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07-10-2020

L’era delle migrazioni

si pensa che la povertà sia la principale causa delle migrazioni, ma è solo uno dei fattori.

L’organizzazione internazionale delle migrazioni (europeo international organization for

migration) è la principale agenzia di riferimento sul fenomeno migratorio, è stata fondata nel

1951 e l’italia fa parte dei fondatori. Ogni anno si occupa di pubblicare report.

Le persone si sono sempre spostate, ma perché quella contemporanea può essere definita

age of migration?

- 1 oggi assistiamo ad un intensificazione dei flussi migratori rispetto al passato che

soprattutto stanno interessando diverse aree del pianeta. => intensificazione e

distribuzione geografica delle migrazioni

- 2 maggiore diversificazione dei flussi migratori, i flussi migratori sono cambiati e si

sono diversificati nella loro composizione:

- la femminilizzazione dei flussi migratori → ora il 52% sono uomini e il 48%

sono donne, nel secondo dopoguerra erano principalmente uomini soli migrati

in seguito alla richiesta di manodopera per la ricostruzione post bellica;

- i migranti non sono sono più tali per ragioni economiche ma esistono gli

sfollati, coloro che non hanno le risorse per uscire dal paese, o i rifugiati

politici.

- 3 politicizzazione dei flussi migratori

quali sono gli effetti delle migrazioni?

- piano demografico→ le società si modificano con l’arrivo dei migranti, sia i paesi

riceventi sia i paesi d'origine.

ci si concentra sempre sui paesi d’arrivo ma gli effetti delle migrazioni sono enormi

anche sui paesi d’origine.

- vita sociale

- livello politico e istituzionale →gli immigrati con il tempo diventano migranti

stabili e diventa una migrazione di lungo periodo. Con questo iniziano ad

emergere richiesta di diritti civili, politici e sociali, accesso al welfare ecc. tutto

ciò va ad incidere quindi sul lato politico e istituzionale

- livello economico →il mercato del lavoro è estremamente etnicamente

segmentato; la presenza di migranti rappresenta il 10% della popolazione

attiva.

- culturale- identitario

- vita quotidiana

migrazioni e diversità

​ migrazioni come risorsa o come problema?

le organizzazioni internazionali cercano di promuovere la diversità:

si cerca di dare un’altra immagine alla migrazione, anche all’interno delle imprese è sempre

più diffuso il “diversity management”, un approccio che cerca di valorizzare la presenza di

persone con culture diverse e con competenze diverse.

video

perchè le persone si spostano? motivi economici, ambientali ( i cambiamenti climatici sono

strettamente connessi alle migrazioni), guerra, persecuzioni, mancanza di servizi e di

infrastrutture assenti nelle strutture d’origine

dove migrano principalmente i migranti? in città

cosa inviano i migranti nei paesi d’origine? le rimesse, sono uno degli aspetti che tengono

un legame costante tra i paesi d’arrivo e quelli d’origine, non si può immaginare una cesura

netta tra paese d’arrivo e paese d’origine, una sorta di “doppia fedeltà”

Quanti sono percentualmente i migranti internazionali nel 2019 del mondo?

i migranti non sono gli stessi in tutti i paesi, quindi attenzione alla statistiche,

se guardiamo i numeri assoluti c’è stata una crescita significativa, in termini percentuali non

sembra un aumento così grande.

le percentuali inoltre dipendono dalla modalità del paese di raccogliere, e dalla legislazione

(es. dopo un po’ di tempo una persona in un paese non è più considerata migrante mentre in

un altro si)

le migrazioni sono una delle cause della globalizzazione, nonostante la possibilità di

movimento delle persone sia inferiore rispetto a quella di beni

quali sono i 5 principali paesi d’origine dei migranti nel mondo?

1 india, con 18M

2 messico, con 12 M

3 cina; con 11 M

4 russia, con 10M

5 siria, con 8M

5 principali paesi d’arrivo

1 stati uniti 52M

2 germania 13 M

3 arabia saudita 13 M

4 russia

4 inghilterra

perchè le persone di spostano?

