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Cos'è la sociologia?

Lo studio scientifico della vita umana, dei gruppi sociali, di intere società e del mondo umano in quanto tale.

Sociologia applicata

I sociologi impiegano le loro competenze per migliorare il mondo adoperandosi per cambiare una situazione esistente (senzatetto, disoccupati, tossicodipendenti).

Il sociologo deve essere capace di liberarsi dai condizionamenti della situazione personale, collocando le cose in un contesto più vasto. Ci sono vari motivi per cui si compie un’azione. La sociologia fa uso di teorie.

Elaborare teorie

Significa costruire interpretazioni astratte impiegando una serie di affermazioni logicamente correlate tra loro, tali da spiegare un’ampia varietà di situazioni empiriche o fattuali. I fatti, per l’appunto, non parlano da soli, ma devono essere interpretati! È importante sapere che ogni decisione pratica si basa su presupposti teorici.

Immaginazione sociologica

Secondo il sociologo Charles Mills, il lavoro sociologico dipende dallo sviluppo dell’immaginazione sociologica. Essa richiede la capacità di riflettere su sé stessi fuori dalle abitudini familiari della vita quotidiana, per arrivare a vederle da un nuovo punto di vista (tazzina di caffè).

Cos'è la società?

È un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio condividendo caratteristiche culturali comuni, quali la lingua, i valori e le norme fondamentali di struttura sociale e comportamento. La società possiede una struttura formata da modelli persistenti tra delle relazioni tra persone, gruppi e istituzioni.

Le società umane passano attraverso un processo di strutturazione, ovvero vengono continuamente ricostruite da mattoni che le compongono: gli esseri umani. (ex. Se ognuno di noi decide di comprarsi un caffè, influenziamo il mercato del caffè).

Cosa studia la sociologia?

La sociologia studia le scienze sociali o umane: gli aspetti degli esseri umani chiamati “non esatte” (al contrario delle scienze dure), perché le persone sono diverse tra di loro e cambiano nel tempo. Noi infatti cambiamo soggettivamente in base alle nostre esperienze.

  • Ex: Crollo del ponte di Genova (trauma) -> cambia la prospettiva, stravolge le abitudini e la rete di conoscenze. Il senso di comunità è stravolto.
  • Ex: Convivenza o matrimonio -> nuovo tipo di vita.

Gli antropologi partono studiando le società tradizionali e notano che in esse ci sono fasi di passaggio (riti di passaggio all’età adulta, il poter fare figli -> le persone passano attraverso una cerimonia ad un altro status). Ex2: leva obbligatoria in Italia, il servizio militare è un rito di passaggio.

L’uomo è sempre vissuto in gruppo (anche gli animali, ex. lupo nel branco). In essi esistono gerarchie (ex. capobranco). Gli umani però arrivano facilmente all’uccisione a differenza degli animali.

La sociologia inoltre studia come gli individui vivono in società organizzate. Essa però ha limiti perché tratta di esseri umani, ma i sociologi sono anch’essi esseri umani (soggettività). È importante essere consapevoli della propria soggettività, perché essa influenza la visione delle cose.

Il fondatore della sociologia

Il posto d’onore spetta a Comte, che ambiva a creare una scienza della società che potesse spiegare le leggi del mondo sociale. Secondo lui ciò poteva aiutare a modificare il nostro destino e ad accrescere il bene dell’umanità.

Comte voleva che la sociologia divenisse una scienza positiva in grado di applicare allo studio delle società gli stessi metodi scientifici utilizzati dagli scienziati. Il positivismo è una dottrina secondo cui la scienza si applica solo a fenomeni osservabili, attingibili attraverso l’esperienza.

Adottare un approccio positivista in sociologia significa mirare alla produzione di conoscenza sociale basata sull’evidenza empirica ricavata dall’osservazione, confronto e sperimentazione.

La legge dei tre stadi di Comte

Essa afferma che gli sforzi umani per comprendere il mondo sono passati attraverso tre stadi: teologico (il pensiero viene guidato dalle idee religiose e dal concetto di società come espressione della volontà di Dio), metafisico (la società viene vista in termini naturali e non più soprannaturali) e positivo (annunciato dalle scoperte di Copernico, Galileo e Newton, è caratterizzato dall’applicazione del metodo scientifico al mondo sociale).

