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Imponevano leggi

Comunicontrollavano la Chiesa. Si veniva da un passato formato da entità politiche “sovrane”. Imponevano lingue. Definirono Stati. La Chiesa era diffusa in tutto il continente. Gli Stati imponevano la pace all’interno ed usavano la forza verso l’esterno per difendersi.

La nascita del sistema internazionale europeo

L’impero sacrale era ridotto all’area germanica ed aveva cambiato nome in “Sacro Romano Impero della Nazione Germanica”.

Con la pace della Westfalia (1648) finirono le guerre religiose europee e si cominciò a delineare un nuovo assetto, un senso di comunità.

Vennero create delle norme di diritto internazionale, nacque la diplomazia.

Nel sistema c’era una forte componente anarchica che portava a competizione e tendenza all'autoaffermazione.

La spesa militare era molto alta (dal 50% fino al 70-90%).

Azioni imprenditoriali e commerciali cominciavano a portare ricchezza e fecero sì che cominciassero a formarsi città, piccole repubbliche che, crescendo, assumevano sempre di più la forma di Stato.

Comunità e competizione tra il commercio

Soprattutto quello mercantile, aumentò gli scambi tra gli Stati, facilitandoli, anche se era complesso gestire monete diverse.

Stati: equilibrio o egemonia?

  • Inghilterra forte a livello marittimo.
  • Francia popolosa, produttiva, ma rivoluzionaria.

Nell’800 si formò l’idea di “grande potenza”, ovvero un gruppo di Stati solidi militarmente ed economicamente e grandi.

  • Impero asburgico ridimensionato ma solido.
  • Russia forte militarmente ed in modernizzazione.
  • Prussia piccola ma militarmente solida.

Ognuno dei componenti della “grande potenza” cercava di emergere e stabilire leggi per tutto il continente, specialmente Francia ed Impero asburgico.

Il trattato di Utrecht del 1713 cercò di stabilire un equilibrio.

I grandi Stati avevano rapporti anche con gli Stati islamici ed asiatici, con i quali alternavano scontri a intrecci culturali e commerciali.

Iniziarono anche le campagne di colonizzazione mondiale, soprattutto da parte di Inghilterra, Francia e Portogallo in Africa, India, Asia.

Sia la rivoluzione americana che quella francese e britannica influirono sull’equilibrio che si stava delineando.

La Francia venne ribattezzata “La Grand Nation” in quanto era la nazione politicamente più forte che riusciva a comunicare agli altri Stati l’importanza del popolo e della libertà del popolo rispetto al sovrano.

Solo Gran Bretagna e Russia potevano competere con la Francia.

L’età delle rivoluzioni e l’impatto della vicenda napoleonica

Napoleone, forte della sua potenza militare, puntava ad una continua espansione, ma le forze antinapoleoniche lo fecero “rientrare” nei suoi confini.

Si parlò di “legittimismo” per cercare di riportare equilibrio nel continente, di restaurare i sani principi che avrebbero evitato le guerre. Le guerre erano state scaturite proprio da rivoluzioni interne.

Gli Asburgo ottennero influenza in Italia e Germania.

La Gran Bretagna confermò il suo dominio extra-europeo.

Il Congresso di Vienna modificò l’assetto europeo. La Russia si avvicinò all’Europa centrale invadendo la Polonia.

La Prussia occupò delle zone del Reno, allo scopo di contenere la Francia.

Il Congresso di Vienna, oltre che pensare a risolvere il passato, pensava anche a migliorare il futuro.

Lo zar Alessandro 1° propose di istituire la Santa Alleanza dei sovrani cristiani europei, un gruppo formato dalle grandi potenze che aveva l’obiettivo di condividere decisioni, rispettarsi, aiutarsi a vicenda in un interesse comune.

Si cominciavano però a diffondere rivoluzioni costituzionali e liberali che minavano la stabilità degli Stati.

Nuovi movimenti culturali, linguistici e storici cominciarono a delineare maggiormente le identità nazionali, che scoprivano le proprie tradizioni storiche ma che portavano anche avanti ideali per il futuro.

Il “Concerto europeo” della prima metà dell’800

In questo “Concerto europeo” nel quale gli Stati dovevano sostenersi a vicenda, la Gran Bretagna era quella che più si opponeva, sostenendo che dovevano sostenersi solamente in caso di minaccia dei territori.

La gestione dell’ordine specialmente nelle colonie americane generò tensione, anche perché gli Stati Uniti cominciavano ad opporsi alla gestione coloniale europea.

