Che materia stai cercando?

Riassunto esame Sociologia, prof. Stauder, libro consigliato Il narcisismo esteso, Stauder

Riassunto studiato per l'esame di Sociologia, basato sullo studio autonomo del testo consigliato dal professor Paolo Stauder: "Il narcisismo esteso" di Paolo Stauder. Università degli studi Carlo Bo - Uniurb, facoltà di Scienze della comunicazione. Scarica il file in PDF!

Esame di Sociologia docente Prof. P. Stauder

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il narcisismo esteso (P.Stauder)

- La solitudine

Nella “società di solitari” di cui parla il sociologo e psicologo Moscovici, invece, il

civilizzato delle grandi città dimentica la necessità della comunità, ritornando

all’isolamento, privo di legami con altri individui motivati esclusivamente dal

bisogno,

Allo stesso modo, anche il protestantesimo aveva chiesto all’individuo di isolarsi

per poter entrare in contatto col divino ed adempiere alla propria vocazione.

La crisi del legame sociale diventa, quindi, la premessa per una

solitudine non mortificata, in cui l’individuo scopre il piacere di restare

solo con sé stesso.

Il pediatra e psicanalista inglese Winnicott, infatti, sottolinea come la

madre, proteggendo il diritto del bambino alla sperimentazione della

propria vita autentica in totale solitudine e svolgendo la funzione di

sostegno dell’Io, permetta poi all’adulto di sperimentare la solitudine

come mezzo per entrare in contatto con le parti più autentiche di sé,

poiché non lo sottopone ad un mortificante controllo, ma funge da

specchio biologico, proteggendolo dallo “sguardo” di Sartre, per il quale

viviamo in una “società senza specchi” incapace di guardare gli aspetti

costitutivi della specificità umana, ma che guida il comportamento

dell’individuo giudicandolo in base alla pura apparenza e ponendolo in

una condizione di sudditanza, poiché l’uomo non riesce ad essere

padrone dell’immagine che gli altri hanno di lui e che, inevitabilmente,

ha il potere di attribuire un senso negativo a ciò che egli è.

Secondo lo storico Grunberger, Narciso è catturato dall’immagine riflessa nello

specchio d’acqua proprio perché desidera ritornare al liquido amniotico,

continuando ad amare la madre assente con la stessa intensità, al punto che

l’attaccamento alla vita lo rende incapace di distinguerla dall’esterno, portandolo

a soccombere alla prima esperienza del mondo, poiché lo specchio d’acqua, al

contrario della madre, non lo ama.

La psicoanalisi parla, infatti, di modalità relazionali basate su scelte

oggettuali narcisistiche, sulla base della somiglianza con sé stessi, o

analitiche (per appoggio), nei confronti di persone che dispensano cure.

Il bambino, secondo Freud, dipende dalla madre poiché essa soddisfa i suoi

bisogni elementari di sopravvivenza, scindendo l’amore verso la madre da quello

verso sé stessi.

Lo psicanalista Spitz ha infatti dimostrato che il bambino compie un

passaggio dallo stadio “pre-oggettuale” (in cui sorride senza stimoli

esterni) a quello in cui sorride soltanto in presenza di visi noti. I bambini

ospedalizzati oggetti del suo studio, privati della presenza della madre,

entravano in una depressione analitica che li portava a passare dal

pianto alla perdita di peso, rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo

nello sviluppo motorio, fino a che, dopo il terzo mese, il pianto cessa e il

bambino cade in uno stato letargico da cui può riemergere solo se

avverte la presenza di qualcuno che si prende cura di lui e sostituisce la

madre.

La scissione tra narcisismo e amore per la madre viene superata da Brown, il

quale afferma che la separazione tra madre e figlio avviene soltanto nella realtà

sociale, che dispensa amore solo a condizione che si rinunci all’amore di

sé per l’amore verso gli altri. La consapevolezza del Sé come realtà separata e

amata, al contrario, consente di accettare la possibilità che gli elementi esterni

percepiti possano essere perduti: la continuità madre-figlio, infatti, consolida le

capacità esecutive e l’autonomia nei confronti delle richieste provenienti

dall’esterno.

Allo stesso modo, per Crespi, se la morale si pone obiettivi razionali

collettivi e priva l’individuo della libertà di ricercare sé stesso,

imponendo a tutti lo stesso percorso e “rassicurandolo” definendo gli

obiettivi che egli deve raggiungere, l’etica vince la paura di restare soli

con se stessi e la subordinazione al giudizio altrui, negando l’alterità

come depositaria di verità assolute e favorendo la conoscenza della

propria verità, senza timore di guardarsi dentro e smascherare

perversioni, debolezze e conflitti.

Fantasia ed immaginazione, quindi, non sono più inutili benché piacevoli, ma

conservano la struttura della psiche non ancora organizzata dalla realtà.

Attraverso questi meccanismi inconsci azionati dalla memoria, quindi, l’opera

creatrice si conclude ed ogni dualismo viene neutralizzato nel ritorno al corpo,

attraverso il ricordo e le altre manifestazioni improvvise dell’inconscio, unica

fonte di gioia non accompagnata dall’angoscia per la sua transitorietà, come

sostiene il sociologo e filosofo Marcuse. L’uomo, quindi, non fugge dalla

realtà, ma scopre all’interno della memoria un ambiente devoto in cui

recuperare archeologicamente un senso che si estende a tutte le cose,

con metodo scientifico che conferisce all’immaginazione pari dignità con

la ragione, poiché sfrutta proprio i punti di rottura del legame sociale,

per trasformare l’emarginazione in autonomia e amore verso la vita. La

fantasia è, quindi, indispensabile per il successo dell’indagine conoscitiva poiché

sospende la realtà esterna e reclama il primato del principio di piacere su quello

di realtà, una realtà messa tra parentesi per elaborare un’ipotesi, nella quale

tutte le cose sono osservate sotto un altro punto di vista.

