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Norbert Elias: la società di corte

Introduzione alla sociologia della corte

Elias affronta lo studio della corte da un punto di vista dichiaratamente sociologico, una disciplina che permette di tralasciare molto altro per concentrarsi su una tesi specifica. Nella società del 1600-1700, l'epoca delle corti, prevale una struttura economica mercantilista e una struttura statale assolutista. Dal punto di vista dell’organizzazione e amministrazione del potere, è l'epoca del patrimonialismo. La società è fondata su un ordine gerarchico distinto da quello medievale, poiché la monarchia ha preso il sopravvento sui nobili, alto clero e alta burocrazia. Le conseguenze di questa organizzazione si vedono anche nel simbolismo delle abitazioni: nessuno deve osare costruirsi una casa superiore a quella del re.

I rapporti di interdipendenza nella società di corte

La sociologia della corte è sociologia della monarchia, in quanto la struttura sociale della corte (centro della vita sociale) è dominata da rapporti di interdipendenza. Il re ha bisogno di controllare lo status sociale dei nobili, inserendoli necessariamente nel proprio sistema di relazioni, la corte. Dall’altra parte, i nobili, per mantenere il loro prestigio, devono necessariamente inserirsi in quel sistema e, stimolati da un sistema di competizione sociale interna, mantenere e cercare di elevare il proprio status sociale attraverso il loro posto nel cerimoniale dell’etichetta e attraverso i favori del re, elemento essenziale per non cadere in rovina.

I rapporti sociali a corte e nella società di corte sono uno strumento per carriera e autoaffermazione, mezzo di ascesa e discesa, adempimento obbligatorio di esigenze e imposizioni sociali. Nella società dei ceti assolutistica, alle diverse gradazioni di nobiltà non corrispondono sempre reali funzioni di potere: la volontà del re è essenziale per stabilire il destino di una famiglia aristocratica, dunque l’apparenza come espressione di status e il mantenimento di un comportamento favorevole al re sono essenziali per la sopravvivenza stessa della nobiltà di spada.

Le relazioni tra cortigiani e tra re e cortigiani (parte di una formazione) si ripetono nel tempo per molte generazioni perché la stessa formazione della corte esiste e si alimenta grazie al sistema di interdipendenze multipolari (presente in tutte le società differenziate: dipendenza da rivali così come da alleati). Sono fenomeni sociali da trattare non come formazioni di individui ma come fenomeni al di là e al di fuori degli individui.

La teoria sociologica delle interdipendenze prende le mosse dal presupposto che ogni uomo sin dall’infanzia è influenzato dalla rete di interdipendenze in cui cresce e in cui si sviluppa la sua autonomia individuale. C’è comunque un margine di libertà (concetto metafisico/romantico) opposta al determinismo.

Struttura e significato delle abitazioni nobiliari

In un primo tempo la corte era solo l’enorme casa (con annessa amministrazione domestica) dei re francesi e i loro familiari, con spese addebitate al regno di Francia (Maisons Royales). Il carattere patrimoniale dello Stato, il cui organo centrale è costituito dalla casa/corte del re, si collega al dominio del re in quanto capofamiglia nella sua casa. In periodo assolutista, la maison du roi si trasforma di pari passo alla crescita del potere regio: il suo culmine è la reggia di Versailles, che nella sua organizzazione degli spazi riflette le case nobiliari, in cui si riflette la precisa consapevolezza del proprio status e prestigio sociale. La casa è il mezzo esteriore per sottolineare le differenze sociali.

La differenziazione dei locali per la servitù dagli appartamenti padronali riflette la visione della società e dell’essere umano dell’epoca: i domestiques non sono considerati alla pari dei nobili, creando una tensione tra costante vicinanza spaziale e rigorosa distanza sociale. La disposizione degli spazi riflette anche i rapporti di genere tra marito e moglie, che in sostanza potevano condurre vite separate limitando al minimo gli incontri per dovere di rappresentanza. Non esisteva il concetto di famiglia borghese: il rapporto ufficialmente legittimato tra uomo e donna si esprime solo nel concetto di casa. Per l’aristocrazia, il matrimonio serve a perpetuare la casa dell’uomo in modo consono al suo rango. Infine, l’interdipendenza con la società è rappresentata dalla disposizione delle sale di ricevimento, simbolo dell’importanza dei rapporti sociali come strumento di mantenimento dello status. Gli spazi sociali sono ripartiti tra appartamenti di società (cerchia più ristretta di amici, più intimità e comodità) e appartamenti di parata (incontri ufficiali, cerimonie).

Differenze tra etica professionale borghese ed etica di rango aristocratica

Le case nobiliari si distinguono dalle maisons particulière, case dei professionisti che servivano anche a esigenze professionali. Nelle case private, valori d’uso intrinseci come la comodità diventano l’elemento principale per la borghesia professionale, in concomitanza con l’etica del risparmio per il guadagno futuro (investimenti).

Per gli aristocratici, che disprezzano l’etica del risparmio e del denaro frutto del lavoro in quanto virtù della piccola gente, è d’obbligo apparire a seconda del proprio status, pena la revoca di ogni prestigio sociale e quindi del proprio posto nel mondo. Non sempre le entrate consentono il mantenimento di un certo stile di vita apparente, quindi frequente ricorso ai prestiti con conseguente potenziamento del ceto dei finanzieri (alta borghesia in ascesa con aspirazioni a nobiltà di spada). Moltissime famiglie vanno in rovina anche perché, sottolinea Montesquieu, la nobiltà di spada è interdetta legalmente a partecipare a un’impresa commerciale (disdicevole e disonorevole: conseguenza perdita del titolo e del rango). La regolarità con cui vanno in rovina le famiglie nobili non è espressione di mere debolezze individuali ma conseguenza del loro sistema di valori sociali.

Il fenomeno del lusso e delle spese frivole e sfrenate, su cui erroneamente si concentrano gli studiosi, è comprensibile solo alla luce della struttura sociale della corte in quanto totalità. Ciò che appare sperpero nell’etica economica borghese esprime in realtà etica di rango dell’aristocrazia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elib. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia culturale moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Negruzzo Simona.
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