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Cinema 2 – Kristin Thompson e David Bordwell

Storia del cinema, un'introduzione – Da cap 11 a 20

Cap 11.1 Clima del dopoguerra

Durante gli anni Trenta molti intellettuali di Hollywood avevano manifestato simpatia per il comunismo sovietico e l'alleanza dell'America con l'Unione Sovietica nella guerra contro l'Asse aveva rafforzato questa tendenza. Nel maggio del 1947 alcune figure di spicco dichiararono in colloqui segreti con i rappresentanti del Congresso di poter denunciare le persone legate ai comunisti a Hollywood. Ai testimoni “ostili” di rado fu permesso di esporre il proprio punto di vista e questi dieci testimoni furono emarginati dai produttori: i cineasti finiti nella lista nera dovettero emigrare per poter lavorare.

Cap 11.2 Declino dello studio system hollywoodiano

L'industria del cinema doveva affrontare anche problemi economici. Nell'immediato dopoguerra le prospettive sembravano eccellenti: gli incassi erano i più alti della storia americana. Per contrastare l'invadenza americana, molti paesi approvarono le leggi protezionistiche che fissavano quote e sussidi di produzione. Si sviluppa l'era televisiva: nei primi anni Cinquanta circa un terzo del materiale teletrasmesso consisteva in vecchi film, ma nel '55 anche gli studi maggiori iniziarono a vendere i diritti televisivi dei loro titoli. Gli studi di Hollywood incominciarono a creare serie televisive. Nel 1949 la Columbia convertì il suo reparto cortometraggi alla produzione televisiva. Questo portò al declino della produzione cinematografica: gli incassi incominciarono a calare fino al 63; la televisione giunse a saturare il mercato americano. L'utilizzo della televisione diminuì la vendita dei biglietti cinematografici.

Nel mondo del cinema e della TV ci furono alcuni cambiamenti tecnologici:

  • Colore: Si sviluppa nei primi anni '50 facendo lievitare la quantità di film realizzati dal 20 al 50%. Utilizzavano in molti il technicolor. Si diffusero le pellicole a colori monostrisce (monopack) poiché i colori della Eastman-color tendevano a sbiadire.
  • Panoramiche: Le immagini cinematografiche erano più ampie a differenza di quelle televisive: le pellicole erano di diversa lunghezza. Il cinema aveva delle inquadrature più ampie che combinavano immagini separate (le lenti anamorfiche comprimevano le immagini separate in una normale pellicola). Erano stati concepiti per essere proiettati in un formato superiore dopo i primi problemi. Questi formati panoramici sarebbero rimasti le opzioni principali per il cinema hollywoodiano.
  • Registrazione ottica del suono: Il suono venne registrato su diverse piastre magnetiche.
  • Drive-in/cinema d'essai: Esploso il mercato dei film per adolescenti con il musical rock, le storie di delinquenza giovanile, la fantascienza e l'horror. Gli anni '60 avevano come target principale il mercato giovanile. La proiezione dei film d'essai erano per un pubblico d'elite locale; invece i drive-in erano una valida alternativa per gli esercenti in crisi, anche se la visione non era totalmente ottimale.
  • Film d'exploitation: Avevano come argomenti quelli “da adulti” quindi molti problemi erano legati alla censura. La Motion Picture Association of America aveva problemi a far rispettare il suo codice di produzione. Anche se comunque le major riusciranno a far proiettare i film non appropriati.
  • Censura: La censura si focalizzava molto sulla televisione, così il cinema poteva differenziarsi con situazioni più audaci spingendosi sempre di più contro i limiti del codice. All'inizio dei film venivano poste le etichette per indicare per quale fascia d'età tale film fosse consigliato (es. “consigliati ad un pubblico adulto”).

Con la riduzione del numero dei film prodotti dei grandi Studios di Hollywood, la funzione indipendente guadagnò uno spazio maggiore. I film inizialmente erano per lo più distribuiti dalle 5 major o dalle 3 minor, ma col tempo gli studios si dedicarono molto alle produzioni televisive.

