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Storia degli Stati Uniti

Land of opportunity

Colonizzazione delle Americhe

Colonizzazione delle Americhe: relazione con la terra di origine, confronto tra America Britannica (volevano civilizzare i popoli nativi) e America Iberica (mandato papale della Spagna come missione per evangelizzare ed occupare le terre). Da questo punto di vista troviamo delle analogie, così come l’applicazione di entrambe le parti del modello coloniale europeo (Granada e Irlanda). Tra le differenze troviamo invece la religiosità e l’economia: gli inglesi parlavano di pluralismo religioso e volevano costruire un impero del commercio, mentre la Spagna rifiutava alcune religioni e voleva prendersi tutte le ricchezze che offriva il territorio (argento).

Primi nuclei britannici di colonizzazione

  • Virginia (economia)
  • New England: padri pellegrini (insegnamenti evangelici), puritanesimo, Mayflower, Cape Cod, corporation

Terra di opportunità: mito dell’abbondanza, libertà morale e religiosa.

  • Middle Atlantic: olandesi nel 1624, fiume Hudson, Nuova Amsterdam (New York), assemblee elettive

Coloni del Nord America: gruppi non omogenei (londinesi, scozzesi, gallesi, sette religiose, tedeschi...). Solo nel 600/700 l’America si diversificò dall’Europa: non era più un’espansione dell’Inghilterra, si stava costituendo una realtà unica al mondo. C'era chi credeva che gli americani fossero il popolo eletto = nuova Gerusalemme, terra promessa, governo teocratico (Roger Williams contro queste cose).

Anticattolicesimo: colonie nordamericane; cattolici a Maryland nel 1632, vennero però successivamente esclusi o limitati: leggi anticattoliche, “papismo”.

Ebrei: Nuova Amsterdam, commercio, pregiudizi, molte proibizioni che sparirono però prima che in Europa. Naturalization act: cittadinanza britannica nel 1740 a coloro che risiedevano da 7 anni nelle colonie.

Nativi: destino più drammatico, discendenti di immigrati mongoli dall’Alaska. All’inizio integrazione e scambio, poi distruzione dei nativi (erano stati decimati dal momento dell’arrivo al 1800 per vari motivi).

Africani: trasportati dalle navi negriere e usati come schiavi, piantagioni, sottomissione legittimata (minorità intellettuale). La più grande migrazione forzata: gli inglesi fondano la Royal African Company nel 1672 = grande tasso di mortalità, diversa schiavitù tra nord e sud (molte piantagioni).

Una rivoluzione per la libertà e la democrazia?

Secolo XVIII: trasformazione demografica delle colonie, superficie e popolazione raddoppiarono grazie all’assenza di epidemie e al flusso di arrivi dall’Europa. Società dinamica e mobile. Scoto-irlandesi nel New England e poi Pennsylvania. Aumento del reddito pro capite tra il 1720 e il 1775 grazie a: nuove tecniche produttive, prezzo dei beni più alto di quello delle merci che acquistavano, aumento del capitale disponibile, successo economico.

Anni 30 del 700’: Grande Risveglio (Great Awakening), risveglio religioso, stato di esaltazione, nati con la Riforma, esibizione pubblica della religione. I revival erano anti-illuministi, nesso tra America e l’idea di un suo destino eccezionale. Ministro Jonathan Edwards: una particolare missione affidata da Dio. Guerra dei 7 anni: Inghilterra vittoriosa, vengono posti dazi doganali e tasse; Stamp Act: prima forma di tassazione diretta = provoca diverse reazioni: organizzazioni segrete, Congresso dei rappresentanti delle colonie a NY.

Le colonie trovavano rappresentanza nelle assemblee locali e non nel parlamento di Westminster: nasce allora “No taxation without representation”. “Leggi Townshend”: dazi di importazione che scatenano il “massacro di Boston”. Legge su tè: 1773, Boston tea party. 1774: primo Congresso continentale poiché la madrepatria sembrava aver tradito i suoi sudditi d’oltreoceano. Edmund Burke; articoli e pamphlet che fecero circolare l’idea di una rivoluzione. Thomas Paine: la costituzione doveva essere antecedente al governo; scrittore, battaglia politica. John Adams: il miglior governo doveva essere repubblicano; istituire assemblea rappresentativa.

