Sociologia all'Università degli Studi di Firenze
Corso di laurea in: Scienze politiche
M. Ambrosini, L. Sciolla, Sociologia, Libro di testo: Mondadori, 2015
Questo file riassume quanto trattato nel libro di testo sopra citato. Il riassunto è strutturato esattamente come il libro.
Cosa studia la sociologia?
‘La sociologia è un ampio commentario delle esperienze di vita quotidiana, un’interpretazione che trae alimento da altre interpretazioni e, a sua volta, le alimenta’ Zygmunt Bauman
Sociologia: definizione e studio
Sociologia: è la scienza (-logia) della società (-socio), ovvero lo studio scientifico del comportamento degli esseri umani in una data società.
Norbert Elias (1897-1990)
Società = esseri umani in interdipendenza dinamica, mutevoli disequilibri di potere, habitus sociale.
C’è interdipendenza inoltre anche tra la struttura sociale e l’individuo: strutture sociali influenzano le azioni degli individui, e gli individui agiscono riproducendo o modificando le strutture sociali.
Definizione di società
Società: insieme organizzato di individui e gruppi, uniti da relazioni (morali, giuridiche, culturali) complesse, non necessariamente coincidente con i confini statuali, durevole nel tempo e sottoposta a cambiamenti.
Funzioni della società
La società deve organizzare nel tempo e nello spazio forme di convivenza/comunicazione tra gli individui. Le funzioni includono:
- Distribuzione delle risorse disponibili (istituzioni economiche)
- Gestione del potere e del consenso sociale (istituzioni politiche)
- Trasmissione di modelli culturali (istituzioni culturali e comunicative)
Sapere scientifico vs senso comune
L’atteggiamento dello scienziato sociale sta nel mettere in discussione metodicamente ciò che il senso comune generalmente dà per scontato.
Sapere sociologico comune
Il patrimonio delle conoscenze, legato ad esperienze dirette, che ognuno utilizza per orientarsi nella vita sociale.
Limiti di questo sapere
- È concentrato nel presente
- Lo spazio sociale degli individui è circoscritto
- È facilmente influenzabile e deformabile dal ‘sentito dire’
La sociologia come scienza sociale vuole superare i limiti del sapere sociologico comune, formulando interrogativi sulla base di una riflessione teorica e cercando una risposta a questi, sulla base di informazioni raccolte sistematicamente.
Immaginazione sociologica
È la capacità di comprendere ciò che accade nella nostra esperienza di vita, ma anche quella di tutto il mondo e di immaginare come la nostra esperienza si collochi all’interno di scenari più ampi. Ci permette di definire i problemi di cui facciamo esperienza attraverso il mutamento storico e le istituzioni. La sociologia ci fa trovare il senso delle nostre esperienze confrontandole o condividendole con interpretazioni di altri.
Retorica e sociologia
Gli uomini hanno idee: intuizioni, un meraviglioso caos. Gli uomini esprimono idee, il problema della comunicazione è rendere trasmissibili le idee, il che comporta una loro riduzione e semplificazione.
Gli uomini esprimono idee che non sono loro: la trasmissione delle idee dà loro una vita propria. Obiettivo: sopravvivere. Quindi c’è un passaggio dell’idea da ‘apparizione’ a ‘oggetti’.
Idee, una volta espresse e dunque sottoposte alla pressione di un pubblico, diventano oggetti artificiali privi di un reale rapporto con la loro origine. Gli uomini le affinano con tale ingegno da renderle micidiali. Col tempo scoprono di poterle usare come armi. Non ci pensano su un attimo e sparano: è la tesi più lunga che però dà un riconoscimento sociale, un’approvazione/disapprovazione e una collocazione sociale.
Uomini usano le idee come armi, e in questo gesto se ne allontanano sempre: il punto di partenza è ormai lontano, tanto che ormai non abitano le loro idee onestamente. È un percorso che non si può ricostruire. Riconoscimento e approvazione sono un desiderio umano.
L’onestà intellettuale è un ossimoro: contraddittorietà non risolvibile tra l’obiettivo dell’onestà intellettuale e l’inadeguatezza umana a perseguirlo.
Oggetto di studio della sociologia
La società è considerata un luogo pesantemente e inevitabilmente percorso dalle correnti della retorica comune.
