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ambientati in fattorie collettive, dedicati a sabotaggi nelle fabbriche... L'enfasi

nazionalistica dei film dell'est europeo offrivo un margine di distacco dalla linea

sovietica, il tema patriottico poteva offrire un’affermazione di orgoglio locale a dispetto

della dominazione russa.

Cinema polacco

Era il cinema più importante dell'Europa dell'est, metteva in discussione la versione

ufficiale della storia affrontando argomenti controversi. Altri registi non optarono per il

realismo ma per un approccio decisamente drammatico e con uno stile vistoso.

Cinema Cecoslovacco

Era caratterizzato da un sistema di decentralizzazione va alla testa di ciascuna unità

una coppia regista-sceneggiatore con il sostegno finanziario dello stato. Gli autori più

giovani esordirono nel cortometraggio nei primi anni sessanta: conoscevano il

Neorealismo, la scuola polacca e la Nouvelle Vague. La tendenza comune era quella

verso il realismo artistico. Con il processo di normalizzazione conseguente all'invasione

della Cecoslovacchia deciso dall'URSS, i funzionari bandirono qualsiasi film che

richiamasse lo spirito di critica sociale tipico della primavera di Praga.

Cinema iugoslavo

Dal ‘48 aveva sviluppato un suo socialismo nazionale fondato sul mercato che

prevedeva una discreta libertà anche in ambito cinematografico. Il movimento dei

“Novi film” jugoslavo rilevò gruppi attivi che operavano in nome della cultura

cinematografica e di un nuovo umanitarismo socialista. Il cinema intimo esaminava i

problemi personali nella società contemporanea. Era molto forte una ridicolizzazione

delle pretese della politica utilizzando un umorismo popolare. La tecnica del collage

permetteva al regista di burlarsi del nazismo e del comunismo, proponendo la satira

dell'industria dello spettacolo, un omaggio all’orgoglio nazionale del bellissimo vecchio

film creando un genere di metafora aperta.

Cinema ungherese

Anche in Ungheria la produzione era centralizzata. Nel ‘63 l'industria del sistema

polacco di unità creativa cinematografica era sotto il coordinamento della MAFILM che

regolava anche l'accesso alle strutture di produzione. I registi seguirono la lezione

della scuola del montaggio sovietico raccontando drammi nati sullo sfondo di azioni

collettive e movimenti storici: gli eroi avevano una scarsa personalità individuale ed

erano emblemi delle classi sociali o di fazioni politiche. Il dramma emerge dal modo in

cui questi sono risucchiati dalla storia. I registi ungheresi condividevano la necessità di

ripensare al passato del loro paese e di offrire un ritratto della gioventù

contemporanea.

Cap 15.7

Cinema Giapponese

Fin dalle origini il cinema giapponese conobbe un notevole sviluppo al quale

contribuirono le due società principali la Nikkatsu e la Shochiku. I primi lungometraggi

attingevano alla drammaturgia nazionale dando vita a due generi principali:

Jidai-geki (film storico) periodo bellico soprattutto;

 Gendai-geki (vita contemporanea) con melodrammi d’amore e vita familiare.

 Ruoli femminili interpretati da uomini.

Si convertirono tardi al sonoro. Dal ‘39 il cinema era impiegato nello sforzo bellico e

l'industria si configurava in rapporto alla censura e alla propaganda nazionalistica con

documentari e film patriottici. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne incoraggiato

un cinema attento ai temi democratici e di attualità. Per essere realizzate le opere di

ambientazione contemporanea, il genere incominciò ad includere film politici, pacifisti

e antinucleari. Oltre ai film più leggeri come la commedia e il musical. Al vertice

c'erano film sulla vita quotidiana, melodrammi incentrati su crisi familiari e giovani

amori. Nel ‘59 si decise di affermare una Nouvelle Vague nipponica. Il Nuovo Cinema

giapponese sferrò l'attacco alle tradizioni consolidate con i flashback, il fantastico e il

simbolismo. Il furto, l’omicidio e lo stupro divennero argomenti comunissimi dei registi

che cercavano di sbandierare la volgarità dei loro protagonisti.

Cap 15.8

Brasile: cinema novo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il cinema brasiliano prosperava grazie alla

commedia musicale. I cineasti si incominciarono ad incontrare e a lanciare un cinema

nuovo. I giovani registi volevano che i loro film parlassero per conto della popolazione

non istruita del loro paese. Influenzati dal Neorealismo italiano e dalla Nouvelle Vague,

volevano rappresentare i problemi della nazione. I film del cinema Novo si basavano

su un insieme di storia e mito, di ossessioni personali e problemi sociali, realismo

documentaristico e surrealismo. Nel ‘64 il colpo di stato rovesciò la situazione. Il

Cinema Novo era finito. Il movimento però non si interruppe e i registi continuarono ad

esprimersi, basandosi sulla figura dell'intellettuale tormentato, escluso dalla borghesia

e dal popolo. Le università cominciarono a tenere corsi sul cinema, apparvero nuove

riviste e iniziative statali volte alla ricostruzione dell'industria del cinema. Nel ‘69 si

parla di tropicalismo, ovvero delle celebrazioni comiche e grottesche della cultura

popolare indigena (cultura popolare considerata piena di vitalità e saggezza).

Cap 16.1

Anni ‘60 - Recessione dell’industria cinematografica

Nei primi anni sessanta l'industria hollywoodiana poteva sembrare florida. Le major

controllavano ancora la distribuzione e quasi tutti i film erano campioni di incasso. I

musical di Broadway continuarono a riscuotere grande successo, un esempio fu “West

Side story”. La Disney dominava il mercato dei film per le famiglie con “La carica dei

101”, “Mary Poppins”, “Il libro della giungla” ecc... Le Major si riappacificano con la TV:

le reti pagavano per le trasmissioni dei film e gli Studios producevano opere per la

televisione. Gli studios trovarono però numerosi problemi, c'era meno frequenza di

spettatori e meno titoli di film a basso costo. Alla fine degli anni sessanta gli studios

vissero una crisi finanziaria. Ad avere i bilanci positivi erano i film a basso costo

destinati ai giovani: il più famoso era “Il laureato”. In breve l'attivismo universitario e

gli stili di vita della controcultura divennero oggetto di molti film giovanili sviluppati

dagli studiosi. Negli anni ‘70 la disoccupazione nell'industria hollywoodiana toccò il

picco. Ci fu una scalata dei film di serie B, per i giovani dove i più audaci giocavano

sulla promiscuità, sulle scappatelle e su donne intraprendenti. Il pubblico era attratto

dai film estranei alla tradizione hollywoodiana come per esempio le produzioni

europee. Molti film degli anni ‘60 avevano l'aspetto del tipico stile hollywoodiano ma ci

furono elementi di rottura: un realismo crudo che lasciava spazio a etnie diverse. Più

frequenti erano le riprese in esterni, la sperimentazione del montaggio era più veloce

e spettacolare e le immagini mute erano accompagnate da musica hip-hop come per

esempio ne “Il laureato”. L'integrazione di intere canzoni nelle scene dei film divenne

una caratteristica tipica del cinema americano, gli studios si legarono a case

discografiche proprio per avere i diritti delle canzoni da inserire nelle colonne sonore.

Le società crearono un sistema di valutazione codificato dalle lettere dell'alfabeto: G

era per general, ovvero per tutte le età; M era per “mature” ovvero adulti che hanno

più di 18 anni, “restricted” per ragazzi accompagnati e X per vietato ai minori.

Cap 16.2

Nuove tecnologie di ripresa e protezione

Le nuove tecnologie di produzione di immagini e di suoni furono:

Hollywood realizzata film a colori con la Eastman color che divenne la pellicola

 di elezione per la maggior parte dei film;

venivano utilizzati diversi formati panoramici come i 35 mm girati con un

 mascherino, il musical e il colossal erano girati in 65 mm e 70 mm con sonoro

multipista;

i fotografi abbracciarono l'uso dello zoom con macchine da presa a mano che

 suggerivano l'immediatezza del documentario, le immagini erano più stabili e le

macchine più maneggevoli. Un esempio era la steadycam, un supporto per la

macchina che permetteva movimenti fluidi, facile per spostarsi tra la folla, le

riprese in movimento acquisirono una scioltezza maggiore.