Fase finale di Comte

La soluzione per le disuguaglianze causate dall’industrializzazione e per la minaccia che rappresentavano per la coesione sociale consisteva nella produzione di un consenso morale attraverso una nuova religione dell’umanità capace di mantenere unita la società a dispetto delle disuguaglianze. Non si realizzerà.

Émile Durkheim

Vuole fondare la sociologia come scienza, quindi si preoccupa per il metodo e cerca metodi per analizzare la società attraverso l’empirismo. Il suo approccio è olistico (considera i cambiamenti dal punto di vista della società composta da individui interdipendenti, ma bisognosi gli uni degli altri. La società è vista come un tutt’uno).

Egli pensava che si dovesse studiare la vita sociale con la stessa oggettività con cui gli scienziati studiano la natura (appello “studiare i fatti sociali come cose”). I fatti sociali per lui erano tutte quelle istituzioni e regole dell’agire che determinano o incanalano il comportamento umano. Il sistema monetario ad esempio è un fatto sociale che esiste indipendentemente dall’individuo e che ne condiziona le azioni.

Inoltre per lui la divisione del lavoro portasse a trasformazioni sociali (più una società è complessa, più è differenziata): Durkheim s’interessa alla solidarietà sociale e morale, ovvero ciò che teneva insieme la società (diverso dalla psicologia che si incentra sull’individuo).

La morale è ispirata a principi che tutti devono condividere, sennò non c’è la società. La morale è un prodotto sociale, come anche la religione. La morale individuale è quella interiorizzata negli individui. Il senso di colpa ad esempio è perché interiorizzando valori e principi, quando infrangiamo ce ne accorgiamo.

La vergogna è un fatto sociale, la colpa è un fatto individuale. Le società tradizionali erano caratterizzate da una solidarietà meccanica (=dedicandosi in prevalenza a occupazioni simili tra loro, gli individui sono legati tra loro da esperienze comuni e credenze condivise). A essa si contrappone la solidarietà organica, nata in seguito alla specializzazione di mansioni e la crescente differenziazione sociale prodotte dall’urbanizzazione e industrializzazione.

Gli individui specializzandosi diventano sempre più dipendenti, perché ognuno ha bisogno e dipende da un bene prodotto dall’altro. La nostra società si fonda sull’iperspecializzazione. Ad esempio nella medicina c’è l’ortopedico (scheletro), ma c’è lo specialista di ogni osso; la conoscenza è estremamente approfondita, ma anche limitata, non c’è più una visione olistica d’insieme, ma oggi c’è una visione iperspecializzata.

Nella società moderna si producono pochi principi condivisi e c’è un atteggiamento anomico che mina la coesione che dovrebbe avere una società. Man mano che le società progrediscono, progredisce la specializzazione e si inserisce un elemento di minore o maggiore posizione di prestigio di alcune attività, portando alla stratificazione sociale.

La società funziona bene se tutti accettano la divisione sociale del lavoro, perché ciascun ruolo è interdipendente dagli altri. Con la nascita della stanzialità, nasce la territorialità (=io definisco il territorio come mio).

Durkheim era convinto che il mondo cambiasse così velocemente che i vecchi valori venivano persi senza però essere sostituiti da nuovi, ciò provocava disagio. Con anomia, Durkheim definiva queste condizioni di disagio, per indicare un profondo senso di inutilità, timore e disperazione, derivante da una percezione di assenza di significato e di regole (individualismo di cui parla Tocqueville). Il capitalismo con la diffusione di norme produce il rischio di anomia.

Vuole spiegare come la modernità possa esistere senza sfociare nell’anomia e nell’egoismo; inizia a studiare la morale; le persone si preoccupano della collettività perché hanno interiorizzato delle regole morali, c’è la solidarietà che funge da anticorpi per l’individualismo. Lui fa uno studio metodologico; individuare le variabili che entrano in gioco negli avvenimenti.

Nel suo libro, Durkheim cerca di spiegare il percorso per arrivare alla modernità; inizia a studiare le società più semplici (aborigeni australiani), che sono società in cui non c’è la divisione del lavoro o gerarchia sociale. Tutti collaborano con la caccia etc. L’unica distinzione è di genere, le donne si occupano dei figli.