Condizionamenti
Il sociologo è sia uno scienziato sociale che un cittadino. Quindi è immerso nelle relazioni sociali e prigioniero delle proprie reti che ne condizionano il giudizio e l’azione.
Le origini della conoscenza sociologica
Possiamo individuare tre momenti che favoriscono la nascita della conoscenza sociologica:
- Rivoluzione scientifica
- Rivoluzione francese
- Rivoluzione industriale
Precursorii della sociologia: due scuole di pensiero
Il positivismo: indirizzo filosofico dominante nel ’800, tratta problemi con ‘spirito positivista’ attraverso ricerche empiriche e analisi dei fenomeni basate su osservazioni accurate. Basa approccio e metodo come nelle scienze naturali.
Il pensiero marxista: vuole elaborare una scienza della società. Marxismo sviluppa approccio critico della società borghese-capitalistica.
Auguste Comte (1798-1857) e il pensiero positivista
Elabora la legge dei tre stadi:
- Stadio teologico: epoca medievale; pensiero guidato da credenze religiose.
- Stadio metafisico: rinascimento-illuminismo. Spiegazione natura e società fa ricorso a principi astratti.
- Stadio positivo: inizia con la rivoluzione industriale. Applicazione al mondo del metodo scientifico. Primi grandi scienziati naturali.
Herbert Spencer (1820-1903)
Influenzato da teorie evoluzionistiche di Darwin, applica l’evoluzione anche alle società umane. Le società umane si evolvono grazie alla competizione che seleziona gli organismi con maggiore capacità di adattamento. Gli organismi sociali di conseguenza si adattano.
Karl Marx e il pensiero marxista
Positivisti: progresso evoluzione
Marxisti: contraddizioni e conflitto
Temi performativi
- Differenziazione
- Razionalizzazione
- Individualizzazione
- Stratificazione
Differenziazione
Come la società sta insieme se si differenzia al suo interno? Trasformazione delle forme antiche a quelle moderne.
Razionalizzazione
Progressiva estensione dell’uso della ratio nell’interpretazione della realtà e nella organizzazione della vita sociale: sviluppo scientifico, giuridico, ecc.
Individualizzazione
Allentamento dei forti legami di gruppi in virtù dell’emergere dell’individuo.
Stratificazione
Diversificata distribuzione delle risorse. Disuguaglianze sistematiche (genere, razza, etnia, ecc.). Comprendere funzionamento della società, nei conflitti e nei cambiamenti.
Paradigma oggettivista (o paradigma della struttura)
Concezione olistica del sociale
La società è l’unità prioritaria dell’analisi, gli individui sono veicoli attraverso cui la società si esprime. Per comprendere i comportamenti umani dobbiamo ricondurli alle coordinate/contesto/situazione sociale in cui si manifestano.
Quattro punti che danno origine al pensiero di Durkheim
- Bisogna considerare i fatti sociali come cose, sono esterni all’individuo e si possono spiegare solo attraverso altri fatti sociali.
- La società è un tutto superiore alla somma degli individui che la compongono.
- Il metodo scientifico è unico, sostenendo che non si usa solo nelle scienze naturali ma anche per spiegare le scienze sociali.
- La sociologia ricorre alla comparazione basata sulla concomitanza delle variazioni dei fenomeni studiati.
Il suicidio secondo Durkheim
Non si intende studiare il suicidio come atto individuale, ma come fatto sociale. Durkheim trova concomitanze costanti, come per esempio i non coniugati si suicidano di più dei coniugati. Chi non ha figli si suicida di più di chi ne ha. Durkheim distingue tra vari tipi di suicidio: altruistico, egoistico, anomico, fatalista. Il rapporto non è per forza di causa-effetto, ma se tutti vanno verso la stessa direzione si arriva ad un evento comune: la prevenzione. L’individuo solo, non legato a vincoli sociali, sarà più incline al suicidio.
Paradigma soggettivista (o dell’azione)
Rappresentato da Max Weber. Tutti i fenomeni sociali sono il risultato di azioni, credenze, ecc. degli individui. L’individuo è la sede dell’azione, non la società. Diverso dal collettivismo di Durkheim secondo cui solo la società, eventi sociali ecc sono entità autonome dagli individui.
