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Storytelling: forme di racconto tra cinema e televisione

Analizzare la televisione

I film e le serie televisive raccontano le loro storie in maniera diversa. Lo spettatore televisivo, differentemente dallo spettatore cinematografico, si trova spesso dinnanzi ad interruzioni, brevi o lunghe (dalla pubblicità tra uno sketch e l'altro, all'attesa dell'episodio settimanale, all'attesa di un anno per le nuove stagioni), che gli permettono, ugualmente, di non perdere il filo del racconto.

La televisione e il cinema sono due forme d'arte differenti che condividono alcune caratteristiche (la fotografia, la messa in movimento delle immagini, il montaggio) e che potrebbero finire per assimilarsi. Condividono, poi, senza dubbio, la capacità di raccontare delle storie.

Studi sulla televisione e cinema

Gli studi sulla televisione si sviluppano, ormai, in parallelo a quelli sul cinema. Come si spiega, allora, lo scarso interesse di analisi dei programmi televisivi? Alcuni nutrono un tenace pregiudizio nei confronti della televisione considerata come forma d'arte e la ritengono una minaccia per gli standard culturali del tempo e per l'educazione. Altri fanno rientrare i programmi televisivi nell'ampio campo della produzione culturale e non li considerano per se stessi; i programmi non sono considerati come capolavori di grandi artisti ma come riflesso della società moderna.

Il concetto di flusso

Un terzo impedimento all'analisi delle strategie artistiche dei programmi televisivi è rappresentato dal concetto di flusso. Il flusso è l'insieme della programmazione televisiva e pubblicitaria, considerato come un continuum. Diverse sono le teorie elaborate su questo concetto e tra esse ricordiamo, nel 1974, quella di Raymond Williams. Egli afferma di essersi avvicinato all'idea di flusso durante un viaggio a Miami quando, guardando un film, aveva trovato difficile comprenderne il significato a causa delle continue interruzioni. Williams definisce il flusso come l'organizzazione caratteristica della televisione, come il suo tratto specifico.

Tuttavia, la sua posizione non ha trovato concordia in quanto il senso comune considera la pubblicità come una vera e propria interruzione e non come un continuum dei programmi televisivi. Nella definizione di Williams, inoltre, l'attività dello spettatore è considerata passiva. In realtà non è così: con il controllo a distanza, lo spettatore può scegliere di cambiare canale in qualsiasi momento.

Un altro studioso che si è interessato dell'idea di flusso è Nick Browne, nel 1984. Egli propone di considerare come un super testo tutto il materiale televisivo e afferma, però, che sia impossibile analizzarlo nella sua totalità. Quello di flusso è stato sempre un concetto fuorviante ma, tuttavia, esso descrive bene gli effetti che i dirigenti dei palinsesti televisivi sperano di ottenere: quello di attirare un gran numero di ascolti e di far sì che quelli rimangano sintonizzati su quel canale a lungo.

Strategie dei palinsesti televisivi

Per fare ciò e per accrescere gli ascolti di programmi minori, spesso, i dirigenti dei palinsesti operano un posizionamento strategico dei programmi. Tra le strategie ricordiamo, ad esempio:

  • Hammocking: l'inserimento di uno spettacolo debole tra due forti.
  • Tentpoling: l'alternanza di spettacoli deboli e spettacoli forti.

Come abbiamo precedentemente visto, secondo alcune teorie, le interruzioni televisive sono considerate come un continuum, come qualcosa che è in linea con gli argomenti trattati dal programma che si sta guardando. In realtà, appare evidente che la maggior parte degli spettatori, anche tra i bambini, percepisce le pubblicità come delle vere e proprie interruzioni.

Interruzioni televisive

Ci sono alcuni elementi, all'interno dei programmi televisivi, che permettono allo spettatore di interrompere consapevolmente la visione per poi riprenderla, come l'affermazione "Ci rivedremo dopo la pubblicità". L'interruzione è vista, da alcuni spettatori, come il momento adatto per fare quello che non possono fare durante la visione: uscire il cane, prendere qualcosa dal frigo, andare al bagno... e per questo è vista come un fattore positivo. Le interruzioni con argomenti differenti dall'argomento della narrazione permettono allo spettatore di non perdere il filo della storia, proprio perché la mente si sposta in un ambito totalmente diverso.

Cinema classico e fiction televisiva

La fiction televisiva mainstream ha come suo modello di paragone il cinema hollywoodiano classico. Con il termine classico, si intende un sistema stabile di norme che viene utilizzato per creare dei film divertenti e comprensibili. Il termine, però, non è utilizzato semplicemente per indicare il comune utilizzo di queste norme dal cinema e dalla televisione, ma è usato per indicare che, nel periodo di sviluppo della televisione e del cinema, si assisteva ad un grande sviluppo dei mezzi di racconto popolare.

La Hollywood classica crea storie unitarie in cui una causa conduce, direttamente o indirettamente, ad un effetto (parliamo di causa potenziale quando l'effetto non si ottiene immediatamente). Le cause danno origine all'azione e le principali di quest'ultima sono definite dagli obiettivi dei personaggi. Ma non è sempre così: spesso capita, soprattutto nei film europei, che i personaggi siano obbligati ad agire in un determinato modo e non possano farlo seguendo la loro volontà.

Espedienti narrativi

Il fascino dei film hollywoodiani deriva anche dalla caratteristica di essere facilmente comprensibili. L'uso di alcuni espedienti, infatti, permette di cambiare scena ma di mantenere il discorso abbastanza chiaro, lineare. Tra essi:

  • Dialogue hook: una frase pronunciata alla fine di una scena ci prepara a quello che accadrà nella successiva.
  • Scrittura descrittiva: una didascalia posta in una determinata ambientazione serve ad introdurci in una nuova.
  • Le scadenze: servono sia a costruire la suspense che a determinare la fine di un'azione.
  • Il motivo: delle caratteristiche che restano impresse nella mente e che ricorrono in scene successive.

All'interno delle narrazioni, inoltre, sono presenti più intrecci che vengono uniti tra loro per creare una storia lineare: generalmente le romance story si intrecciano con gli scopi di altri protagonisti. Un esempio di cinema classico è Jurassic Park.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irenepratico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Cardella Valentina.
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