Cap 16.3

Nuova Hollywood: dalla fine degli anni ‘60 alla fine dei ‘70

Si affermò la generazione della nuova Hollywood. molti registi della nuova Hollywood

si muovevano tra i generi ormai consolidati, quindi spesso si provava con la

sperimentazione stilistica e con incursioni sporadiche del cinema d'arte. Il film

“Easyrider” contribuì in modo significativo alla nascita della nuova Hollywood: si tratta

di un itinerario on the road che tratta uno spaccato della società di fine anni ‘60

(ribellismo giovanile). La colonna sonora è parte integrante del film, raggruppa autori

e canzoni famosi dell'epoca in grado di evocare momenti di viaggio e commentare le

avventure dei protagonisti. Nel corso degli anni ‘70 vennero presi vari provvedimenti

per salvare l'industria cinematografica. Ci fu un'ondata di successi dei nuovi registi di

Hollywood: il pubblico era maggiormente soddisfatto e i film divennero campioni di

incassi. Si cercò di minimizzare i rischi e le mega produzioni si concentrarono a

produrre nei periodi di vacanze come Natale e l'estate. Si basarono molto anche sui

prequel come Rocky e Star Trek e iniziarono un merchandise dei prodotti dei film di più

successo. Un esempio eclatante fu Star Wars. Gli anni ‘70 furono il periodo

dell'accordo tra agenti, produttori e registi: questi ultimi furono messi in secondo piano

perché volevano dedicarsi ai film d'autore senza pensare ai costi elevato, ma gli

studios invece erano contrari. Così questi iniziarono ad imporre le loro migliorie,

creando una nuova era dominata dai Blockbuster con star, effetti speciali e tecnologia

basati sui pacchetti e sugli accordi. Inoltre non si potevano permettere tutti i film ad

alto budget così si ha una rivisitazione dei vecchi generi:

slapstick (Animal House)

 Musical con canzoni da discoteca (Febbre del sabato sera, Grease)

 Gangstar (Il padrino)

 film dell'orrore (Rosemary’s baby, Esorcista)

 fantascienza (2001: Odissea nello spazio, Star Wars con effetti speciali

 all'avanguardia e lotte spaziali che potevano attirare una nuova generazione di

spettatori).

I grandi nomi:

Clint Estwood

 Mel Brooks, che trasformò il western, il film dell'orrore della Universal, il Thriller

 hitchcockiano e il genere epico in farse chiassose

Allen, con parodie di film di rapina e del film fantascientifico

Cap 16.4

Nuova Hollywood con nuovi protagonisti

Altman

Il regista sviluppò impulsi creativi verso il mercato giovanile e nel cinema d'arte

hollywoodiano. Le sue opere che spesso sono una parodia del genere i classici,

comunicano sfiducia nei confronti dell'autorità e criticano il conformismo americano.

Perfeziona uno stile eclettico che si avvaleva di una recitazione semi improvvisata, con

panoramiche e zoom. Il montaggio era brusco, la colonna sonora contraddistinta da

una densità senza precedenti. “Nashville” è considerata da molti critici l'opera più

importante. Nei suoi film i personaggi borbottano, si interrompono e parlano

contemporaneamente.

Allen

Realizzò anche lui un cinema personale. Agli inizi degli anni ‘70 fu uno dei registi

comici più famosi. I suoi film si rivolgevano anche al pubblico giovanile attraverso l'uso

di citazioni cinematografiche. Iniziò una serie di film in cui ci si interessava ai problemi

psicologici della borghesia intellettuale con il suo amore per la cinematografia

americana. I suoi film più importanti hanno gettato la sua maschera comica in un

groviglio di conflitti psicologici. realizzava molti film su ciò che lo appassionava

direttamente.

Coppola, Spielberg e Lucas

Coppola vide dall'interno il crollo dello studio system e passò quindi dalla

sceneggiatura alla regia. “Il padrino” gli portò grossi guadagni portando la sua carriera

al cinema commerciale. Fece il film d'autore “La conversazione” in cui al cinema d'arte

si univa un cinema del detective. Fu paragonato a “Blow up”. Coppola esplorava

maggiormente la mente dei protagonisti più di Antonioni. Considerato un virtuoso

della regia, creava dei veri e propri tableau con la macchina da presa statica e gli

attori che si muovevano in spazi ricchi. Fondò l'American Zoetrope nel ‘79 acquistò

l’Hollywood General Studios, un centro di innovazioni tecnologiche e dove si affermava

il cinema elettronico.

Per Lucas e Spielberg la rivisitazione della tradizione hollywoodiana era un atto di

nostalgia con la volontà di ricreare il divertimento della fantascienza, dell'avventura e

delle fantasie Disney. Con Star Wars Lucas montò le parti salienti delle vecchie

battaglie di guerra, creando uno storyboard attingendo a questi modelli. I film sono per

famiglie, film fantastici e commedie a fumenti, come per esempio Roger Rabbit.

Spielberg faceva film fast-food come “Lo squalo” e “Indiana Jones” ma anche film dai

toni più raffinati con adattamenti a bestseller. Con il materiale giusto lui riusciva a dar

vita a opere che lasciavano il pubblico incollato alla sedia. Star Wars regalò a

generazioni una nuova epica cavalleresca, in cui si poteva trovare l'amore puro,

l'avventura e la lotta per una giusta causa. Lucas voleva creare scene molto

tecnologiche, si voleva rifare anche i fumetti come ad esempio Jar Jar Binks, un

personaggio completamente creato al computer. Il film parlava di “redenzione” e

forza. Scorsese

Trattava il cinema d'arte europeo di tradizione hollywoodiana. la colonna sonora dei

suoi film era ripresa dai musical anni 40, la sua coscienza metacinematografica dava

spazio a dialoghi aggressivi per mettere in luce gli attori, le scene di azione fisica

erano sottolineate da splendidi movimenti di macchina. Come Allen i suoi film si

basavano su elementi autobiografici: i personaggi erano deviati e ossessionati.

Cap 16.5

Cinema indipendente

Con l’allentarsi dei controlli da parte della censura, gli anni ‘60 videro il proliferare di

film con scene di nudo, che venivano proiettati all'interno di sale fatiscenti dei centri

cittadini. Lo stile personale era adattato ad un montaggio serrato, con scene di sesso e

violenza. La moda dei film giovanili venne rafforzata dal ciclo di opere che avevano

come protagonisti bande di motociclisti. Negli anni ‘60 ci fu la specializzazione dei

generi: arti marziali, erotici, afroamericani per conoscere i giovani attori neri. Gli

adolescenti e gli universitari erano attratti dai film cult trasgressivi (“Pink Flamingos”).

Venivano sfruttati gli spettacoli di mezzanotte come il “Rocky Horror Picture Show”. Le

major assorbirono gli elementi degli indipendenti e iniziarono con mega produzioni più

esplicite sessualmente. Il settore indipendente fu anche all'origine di film con

ambientazioni artistiche. Si sviluppò la off-Hollywood con cortometraggi sperimentali

legati in parte al mondo della danza. In questo caso si parla di “Hester Street”, un

dramma ambientato nel XIX secolo. Il film ricevette la candidatura agli oscar; la off-

Hollywood acquisì consapevolezza e visibilità. Il cinema indipendente si arricchì di

nuove proposte realizzate con budget modesti con culture che di rado si vedono sullo

schermo. A poco a poco nacquero strutture dedicate al cinema indipendente, come la

New York’s Anthology Film Archive, un’associazione di artisti indipendenti che nel ‘79

diede vita a una vetrina di film e il Festival di Los Angeles.

Cap 17.1

Europa Occidentale

In Europa a metà degli anni ‘60 il boom economico del dopoguerra si era ormai

arrestato e a risentirne fu anche l'industria cinematografica: il numero degli spettatori

continuava infatti a calare e molte sale furono costrette a chiudere. La causa

principale era la televisione che era a colori e di buona qualità. Grazie alle strategie

adottate dopo la Seconda Guerra mondiale, i sussidi statali aiutarono i vari cinema

nazionali a superare le difficoltà, i governi sostenevano i produttori con prestiti,

concessioni e premi. Il prototipo di “eurofilm” comprendeva nel cast attori italiani,

francesi e tedeschi. Negli anni ‘60 e ‘70 il cinema d'autore ebbe il sostegno della

televisione. Con il proliferare dei canali commerciale alcuni registi risposero con opere

ibride che diventarono dei veri e propri eventi per entrambi i mezzi di comunicazione.

La televisione aveva bisogno di continui film nuovi, così negli anni ‘80 le società

televisive private cominciarono a sostenere l'industria cinematografica. Non si

svilupparono solo le reti private ma anche quelle pubbliche ad esempio in Francia e

Germania si sviluppò l’”ARTE”, un canale culturale visibile in tutta Europa. Il calo del

pubblico in sala negli anni ’80, portò i 12 paesi membri dell'Unione Europea a dar vita

a MEDIA, un programma per lo sviluppo dell'Industria audiovisiva. Verso la fine degli

anni ‘80 si consolidò la cooperazione fra gli apparati pubblici, le reti televisive e le

società di investimento. Nel frattempo furono creati la European Film Academy che

assegnava premi a modello degli Oscar. I film europei avevano maggiori possibilità di

successo se venivano girati in lingua inglese e avevano attori hollywoodiani. Luc

Besson fondò la Europacorp che si distaccò da questi provvedimenti e si dimostrò di

prediligere film d'azione a basso costo, creando così una “Cittadella del cinema”, in

competizione con Cinecittà. Il dilemma del regista europeo era quello di rifiutare il

modello americano e perdere spettatori o cercare di imitarlo conservando nel film un

sapore locale.