- cambiamenti climatici e demografici

- repressione politica

- conflitti e persecuzioni

- motivi economici

- legami tra paese di origine e di destinazione

fattori push: sono quei fattori che possono essere ricondotti al paese d’origine dei migranti

fattori pull: fattori che spingono i migrante verso il paese d’arrivo.

nuove forme di mobilità umana

- studio

- motivi affettivi

- pensionamento

video

Saskia Sassen specifica in modo chiaro perché non è possibile fermarsi al nesso

immigrazione-povertà, e perchè dobbiamo studiare i fattori che portano le persone a

spostarsi

- Non sono importanti solo i fattori PUSH, le migrazioni cominciano nei paesi di

E

destinazione. le ragioni delle migrazioni devono essere indagate in quest’ultimi.

- esempio migrazione dei Dominicani negli USA – necessità di attività negli USA di

persone che svolgessero lavori meno qualificati

- L’idea che tutti vogliono venire nei paesi più sviluppati non è necessariamente vera,

alcune volte le persone sono costrette a lasciare i loro paesi

teorie sulle cause delle migrazioni

fattori di espulsione, fattori autopropulsivi, fattori di attrazione

fattori di espulsione (PUSH)

​ - povertà, non in termini assoluti, ma nel senso di deprivazione relativa, coloro che

partono non sono i più poveri, perché comunque servono delle risorse per partire.

deprivazione relativa → essere più poveri rispetto ad un gruppo preso come

riferimento.

ci sono anche fattori PULL, quindi fattori di attrazione

- assenza di servizi o sistemi di protezione

fattori autopropulsivi, fattori che portano le immigrazioni a continuare anche dove le

opportunità lavorative sono minori o dove i regimi migratori si sono ridotti rispetto al passato

1. teoria neoclassica

ci dice che il migrante è un mero fattore economico, basa la sua scelta di lasciare il paese

sulla base dell’analisi di costi e benefici dell’immigrazione (se ci sono maggiori possibilità

d’impiego o salari più alti). quindi è una scelta riconducibile ad un singolo individuo che

decide di partire perché è una scelta proficua. C’è l’idea di una “mano invisibile” del mercato

che guida gli individui.

- migrazione come scelta individuale

- analisi costi e benefici

- migrante come attore economico

- modello formalizzato

critiche:

questa teoria non ci permette di capire perché una persona decide di andare in un posto

piuttosto che in un altro, quindi questa teoria presenta dei limiti:

1. modello a-stoico, altamente formalizzato che dovremmo adottare per ogni situazione,

ciò non si può fare perché non tiene in considerazione una serie di cose, e non

riesce a spiegare le scelte personali del migrante.

2. gli immigrati non sono attori economici che possiedono tutte le informazioni

necessarie per ottimizzare le proprie scelte e poter fare un calcolo di costi e benefici.

3. I migranti non scelgono necessariamente la scelta più vantaggiosa.

4. minimizza il ruolo degli stati →bisogna tenere conto di come sono regolati gli ingressi

nei vari paesi

aspetto importante della teoria neoclassica

gli squilibri tra domanda e offerta di lavoro sono uno dei fattori che possono incidere sulla

scelta di migrare.

la nuova economia delle migrazioni tenta di superare l’approccio della teoria neoclassica.

2.nuova teoria delle migrazioni

- la scelta di migrare si sviluppa all’interno di un gruppo sociale,una famiglia, o una

comunità. questo approccio parte dagli anni 80, e sottolinea che la scelta di migrare è

segnata non solo dal massimizzare i guadagni ma anche dalla volontà di minimizzare i

rischi.

la nuova teoria delle migrazioni si basa su:

. - strategie familiari di diversificazione (migrazione come processo familiare) → se

diversi componenti delle famiglie sono impiegati in attività diverse si riducono anche i

rischi.esempio: all’interno di una famiglia dove non sono presenti i sistemi del welfare

potrebbe essere utile la partenza di un membro che manda dal paese d’arrivo le

cosiddette rimesse

- la presenza di reti di welfare nei paesi di arrivo influenza la scelta di partire.

- deprivazione relativa → non sono sempre i più poveri a partire ma sono quelli che si

sentono più poveri rispetto ad un gruppo sociale di riferimento.