Film exploitation: Alcune società indipendenti si specializzarono in film d'exploitation, produzioni minime basate su argomenti culturali e attuali che potevano essere (exploited) sfruttati commercialmente. Si trattava perlopiù di horror, fantascienza e storie erotiche. I più popolari erano quelli dell'American International Pictures, girati in una o due settimane, con registi e attori giovanissimi che sfruttavano la passione dei liceali per l'horror, la criminalità giovanile, la fantascienza e la musica. Questo mercato abbracciava molti generi che negli anni ’60 avevano come elemento principale quello sessuale (con i porno si sviluppò il sottogenere dei nudies).

Indipendenti ai margini: Gli indipendenti assunsero caratteristiche politiche. Il membro più celebre del gruppo di Hollywood era John Cassavetes, che riuscì a dirigere “Ombre”, un film radicale dal punto di vista estetico che riassumeva l'intero senso del film nel cartello che lo concludeva. Lo stile era semi documentaristico, con immagini sporche e sgranate e si affidava molto alla profondità di campo.

Agenti, potere, star e vendite a “pacchetto”: Negli anni ‘30 e ‘40 gli Studios spesso mettevano sotto contratto gli attori per 7 anni, durante i quali essi potevano essere chiamati a recitare diversi ruoli indipendentemente dalla loro volontà. I registi erano in disaccordo con gli studios per la mancanza di libertà e la riduzione del margine creativo. “Pacchetti produttivi”: produttore o agente univano sceneggiature e artisti. Le case poi compravano il “pacchetto” offerto così da avere gli attori fissi diminuendo le star sotto controllo.

Cap 11.3 Cinema classico hollywoodiano

La costruzione narrativa si fece più intricata, la struttura investigativa si muoveva attraverso il flashback che divenne un modello principale di narrazione. Narrazione classica: la catena di cause ed effetti era centrata su una protagonista, il percorso lineare e coerente si muoveva verso la conclusione (forte rapporto di causalità). Alcuni registi esploravano strategie narrative complesse; altri abbracciavano un nuovo realismo, l'ambientazione, l'impiego delle luci e la costruzione del rapporto tra personaggi. L'uso dei loghi e delle immagini composte in profondità si intensificò nei primi anni ‘50, le scene si potevano girare in un'unica inquadratura con fluidi movimenti di macchina facilitati anche dai nuovi dolly crabs che potevano muoversi liberamente in ogni direzione.

Il noir migliorò notevolmente col tempo, diventando uno dei maggiori generi alla fine degli anni ’50, grazie ai direttori della fotografia che giocavano molto sul chiaroscuro (si cercava di appiattire lo spazio immagine o di ammorbidire i contorni). Il noir aveva inquadrature inclinate; i melodrammi e i musical e le commedie, invece, evitavano il chiaroscuro per ricercare un look più chiaro e luminoso.

Si tendeva molto al piano sequenza e il montaggio era più veloce e spettacolare: es film come “Dolci vizi al forno”, “Il laureato” e “Gangster story”; film che presentavano anche intere canzoni nelle scene d’azione poiché gli studios erano legati ad etichette musicali. Ci fu anche una rivitalizzazione dei generi cinematografici per aumentare anche la spettacolarità delle star più famose, con scenografie e costumi sfarzosi.

  • Western: Nel dopoguerra si incanalò sui binari della creazione di opere corpose con il film “Duello al sole”. Altri comunque erano più modesti e meno sfarzosi, dove le varie esperienze dei registi e le varietà degli interpreti donavano nuovi modi di raccontare temi più complessi. Le trame erano per lo più tensioni psicologiche e sociali con animi liberali, giovanili…
  • Melodramma: Ricerca di dimensione spettacolare. Gli uomini erano impotenti dal punto di vista psicologico le donne soffrivano coraggiosamente. I drammi degli uomini venivano mostrati in espressionistiche chiazze di colore, davanti a specchi crudeli e rivelatori.
  • Musical: Il genere che gode dei benefici maggiori. Un esempio fu “Cantando sotto la pioggia”, il film più importante del periodo d'oro del musical. Il film si sviluppa dal punto di vista del backstage: una casa fittizia decide di girare il primo film sonoro per stare al passo con l'ondata di novità del periodo. Quindi vediamo tematizzati i problemi produttivi legati alla ripresa del suono in diretta con attenzione alla voce che diventa la cartina al tornasole tra realtà e rappresentazione. Troviamo dunque un connubio tra musica, parole e suoni naturali, con una ricca esuberanza quasi infantile. Il Rock'n'Roll inoltre portò al musical del dopoguerra nuovo dinamismo.
  • Storico ed epici: Le battaglie colossali e i set grandiosi erano richiesti dal genere e ne facevano l'occasione ideale per lo schermo panoramico. Il cinema epico giunse ad esplorare ogni periodo storico: le epopee egiziane, le avventure cavalleresche, i film di guerra e le saghe rivoluzionarie.
  • Fantascienza, horror, spionaggio: La fantascienza era un successo. L’horror e lo spionaggio erano film più economici e affrontavano il tema della lotta della tecnologia contro una natura sconosciuta. Gli effetti speciali dominavano i film con tematiche riguardanti esperimenti scientifici strampalati o mal riusciti. Questi film furono spesso interpretati come metafore della guerra fredda o degli effetti delle radiazioni. Per poter competere contro i nuovi standard spettacolari, i film a budget ridotto erano costretti a trovare degli appigli commerciali: i gialli d'azione erano più violenti, i noir minacciosi, il sadismo veniva esasperato.