Cap 17.2

Europa occidentale e cinema d’arte

La maggior parte dei registi si rivolgeva al pubblico locale, ma alcuni generi attiravano

anche un pubblico internazionale, come la commedia italiana, le commedie sexy

francesi, l'eccentrico umorismo britannico, i polizieschi francesi molto malinconici, i

gialli inglesi con atmosfere cupe.

- Francia: da Godard al cinéma du regard

Agli inizi degli anni ‘60 era evidente nei film di Godard l'influenza dell'opera del

pensiero di Brecht. Godard aveva scelto di distruggere l’illusione della realtà creata dai

film classici attraverso il montaggio discontinuo, il collage, le scritte, le inquadrature

e i vari stili: elementi che impedivano l'identificazione del pubblico, stimolandone la

riflessione. Si trattava di analisi quasi sociologica della vita francese e di violenti

attacchi alla politica estera americana. Durante gli avvenimenti di maggio, Godard

realizzò molti ciné-tracts ovvero cortometraggi fatti di immagini a tesi e di fotografie

che portavano a riflessioni politiche tra i personaggi.

Gruppo Dziga Vertov: risultato della combinazione di materiali eterogenei in cui lo stile

del cinema diretto si combinava con inquadrature e titoli altamente stilizzati in cui i

personaggi si rivolgono direttamente allo spettatore guardando in macchina. La trama

è praticamente assente, il montaggio è serrato di fotografie di fotogrammi vuoti che si

alternano a lunghe riprese che sono completamente statiche o hanno un leggero

movimento. Anche i rumori sembrano aggredire il pubblico.

Godard incarnava il regista politico capace di creare un cinema formalmente e

ideologicamente sperimentale. Dopo aver lavorato con le nuove tecnologie

elettroniche ed essersi concentrato sui rapporti per immagini, dialoghi e testi scritti,

egli incomincia a definirsi un pittore. Ad esempio con “Passion”, la sua opera più

pittorica, il protagonista è un regista dell’Europa orientale che riproduce attraverso

tableau vivant, immagini bidimensionali che acquistano un volume; il cinema ha il

potere di restituire la vita ai capolavori. Godard introduce inquadrature oblique, per

creare ampie zone d'ombra servendosi della luce naturale. I film di Godard pittore

hanno una quieta radiosità che addolcisce l'asprezza del soggetto e la complessità

della storia (estetica dell’immagine). I nuovi registi francesi iniziarono a produrre

immagini di sesso più esplicito, ma a volte il nuovo erotismo portava con sè una

violenza brutale. Per migliorare al calo degli spettatori, i film europei si rivolgevano

soprattutto al pubblico locale e si allontanarono dallo sperimentalismo. Il periodo degli

anni 70 fino al primo decennio del 2000 la Francia era meno provocatoria rispetto

all'epoca precedente. I critici vedevano nell'eleganza dello stile e nei valori letterari

una nuova tradizione della qualità francese (analisi più acuta della sfera privata).

I “nuovi naturalisti” degli anni ‘90 furono i fratelli Dardenne a riscuotere il maggior

successo. Si concentravano sugli strati più bassi della società, conducendo un'analisi

risoluta su come la povertà e il crimine la violenza possono corrompere i valori della

gente. All'inizio degli anni ‘80 una generazione di giovani registi francesi inventò il

nuovo stile visivo, allontanandosi dal cinema politico del periodo post-68:

perseguivano un cinema veloce, artificiale e si ispiravano alla nuova Hollywood.

Questa tendenza era chiamata “cinéma du regard”. Si trattava storie convenzionali

con oggetti hi-tech e uno stile maturato della fotografia pubblicitaria e gli spot

televisivi. L’espressione dello stile postmoderno prende spunto della cultura di massa

per creare un’estetica delle superfici con evocazioni pubblicitarie, video musicali e

inquadrature con tagli netti e blocchi di colore. Questo tipo di cinema aveva una

versione manieristica, rivolta ai giovani, bellezza astratta successiva 68.

- Italia, evasione e impegno politico

“L'albero degli zoccoli” (di Olmi nel ’78) segnò un'apparente ritorno al neorealismo

ricostruendo la vita dei contadini bergamaschi alla fine del XIX secolo. I fratelli Traviani

divenuti famosi con “Padre padrone”, diedero vita a una nuova tradizione della qualità

che caratterizzò il cinema internazionale negli anni ‘70-’80. A livello generale la critica

sociale e gli esperimenti formali delle commedie sembravano più orientati a

conquistare il favore del pubblico. Scola si distinte come acuto commentatore delle

delusioni politiche dell'Italia del dopoguerra fondono con intelligenza la modernità del

cinema d'arte con la commedia gradita al grande pubblico. Nanni Moretti iniziò la sua

carriera dirigendo commedie anarchiche e pseudo underground per poi sviluppare un

umorismo caratteristico che dà voce a una generazione delusa dal fallimento degli

ideali progressisti. Interpreta sempre personaggi nevrotici che fanno i conti con le

prestazioni della società moderna. Negli anni ‘70 è passato dalla politica alla sfera più

intima dei sentimenti privati mettendo in primo piano l'amicizia e gli affetti familiari.

- Germania

Warner Fassbinder fu il regista più famoso del nuovo cinema tedesco, con il “Mercante

delle quattro stagioni” sembra inaugurare una seconda fase della sua carriera con

melodrammi domestici. Egli fu molto prolifico, con piani di lavoro che prevedevano

tempi rapidi di ripresa e costi limitati. All’inizio della sua carriera spesso inquadrava i

personaggi in maniera neutra con uno stile quasi da foto segnaletica; con una fase di

“revisione hollywoodiana” accettò le convenzioni del continuity system: il fascino di

questi film deriva dalla scelta di indugiare su sguardi fissi o dall’uso di elementi

decorativi per mascherare lo stato emotivo dei personaggi.

I primi film dell'Antiteater sono sperimentali dal punto di vista narrativo, mentre i

successivi melodrammi politici sono storie avvincenti cariche di emozioni e rivolte ad

un pubblico più vasto. La maggior parte della sua opera ruota attorno ad un'analisi dei

meccanismi che fondano il potere, concentrandosi sulla vittimazione e il conformismo,

mostrando come membro di un gruppo sfruttano i non integrati. Nelle ultime opere la

malinconia e la critica sociale si stemperano, i registi cercano di ricordare agli

spettatori tedeschi che il loro paese aveva ancora forti legami con il passato come la

Germania degli anni ‘20 attraverso il nazismo e il dopoguerra. Ci si allontana dai temi

politici per dirigersi verso un cinema più introspettivo (intimismo letterario). Herzog

trattava una forte sensibilità romantica. Nelle sue opere è presente la figura dell'eroe

che cerca di ottenere ciò che vuole; le immagini si muovono verso l’infinito con

mescolanze naturalistiche.

- Regno Unito

Molti registi inglesi cercarono di raccontare i conflitti sociali in maniera realistica. Il

British Film Institute finanziò anche il primo film del regista teatrale Mike Leigh: tipici

delle opere del regista erano gli incidenti tristi e/o divertenti. Nelle successive

rappresentazioni della classe operaia il dialogo riveste una grande importanza e i

problemi sociali vengono affrontati dal regista dosando umorismo e pathos, offrendo

uno sguardo ancora più triste sulla società inglese. La rinascita del cinema d'arte

europeo si ebbe con Kubrick (film freddi e distaccati), Greenaway (racconti ambigui e a

più strati, nascosti in un'organizzazione ispirata a numeri e colori).

Anche altri registi erano ispirati al “ritorno all’immagine” e prendevano spunto più alla

pittura che dal teatro. Jarman influenzò molto il “nuovo cinema omosessuale” che

emerse in numerosi paesi e che scelse come luogo di incontro il New York Lesbin and

Gay Experimental Film Festival.

- Spagna, trasgressione e gusto pittorico

Il progressivo avvicinamento al cinema “per tutti” è ravvisabile nella carriera di Pedro

Almodovar che si dedicò a produzioni più tradizionali in cui si fondavano il

melodramma, il kitsch e la commedia sexy. Nel suo mondo le eroinomani erano suore,

una moglie poteva ammazzare il marito con un osso di prosciutto ecc… Quasi come in

alcune opere messicane di Bonuell le situazioni e le immagini scandalose erano

trattate con una leggerezza casuale e suadente. Nel nuovo millennio, Almodovar

divenne un emblema della creatività del cinema europeo, grazie all'estro visivo e alla

capacità di valorizzare le interpreti femminili dei suoi film.

