Sociologia della famiglia manuale
Introduzione: discorsi di famiglia
Famiglia come costruzione sociale: La famiglia è uno dei luoghi privilegiati di costruzione sociale della realtà: entro i rapporti familiari gli eventi della vita individuale ricevono il loro significato, e così vengono consegnati all'esperienza individuale. Ad esempio, si parla di relazioni extra- o pre-coniugali per identificare i rapporti sessuali e affettivi tra persone non legate da vincoli matrimoniali, di nascite naturali per distinguerle da quelle legittime che avvengono all'interno di un matrimonio. In una stessa società o epoca possono coesistere modi diversi di definire la famiglia. Anche a livello normativo, la famiglia anagrafica non coincide necessariamente con quella del codice. Questo statuto incerto dimostra non solo la variabilità storica e sociale, ma anche la molteplicità dei discorsi che definiscono la famiglia.
Immagini contraddittorie: La famiglia costituisce il materiale privilegiato di cui sono costruiti i miti, non sempre positivi: la "Sacra famiglia" di tradizione cristiana, ma anche visioni di un futuro felice perché senza famiglia. Accanto alle immagini anche contemporanee della famiglia rifugio-della famiglia luogo dell'intimità e dell'affettività, archetipo della solidarietà, ci sono le immagini della famiglia come luogo dell'oppressione, dell'obbligo, dell'egoismo. Ciò che accomuna queste immagini è da un lato la loro astoricità, dall'altro sembrano considerare la famiglia a tutto tondo.
Spazio e differenze: La varietà di esperienze familiari del passato indica l'impossibilità di costruire una vicenda unitaria delle trasformazioni della famiglia. La storia umana presenta un esauribile repertorio di modi di costruire la famiglia. Studi comparativi di GOODE e THERBORN dimostrano come culture e modelli organizzativi familiari in partenza diversi, elaborino il cambiamento in modo specifico. Sostengono che la famiglia sia uno degli attori sociali che contribuisce a definire modi e tempi del mutamento sociale. La famiglia differenzia anche l'esperienza di coloro da cui è costituita:
- Sesso: Riconoscere che l'umanità ha due sessi diviene principio organizzativo che ordina i rapporti sociali e i destini individuali. A livello familiare, l'appartenenza sessuale diventa un destino sociale, ad esempio all'interno si dispiega la divisione di lavoro, spazi e competenze.
- Generazioni: I rapporti e il succedersi delle generazioni sono strumento di continuità, ma anche di differenziazione delle esperienze, interessi, definizione dei confini.
Quindi nessun discorso sulla famiglia può essere esaustivo. Nel libro è adottata una prospettiva storica e comparativa, che aiuta a collocare la vicenda familiare nel tempo e nello spazio e ad individuarne i nessi, ricorrendo a interpretazione e confronti antropologici ed etnologici. Lo spazio geografico è limitato all'Occidente europeo e nordamericano con particolare attenzione all'UE. La famiglia è considerata come un attore sociale complesso, non un sistema chiuso in se stesso, in interazione con la società.
Cap. 1 - Chi vive con chi: famiglia come unità di convivenza
Problemi concettuali di metodo: Vivere sotto lo stesso tetto è l'indicatore più semplice dell'esistenza di famiglia, ma insufficiente. Non tutte le persone che vivono insieme si definiscono famiglia. Inoltre, il confine dell'abitazione non sempre coincide con quello della divisione del lavoro, dell'accesso al cibo, o dei rapporti sessuali; ad esempio, in Francia: vivevano sotto tetti diversi e si scambiavano lavoro e risorse quotidianamente.
L'individuazione della convivenza familiare richiede che siano chiarite delle regole che delimitano lo spazio fisico della convivenza e definiscono come rapporti familiari, le relazioni tra le diverse persone. Queste regole consentono di individuare vari tipi di famiglia, o strutture di famiglia. Gli antropologi sono andati alla ricerca di funzioni e caratteristiche familiari universali (partendo da Malinowski nel 1913 con l'universalità del bisogno della cura dei piccoli, la famiglia è stata vista come istituzione universale per la cura e l'allevamento dei piccoli, definita da particolari confini spaziali e relazionali dove i membri sono legati da vincoli affettivi).
Sulla stessa scia molti sociologi parlano di funzioni della famiglia come dimensioni rinvenibili attraverso il tempo e lo spazio (riproduzione, cura, educazione...), ma questa concettualizzazione è criticata perché condivide il limite di tutte le argomentazioni funzionaliste, infatti, culture diverse, organizzano le funzioni in modi diversi.