Cap 11.4 Registi a confronto

Nel complesso un certo numero di registi celebri, nel dopoguerra mantenne una posizione importante. DeMille, Borzage, King, Marshall rimasero sorprendentemente attivi negli anni 50 e perfino 60. John Ford era il regista più in vista della vecchia generazione e con la commedia irlandese diresse uno dei film più a lungo amarti al pubblico, dando forma in modo utopistico alla nostalgia di casa che già permeava. Le sue opere spaziarono di più nel genere western: i suoi erano western liberali che sollevavano temi quali lo stupro e l’incrocio delle razze.

  • Hitchcock: Un grande regista che inizialmente lavorò in Inghilterra e poi si spostò in America che diede struttura al genere thriller e soprattutto al suo sottogenere spy-thriller, era stato adocchiato della critica con il primo film girato in doppia versione muta e sonora: “Blackmail”. Il sonoro fu utilizzato come potenziamento dello stile, un esempio fu la prima sequenza muta, che con un montaggio veloce tipico del periodo, ci fa arrivare alla successiva sonorizzata0. Fu il registra più popolare presso il pubblico del dopoguerra. I suoi film erano contraddistinti dalla volontà di sconcertare il pubblico. Hitchcock mirava ad una reazione pura, quasi fisica: il suo fine non era il mistero o l'orrore, ma la suspense. Le trame si basavano su situazioni e figure ricorrenti: l'uomo innocente risucchiato in un vortice di colpa e sospetto, la donna mentalmente disturbata, l’assassino affascinante.
  • “La donna che visse due volte” (“Vertigo”): Il film del 1958 costituisce una vera e propria vertigine stilistica e di senso che appassionarono decine di critiche, cineasti e spettatori. Tutte le componenti espressive sono volte a rafforzare l'ambiguità della perdita, paura del vuoto e dell'altezza. L’acrofobia (paura dell’altezza) è tema principale del film, la trama fa provare al pubblico la stessa patologia da cui è affetto Scottie, un poliziotto che si sente responsabile per la morte di un collega. Scottie si innamora di una donna, ma non riesce a vietarne la morte quando la donna, salita su un campanile, si getta nel vuoto. Scottie in seguito conosce Judy che somiglia all'amata Madeline, la frequenta e la spinge a vestirsi ad atteggiarsi come la donna persa in precedenza: in realtà poi si scoprirà che è la stessa persona che ha finto il suicidio. Dopo la confessione dell’intreccio e la morte definitiva della donna, l’uomo finalmente guarisce dalla sua fobia. Un'altra tematica particolare del regista è il presentare problematiche di coppia o difficoltà tra i rapporti di gender: infatti nel film vediamo l’incapacità di Scottie di entrare in contatto con il femminile prima con una, poi con l’altra donna. L'intero spazio del film è strutturato in base alla dicotomia basso-alto: alle superfici piane in cui il detective si muove con agilità riuscendo a controllare la situazione, si contrappone lo spazio verticale dove l’uomo è palesemente in difficoltà (tetti e campanile del monastero). Troviamo anche il passaggio alle varie emozioni riflesso dall'uso dei vari colori: abbiamo la dominanza del rosso, come per esempio nella scena al ristorante in cui si vede per la prima volta Madeline, che rappresenta la seduzione e la donna in sé, oppure nelle scene più avanti troviamo vari cambiamenti di tonalità fino ad arrivare al verde, quindi a scene più fredde, che alludono alla fluidità. Lo stile ha un carattere più unitario e si fa un particolare uso della soggettiva.
  • Welles: Famoso per le riproduzioni di classici come Macbeth e Otello e anche per i film di spionaggio-gialli nei quali adottava sempre la tecnica spettacolare che aveva introdotto in “Quarto potere”: utilizzava il gotico del chiaroscuro, la profondità di campo, gli improvvisi stacchi e i labirintici movimenti di macchina. Proveniva dagli ambienti del teatro progressista di New York fino poi ad approdare a Hollywood. Nel teatro, così come nel cinema, era promotore del metodo Stanislavskij, il quale richiedeva all'attore di radicare la sua performance In esperienze personali: utilizzo del proprio bagaglio personale per attingere alle esperienze che sarebbero state utili nella costruzione del personaggio.