- Altri paesi

Greco - Theo Anghelopoulos: principale fautore di uno stile caratterizzato

 dall'uso di piani sequenza. Trattava la tradizione del cinema politico degli anni

‘70/’80.

Greco/francese - Costa-Gravas: accurata documentazione, amava lavorare

 all'interno delle convenzioni in modo da potersi rivolgere ad un pubblico più

vasto.

Portoghese - Manoel de Oliveira: cinema d'arte molto legato alla pittura.

 Eliminava il pubblico e si soffermava sulle tensioni fra la dimensione teatrale e

lo spazio aperto, con costumi e materiale scenico collocati alla luce del sole.

Austriaco - Michael Haneke: cinema che aggredisce lo spettatore. Mette in gioco

 una variante della narrazione reticolare con toni più duri. Il realismo è spesso

brutale accompagnato da una precisione formale, una freddezza dello sguardo

che racchiude gli errori e le relazioni sociali.

- Registe

L'impiego politica sti spostò dalle aspirazioni rivoluzionarie alla micro-politica, le donne

registe ottennero un maggiore riconoscimento. Quelle più famose erano le commedie

sull'amicizia femminile e sui rapporti fra uomini. Esprimevano preoccupazioni

femminili e femministe attraverso alcune convenzioni tipiche del cinema d'autore: i

problemi dell'aborto, la maternità liberal-femminista ecc... Von Trotta pose l'attenzione

su un criminale donna: gesto dotato di forte valenza politica. I problemi delle donne

nella società erano finalmente presi in considerazione: forze contrastanti del lavoro, i

legami familiari, il sesso, interesse per il mondo in cui madre, figlie, sorelle

condividevano momenti della storia familiare. Cinema femminile trattava tematiche

serie, come i tormenti adolescenziali, gli amori della gioventù, anche argomenti

schietti come il desiderio sessuale femminile.

Cap 17.3

Europa orientale e URSS (da riforma a rivoluzione)

Slovacchia e Repubblica ceca

Restrizioni e controlli nei confronti della cinematografia. Rafforzamento del cinema

ceco dopo la rivoluzione dell'89.

Polonia

Ogni unità produttiva era composta da un direttore artistico e direttore letterario. A

metà del decennio degli anni ‘70 emerse il “cinema di interesse morale”. Zanussi con

le sue opere dà una descrizione del conformismo e dell'idealismo in campo estivo per

studenti universitari. Kieslowski fece invece pungenti documentari televisivi scettici

verso la politica.

Ungheria

Dopo il crollo del comunismo, il mercato fu conquistato dai film americani. Negli anni

novanta alcuni ungheresi realizzarono film in bianco e nero per essere più enigmatici

nello stile.

Dopo l’89, minaccia Hollywood

Calo del numero degli spettatori. I problemi più gravi nacquero con il fronteggiare del

cinema americano. I registi dovettero rivolgersi ad un pubblico internazionale. Tra il

‘64 e l’82 Breznev fu il segretario del Partito Comunista dell'URSS facendo passare al

paese un'altra fase di congelamento. Nonostante il conservatorismo alcuni film

riuscirono a lasciare spazio ai problemi dell'esistenza quotidiana. Tarkovskij parlò del

riflesso del mondo dell'artista poetico, attraverso un insieme di ricordi infantili, brani

documentaristici e immagini fantastiche. Era un rivoluzionario: parlava di famiglia,

poesia, religione, dunque le forze centrali della vita sociale. Si schierò quindi contro il

cinema politico e sostenendo un cinema evocativo che lo avvicinava ai tedeschi con

film cupi che coinvolgessero lo spettatore. Negli anni ‘70 e negli anni ‘80 influenzò la

ricerca pittorica di alcuni cineasti europei, fu per i compatrioti un modello di coraggio.

Tarkovskij considerava l'arte una forma di ricerca morale.

Nelle varie repubbliche dell'URSS gli intensi nazionalismi russi avevano dato vita ad un

cinema poetico. Paradzanov fu accusato di omosessualità ed istigazione al suicidio. Il

suo cinema poetico scaturiva dalla visione di un artista indipendente dai bisogni della

collettività e sfidava l'ortodossia Sovietica cercando la liberazione politica attraverso la

libera immaginazione. Nell'87 ci fu la necessità di cambiamenti più radicali, “glasnost”

ovvero trasparenza, nei confronti degli errori del passato. Il regime di Stalin fu

demolito. I cittadini avevano ora possibilità di esprimersi contro la politica economica

cresciuta dalla criminalità. I registi contribuirono alla “perestrojka” cioè la

ricostruzione. Si concentrarono sul tema della ribellione legati alla musica rock e lo allo

straniamento post-punk: una ricostruzione dell'Industria cinematografica dove la

censura veniva allentata. Il mercato libero era dominato dall'anarchia: la pirateria era

in aumento, la pornografia riciclava denaro sporco, nelle sale arrivavano pochi film...

Nonostante tutto, però, gli ultimi anni del cinema sovietico sono stati ricchi di opere

importanti, i registi collaborarono con scrittori e compositori in nome di una cultura

innovativa ed eclettica. Con la nascita delle comunità di stati indipendenti gli studi

cinematografici dei vari stati furono costretti alla privatizzazione. Si sviluppò una

situazione difficile tranne in Ucraina dove il cinema lirico e critico era presente allo

stesso tempo. Anche in Russia i primi film del veterano degli anni 90 Sokurov

richiamava l’avanguardia degli anni ‘20 attraverso la narrazione ellittica e il montaggio

serrato. Si affidava anche ad un inquietante qualità onirica. La vincita delle

presidenziali del 2000 fece ricadere l'industria cinematografica in uno stretto controllo

dei mezzi di comunicazione: non poteva essere presente il dissenso in TV. Hollywood

colse l’opportunità di sfruttare il nuovo mercato russo.

Cap 18.1

Nuovi cinema, nuovi tipi di pubblico

I paesi in via di sviluppo, a parte l'Iran e l'India, dovevano far fronte alla crescente

globalizzazione causata dalle major e dalla pirateria video. Molti cinematografi

avevano bisogno di ristrutturazioni, ma le major desideravano farsi largo nell'esercizio

locale a suon di multiplex. Per le opere di qualità più elevata la speranza era che

raggiungessero il circuito dei festival, dove registi e relative produzioni potevano

attirare l'attenzione dei media ricevendo anche proposte d'acquisto. La produzione

aumentò nei paesi che avevano un'economia in crescita. L'India era il più grande

produttore del mondo: la tipologia del film indiano per eccellenza era film romantico,

colorato, ricco di musica esuberante. Le cinematografie dei paesi emergenti erano

solitamente prive di coerenza stilistica, avevano solo alcuni elementi ricorrenti. I temi

principali erano soprattutto critiche sul piano politico contro il dittatore, conflitti etnici

e temi affini; oppure la condizione delle donne oppresse, con i loro problemi sull'aborto

e la violenza.

Cap 18.2

Cinema africano

Alla maggior parte dei paesi mancavano i finanziamenti, i materiali e le infrastrutture

per creare un’industria.

La distribuzione sul territorio era soprattutto americana ed europea. I paesi del nord

Africa riuscirono in qualche modo a sviluppare una propria cinematografia. All'inizio

degli anni settanta la critica sociale emerse in un nuovo cinema chiamato “djidid”. Il

cinema popolare si rinnovò attraverso le commedie satiriche e thriller politici che

ricordavano le opere di Costa Gravas, mentre alcuni registi si dedicarono

all'osservazione della vita della gente comune. All'inizio degli anni Ottanta i cineasti

affrontarono temi nuovi come l'emancipazione femminile e l'emigrazione della

manodopera. Il “nuovo cinema” aveva registi che volevano realizzare opere più

tradizionali e accessibili. A metà degli anni ‘80 erano molto popolari i drammi e le

commedie con protagonisti algerini-francesi. Nell'Africa subsahariana centrali erano i

temi come il contrasto fra tradizione e modernità, la campagna e la città, il folklore

indigeno e i costumi occidentali. I temi trattati non erano molti ma erano tutti destinati

alla massa; importante era anche il tema del neocolonialismo (“Borom Sarret” primo

lungometraggio dell'Africa nera).

Uno dei film più celebri sulla vita africana è “Visages des femmes” dove la tensione tra

la tradizione e la modernizzazione veniva trattata con stili cinematografici

contrastanti.