Altra linea di ricerca mira a individuare le strutture della famiglia, riferendosi al tipo di vincolo che lega i membri di una convivenza (consanguineità, affinità, matrimonio, discendenza). Questa linea di ricerca si pone la domanda: chi sta nella famiglia, chi vive con chi e secondo quali regole?
La struttura della famiglia è definita dal modo in cui le persone si collocano lungo l'asse dei rapporti di sesso (x) e dei rapporti di generazione (y).
Tipologia di Laslett (gruppo di Cambridge, '72)
- Gruppi domestici senza struttura familiare: Senza coppia coniugale né coppia generazionale. In questo vengono comprese sia le convivenze tra fratelli e sorelle o consanguinei senza vincoli di generazione, sia coloro che vivono da soli.
- Gruppi domestici semplici: Coppia senza figli, o coppia con figli, o un genitore con figli (famiglia nucleare).
- Gruppi domestici estesi: Gruppo domestico semplice più uno o più parenti, ad esempio parenti ascendenti (un nonno/a).
- Gruppo domestico multiplo: Più nuclei coniugali, cioè più coppie eventualmente con i loro figli. Si articola ulteriormente a seconda dei tipi di legami che intercorrono tra i diversi nuclei lungo l'asse generazionale:
- Famiglia-ceppo: Dove tutti i fratelli sposati vivono insieme con le proprie famiglie, dove la coppia anziana vive con quella dell'erede.
- Famiglie congiunte: Dove tutti i figli maschi sposati portano le loro mogli e figli a vivere nella casa dei genitori.
BARBAGLI propone di distinguere tra struttura e relazioni familiari.
Struttura: Regole con cui una convivenza si forma e trasforma (quindi: nucleare, multipla...).
Relazioni: Rapporti di autorità e affetto tra persone conviventi (quindi: patriarcali, autoritarie, paritarie).
Tale distinzione segnala l'esistenza di dimensioni diverse entro l'esperienza familiare, ma è una semplificazione che rischia di nascondere i modelli di distribuzione dell'autorità, che sono invece alla base della definizione di una struttura familiare.
- Tra i sessi: Le famiglie a ceppo, ad esempio, riguardano sempre un vincolo non solo di coabitazione, ma anche di autorità. Le frereches dove gli uomini sono sempre tra loro consanguinei, mentre le donne se sposate, sono presenti solo come affini, quindi estranee: come mogli e nuore.
- Tra le generazioni: Le famiglie multiple si differenziano secondo l'autorità lungo l'asse generazionale in:
- Famiglie multiple discendenti: Il figlio che erediterà abita con la propria moglie e figli con i genitori che continuano a detenere l'autorità (autorità = coppia anziana).
- Famiglie multiple ascendenti: C'è un passaggio ereditario quando la generazione anziana è ancora vivente, quindi un trasferimento di autorità (autorità = coppia giovane).
I componenti e i rapporti di una famiglia mutano con l'andar del tempo, ad esempio nascite, morti e matrimoni producono un continuo mutamento nel tipo di vincoli che legano le persone in una famiglia; mentre crescita e invecchiamento modificano sia le competenze che l'autorità.
Strutture familiari nel passato europeo
2.1 Economia familiare e struttura della famiglia in varie regioni europee
Per molti secoli la famiglia ha costituito una vera e propria impresa. Studi recenti hanno messo in luce le caratteristiche d'impresa delle famiglie contemporanee, ma questa dimensione era un aspetto costitutivo delle famiglie nel passato particolarmente visibile nelle famiglie unità-produttive dei contadini e degli artigiani.
Ci sono state critiche all'opinione che nel passato le famiglie europee fossero per lo più a struttura multipla e che avessero attraversato nel tempo quello che Durkheim aveva definito processo di progressiva contrazione: dalla famiglia multipla alla famiglia coniugal, dove ogni matrimonio dà origine a nuova famiglia anche dal punto di vista della convivenza. L'industrializzazione avrebbe avuto un ruolo essenziale, favorendo il nascere della famiglia coniugale nucleare neolocale prima nell'occidente capitalistico e poi favorendo l'esportazione di questo modello nelle altre culture.