Cap 12.1 Primavera italiana

In Italia le forze militari alleate collaboravano con le società americane per cercare di assicurare all'USA il dominio del mercato e molte case di produzione purtroppo dovettero ridimensionarsi. Il cinema neorealista si impose come una forza di rinnovamento culturale e sociale durante il declino del regime fascista (nella letteratura e nel cinema era affiorato un impulso realista). Quando si parla di primavera italiana si parla di un cinema italiano rinnovato e rinomato in tutta Europa per le sue scenografie in studio, per film perfezionati nell'arte della sincronizzazione del suono (quindi si poteva girare in esterni e poi utilizzare il doppiaggio) e per tematiche che riguardavano vicende contemporanee. Si passò dall’eroismo partigiano a problemi sociali contemporanei come la divisione delle società in fazioni contrapposte, l'inflazione e la disoccupazione.

  • Ladri di biciclette (Zavattini): Un film sulla crudeltà della vita nel dopoguerra. Ricci, privato della sua bicicletta, insieme al figlio, si rivolge a ogni istituzione e nessuna di queste è in grado di recuperare l’oggetto rubato, viene rappresentata l’indifferenza nei confronti della tragedia. Vediamo un girovagare senza senso logico per le strade di Roma e ci viene mostrato il disagio della popolazione meno abbiente nel dopoguerra. Ad un tratto nel film, troviamo lo stesso protagonista che cerca di rubare a sua volta una bicicletta, disperato perché quello era l’unico mezzo che gli permetteva di guadagnare, rompendo così la relazione di fiducia nel figlio che rimane quasi shockato. (Crollo delle illusioni)
  • Riso amaro: Un film che non si limita a rappresentare l'ambiente disagiato delle risaie del vercellese, ma approfitta della presenza della comunità rurale per avviare un complesso discorso sulle trasformazioni della modernità attraverso un gioco di contrasti evidenti. Prende così forma un dramma sentimentale in cui la fede cieca nel riscatto sociale finirà per scardinare gli equilibri tra i vari nuclei. Le donne, “le mondine”, sono rappresentate in maniera molto erotica (gambe sensuali e muscolose nei campi di lavoro), quasi come le tecniche del fotoromanzo e del cinema di genere americano.
  • Terra trema (adattamento dei Malavoglia): Gran parte dei film neorealisti da parte dei funzionari del dopoguerra provocano una reazione negativa: nei film viene presentato un ritratto di un paese desolato e colpito dalla povertà che faceva infuriare i politici ansiosi di dimostrare che l'Italia era sulla via della democrazia e della prosperità. Anche la chiesa condannò i film considerati anticlericali. Le poche opere neorealiste furono però molto popolari. Dopo il 1948 si esaurì la stagione del Neorealismo più “puro”, alcuni autori proposero delle ambientazioni neorealiste sviluppando però melodrammi, storie d'amore e commedie tradizionali in regioni che offrissero un colore locale e pittoresco. Si parla quindi di Neorealismo rosa, ovvero l'inserimento di personaggi della classe operaia negli schemi della commedia populista.
  • Paisà: Il film presenta il rapporto tra civili italiani e militari alleati all'insegna di una comunicazione difficoltosa ma non impossibile. Quinto lungometraggio di Rossellini e anche uno dei film più rappresentativi della dinamica neorealista. Il film si affida perlopiù all'interpretazione di attori non professionisti e dar voce a personaggi che si esprimono nella loro lingua madre.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecconimarta96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof De Pascalis Ilaria Antonella.
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