Regnanti di diritto o di fatto
Confini incerti della regalità femminile
Fin dalle civiltà antiche (non solo greco-romana e giudaico-cristiana ma anche indoeuropea) viene attribuito un ruolo subalterno alle donne in virtù della divisione funzionale derivante dalla sfera biologica. Le personalità femminili sulla scena pubblica sono considerate fatti eccezionali: virilizzazione o santificazione delle donne (vergini combattenti o pie matrone).
I casi di donne che hanno esercitato il potere in Europa hanno in comune il fatto di essere stati resi possibili da situazioni di instabilità politica. In ogni caso la posizione di rilievo delle donne nel mondo feudale dipendeva dalla forza del loro lignaggio. Nell’organizzazione feudale introdotta dai Carolingi alcune circostanze potevano portare le donne ad assumere ruoli di rilevanza politica → non si escludeva che in assenza di maschi adulti le donne potessero assumere funzioni di comando.
Spesso, come nel caso delle regine longobarde, erano viste come portatrici di regalità e dunque garanti di continuità e stabilità per evitare conflitti di successione → dal nono e decimo secolo si infittisce la presenza di donne al potere, in concomitanza con il riconoscimento dello status delle regine (consacrate come consortes regni). La posizione delle regine non era solida perché i matrimoni potevano essere annullati dalle autorità ecclesiastiche con grande facilità, con pretesti di sterilità, infedeltà, cattivo carattere e scarsa avvenenza.
Consortes regni e amatissime madri
Inizio XI sec: adottata stabilmente la primogenitura → le regine, in quanto madri del futuro re, non vengono più scelte di basso rango (per evitare che le loro parentele fossero una minaccia) ma dalle principesse più regali, e hanno un loro rituale di consacrazione e incoronazione personale → regina considerata come consors regni: prima di Engelberga, moglie dell’imperatore longobardo Ludovico II (866), il termine aveva solo valore politico e ideologico, mentre con lei assume il fondamento di un istituto giuridico relativo all’esercizio del potere politico insieme al marito.
La nipote dell’imperatore bizantino Teofano fu onorata dal marito Ottone II (imperatore S.R.Impero) del titolo di coimperatrix e venne incoronata solennemente dal papa. Se le regine ebbero opportunità nelle dinastie ottoniana e salica ciò era basato sulla forza di singole individualità → in particolare il ruolo di “amatissima madre” permise loro di assumere il titolo di reggenti in funzione dei figli maschi minorenni.
La figura di Matilde di Canossa
Nella cronachistica italiana dipinta prevalentemente in positivo, ma sempre in una figura stereotipata di donna superiore al suo sesso, virilizzata e santificata → sebbene fosse stata sposata più volte le vengono esaltati i suoi valori di castità e la sua dedizione assoluta alla causa del papato contro l’imperatore nella lotta delle investiture. Era forte la convinzione che la capacità militare e violenta delle donne potesse essere suscitata solo dalla volontà divina → per elogiarla ricorso a figure mitiche e bibliche (lontane nel tempo) piuttosto che ai precedenti più allarmanti e vicini dell’impero bizantino, dove il potere femminile è affermato dall’età tardoantica (imperatrice Irene nel 780 assume la reggenza per il figlio Costantino VI e poi continua a regnare dopo averlo deposto).
Al contempo Matilde fu oggetto di malevole diffamazioni: potere mostruoso in quanto usurpazione dell’autorità maschile, stereotipo della donna dissoluta e debole per natura (luoghi comuni misogini). Spesso le donne al comando venivano descritte come prostitute che usavano il loro corpo per ottenere un potere illegale e funesto → rigide regole per il comportamento femminile (vescovo Bonizone di Sutri: divieto di comandare truppe e giudicare i reati, attività proibite da leggi divine e umane), si tenta di impedirne l’accesso alla proprietà e al governo. Bonizone, difensore di Matilde, ammette che le donne possono eccezionalmente governare ma solo provocando enormi danni ai sudditi, come Cleopatra e le regine franche e longobarde.
La storia di Matilde suggerisce che i ruoli di genere tra XI-XII secolo fossero ancora flessibili, almeno in tempo di conflitti, poi ci si aspettava che le donne tornassero al loro posto. Gradualmente le donne in armatura vengono considerate contro natura. Si fa ricorso a riferimenti biblici per screditare la loro natura debole → una donna non sottomessa all’uomo viola le leggi di natura, i comandamenti delle scritture e dell’apostolo Paolo, che definisce l’uomo il capo della donna come Cristo lo è della chiesa.