Ci furono tensioni anche in Medio Oriente, la famosa “questione d’Oriente” relativa alla dissoluzione dell’Impero ottomano, dovuta allo scontro tra Russia e Gran Bretagna per la colonizzazione dell’area mediterranea che portava in Oriente a livello marittimo.

Le tensioni interne comunque proseguivano in Francia, Polonia, Belgio, Italia e Germania. Tutto ciò indebolì quindi il “Concerto europeo”.

A fronte dei processi di industrializzazione, delle modificazioni economiche e sociali, era necessario che lo Stato gestisse, guidasse gli Stati, sia nei confini nazionali che fuori da essi.

L’Europa “avanzata” centro settentrionale poté così espandersi nel molto anche nelle vecchie colonie “bianche”.

  • Australia.
  • Canada.
  • Globo, esplorando, conoscendo, instaurando rapporti e commerci.
  • Nuova Zelanda.
  • Hong Kong.
  • Aden.

L’Europa alla conquista del mondo: la “Pax Britannica” e la prima mondializzazione

  • Singapore.
  • Ci furono nuove “conquiste”.
  • Suez.
  • Costa d’Oro (Africa).
  • Bermuda (America centrale).

Queste nuove “conquiste” favorirono soprattutto la Gran Bretagna che poteva vantare basi strategiche un po’ in tutto il mondo.

La Gran Bretagna veniva quindi considerata una potenza asiatica più che europea.

Nel 1848, ad esclusione di Gran Bretagna e Russia, la crisi liberal-nazionale era forte in tutta Europa, ogni Stato lottava per la sua sovranità nazionale.

Cominciavano a comparire i primi contrasti tra diverse nazionalità che minavano le basi del sistema: Russia vs Francia e Gran Bretagna.

La guerra di Crimea (1853-1856) fu la prima guerra che vide contrapposte alcune grandi potenze europee, che appoggiavano la resistenza turca.

Ci furono 17 anni di guerra tra il 1854 ed il 1871, fortunatamente brevi e poco sanguinose.

Queste guerre portarono fine al controllo asburgico dell’Europa centrale e portarono all’unità in Italia e Germania.

Unificazione italiana 1861 grazie anche all’appoggio ideologico britannico.

Il trionfo degli Stati-nazione e la modificazione del sistema di Vienna

L’Italia entrava quindi a far parte delle grandi potenze, anche se era economicamente arretrata e militarmente debole e si posizionò così in un punto intermedio tra le grandi potenze e quelle piccole.

Le ambizioni italiane erano comunque non indifferenti e questo creò continue tensioni.

Forte demograficamente ed economicamente, la Germania, con Bismarck, il “Cancelliere di Ferro”, cominciava ad assumere un ruolo egemonico importante in Europa, più legata all’Austria che alla Russia.

Duplice alleanza.

La vittoria prussiana sulla Francia cominciava ad imporre una visione basata su lingua e razza più che sul consenso.

L’incertezza economica indusse a tendenze protezioniste.

Sulla scia del successo britannico, gli Stati puntavano ad estendere i propri domini. Questo comportò anche reazioni nei popoli “conquistati”.

La concentrazione territoriale crescente: protezionismo e nazionalismo alla fine del secolo

L’equilibrio europeo cominciava ad essere minato.

Tutto questo portò alla Grande guerra nel 1914, il primo vero conflitto tra potenze mondiali.

I nuovi mezzi tecnologici, ferrovia, telegrafo, ecc., cominciavano a favorire il controllo e l’unificazione dei territori.

Si cominciava quindi a rafforzare il concetto di cultura nazionale, di nazionalismo.

  • Bandiere.
  • Monumenti.
  • Lapidi.
  • Celebrazioni.
  • Cortei.

Il nazionalismo, per “nazionalizzare le masse”, si servì di simbolismo ed estetica.

  • Esibizioni.
  • Sport.
  • Teatro.
  • Moda.
  • Istruzione.
  • Alfabetizzazione.

La concentrazione territoriale crescente: protezionismo e nazionalismo alla fine del secolo

Le grandi potenze stavano quindi mettendo in atto un processo di nazionalizzazione, processo né facile, né immediato.

I sovrani mantenevano comunque il loro ruolo centrale di guida.

L’opinione pubblica non era veramente pubblica, i governi la orientavano e manipolavano finanziando la stampa oppure avvalendosi di giornalisti compiacenti.

La sfera finanziaria degli Stati era spesso intrecciata con la sfera politica.

Il miglioramento del fisco portava però anche al sostentamento della crescita economica.

