Statistica aziendale
Concetti di base
La statistica aziendale serve per prendere decisioni aziendali attraverso la raccolta di informazioni e analisi basate su metodi statistici. Per prendere delle decisioni, un’azienda ha bisogno di dati sia interni all’azienda sia esterni. Un dato statistico è il risultato di una misurazione su un’unità statistica appartenente ad una collettività (popolazione statistica). Le relazioni e le interpretazioni dei dati mi danno le informazioni. Le statistiche, infine, sono un modo di presentare le informazioni contenute nei dati tramite indicatori di sintesi di tipo numerico.
Metadato: i metadati sono dati che descrivono e definiscono altri dati. Hanno 3 finalità:
- Fornire la definizione delle unità di analisi e dei caratteri osservati
- Specificare la classificazione adottata per raggruppare le intensità di un fenomeno o le unità di analisi su cui esso è rilevato
- Descrivere il modo con cui siamo giunti alla produzione di statistiche
Dato che parliamo di statistica aziendale, è opportuno richiamare le definizioni di impresa, unità locale e addetto. L’impresa è definita come un’unità economico-giuridica che produce beni e/o servizi per la vendita e può distribuire i profitti realizzati ai proprietari, privati o pubblici che siano. L’unità locale è il luogo fisico nel quale l’unità giuridico-economica esercita uno o più attività economiche (es. un negozio, un albergo, un’officina, ecc.). L’addetto di un’impresa o di un’unità locale è la persona occupata come lavoratore indipendente o dipendente (titolari, soci, dirigenti, quadri, impiegati, operai e apprendisti).
Le principali fonti di dati per l’azienda
Passiamo adesso a descrivere due delle classificazioni più utilizzate per le analisi statistiche che riguardano le imprese: la Classificazione delle attività economiche (Ateco) e la Nomenclatura delle Unità Territoriali per fini statistici (Nuts).
- La Classificazione delle attività economiche delle imprese (Ateco) è un sistema di classificazione alfa-numerico che raggruppa le unità di attività economica che producono beni simili, in modo gerarchico in sezioni, divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie, ognuna delle quali individua sempre più nello specifico l’attività svolta da un’impresa. Le sezioni sono individuate da una lettera e indicano il macro-settore di attività dell’impresa, tutte le altre sono indicate, ognuna, da un numero (es: sezione C: attività manifatturiere; divisione 14: confezioni di articoli di abbigliamento; gruppo 14.1: confezioni di articoli di abbigliamento esclusi gli articoli in pelliccia; classe 14.19: confezioni di articoli ed accessori diversi da abbigliamento in pelle, indumenti da lavoro, altro abbigliamento esterno e biancheria intima; categoria 14.19.2: abbigliamento sportivo e indumenti particolari; sottocategoria 14.19.29: produzione di indumenti per neonati, tute sportive, completi da sci, costumi da bagno e simili).
- La Nomenclatura delle Unità Territoriali per fini statistici (Nuts) ha lo scopo di suddividere il territorio dei Paesi appartenenti all’Unione europea in unità territoriali gerarchiche, in modo da consentire la comparazione di statistiche tra territori con popolazione simile. La classificazione prevede tre livelli, dal più grande (Nuts1) al più piccolo (Nuts3), in base alla dimensione demografica. In Italia, il livello Nuts1 corrisponde ad aggregazioni di Regioni (Nord-Ovest; Nord-Est; Centro; Sud; Isole), Nuts2 individua le Regioni e Nuts3 le Province. Per consentire comparazioni territoriali anche per aree geografiche di dimensioni inferiori alle province, Eurostat ha previsto l’ulteriore classificazione per Local Administrative Units e, in Italia, c’è il livello LAU2 che corrisponde ai comuni.