Queste società si fondano sulla solidarietà di tipo meccanico o segmentato; è forte e solida, segmentaria (analogia lombrico, se lo tagli a metà diventano 2 lombrichi perché si riproducono). Vi è inoltre il culto degli antenati e il mito della creazione. I riti sono molto importanti, non si accetta la diversità (vengono emarginati), si fonda sulle tradizioni.

Con la nascita dell’agricoltura la società diventa più complessa, si forma la figura dei guerrieri, gli agricoltori che producono per sé stessi e per gli altri. Si formano inoltre persone specializzate che vengono mantenute dai produttori, ci sono persone che svolgono lavori manuali, altri raccolgono i prodotti. Aumentano anche le competenze e servono persone che istruiscano e contabili.

Più una società si specializza, più si gerarchizza; cambia la solidarietà meccanica, ora si basa sulla specializzazione; rapporto di interdipendenza (metodo del corpo umano che è fatto di organi e ognuno ha bisogno dell’altro); solidarietà organica; tutti sono diversi ma hanno bisogno l’uno dell’altro.

Coscienza collettiva: condivisione dei riti che formano i principi e i valori condivisi; morale del gruppo. Nelle società moderne è difficile mantenere la coscienza collettiva. Come si fa?

Durkheim analizza le forme religiose (in Francia la religione è una cosa privata, quindi non è importante). Nella religione l’aspetto importante è la ritualità, che nella modernità è una celebrazione pubblica (Natale-business o rito della famiglia privata). Quindi la ritualità ha perso il carattere totalizzante. Egli sostiene che la modernità generi anomia.

Quali sono le soluzioni?

  • Creazione di corpi intermedi; corporazioni che facciano sì che le persone sentano il senso di appartenenza e per stemperare l’individualismo.
  • Accettazione collettiva di regole; senza regole, no valori e no collettività.
  • Recupero della ritualità; genera solidarietà.

Attraverso i sistemi giuridici riusciamo a capire la complessità e la stratificazione sociale di una società. Il diritto è l’elemento tramite cui la morale si trasforma in norme nelle società. Può essere:

  1. Diritto repressivo: primordiale nelle società semplici (la punizione ha valore emblematico e serve ad affermare all’interno della collettività i valori più importanti, non a redimere una persona).
  2. Norme di tipo restitutivo: nelle società moderne; uno paga multa perché ha violato la legge. Vs società tradizionali dove la punizione è importante di per sé non ha un vero scopo educativo (teoria del capro espiatorio); costruzione di un nemico interno per evitare di avere altri problemi e distrarre la popolazione.

La preoccupazione di Durkheim è che la moralità sia condivisa. Questo dev’essere l’obiettivo.

Il suicidio per Durkheim

Il suicidio è un fatto sociale che può essere spiegato solo da altri fattori sociali. Scoprendo che certe categorie di individui erano più propense al suicidio di altre, Durkheim affermò che l’esistenza di forze sociali, esterne all’individuo, influenzavano i tassi di suicidio. Sulla base della carenza o dell’eccesso di integrazione e regolazione sociale, egli identificò quattro tipi di suicidio:

  • Suicidio egoistico: carenza di integrazione sociale, un individuo è isolato e i suoi legami coi gruppi sociali sono allentati o interrotti.
  • Suicidio anomico: carenza di regolazione sociale, gli individui sono privi di norme a causa di un repentino cambiamento o instabilità sociale e la perdita di esse distrugge l’equilibrio tra la condizione degli individui e le loro aspirazioni. (riferimento ad alienazione di Marx)
  • Suicidio altruistico: eccesso di integrazione sociale, i legami sociali sono così forti che l’individuo attribuisce più valore alla società che a sé stesso, vedendo il proprio suicidio come un sacrificio a favore di un bene maggiore.
  • Suicidio fatalistico: eccesso di regolazione sociale, l’oppressione cui è sottoposto l’individuo produce in lui un senso di impotenza di fronte al fato o alla società.

