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Riassunto esame storia contemporanea

Docente prof. De Marco, libro consigliato: Storia degli ultimi settant'anni (Guarracino)

Capitolo 1: Alla ricerca di un nuovo ordine mondiale, 1944-1945

Il bilancio umano e materiale della seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale (1939-1945) comportò circa 55 milioni di morti in gran parte civili. I nuovi stati sorti dopo di essa erano multinazionali, in Istria, Venezia-Giulia e Polonia occidentale si cercò di eliminare le minoranze indesiderate. A causa della guerra, molte furono le devastazioni materiali (ferrovie, porti...) tutte le infrastrutture erano state colpite e anche il sistema economico venne sconvolto. Soltanto gli Stati Uniti uscirono dal conflitto con limitati danni, anche l’URSS, nel '45, assumeva un ruolo di grande potenza avendo però pagato con 20 milioni di morti. Tali condizioni materiali, unite all’enorme quantità di cartamoneta in circolazione, determinarono il fenomeno dell’inflazione, ovvero di un notevole aumento dei prezzi. Inoltre, malattie infettive e denutrizione resero ancor più difficile la vita delle popolazioni civili.

Un nuovo sistema monetario per la ricostruzione economica

Occorreva così favorire una ripresa della produzione e circolazione delle merci, bisognava rifondare un nuovo sistema monetario, il quale fu oggetto della conferenza internazionale che si tenne a Bretton Woods nel luglio del 1944, in cui parteciparono 45 stati compresa l’URSS; le decisioni vennero prese da USA e Gran Bretagna, rispettivamente da due uomini, il sottosegretario al tesoro degli USA, Harry White e l’economista inglese John Maynard Keynes. Il nuovo sistema monetario, non è più la sterlina ma il dollaro, che era al centro della conversione con l’oro. Secondo tali accordi, soltanto gli Stati Uniti dichiaravano la loro moneta convertibile in oro. Gli accordi di Bretton Woods entrarono in vigore alla fine del 1945, dopo essere stati ratificati da due terzi dei paesi presenti e iniziarono a funzionare nel marzo del 1946. A tali accordi aderirono successivamente anche i paesi sconfitti: Italia nel '47, Germania e Giappone nel '52. Tali accordi condussero alla creazione di due nuove istituzioni:

  • Fmi: Fondo monetario internazionale, sede a Washington, promuoveva la cooperazione internazionale e lo sviluppo economico, in particolare manteneva stabili i rapporti tra le monete, concedendo prestiti a breve termine agli stati in difficoltà a causa di deficit o crisi finanziaria.
  • Banca mondiale: sede a Washington, favoriva lo sviluppo economico, concedendo prestiti a lungo termine.

I capitali di entrambe le istituzioni erano costituiti dai depositi in oro, dollari e valute nazionali fatti da ogni paese aderente.

Il progetto di sistema internazionale

Il nuovo sistema monetario e l’ONU divennero i capisaldi di un Sistema Internazionale. L’obiettivo di un’Organizzazione delle nazioni Unite era già stato proposto nel gennaio del 1942, dalla dichiarazione di Washington, tenutasi a Dumbarton Oaks, cominciarono le discussioni sull’ONU e continuarono a Jalta (in Crimea) nel febbraio del '45 tra i tre grandi: USA, UNIONE SOVIETICA e REGNO UNITO. Per ogni stato vi erano rispettivamente: Roosevelt, Stalin, Churchill. Nella conferenza di Jalta si discusse riguardo:

  • L’assetto futuro della Polonia;
  • Istituzione dell’ONU;

Nella conferenza di Jalta vi fu la proposta di una nuova conferenza da tenere a San Francisco nell’aprile del '45 in cui si concordò il trattato istitutivo dell’ONU, alla quale parteciparono 52 stati fondatori, tra cui quelli che avevano firmato la dichiarazione di Washington. La carta venne approvata il 26 giugno 1945, e entrò in vigore il 24 ottobre. Essa istituiva 3 organi:

  • Assemblea Generale;
  • Consiglio di sicurezza;
  • Segretario generale;

L’organo con maggiori poteri era il Consiglio di sicurezza composto dai grandi (USA, URSS, REGNO UNITO, FRANCIA e CINA), i quali rappresentano i 5 stati permanenti che avevano diritto di veto, cioè la possibilità di impedire un provvedimento contro il parere degli altri stati. Di esso facevano parte altri 6 membri eletti dall’Assemblea Generale per 2 anni. Con la maggioranza di 7 voti si prendevano le decisioni ma tra questi dovevano esservi quelli dei membri permanenti. Solo la loro unanimità, con il voto di 2 membri non permanenti, consentiva all’ONU la sua funzione: mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Il segretario generale, veniva eletto dall’assemblea generale su proposta del Consiglio di sicurezza. Le funzioni dell’assemblea generale erano legate al Consiglio di sicurezza.