Fonti interne
Tutte le informazioni rilevate dall’azienda all’interno della stessa vengono organizzate nel Sistema Informativo Aziendale (SIA). SIA è il sistema che fornisce le informazioni necessarie per governare un’azienda in modo efficiente ed efficace. Tale sistema ha 3 principali risorse: le informazioni presenti in azienda, le modalità di gestione delle stesse e le risorse coinvolte, sia umane che tecnologiche. Questo sistema di organizzazione inizia con l’acquisizione di dati elementari e il loro salvataggio in archivi tematici. Tutti questi dati contenuti negli archivi tematici vengono messi in relazione tra di loro e messi insieme nel database aziendale. Le informazioni contenute nel database aziendale vengono poi integrate con i dati provenienti dall’esterno dell’azienda, andando a formare il data warehouse, che, rispetto al database aziendale, inoltre, immagazzina i dati in ordine cronologico in modo da poter vedere l’evoluzione del fenomeno, e consente l’accesso ai dati in sola lettura, preservandoli.
Fonti esterne
Le fonti di dati esterne all’azienda sono costituite dall’insieme delle statistiche prodotte da soggetti sia pubblici che privati che operano nel sistema. I principali dati statistici a cui un’azienda è interessata sono: le caratteristiche strutturali del sistema produttivo, i risultati economici delle imprese, il comportamento del consumatore. Tali statistiche possono riferirsi ad aree territoriali di dimensione diversa e a periodi di riferimento diversi.
Fonti sulle caratteristiche strutturali delle imprese
Le caratteristiche strutturali delle imprese sono quelle che tendono a rimanere invariate nel tempo. Alcune caratteristiche principali sono:
- L’attività economica svolta dall’azienda (profilo settoriale) ed è codificata con la classificazione Ateco.
- La dimensione dell’impresa, espressa solitamente in numero di addetti (profilo dimensionale).
- L’area territoriale in cui si trova l’impresa o le relative unità locali (profilo territoriale).
La fonte di queste caratteristiche strutturali delle imprese italiane è il Censimento dell’Industria e dei Servizi (CIS). La popolazione di riferimento del CIS è costituita da tutte le imprese pubbliche, private e del no profit. E fornisce dati in merito al numero di imprese, di unità locali e di addetti, suddividendo le imprese in base al settore di attività economica, o alla classe dimensionale, o alla forma giuridica o ad altri caratteri (es. ad imprese uni o pluri-localizzate). Attualmente l’Istat produce e pubblica tavole di sintesi tratte da due archivi: l’Archivio delle imprese attive (Asia-imprese) e l’Archivio delle unità locali (Asia-unità locali). In entrambi i casi, l’unità osservata è l’impresa attiva, cioè l’impresa che ha svolto un’attività produttiva per almeno sei mesi nell’anno di riferimento, considerando, però, solo le imprese private. Oltre alle caratteristiche del CIS, gli archivi rilevano variabili di carattere demografico, come la data di nascita e cessazione dell’impresa. Ciò consente di calcolare alcuni importanti indicatori che danno conto del ritmo con cui il sistema produttivo si modifica per l’entrata di nuove imprese e la cessazione di altre.
I principali sono:
- Tasso di natalità: è dato dal rapporto tra il numero di imprese nate in un determinato anno e la media annua delle imprese attive nello stesso anno.
- Tasso di mortalità: è dato dal rapporto tra il numero di imprese cessate in un determinato anno e la media annua delle imprese attive nello stesso anno.
- Tasso di sopravvivenza al tempo t: è dato dal rapporto tra il numero di imprese nate nell’anno t e ancora attive nell’anno t + x e il numero medio di imprese attive nell’anno t + x.
- Tasso netto di turnover: è dato dalla differenza tra il tasso di natalità e il tasso di mortalità.
Se positivo: indica che la comparsa di nuove imprese è maggiore del numero di imprese cessate; Se negativo: indica che si è ridotta la presenza di imprese attive.
Fonti sui risultati economici delle imprese
I dati economici delle imprese sono rilevati da molte fonti che possiamo raggruppare in:
- Indagini Istat: sono costituite da due indagini integrate, la prima fatta sulle imprese di piccole e medie dimensioni (indagine PMI), la seconda è un’indagine totale per le imprese con almeno 100 addetti (indagine SCI). Tali indagini forniscono informazioni sulle caratteristiche strutturali e i risultati economici delle imprese, le quali possono essere confrontate anche con le aziende dell’Unione Europea. Il limite di queste statistiche è la scarsa tempestività con cui vengono rilasciate, vanno bene solo per l’evoluzione di periodo medio-lungo.