“Nohollywood”: industria cinematografica della Nigeria. Era un’industria

multimilionaria cresciuta nell'ambito del boom economico del paese. I film venivano

tramandati in videocassetta, poi in DVD con un guadagno di circa 200 milioni di dollari.

La maggior parte dei film erano girati in inglese, con star internazionali.

Cap 18.3

Il medio oriente

Israele

L'industria cinematografica israeliana era assai modesta, negli anni ‘60 Golan e Globus

iniziarono a produrre musical, spionaggio, melodrammi e commedie romantiche

etniche. Il cinema israeliano era concentrato soprattutto su problemi psicologici delle

classi medie. Nel corso degli anni novanta la produzione israeliana comincio a calare. Il

maggior regista israeliano Amos Critai realizzò documentari e film polemici verso la

società israeliana, il suo stile si collocava al di fuori della politica e dal gusto popolare.

Egitto

All'inizio degli anni ’70 la Siria esportava film in Libano, Kuwait e Giordania: si parla

della nascita del “nuovo cinema siriano” di protesta sociale. Il Cairo era stato una volta

la Hollywood d'Arabia: venivano prodotti più di 50 film all'anno. Poi negli anni ‘70 la

produzione egiziana entrò in crisi; si riprese negli anni ‘80 grazie alle videocassette,

ma purtroppo cadde di nuovo in crisi a causa della pirateria.

Turchia

Entrò nel mirino dell'attenzione internazionale nei tardi anni sessanta. Registrò il più

ampio sviluppo del cinema dell'area con film erotici, commedie, storici o epici,

melodrammi e western. Nonostante la severità della censura, l'industria

cinematografica venne gradualmente rimessa in piedi e la produzione raggiunse i 200

film l'anno; sì cerco di attirare il capitale occidentale facendo rientrare il mercato

americano e diminuendo notevolmente quello turco.

Iran

Si parla di “nuovo cinema iraniano”. La censura adesso si concentrava anche sul sesso

e sulle influenze occidentali. I film stranieri subirono tagli drastici e i dialoghi furono

ridotti. La teocrazia iraniana condannava molte tradizioni occidentali, ma il governo si

rese conto che i film potevano allo steso tempo spingere i cittadini a sostenere il

regime. Il regime incoraggiava una nuova generazione di registi il quale compito era

quello di portare il cinema iraniano ad un punto tale da essere riconosciuto

internazionalmente.

Rispetto ai paesi meridionali, l'industria cinematografica Iraniana era piuttosto

fiorente, nel 2001 aumentarono anche i film tra i quali vennero inseriti tre generi come

i melodrammi, i gialli e gli storici. Il nuovo presidente era più liberare e nel ‘97 allentò

la censura e la supervisione delle sceneggiature in modo da poter vincere premi

internazionali. L'attenzione del mondo verso il cinema iraniano incoraggiava la

generazione più giovane di registi, alcuni dei quali cercarono anche di riproporre quello

che era diventato il prototipo del film nazionale. Uno dei più celebri cineasti della

nuova generazione era Ghobadi, autore di opere dedicate ai problemi di infanzia, prive

di intenti consolatori.

Paesi in conflitto

In Iraq quando Saddam Hussein salì come leader, il governo lanciò un programma a

favore del cinema patriottico. L'offensiva di Saddam contro il Kuwait provocò sanzioni

contro l'Iraq così paralizzare l'industria cinematografica. Nonostante la violenza, alcuni

registi riuscirono a creare dei film come per esempio “Underexposed”. La Palestina

non aveva un’industria cinematografica ma Israele aveva fatto in modo che alcuni film

palestinesi fossero sostenuti dal governo. Il più importante regista palestinese fu Elia

Sulemain. Egli faceva riprese in campo lungo, con un sottile umorismo e soprattutto

rappresentava la routine quotidiana tra i paesi in conflitto. I paesi del Golfo dell'Arabia

Saudita avevano interpretazione rigorosa dei testi sacri che portò a proibire gli

spettacoli pubblici, così i film venivano visti solo in occasioni private. Con il nuovo

millennio la situazione però cambio. Nel 2004 si svolse il primo festival

cinematografico internazionale di Dubai che in pochi anni diventò un evento

importante.

Cap 18.4

Sud America e Messico

Paese economicamente dipendente dal mercato mondiale controllato dall'occidente.

L'America latina era un terreno di battaglia fra l’imperialismo economico e la

rivoluzione di massa. Il cinema cercò di sostenere la causa rivoluzionaria lavorando

con movimenti politici e sindacati. I latinoamericani erano ossessionati dal cinema

hollywoodiano: assorbivano gli elementi del cinema hollywoodiano ispirandosi anche ai

modelli stranieri di cinema socialmente impegnato (temi molto importanti per il

Cinema Novo). La maggior parte dei latino americani girava in esterni con attori non

professionisti, con attrezzature leggere e con l’uso del doppiaggio. Questa era

considerata l'estetica tipica del cinema moderno.

Realismo magico: corrente letteraria latino-americana. Si trattava di realismo sociale

arricchito con la fantasia e le fiabe della cultura popolare. Le trame erano perlopiù

leggende popolari trasformate in labirinti simbolici piene anche di elementi

sconcertanti.

Il dinamismo dei rapporti fra cinema e letteratura è visibile anche nel modo in cui gli

scrittori latino americani riuscirono ad assorbire l'eredità del cinema popolare. Le sale

dell'America latina erano dominate dai film di Hollywood. Negli anni ‘90 ci fu la

costruzione del primo multiplex. Gli studiosi americani investirono molto nella

produzione dell'America Latina: un esempio fu la Twenty Century Fox che finanziò il

successo messicano.

Brasile

Dopo la stagione del Cinema Novo si dovettero affrontare le conseguenze degli eventi

politici. I registi del cinema novo mantennero un ruolo centrale nella cultura

cinematografica brasiliana e rinunciarono all'attivismo politico e alla sperimentazione

formale in nome di un linguaggio più accessibile. Tuttavia, la loro casa cinematografica

chiuse negli anni ‘90 e la situazione divenne più problematica. La diffusione dei

multiplex ampliò il pubblico dei film brasiliani. Il problema del cinema brasiliano però

non era tanto lo sviluppo quanto la distribuzione. Il problema principale era la lingua

sconosciuta all’estero e l'industria hollywoodiana. Anche se il 2003 è considerato

l'anno leggendario per il Brasile. Il film più conosciuto fu “La città di Dio” che trattava

temi sulla violenza dei ragazzi che diventavano criminali per necessità.

Argentina

Negli anni ‘30 si erano conquistati nel continente il primo posto tra le traduzioni in

lingua spagnola. I generi più diffusi erano quelli hollywoodiani adatti alla cultura

nazionale. Nel secondo dopoguerra emerse il film d'autore di stile europeo. Nel ‘57 una

legge incoraggiò il cinema indipendente, inoltre emerse anche l'idea di un cinema

alternativo grazie ai cineclub e all'influenza del Neorealismo italiano. Durante gli anni

‘60 il paese vide sorgere la “Nueva Ola” di cui facevano parte i registi che

rappresentavano la classe media di Buenos Aires e che fu il teatro dei movimenti più

importanti del cinema militante.

Il cinema argentino si può dividere in tre periodi:

1°: coincide con quello hollywoodiano che sopraffaceva lo spettatore attraverso

 lo spettacolo rendendolo consumatore dell'ideologia borghese;

2°: cinema d'autore e artistico che promuoveva l'espressione individuale, era un

 passo avanti soprattutto nel cinema novo (anche se alla fine aveva fatto il suo

tempo);

3°: il film visto come arma di liberazione facendo di ogni partecipante un

 guerriero, il regista apparteneva a un collettivo ovvero un gruppo che lavorava

per gli oppressi.

Il cinema clandestino trattava di rivolte e l’incremento del paese appoggiò l'industria

cinematografica. Il cinema era visto come risorsa nei primi anni ’80: si parla di “nuovo

cinema argentino”.

Con Bemberg si esploravano i nuovi ruoli della donna argentina e con Solanas si

C

poteva spaziare e variare tra realtà e fantasia secondo il cinema d'arte. on i

Multiplex, il popolo si avvicinò a tutti i generi e gli incassi erano equiparabili a quelli di

Hollywood, arrivando alla necessità di far nascere delle coproduzioni.

Cile

Negli anni ‘60 anche in Cile emerse un cinema politico energico. La cultura

cinematografica cilena era favorita da un dipartimento di cinema sperimentale.