L’8 agosto del '45, i vincitori istituirono un tribunale militare internazionale, incaricato di giudicare 3 ordini di crimini:

  • Crimini contro la pace;
  • Crimini di guerra commessi sulle popolazioni civili e i prigionieri;
  • Crimini commessi contro l’umanità, tra cui il genocidio degli ebrei;

22 tra i maggiori capi del regime nazista vennero sottoposti a processo di fronte a giudici, alcuni di loro condannati a morte.

Gli accordi di Jalta: fra ordine mondiale e definizione delle zone di influenza

La conferenza svoltasi a Jalta fra il 4 e l’11 febbraio del '45 rappresentò una conferenza di spartizione del mondo tra le potenze vincitrici: l’Europa venne divisa fra i vincitori e già nel precedente incontro a Teheran, nel 1943 (28 novembre-1 dicembre), erano stati discussi i nuovi confini fra Germania e Polonia e Polonia e URSS. Inoltre, la Lituania, l’Estonia e Lettonia vennero inglobate nell’URSS; anche la parte settentrionale della Prussia orientale veniva riconosciuta all’URSS quindi la Polonia, venne spostata a occidente. Riguardo la Germania, era prevista l’occupazione e l’amministrazione militare coordinata da parte delle potenze vincitrici. Il 12 aprile del '45, Roosevelt (USA) morì, al suo posto vi fu il vice presidente Truman che partecipò all’ultima conferenza dei tre grandi a Postdam (17 luglio-2 agosto '45). Essa comportò:

  • La divisione della Germania in 4 parti capitanate da: USA, URSS, REGNO UNITO e FRANCIA;
  • Berlino venne divisa in 4 zone di occupazione, analoga soluzione vi fu per Vienna.

Capitolo 2: Dalla grande alleanza alla guerra fredda 1945-1949

Nel 1945-47, vi furono numerosi incontri per i trattati di pace, (trattati di Parigi) infatti il 10 febbraio 1947, vennero firmati 5 trattati con:

  • Italia;
  • Romania;
  • Finlandia;
  • Ungheria;
  • Bulgaria.

L’Italia perse tutte le colonie infatti cedette:

  • Alla Francia: Briga e Tenda;
  • Alla Iugoslavia: Fiume e Istria;
  • All’Albania: l’isolotto di Saseno.

In Grecia la situazione era molto grave infatti, vi furono notevoli scontri tra:

  • Fronte nazionale di liberazione (Eam) che includeva socialisti, comunisti e altre formazioni politiche repubblicane contro i vari gruppi armati che combattevano in favore del re.

In Grecia vi era una forte propensione verso la repubblica ma infine vinse la monarchia. Il 12 marzo 1947, il presidente americano Truman, espose al congresso un discorso che prese il nome di dottrina Truman, con la quale chiedeva di rispondere agli aiuti della Grecia, facendo una netta contrapposizione tra i 2 modi di vita ovvero tra:

  • USA: libere istituzioni, garanzia delle libertà umane;
  • GRECIA: totalitarismo, oppressione, terrore.

Quello che Truman voleva sottolineare con questo discorso, era proprio la libertà infatti afferma, che tutti i popoli guardassero agli USA, per avere un appoggio che potesse aiutarli a conservare la libertà. La politica degli USA, doveva essere quella di “sostenere e popoli liberi”, minacciati da minoranze armate o pressioni esterne. L’aiuto da parte di Truman alla Grecia, era fine a se stesso ma doveva essere l’inizio di un progetto globale di aiuto che doveva coinvolgere tutta l’Europa. Proprio in Europa, si studiò un piano di aiuto “economico- finanziario” per l’Europa, denominato Piano Marshall. Esso, interessò i paesi dell’Europa Occidentale e la Turchia. L’URSS se ne tenne fuori. I paesi che trassero maggior benefico furono:

  • Francia;
  • Gran Bretagna.

Il piano Marshall, comportò l’erogazione di oltre 13,5 milioni di dollari, utilizzati sotto forma di grano, petrolio, carbone, attrezzature varie. Nel novembre del '47, nasce il GATT (Accordo generale sulle tariffe e il commercio), che attuava una prima riduzione delle tariffe doganali su un consistente numero di prodotti, con lo scopo di un libero scambio generalizzato.