Il crack finanziario viennese del 1873, unito all’arrivo di derrate a basso prezzo da America ed Argentina mise in crisi l’economia europea per una ventina d'anni.

Questo aumentò le rivalità economiche tra nazioni.

L’indipendenza dell’industria siderurgica, per garantire la costruzione di armamenti anche per nazioni alleate, e dell’industria alimentare diventarono un obiettivo primario.

Il nazionalismo “commerciale”, frutto anche di influenze politiche, portò ad un forte proibizionismo e ad una forte regolazione delle merci, tasse, dazi, regolamenti, ecc.

1880-1914 = età dell’imperialismo, ovvero il crescente controllo del mondo da parte delle grandi potenze dal punto di visto politico e militare.

Le grandi potenze si sentivano superiori e quindi nella condizione di “civilizzare i popoli arretrati”, ma quello che facevano era fondamentalmente colonizzarli.

Nell’Impero cinese, ottomano e persiano, più difficili da controllare militarmente, il controllo europeo rimase più informale, meno di conquista, più volto anche a cooperazioni.

Anche la Chiesa convergeva nella stessa direzione.

Il concetto di razzismo, sia culturale che giuridico, era sempre più forte, l’europeo bianco era la “razza padrona”.

Le conquiste africane comportarono grandi repressioni etniche.

Anche l’Italia partecipò a questa gara puntando sull’Eritrea e la Somalia per poi arrivare in Abissinia.

La presenza italiana non era ben vista e questo portò diversi scontri e diverse difficoltà.

La Russia, nel frattempo, allargava i propri orizzonti nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Estremo Oriente.

La competizione franco-inglese era intralciata dalla Germania.

La Gran Bretagna continuava a detenere una posizione dominante e questo fece accrescere l’antagonismo delle altre nazioni.

L'avvio dell'età dell'imperialismo e la sfida all'isolamento britannico

La cultura colonialista francese puntava a “diffondere la civilizzazione europea” assimilando le popolazioni colonizzate e rendendole quindi francesi, acquisendo così costumi e valori repubblicani francesi.

Si parla di isolamento britannico perché la Gran Bretagna si distaccò sempre di più dal sistema europeo.

La Gran Bretagna aveva comunque la volontà di tutelare i propri investitori all’estero, fu così che introdusse la figura dell’addetto commerciale nelle ambasciate.

L’obiettivo era facilitare i commerci inglesi in Europa.

  • Algeria.
  • Egitto.
  • Cocincina (Bassa Indocina).
  • Birmania.
  • Senegal.
  • Buona parte dell’Africa, da nord a sud.
  • Annam.
  • Tonchino.

L’intento era quindi comunque quello di rafforzare l’Impero britannico con ulteriori conquiste.

Francia → in Africa, India e Indocina.

L’altro impero coloniale che si delineava era quello francese che aveva l’obiettivo di cercare prestigio internazionale.

Questa espansione britannica comportò chiaramente tensioni con le altre potenze.

  • Cambogia.
  • Russia → in Asia.
  • Laos.
  • Germania → in Cina e nel Pacifico.
  • Tunisia.
  • Madagascar.
  • Africa occidentale atlantica e sahariana.

L’espansione britannica portò però anche ad un rallentamento della modernizzazione industriale interna, rimanendo dietro a Stati Uniti, Germania e Giappone.

La Germania tentò di dissuadere l’Italia ad espandersi nel Corno d’Africa, difatti questo tentativo di espansione terminò rovinosamente.

Triplice alleanza: Germania, Austria ed Ungheria, Regno d’Italia.

Non è facile attribuire la responsabilità del conflitto ad una alleanza o ad un’altra.

Nella fine dell’800 si stava sempre più consolidando l’idea di una “politica tedesca su scala mondiale”, l’espansione veniva vista come dimostrazione di progresso universale.

Duplice alleanza: Francia, Russia.

La Germania difatti possedeva strumenti e risorse per eguagliare l’Impero britannico.

Il fine era proprio quello di sfidare l’Impero britannico.

Il primo obiettivo tedesco era quello di estromettere la Francia per poi dedicarsi all’esercito russo, lento e disperso, ma enorme.

La Russia era comunque una nazione legata alla terra, ai prodotti agricoli. A livello sociale la situazione era comunque critica.

Contrasti imperialistici e riallineamenti europei

Il governo tedesco in questa circostanza usò Machtpolitik, una “politica di potenza” spesso rozza e brutale.

Questa ansia di dominio portò la Germania a forti indebitamenti per l’approvvigionamento bellico, che si tradussero in instabilità del Paese.

Nel frattempo Francia e Russia si allearono in termini difensivi, anche se le rispettive strategie erano ben diverse.