Le ricerche del Gruppo di Cambridge sembravano rovesciare questo resoconto: mostravano che diversi secoli prima dell'industrializzazione, verso la metà del 15^ sec il modello di struttura familiare prevalente in EU era proprio quello coniugale nucleare, in particolare nell'Inghilterra dove sarebbe dapprima avvenuta la rivoluzione industriale.
Caratteristiche delle famiglie occidentali:
- Età al matrimonio relativamente alta
- Differenza d'età tra i coniugi relativamente bassa
- Matrimonio tra coetanei in grado di stabilire la propria residenza separatamente dai genitori
- Fecondità ridotta (la donna è vecchia)
Da questo si distinguevano:
- Modello di famiglia orientale: A struttura multipla discendente, con età al matrimonio bassa, alta fecondità
- Modello di famiglia meridionale: Con famiglie multiple di vario tipo: le frereches in alcune zone della Francia, famiglia multipla discendente nei mezzadri toscani, o le famiglie a ceppo in alcune zone dell'Austria e del Tirolo. Reher sosteneva che ciò che distingueva la famiglia mediterranea non era tanto il prevalere di un certo tipo di struttura, quanto il suo essere radicata in una fitta rete parentale.
Quindi la famiglia europea si presenta molto diversificata, senza un andamento lineare e univoco come sembrava presumere la legge di Durkheim.
CASO ITALIANO: Per quanto riguarda l'Italia, Barbagli ha tracciato un profilo delle strutture familiari trovando forti diversificazioni tra regioni, città, campagna, ceti. Se è vero che per l'Italia l'urbanizzazione e l'industrializzazione sono state decisive per l'affermazione della famiglia coniugale nucleare, non è vero che prima dell'industrializzazione prevaleva ovunque la famiglia multipla a tre generazioni.
- Nel meridione: c'erano strutture familiari di tipo nucleare dovute al modello produttivo a cultura estensiva.
- Nelle città del centro nord regola di residenza neolocale dopo le nozze, quindi famiglie nucleari.
- Nelle campagne del centro nord strutture di tipo multiplo.
Per Barbagli tra il 14^ sec e il 20^ la struttura delle famiglie italiane ha subito 4 mutamenti:
- Stabilizzazione dovuta alla diminuzione di mortalità per carestie ed epidemie.
- Riduzione del peso delle famiglie incomplete (senza un genitore) per il calo della mortalità.
- Progressiva nuclearizzazione delle famiglie dei ceti nobiliari che diventano più simili alle altre famiglie urbane, artigiane e dei commercianti che da diversi secoli avevano questo tipo di struttura.
- Ridursi della presenza del personale domestico nella struttura delle famiglie urbane a partire dal 17^ sec.
Per quanto riguarda le campagne, tra il 15^ e 16^ sec si estende l'organizzazione produttiva poderale-familiare. Le terre vengono riunite e costituiscono un podere di dimensioni tali da poter esser lavorato da tutti i componenti della famiglia. Mentre in città si afferma la famiglia nucleare, nella campagna si afferma così la famiglia multipla. La struttura della famiglia contadina corrisponde alle esigenze della produzione agricola ed è proprio con la modifica dei contratti agrari nel 1870 che inizia una prima modernizzazione della famiglia. Dopo la prima guerra mondiale invece con il processo di redistribuzione della proprietà terriera, il numero delle famiglie a struttura multipla crebbe di nuovo. Il caso italiano mostra la varietà di strutture e processi non lineari di trasformazione. Anche se ha finito con il per prevalere la struttura di tipo nucleare anche nelle campagne.
CASO FRANCESE: Anche nella Francia le ricerche hanno rilevato diverse strutture familiari nel passato. Anche in questo paese nel 16^ sec c'era una forte presenza di famiglie nucleari coniugali, ma in molte regioni del meridione i gruppi estesi o multipli erano invece maggioritari. Inoltre, nelle regioni centrali e meridionali era molto diffusa la famiglia a ceppo. C'è quindi un'interdipendenza tra ciclo di vita, risorse e struttura nella famiglia contadina. La famiglia contadina è infatti sempre alla ricerca dell'equilibrio tra lavoro, bocche da sfamare e necessità produttive; mette in opera strategie che oggi si chiamerebbero di flessibilizzazione della manodopera. Una ricerca sulla vicenda di una famiglia di braccianti/manovali laziali mostra bene questo alternarsi di modelli di convivenza nel corso della vita a seconda del bisogno: quando non ci sono soldi o il marito va al militare, la famiglia di Giacomo Rossi va a vivere nella casa dei genitori di lui. Quanto la situazione migliora, torna a vivere per conto proprio.