La formazione di 2 blocchi politici e militari

Il 5 marzo 1946, Churchill tiene un discorso a Fulton, parla di “CORTINA DI FERRO”, che i sovietici avevano steso da Stettino a Trieste, si parla di imperialismo da un lato e totalitarismo dall’altro. Una vera e propria guerra psicologica, propaganda, false notizie, confronto bellico indiretto, questi erano gli strumenti utilizzati da tale guerra che successivamente prenderà il nome di guerra fredda. L’ideale di cui si facevano portatori gli USA, era quello di espansione della democrazia liberale e di un’ampia libertà individuale mentre l’Unione Sovietica, si basava sul principio di rivoluzione sociale che avrebbe eliminato lo sfruttamento delle classi povere, realizzando l’uguaglianza e la giustizia sociale.

Perché si giunge ad essa?

All’interno dell’Europa sconvolta dalla guerra, USA e URSS, erano gli unici paesi vincitori, che potevano essere definiti superpotenze, poiché disponevano di innumerevoli risorse naturali e industriali. Queste tensioni, tra i due stati, fecero pensare a un terzo conflitto mondiale anche perché entrambe possedevano l’arma atomica.

Origini, cause, e natura della guerra fredda

La nascita formale dei due blocchi, era avvenuta nel settembre del 1947 con la costituzione del Cominform, che si presentava come un organismo di informazione e coordinamento del PCUS (Partito comunista dell’Unione Sovietica) e di altri otto partiti comunisti europei. Tale costituzione, stesa dell’ideologo del PCUS, Zdanov, aveva lo scopo di tenere sotto controllo gli stati “satellite” dell’Europa orientale (Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Germania Est, Albania e Jugoslavia). Al controllo politico e militare dell’Unione Sovietica, corrispose il Patto Atlantico, alleanza difensiva sottoscritta a Washington il 4 aprile del 1949 dagli Stati Uniti, Canada, e da dieci paesi dell’Europa occidentale tra cui: Gran Bretagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Portogallo, Norvegia, Danimarca e Islanda. L’anno dopo, l’alleanza fece un ulteriore passo in avanti con un’ulteriore alleanza militare, che prende il nome di NATO (North Atlantic Treaty Organization), uno strumento militare d’intervento, avente lo scopo di difesa con precise strutture operative che riuniva i paesi filostatunitensi. Per quanto riguarda l’Unione Sovietica, invece, in contrapposizione alla NATO, nasce il Patto di Varsavia, un’alleanza militare con i paesi dell’Europa Orientale. Dall’autunno del 1949, la Germania era divisa in due:

  • Repubblica Federale tedesca: con capitale Bonn, governata dall’Unione cristiano-democratica (Cdu);
  • Repubblica democratica tedesca: con capitale Pankow, governata dai comunisti del Partito socialista unificato tedesco (Sed).

Il periodo di massima tensione tra i due blocchi, coincise con la guerra di Corea, nel 1950. La parte settentrionale della Corea, retta da un governo comunista filosovietico, invase quella meridionale (filoamericana). Gli Stati Uniti, intervennero con l’ONU, per difendere la Corea del sud. Nel 1953, si giunse ad un armistizio che divise la Corea sul 38° parallelo. Fino al 1949, gli Stati Uniti erano i detentori della bomba atomica, ma a partire da quell’anno, anche l’Unione Sovietica sviluppò una tecnologia nucleare così anche essa divenne una potenza atomica. La guerra fredda, infatti, si caratterizza come la grande corsa agli armamenti atomici, che potevano scatenare una terza guerra mondiale, provocando la fine dell’umanità.