La successione femminile
Eleonora d’Aquitania “regina delle due nazioni”
Alla morte del padre diventa duchessa di Aquitania e Guascogna e contessa di Poitiers. Sposandola al figlio del re di Francia Luigi VI, suo padre si era assicurato di allargare i confini del regno di Francia con i propri domini (anche se il ducato rimane indipendente dalla corona) → presto diventa regina di Francia con Luigi VII ma non viene mai accettata dalla corte francese e la coppia non va d’accordo. Lei lo segue nella seconda crociata e si mette alla testa dell’esercito dei vassalli aquitani, contravvenendo agli ordini ed eclissando la personalità del sovrano → accuse di carattere sessuale non tardano: accusata di una relazione con lo zio e con il suocero.
Biografie di Eleonora sono un concentrato di luoghi comuni che solo negli ultimi anni la storiografia ha tentato di decostruire → mito della sfrenatezza sessuale. Consanguineità degli sposi all’origine della progenie maledetta di Enrico ed Eleonora: caduta in disgrazia dei Plantageneti e lotte familiari fatte risalire all’incesto (tema ricorrente nella cronachistica medievale). Nel 1152 matrimonio nullo per consanguineità (figlie comunque legittime): Eleonora ottiene tutti i possedimenti precedenti, indebolendo la dinastia reale e rafforzando la propria posizione internazionale → sposa Enrico II e diventa nel 1154 regina d’Inghilterra ma il figlio ed erede al trono Enrico il Giovane organizza una ribellione, da lei appoggiata, e con la loro sconfitta viene arrestata, rimanendo per 15 anni in carcere.
Nel 1883 anche la seconda ribellione con l’aiuto del re di Francia fallisce → Eleonora viene liberata dal figlio Riccardo Cuor di Leone, divenuto re alla morte del padre nel 1189. Governa in suo nome durante la terza crociata e aiuta il successivo re Giovanni Senza Terra nel governo con frequenti missioni diplomatiche → quasi ottantenne, d’inverno, la manda in missione in Francia per scegliere una sposa per il re Filippo Augusto tra una delle sue nipoti (figlie di sua figlia Eleonora). Viene scelta Bianca, che sposa l’erede Luigi il Leone in Normandia (sovranità inglese) che si rivolta contro Giovanni. Bianca diventa regina di Francia nel 1223 e alla morte di Luigi VIII durante la lotta contro i catari e, con l’incoronazione di Luigi IX, per volontà testamentaria del re assume insieme al figlio minore l’amministrazione autonoma del regno (no reggenza).
La quenouille e la legge salica
Nel 1316 la Francia rischia per la prima volta dopo secoli di non avere eredi maschi al trono (tomber en quenouille), evento presentato come catastrofico soprattutto per le pretese dei sovrani inglesi che tentavano (forti dei feudi di Eleonora d’Aquitania) di unificare le due corone. Giovanna, figlia di Luigi X l’Attaccabrighe, viene privata del diritto alla corona di Francia e Navarra, che passano allo zio reggente, che diventerà Filippo V il Lungo re di Francia e Navarra → condanna di illegittimità resa possibile dalla condanna postuma dei costumi sessuali di sua madre Margherita di Borgogna.
Alla morte di Filippo viene nuovamente ignorata la successione di Giovanna e viene incoronato l’altro zio Carlo IV il Bello, che neanche lascia eredi maschi. In queste crisi di inizio 300 il ricorso alla legge salica non si basa su principi misogini bensì sulla necessità di rafforzare l’istituzione monarchica (passaggio da dinastia capetingia a Valois con Filippo VI e fondare la legittimità del diritto del re alla corona su principi incontestabili → dal pensiero dei giuristi, rivolto al bisogno di assicurare continuità e stabilità politica, più tardi si sviluppano le leggi fondamentali del regno (1407) basate sull’idea della perennità della monarchia (primogenitura e istantaneità della successione: il re è morto, viva il re).
Legge salica non è solo negativa per le donne: si consolida la posizione delle regine vedove, destinate per legge come reggenti dei figli minorenni.
La lupa di Francia
Isabella è l’unica superstite dei figli di Filippo il Bello e Giovanna di Navarra: sposa il re inglese Edoardo II ed è madre di Edoardo III, che si contende con Filippo VI il trono francese. Mentre è in viaggio in Francia per una missione diplomatica inizia una relazione con Roger Mortimer (leader dei baroni ribelli al re inglese) e con il suo aiuto depone il marito Edoardo III (omosessuale) con un colpo di Stato, diventando reggente per conto del figlio. Dipinta come pericolosa femme fatale manipolatrice.
Regine cattive, regine buone
Dal 1400 si riducono le possibilità delle donne di acquisire posizioni di comando a causa...
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