Eduardo Frei cominciò ad offrire sostegno all'industria del cinema permettendo ai

giovani registi di mettersi in luce. La maggior parte di questi registi si allineò con

Allende e il suo partito. Negli anni ‘70 Littin scrisse un manifesto che richiamava il

cinema imperfetto di Espinosa e l'idea di terzo cinema attribuendo la funzione creativa

del cinema al pubblico. Nel ‘73 i militari si impadronirono del potere con un colpo di

stato sanguinoso: vennero purtroppo distrutte tutte le scuole cinematografiche e i

centri di produzione. Negli anni ‘90 la droga portò a un calo del consumo

cinematografico.

Messico

Negli anni ‘40 l'industria cinematografica uscì dalla guerra molto forte. Nel ‘54

nacquero le società per promuovere i film sul mercato estero o interno. Alla fine degli

anni ‘50 l'industria dovette adattarsi alla concorrenza televisiva: i film messicani erano

di genere, poveri e girati in fretta. Il governo messicano fu contro l'industria

cinematografica per decenni, ma durante gli anni ‘70 e ‘80 l'atteggiamento dello stato

cambiò molto bruscamente. Nel ‘75 il governo comprò le principali strutture

cinematografiche favorendo lo sviluppo del cinema d'arte. Alla fine degli anni ‘70 il

governo si spostò verso destra quindi gli investimenti si rivolsero solo ad una parte dei

progetti di prestigio, portando in questo modo la diminuzione della produzione.

All'inizio degli anni ’80 la situazione migliorò. Il Messico divenne un luogo a buon

mercato per le produzioni statunitensi di successo e per la sexy commedia, un genere

ispirato ai fumetti popolari. Nel 2000 il Messico era il settimo mercato cinematografico

del mondo, anche se i film messicani ebbero poca risonanza all'estero. Nel 2005 il

governo introdusse nuovi incentivi per la produzione che furono molto efficaci negli

anni successivi e consentirono di realizzare film commerciali più vicini al modello

hollywoodiano e molti più film con intenti artistici. Del Toro e Cuaron sostennero il

cinema nel loro paese producendo film messicani particolari che richiedevano anche

nuovi fondi al governo.

Cuba: cinema della rivoluzione

Cuba rappresenta il simbolo della rivoluzione. Nel ‘59 fu creato l'”Istituto cubano del

Arte y Industria cinematograficas”. Negli anni ‘60 nacque un’industria cinematografica

su grande scala. I maggiori registi erano Espinosa, Gutiérrez Alea e Solas: avevano

elementi di contatto col Neorealismo e la Nouvelle Vague. Il cinema d'arte era visto

con episodi fantastici, un montaggio ellittico, il collage e l’animazione. Il cinema era

politicizzato più utilizzando le tecniche moderne. Si veniva a creare un cinema politico

accessibile dove si alternava la finzione al documentario. Lo stile documentaristico

aiutava a comprendere le tecniche visive più audaci. Tra il 1972 e il 1975 ci fu

l'abbandono della sperimentazione. A metà degli anni ‘70 il cinema cubano era

rispettato in tutto il mondo, erano capaci di far coesistere le confezioni del cinema

moderno con le forme narrative alle quali gli spettatori di massa non erano avvezzi.

Nei tardi anni ’80, a Cuba i registi cominciarono a rivolgersi al pubblico più giovane

ricorrendo alla commedia satirica, ma dopo il crollo del blocco divenne più isolata e la

censura più severa.

Cap 18.5

India

Appena convertiti al sonoro le case di produzione sfornavano moltissimi film; il

successo era dovuto alle sequenze musicali con canzoni e intermezzi di danza. I generi

erano soprattutto mitologico avventurosi, film sociali, ovvero melodrammi romantici

ambientati in epoca contemporanea con problemi legati al lavoro, alle casse e alla

parità sessuale e film devozionali dedicato alle biografie delle figure religiose. Nel ‘47

fu la stagione delle riforme dove si arriva all'indipendenza nazionale; il cinema divenne

così l'intermezzo urbano preferito. Nei primi anni cinquanta la censura sulle scene di

sesso e sul materiale politico era molto presente, i generi quindi preferiti erano le

commedie, i thriller e i melodrammi con risvolti sociali. I film indiani del dopoguerra

erano standardizzati, le trame erano romantiche arricchite da sotto-trame comiche,

con lieto fine e molto spesso con canzoni e danze. Anche i film più cupi non potevano

fare a meno della colonna sonora ibrida delle canzoni, cantate in playback. Il più

importante era Raj Kappor che portò avanti le nuove formule del cinema indiano. Egli

esaltava la virtù dei poveri e ironizzava sui ricchi incapaci, faceva descrizioni

melodrammatiche con erotismo e umorismo, padroneggiando un perfetto stile

classico. Alla fine degli anni sessanta il governo creò un cinema parallelo, al cinema

commerciale si unisce un cinema d'arte a basso costo: anche se non aveva molto

successo come le commedie sonore commerciali. Alla fine degli anni ‘70 aumenta

ancora la censura, il dissenso politico e i film controversi scomparvero. Negli anni ‘80 il

cinema divenne più precario a causa dei telefilm, delle cassette e la televisione via

cavo. Negli anni 2000 l'industria però fu riconosciuta dal governo indiano

raggiungendo un pubblico vastissimo.

Cap 18.6

Australia e Nuova Zelanda

Australia

All'inizio degli anni ‘70 si creò un’identità nazionale. Il Nuovo Cinema australiano

contemplava generi diversi, quelli di maggior successo erano quelli storici. Alla fine

degli anni ‘80 il cinema si avvicinò a quello hollywoodiano grazie all’utilizzo di star

internazionali.

Nuova Zelanda

La produzione rimase sempre sporadica, anche se negli anni ‘80 venne stabilito un

livello minimo di produzione. L'esportazione era per di più indirizzata ad un pubblico

d'elité: un modo per recuperare i costi sostenuti.

Cap 18.7

Giappone

L'industria giapponese era piuttosto solida con i generi di maggior successo molto

consolidati: i film sulle arti marziali, racconti di gangster, fantascienza, film catastrofici

e pornografia softcore. I film si alternavano a film sperimentali e film più accessibili; in

quegli stessi anni nasceva una generazione di registi che lavoravano velocemente a

poco: sviluppo di un cinema underground con registi formati dalla volgarità anarchica

di fumetti violenti (manga) e dalla musica heavy metal. I protagonisti delle storie

erano spesso motociclisti rockettari. Il gruppo di animatori emerse specializzandosi in

anime: cartoni animati di genere fantastico e fantascientifico, ispirati ai manga e pieni

di energia. Il successo del Nuovo Cinema giapponese si ebbe grazie alla situazione

industriale che fermò il calo degli spettatori. Gli indipendenti più importanti erano:

Naomi Kawase che era la maggior regista donna e Takeshi Kitano che trattava scene

brutali con intensità infallibile alternatole a tematiche favorite come lo sport e gli

scherzi con colori naif. Negli anni ‘90 il genere più popolare era l'anime con a capo

dell’industria il grande Miyazaki.

Cap 18.8

Cina

Nel ‘32 la lega degli scrittori di sinistra formò il “gruppo cinema” per esprimere le

proprie idee progressiste. Il primo importante film progressista fu “Chuncan”. Durante

la guerra civile la produzione continuava ad aumentare, alcuni abbracciavano la

guerra civile e l’era post-rivoluzionaria. Il cinema comunista giapponese invece

elaborava i generi popolari contraddistinti da un messaggio politico e dai cambiamenti

della linea governativa. Il realismo socialista era il modello adottato. Nella prima metà

degli anni sessanta aumentò la produzione e il pubblico; alcuni film consideravano le

minoranze, altri traducevano la minoranza con il corpo della nazione. Molti film

continuavano la glorificazione dell’individuo comune, la libertà di oppressione, la

scoperta del movimento rivoluzionario. Importante era anche il cinema rivoluzionario:

una tematica molto cara al regista “Mao”, che vedeva nei contadini senza istruzione i

cittadini rivoluzionari ideali, quindi era obbligo dei cittadini di essere rivendicati. Egli

mette al bando tutti i film stranieri, l'unico genere accettato erano le rappresentazioni

teatrali come il balletto tradizionale e i temi militari rivoluzionari. Nel balletto però le

donne erano stereotipate, sempre in punta con i fucili e pose aggressive. I dialoghi

erano semplici e i registi cinesi erano suddivisi in generazioni in base alle rivoluzioni

storiche:

la quinta generazione fu quella del 1982, rappresentata dai laureati all'accademia di

Pechino, le opere erano riconducibili al cinema d'arte europeo degli anni ‘60 e ‘70. I

film della quinta generazione erano realizzati in teatri di posa provinciali, influenzati

dal cinema europeo. La rivoluzione non era per stereotipi ma aveva una grande

profondità psicologica, le narrazioni erano complesse, il simbolismo ambiguo e le

immagini vivaci ed evocative. Si cercava di fare un'analisi dei problemi più che invece

affermare una linea politica sancita in precedenza. Gran parte dei film della quinta

generazione erano accusati di essere troppo scuri per i contadini, quindi furono

distribuite poche copie. I registi erano famosi all'estero, criticati invece in patria. I

registi della sesta generazione, inseguivano invece una personale idea di cinema e

riuscivano a evitare il controllo del governo. Si parlava di cinema illegale, che

abbandonava il sapore regionale, i costumi esotici, i paesaggi sbalorditivi e incentrati

sulla vita urbana, dinamica e moderna. Erano vittima della censura.