- Le banche dati sui bilanci aziendali: queste banche dati sono ottenute rielaborando dati dei bilanci e delle note integrative delle singole società. Questi dati sono più adatti alle esigenze decisionali dell’impresa, poiché sono dati individuali e quindi più facilmente confrontabili con altre imprese del mercato, inoltre risultano più tempestive di quelle fornite dalle indagini Istat.
Fonti sul comportamento del consumatore
Le informazioni statistiche sul comportamento di spesa delle famiglie italiane sono senz’altro di interesse per le imprese. La fonte di riferimento è l’Indagine svolta dall’Istat sui consumi delle famiglie italiane. Le informazioni sono rilevate tramite due strumenti:
- Il libretto degli acquisti: diario che la famiglia deve auto compilare sugli alimenti e beni di largo consumo acquistati in una settimana.
- L’intervista finale: in cui vengono rilevate le spese sostenute nell’ultimo mese.
L’indagine consente di incrociare l’analisi della spesa per categorie di consumo con quella per tipologia familiare, mostrando per esempio il comportamento di consumo delle famiglie in base al territorio di residenza. Un’impresa, però, talvolta ha bisogno di informazioni più specifiche sia sul tipo di prodotto acquistato, sia sul luogo di acquisto (canale distributivo), sia sulle abitudini del consumatore. Informazioni così dettagliate sono raccolte tramite indagini longitudinali (o panel) realizzate da società private. I panel individuano campioni di consumatori (consumer panel) o di punti vendita (retail panel) che vengono contattati continuamente in modo da registrare il flusso degli acquisti o delle vendite. I retail panel raccolgono informazioni sulle vendite con la lettura del codice a barre dei prodotti. L’informazione è completata da indicazioni sulla collocazione dei prodotti, le campagne pubblicitarie, la presenza di sconti. I consumer panel hanno lo scopo di osservare il comportamento di spesa nel tempo di un campione di famiglie rappresentativo dell’insieme delle famiglie italiane. Le famiglie selezionate compilano in modo continuativo appositi diari, registrando automaticamente gli acquisti tramite la lettura del codice a barre dei prodotti comprati. È opportuno fare una continua rotazione dei partecipanti all’indagine, in modo da eliminare l’effetto panel, cioè che il comportamento di spesa delle famiglie finisca per essere condizionato dalla partecipazione all’indagine.
Qualità della statistica e statistica ufficiale
La qualità di una statistica è espressa in termini di capacità della stessa di soddisfare le esigenze (implicite o esplicite) degli utilizzatori dell’informazione statistica. Coerentemente con la definizione di qualità di Eurostat, la produzione statistica deve soddisfare i seguenti requisiti:
- Essere rilevante per le finalità conoscitive e di analisi degli utilizzatori
- Fornire stime di indicatori il più attendibili possibile, cioè caratterizzati da elevati livelli di accuratezza. Una possibile mancanza di accuratezza di un’indagine può essere data da:
- Errore campionario: è voluto, gestibile e in gran parte noto (stimabile se il campione è stato selezionato con meccanismo casuale, campioni probabilistici). Diminuisce all’aumentare del campione.
- Errore non campionario:
- Copertura: ci può essere sotto copertura, sovra copertura, duplicazioni.
- Mancata risposta: acquisizione parziale o nulla dei dati relativi a certe unità osservate.
- Misurazione: errori nell’identificazione del valore della variabile in fase di raccolta o trattamento di dati.
Un errore può essere: un errore variabile, che dipende dal numero di unità da rilevare, o una distorsione, che è indipendente dal numero di unità da rilevare (esempio: utilizzo di una scala di misurazione errata, l’impiego di uno stimatore distorto).