Capitolo 3: La fase della decolonizzazione: 1945-1950

La crisi degli imperi coloniali alla fine della seconda guerra mondiale

Alla fine della grande guerra, il dominio dei paesi europei sui propri imperi coloniali, si trovò molto indebolito. L’insofferenza verso il dominio coloniale, era accentuata negli anni 30’, dall’Indonesia al Marocco, in cui vi era una formazione di partiti e movimenti di tipo anticapitalista. In tutta l’area del sud-est asiatico, (Filippine, Indonesia, Indocina, Malesia, Birmania) la dominazione europea crollò del tutto e vi fu l’eliminazione da parte dei militari giapponesi dei poteri coloniali (statunitensi, olandesi, francesi, inglesi). Anche in India, gli esponenti del movimento nazionalista, stabilirono contatti con il Giappone e la Germania nazista, costituendo un vero e proprio esercito contro Stati Uniti e Gran Bretagna. I movimenti anticoloniali, cercarono di combattere i propri padroni, il caso significativo del Vietnam, dove il Viet Minh, il fronte per l’indipendenza del Vietnam, di orientamento comunista, proclamò una lotta contro i francesi guidati da Vichy, e contro i giapponesi. Nel marzo del 1945, i giapponesi eliminarono ciò che restava dell’autorità francese in Indocina e grazie all’aiuto dell’imperatore Bao Dai, che aveva titolo onorifico nella parte centrale del Vietnam, proclamò l’indipendenza dell’intero paese. Fu in Indonesia, che la restaurazione degli imperi coloniali risultò impossibile; il 17 agosto 1945, Sukarno, a capo del movimento nazionalista antiolandese, proclamò l’indipendenza dell’Indonesia diventando primo presidente. Gli olandesi, offrirono così al partito nazionalista, di entrare a far parte di un unione olandese-indonesiana, in cui l’Indonesia sarebbe stata autonoma ma con numerose limitazioni alla sua sovranità. Gli Stati Uniti, si opposero alla politica di riconquista olandese, la quale venne condannata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU. Così rimasta isolata, l’Olanda, dovette arrendersi e riconoscere nel dicembre del 1949, la sovranità del governo di Sukarno su Sumatra, Giava e altre isole che avevano costituito le Indie olandesi.

L'indipendenza dell'India e la formazione del Pakistan

La seconda guerra mondiale, si verificò mentre in India era stata approvata dal parlamento inglese la nuova costituzione, la quale ampliava i poteri autonomi delle province indiane. Il partito del congresso, nel quale si esprimeva il movimento indipendentista indiano, aveva rifiutato la riforma di totale indipendenza ma, successivamente, valutò positivamente l’elezioni provinciali del 1937-38, in cui vinse il partito nazionale di Gandhi, esponente del satyagraha, le campagne di disobbedienza civile di massa effettuate contro l’oppressione. Nel dicembre del 1941, l’India, si ritrovò in guerra con il Giappone, che occupò Singapore e avanzò verso Malesia e Birmania. Inoltre ciò che stava portando l’India al caos, era la minoranza di musulmani presenti sul territorio, ma anche di innumerevoli etnie e religioni infatti oltre a induisti e musulmani vi erano consistenti minoranze di sikh, buddisti, cristiani, janisti e parsi. Nel febbraio del 1947, il governo laburista, annunciò alla camera dei comuni che l’Inghilterra avrebbe lasciato l’India entro giugno 1948. Il 22 marzo 1947, giunse in India l’ultimo viceré incaricato di portare a termine l’operazione. Il 15 luglio, il parlamento britannico, fece nascere 2 stati differenti: Unione Indiana e Pakistan, i quali accettarono di diventare membri del Commonwealth. Gandhi, venne accusato di aver concesso troppo ai musulmani e venne assassinato il 30 gennaio 1948. I maggiori esponenti dell’indipendentismo indiano furono: Gandhi e Nehru. Divenuto primo ministro dell’Unione indiana, Nerhu fece della modernizzazione l’obiettivo della propria politica. La costituzione approvata nel 1949 dall’assemblea costituente, entrò in vigore nel gennaio del 1950 e così l’India diventava uno stato federale con 360 milioni di abitanti. Dopo l’indipendenza, vi furono numerosi cambiamenti tra cui

  • Parità dei sessi attraverso il diritto di voto concesso alle donne;
  • Aumento età legale minima per il matrimonio;
  • Sviluppo notevole nell’agricoltura e industrializzazione.

In realtà vi erano ancora numerosi problemi da risolvere, come: analfabetismo, scelta di una lingua ufficiale, superamento del sistema delle caste ecc. Nel 1961, l’occupazione militare indiana di Goa, ebbe grande importanza poiché era stata la capitale del vecchio impero portoghese nell’oceano indiano. Nella parte indiana del Punjab, presto esplosero dei conflitti religiosi fra induisti e sikh, i quali si ritenevano discriminati. Il problema venne risolto momentaneamente nel 1966, quando i sikh ottennero uno stato separato della parte del Punjab, in cui costituivano la maggioranza mentre l’altra parte, quella indù, divenne il nuovo stato dell’Haryana.

La vittoria dei comunisti in Cina

Tra le guerre di resistenza che si svolsero insieme alle vicende dalla seconda guerra mondiale, un posto particolare va dato alla Cina, invasa dai giapponesi, i quali già dal 1931, si erano impadroniti della Manciuria, entrarono nella Cina Settentrionale e occuparono da subito Pechino e Shangai, successivamente anche la capitale della repubblica nazionalista, Nanchino. Il governo del partito nazionalista, retto da Chiang Kai-shek, fu costretto a trasferirsi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FC_08 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof De Marco Vittorio.
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