2.2 L'instabilità delle strutture familiari nel passato
La famiglia del passato appare molto più instabile e soggetta a disgregazione di quella contemporanea, cause:
- Elevata mortalità: Ancora a metà dell'800 la mortalità era molto diffusa a tutte le età, molti morivano prima di diventare vecchi o diventare adulti. Le donne morivano prima anche per cause legate alla gravidanza e al parto e c'erano molti orfani e famiglie spezzate. Circa la possibilità di formare famiglie ricostituite va detto che essere vedova era un ostacolo: Una donna non più giovane poteva sposarsi solo se la terra che le aveva lasciato il marito costituiva una risorsa abbastanza appetibile e la presenza dei figli poteva essere un ostacolo anche se la vedova era giovane, sia per motivi di successione ereditaria, sia perché costituivano un peso economico per il potenziale marito. Un uomo vedovo invece trovava moglie più facilmente, talora nell'ambito della stessa famiglia della moglie defunta. Sesso ed età erano dunque variabili cruciali dei destini.
- Dispersioni della famiglia: Con gli orfani presi a carico da diversi parenti, fenomeni migratori o ricomposizione in una nuova famiglia tramite un nuovo matrimonio del genitore rimasto vedovo.
- Fenomeni migratori: Coinvolgevano soprattutto le famiglie contadine che mantenevano in equilibrio risorse e bisogni facendo emigrare alcuni dei propri membri: i figli minori erano mandati a servizio nelle altre famiglie contadine, o nel caso delle figlie anche a servizio presso le famiglie urbane. A volte specie nelle zone di montagna dove l'agricoltura era scarsa e i periodi di inattività prolungati emigrazione coinvolgeva anche gli adulti per lo più maschi. Questi fenomeni migratori coinvolgevano innanzitutto i figli eccedenti, non destinati ad ereditare. Inoltre c'era la mobilità forzata dell'intero gruppo soprattutto nei ceti contadini non proprietari, infatti il padrone disdiceva i contratti costringendo la famiglia a cercare altrove. E c'era infine la mobilità connessa allo stesso lavoro: i pastori migravano ogni stagione. I braccianti si muovevano con i tempi dei vari raccolti.
La diminuzione della mortalità, aumento e diversificazione delle risorse disponibili nel XX sec, favorirono una maggiore stabilità della famiglia, un'omogeneizzazione delle strutture familiari, cui segue una nuova instabilità moderna (ad esempio divorzio, separazione).
3. Industrializzazione e trasformazioni della famiglia
Si è già detto che la famiglia nucleare come struttura è stata presente per diversi secoli prima dell'industrializzazione, ma è tuttavia indubbio che grazie all'industrializzazione questo tipo di convivenza si è diffuso anche in aree e presso ceti che in precedenza erano caratterizzati da altre strutture familiari. L'industrializzazione è un fenomeno complesso che include sia il sistema di fabbrica con il lavoro salariato, sia processi di urbanizzazione e innovazioni tecnologiche, sia fenomeni demografici come la migrazione dalla campagna alla città, che nuove forme di divisione del lavoro. Con l'industrializzazione cambia la composizione della popolazione e la sua distribuzione tra città e campagna: gli strati rurali si inurbano e divengono proletari urbani (classe operaia), aumentano i casi di economia familiare mista con alcuni membri che vanno in fabbrica o, se donne, anche a servizio domestico o nei negozi della città, mentre altri rimangono in campagna.
La creazione di un nuovo mercato del lavoro favorisce la stabilizzazione e l'allargamento della famiglia, consentendo ai figli di rimanere più a lungo in famiglia senza emigrare, contribuendo con il proprio salario alle finanze familiari, e favorendo un uso strategico della parentela ai fini non solo di inserimento nel mercato del lavoro, ma anche di accoglimento, abitazione, messa in comune di risorse.
4. Fenomeni che accompagnarono l'industrializzazione in EU e che segnano l'organizzazione familiare
Diffusione dell'economia familiare salariata: Tutti sono chiamati a contribuire alla borsa comune. Sono prevalentemente i maschi adulti e giovani di ambo i sessi a divenire lavoratori nelle fabbriche, mentre bambini, donne con carichi familiari e vecchi si occupano...
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