Congresso di Filadelfia: invita le colonie a costruire governi indipendenti nel 1776; il 4 luglio approva la Dichiarazione di indipendenza con commissione di 5 membri (Jefferson). Documenti indipendentisti, uno dei testi fondanti della modernità politica. Testo ispirato a Locke, Montesquieu e al giurista svizzero Emer de Vattel (diritto all’indipendenza). Fu il primo sintomo di sovranità. Quattro ondate di dichiarazioni: 800, rivendicazioni, anticolonialista del dopoguerra, mondo post-bipolare.

Conflitto armato: era iniziato l’anno prima della Dichiarazione, durata di 6 anni. George Washington a capo dell’esercito dei coloni = era un ricco proprietario terriero, poi capo dell’esercito rivoluzionario. All’inizio molte sconfitte per Washington, territorio molto vasto da controllare per gli inglesi; infine Charles Cornwallis (generale inglese) si arrende a Yorktown = fine della rivoluzione americana. I rivoluzionari miravano prima di tutto al potere, l’ideologia principale era quella della libertà, ma ci furono delle contraddizioni: schiavi, specialmente nel sud. La schiavitù era vista come un modo per avere l’autonomia economica nel paese.

Elaborazione costituzionale

Tappa storica fondamentale. Molte colonie avevano approvato delle loro costituzioni (Costituzione della Pennsylvania).

Articoli di Confederazione: carta fondativa del Congresso nel 1776-77 = funzionava come un congresso di stati sovrani; potere centrale che si occupava di politica estera e di difesa; mancanza di coordinamento.

1786: riunione straordinaria degli stati convocata dalla Virginia per trattare i problemi commerciali di interesse comune. Assemblea a Filadelfia nel 1787 = 55 delegati che istituirono una Nuova Costituzione: la confederazione diventa una Federazione di 13 stati. I padri fondatori della nazione erano bianchi, cristiani-protestanti, di condizione agiata, elevato livello culturale.

Suddivisione tra Federalisti, favorevoli al governo nazionale, e gli antifederalisti, che sostenevano lo status quo. A Filadelfia prevalsero i primi.

La nuova nazione = si stava formando un nuovo paese senza una tradizione alle spalle; popolo-nazione che voleva il bene comune; costituzione con un equilibrato sistema di ingegneria costituzionale nella quale si fondavano i principi di Montesquieu. Altro concetto fondamentale è quello di virtù (interesse pubblico).

La carta disponeva dunque di un sistema di suddivisione dei poteri in maniera equilibrata. Un esecutivo efficiente: potere centralizzato con i classici poteri di orsa, spada e regolazione del commercio.

Elezioni

Popolare indiretta dei Grandi Elettori. Il Congresso aveva 2 camere: camera dei rappresentanti (membri scelti dal popolo ogni 2 anni) e un senato (2 membri per ogni stato). Il presidente ha mandato di 4 anni senza limiti di rieleggibilità e può decadere solo se è presente l’impeachment; è il comandante dell’esercito, della marina e delle milizie locali e doveva nominare i giudici della Corte Suprema e i funzionari. Altro strumento del presidente era il veto;

Potere giudiziario: esercitato dalla Corte suprema.

Limiti della Costituzione del 1787: donne, nativi, schiavi neri, suffragio universale non garantito, schiavitù non proibita.

La Costituzione diede vita al “popolo” degli USA divisa in: indiani, “altre persone” (schiavi) e il popolo.

Una grande Repubblica

Dopo la convenzione di Filadelfia, gli stati dovevano decidere se approvare o meno la Costituzione: dibattiti vari, difesa della costituzione federale di Alexander Hamilton, Madison e John Jay. Hamilton credeva nell’unione per evitare guerre fra gli stati (Montesquieu). Madison sosteneva che una Repubblica poteva garantire meglio le libertà americane, regime politico basato sul sistema della rappresentanza, potere su un territorio più ampio. Gli Antifederalisti al contrario vedevano nella Costituzione l’importazione di un modello europeo di stato e quindi bisognava proteggere l’autonomia dei governi locali. Patrick Henry: disse che solo all’interno degli stati intesi come piccole repubbliche sarebbe stato possibile avere istituzioni democratiche. Antifederalismo plebeo e populista: solo espressioni locali. Venne però approvata la Costituzione federale in diversi stati: Washington eletto come primo presidente, Jefferson segretario di stato ed Hamilton al Tesoro. Schieramenti Jeffersoniani verso Hamiltoniani. Hamilton: sviluppo industriale del paese per renderlo indipendente, difendeva l’industrializzazione, incentivare gli artigiani.

