate all’interno.
Nel XIII secolo si incontra un cambiamento: la veste diventa più aderente e quindi di forma slanciata, vengono abbandonate anche le amplissime maniche, che dal polso arrivavano fino a terra. Il maspillo permise di aprire la manica per infilarla e poi abbottonarla con maggiore aderenza al braccio. I bottoni d’oro e d’argento oltre ad avere un ruolo ornamentale, indicavano uno status sociale.
Le nuove fogge attillate prevedevano anche la sovrapposizione di più indumenti, denominati roba, composti dal sotano, dalla gonnella, dalla guarnacca, dal mantello o pelle.
Cosmetici e trucco
Tra il X e XI secolo, le acconciature erano semplici con capelli spartiti al centro in due bande, con un velo sottile che passava sotto la gola.
- Colori: rosso, paonazzo, vermiglio.
XIII secolo: corona e ghirlanda.
- Traiuto: fondo allungato sul dietro dell’abito con la funzione di slanciare la figura.
- Paludella/Badalago: vesti in uso nell’abbigliamento femminile del XII-XIII secolo.
- Guarnacca: capo più ampio, che poteva essere aperto lungo i fianchi in uso dal 1250.
Età del gotico e rinascimento
L’età del gotico XIV - metà del XV secolo
XVI differenziazione tra l’abbigliamento maschile e quello femminile. Intorno al 1340 nell’abbigliamento maschile si diffuse l’uso di indumenti tagliati e cuciti molto aderenti in maniera tale da mettere in evidenza il busto e i fianchi, ma anche le gambe furono rese visibili, in quanto furono adottate le calzebrache, e le vesti si accorciarono fin sopra il ginocchio. L’abbigliamento femminile adotterà ampie scollature ovali e tondeggianti, con seno in maggiore evidenza. I motivi che porteranno al cambiamento e all’evoluzione del costume sono da individuare nell’emergere di una nuova classe sociale (borghesia mercantile e finanziaria), nella diffusione di una cultura umanistica che manifestò un gusto laico e profano e l’influenza dell’arte gotica che trasmise un senso di verticalità nell’abbigliamento. La volontà di “apparire” da parte dei vari ceti sociali provocherà la promulgazione di leggi suntuarie: divieti che riguardavano non solo il lusso manifestato tramite lo sfoggio di oro, gioielli, ma anche la foggia degli abiti, la qualità e il tessuto e ornamenti concessi.
Abbigliamento maschile
Indumenti attillati:
- Farsetto: sorta di corto giubbetto, sovente imbottito che giungeva fino alla vita, con maniche lunghe fino al polso.
- Gonnella: nel XIV secolo, tunica maschile abbottonata sul davanti, aderente al busto e svasata sotto ai fianchi, lunga fino al ginocchio.
- Calzebrache: indumento del XIV secolo, composto da due parti separate, spesso di diverso colore, inizialmente fermate da un panno che fasciava il basso ventre e i fianchi, in seguito collegate al farsetto tramite stringhe. Di solito provviste di suola sotto il piede, generalmente di lana.
- Zupa: sopravveste indossata sopra al farsetto o altro indumento.
- Cotardita: sopravveste indossata sopra alla camicia, di linea aderente, allacciata sul davanti tramite bottoni, dal collo all’orlo che giungeva fin sotto i fianchi. Verso la fine del VIX inizio XV secolo divenne più ampia.
La gonnella nel corso subì un'evoluzione: a partire dal 1340 copriva il ginocchio, intorno al 1360 arriva sopra il ginocchio. Dopo il 1370 divenne molto corta e stretta e verso fine secolo, essendosi accorciata sempre più poteva essere confusa con il farsetto.
Indossano il farsetto e le calzebrache legate al farsetto tramite stringhe. Sono visibili le mutande chiamate zarabulle o sarabulle.
Prima metà del XV secolo
Sopra questi indumenti per uscire indossavano:
- Cioppa: sopravveste maschile o mantello simile alla pellanda aperta davanti, foderata in pelliccia o in seta, con ampie maniche spesso ornate da ricami.
- Gabbano: lunga e ampia sopravveste solitamente aperta davanti, munita di maniche, poteva avere anche il cappuccio ed essere foderata di pelliccia o seta.
- Guaranacca: nel XIV secolo, ampia e lunga sopravveste, provvista di aperture verticali per far passare le braccia, a volte dotata di cappuccio.
- Lucco (solo a Firenze): lunga sopravveste, provvista di ampie maniche e piccolo colletto rialzato.
- Pellanda: diffusa verso la fine del secolo, di origine borgogna. Quella maschile era aperta davanti e foderata di pelliccia o seta con maniche dalle fogge particolari ma solitamente molto lunghe e frastagliate.
Camicia: indumento simile a una tunica, che si indossava sotto altri capi.
Caliga: calzatura solata.
Calzature a la poulaine: calzature della fine del 1300, con lunghissime punte spesso sostenute da un filo metallico e sorrette da una catenella assicurata al ginocchio. Dovevano avere la punta imbottita per rimanere in forma.
La cintura divenne un accessorio importante, d’oro ornata di gemme, calata sui fianchi. I guanti in uso fin dal secolo precedente e indossati solo da alcune categorie sociali.
Occhiali e copricapi come lo chaperon, a forma di turbante munito di un lungo lembo che solitamente ricadeva su una spalla e con panneggi fantasiosi.
Pellegrina: corto mantello, di taglio circolare munito di cappuccio.
Abbigliamento femminile
Si manifesta a partire dalla seconda metà del XIV e fino alla metà del XV secolo.
- La cipriana: veste femminile con scollo molto ampio, aderente al busto e ampio al fondo.