  • Primato militare sempre presente.
  • Nuove infrastrutture.
  • Miglioramento del settore siderurgico.
  • Grandi costruzioni.

La Russia negli inizi del 1900 ebbe un nuovo slancio a livello di modernizzazione ed industrializzazione e un po’ tutta l’Europa si rese conto di questa ascesa.

Gli eventi tra il 1894 ed il 1905 diedero una svolta alla storia.

Gli Stati Uniti, dopo la guerra di secessione, ebbero un grande rilancio economico e forti mire colonialiste.

In Cina fu però un insuccesso, c’era troppa frammentazione del potere e ci fu una grande reazione antieuropea.

Anche in Asia, dove sia Giappone che Cina ambivano a diventare sempre più indipendenti e distaccate dal “sistema europeo”, rimuovendo quelli che erano i trattati ineguali imposti dalle potenze europee, questo portò ad una profonda crisi.

Gli interventi massicci di Giappone e Stati Uniti nel Pacifico dimostrarono che la “politica internazionale” non era più solo relativa alle grandi potenze europee.

Il Giappone mirava, acquisendo strumenti occidentali, a preservare la propria tradizione culturale. Crebbe infatti una industria tecnologicamente avanzata, un apparato amministrativo centralizzato ed un esercito moderno, ispirato da quello tedesco-prussiano.

Proprio in Cina aumentò il controllo imperialistico delle potenze europee e del Giappone per contrastare gli Stati Uniti, e continuare comunque a contrastare Francia, Russia e Germania.

Nacque la “Triplice d’Estremo Oriente”.

La “Triplice d’Estremo Oriente” sosteneva l’Impero cinese in quanto voleva indebolire l’Impero britannico e mirava a influenze protette ed esclusive per esercitare monopoli commerciali e finanziari.

Gli Stati Uniti si rendevano comunque conto che era più conveniente uscire dal loro isolazionismo e che era conveniente stringere rapporti e relazioni anche in Europa.

Questo portò a relazioni “speciali” con l’Impero britannico, ovvero spartizioni geografiche, cooperazioni diplomatiche e commerciali.

L’obiettivo colonialista americano era molto commerciale e teso ad investire principalmente in America Latina e Canada.

Pur essendo sempre economicamente forte, le basi militari britanniche si erano ridotte troppo rispetto a quelle delle altre potenze.

L’Impero britannico si cominciava quindi a rendere conto che il peso del suo “splendido isolamento” cominciava a farsi sentire.

Lo sviluppo della potenza giapponese e americana: le prime reazioni nazionaliste antieuropee

La flotta navale americana era sempre più forte.

Quando vennero scoperti giacimenti auriferi e diamantiferi in Sudafrica l’Impero britannico cercò di inglobare quelle aree nel suo impero. Questo tentativo portò ad una durissima guerra con i Boeri, di origine olandese, che costò all’Impero britannico moltissimi uomini e grandissime risorse finanziarie.

La politica di Roosevelt fu però decisamente rozza e sbrigativa, ed esercitava quella che era una polizia internazionale, intervenendo violentemente verso i governi deboli della zona caraibica, Haiti, Nicaragua, Santo Domingo.

L’Impero britannico capì che per uscire dall’isolamento era necessario trovare appoggi. Si allearono quindi con la Germania, con Francia e Russia non c’era intesa.

L’Impero britannico si alleò anche con il Giappone, garantendo una reciproca intesa di neutralità ed aiuto reciproco in caso di guerra.

Guerra ispano-americana a Cuba (1895).

Gli Stati Uniti erano diventati sempre più forti, tanto da poter competere da soli con l’intero continente europeo e l’obiettivo forte era sempre quello di allargare le proprie frontiere.

Conquista delle Filippine (1902).

Miglioravano anche i rapporti con la Francia. Si arrivò ad una “Entente cordiale”, una intesa cordiale.

Theodore Roosevelt fu la figura che impersonò maggiormente questi sviluppi.

Miglioravano anche i rapporti con l’Italia, specialmente nel Mediterraneo e nei Balcani e relativamente alle mire espansionistiche italiane in Libia.

I riallineamenti britannici con la Duplice alleanza misero in difficoltà la Germania.

Con la Russia permaneva invece il contrasto, anche se molto depotenziato.

Questo portò nel 1907 ad un accordo anglo-russo circa la spartizione di potere in Persia, Tibet e Afghanistan e quindi a concludere il grande contrasto grazie allo zar Nicola II° si

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aristotele.piroskafos di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Formigoni Guido.
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