- Cogliere tempestivamente i fenomeni oggetto di studio
- Essere facilmente accessibile e corredata di informazioni utili alla comprensione dei dati
- Consentire di effettuare confronti, come analisi in serie storiche, o tra fonti diverse
Progettazione di un’indagine
Progettare un’indagine significa definire gli aspetti salienti per la sua realizzazione, cioè definire il fenomeno d’interesse: analizzare i fenomeni collettivi che interessano un insieme di individui per rilevare delle irregolarità di comportamento (pattern).
- La popolazione di riferimento: l’insieme delle unità cui si intende fare l’indagine (unità eleggibili). Le caratteristiche che permettono di identificare l’appartenenza o meno di una unità al campo di osservazione vengono definite criteri di eleggibilità.
- Le variabili: le caratteristiche da studiare relative alla popolazione di riferimento.
- Il tipo di indagine consono alle statistiche d’interesse: decidere prima di tutto se un’indagine deve essere longitudinale (panel), cioè riferita ad una coorte di individui, oppure trasversale (cross-sectional), cioè se riferita ad un periodo specifico. Poi bisogna decidere se l’indagine sarà totale, cioè che riguarda tutte le unità appartenenti alla popolazione di riferimento, o campionaria, e, infine, decidere la tecnica di indagine, cioè l’insieme delle modalità di contatto delle unità statistiche e di raccolta delle informazioni.
I tipi di indagine possono essere di quattro tipologie:
- Indagini occasionali (forniscono stime relative ad un singolo istante temporale o un singolo periodo di riferimento)
- Indagini ripetute (periodiche o ricorrenti, con sovrapposizione o senza sovrapposizione parziale del campione)
- Indagini longitudinali senza rotazione (la coorte di origine resta inalterata nel corso del tempo)
- Indagini longitudinali con rotazione (la coorte iniziale di individui che riceve dei nuovi ingressi nel corso del tempo)
Per quanto riguarda la tecnica di indagine, esistono due tipologie principali:
- Indagini dirette (o faccia a faccia): viene condotta un’intervista o con il metodo PAPI (paper and pencil interview) o con quello CAPI (computer assisted personal interview).
- Intervista diretta: gli intervistatori riportano le risposte del questionario su un PC.
- Vantaggi: identifica esattamente il rispondente, l’intervistatore può chiarire il significato delle domande, è più adatta per censimenti e campionamenti areali, maggiore possibilità di convincere l’intervistato.
- Svantaggi: costosa, richiede un apparato organizzativo importante, tempi lunghi, rischi di condizionamento.
- Intervista telefonica (CATI - Computer assisted telephone interview): su uno schermo l’intervistatore legge le domande e poi ne registra le risposte.
- Vantaggi: costi minori, tempestività nella raccolta dati, non richiede un’organizzazione sul territorio, possibilità di controllo dell’operato dei rilevatori, bassi rischi di condizionamento.
- Svantaggi: impossibilità di contattare chi è senza telefono, il rispondente non è identificato con certezza, il questionario non può essere eccessivamente lungo, l’ausilio dell’intervistatore è contenuto.
- Questionario postale auto compilato: il rispondente riceve questionario via posta e una volta compilato lo deve restituire via posta.
- Vantaggi: bassi costi di realizzazione, livello di organizzazione contenuto, bassi rischi di condizionamento, il rispondente ha il tempo di riferire le informazioni utili, adatta per i quesiti delicati.
- Svantaggi: tempi lunghi di raccolta, l’impossibilità di identificare il rispondente, autoselezione dei rispondenti, minore capacità di ottenere la partecipazione dei rispondenti.
- Diario: questionario strutturato per registrare eventi frequenti e di scarsa importanza.
- Vantaggi: non affetto da problemi di memoria.
- Svantaggi: struttura del questionario complessa, sotto-notifica degli eventi, rischi di condizionamento dei comportamenti da registrare, necessità del rilevatore per la riconsegna.
- Indagini indirette: utilizzano dati amministrativi.
La statistica ufficiale
Si dice statistica ufficiale la produzione statistica contenuta nel programma statistico nazionale, nei programmi statistici regionali e, in generale, quella prodotta dagli enti ed uffici del sistema statistico nazionale SISTAN (rete di soggetti pubblici e privati che fornisce al Paese e agli organismi internazionali l'informazione statistica).
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