- Camiciola: indumento simile alla camicia maschile.
- Gonnella o sottana: veste lunga provvista di maniche molto ampie.
- Cotta o cotardita: nel XIV secolo veste simile alla gonnella, ma confezionata in stoffa pregiata, più ampia nel fondo. Dal 1370 venne dotata di ampie aperture laterali, che dall’ascella giungevano fin sotto i fianchi.
- Guranello: veste femminile in stoffa leggera, spesso priva di maniche, portata a volte con una cintura in vita e rimboccata sui fianchi.
- Cioppa: sopravveste femminile di foggia ampia, aperta davanti con maniche larghe anche asportabili.
- Barilotto: mantello simile al gabbano e alla pellanda, allacciato davanti, in seta con ornamenti in argento.
- Cabano (gabbano): simile alla pellanda, mantello foderato in seta o velluto aperto davanti.
- Hennin: copricapo femminile di forma conica, completato da un velo trasparente che poteva scendere fino a terra.
Accessori femminili
- Cinture e guanti.
- Capelli: le donne non sposate portavano i capelli sciolti mentre le donne coniugate acconciature con trecce.
- Terzuole: corone da 300 perle disposte a tre file.
- Balzo: copricapo femminile di forma rotondeggiante, leggermente più ampio in alto, confezionato in cuoio o in leggera lamiera rivestita di seta.
Acconciatura della dama che mostra la fronte rasata fino a metà circa della testa (1440).
Il rinascimento
In questo periodo il termine moda inizia ad assumere il significato che oggi gli attribuiamo. La linea a slancio trecentesca venne mantenuta nelle fogge degli abiti almeno per tutta la metà del Quattrocento.
Abbigliamento maschile
Sopra il farsetto e le calzebrache, si portavano suntuose sopravvesti per le quali si cominciarono a impiegare tessuti broccati e damaschi, primi elementi del rinnovamento della moda. Gli indumenti aderenti non mutarono, rimasero per tanto le calzebrache, il farsetto spesso confuso con il giubbetto o zuparello: indumento maschile corto e aderente simile al farsetto.
A Venezia le maniche del giubbetto erano “a gomito” cioè molto larghe e più strette verso il polso. Per coprire lo sboffo della camicia procurato dal farsetto, fu inserita la braghetta: sorta di tasca o tassello situato in mezzo alle gambe come rifinitura della calzebrache. La camicia diventò un indumento di igiene del corpo, lavabile.
- Tra le sopravvesti si evidenziarono la cioppa, la cioppetta, la giornea, il mantello, il gonnellino. Cioppe e mantelli formavano la parte elegante, aperte sul davanti e provviste di ampie maniche, foderate di pelliccia.
- Zimarra: una sottoveste lunga con cintura in vita, aperta sul davanti e con ampie maniche.
- Giornea: sopravveste molto elegante, con una scollatura a punta sul didietro.
- Lucco: capo rifinito di pelliccia intorno allo scollo, lungo i bordi delle maniche e dell’orlo.
Accessori
I copricapi distinguevano i borghesi ricchi, gli uomini di legge, i dottori e i mercanti.
- Mazzocchio: copricapo costituito da un cerchio ricoperto di panno che girava intorno alla testa.
- La foggia che simile al mazzocchio, pendeva sulla spalla e copriva la guancia sinistra.
- Becchetto: copricapo in panno con lunga appendice ripiegata sulla spalla destra.
Il Quattrocento segnò l’avvento delle scarpe e il progressivo disuso delle calze solate. Frequente per gli uomini era l’uso di gioielli.
Abbigliamento femminile
La veste di tipo più aderente rimase la gamurra o camora conosciuta come zupa o socha: con vita alta, aderente, scollo rotondo e apertura sui fianchi. Subisce un’evoluzione diventando più ricca con maniche. Queste erano vesti da portare in casa mentre per uscire veniva indossata la pellanda o cioppa. Tessuti come velluto e damasco, colori come il rosso nei capi più pregiati e mormorino-colore mescolato al nero- al cilestrino.
Nel corso del Quattrocento la manica si staccò e fu congiunta alla veste con lacci finiti con puntali preziosi, aghetti che lasciano sbuffare tra l’uno e l’altro la camicia, e furono tagliate con un altro tessuto a volte più ricco, diverso dall’abito.
Intorno al 1470 il busto della veste si allungò portandosi al punto vita naturale, mentre la gonna si aprì a campana, sostenuta da un rinforzo conosciuto in Italia come faldia o faldiglia costituito di bambagia o stoppa usate per tenere la veste leggermente allargata. Cioppa, pellanda e veste o sacco, si definiva il capo di abbigliamento più importante per foggia e ricchezza. La pellanda nel corso del Quattrocento divenne fondamentale.
- Giornea: veste femminile priva di maniche o con maniche staccate e pendenti a scopo ornamentale, aperta sui fianchi.
Accessori
I capelli si portavano aderenti al capo, raccolti in trecce e in cerchi intrecciati con nastri e fili di perle. Acconciature importate dalla Francia.
- Balzo: copricapo a forma sferica. Più largo verso l’alto, impreziosito da nastri o altri ornamenti, portato all’indietro lasciava la fronte scoperta.
- Coazzone: grossa treccia di capelli avvolta in un velo, trattenuto da nastri o fili di perle.
- Scarpe: le pianelle potevano avere una sorta di zeppa a seconda del numero di strati di cuoio.
Il Cinquecento: la nascita dell’età moderna 1500
Italia
Abbigliamento maschile
Gli abiti maschili risultano simili a quelli del Quattrocento: la camicia, il farsetto, il casacchino, il giubbone (o zupone), il saio (saione), le calzebrache.
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