Introduzione
Necessario ridefinire il concetto di suicidio (Ricerca scientifica: ri-determinare le parole, oltre il senso comune fissazione→di Durkheim). L'oggetto dello studio è il tasso sociale dei suicidi.
“Si chiama suicidio ogni caso di morte che risulti direttamente o indirettamente da un atto positivo o negativo, compiuto dalla vittima stessa consapevole di produrre questo risultato”.
I suicidi, nell'insieme della vita morale, sono la forma esagerata di pratiche usuali, non un atto mostruoso. Quando non si ha totale certezza dell'effetto dell'atto – es: uomo che si esponga per gli altri – non si può parlare di suicidio; tuttavia non se ne discosta radicalmente.
Il suicidio è un atto dell'individuo che incide solo sull'individuo sembra → essere campo solo di psicologia. In realtà, se “si considera l'insieme dei suicidi commessi in una determinata società, durante una determinata unità di tempo, si constata che il totale così ottenuto non è una semplice somma di unità indipendenti” per una stessa società la cifra è invariabile (le variazioni → sono l'eccezione, contemporanee a momenti di crisi).
Le motivazioni individuali non contano, perché non spiegano come la società abbia una tendenza più o meno intensa al suicidio. La somma dei suicidi individuali non spiega il tasso sociale dei suicidi. Ogni società ha, ad ogni momento della sua storia, una caratteristica attitudine al suicidio. Rapporto tra cifra globale delle morti volontarie e quella della popolazione totale: tasso della mortalità suicida proprio della società considerata. Misura l'intensità di tale attitudine al suicidio.
Il tasso di mortalità suicida è costante. Inoltre, il tasso medio di mortalità suicida è quasi uguale per tutti i popoli che sono arrivati pressappoco allo stesso grado di civiltà. Il tasso dei suicidi costituisce un ordine di fatti unico e determinato, che si distingue da tutte le altre cause di morte. Ogni società è predisposta a fornire un contingente determinato di morti volontarie. Il suicidio può essere oggetto di studio della sociologia si vanno → ad analizzare le condizioni da cui dipende il tasso sociale dei suicidi.
Oggetto del lavoro: il tasso sociale dei suicidi. Divisione in tre parti in cui vengono affrontati questi punti:
- Il fenomeno può essere attribuito a cause extra-sociali di grande generalità, o a cause propriamente sociali.
- L'influenza delle prime è nulla o molto limitata. Verranno determinate dunque le cause sociali:
- La loro natura
- Il modo in cui producono i loro effetti
- Le relazioni con gli stati individuali
- Per cercare di determinare:
- In cosa consiste l'elemento sociale del suicidio
- Quali sono i suoi rapporti con gli altri fatti sociali
- Con quali mezzi è possibile agire su di essa
Libro primo. I fattori extrasociali
Il suicidio e gli stati psicopatici
Cause extrasociali:
- Disposizioni organico-psichiche
- Natura dell'ambiente fisico
Se nella morte volontaria ci fosse come causa la malattia mentale il suicidio sarebbe solo un'affezione individuale. Ma non è così: dopo tutte le confutazioni a teorie precedenti D. conclude sostenendo che “il tasso sociale dei suicidi non avvalora alcuna relazione con la tendenza alla follia”.
Il suicidio e gli stati psicologici normali. La razza. L'ereditarietà
Ci si può chiedere se il suicidio sia legato alla razza. Per D. non c'è relazione, il suicidio non è ereditario, è contagioso.
Il suicidio e i fattori cosmici
Tra i fattori cosmici solo a due è attribuita una tendenza suicidogena: clima e temperatura stagionale. Confrontando temperature e suicidi D. scopre che l'apice massimo dei suicidi viene raggiunto nella bella stagione, in estate soprattutto. Non è la temperatura a incidere, quanto la maggior lunghezza della giornata (la maggior parte dei suicidi si verifica di giorno). Il giorno favorisce il suicidio perché è il momento in cui gli affari → sono più attivi, i rapporti umani si incrociano, e la vita sociale è più intensa.
L'imitazione
Ri-definire il termine “imitazione”. Per capire quale influenza può avere sul tasso dei suicidi bisogna leggerlo in questa accezione: “Vi è imitazione quando un atto ha per antecedente immediato la rappresentazione di un atto simile, precedentemente compiuto da altri, senza che fra questa rappresentazione e l'esecuzione si inserisca alcuna operazione intellettuale, esplicita o implicita, che verta sui caratteri intrinsechi dell'atto riprodotto.”