Cap 18.9

Cinema nell’Asia orientale

Nel ‘75 la metà dei 4000 film prodotti in tutto il mondo provenivano appunto

dall'industria locale che si sviluppava grazie agli investimenti americani.

Filippine

Il cinema risale al primo periodo sonoro. È documentato dagli anni ‘70. I film iniziano a

trattare i problemi sociali. Nell’86 iniziò un processo di liberazione, i film erano più

sperimentali ed erano ad opera di Lav Diaz, un minimalista che usava inquadrature

ampie.

Honk Hong

Sviluppato negli anni ‘50 grazie ai melodrammi familiari, versioni cinematografiche

dell'opera cantonese e film di arti marziali. Si girava in teatri di posa o in molti terreni

ampi per le riprese in esterni. I film di arti marziali di Hong Kong divennero uno

spettacolo affascinante, Zang Che fu il più famoso regista del genere. Bruce Lee

divenne veterano dello stile, sviluppò la moda in tutto il mondo: era l'emblema

dell'eccellenza delle arti marziali cinesi. Negli anni ‘80 il genere diminuì la produzione.

Famosi divennero i thriller polizieschi, le commedie e i film di autori sulla malavita.

Vennero rinnovati i generi popolari, un esempio fu il “Tsui Hark”: delle opere

abbaglianti e frenetiche, che avevano come sfondo le arti marziali, le commedie, il

melodramma e che prendeva spunto da Hollywood.

Taiwan

Producevano soprattutto film di intrattenimento a basso costo, molto propagandistici e

mediocri. Negli anni ‘60 i registi di Hong Kong furono persuasi a lavorare a Taiwan,

perché era più interessante trattare il panorama culturale mondiale. Nel ‘79 si sviluppa

una nuova cultura cinematografica, la macchina da presa era utilizzata in esterni per

sviluppare storie dall'andamento casuale con attori non protagonisti. I temi più

utilizzati erano le vicende autobiografiche e gli studi psicologici, trattando quindi delle

critiche sociali in maniera implicita. Le sequenze erano fantastiche e venivano utilizzati

molti flashback.

Yang: utilizzava immagini ad effetto, con un montaggio discontinuo e dei dialoghi

ridotti al minimo.

Hsiao-hsien: drammatizzazione dello stile cinematografico con campi lunghissimi e un

montaggio senza campo-controcampo.

Al pubblico oltreoceano veniva presentato un cinema artistico, dove gli americani

iniziarono a penetrare nel mercato con film di animazioni.

Corea del sud

Rappresentava il centro più attivo asiatico degli ultimi anni. Fu regolamentato negli

anni ‘70. La nuova generazione di registi risentiva dello stile di Hollywood e dello stile

giapponese. Il cinema coreano era facile da esportare. Gli altri paesi erano amanti

delle commedie, degli horror, dei polizieschi e dei film in costume, ma la Corea del Sud

utilizzava anche ambientazioni artistiche.

Sun-woo: diede un impatto erotico al cinema, infrangeva i tabù, utilizzava le

videocamere sulle persone di strada per fare le riprese. Riprendeva molto l’estetica del

mutuo, quella dei videogame e quella dei fumetti. Il cinema coreano sembrava

inarrestabile, con investimenti raddoppiati anche sulla vendita dei dvd.

Cap 19.1

Hollywood: tv via cavo

Le produzioni televisive erano ormai la fonte principale di introiti. La televisione via

cavo e quella satellitare incrementarono il numero dei canali. Ci fu un incremento

anche dei repertori dei film con l'utilizzo di videocassette che mettevano in

circolazione vecchi film. Vennero introdotti i dvd. dalla qualità dell'immagine e il suono

superiore. Furono accolti con molto entusiasmo. Alla fine dei film iniziarono ad essere

aggiunti materiali inediti e le sale divennero sempre di più digitali.

Cap 19.2

Concentrazione e consolidamento nell’industria

Nei primi anni ‘80 gli studios dovettero affrontare la concorrenza delle mini major: si

vennero a creare delle sinergie, ovvero delle compagnie cinematografiche che

potevano legarsi a case editrici e discografiche, o ad emittenti televisive. Le

compagnie facevano affidamento su produzioni a budget elevato, con star ed effetti

speciali, dando vita al merchandising, ovvero film attesi da molto tempo con annessa

la produzione e la commercializzazione di oggetti, gadget ad esso legati… Nel corso

degli anni ‘80 e ‘90 queste sinergie influenzarono il mondo hollywoodiano, basato su

attori famosi, storie semplici, ricche di humor, azioni mozzafiato, violenza e volgarità.

le mega produzioni erano estremamente costose, gli effetti speciali erano creati al

computer e potevano assorbire metà del budget, le star erano più professionali e

richiedevano un budget molto elevato ma allo stesso tempo assicuravano un tutto

esaurito all'uscita dei film. Alla fine degli anni ’90 molti film a budget medio servivano

a riempire la programmazione e a lanciare gli attori, sceneggiatori e registi. Gli agenti

avevano un ruolo importante, poiché mettevano in contatto i produttori e le star, i

registi e gli sceneggiatori.

Con lo sviluppo dell’industria vennero sviluppati alcuni metodi per poter contenere i

costi: spostare la produzione all'estero, come per esempio Toronto e Vancouver,

 location migliori di Los Angeles.

il product placement indiretto

 i Brand partnership, ovvero pubblicità usate nei film

 canzoni pop come colonne sonore con annessi video musicali

 merchandising

Le sale vennero rimodernate: i multiplex puntavano su grandi dimensioni, comfort e

organizzazione delle superfici.

Cap 19.3

Tendenze artistiche

Generi

Quasi tutti i film americani avevano scene di violenza, sesso e oscenità di linguaggio.

A partire dagli anni ‘70 ci fu una affermazione dei generi di exploitation come l'horror,

la fantascienza e il fantasy. I film erano inquietanti con effetti speciali all'avanguardia,

che si ispiravano a fumetti, serie tv, videogiochi. Gli horror continuavano a generare

buoni profitti; la commedia continua a registrare successi, come per esempio le

commedie romantiche con attori famosi; le parodie rappresentavano il trampolino di

lancio di talenti affermati ora; i thriller a sfondo criminale erano traboccanti di sesso,

delitti e tradimenti con serial killer e connotazioni morbose tipiche dell’horror; l’azione

e l'avventura erano generi classici tipo antichità e avventure di spionaggio.

Forme narrative

Si cercava di insistere sul fatto che le sceneggiature dovessero contenere tre atti,

ognuno con un numero di minuti preciso, un punto di svolta e un cambio d'azione

cruciale. Ali sceneggiatori era chiesto di iniziare con un momento di violenza o un

mistero. Si ricercava una maggior trasformazione del protagonista durante il film. Le

mega produzioni avevano trame lineari; invece quelle a budget limitato avevano più

innovazioni.

Colori

Nelle commedie, i direttori di fotografia usavano maggiormente le ombre e gli schemi

cromatici basati su tonalità di terra. Nei film drammatici, d'azione e di fantascienza si

utilizzava di più il grigio, il blu acciaio, il marrone e il nero. Nei film d'azione si

utilizzavano toni scuri e il fumo sul set, per risaltare le zone d'ombra con pellicole

vergini e l'uso di luce. L'utilizzo di colori e di luce a basso contrasto erano per lo più

per l’adattamento televisivo.

Cap 19.4

Stile per l’epoca del video

Dagli anni ‘80 ai 2000, i registi apportarono modifiche al continuity system degli anni

10. Convinti che le azioni e le immagini dovessero comunicare in movimento

attraverso stacchi e movimenti di macchina, il montaggio si velocizza in tutti i generi,

di conseguenza diminuiscono i piani sequenza. Negli anni ‘30 fino agli anni ‘60 c'era

più libertà di movimento sul set e i primi piani venivano eseguiti nelle scene clou.