Ecco come tutti gli aspetti della realtà, per il sociologo francese Touraine, si

presentano in una forma sociale ed una non sociale: la musica stessa diventa non

sociale nel momento in cui non esprime l’appartenenza a una nazione o a un

gruppo.

Allo stesso modo, Prodi sottolinea come l’uomo possieda non le cose ma il nome

che le sostituisce, tanto che, come sottolinea lo psichiatra e psicanalista Resnik,

persino i simboli risultano essere modelli di assenza, a meno che, come

afferma Goux, essi abbiano un “sovraccarico affettivo”, ossia quando

hanno una loro profondità che va oltre la semplice sostituzione di una

cosa con un’altra, poiché l’onda emotiva supera la forma, spingendo

l’individuo oltre l’involucro simbolico, come avviene, ad esempio, nelle

forme d’arte. L’inconscio elevato, infatti, rivela al suo interno una spinta,

un ricordo che rovescia e supera la realtà esterna poiché non può essere

razionalizzato, interrompendo l’egemonia del principio di realtà e dando

vita a ciò che il simbolo irrazionale nasconde, ossia la carica affettiva

originariamente rivolta al corpo, al modo di vivere che gli è più naturale.

La disponibilità, quindi, non è più rivolta alla realtà esterna, ma riversata

sul sé, riducendo l’area di interazione del soggetto per ricostruire

l’ambiente, investendo affettivamente su di sé, nella ricerca di uno stato

di benessere concreto, che si traduce nella pura e semplice

sopravvivenza, nella difesa del vero Io di cui, secondo Marcuse, noi non

sentiamo che un residuo avvizzito di un sentimento che nell’infanzia abbracciava

l’universo intero.

Pertanto, egli sostiene che il narcisismo possa dare vita ad un nuovo

principio di realtà, in cui la carica libidica dell’io diventa fonte di cariche

libidiche del mondo oggettivo, raggiungendo quello che, secondo Brown,

è lo scopo dell’Eros: l’unione con oggetti esterni. Ciò che l’uomo cerca,

quindi, è un mondo da amare come ama se stesso, attraverso uno slancio

verso realtà permeate della stessa sostanza della vita, con cui ricostruire

una continuità con il mondo, percepito come un prolungamento della

vita. Grunberger afferma, infatti, che come tendere verso qualcosa

significa essere la cosa stessa, l’unione narcisistica espande il Sé e

rappresenta, quindi, la felicità (basti pensare a come i genitori, attraverso il

figlio, sospendono l’opera delle acquisizioni culturali per recuperare il narcisismo

abbandonato). L’estensione dell’equilibrio individuale nelle relazioni tra

individui, quindi, permette di vivere nell’ambiente senza individuarvi un

valore da idealizzare, ma trovando la propria concretezza nel vissuto

individuale.

Tale linea di pensiero è condivisa anche da Touraine, che sottolinea come,

sebbene per ritornare a sé stessi l’uomo non possa che partire dalla relazione col

proprio corpo (ponendo l’innamorato ad attendere in solitudine la risposta

dell’amato), laddove non sia costretto per tradizione o interesse, né sia

richiamato all’ordine dei progetti e del matrimonio, l’amore perde la sua forma

sociale.

Allo stesso modo, Quignard, identificherà un altro ostacolo alla socializzazione

proprio nell’amore che si oppone ai criteri tradizionali e alle logiche del buon

senso, mettendo in discussione l’importanza delle differenze. In questo caso, la

coscienza collettiva viene oscurata dalla presenza di Eros, dalla forma non sociale

dell’amore: gli amanti, infatti, diventano ambiente l’uno per l’altro, entrano in

simbiosi lontano dalla collettività, al punto che ciò che la persona rappresenta a

livello sociale non importa più. Se costruirsi sull’altro per salvare sé stessi implica

la rimozione dell’Eros in favore di relazioni tra un gran numero di persone,

nell’amore sessuale le due persone coinvolte non hanno nessun interesse per il

mondo esterno: la coppia basta a sé stessa.

Secondo Freud, l’amore è percepito come qualcosa da preservare a colui o colei

che lo merita, poiché condivide dei tratti della mia persona che mi consentono di

amare me stesso in lui.

Come afferma Brown, infatti, l’amore veramente felice è quello in cui

libido narcisistica e libido per gli oggetti non possono essere distinte,

poiché in tal modo il narcisismo non si esaurisce al suo interno, ma si

estende a creare una realtà da amare come ama sé stessa.


PAGINE

7

PESO

229.17 KB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Stauder Paolo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia

Riassunto esame Sociologia, prof. Stauder, libro consigliato Il suicidio, Durkheim
Appunto
Riassunto esame Sociologia, prof. Stauder, libro consigliato Prima della creazione, Stauder
Appunto
Riassunto esame Sociologia dei mass media e linguaggi del brand, prof. Valli, libro consigliato Sociologia dei media,McQuail
Appunto
Riassunto esame Sociologia del benessere, prof. Matteucci, libro consigliato Comunicare la salute e promuovere il benessere, Matteucci
Appunto