Ipotesi: l'idea di suicidio si comunica per contagio (rimbalzi, più o meno ripetuti di fatti individuali). Precisazione: Se questa influenza esiste, dev'essere sensibile soprattutto nella ripartizione geografica. Esamina: non ci sono prove. Se pare certo che il suicidio è contagioso da individuo a individuo, non si vede mai l'imitazione propagarlo in modo tale da incidere sul tasso sociale dei suicidi. Conclusioni: Salvo in rarissime eccezioni, l'imitazione non è un fattore originale del suicidio, è priva di influenza sociale.
Libro secondo. Cause sociali e tipi sociali
Metodo per determinarli
Per ogni gruppo sociale esiste una specifica tendenza al suicidio che dipende da cause sociali e costituisce di per sé un fenomeno collettivo. Tendenza unica o c'è pluralità di tendenze? Bisogna analizzare i suicidi individuali e raggrupparli in categorie, individuando le cause e l'importanza rispettiva. Possiamo costituire tipi di suicidio classificandone le cause (le condizioni sociali) che li producono classificazione eziologica (a partire dalle cause) con metodo deduttivo (la classificazione morfologica, le informazioni sui casi individuali, i caratteri, serviranno da verifica). Oggetto di studio è il tasso sociale dei suicidi si procede dal tutto alle parti.
Come determinare le cause? Documenti giudiziari lacunosi, spesso le cause sono interpretate (perdita di impiego, ubriachezza, sofferenze fisiche...). In più, non sono le vere cause del suicidio, sono solo apparenti è uno “stato più generale” la vera causa. Per cercare le cause generali si vanno a vedere le condizioni dei vari ambienti sociali (famiglia, società politica, ecc) in funzione dei quali varia il suicidio.
Il suicidio egoistico
Confessioni religiose
Modo in cui le varie confessioni religiose influiscono sul suicidio:
- Paesi cattolici: molto poco sviluppato
- Paesi protestanti: sviluppato al massimo (Entrambe le religioni lo puniscono severamente)
- Ebrei: molto poco sviluppato
Cattolicesimo: fortemente gerarchizzato, interpretazione vietata al singolo, no variazione di pensiero. Protestantesimo: non c'è gerarchia (a eccezione dell'Inghilterra), individualismo religioso, possibili più interpretazioni. Giudaismo: società compatta per contrastare l'ostilità esterna, scarso posto al giudizio individuale, pratiche che regolano i dettagli dell'esistenza.
Il gusto dell'istruzione è più vivo tra protestanti che tra cattolici esiste un rapporto tra istruzione e suicidio. La donna si uccide meno dell'uomo, infatti è meno istruita. Negli ambienti colti la tendenza al suicidio è aggravata a causa dell'indebolirsi delle credenze tradizionali e allo stato di individualismo morale che ne risulta. Quando la società religiosa è meno coesa la tendenza al suicidio aumenta. Una società integrata, una vita collettiva intensa, preserva dalle tendenze suicide. Quando la società religiosa è integrata e intensa si verificano meno suicidi.
Famiglia e società politica
Esamina della famiglia e della società politica, per vedere se il discorso vale per altri tipi di società.
Famiglia
- I matrimoni troppo precoci hanno un'influenza aggravante sul suicidio, soprattutto per gli uomini.
- A partire dai 20 anni i coniugati dei due sessi si suicidano meno dei celibi.
- Il coefficiente di preservazione dei coniugati rispetto ai celibi varia a seconda del sesso (Bisogna vedere quale dei due sessi è più favorito in una determinata società).
- I vedovi si uccidono più dei coniugati ma meno dei celibi, anche qui dipende dai sessi e dal sesso più o meno favorito, e dipende dalle tendenze possedute nello stato matrimoniale.
NB: qui D. accenna che ogni rottura di equilibrio spinge al suicidio.
- Le donne sposate si uccidono più delle donne celibi (il fenomeno cresce in base alla durata del matrimonio).
- Ma attenzione: bisogna guardare alla presenza dei figli, che attenuano i tassi di suicidio.
- Le donne sposate senza figli si uccidono di una metà più delle nubili.
In generale: La società coniugale nuoce alla donna e aggrava la sua tendenza al suicidio. La presenza di figli attenua e corregge l'azione negativa del matrimonio. È la società familiare ad attenuare questo fenomeno.
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Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Stauder, libro consigliato Il Suicidio di Durkheim
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Riassunto esame Sociologia, prof. Stauder, libro consigliato Il suicidio, Durkheim
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Riassunto esame Sociologia generale, prof. De Cataldo, libro consigliato Il suicidio, Durkheim
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Riassunto esame sociologia generale, prof Scalon, libro consigliato Il mondo in questione, Jedlowski