- migrare per compensare l'assenza di sistemi assicurativi → esempio: agricoltori

messicani che decidono di emigrare negli Usa, in messico non c’è sistema

assicurativo per difendersi da eventi avversi.

le migrazioni sono un processo anche familiare e non riconducibile esclusivamente al solo

individuo.

la povertà non è l’unico elemento alla base dell’immigrazione. quando c’è maggiore

benessere all'interno di un paese ci sara una maggiore pressione migratoria.

maggiore benessere maggiore pressione migratoria

- quando le condizioni di benessere in un paese aumentano aumenta anche la

pressione migratoria, quando un paese inizia a svilupparsi per una serie di motivi

vedrà più persone migrare → le persone hanno più mezzi e più risorse per partire, ci

sono più connessioni e circolano più informazioni. Più informazioni mi permettono di

ridurre i rischi della migrazione.

- deprivazione relativa, il paese so sta arricchendo, mi sento più povero, decido di

partire e di arricchirmi.

- quando un paese inizia ad essere incorporato dal mercato internazionale è spinto a

maggiori cambiamenti e a maggiori rischi, ciò porta le persone a migrare per ridurre i

rischi 12-20-2020

3.teoria del mercato duale del lavoro

viene elaborata a partire dagli anni 80, le migrazioni sono generate e si originano nei paesi

economicamente più avanzati che hanno un fabbisogno maggiore di lavoro immigrato che

viene usato principalmente per i cosiddetti bad jobs, lavori delle 5 P: pesanti, precari,

pericolosi, poco pagati, penalizzati socialmente

=> si viene a creare un settore primario (formato da nativi)e un settore secondario (dove si

trovano i migranti)

i nativi tendono a rifiutare i bad jobs per una serie di motivi:

- la popolazione è sempre più istruita, si investe sempre di più nello studio => quando

ci si inserisce nel mercato del lavoro non sempre si è disponibili ad accettare

qualsiasi lavoro

- il lavoro non è solo fonte di reddito ma corrisponde anche all’ status sociale

Gli immigrati sono più propensi ad accettare questi bad jobs per diverse ragioni (anche

migranti qualificati):

- temporaneità e mito del ritorno​ , spesso nei migranti è diffusa l’idea che la

migrazione sia un momento temporaneo della loro vita, quello che spesso succede è

che la migrazione da temporanea diventa stabile. la migrazione è un fenomeno

strutturale dei paesi europei, la maggior parte dei flussi si trasformano in presenze

stabili. ​

- consapevolezza delle scarse opportunità di impiego nel paese di arrivo e

urgenza di trovarsi un lavoro

- redditi più alti rispetto a quelli in patria​ , un lavoro scarsamente retribuito da

comunque un reddito più alto rispetto a quello del paese d’origine

- il lavoro contribuisce allo status sociale e va a contribuire all’idea che noi abbiamo di

noi stessi. il migrante trova il suo prestigio quando tornando nel paese d’origine

portano dei regali .​ prestigio sociale​ : rimesse e regali in patria per riscattarsi.

città globali

in queste città si può vedere una polarizzazione dell’economia, il contrasto netto tra settore

primario e secondario.

settore primario: uomo nativo, appartenenti al gruppo etnico maggioritario.

settore secondario: status giuridico irregolare, appartenenza a minoranze etniche.

il settore primario ha bisogno e dipende del settore secondario

questa teoria ci aiuta a comprendere il ruolo delle politiche di reclutamento/regimi migratori

nel dare origine ai flussi migratori.

critica: si concentra sul paese d’arrivo e non sulle scelte del singolo.

video

anche in italia i migranti si sono trovati ad occupare le fasce più basse

4. teoria del sistema mondo ​

Questa teoria ci induce a spostare la nostra attenzione sulla struttura complessiva del

mercato mondiale​ , all’interno del quale possiamo osservare veri e propri rapporti di

dominazione​ delle economie capitalistiche sviluppate su quelle meno sviluppate.

i modelli di tipo coloniale tra paesi ricchi e poveri concorrono a mantenere una struttura

iniqua e accrescono le disuguaglianze nei paesi poveri: questo genera maggiori flussi

migratori

la migrazione è vista come uno dei mezzi attraverso quali si forgiano questi rapporti di

dominazione.

critiche:

- le migrazioni sono usate come strumento di dominio, cioè “i paesi ricchi sfruttano i

paesi poveri per la manodopera”. quando però i paesi ricchi vogliono interrompere i

flussi migratori questi spesso non riescono,cade l’idea originale di una migrazione

per il lavoro temporaneo.