Karl Marx

Il suo obiettivo principale è quello di collegare i problemi economici alle condizioni sociali. Marx si concentra soprattutto sullo sviluppo del capitalismo, in cui individua il capitale (i mezzi di produzione usati per produrre merci) e il lavoro salariato (l’insieme dei lavoratori che cercano occupazione presso i detentori del capitale).

La borghesia rappresenta i capitalisti mentre il proletariato rappresenta i lavoratori. Il capitalismo è un sistema classista in cui le classi intrattengono un rapporto conflittuale. Nonostante entrambi dipendano gli uni dagli altri, la relazione è sbilanciata perché gli operai sono privi di controllo sulle condizioni e sul prodotto.

Marx vede nei conflitti tra le classi sociali il motore della storia, “La storia di ogni società esistita finora è la storia di lotte fra classi”. Marx teorizzò una rivoluzione dei lavoratori che avrebbe dato vita al comunismo, in cui il modo di produzione si sarebbe organizzato attorno a una proprietà di tipo comunitario, fondamento di un ordine sociale più egualitario.

Max Weber

I valori religiosi, in particolare quelli del puritanesimo, sono stati fondamentalmente importanti per la creazione di una mentalità capitalista. Diversamente dagli altri, l’agire sociale, Weber pensava che i sociologi dovessero studiare ovvero le azioni significative che il soggetto compie nei confronti degli altri.

L’approccio di Weber parte dall’analisi degli individui e come agiscono nei diversi contesti sociali e al significato che questi individui danno ai loro comportamenti (=senso intenzionato dell’agire del soggetto). Dobbiamo chiederci il senso dell’agire, interpretarlo e comprenderlo (→sociologia comprendente).

Weber pensa che il nostro sguardo sul mondo è soggettivo, ciò fa sì che la sociologia non possa essere una scienza adatta. Le persone sono diverse tra loro in base alle loro esperienze. Quindi bisogna diventare consapevoli di ciò e dobbiamo controllarci dai nostri pregiudizi.

Un elemento importante nella prospettiva weberiana è il concetto di tipo ideale. I tipi ideali sono modelli utilizzabili per indagare un fenomeno sociale e ci aiutano a comprendere il mondo. (ex: tipo ideale di un gruppo terroristico per capire le forme di violenza politica). I tipi ideali sono forme pure o monodimensionali di fenomeni reali.

L’affermazione della società moderna secondo Weber è stata accompagnata da importanti cambiamenti dei modelli di azione sociale. Secondo lui il calcolo strumentale razionale è subentrato al posto delle credenze tradizionali, tendendo al raggiungimento dell’efficienza sulla base delle conseguenze prevedibili.

L'analisi di Weber si concentra su

  1. Agire razionale strumentale (obiettivo); utilizzare il concetto di agire razionale rispetto allo scopo.
  2. Agire rispetto al principio/valore; agire è ispirato ad eticità, non rispetto ad un obiettivo.
  3. Agire tradizionalistico; le persone della comunità tradizionale agiscono e si ispirano dalle tradizioni, guardano gli antenati.
  4. Agire emotivo; abbiamo anche atteggiamenti legati all’emotività (altro tipo ideale); autocontrollo; insegniamo ad interiorizzare l’emotività.

Etica della convinzione: quando pensiamo a generazioni future, ad esempio chi vuole salvaguardare il pianeta (è un principio, valore). Quest’etica dovrebbe caratterizzare la classe politica, che dovrebbe avere una visione più prospettica.

Che senso ha l’agire per le persone? Weber costruisce i tipi ideali (N.B. essi aiutano solo a orientarci e a interpretare/comprendere, ma non è che in una società c’è solo un tipo di agire. Le società hanno lunghi processi di cambiamento, bisogna capire qual è l’atteggiamento prevalente. Ex: Giappone è moderno e antico.

Quali questioni affronta Weber? Lui vuole capire perché il capitalismo (applicazione delle scoperte scientifiche all’ambito industriale) si è sviluppato in Occidente (luogo dove le persone rischiano, c’è un mercato e la possibilità di scambiare beni col denaro, le relazioni sono mercificate; l’uomo vende la sua forza lavoro, nasce proletariato salariato e i rapporti tra classi sociali si delineano).

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Irina_Studentessa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Leonini Luisamaria.
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