Jefferson: antifederalista, si oppose all’ampliamento dei poteri centrali e difendeva gli interessi locali. Accettò la Costituzione ma non ne fu entusiasta. Proprietario di schiavi, atteggiamento paternalistico e pregiudizi sui neri. Scrisse “Note sullo stato della Virginia”, esaltava l’America rurale e credeva in un’America cristiana, con individui liberi e basata sul lavoro. Era sostenitore della flessibilità costituzionale e riteneva indispensabile una dichiarazione dei diritti. Nacquero quindi i Bill of Rights: 10 emendamenti approvati nel 1791 (libertà di stampa, di riunione, di detenere un’arma). Primo: libero esercizio di culto, stampa e parola (spesso tradito) = legge sulla sedizione che limitava la libertà di espressione.

Rivoluzione Francese: Benjamin Franklin, chi era contro (Adams e Hamilton) e chi pro (Jefferson). 1796: Washington termina il suo ultimo mandato e lascia con un discorso di addio (testo sacro della nazione “Farewell Address) attraverso i giornali. In essa esortava il suo paese a non essere coinvolto dai contrasti dell’Europa.

John Adams: secondo presidente; Thomas Jefferson: terzo presidente, 1800. Finiva l’era federalista e si affermava il partito dei democratici-repubblicani (per due decenni). Rivoluzione del 1800.

Nasce un nuovo potere centrale: la Corte Suprema, dove Marshall istituì il sindacato di costituzionalità, esteso poi ai singoli stati = potere immenso per la corte suprema. Continua l’espansione della superficie del paese. 1790: rinnovamento sistemi di comunicazione= turnpikes, strade pavimentate a pagamento. Introduzione di nuovi sistemi di finanziamento. La prima Banca degli Stati Uniti: concepita da Hamilton su modello di quella d’Inghilterra, nasce come società per azioni. Interferenze degli inglesi: altre guerre con l’ex madrepatria dal 1812 al 1815 dove vinsero gli americani. Iniziano così le repressioni contro gli indiani (Andrew Jackson). Molti neri vennero però liberati = nasce la American Colonization Society (Madison e Monroe). 1808: elezioni vinte da Madison, contrario alla politica di Hamilton. Toccò poi al mandato di Monroe, che si occupò di politica estera = dottrina Monroe: gli USA non dovevano accettare nessun intervento europeo; egemonia statunitense sull’America Latina.

La democrazia della frontiera

Primo decennio dell’800: grande espansione demografica e territoriale per gli USA con 17 nuovi stati Migliorano così le comunicazioni: strade, battelli a vapore (simbolo dell’epoca), canali, rete ferroviaria (la più innovativa), pony express, ferrovia transcontinentale. Nacquero anche la stampa e il telegrafo.

Intreccio tra oligarchie private e l’azione federale: il governo centrale concede land grants, si impegna contro gli indiani, apre strade e ponti, introduzioni in campo agricolo e industriale = linea politica “neo-hamiltoniana” con Henry Clay come più grande sostenitore.

Immigrazione crescente: irlandesi, tedeschi, francesi, inglesi, cinesi = società multietnica (novità). Il cattolicesimo era visto però come minaccia, nacquero anche movimenti nativisti (Know Nothing). Segregazione di cinesi e messicani.

Conquista dei territori a Ovest: all’inizio spopolato poi fattorie e piantagioni. Nasce il mito del Far West che divenne il simbolo dell’America autentica (Walt Whitman) poiché l’influenza dell’Europa era assente e la natura era ancora predominante, la parte più democratica, diffidente anche nei confronti dell’est. Si inizia quindi ad utilizzare il termine “Frontiera” per indicare i territori al confine della civiltà, era qualcosa di cultura e morale più che geografico.

Trascendentalismo: esaltazione dell’individuo nei suoi rapporti con la natura e la società; Ralph Waldo Emerson, il suo maggiore esponente, si ispira a Kant (trascendentale) e parla di self-reliance. Henry David Thoreau diceva invece che l’uomo aveva una natura divina ed esaltava la vita primitiva e di frontiera e andava contro il lusso. Diffusione di romanzi del West: Buffalo Bill. La realtà del West era però un’altra: latifondi, povertà anche se si credeva che gli USA avessero una missione assegnata da Dio incarnata nel West: “Destino manifesto” di O’Sullivan. Messico: si contendeva il Texas con gli USA; annesso poi nel 1845 = guerra tra Messico e Usa che si conclude con nel 48 con il trattato di Guadalupe Hidalgo con il quale il Messico perse molti territori. Scoperta dei giacimenti di oro nel grande deserto americano: 1849 in California; nacque la corsa all’oro. Grandi Pianure: allevamento di grandi mandrie e cowboy (spagnoli). Subito dopo nacquero le fattorie e i ranch. Politica di aggressione nell’ovest nei confronti di indiani e minoranze. Massacro di bianchi nel West da parte degli indiani delle pianure. Massacro anche di indiani: Black Kettle e il colonnello John Chivington. L’Utha dei mormoni entra negli USA.

