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Il suicidio secondo Durkheim

Durkheim, nel tentativo di legittimare il primato dell’organismo sull’organo, ossia della società sull’individuo, afferma che un uomo rischia di perdere la propria vita quanto è più estraneo al modo di vivere della collettività che, sebbene si origini dalle vicende individuali, acquista leggi proprie a livello superiore, riconosciute dall’individuo come non estranee, ma, al contrario, costruttive.

Durkheim strappa, quindi, il velo romantico al suicidio visto come rivendicazione della libertà e dell’amore repressi dal conformismo e dalla prevaricazione sociale, poiché senza la vita sociale, la vita morale non avrebbe un oggetto a cui appigliarsi e scomparirebbe con essa, lasciando l’uomo in balia di impulsi razionali e forze autodistruttive tendenti alla morte (ovvero la coazione a ripetere, la spinta che l’uomo ha a ritornare allo stato organico).

Tali pulsioni, secondo Freud, vengono controllate dalla cultura impeditiva per rendere possibile l’instaurarsi di rapporti umani, ai quali la natura umana sarebbe altrimenti inadatta, in quanto mossa dall’interesse. Essi, tuttavia, non corrispondono alla vita dell’uomo, bensì alla natura dell’essere sociale educato alla dipendenza, ma improvvisamente privato dei supporti esterni: se l’attaccamento del bambino non si trasformasse nella dipendenza dell’adulto, ciò non si verificherebbe.

Tipologie di suicidio

Accanto ai suicidi commessi dai malati mentali, ovvero maniacale (dovuto ad allucinazione delirante o alla fuga da pericoli e vergogne), melanconico (dovuto all’estrema depressione), ossessivo (legato all’idea fissa della morte) o impulsivo (in cui un momento drammatico fa scattare l’atto), vi sono tipologie di suicidio che non possono essere considerate atti di follia, poiché essi si verificano anche nelle società inferiori, in cui essa è rarissima.

Il degenerato si suicida più facilmente, ma la vera causa del suo atto va attribuita alla civiltà in cui è cresciuto e dalla quale è stato contagiato, tanto che il tasso annuale dei suicidi varia sensibilmente a seconda dei popoli. Tuttavia, l’imitazione non causa il suicidio, ma rende apparente uno stato generatore che avrebbe avuto modo di manifestarsi anche in assenza di un contagio: se, come spesso è stato richiesto, si vietasse la cronaca dei suicidi, ciò non basterebbe a mutare lo stato morale dei gruppi, ma la tolleranza e l’indifferenza sociale ad un atto che apparentemente non lede nessuno, al contrario, diminuiscono la repulsione che esso dovrebbe ispirare.

Suicidio egoistico

Nel definire le tipologie di suicidio, Durkheim comincia con l’analizzare quello egoistico, che porta l’individuo ad estraniarsi dal gruppo, entrando in stato depressivo poiché insufficiente alla sua attività, limitato e terrorizzato dall’idea che i suoi sforzi siano destinati a perdersi nel nulla. Nei paesi in cui un gruppo è meno numeroso, dovendo lottare contro l’ostilità della popolazione circostante, per poter sopravvivere, esse esercitano su loro stesse un controllo rigoroso sulla coesione che appiana le divergenze individuali in favore della moralità che assicura loro la tolleranza, ma può anche accadere che, se esposto ad una ostilità irriducibile, ci si possa ostinare a disinteressarsi all’opinione pubblica.

Il ruolo della famiglia

Soffermandosi sul ruolo della famiglia, invece, Durkheim nota come i matrimoni precoci abbiano un’influenza aggravante sul suicidio, soprattutto per gli uomini, sebbene a partire dai 20 anni, i coniugati beneficino di un coefficiente di preservazione che aumenta all’aumentare dei figli (soprattutto nella donna, per la quale, altrimenti, il matrimonio non è che una condizione negativa).

I sentimenti collettivi provati da ogni coscienza, infatti, si ripercuotono sulle altre, portando alla nascita di tradizioni che aumentano la coesione del gruppo e l’intensità della vita collettiva, oggi minacciata dal disgregarsi della società familiare, al punto che i giovani, lasciando l’ambiente familiare prima che siano in grado di costruirne un’altra, vivono in un isolamento che aumenta il rischio di suicidi. Tale coefficiente è dovuto.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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