Quattro punti che danno origine al pensiero di Weber
- Per comprendere un’azione bisogna conoscere il senso soggettivo che l’attore gli attribuisce.
- L’interesse conoscitivo (specifico significato che il ricercatore attribuisce a ciò che sta elaborando) del ricercatore ha un ruolo importante nell’analisi scientifica.
- Le cause e i motivi degli eventi ecc sono legate, perché c’è una molteplicità delle cause e una selezione del fattore rilevante.
- Il tipo-ideale: modello concettuale ipotetico tramite cui un fenomeno può essere compreso nella sua individualità e particolarità. Altra definizione: rappresenta un quadro concettuale, il quale non è la realtà storica o sociale, ha il significato di un puro concetto limite ideale, a cui la realtà deve essere commisurata e comparata, al fine di illustrare determinati elementi significativi del suo contenuto empirico.
Paradigma dell’ordine
Vuole tendere all’equilibrio sociale, nelle relazioni e interrelazioni. Hobbes dice che gli uomini si sottopongono all’autorità dello stato. Smith individua nel mercato una forma di equilibrio/ordine sociale attraverso regole. Spencer e Comte: società = organismo composto da parti connesse tra loro. Queste parti devono essere complementari tra loro creando così ordine/equilibrio dinamico. Simmel: differenziazione sociale produce individualizzazione e eterogeneità tra gli individui. Ciò comporta interdipendenza tra gli individui che hanno bisogno di altri per esigenze specifiche. Durkheim: connessione tra divisione del lavoro e forme di solidarietà servono per capire cosa tiene insieme la società. Fa due distinzioni della società: premoderna e moderna.
Pre-moderna
Divisione del lavoro è scarsa. La solidarietà sorge automaticamente, è meccanica.
Moderna
Divisione del lavoro avanzata. La solidarietà non è automatica, non succede per forza, è organica. Tönnies: comunità è organica, cioè è fondata su rapporti di intimità, coesione, in cui gli individui si sentono uniti tra di loro. Società è meccanica, è fondata sui rapporti di scambio e interesse personale che mettono in relazione non gli individui nella loro totalità, ma soltanto le loro prestazioni.
Paradigma del conflitto
In contrapposizione al paradigma dell’ordine, il conflitto è alla base del sostentamento della società, cioè se non c’è conflitto la società non si regge in piedi.
- Gli individui e i gruppi non condividono gli stessi valori o scopi.
- Gli scopi dei diversi gruppi o individui possono essere tra loro incompatibili.
- Possono essere regolati tramite compromessi ma non è sempre possibile.
- Chi ottiene il predominio tende a chiamare i propri valori come “i valori”.
Marx vede nel ribaltare la società quel qualcosa che permette di dar vita a un cambiamento che la possa rendere migliore. Ci sono due classi fondamentali: borghesia, proletariato. Queste due classi sono contrapposte perché hanno interessi antagonistici. Il conflitto di classe è la causa del mutamento sociale. Il conflitto è l’elemento fondamentale e inalienabile. Marx viene criticato perché lui mira ad una situazione di armonia, ma l’armonia va contro al paradigma del conflitto.
Weber ha una visione diversa del conflitto. La lotta di classe non è l’unico conflitto osservabile, perché vive in una società diversa da quella di Marx, e quindi il contesto sociale è diverso e non esprime lo stesso di quella di Marx. Weber vede nei ceti sociali un conflitto perché in essi c’è una diversa distribuzione delle risorse in senso non solo monetario ma anche di idee, politica, diritto, religione. Il ceto è una “classe” che vuole preservare la sua condizione. Spesso il ceto dipende da ruoli ascritti della persona e ci sono regole formali all’ingresso. Il conflitto fa parte della dinamicità sociologica, è una cosa normale. È una condizione di relazione sociale. Il conflitto intende una specie di dibattito, non è come l’antagonismo in cui una delle due parti vuole imporre la propria idea. Conflitto esterno: (Es: attentato di Parigi) conflitto interno alla società dovuto a cause esterne. Ribadisce l’identità collettiva e fa diminuire le differenze sociali. Conflitto interno: (es: attentato ad Aldo Moro) per paura si limitano le libertà accettate, “leggi speciali”
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