La democrazia jacksoniana: partiti e leadership carismatica

Andrew Jackson diventa presidente nel 1828: si sviluppa la democrazia moderna americana, cambiamento epocale. Jackson incarna le contraddizioni della sua epoca: era democratico, un self-made man, scoto-irlandese, uomo di affari. Con la sua presidenza tramonta il periodo delle élite e cambiò anche il modo di fare campagna elettorale: gadget, screditare l’avversario. Si avvia un processo di “democratizzazione” da parte degli stati e nel 1828 la scelta dei grandi elettori spettava ai cittadini.

Democrazia: nasce dai seguaci di Jackson, il moderno partito democratico degli Usa, partito della gente comune, contro le élite politiche ed economiche. All’opposizione troviamo invece il Partito dei Whig (nome che si ispirava alla corona), del nord con leader Henry Clay e Daniel Webster. Nascono così i primi due partiti di massa americani. Entrambe le fazioni mobilitano la popolazione con volantini, riunioni e reti organizzative permanenti: c’era infatti l’apparato di partito che doveva scegliere i candidati (e sostituiva i caucus dei jeffersoniani e federalisti). I grandi elettori si impegnavano a sostenere il ticket e il voto popolare finiva per determinare direttamente il presidente. Rimanevano però ancora escluse dalle elezioni donne e uomini non bianchi e l’ostilità nei confronti dei “papisti”.

Contraddizioni della democrazia: idea del primato, libertà del singolo, contro l’espansione dei poteri di governo a Jackson utilizzò i suoi poteri in modo spregiudicato. Nasce anche lo spoil system (sistema delle spoglie). Jackson venne rieletto nel 1832 e vinse anche la battaglia contro la Banca centrale. John O’Sullivan: “Democratic review”. Egli fondò la sua rivista per consolidare il movimento jacksoniano. Per O’Sullivan la democrazia assumeva diversi connotati positivi, tra cui l’idea che rappresentasse la cristianità terrena. Oppositori della presidenza Jacksoniana: Henry Clay, Daniel Webster (avevano paura si trasformasse in una nuova forma di dittatura) e John C. Calhoun, il quale criticava le moderne trasformazioni della politica e la demagogia del presidente.

Alexis De Tocqueville: scrive “Democrazia in America”, opera molto famosa e che parlava di una democrazia diversa. Onnipotenza della maggioranza negli Usa: dettava legge nonostante la società democratica; dispotismo democratico; Religione: secondo grande risveglio negli anni 40, si diffusero le denominations. Del problema delle donne e degli schiavi non se ne occupò invece nessuno.

Mobilitazione totale e nazionalizzazione dell’America

Grande sviluppo del sud a metà 800: coltura del cotone, schiavismo in aumento, molte famiglie di piantatori controllavano la società sudista, legata alla politica jeffersoniana. Il Nord era invece protezionista, più hamiltoniano; movimento abolizionista della schiavitù (“La capanna dello zio Tom”). Nel nord il problema era però la mancanza di comunicazione tra le parti, al sud invece si era sviluppato il concetto di comunità. Scontro Nord-Sud: motivazioni economiche, 1820, ammissione del Missouri nell’Unione che porta alla nascita del Maine “Compromesso del Missouri”. Crollo del partito dei Whig: avevano vinto le elezioni nel 40 e nel 48 ma col tempo si spezzò l’unità interna. Free Soil Party: 1848, esprimeva gli interessi dei coloni dell’Ovest. Da questo e i resti dei Whig nacque il Partito Repubblicano nel 1854. Il messaggio repubblicano parlava di indipendenza lavorativa, antischiavismo (lavoro libero), sentimenti anticattolici e ostili all’immigrazione. Troviamo in questo partito i “conservatori” che erano contro i “radicali”. Troviamo i repubblicani soprattutto nel nord e nell’ovest mentre il Partito Democratico a sud e nei ceti popolari.

“Anglo-conformity”: appoggiata dai repubblicani perché i pregiudizi razziali esistevano anche qui, infatti si proclamavano come partito dei “bianchi”. Stephen Douglas: esponente democratico molto popolare il quale propose una sorta di sovranità.

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Scienze politiche e sociali SPS/05 Storia e istituzioni delle americhe

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