(walk-and-talk). Negli anni ‘80 i primi piani venivano utilizzati più spesso, anche nei

dialoghi, per poi fare anche delle riprese dell'ambiente. (stand-and-deliver)

La continuità viene intensificata. La destinazione finale del film era la visione

domestica, i registi abbinavano la loro tecniche all’home video; con gli anni ‘80 si ha la

comparsa dei video assist che trasferivano l'immagine della macchina da presa su un

piccolo monitor, in modo tale da avere già una visione in anteprima del prodotto finito.

Fu introdotto il time code che venne utilizzato per sincronizzare la pellicola con uno o

più videoregistratori, il montaggio così facilitava il mixaggio e le registrazioni del

suono. Si passò al montaggio sul nastro a quello digitale dove sullo schermo appariva

l'anteprima del film. Il suono era fortemente direzionale e i rumori fuori campo

raggiungono consistenza. Durante il mixaggio venivano aggiunti riverberi e armonie

per accrescere l'orrore e la suspense. Vennero creati suoni inverosimili come il

commento musicale, per poter coinvolgere gli spettatori anche grazie ai nuovi cinema

multisala che avevano sistemi multipista. I registi esordienti si presentavano con

nuove opportunità, si dava spazio finalmente anche alle donne.

Ridley Scott and Michael Bay creavano progetti a basso costo ma che conferivano

personalità.

Stone aveva un cinema più impegnato con film enfatici e un montaggio frenetico.

Spike Lee si rivolgeva ad un pubblico di colore, sottolineando la necessità di agire per

risolvere i propri problemi.

I giovani registi erano desiderosi di affermarsi e quindi costretti a cimentarsi con film

di genere, sequel o remake, alcuni riuscivano a trovare un compromesso tra il proprio

stile personale e le esigenze del film evento. Un esempio era James Cameron che si

dedicava a film di fantascienza e fantasy. Si cimentò però volentieri anche ai sequel e

agli spin-off, infondendo adrenalina in ogni trama. Con Titanic trovò la formula del film

sentimentale perfetto, l'amore sfortunato tra l'eroina coraggiosa e il giovane eroe.

Un altro esempio era Tim Burton con una personalità molto originale e visionaria negli

anni ‘80 e ‘90. Iniziò ad occuparsi di animazioni e non smise mai di vedere gli esseri

umani come cartoni animati e pupazzi, perciò la diffusione degli effetti speciali risultò

funzionale al suo talento.

Cap 19.5

Nuova stagione del cinema indipendente

A metà degli anni ‘90 il film indipendente assunse un alone trasgressivo con “Pulp

fiction”. Alla fine degli anni ‘80 gli indipendenti producevano più film degli studios, i

finanziamenti venivano anche dalle emittenti televisive e parte del budget era dovuto

anche dalle prevendite delle videocassette. La promozione dei film si basava molto a

recensioni, festival stranieri e nazionali. Le produzioni indipendenti erano finanziate

dalle piccole major: new line cinema e miramax erano delle piccole società impegnate

sul cinema indipendente d'autore. Tuttavia, gli Studios avviarono una campagna

acquisti dove poter comprare alcune case indipendenti, che presero quindi il nome di

“dipendenti” in maniera molto sarcastica. Assorbendo il cinema indipendente, gli

studiosi potevano diversificare la loro produzione. Le strategie narrative dei film

indipendenti si fecero strada nei polizieschi, nelle commedie romantiche e nei thriller

psicologici; il cinema indipendente era più fiorente che mai. Nell'84 un film in bianco e

nero dall'aspetto sgranato e sbiadito dal ritmo lento, privo di star e caratterizzato da

una recitazione asciutta e distaccata, divvenne l'emblema del cinema indipendente e

di qualità. La trama era staccata in tre parti: inizialmente fu girata solo una parte, poi

però vennero aggiunte due parti in più. Il nome del film era “Stranger than Paradise”.

Questo film ricordava molto il cinema europeo d'autore degli anni ’60 e ‘70, c'era una

tendenza del cinema di dirigersi verso la complessità della situazione.

Hartley e Haynes avevano una grande sensibilità tipica del cinema d'autore, uno

stimolo all'immaginazione e alla sperimentazione degli stili. I film indipendenti della

off-Hollywood erano a budget contenuto e utilizzavano strategie narrative a soggetti

azzardati. Negli anni ‘90 la pietra miliare della off-Hollywood fu “Pulp Fiction” di

Tarantino: egli mise diversi ruoli in vetrina e tutti i personaggi emanavano un'aria

vissuta e annoiata; le loro storie si intrecciano, l'ordine cronologico degli eventi è

stravolto e i riferimenti a telefilm e show del passato sono disseminate ovunque nelle

scene di violenza esplicita. Molti registi indipendenti lavoravano a volte anche con gli

studios: un esempio era Spike Lee che si avvicinò alla commedia romantica classica,

con personaggi afroamericani e sempre con più espliciti riferimenti sessuali. Il cinema

off-Hollywood si rivolgeva anche a segmenti di pubblico che le major tendevano a

trascurare, come le minoranze gay e lesbiche degli anni ‘80-‘90. Il cinema a Hollywood

era privo di star e puntava su tattiche narrative del romanzo, un esempio erano i film

puzzle di Nolan che avevano trame che presentavano l'azione in ordine inverso dove

l’ultima scena diventava la prima e viceversa. “Memento” divenne così un modello

della off-Hollywood: da un lato attinge alle strategie del cinema d'arte, travolgendo gli

schemi temporali e dall'altro utilizza le convenzioni narrative familiari.

Il più datato degli autori della off-Hollywood fu Anderson, chiamato regista di attori

perché metteva in luce la bravura degli interpreti nei suoi film.

Gli Studios utilizzavano molti effetti speciali, i film d'azione e le commedie demenziali

e lasciavano da parte alcuni generi che vennero ripresi dai dipendenti come propri a

basso costo: il neo Noir più particolare e il film in costume. Tra il cinema indipendente

e il cinema di mercato, con l'arrivo del nuovo millennio si sviluppò il cinema “fai da te”

(DIY). Si parla anche di movimento mumblecore, ovvero film basati su lunghe e

farfugliate conversazioni sull'amore, sul sesso, sul lavoro e sulle vicende di ogni

giorno. La maggior parte era girata in digitale, velocemente e perlopiù improvvisando.

L'estetica era low tech e si prefiggeva di riprodurre la realtà in modo più fedele di

quanto facessero i film degli studios. Questi registi tentavano la strada del direct

marketing su internet, youtube e con la creazione e la distribuzione di trailer e promo.

Cap 20.1

Hollyworld

Hollywood si espanse sul piano internazionale anche grazie alle unioni con le

corporazioni straniere. La Disney era un modello per molti studios, poiché utilizzava un

grande merchandising, i gadget in tutto il mondo ecc: insegnò ad Hollywood a non

perdere di vista il mercato mondiale. Gli studios incominciarono ad ingaggiare registi

stranieri e ad organizzare tour mondiali. La creazione di film eventi e adattamenti di

bestseller, la collaborazione con paesi esteri, con le reti via cavo e satellitari,

permettono al cinema di espandersi capillarmente.

Jurassic Park fu un successo senza precedenti: fu concepito con l'intento di diventare

un successo globale. Svilupparono innovazioni tecnologiche che resero possibile la

creazione di dinosauri; i trailer che venivano rilasciati per la promozione del film, non

mostravano molte per poter creare più curiosità nel pubblico che verrà poi sorpreso in

sala.

GATT: accordo delle tariffe e del commercio per impedire di imporre dazi e

consentendo a tutti i paesi firmatari di competere ad armi pari sia per il cinema che

per la tv. Nei multiplex in tutto il mondo veniva raggirata la crisi del cinema, sfruttando

le analisi di mercato, accogliendo anche più film con ricambio veloce e proporre una

vastità nella programmazione. Le multisale puntavano molto sulle novità e sul lusso:

offrivano parcheggi, bar, negozi, snack e pop corn.

Cap 20.2

Nuovo cinema internazionale

Europa occidentale e Asia si divisero tre quarti dei profitti esteri di Hollywood, creando

così delle alleanze commerciali. Quando un film europeo veniva distribuito all'estero,

in genere era destinato a sale d’essai. Poteva avere una diffusione maggiore si era in

inglese e godeva di supporto di una casa di produzione nordamericana. Inoltre, un

altro elemento favorevole erano le star statunitensi.

Lars von Trier realizzò, per esempio, film globali scegliendo di girare in inglese ma

rifiutando finanziamenti americani. Nel ‘95 Von Trier e Vinterberg stilarono un

manifesto in cui invocavano il ritorno alla purezza del cinema; stipularono un insieme

di regole chiamato “voto di castità”:

i film dovevano essere on location usando oggetti di scena;

 la macchina da presa era a mano e il suono registrato in presa diretta;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo - DAMS
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecconimarta96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof De Pascalis Ilaria Antonella.

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