- trascura le motivazioni individuali dei gruppo coinvolti -> le migrazioni non sono il

risultato solo di rapporti di dominazione ma sono anche esito di scelte individuali o

maturate all’interno della famiglia

5.teoria dell’economia mondo

secondo Wallerstein e altri teorici, l’arrivo di investimenti e capitali esteri, invece di portare

maggiore sviluppo ha portato ad un maggiore impoverimento dei paesi più poveri. questo

comporta un depauperamento dei paesi poveri e un loro degrado ambientale => vengono

visti come un mercato di consumo per le merci dei paesi più ricchi.

La migrazioni internazionali è vista come ulteriore impoverimento dei paesi per il fenomeno

​ ​

di brain drain​ e brain wasting​ .

Brain drain e brain wasting​ .

se un giovane dopo essersi formato nel paese d’origine porta con sé tutte le proprie

conoscenze lasciando il paese d’origine un po’ più povero. I paesi d’origine perdono risorse

umane perdono le menti più brillanti(brain drain), in più questa potenzialità viene persa nei

paesi d’arrivo, i migranti svolgono lavori inferiori rispetto ai loro titoli di studio, spesso i titoli di

studio non vengono riconosciuti e le competenze non sono spendibili (brain wasting).

nel corso degli ultimi anni sono stati sviluppati diversi progetti per riconoscere le skills dei

migranti, a livello internazionale se ne occupa l’ international labour organisation ILO

=>concetto fondamentale: nella distinzione del lavoro nelle economie avanzate si replicano i

rapporti di forza tra paesi ricchi e paesi poveri​ : i migranti dai paesi in via di sviluppo

occupano posizioni più basse della scala sociale.

critiche:

si sottovaluta il ruolo di agency del singolo individuo, e le sue capacità. L’attenzione alle

strutture del mercato globale toglie completamente l’attenzione sulla capacità del singolo

migrante di scegliere e modificare i contesti d’arrivo, incidere sul proprio destino

6.teoria dei network

questa teoria si concentra sui fattori autopropulsivi, cioè quei fattori che fanno in modo che le

migrazioni continuino nel tempo anche quando una serie di fattori avversi si interpongono ai

flussi migratori (esempio: chiusura delle politiche degli ingressi).

Questa teoria è concentrata sulla centralità delle reti (familiari, parenti, amici, conoscenti)

nella scelta di migrare.

immaginiamo un migrante che deve decidere di spostarsi, su cosa può basare la propria

decisione e su cosa può organizzare il piano migratorio? questo può essere fatto basandosi

su una rete, cioè per esempio membri della propria comunità migrati in precedenza, questa

rete è in grado di dare una serie di informazioni utili relativi anche alle opportunità presenti

nel paese d’arrivo, come trovare un alloggio, come ottenere i documenti ecc

danno informazioni cognitive fondamentali per il processo migratorio, sia prima della

partenza che dopo, come una “rete di supporto”.

i network:

- forniscono nuove opportunità

- rafforzano il senso di appartenenza

- favoriscono informazioni e strategie (risorse cognitive)

- riducono i costi delle migrazioni

- riducono i rischi

nella mia scelta di migrare sceglierò quindi un posto dove posso avere degli appoggi che mi

aiuteranno a ridurre i rischi.

concetto:

- natura autopropulsiva delle migrazioni, oltre le decisioni individuali o regimi migratori.

=>le migrazioni quindi nascono anche dalle reti, grazie ai ponti che esistono tra paese

d’origine e paese d’arrivo. le migrazioni hanno una natura autopropulsiva, si alimentano da

sole.

queste teorie non si escludono a vicenda

7.teoria istituzionalista delle migrazioni

prende in considerazione due tipi di organizzazioni:

- organizzazioni pro immigrati, associazioni che offrono sostegno ai migranti, inoltre

sono occupate alla loro tutela dei loro diritti sul piano pubblico e politico. Queste

organizzazioni contribuiscono ad accrescere il capitale sociale al quale i migranti

possono accedere → insieme di informazioni e sostegni concreti al quale i migranti

possono accedere, questo permette il mantenimento dei flussi (natura autopropulsiva

dei flussi)

- organizzazioni che speculano sulle migrazioni (organizzazioni criminali), impegnate

nel fornire documenti falsi, combinare matrimoni, tratta dei migranti ecc., anche

questo contribuisce a mantenere i flussi migratori

quindi quali sono le cause della migrazione? (riassuntino)

tre livelli:

macrostrutture​ : fatto

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher worms22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia della convivenza interetnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Riniolo Veronica.
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